Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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mercoledì 7 maggio 2014

Zagor vs Cthulhu

Salve e ben ritrovati miei adoratissimi fumettopeniaci, ci ritroviamo oggi per segnalare un albo tutto italiano, questo mese mi sono imbattuto per puro caso nel  numero#637 di Zagor  - Antartica di Boselli e Della Monica, un albo dello spirito con la scure che ha chiari riferimenti all'opera del nostro adoratissimo Howard Philips Lovecraft.
Per i lettori a digiuno dei fumetti di Zagor, l'albo potrà sembrare di non facile comprensione, la storia di questo mese che si conclude nel prossimo numero, si incastra in un avventura più ampia che vede il difensore di Darkwood impegnato in un lungo viaggio nelle lande americane, reminescenze di quest'albo sono da ricercare addirittura nei numeri #468-#469, i numeri in cui compaiono alcuni dei personaggi che ritroviamo in quest'albo, come l'archeologo Dexter Green, ed il suo servotre Yambo M'zai, o del perfido e misterioso Ludwig Ritcher, uno studioso tedesco che la natura ha privato di scrupoli ed attenzioni verso il prossimo.
Un'altra citazione che ritroviamo in queste pagine è rappresentata dal corpulento Agente Lambert, che si dichiara un agente al servizio dell'organizzazione chiamata ALTROVE, creata da Alfredo Castelli in seno all'universo narrativo di Martin Mystere, Altrove, è una organizzazione supersegreta del governo americano che si occupa di casi impossibili, che è chiaro che esiste da molto moltissimo tempo, ed in passato evidentemente ha incrociato le sue avventute con altri personaggi bonelli come Mister No ed appunto Zagor.
Dalle parole dei personaggi, per la chiara comprensione di quest'albo bisogna prestare attenzione alle parole di Greene dello stesso Zagor.
Dall'archeologo di apprende che la collaborazione con Altrove ha il fine comune di ritrovare i resti della antica civiltà atlantidea scomparsa nelle ere antiche, migliaia di anni prima, senza lasciare traccia della sua avanzata tecnologia. In Antartide si presume sia esistita una colonia Atlantidea.
Dalle parole di Zagor si intuisce che il passato incontro con Green (e Ludwig Ritcher), non si è concluso nel migliore dei modi, e che la sua presenza al Polo Sud, è legata esclusivamente alla volontà dello spirito con la scure di impedire a Green e la sua spedizione di ritrovare i resti della civiltà atlantidea, perchè teme per gli usi bellici di quella avanzatissima tecnologia.
Un'ulteriore chiarimento: l'attenzione verso la civiltà scomparsa di Atlantide, è un plot narrativo, molto utilizzato in casa Bonelli, vedi Nathan Never e Martin Mystère, e il buon Zagor si era già imbattuto nei resti di una colonia Atlantidea, nel numero #421 Atlantis.
Direi che con questa base, la comprensione di questa gelata avventura è già più appetibile, la storia di Boselli è scorrevole, veloce appetibile e piena di citazioni:
Con il termine TERRA INCOGNITA AUSTRALIS, si indicava un ipotetico continente situato nell'emisfero australe, disegnato nele mappe tra il quindicesimo e diciottesimo secolo.


Johannes Schoner, era uno stimato matematico tedesco vissuto tra la fine del 1400  fino alla meta del 1500, era un erudito, e tra i suoi lavori figurano diversi studi di astonomia, astrologia, e geografia. La spedizione di Green si basa su una vecchia mappa disegnata dallo studioso tedesco.
L’ammiraglio Russo Bellinghausen che si cita a pagina 7, nella quinta vignetta, è il marinaio russo che nel 1821 esplorò quei mari per la prima volta, il mare di Bellinghausen è quell tratto di mare situato al largo della parte occidentale della penisola Antartica.
Il capitano John Davis, cacciatore di foche del Connecticut, è riconosciuto come uno dei uomini ad aver messo piede su suolo antartico nel 1821.
John Biscoe, era un marinaio esploratore che nel 1831, fu a capo di una importante spedizione su suolo antartico, nella quale furono cartografate più precisamente quelle lande sconosciute, la terra di Graham e le Isole Biscoe, sono nomi coniati dopo quella famosa spedizione.
Ovviamente il riferimento più appetitoso che ritroviamo nell’albo è quello alla letteratura di Lovecraft, alle Montagne della Follia del 1936.Romanzo horror in cui 16 esploratori, durante una spedizione al polo sud
si imbattono nella scoperta di esseri mostruosi ibernatida milioni di anni.
I graffiti in cui si imbattono Green ed i suoi uomini, lasciano presagire che nel prossimo numero, i riferimenti alla mitologia Lovecraftiana saranno alla base dello svolgimento della trama, egregiamente illustrata da Raffaele Della Monica.
Direi che per gli amanti di Cthulhu, questo albo di Zagor è assolutamente impedibile, e chissà che la lettura non vi appassioni al punto di voler conoscere qualcosina in più dello spirito con la scure.
Io ovviamente ne caldeggio calorosamente la lettura, nonostante il tutto si svolge al polo Sud.
Baci ai pupi.

 



lunedì 3 giugno 2013

Le Montagne della Follia








“Le montagne della follia”  - di N.J. Culbard Edizioni Magic Press
Brossurato 128 pagine 15€

Musica nuova in cucina dove la patata è regina

I più attenti che seguono la neonata pagina Facebook di Fumettopenìa, avranno notato che ogni tanto ci sono dei post siglati da JonSnow, ignoro perchè il buon BEEEEP abbia scelto di palesare le sue idee (sua è stata l'idea di fare un profilo Facebook del blog) ed i suoi commenti in maniera anonima, rispetto la sua scelta, anche se personalmente io mi sarei scelto un nome più ricercato: che sò magari avrei firmato i miei interventi Jamie Lannister post -Vargo Hoat.
Comunque, diamo il benvenuto ad ...cazzo stavo svelando l'identità segreta del nuovo redattore di Fumettopenìa, dicevo diamo il benvenuto a Lord Snow, bastardo di Casa Stark che ha deciso di contribuire alla longevità di questa pagina.
Nel ringraziarlo per l'aiuto, vi auguro una buona lettura, una buona serata, ed ovviamente ringrazio anche voi per il tempo che ci dedicate, spero che in queste pagine: il Blog, il profilo Facebook e Twitter fondamentalmente vi divertiate come ci divertiamo noi!
Baci ai pupi. 
Lascio la parola a -jonsnow-

Cari lettori di fumettopenia, spinto dalla passione del mio caro amico nonché Gennaro Cardillo, ho deciso di collaborare con lui alla gestione della pagina FB prima, e del Blog dopo. Per cui in questo piovoso sabato di giugno, chiuso in casa arrabiato per non aver potuto fare la mia corsa quotidiana, con i Cure in sottofondo, ho trovato l'ispirazione per la mia prima recensione. Se ci sono errori vi prego di perdonarmi e di avere pazienza. Non ho la pretesa di scrivere come Umberto Eco o di avere le capacità critiche di Aldo Grasso...ma piano piano e con il vostro aiuto miglioreremo insieme
- jonsnow-

Durante il mio giro settimanale alla Feltrinelli, spulciando tutti gli albi della sezione fumetti con quel misto di pazienza certosina e curiosità morbosa  di cui noi habituè delle fiere del fumetto siamo (inn)naturalmente dotati, mi sono imbatutto in questo recente adattamento a fumetti di un racconto di Lovercraft. Confesso che ahimè non sono un profondo conoscitore dello scrittore di Provvidence, per cui al grido di “non è mai troppo tardi” incuriosito dal titolo e dalla copertina, ho presso il volume e mi sono seduto immediatamente in quelle comode poltrone che sono la delizia di ogni frequentatore della libreria (quando non sono occupate). All'inizio ero un po' scettico, in fondo si parla di una spedizione da parte di alcuni scienziati al polo sud e  di non meglio precisati alieni, cosa di cui, la letteratura e il cinema sono fin troppo  pieni. Poi però, leggendo, mi sono ricordato che H.P. Lovercraft scrisse questa storia nel lontano 1926 e che probabilmente non stavo leggendo l'ennesima versione di una spedizione qualsiasi al polo, ma bensi' “la spedizione,”, ossia la storia che può essere considerata come vera e propria antesignana di tutte i racconti horror e  fantascientifici che hanno contrassegnato gli utlimi 50 anni.   E cosi pagina dopo pagina mi sono ritrovato a vivere con i protagonisti  il loro senso  di eccitazione  prima e di angoscia e smarrimmento poi, di fronte alla scoperta di strani fossili in luoghi dove non potrebbero e dovrebbero trovarsi, circostanza che darà il via al ritrovamento di vere e proprie forme di vita aliene ibernate, di fronte alle quali anche i cani della spedizione sembrano trovare ansia e tormento.








Il tutto in un paesaggio irreale, un immenso deserto bianco all'apparenza quieto, che però nasconde segreti talmente opprimenti, da provocare la pazzia nella mente di chi  è destinato a scoprirli. Ed inevitabilmente, alla follia e alla tragedia conduce la scoperta delle bellissime e inquietanti “montagne della follia” che danno origine al nome della storia, una catena montuosa alta come nessun altra al mondo, dietro la quale si cela un mondo proibito agli umani, un mondo fatto di immmensi costrutti alieni che rivelerà loro ciò che siamo realmente, ossia dei piccoli esseri che si affannano a sopravvivere in un mondo che ospita  altre forme di vita oltre la nostra, forme di vita che sembrano demoni dell'inferno pronte a divorare tutta la fragile civiltà umana. Il tratto di Culbert è essenziale e l'uso dei colori rimanda il lettore nella dimensione di indeterminatezza e paura che pervade i membri della spedizione man mano che si addentrano nella scoperta di un mondo estraneo fatto di architetture  e simboli alieni, di città sconosciute sul fondo dell'oceano e di enormi pinguini senza occhi che sembrano essere i depositari di un
sapere inesplorato. Ed è proprio qui che sta la differenza fra Lovercraft e tutti i successivi autori che ne hanno copiato le idee. In lui non c'e' speranza, c'e' solo angoscia e disperazione, l'uomo non è destinato a scoprire l'ignoto ma bensi a vivere ricordandosi di essere il più fragile degli esseri viventi sulla terra, in balia di forze più grandi di lui di cui non può avere in nessun modo ragione.

“Winter is coming”
-Jonsnow-