Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
Visualizzazione post con etichetta rebuffi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rebuffi. Mostra tutti i post

mercoledì 18 dicembre 2013

Il fantasma Aiace e le altre storie




di Giorgio Rebuffi 352 pp. b/n 18x12,5cm brossurato 10 euro Ed.Annexia  


Torna il buon Dario, e torna a parlare di una pubblicazione per la quale non ha mai nascosto la sua simpatia fin dai tempi di Fumettidicarta.
Il Fantasma di Aiace e le alre storie è un altra raccolta di storie del sig. Rebuffi, fumettista italiano che ha mosso i primi passi nel mondo del fumetto professionale nel 1949 per l'editore milanese Alpe, giovanissimo mentre era ancora studente di medicina, famoso per il suo Tiramolla.

Questa volta Giorgio Rebuffi l'ha fatta grossa. E sì, perché stavolta alla mia bambina è anche scappata la pipì addosso dal gran ridere. Avendo già provato le risate scatenate dall'umorismo del prezioso autore con Pugaciòff - Magie e dintorni, ci siamo ora cimentati nella lettura di questo nuovo e ancor più ricco volume. Più ricco di personaggi, più ricco di stili, più ricco di pagine, più ricco di situazioni, più ricco di sperimentazioni quasi avanguardiste, contando che stiamo parlando di fumetti pubblicati per la prima volta a partire dalla seconda metà degli anni '50, mica l'altroieri.

Così si avvicendano le peripezie del fantasma in cerca di tranquillità Aiace, disturbato dall'acerrimo nemicoamico Tom Porcello, a quelle di Torquato porcello ostinato (e cugino di Tom) fino ad arrivare, passando per numerosi comprimari di spessore, alle straordinarie tavole dedicate a Giotto il bassotto. E la parola straordinarie non è da intendersi come superlativo buttato lì a casaccio ma proprio come tavole extra-ordinarie, fuori dall'ordinario.

Anche chi come me non può dirsi un esperto del fumetto umoristico dell'epoca (ma neanche in generale), non può non notare il notevole uso che l'autore fà della vignetta, della scansione della storia, della matita e finanche del protagonista, il cane Giotto, che oltre a essere personaggio diventa narratore e anche disegnatore, tracciando linee, raccontando storie, dipingendo fondali e personaggi, cancellando testi e non disdegnando nemmeno di lacerare pagine e maledire la carenza di spazio in termini di tavole. Se ci mettiamo anche gli incontri con personaggi non rebuffiani come Nonna Abelarda e gli indiani provenienti dal fumetto western, il metafumetto e le geniali trovate grafiche, è impossibile negare che Giotto e Rebuffi già all'epoca erano avanti.
E' fuor di dubbio che le tavole dedicate a Giotto siano le nostre preferite, nonché causa scatenante della pipì di cui sopra. Giusto per curiosità la sequenza incriminata è quella del ritratto dello zio Burgundo conte di Dubrugia.



Anche l'ostinato Torquato riserva qualche sorpresa, oltre al consueto carico di umorismo d'altri tempi ma sempre efficace, offre spunti interessanti sul versante artistico. Qui Rebuffi sperimenta un tratto più spesso soprattutto sui contorni delle figure con un uso dei neri che rende il disegno più corposo e deciso, quasi a bucare la tavola (non come Giotto però che le buca sul serio).

Ultima nota ma in modo assoluto non meno doversa, va ai ragazzi di Annexia dal cui lavoro trasuda amore per questo filone del fumetto e per uno dei suoi autori di spicco. Il volume è ben confezionato, con le giuste note e i giusti interventi, misurati e mai invadenti. L'augurio è che il loro lavoro possa continuare senza intoppi e ricco di grandi soddisfazioni.


Ciò non toglie che anche le altre storie siano fonte di divertimento e interesse. La sezione dedicata ad Aiace è suddivisa in due parti, una urbana con co-protagonista Tom Porcello e una bucolica alla corte del misantropo Ermenegildo. Nella prima prende corpo la contraddizione di un fantasma che non trova pace, non perché nutra ancora legami terreni o sia affetto da particolari maledizioni, è che proprio non lo fanno dormire. Nella seconda parte il fantasma verrà sfruttato per benino dal fattore per portare avanti i lavori della campagna e incontrando qui numerosi e curiosi esseri tra i quali Lucky Loris e Agamennone l'orso musicofilo.

Dario Lopez

giovedì 29 novembre 2012

L'arte di Giorgio Rebuffi - Pugacioff

E con questo non si venga a dire che a Fumettopenìa non si rispettano le tradizioni, o che siamo dei feticisti che adorano solo le calzamaglie, o i superpoteri, Dario Lopez, con l'avvicinarsi del Natale ci propone l'aquisto e la lettura di uno dei fumetti più apprezzati dal nostro Ex-boss, Orlando Furioso di Fumettidicarta, un' antologica che raccoglie il lavoro di uno dei pionieri della nona arte italiana, il papà di Tiramolla Giorgio Rebuffi. 
Quindi tagliamo corto le introduzioni e buona lettura.

Fino a qualche tempo fa si collaborava con Fumetti di carta e con Orlando Furioso. All'epoca ci si è tolta qualche bella soddisfazione così come altrettante ce ne toglieremo con la nuova creatura di Gennaro, il blog Fumettopenìa. Oltre alle suddette soddisfazioni ad Orlando si possono attribuire anche diversi consigli, alcuni dei quali si sono trasformati in ottimi acquisti. Uno di questi in particolare ha fatto la gioia della mia bambina oltre ad aver allietato parecchio anche me. Sto parlando del volume pubblicato dall'Associazione Culturale Annexia intitolato Pugaciòff magie & dintorni 1966/1968 che raccoglie le avventure a tema medievale del famigerato luposki della steppaski creato da Giorgio Rebuffi, ideatore tra gli altri di personaggi quali Tiramolla e Aiace il fantasma.

Evito di dilungarmi sulle opere e sull'importanza di Rebuffi nel panorama del fumetto italiano in quanto non ho davvero le competenze per farlo non conoscendone a fondo l'opera e avendone solo vaghi ricordi legati a letture di gioventù. Ricordi per altro ormai sbiaditi purtroppo, all'epoca ero davvero un fanciullino.

Mi concentrerò quindi sul volume in questione. Le storie raccolte in questo libro sono tutte d'ambientazione medievale, i protagonisti delle storie di Pugaciòff trasformati alla bisogna per l'evenienza. Così l'accoppiata Cucciolo e Beppe diventa Merlino e Merlone (mago pasticcione mi verrebbe da far la rima), il malvagio Bombarda è trasformato nel barone Bombardon de la Bombardière mentre Pugaciòff è sempre il luposki affamato con mire culinarie che prevedono il conte come portata principale.

Dieci le storie da sedici pagine l'una presentate in questa raccolta, dieci storie accomunate dal divertimento genuino, quello che tocca le corde del ragazzino che c'è in noi, apprezzatissimo come dicevo anche dalla mia bambina, lettura quindi consigliata doppiamente ai genitori, ottimo intrattenimento per momenti padre/figlia prima di andare a nanna, altro che televisione. In alcuni frangenti mia figlia si sganasciava, perché ci sono le botte, i calcioni, i voli fuori dalle finestre, i pasticci del mago imbranato, i tormentoni, i personaggi che finiscono in pentola o involontariamente a fare i giullari di corte. La forza grande di Rebuffi sta nel costruire storie che ti avvicinano alla gag in maniera fluida e non del tutto inaspettata. Il lettore sa che quel momento arriverà, qualcosa succederà, forse sappiamo anche già cosa o almeno ne abbiamo una vaga idea, poi il momento arriva e... niente da fare, si ride. Tutte le volte. Perché le botte messe in questa maniera sono divertenti, il reiterarsi di alcune situazioni è divertente, la parlata stramba (o meglio la parlataff stramboski) di alcuni personaggi è divertente. E' semplice e funziona. E' un umorismo diverso da quello di paperi e topi Disneyani, forse più diretto e per questo più efficace. L'effetto è amplificato dal tratto di Rebuffi altamente dinamico, l'azione e la bagarre non mancano in questi racconti e le linee tracciate dall'autore sono lì a sottolinearlo.

Le trame, che dire. Nei dintorni del castello del barone Bombardon de la Bombardière si aggira il lupo Pugaciòff intenzionato a mettere in pentola il pingue nobile. Il barone può contare sull'aiuto dell'abile mago Merlino e del pasticcione mago Merlone. Inutile dire che proprio Merlone è solitamente quello più a portata di mano con tutte le conseguenze del caso. Questa la traccia di volta in volta arrichita da situazioni e personaggi diversi, tutti all'insegna del divertimento più autentico.

Nel volume anche delle chicche: alcune storielle realizzate dai bimbi fan del luposki della steppaski, pubblicità e copertine tratte dalle edizioni d'epoca di Cucciolo, robe tipo Cucciolo n. 2 Gennaio 1967 lire 100 (sigh, sob!), e una postfazione di Orlando Furioso. Quasi non ci credevo, e si che Orlando me l'avrà pure detto ma io me ne ero dimenticato. Poi l'ho vista, che bella sorpresa!

PUGACIOFF - MAGIE E DINTORNI 176 pp. b/n brossura, 10 euro - Annexia.