Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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lunedì 11 gennaio 2016

Neonomicon

In attesa di leggere Providence ci siamo letti il discusso Neonomicon di Moore e Burrows, secondo alcuni, uno dei peggiori lavori fumettistici del Bardo.
Dopo attenta lettura, non mi resta che sincerarmi del fatto che ancora una volta non mi trovo d'accordo con le opinioni del lettore medio italiano.
Non ho trovato assolutamente nulla di così esecrabile in Neonomicon, tranne gli editori dell'edizione italiana, Bao e Panini.
Bao con la sua edizione stampata in Cina nel 2011, in formato ridotto al costo maggiorato di 17,00€ e Panini con la sua edizione HD, i fumetti in alta definizione, slogan che di fatto è una imbarazzante presa per il culo (costa sempre comunque 17,00€).
Sorvoliamo sulle critiche e dedichiamoci al fumetto in se.
Neonomicon è un poliziesco con forti tinte Horror, con una predilizione allo splatter ed alla cruda violenza, ben impostato con un ritmo serrato, che difficilmente vi lascerà indifferenti.
Moore sacrifica la caratterizzazione dei personaggi a vantaggio di una narrazione fluida e spedita, prima lenta, poi impetuosa ed assordante nella sua crudezza. La scelta di Jacen Burrows come illustratore non fa che enfatizzare l'orrore della sceneggiatura di Moore, illustratore discusso quasi almeno quanto l'opera, Jacen Burrows si è rivelato disegnatore funzionale.


Maestro nel confezionare disturbanti tavole in cui splatter e violenza diventano quasi palpabili, Burrows conferisce al Neonomicon un aria ancora più disturbante.
Le critiche che si muovono alla sceneggiatura di Moore non stanno nè in cielo nè in terra,  puritani scandalizzati dagli stupri o dall' handjob al mostro anfibio, e talebani fanatici dell'opera di Lovecraft che vedono il lavoro del loro beniamino a dir poco rivisitato, si sono espressi a più riprese disprezzando questo lavoro del bardo.
Moore esaspera le pagine della miniserie con il sesso, componente che dire latitava nei volumi del buon Howard Phillips, è un eufemismo, e sottolinea alcune caratteristiche dello scrittore, che non tutti sono felici di sentire, come il razzismo, forse per esempio non tutti sanno che il World Fantasy Awards è stato per anni oggetto di critiche per lo stesso motivo.
In realtà il lavoro di Moore in Neonomicon e su come capovolge il ruolo di Lovecraft nella saga degli antichi, se difetta in originalità, in termini di appetibilità guadagna punti preziosi, sommando il solito metodo di lavoro certosino sulle date e sui luoghi, danno come risultato un thriller che fonde finzione e realtà in modo eccellente, con un finale assolutamente coerente con il pensiero "ottimistico" del bardo nei confronti dell'umanità in genere, e non solo quella legata alla sfera del fumetto.


Considerazioni finali.

E' un capolavoro? No. Ma in confronto alla solita monnezza è oro puro.
E' raccomandato agli amanti della mitologia lovecraftiana? Assolutamente si, a patto che con gli antichi avete un sano rapporto di lettore barra personaggi di fantasia, e non vorreste scoparveli infatuati. In quel caso la dissacrazione dell'opera di HP Lovecraft in queste pagine non fa per voi.
E' raccomandato agli amanti dei classici fumetti Avatar? Si perchè Neonomicon rispetta al massimo i canoni provocatori e disturbanti dei fumetti di quella casa editrice, scandalizzarsi per una sega al mostro anfibio e farsi andare bene un crociato che si tromba una caviglia amputata, assume i toni di una chiara critica sterile, portata avanti senza vergogna da quella pletora di ignoranti che ormai tutte le volte che sentono il nome di Moore, sentono il bisogno di lasciarsi andare a moti di disappunto elaborando articolati ragionamenti ai limiti del ridicolo, specie se poi li vedi fomentarsi per l'ultimo numero di Dylan Dog.

E' davvero così disturbante come dicono quest' esercito di chirichetti on line? Se passi da Paperinik a Neonomicon nel giro di mezza giornata probabilmente si, allo stesso modo se il giorno prima sei abbonato a famiglia cristiana ed il giorno dopo sei immerso nelle cupe atmosfere dell'horror di Moore, effettivamente mi rendo conto che qualche conato di vomito ci può stare. Ma se hai un bagaglio di letture come Bret Easton Ellis o Chuck Palahniuk, Cavie, per dire, è mille volte più disturbante di Neonomicon, questo fumetto è una passeggiata, al più è divertente, cosa da non sottovalutare, personalmente credo che la vera forza di questo fumetto sia il finale che invece, in barba al revisionismo coatto, è un riuscitissimo omaggio alla tecnica dello scrittore americano, visto che lascia il lettore con la stessa sensazione di impotenza che ti lascia un racconto come Nyarlathotep.
Insomma in attesa di mettere le mie mani su Providence, Neonomicon è una consigliatissima lettura, a voi la scelta di quale edizione prendere, su piani diversi quelle italiane, sarebbero entrambe da boicottare, ma non tutti possono permettersi il lusso di leggere in lingua originale.
Men che meno Moore.
Baci ai pupi.

sabato 11 luglio 2015

La caduta delle major (Eisner 2015)

Ogni tanto al Blog, quel pizzico di attualità devo darglielo, il guaio è che quando dò a Fumettopenia quel tocco di sito al passo con le pubblicazioni, mi riduco a parlare, o di paraculate editoriali, o di schifezze autoriali, ecco perchè a volte qui si alternano pezzi su McKay a Nick Banana, Materia positiva che si accavalla alla materia negativa, manco fosse il corpo del piccolo Luthor di Crisis, Fumettopenia per esempio credo sia al momento in rete, l'unico blog che ha detto le cose come stanno per quel che concerne l'iniziativa Panini di tradurre l' Omnibus sulle vecchie (oscene) Guerre Segrete Marvel, in giro sull'argomento ci sono per lo più marchette, insensibili al fatto che quelle righe potrebbero spingervi ad una delusione di 200€. 

(Chiusa la prentesi stranamente autocelebrativa.)

Oggi dopo la brutta parentesi Daryl Dark torniamo a parlare di fumetti veri e spostiamoci a San Diego dove si sono concluse le premiazioni degli Eisner Award di quest'anno.

Ve lo avevo detto io! 

Ovviamente sto parlando di Little Nemo, il characters di McCay, nonostante la sua veneranda età, 109 anni, ha fatto incetta di premi, in pratica il bambino che visitava il mondo onirico tutte le notti, era in nomination in tre settori con tre pubblicazioni diverse, un saggio, una raccolta integrale, e una rivisitazione sotto etichetta della IDW, ed ha vinto in tutte e tre le categorie!
Ora non c'è da sperare che qualcuno di questi sedicenti italici stampatori, raccolga la sfida, e proponga in Italia per la prima volta un'edizione integrale dell'opera di McCay, a questa pletora di impertinenti lettori che per gusti, e pensiero autonomo, mi ricordano i gabbiani che preferiscono le discariche al mare aperto.
 Ma in un paese di editori come il nostro, dove il più furbo è capace di coprirsi di ridicolo spammando affermazioni del tipo "Stamperemo un fumetto che manca dalle edicole italiane da anni: Asterix!", c'è da sperare ben poco. Intanto vi anticipo che il TP del Nemo Return to Slumberland della IDW di Eric Shanower e le stupende matite di Gabriel Rodriguez, è già disponibile in lingua originale su Amazon, e raccoglie la miniserie di 4 numeri giustamente premiata a San Diego, del quale parleremo nel dettaglio nei prossimi giorni, visto che l'ho ordinato qualche giorno fa e dovrebbe arrivarmi Martedì.

Trovo essenziale dire che Little Nemo Return to Slumberland si è aggiudicato il premio di Miglior Serie limitata, superando: DareDevil: Road Warrior di Waid e Krause, Sandman Overture di Gaiman e Multiversity di Morrison!
Diamo adesso un occhiata ad alcune altre pubblicazioni premiate.
Saga continua a fare incetta di premi, ed anche quest'anno è salita sul podio alla categoria Miglior Serie Regolare, personalmente trovo esilarante che adesso la Image fa le ongoing e Marvel e Dc non riescono ad andare oltre il dodicesimo numero delle serie che editano, con personaggi storici. io vi inviterei a riflettere su
questo aspetto.
La Rizzoli Lizard può anche rimettere i suoi stagisti al pc, per promuovere la sua edizione italiana di BlackSad, il noir con la pantera
più carismatica di sempre, col nuovo capitolo Amarillo si aggiudica l'Eisner alla categoria Edizione americana di materiale internazionale.
Alla categoria Edizione americana di materiale internazinale (Asia), gli americani, che avranno i loro difetti, ma di buon gusto ne hanno in quantità supersize per certi versi, hanno premiato un certo Shigeru Mizuki (in Italia sempre nel catalogo Rizzoli Lizard) con la sua Showa 1939–1944 and Showa 1944–1953: History of Japan, ora se masticate i manga ma non avete mai sentito parlare di piccole perle come Nonnonba, vi consiglio di controllarvi allo specchio, se spalancando le braccia c'è una esplosione di piume nella stanza, non escluderei che apparteniate allo stormo monnezzaro dall'imbarbarito gusto di cui si parla più su.
Sul lato grafico, si aggiudicano l'ambito premio, Fiona Staples, Darwyin Cooke, J.H.Williams III.
Spiace vedere che Pax Americana di Morrison e Quitley non abbia raggiunto il premio (Multiversity), ma evidentemente Beasts of Burden: Hunters and Gatherers, by Evan Dorkin e Jill Thompson alla categoria Miglior albo singolo ha qualcos'altro da dire.

Fonte: Bleeding Cool

Date un occhiata al link, ora anche un cieco non se ne accorgerebbe: Marvel e DC sono fuori dai giochi, non fosse per il premio a D.Cooke come copertinista, J.H. Williams III per le tavole di Sandman Overture (DC/Vertigo) e la raccolta delle vecchie storie del Nick Fury di Steranko (che tra l'altro non è manco Marvel ma IDW), insomma roba vecchia di svariati decenni, le due major ormai perse nei loro mega-eventi, nei loro reboot e nei loro affari con hollywood, nemmeno apparirebbero.
Floppano le tanto decantate -specie in Italia per freschezza ed effervescenza, qualsiasi cosa significhi per un fumetto- Hawkeye e Superior Foes of  Spiderman, la Ms Marvel, il Rocket Racoon di Scottie Young, alla Dc non va certo meglio che probabilmente sperava nel Multiversity di Morrison.
Direi che questi Eisner mettono in luce una innegabile crisi di qualità, vomitare sul mercato ad intervalli regolari di 6 mesi o giù di li, miniserie, mega eventi, nuove formazioni, reboot, alla lunga ha dato ben pochi frutti, per quel che concerne le due Major è un fallimento totale ed innegabile, che verrà giustificato nelle maniere più fantasiose dai soliti zombi, in Italia a vedere questi Eisner direi che il vincitore è la Bao, nonostante li detesti c'è da ammettere che in pratica ha un catalogo di vincitori, Saga, E la chiamano estate, Lumberjanes, Panini può sbandierare di essere il licenziatario del terzo tomo di Hip Hop Family Tree, altrimenti nonostante in media riempia gli scaffali di mezza fumetteria, ha ben poco di cui vantarsi. Lo stesso si dica per RW Lion o la filiale italiana di Kirkman, la Salda Press, quest'anno il grande escluso: che TWD abbia annoiato anche gli americani?
Baci ai pupi.

giovedì 9 aprile 2015

Gli speciali di fumettopenia!

Un pò di tempo fa mi venne la malsana idea di stendere una guida alla lettura di una delle mie opere a fumetti preferite, ovviamente parlo di un'opera del bardo, nello specifico della Lega degli Straordinari Gentlemen, l'opera citazionistica del Bardo che riunisce in un unica secolare epopea, gli eroi di svariati romanzi della letteratura tardo ottocentesca e non solo.
Un pò di tempo fa avevo rilasciato due file in formato .PDF, abbastanza grezzi, a dire il vero, tanto che alla fine mi decisi di farli sparire dalla rete, le cifre dei download però mi spinsero a continuare su questa strada, gli speciali infatti senza una efficace promozione, furono scaricati  più di 1000 volte, niente male davvero, le due release che, ho uppato stasera sul mio profilo Issuu, sono le versioni definitive, che andranno in stampa in autoproduzione tra il mese di Maggio e Giugno, al momento sono in giro per preventivi, ma se qualcuno è interessato può prenotare la sua copia contattandomi su facebook.
Seguirà nei prossimi giorni, a preventivi valutati, un nuovo post con le specifiche precise, è mia intenzione di restare ad un prezzo accessibile,
E' mia intenzione cmq vendere i primi due Giornali di Fumettopenia, in coppia, così i lettori che vogliono sviscerare per intero i primi due tomi dellla Lega del Bardo può farlo, senza dover attendere chissà quanto tempo, posso assicurarvi che è divertentissimo scoprire i segreti letterari dei protagonisti e dei comprimari, o almeno io mi sono divertito tantissimo nello spulciare la rete, in particolare la pagina americana di Wikipedia, alla ricerca di questo o quel riferimento,quindi banco alle ulteriori ciance.
Sto ideando una linea di speciali, che avranno il ben poco altisonante nome I Giornali di Fumettopenia, i primi due numeri, sono dedicati ai primi due tomi della lega di Alan Moore, in basso i link alla lettura su Issuu, a questi ne seguiranno almeno altri due o altri tre, in cui parleremo anche di Century, del Black Dossier e degli Spin-off dedicati alla figlia di Nemo. Ed è già a buon punto una guida alla lettura all'unico mega evento in mutandoni che sia mai giunto in edicola, Crisis on Infinite Earths, che la RW Lion ha da qualche tempo reso di nuovo disponibile.
Beh non mi resta che lasciarvi alla lettura di questi primi due speciali, sperando che vi piacciano, e che perchè no decidiate addirittura di comprarli.
Nel frattempo baci ai pupi, e come sempre: l''Inghilterra domini!

Guida alla lettura della Lega degli Straordinari Gentlemen
L'Atlante del mondo della lega degli straordinari Gentlemen

giovedì 29 gennaio 2015

Sfogliamo insieme Mega ed Anteprima.

Diamo insieme  una veloce occhiata ai fumetti che verranno, vi va?
Ho scoperto che farlo sul divano con mia moglie non da soddisfazioni, alterna distratti cenni con la testa, che malcelano una totale indifferenza ai titoli che dico ad alta voce, a sguardi glaciali accompagnati da un secco "Tanto non lo prendi!!", quando si rende conto che parlo di ipotetici acquisti.

Nova Express - DanDare vol.1  112 pagine 25,00€ Una ristampa per nostalgici della sci-fi anni '50. Creato da Marcus Morris e Frank Hampson, la serie apparsa nel 1950 sul settimanale inglese Eagle era famosa per le impeccabili tavole di Hampson e la consulenza di A. C. Clarke.
Una raccolta che ha una rapporto di proporzionalità inversa tra appetibilità e prezzo. Peccato, ma se ci sono riccastri tra voi, il consiglio è di dargli un' occhiata.





RW Lion - Gotham Central 96 pagine B/N 3,30€ Il poliziesco scritto egregiamente a quattro mani da Ed Brubaker e Greg Rucka illustrato da Micheal Lark, di cui ho sentito solo opinioni positive. Vedrò di prenderlo di nascosto.

RW Lion - Multiversity 48 pagine 3,30€ di Grant Morrison, ne abbiamo già parlato su Facebook, c'è bisogno di aggiungere altro? Volevo boicottare questa edizione, ma poi è passato Grant in Persona a bordo del suo ricognitore di musica congelata, che altro potevo fare?

RW Lion - Justice League Elite #01 72 pagine 2,95€ di Joe Kelly e Doug Manhke. Figlia del revisionismo inglese del concetto di supergruppi, una nuova sorpresa dalle profondità dei famosi magazzini delle rese Planeta, che tutti quelli tra voi che hanno un RW point vicino dovrebbero considerare di leggere. Ne parlai qui anni ed anni fa.

RW Lion - Swamp Thing 232 pagine 22,95€ di Alan Moore John Totleben e Stephen Bisette, a conti fatti qusta ristampa in totale viene 40€ in più della vecchia edizione in 3 omnibus, ma la Swamp Thing di Alan Moore non è un titolo che può mancare nelle vostre librerie. Quindi qualche modo per averlo lo dovete trovare. I paraculi alla Lion lo sanno apposta se ne escono con certi prezzi. Un must have.

RW Lion - Doom Patrol (Dc Essential #5) 304 pagine  26,50€ la ristampa del primo tomo esaurito che raccoglie la prima parte della Doom Patrol di Grant Morrison. tra gli arc di questo volume la nascita di Mr Nobody ed il primo scontro con la Confraternita del Dada.

Salda Press - ma la segnalazione è solo una trollata, ennesima ristampa del The Walking Dead di Robert Kirkman, The Walking Dead HardCover #1 304 pagine 29,00€, che raccoglie i primi due TP più una quantità imbarazzante di materale extra (leggi pure inutile) tra studi, schizzi, copertine. Ma nel caso ci sia ancora qualcuno in italia che non lo ha letto, The Walking Dead Compendium Hardcover #1, 1090 pagine 95,00€. Si avete capito bene, identico in tutto e per tutto al vecchio compendium da 55,00€, ma con il modico sovrapprezzo di 40€. Non so se dare del paraculo al signor Salda, o del mentecatto al lettore che sostiene queste iniziative.

Bao Publishing - Pretty Deadly #01 136 pagine 14,00€ parlando di parac...ehm di furboni, è canina l'etichetta che porta in Italia l'appetibile serie Image di Kelly sue DeConnick ed Emma Rios, che mescola esoterismo, folklore nord americano, western e storytelling giapponese.

Editoriale Cosmo - Cacciatori di Morte #1 112 pagine a colori 6,90€ occhio alla collana Cosmo Color Extra, la collana in cui hanno pubblicato Maori di Camuncoli. Cacciatori di Morte di Mangin e Bajram, ha tutte le carte in tavola per diventare un titolo appetibile, almeno su carta. Una spedizione spaziale per arrivare li dove vanno le anime dei morti. Mica male.

Editoriale Cosmo - Serie Marrone 96 pagine B/N 3,00€ la bocciatissima collana Weird Tales che ha opsitato lo scadente scontro tra Sherlock Holmes ed i Vampiri, nel numero tre pare torni a farsi appetibile, almeno per i patiti di HP Lovecraft. Il Dio piovra infatti parla di un team up letterario tra i personaggi di Herman Melville e gli spaventosi Antichi del maestro della letteratura horror americano. Hype for me.


Panini Comics - Zenith #1 112 pagine B/N 23,50€ la lisergica opera di Grant Morrison, finora inedita in Italia che lo ha consacrato come grande autore, fantapolitica, supereroi viziosi, nazisti, Antichi. Tanto imperdibile quanto caro. Mortacci loro.


Panini comics - Uber #01 160 pagine 15,00€ e parlando di Nazisti ecco qualcosa che solletica la curiosità di Fumettopenia, una revisione storica della fine della fine della seconda guerra mondiale, l'arrivo dei superesseri ahimè tutti tedeschi. L'etichetta Avatar Press promette interiora splatter per stomaci forti dappertutto,  ed i nostri sono al titanio. Ah dmenticavo K. Gillen e C. White.

Salda Press -  Outcast: Il reietto #01 72 pagine B/N 1,00€ Chiudiamo con la Salda, ma stavolta senza trollarla, dopo aver fallito nel tentativo di infilarla nel mensile bonellide TWD, i furbacchioni della Saldapress, lanciano la nuova serie da edicola dedicata al nuovo successo di Robert Kirkman, Outcast, la vera domanda è: ma questo tizio sforna solo capolavori? Possibile? La novità è che sembra una serie senza zombi. almeno per ora. Comunque ad 1,00€ di prezzo di lancio credo che faremo il sacrificio, voi no?
Beh direi che vi ho segnalato tutto l' appetibile.
Baci ai pupi  e grazie per la compagnia.
Come? Si si, amore tranquilla non prendo nulla.
.

martedì 30 dicembre 2014

Il meglio del 2014 un anno di fumetti.





Ed eccoci in chiusura, un altro anno di letture ci ha dato le spalle e si allontana in dissolvenza.

Quanta roba ho letto quest’anno?
Sicuramente molta di più di quanta ve ne abbia parlato qui sul blog,e voi sicuramente molta più di me.
Per me il 2014 è stato fondamentalmente un anno di recuperi, privo delle spese di casa mi sono buttato alla ricerca di vecchi albi e volumi che per un motivo o per un altro, leggasi lire o euro, mi sono perso, ed ecco che con una calma ascetica nel 2014 ho finalmente recuperato tutti gli X-men di Chris Claremont e l’Uomo Ragno Classic almeno fino alla morte di Gwen Stacy, più una moltitudine di volumi, come il Deathlok di Buckler, o come From Hell di Moore, che posso dire senza moltissimi dubbi, è la cosa più bella che io abbia letto in questi 365 giorni.
Tenetela da conto quest’affermazione, perché se metto sul podio un’opera così complessa, con passaggi un tantino ostici, la mia lista di editori e testate meritevoli di una menzione avute tra le mani in questo disastroso anno, non può essere che diciamo un attimo, per così dire, di nicchia. E sti cazzi… se non siete d’accordo.
Cominciamo con l’editore, anzi gli editori dell’anno: l’Editoriale Cosmo e la Mondadori, i primi hanno continuato a pubblicare materiale di qualità ed interessante a costi contenuti, permettendo ai comuni mortali di poter leggere opere e storie che in altre edizioni sarebbero probabilmente finite per essere tagliate per motivi di budget.
Quindi grazie alla Cosmo per ottimi titoli, come il claustrofobico Snowpiercer, la continuazione del western più lisergico del mondo, Bouncer, giunto al 4 volumetto proprio questo mese, grazie per averci potuto far leggere piccoli gioielli, alla modica cifra di 5€ o giu di lì, come Winterworld, il fumetto storico de I 10, sulla serie Rossa, stessa serie che ha ospitato le gesta del bucaniere pellerossa noto come Black Crow. Senza considerare i loro sforzi di pubblicare materiale a colori, tra tutti è il caso di ricordare, il bellissimo Juan Solo e Fabian Gray Five Ghost, inedito della Image, pubblicato sulla collana Almanacco, del quale speriamo vivamente di vedere un seguito. L’altro protagonista sul palco delle pubblicazioni fumettistiche quest’anno è stata sicuramente la Mondadori Comics, per la collana Fantastica, sono state spese tantissime parole  lusinghiere, per la qualità dei volumi anche, Santuario di Dorison e Bec, resta a mio parere una delle letture più coinvolgenti dell’anno appena finito, e sento un gran parlare bene anche di Prometheo e la raccolta integrale dell’opera di Berardi & Milazzo Ken Parker. Ristampata quest’anno in degni volumi. I filocinesi col cane nel logo si assicurano la menzione per via del bellissimo secondo spin off di Nemo, di Moore e O’Neill, Le rose di Berlino è solo l’ennesimo capitolo della saga della Lega degli Straordinari Gentlemen che spero non vi siate persi, per il resto non seguendo la BAO, devo fidarmi dei commenti di amici e conoscenti che parlano ancora un gran bene ancora di Saga, nonostante la ridicola edizione.
Panini e Lion, colpevoli di avere un contratto di licenza di materiale decisamente scadente,si salvano in corner per due recuperi di altissimo livello. Gli emiliani sono gli editori della testata dell’anno, parlo ovviamente di Miracleman. La ristampa integrale dell’opera decostruttivista di Alan Moore che ha rivoluzionato il fumetto in calzamaglia negli anni ’80, tornata disponibile dopo una estenuante battaglia legale, di cui vi ho parlato almeno un paio di volte qui sul blog.
Il titolo di miglior iniziativa editoriale va a questa testata. Rimarcare che non è farina del sacco della Panini, ma è una fedele traduzione dell’edizione americana, storie in appendice comprese, è un inutile constatazione, ormai lo sanno anche i muri che i licenziatari di Marvel e DC, hanno una potere decisionale pari a zero. La caotica Lion, che non riesce a trovare una disciplina editoriale merita la menzione di tre recuperi/ristampe, Scalped di Jason Aaron, The Invisibles di Grant Morrison e, per chi è riuscito a metterci le mani sopra, il cofanetto di Blackest Night, annunciato a più riprese varie volte e rimasto un utopia di pochi fortunati. Che resta nonostante sia stato seguito da una moltitudine di maxieventi, la migliore saga corale degli ultimi anni.
Sul Now e sul New, è inutile che mi pronunci, dopo piccoli assaggi mi sono convinto a defenestrare il tutto, senza il minimo pentimento e credo si tornerà in quei lidi solo con l’arrivo del Multiversity di Grant Morrison. In casa Panini sarebbe il caso ricordare il primo Cartonato dedicato al Thor God of Thunder di Aaron e Ribic, una pubblicazione decisamente di classe, ad un costo dignitosamente contenuto, per una testata che forse era la più appetibile di tutta la decantata rivoluzione in casa Marvel.
Parlando di rivoluzioni, sul versante italiano, è stato che io lo voglia o meno, l’anno di Orfani, partita nella campagna promozionale iniziale come una serie avveniristica per il mercato italiano, si è rivelata un noioso flop, satura di deja-vu travestite da citazioni. Tanto che dopo i primi dati seri di vendita, dignitosi comunque, in un mercato così denso di pubblicazioni, lo stesso autore si è visto costretto a ridimensionare l’iniziativa da gettaponte, per un nuovo modo di fare fumetto in italia, a timida serie di sicuro e solo intrattenimento.
Ma  Recchioni è un fenomeno tutto italiano, iperattivo in rete, ormai coltiva con le stesse attenzioni goupies ed haters, tanto che acquistare un suo fumetto sembra sia il prezzo da pagare per rapportarcisi on line, E’ il papà credo di un modo di fare più unico che raro: in pratica chi lo apprezza, ama a prescindere i suoi lavori, nonostante venda tanto fumo e poco arrosto, chi lo odia invece, non riesce a smettere di leggerlo, solo  per compiacersi in improbabili e sterili critiche da postare qui e la in rete.
Personalmente Orfani mi ha fatto sbadigliare dal primo numero, numero oltre il quale non sono andato, come mi hanno fatto sbadigliare la miriade di annunci sulla presunta rivoluzione di Dylan Dog, ridotta per ora, ad uno smartphone, un sessuomane che ricorda troppo Costantine ed il pensionamento di un certo Sherlock Bloch. Una burla della quale l’autore romano, dopo le prime avvisaglie di critiche, ha provveduto in fretta a sbolognarne la paternità ad altri, dichiarando sui svariati social, Badoo e Meetic compresi, che non è stata un’ idea sua.
Ma alla fine confesso che mi sono più simpatiche le groupies che gli haters, mai capito chi compra roba che non apprezza.
Tornando seri, una menzione meritano anche quei furbacchioni della Zombie-press, scusate volevo dire della Salda Press, è che il loro catalogo è così decomposto che faccio fatica a trovare differenze tra le loro pubblicazioni, tra le nuove proposte, a me, è particolarmente piaciuto il primo tomo di Manifest Destiny di Dingess, Roberts e Gieni. Un delizioso Avventure-Horror che promette qualche appetibile sorpresina.
Ho dimenticato qualcosa? Beh in casa Rw-Lion dopo qualche anno si è finalmente giunti alla pubblicazione del materiale inedito della strepitosa Justice League di Giffen e De Matteis.
Per il resto direi di aver messo davvero tutto. Per il 2015 cosa ci aspetta?
Così ad orecchio,  - mentre vi scrivo tento di capire per quale arcano motivo Facebook mi abbia chiuso la pagina del profilo del blog, e me l’ha riconvertita in una pagina merdosissima -  direi che vale la pena ricordare: il nuovo capitolo di Nemo, stavolta alle prese con i misteri della impenetrabile giungla sud americana, gli annunci della RW di pubblicare in formato bonellide le avventure di  J. Costantine, la ristampa dello Swamp Thing di Alan Moore, il già citato Multiversity di Grant Morrison, c’è altro di valido? La ristampa di Asterix? Basta no voglio tediarvi oltre. Se ho dimenticato qualcosa sapete dove trovarmi!

A proposito del trovarmi,  per quelli tra voi che erano in contatto con me anche tramite facciadimerdabook, sappiate che adesso dovrei risultare nella lista di pagine a cui avete dato il like…evvabbè chiudiamo l’anno alla grande.
Cercherò di smanettare così da rendere la bacheca della pagina ancora un posto di piacevoli scambi di battute e proficue discussioni.
Baci ai pupi e buon anno.

sabato 26 luglio 2014

Le rose di Berlino hanno spine solo in Italia

Vi ricordate tempo fa quando parlammo di Tom Strong e vi dissi che la leggenda voleva che la linea ABC di Alan Moore fu concepita nel giro di un fine settimana?
Beh io non so quanto ci sia di vero in questa diceria, da Alan Moore mi aspetto di tutto, però è difficile pensare che effettivamente questo intricato arazzo che è la Lega degli Straordinari Gentlemen sia stato concepito in così poco tempo.
Da non molto tempo è sugli scaffali delle fumetterie il nuovo capitolo dell'avvincente saga del Bardo, il nuovo capitolo dedicato alla figlia di Nemo, "Le rose di Berlino" resta perfettamente all'altezza,  per quel che concerne l'appetibilità, dei precedenti capitoli.
Il nuovo capitolo si inserisce nella complicata (ma estremamente coerente) cronologia degli eventi del mondo della lega degli straordinari gentlemen, circa 16 anni dopo l'avventura polare della giovane Jenni, raccontata nel precedente spin off, Cuore di Ghiaccio. 28 anni prima dell'apparizione della stessa, invecchiata, madre, nonna e vedova, sul ponte del nuovo Nautilus, nel 1969, nel volume chiamato Century. Il terzo seguendo l'ordine editoriale.


Proprio in quelle pagine Moore lascia il lettore con moltissimi interrogativi, riguardo la giovane Jenni.
Il nuovo capitolo delle storie dedicata alla figlia dell'affascinante pirata indiano, si unisce al precedente e risponde ad ulteriori domande. e
E se mi è concesso, allo stesso tempo conferma , quando ce ne fosse bisogno, che la saga della Lega, non è solo una storia che trova il suo punto di forza, nella bravura dell'autore di costruire un mondo attingendo dalla letteratura ottocentesca e moderna, bensì è un complicatissimo arazzo che si svela ai vostri occhi capitolo dopo capitolo, fino a darvi la risposta finale, una saga che corre, inspiegabilmente composta per quasi cento anni, catturando il lettore, e costringendolo pagina dopo pagina ad un attenta analisi sia della tavola che dei testi, al fine di avere perfettamente chiaro l'audace disegno dell'autore.
Prima di scendere nei dettagli del nuovo volumetto Bao, soffermatevi su alcuni importanti particolari
Alla fine del 1800 quando, i Gentlemen vinsero la guerra contro gli invasori spaziali, Nemo scelse di ritirarsi, disgustato dalle soluzioni adottate dalla corona per tenere testa alle lumache marziane. Si apprende, in seguito, che il capitano Nemo durante gli anni del suo esilio sull'isola Lincoln, è diventato padre di una ragazzina, della quale si hanno le prime notizie dalle note della sig.na Murray, nel famoso Almanacco del nuovo viaggiatore, Jenni, questo è il nome dell'erede del pirata indiano, compare per la prima volta in Century, 1910, durante il suo battesimo di fuoco, dove in un finale che ricorda molto la sequenza finale del consigliato, Dogville di Lars Von Trier abbraccia il suo retaggio di sangue e violenza e si dà alla pirateria,a bordo di un rinnovato Nautilus, aiutata dai vecchi luogotenenti di suo padre, il vecchio Ismaele, e l'aitante Board Arrow Jack, dopo un adolescenza passata a patire umiliazioni di ogni genere, negli squallidi docks della Londra del 1900, dove si era rifugiata per sfuggire ai suoi discutibili legami sanguigni.
I lettori che hanno seguito la saga regolarmente, hanno poi ritrovato una Jenni invecchiata, nell'anno 1969, mentre riporta a Londra Allan Mina ed Orlando, in quell'unica pagina la nuova creatura di Moore compare, pare solo per confondere i lettori.
"La vita eterna non fa per me. Morirò e mi riunirò al mio amore Jack. Nostra figlia e mio nipote sono la mia immortalità." 
Non ci sono altri indizi rilevanti, Moore stupisce i lettori, prima introducendo un nuovo carismatico personaggio, per poi riproporlo piegato dagli anni trascorsi nel capitolo successivo, 1969, 59 anni dopo la sua genesi.
E se, Cuore di ghiaccio, tra le tavole omaggianti per lo più, la letteratura di HP Lovercraft, lascia intendere chi sia questo misterioso Jack, l'avventura Berlinese dell'affascinante piratessa, spiega ai lettori nell'assoluta chiarezza il senso di quelle sibilline parole.
Prima di tutto Nemo - le rose di Berlino è un omaggio alla filmografia tedesca di Fritz Lang e non solo. La bellezza di questa breve storia non risiede nel suo svolgimento quanto piuttosto nella realizzazione, di come anche questo spin-off si incastri alla perfezione del disegno generale dell'autore. Come un pezzo di puzzle destinato ad un unico e preciso posto.


Senza spoilerarvi assolutamente nulla della breve, anzi brevissima storia, troppo breve ad essere sinceri - per un' analisi approfondita dei luoghi e dei personaggi, vi invito a seguire il blog , in attesa del nuovo speciale inerente la guida alla lettura, e la scoperta dei segreti di una delle migliori prove di Alan Moore, (IMHO).
Mi limiterò a dire che per innamorarmi di questo nuovo capitolo e bastato vedere la colonna portante della trama, ne Le Rose di Berlino siamo a cavallo del conflitto mondiale, Moore che nel suo mondo non ha quasi mai adoperato personaggi presi dal mondo reale, lascia impersonare il ruolo del cancelliere tedesco Hitler, alla più famosa controparte cinematografica del folle ariano, il riuscitissimo Adenoid Hynkel, del film, Il Grande dittatore di Charlie Chaplin.
Basterebbe questa piccola chicca per rapirvi, eppure Moore fa di più, approfondisce scorci narrativi che
aveva già esposto in passato, come la controparte tedesca degli straordinari gentlemen, attingendo stavolta dalla creatività del cineasta Fritz Lang, sue sono infatti le creature che vedrete in quest'avventura come il dottor Mabuse o il genio visionario di Rotwang, e la sua creatura robotica, vista nel famosissimo Metropolis.
Veloce, avvincente e stupendamente illustrata dal buon Kevin O'Neill, Nemo le rose di Berlino, per quelli che amano la saga di Moore è un altro tassello essenziale, ed è proprio su questo che fa leva la Bao , che persiste con queste edizioni cinesi nane e carissime, che offendono non solo l'opera ma anche il lettore.
Ecco siccome ho deciso di non rilasciare il minimo input, per quel che concerne le citazioni, come detto mi riservo di stilare un nuovo speciale, le critiche su questa lettura sono tutte legate all'edizione italiana.
Come per il precedente capitolo, la Bao ha preteso per questo volume, 13,00€, per sole 60 pagine, credo che non offendo la susscettiblità di nessuno se dico che questo prezzo per questa foliazione è un autentico furto, che ci sia una copertina cartonata o meno.
La verità è che il nome in copertina, richiama solo un certo tipo di lettori, per lo più, l'edizione si rivolge ad un bacino di lettori, in maggioranza composto da maggiorenni indipendenti, e la Bao, fa leva su questo.
Quello che più irrita è che anche questo volume come i precedenti, siano stampati in Cina, e siano stati ridotti nel formato, con una delle scuse più ridicole che si siano mai sentite dire da un editore. Chi segue questo blog da parecchio, sa già di cosa stiamo parlando. Fosse il caso di ripeterlo, rinfreschiamo la memoria a quelli che l'hanno dimenticato: ai tempi di Century, quando i primi lettori chiesero spiegazioni sul formato ridotto di Century, la Bao, su Facebook, rispose che il formato originario, non era compatibile con le macchine europee, dimenticando che il fumetto fosse anche europeo, inglese per la precisione, vedi la Knockabout.
Questa presunta incompatibilità del formato comics americano, a sentire loro tanto tempo fa, causava un enorme spreco di carta che si ripercuoteva poi sul prezzo di copertina, poi però qualcuno (Fumettopenia compreso) fece notare all'editore ed ai suoi lettori, che le presunte macchine europee, erano decisamente poco europee, visto che, in Century, a fine volume c'era scritto, che era stato stampato in Cina.
Insomma la morale è che se non fosse Alan Moore, se non fosse così indispensabile come lettura, per tutti quelli come me che adorano questa saga, vi direi, nella coerenza della ragion d'essere del blog, di lasciare questo tentativo di rapina sugli scaffali delle fumetterie, o nei depositi dell'editore, dai quali molto poco sportivamente, è diventato disponibile per la vendita on line molto tempo prima che arrivasse nelle fumetterie, sgambetti a cui i fumettari dovrebbero essere abituati, ma che spiace sempre vedere fatti in piena luce.
Così da dare un chiaro messaggio agli editori italiani, che certe furbe iniziative, non solo non sono gradite, ma fanno anche male al fumetto, ed alla sua divulgazione.
In soldoni Nemo Le Rose di Berlino è un bellissimo fumetto, scritto bene e disegnato meglio, che per la sua caratteristica di nascondere al suo interno una moltitudine di citazioni, si presta a più letture e svariate ricerche per la comprensione della volontà dell'autore.
L'edizione Italiana, è brutta, piccola, scomoda nella lettura, specie l'appetibile appendice in prosa finale, proposta da Moore come fosse un' intervista. Il prezzo proposto da pubblico è come il precedente Cuore di Ghiaccio troppo alto, tanto che penso che molti lettori aspetteranno i saldi di fine stagione Bao, quel periodo dell'anno in cui l'editore, sgambettando ulteriormente chi vende i suoi fumetti, propone il suo catalogo scontato al 25%. E tanti saluti alle rese nelle fumetterie non aderenti all'iniziativa.
Il fatto che il volume, ancora una volta, manchi di un adeguato apparato redazionale che spieghi al lettore dove Moore attinge il materiale della storia, non fa che rendere il prezzo ancora più alto, il fatto che le pagine in tedesco (e francese) restino tali anche nell'edizione italiana, che non ci si degni nemmeno di aggiungere una pagina in cui si fornisce per amore dell'opera che si sta pubblicando, una traduzione dei dialoghi in crucco che vedono protagonista Hynkel e gli altri tedeschi, non fa che svalutare l'edizione italiana, e renderla nel commento finale ancora più scadente.
Il fatto che il volume sia stampato in Cina, quindi a costi sicuramente più bassi, e sia proposto alle tasche dei lettori italiani con un prezzo del genere, è concedetemi il termine, scandaloso.
Consigliato ai pochi (purtroppo) che senza Bardo campano male e campano poco. Sconsigliato a tutti gli altri che rifuggono letture impegnative. Anzi a 'sto prezzo pure a quelli che adorano letture impegantive ma al contrario di me, senza Alan Moore vivono tranquillamente.
Una condizione per me impossibile.
Ma d'altronde come diceva Jack Burton "Chi mendica non può scegliere", nel mio piccolo Moore escluso, continuo ad evitare costantemente di comprare alcunchè dal catalogo di un editore del quale non condivido molte scelte editoriali.
Baci ai pupi e buone ferie.

sabato 4 gennaio 2014

Golden Age consigli per gli acquisti



Accidenti. 
Non avrei mai immaginato di far incazzare così tanto qualcuno, Tanto, da essere bersaglio delle sue poco eleganti parole sia dal suo profilo Facebook che dal sito dei suoi amici barra dipendenti barra collaboratori, Fumetto d’autore. Mai mi sarei immaginato di finire su fumetto d'autore come parte lesa.
Ora, io avrei lasciato correre, se questo sedicente editore, (o dovrei chiamarlo presidente di una associazione culturale?) avesse lasciato perdere, -d’altronde la figuraccia che ha fatto, era  stata arginata dallo status stesso del gruppo su Facebook, un gruppo segreto dove lui e qualche suo dipendente pensavano, con la complicità di qualche admin di sparare a zero un po’ su tutti-
Gruppo dal quale, per amor della cronaca, è stato poi allontanato per una spaventosa lacuna in termini di netiquette.
Invece no, questo sedicente Conte, continua imperterrito, ad offendermi, evidentemente non è abituato ad essere contraddetto, anche quando le spara così grosse da risultare imbarazzante anche per chi legge.

Ed ecco come vengo dipinto: Lo stesso attacco di Ruffino infatti mi è stato fatto un paio di settimane fa su un gruppo FB da un altro blogger carneade, tale Gennaro Cardillo, un altro povero incompetente convinto che capire di fumetti significhi scrivere lunghe seghine cerebrali su Alan Moore e la Lega degli Straordinari Gentlemen e ricevere qualche “mi piace” e qualche volume da recensire. Qualche volume da recensire, dice sto signorotto, ora, per la cronaca: l'unico volume che ho ricevuto gratis, non era nemmeno cartaceo, era un PDF, era Ammazzatine di Recchioni edito da NPE, e la recensione consultabile sul Blog, è tutt'altro che lusinghiera, così tanto per voler essere trasparenti.
Senza conoscermi 'sto signore si è convinto che io sia a caccia di like, o forse chissà, magari a caccia di un posto di lavoro nel mondo dell’editoria, o forse nel mondo delle associazioni culturali che fanno anche editoria!
Voglio rassicurarla, mio caro, che gli unici “like” che bramo sono quelli di mia moglie, della sua di opinione, non è che mi freghi poi tanto. Proprio perchè non ho alcun interesse nel rientrare nelle simpatie di questo  quel personaggio, i fumetti di cui parlo li compro, e non sono sul libro paga di nessuno.

Vi risparmio  i commenti a mio carico che questo simpatico signore fa impunemente dal suo profilo Facebook, tanto non posso rispondere, ma manco me va tutto sommato, di scendere ai suoi livelli, ci pensa già un  suo dipendente, di cui adesso non mi sovviene il nome, che addirittura per denigrarmi cita Dante Alighieri, oddio, cita  il solito passo, quello degli ignavi, quello che sanno anche i muri ormai. Quello che ti costringono ad imparare a scuola, perchè figura nel programma didattico di Italiano.
Quindi tutto sommato la cosa diverte.
Povero Dante in bocca a chi sei finito, e per via di quali basse ed inutili diatribe sei tirato in ballo. Ahimè!
Evidentemente al sedicente editore, non è proprio andato giù che dal blog abbiamo preso in analisi la sua raccolta di materiale Golden Age. Quello gratis, quello di cui non si pagano i diritti, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, ma sì quello che vende a prezzi esagerati barricandosi dietro i costi del restauro della traduzione e del lettering. 
Dicevo, io avrei lasciato correre, ma siccome questo sedicente editore, proprio non la pianta, oggi andremo a simulare questo famoso restauro della sua edizione. Ed ovviamente lo faremo a costo zero.

Una doverosa premessa:
Il bello di questa diatriba è che mi trovo difendere personaggi dell’editoria italiana che notoriamente non sopporto, quindi dopo il Rrobbe e la Bonelli, mi tocca spezzare una lancia anche nei confronti dell’editore Bao, perché tra le cose che questo sedicente signore tira in ballo, c'è un volume Titan tradotto dalla Bao.
Il meglio di Simon e Kirby (è un cartonato di 240 pagine a colori, dal prezzo di 27,00€ e stampato in Italia, una volta tanto),  è l' edizione che che è stata ovviamente presa in considerazione per fare i dovuti paragoni, durante la fastidiosa discussione di cui parla questo signore, edizione che una volta comparsa nei commenti, ha finito per infastidire non poco il personaggio di cui sopra, e con ovvie ragioni:
Perché se è vero che (cito l’articolo): gli americani non hanno necessità di tradurre in italiano e letterare in italiano partendo da immagini che sono scan e quindi non hanno livelli di testo su cui intervenire, ma il lettering italiano è già una azione di vero restauro ed intervento, è si vero che allora i costi levitano per la Cagliostro per questi interventi sulle scan originali, (fin qui non ci piove), però è vero che levitano anche per la Bao,  eppure nonostante il mal comune, stiamo parlando di differenze di prezzo enormi, 240 pagine a 27,00€ contro le 100 a 25,00€.
Ora dal basso della mia incompetenza, imbecillaggine, deficienza, e quant' altro mi è stato vomitato addosso da questo simpaticissimo personaggio, io da lettore senza alcuna ambizione di voler  lavorare né per Tizio né per Caio e tanto meno per Sempronio, due somme le tiro, soprattutto perché c’è un altra cosa che, questo furbacchione omette di dire nella sua rubrica senza diritto di replica, ossia che mentre le scan delle edizioni Cagliostro sono materiale gratis, a costo zero, quelle Bao, non lo sono, ciò vuol dire che la Bao nonostante abbia pagato il lettering nei baloon, la traduzione, la stampa etc. etc. (udite udite) ha pagato anche il copyright dell’edizione Titan, riuscendo stranamente ad arrivare sugli scaffali con un prezzo competitivo ed appetibile.
Un momento Gennaro, ma come?
Ma non hai detto che era materiale gratis? Certo che lo è, ma il restauro, quello non lo è di certo, quello può essere coperto da copyright, e quello la Bao lo ha pagato.
Si legge Copyrighted Material?
Quindi prima di dare la mazzata finale al suo restauro carissimo, riassumiamo bene, per chi è lento di comprendonio, o fa finta di non capire, tipo la schiera di dipendenti barra seguaci barra amici, che ancora gli reggono il sacco.
Ci sono due edizioni di materiale golden age uno costa 25,00 euro ed ha 100 pagine, l’altro costa 27,00 euro ed ha 240 pagine, il primo ha visto i suoi costi levitare a causa di stampa traduzioni, restauro delle scan e lettering, il secondo che oltre la traduzione ed il lettering e stampa, ha dovuto sborsare anche i soldi per i diritti del copyright dell’edizione Titan, (che diciamolo è bellissima) è riuscita a restare con i prezzi bassi.
Tutto chiaro?
Dovete scusarmi se non mi riesce di spiegarmi meglio, d’altronde sono solo un altro povero incompetente.
Io faccio l'infermiere di lavoro, il fumetto per me è una passione.
Ora parliamo del restauro.
L’articolo posta due immagini che dovrebbero giustificare i costi del restauro:
Prima del restauro
Ora -per evitare casini- non posto qui l'immagine post-restauro, vorrei evitare querele, visto il tipo, non si sa mai, ma voi dateci pure un' occhiata all' immagine dopo il restauro; la potete vedere nello splendore del colore rinato sull'articolo linkato più su. Vista?
Figo come si accendono i colori vero? Benissimo ora apriamo Photshop CS, una fetecchia di applicazione ormai, nel campo dei  programmi di fotoritocco, io mi sono fermato di contarli a 5.

Giochiamo con le funzioni di ritocco dell'immagine, sull' immagine pre-restauro

Giochiamo un pò con la funzione di tonalità/saturazione

 Qui invece giochiamo con la funzione di correzione selettiva dei colori, nel caso specifico mi limito al bianco, che ve ne pare del risultato finale?
Questa è la scan originale, che ho trattato io dal mio chiodo anteguerra di casa, sul link invece potete ammirare la scan letterata e restaurata dal solito furbacchione. Che a sentire lui, ha alzato i prezzi in maniera esorbitante.
Per il lettering non ci vuole nulla, selezionate un pennello, selezionate il colore bianco, e sbianchettate i baloon dopodichè con lo strumento testo li riscrivete in italiano.
Vi giuro che non ci vuole sta scienza infusa per farlo. Non a questi livelli.
Però da profano direi che il risultato finale, non è dissimile dal costoso restauro, o no?
Costo dell'operazione?
Boh in termini di tempo...direi trenta minuti?  Monetario? Zero.
Non ho pagato grafici nel farlo, ma pure se avessi dovuto farlo, quanto avrebbero potuto scucirmi, per un lavoro così? Per smanettare un poco sui contrasti e sulle funzioni dei colori?
Onestamente? Non lo so, ma costerebbe più o meno di una licenza Titan?
Sono un povero incompetente non lo so, qualche sedicente personaggio vuole presentare gli scontrini ele fatture?
Ma si parlava di restauri, ora voglio che vi soffermate su questi particolari che ho evidenziato sempre nella tavola originale
:
 Nei riquadri in rosso ho messo in risalto le imperfezioni delle tavole orignali, le vedete? Forse spariscono in questo fantomatico restauro che fa levitare paurosamente i costi?
Ma no ovvio che no, maddechè come se dice a Roma. Le vede anche un cieco, quindi, caro mio, ma che resaturo è? Ma de che stamo a parlà?
Ho trovato un altro editore che si è lanciato nell'avventura del riproporre materiale Golden Age restaurato, ma il restauro che operano in questa edizione è di tutt'altra levatura.
L'opera è consultabile gratuitamente al link seguente:
E vi prego di leggere l'interessante paragrafo firmato dal maniacale restauratore, Daniele Tomasi a pagina 81. Io direi che di differenze qualitative ce ne sono a pacchi. Persino io povero incompetente con dozzinali conoscenze del fotoritocco.
Il costo di questa iniziativa? Vi rimando al sito dell'editore:

ma anche in questo caso, direi che in termini di competitività, dal punto di vista del lettore, il furbacchione che ha inspiegabilmente dipinto un bersaglio sulla mia maglia, non ne esce proprio del tutto vittorioso.
Questa costa, euro in più euro in meno, lo stesso, (parlando da lettore che sborsa), ma la cura dell'edizione è senza pari, e non solo paragonandola all'iniziativa del furbacchione, credo che il lavoro della DTE esce vincente con qualsiasi altra proposta simile. 
Bene ho finito, e direi che con questa non torneremo più sulla vicenda. ora il furbacchione, puo darmi dell'idiota fino alla fine dei miei gorni.
Baci ai pupi e buon anno.
Stasera o domani , vi tocca il Best and worst of 2013 secondo Fumettopenia.
Il Vostro affezionatissimo povero incompetente a caccia di "Like".
Cardillo Gennaro.

PS Sempre per la cronaca e per la trasparenza - il link dell'articolo su Fumetto d'autore mi è stato mandato in pvt su Facebook da persone che lo hanno visto, ed hanno ritenuto il caso avvertirmi, io avevo dimenticato il furbacchione e la sua ciurma di simpatiche canaglie da tempo.







mercoledì 30 ottobre 2013

Bone di Jeff Smith



Diamo il benotrnato a Dario che appena finito di leggere Bone con la sua pupina ha deciso di condividerne con noi le impressioni.
Deduciamo dalla gentilezza che si, i figli sò piezze e' core, ma pure i fumettopeniaci non scherzano!
Graze socio, a voi buona recensione.
Baci ai pupi.

C'è voluto il suo tempo. Non di certo per colpa dell'opera, uno di quei tomi, di quelle storie fiume, di quei libri monstre che ti berresti in un attimo. C'è voluto il suo tempo perché Bone di Jeff Smith me lo sono goduto un po' alla volta con la mia Lauretta. Un pochino ogni sera prima di andare a dormire, che poi leggere un bel fumetto alla tua bimba la sera prima di andare a dormire è uno dei piaceri grandi della vita. Così questa storia fantastica ha preso vita sotto i nostri occhi un po' alla volta, per più di 1300 pagine.

Le giuste impressioni sul lavoro di Jeff Smith, o almeno quelle che a me sembrano delle giuste impressioni, le ha già messe nero su bianco in maniera perfetta Neil Gaiman nella postfazione all'opera. Se sapete chi sia Neil Gaiman saprete anche quanto possa essere inutile leggere un pezzo scritto da me quando avete la possibilità di leggere Neil Gaiman. Se possedete il volume di Bone edito da Bao Publishing andatevi a rileggere Neil Gaiman, cosa ci fate qui? Andate, non mi offendo, come potrei. Confido però che qualcuno il volume non l'abbia in casa e allora due considerazioni le faccio anche io, vedi mai viene voglia a qualcuno di leggersi tutto Bone.
Bone in inglese vuol dire osso. I tre protagonisti che hanno il compito di introdurci in questa storia dai risvolti fantastici sono tre esserini bianchi che potrebbero ricordare vagamente delle ossa. Sono tre cugini: Fone Bone, il più inquadrato, serio e romantico dei tre, sempre pronto ad aiutare gli altri e fare la cosa giusta, Smiley Bone, sempliciotto, di buon cuore e sempre allegro e Phoncible P. Bone detto Phoney, avido e astuto, sempre in cerca di un modo per far soldi. Proprio a causa di una delle trovate architettate da Phoney Bone i tre cugini vengono cacciati in malo modo da Boneville, costretti alla fuga si ritrovano in un territorio inesplorato. Giusto il tempo di entrare in questo nuovo mondo che iniziano i guai, i tre vengono separati a causa di un attacco di locuste. Fin da subito alla trama prettamente umoristica e avventurosa vengono miscelati alcuni elementi fantasy o fantastici che daranno il via a quella che è la vera storia narrata in Bone. Le locuste, l'incontro con il Grande Drago Rosso e quello con gli stupidi, stupidi rattodonti (in questa edizione tradotto come creature ratto ma io preferivo di gran lunga rattodonti), fino all'importante incontro con la giovane Thorn e con Nonna Ben.
Tutta la prima parte della storia è sviluppata seguendo un registro umoristico, il tono è sempre leggero e qui emerge il grande talento di Smith nel creare personaggi capaci di entrare nei cuori dei lettori e di farli interagire in modo da creare vicende sempre avvincenti e divertenti. Nel frattempo l'autore dissemina qua e là gli elementi che andranno a creare quella che è  una trama che affonda le radici nelle generazioni precedenti (i genitori di Thorn) come nel mondo del sogno e che è caratterizzata da battaglie e scontri tra le forze del bene e le forze del male, il tutto innescato da buone dosi di magia e fantastico. E non può mancare il sentimento, ah quella piccola Thorn...
 In una bella immagine proposta da Gaiman, vediamo i Bone attraversare quello che sembra il bosco del Pogo di Walt Kelly e finire pian piano invischiati in un'avventura degna di Tolkien. Personalmente trovo questa affermazione particolarmente azzeccata, Smith è capace di gestire e intrecciare entrambi gli aspetti della vicenda con grande maestria, avvalendosi del suo tratto pulito, preciso e sempre delizioso.
Per quanto nulla si possa dire all'autore, personalmente ho amato molto di più il lato umoristico di Smith, forse proprio perché le derive tolkeniane non mi hanno mai affascinato più di tanto. Voglio dire, insomma, la corsa delle mucche, la gestione della taverna di Barrelheaven, episodi come questi sono quelli che ricorderò con più affetto (anche perché son quelli che più son piaciuti alla mia bimba). Comunque anche nei risvolti fantasy ho trovato la lettura piacevole dall'inizio alla fine, come non amare i Bone o il piccolo rattodonte Bartleby? Bone è una di quelle letture che possono accontentare molti palati, quelli dei bimbi come quelli degli adulti, quelli degli amanti del fantasy e dell'avventura ome quelli dei fan del fumetto più genuinamente umoristico.
Durante le loro mille peripezie i cugini Bone rimarranno fedeli a se stessi, nonostante i numerosi incontri con strani personaggi, b
enigni o maligni che siano. Seppure la trama portante veda tra i protagonisti la giovane Thorn, Nonna Ben, il suo amico Lucius e sull'altra sponda esseri come Kingdok, L'incappucciato e il Signore delle Locuste, sono proprio i tre piccoli ossicini quelli che rimarranno nel cuore del lettore.
 Il tomone va sui 35 euro, una volta lo si poteva trovare a 25 in rete su vari Amazon, Ibs, etc..., ora con la nuova normativa sconti così forti sono ardui da strappare, comunque io consiglio di farci un pensierino, in fondo potete sempre farvelo regalare come ho fatto io.
Specifiche: Bone Di Jeff Smith Brossurato della Bao Pub. 1344 pgg  b/n 35,00€


venerdì 25 ottobre 2013

Nemo Heart of Ice



Partiamo da una premessa, io amo Alan Moore, e credo cha la sua Lega degli Straordinari Gentlemen, sia tra le opere più originali del XXI secolo, l’intuizione di Moore, sull’uso dei characters della letteratura è qualcosa di indicibilmente geniale, e la Lega degli Straordinari Gentlemen oltre che una delle migliori opere del fumetto, chiamiamolo contemporaneo, è la prova tangibile che l’autore è il miglior scrittore in seno alla nona arte.
Dopo mesi dalla sua uscita, mi sono deciso a recuperare anche  Nemo Cuore di Ghiaccio, una meravigliosa breve storia con protagonista la figlia del celebre Pirata della letteratura di Jules Verne, di cui abbiamo fatto la conoscenza nella prima parte di Secolo: 1910
Non mi lancerò in un'altra feroce critica sull’edizione italiana, Fumettopenìa ha già espresso i suoi negativi commenti sul comportamento dell’editore italiano dell’ultima opera di Alan Moore, non mi perderò in nuove invettive contro la Bao,  mettiamola semplicemente così, chi mendica non può scegliere, ed io mendico più Alan Moore di quanto ce ne sia in giro, e se la mia dose deve avere questo misterioso formato cinese, pazienza.
Nemo: Cuore di Ghiaccio è meravigliosa, troppo breve, ma meravigliosa - la distruzione dell’ambizione dell’erede del principe Dakkar di voler superare le gesta del padre, che si scontrano con un mondo alieno e misterioso sepolto nei ghiacci dell’antartide, un ‘omaggio alla letteratura Lovecrafitana, che stavolta fa dà palcoscenico sul quale si muovono i nuovi omaggi alla letteratura novecentesca di Moore.
Cominciamo?
Il signor Krane che compare nelle prime pagine, per impedire il furto dei tesori reali in sua custodia è preso a prestito dalla famosa opera filmica di Orson Welles, Citizen Krane, conosciuto in itala come Quarto Potere.
La misteriosa Regina Ayesha, che la figlia di Nemo sta freddamente derubando è la regina di Kòr, e come il suo regno,  proviene dalla letteratura di H.R.Haggard, l’autore delle novelle di Alain Quatermain, che gli amanti della Lega conoscono bene, in realtà è la reincarnazione di Kallikratis, la dea a cui tutti devono obbedienza.
Gli avventurieri che Krane incarica per recuperare il tesoro sono tutti presi dalle novelle che hanno costituito il filone del genere Edisoniade, ovvero storie di fantascienza, che si rifacevano alla vita ed alle gesta dell’inventore Thomas Edison.
Gli avventurieri scientifici più importanti d’America, arruolati da Krane per la caccia alla figlia di Nemo sono appunto i tre personaggi più importanti del genere: Frank Reade, Tom Swift e Jack Wright, creati rispettivamente da Harold Cohen nel 1876 e Luis Senarens nel 1891.
Moore è insuperabile nella sua opera citazionistica: L’uomo a Vapore delle praterie che gli esploratori portano a Krane, è un chiaro omaggio a The Steam Man of Prairies di E. S. Ellis, uno dei capisaldi del genere cosiddetto Edisoniade (1868).
La Megapatagonia è un omaggio allo scrittore francese Nicolas Edme Restie de la Bretone, nel suo La Découverte australe Par un Homme-volant (1781), la Megapagonia è un arcipelago che è l’esatto contrario della Francia, dei suoi costumi e della sua cultura, infatti nell’opera di Moore è abitato da animali antropomorfi che parlano al contrario in francese e vivono nella capitale chiamata Sirap (Paris).
Tutta la geografia Antartica di Moore, di Moore dove si svolge il resto dela caccia ovviamente proviene dalla letteratura tardo ottocentesca, come la Plutone Sotterranea e le Montagne di Ferro, che provengono entrambi da Viaggio al centro della Terra. Le montagne della follia  ed il bestiario presente nella misteriosa città nascosta nei ghiacci invece proviene quasi tutta dalla mente di H.P. Lovecraft.
Tra l’equipaggio del Nautilus, stavolta vale la pena ricordare il Professor Augustus S.F.X. Van Dusen, detto anche La Macchina Pensante, protagonista di una serie di serie di romanzi di Jaques Putrelle, dalla letteratura di Putrelle, proviene anche l’impenetrabile carcere di Chilshom, nel romanzo, The Problem of cell13, citato dallo stesso Augustus verso la fine del fumetto.
Raccapricciante particolare che mette in risalto la genialità do Moore è il fatto che  lo scrittore Futrelle, fu una delle vittime della tragedia del Titanic, e in Cuore di Ghiaccio i rimandi alla nave che affondò per colpa della collisione con un iceberg nel 1912, sono molti a cominciare da una illustrazione di O’Neill che disegna una nave che solca i mari all’inizio del volume.
La didascalia parla di una  White Star Titan Line un chiaro riferimento all’opera di Morgan Robertson e alla compagnia inglese Star Line, i proprietari veri del Titanic.
Vi ho annoiato abbastanza? Non capite proprio niente!
Voi superior vi meritate. 
Penso che pubblicare una guida del genere sia un obbligo che l’editore italiano dovrebbe fornire ai lettori, invece manco a dirlo, in Nemo Cuore di Ghiaccio della Bao, un inserto del genere manca.
Nonostante  la mancanza, vi dico subito che questo piccolo volumetto merita tantissimo, solo l’epilogo della storia, ovvero le conclusioni di Janni, meritano ogni centesimo, la prosa di Moore è spettacolare, adulta, ricercata, e non fa che creare un pauroso hype per l’arrivo in Italia del Black Dossier.
Accattatevillo e baci ai pupi.