Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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martedì 10 dicembre 2013

10 momenti imbarazzanti che i supereroi Marvel avrebbero evitato volentieri!



E dopo i 10 migliori momenti nel Marvel Universe è ora di elencare i 10 epic fail, o facepalm, o come diavolo si chiamano adesso, della casa delle idee, pronti?
NdA - Per la realizzazione di questa ingloriosa top ten, voglio ringraziare tutti i lettori che partecipano attivamente sulla bacheca facebook del blog, senza di loro non sarebbe stata possibile.

10. ZiaMay torna nella vita di Peter Parker, la vecchia che muore di cancro, in realtà era una donna ingaggiata da Goblin.
 

10bis. La vita editoriale contemporanea del ragno è un tristissimo susseguirsi di Epic Fail, evitando di citare i soliti One More Day e Superior Spiderman, e concentrandoci su Zia May, direi che sono altrettanto grottesche la tresca col maggiordomo dei Vendicatori Jarvis, e la trombata con il papà di J.J. Jameson, di cattivo gusto anche per un sito porno di sesso con Grannies!

9. Ancora Spiderman, stavolta la colpa è di Mark Millar, che in Civil War fa smascherare Peter Parker in TV, sotto suggerimento di Tony Stark, una forzatura al personaggio da manuale.

8. In Secret Wars II (Jim Shooter) l’Arcano, che si è appena creato un involucro umano, sente l’impellente bisogno di andare al bagno per fare la cacca, e chiede lumi all’Uomo Ragno, su cosa siano queste strane sensazioni al basso ventre. Il primo Super- Meconio ritardato della storia dei comics. Semplicemente ridicolo.


7. La rinascita di Capitan America scritta da Brubaker è uno dei punti più bassi della sua appetibile run  su testa alata. La meta-pistola che in realtà non è una pistola, il coma, la dimensione onirica, il fatto che Namor ne inabissa il corpo al polo dove era stato resuscitato, ed invece ritorna  a Washington, per combattere con il Teschio Rosso.

6. Per quanto divertente, FrankenCastle è da considerarsi un Epic Fail, perché è in continuity!

5. L’inutilissima Naomi Kale, la Ghost Rider femmina.

4. Tutti parlano un gran bene della run di Hickman sui Fantastici Quattro, e personalmente non  vedo l’ora di leggerla nella sua interezza, però il Concilio dei Reed Richards un po’ fa ridere dai!
(Idea poi riciclata da Ultimate Fantastic Four di Mark Millar, la storia
che da inizio ai Marvel Zombie)

3. Fear it Self di Fraction è un flop, forse il più brutto megaevento del Marvel Universe contemporaneo,  e racchiude degli Epic Fail spaventosi: il padre Odino ridotto ad un pavido vigliacco, spaventato dall’inesistente (nella mitologia norrena) misterioso 4 fratello. Un Odino diversissimo dal valoroso Dio nel Ragnarok di Simonson o se volete in quello che chiama a raduno le divinità in Infinity Gauntlet.
Tuttavia tra i momenti più imbarazzanti di questa miniserie è da segnalare l’ennesima morte di Thor con Cap che grida (a chi?) “Uomo a terra!” o la rissa tra Thor e Odino, con quest’ultimo che pur di non combattere, prende a pugni il suo stesso figlio.


2. La parentesi Latveriana degli Dei di Asgard, ridotti ad esperimenti dal dottor Destino, nonché la ridicola e molto poco epica morte di Bill, ucciso dagli asgardiani nelle vie deserte di Latveria,  forse il punto più basso della gestione di Straczinsky del Dio del Tuono, che riduce gli Aesir  a bulli di bande che manco ad Harem.

 

1. Cronache di un facepalm annunciato: Robbie Reyes il nuovo Ghost Rider in auto!!








Baci ai pupi!
 

giovedì 11 luglio 2013

Hawkeye - questo si che è un fumetto



Due righe di presentazione:

Dunque, quando mi ha contattato il Bar del fumetto per una collaborazione, mi sono sentito decisamente gratificato per l'invito,  in quel momento ho realizzato che effettivamente allora c'è qualcuno che guarda il blog, ed io che pensavo che i dei 29.000 accessi almeno 20.000 erano le volte che entravo io, per vedere se qualcuno aveva commentato questa o quella recensione.
Per me era già allucinante pensare che ci fossero persone che leggevano i miei pezzi, (è dai tempi delle collaborazioni su Fumetti di Carta che la penso così), ma che tra questi poi, ci fosse addirittura qualcuno che li ritenesse validi, onestamente per me, era pura fantascienza.
Quindi grazie Bar, sopratutto per la bella botta di autostima.
Per un blogger in erba come il sottoscritto che ha fatto della democratica incertezza la sua filosofia di vita ( cit. Luciano De Crescenzo), è stato davvero un piacere, ritrovarsi su Twitter, un tale genuino invito.
Quindi bando alle ciance e cominciamo subito.



Hawkeye altresì noto come bentornato Mr Fraction
 

Avevamo già parlato del nuovo Hawkeye di Fraction-Aja, in tempi addietro, ne riparliamo oggi, in virtù dell'edizione italiana targata Panini.

Innanzitutto siamo sinceri, questa rivoluzione Marvel non si è rivelata finora quella gran figata che tutti professavano.
Al momento non c'è quasi nulla che trovi tanto interessante, da spenderci il prezzo di copertina, vale a dire che là dove c'è davvero una serie appetibile, c'è la questione dei comprimari pessimi, o i recuperi indesiderati che ti gela ogni entusiasmo, poi per carità, Nonna Marvel  e Mamma Panini sono come il McBurger, nonostante tutto, per quanto le si possa denigrare e criticare, avranno sempre una fetta cicciotta sul grafico a torta, di affezionati per i quali andrà sempre tutto comunque bene.
Persino quando gli diranno che Cap in realtà non era stato sparato con una pistola normale, bensì con un arma speciale che aveva spedito la sua coscienza in una sorta di dimensione onirica, troverete quelli che "ma si dai tutto sommato ce sta".

Personalmente sarà dai tempi di Civil War che non conto i giorni che mi separano dall'uscita di un nuovo albo, giusto Remender e la sua Uncanny X-Force mi hanno dato questo brivido, nient'altro, le serie regolari, ormai tocca farsene una ragione, seguono regole di merchandising che trascendono qualità e potenzialità, sia dei personaggi che dei loro autori.
La lettura seriale esige ormai un approccio e aspettavive più contenute. Non per altro , se non per vivere meglio questa passione.
Ed evitare travasi di bile quando avete tra le mani cose spaventose come la versione in calzamaglia di "Datemi un martello", per gli amici nota come Fear It self.

E non a caso cito proprio Fear it self, penultimo (?) megaevento del Marvel Universe di imbarazzante bruttezza, - mai così brutto ed inutile come Secret Invasion, comunque -  perchè in sala regia di questo ennesimo megaeventone c'era lo stesso autore della miniserie di cui andiamo a parlare adesso.

Bentornato Matt Fraction 

E' dai tempi di Iron Man che non ti si vedeva tanto in forma ed ispirato, essì perchè il tuo Iron Man, diaciamolo, è stato qualcosa di così bello da leggere da come non se ne leggeva da tempo, per quello che conerne testa di ferro, dobbiamo risalire alle prime due Stark Wars degli anni '90, per ritrovare qualcosa di altrettanto godibile, tempi in cui alla Marvel c'era gente come Bright, Micheline, Byrne e Romita Jr. Era ora che ti appioppassero una serie staccata dal gioco della continuity, che ti sciogliessero dagli obblighi di mercato e ti lasciassero briglia sciolta, cosi tanto per scrivere qualcosa di interessante.
Abbiamo dato lettura alla nuova miniserie su Hawkeye, su Marvel Select #010 che proprio in questi giorni vi ammicca dagli scaffali delle fumetterie di tutta l' Italia ormai, ed è davvero una gran bella roba.

I super arcieri nei fumetti, non hanno una prosperosa continuità, vedi Green Arrow, a parte la stupenda parentesi metropolitana ambientata a Seattle di Mike Greel, non mi ricordo altre run degne di essere ricordate, tanto meno la penultima ambientata nel bosco a forma di stella, sorto a StarCity, durante il pessimissimo Giorno più Splendente.
Per Clint Burton vige la stessa regola, la vita editoriale di questo character, per lo più è stata una lunga sconnessa confusa corsa, su noiose montagne russe, che lo hanno visto impersonare più ruoli: Occhio di Falco, Ronin, Golia, è stato eroe ed anche criminale, capo e gregario, ma nulla di qualsiasi cosa abbiate letto su Occhio di Falco, può preparavi a questa deliziosissima miniserie.


Okay This Looks Bad

Le cose si mettono male: Fraction come Palahniuk, adotta una frase e la rende un tormentone, un didascalico ritornello impanato d'adrenalina, incipit che apre le danze della lettura o che sublima i momenti topici della narrazione, una secchiata d'acqua fredda che l'autore ci tira addosso appena apriamo l'albo.
Noccioline per le scimmie che vi ritrovate dietro la schiena, brutti Marvel Zombie che non siete altro.


Un delizioso Clint Burton, o meglio una sublime interpretazione di questo Characters che supera per appetibilità persino quella proposta nell'universo Ultimate.
Underground, metropolitana, anticonformista, ma sopratutto umana tanto dannatamente umana, come nemmeno autori passati come Byrne hanno saputo scrivere, e si consideri che in mano a certe penne questo personaggio è persino passato attraverso un divorzio, tematiche sociali forti, ma non abbastanza da tirargli via di dosso la calzamaglia.
Cosa invece riuscitissima a Fraction, che parla prima ancora dell'arciere, dell'uomo.
Con una sceneggiatura divertente, veloce, assolutamente piacevole.
Grandioso l'uso delle didascalie in prima persona, grandiose le situazioni, i dialoghi, le citazioni, e le fonti d'ispirazione dalle quali l' autore attinge per questa miniserie candidata agli Eisner Award 2013 con ben 5 nomination, e delle quali ne sapremo di più dopo il 19 luglio.


Hawkeye Year One

Se Leggendo Hawkeye, avrete un dejavu che vi riporterà al bellissimo Batman Year One, non spaventatevi, come detto la sceneggiatura di Fraction è volutamente, didascalica ed immediata. La colpa sarà anche di Aja, l'illustratore ( che concorre agli Eisner) prende molto da quel Mazzuchelli, ma le somiglianze si fermano qui, le due miniserie sono separate da decenni, è la dinamicità, la cinecità che li diversifica, strutturazione delle tavole, storytelling, e sceneggiatura sono il frutto delle contaminazioni della cinematografia del fumetto moderno. Ad  avallare la tesi, la prima storia è deliziosamente traslata su più piani temporali, e nel finale della seconda, rimane davvero difficile  non pensare a  My names is Earl leggendo le ultime pagine di quest primo numero? 
La mia lista delle cose da fare, in quelle tavole tutto porta a pensare al simpatico e genuino antieroe del serial tv. ansioso di rimettere a posto la sua vita e nel suo piccolo il mondo.
Ecco, nel suo piccolo, son le parole chiavi per questa miniserie. Nel suo piccolo Burton, lontano dai Quinjet o dagli Skrull, tenta di raddrizzare i piccoli ma umani torti che affligono le società metropolitane moderne.
I disegni poi...il lavoro di Aja, rende  inequivocabilmente questo fumetto più grande, altro che Allred. Buttatelo al secchio.
Sublime le citazioni sparse nei primi due numeri. che vi riporto nelle foto.
Senza spoilerare una sola riga della trama, mi sento di consigliarvelo senza riserve, di inserirlo nella lista delle cose da avere a voi la scelta come: in inglese, in italiano, in albetti smilzi o in un unico volume, comprandolo, taccheggiandolo, o anche facendovelo prestare senza poi restituirlo, fate voi, ma  fate in modo di metterci sopra le vostre mani sudaticce da nerd, e sopratutto leggetelo, anche più di una volta.
Perchèc Hawkeye di Fraction e Aja, fa quello che dovrebbe fare un buon fumetto, divertire. 
E diverte eccome, se ha divertito un rompicoglioni come me, andate lisci. 
Più appetibile persino di Soldato d' Inverno.
Ed alleluia proposto in un monografico, 3,00€  per 48 pagine, fedeli a quello che recita la copertina, visto l'andazzo è già tanto. 
Tenetelo d'occhio (di Falco).
Baci ai pupi.



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venerdì 21 giugno 2013

I Fantastici Quattro Marvel Now

Ce li hanno giustificati in tutti i modi i loro rincari gli editori: benzina, materie prime, costi di licenza, e ormai visto chè l'umanità si abitua a tutto, anche noi nerd, (checchè se ne dica, siamo anche noi umani) ci siamo abituati anche a vedere la nostra amata passione prezzata nelle maniere più disparate, mi viene da segnlalare per esempio, il volume della Bao dedicato al nuovo capitolo della Lega degli straordinari gentlemen, meno di 60 pagine in formato ridotto, vendute alla modica cifra di 13,00€, e l'assurdo è che c'è pure chi ringrazia.
Ma visto che si parla di edizioni più popolari, e non questi brossurati in similpelle di coccodrillo, possiamo dire che il trend affermatosi è quello dettato dalla Panini - tra i 3,00 ed i 3,50, salvo collane con foliazione maggiore, che ospitano comunque un solo personaggio o gruppo o una sola miniserie, come per esempio i Marvel Mega o come diavolo si chiamano adesso.
Ora però, c'è questo nuovo  formato Panini che ospiterà la gesta della famiglia Richards, che sembra una giusta via di mezzo -  2,90€ per 48 pagine, sono solo 10 centesimi in meno rispetto ai 3,00€ della collana Marvel Tales, non è nulla, ma la sua forza non sta solo nel prezzo, che comunque manco a dirlo, come operazione di marketing stravince sul pessimo spillato Lion da 30 pagine o poco più, formato che ospita una sola storia, copertina morbida e zero editoriali, venduto a 2,50€, che continua ad esistere nonostante a mio parere si sia rivelato un fallimento completo: basta vedere l'elitaria Before Watchmen, o sarebbe più onesto dire le rese dell'elitaria, che brutta fine che hanno fatto.
Quindi brava Panini, lo vedi che quando vendi effettivamente quello che pubblicizzi arrivano solo complimenti?
 La nuova serie dei Fantastici Quattro contiene due storie complete, collegate, compatibili, e tutte e due fedeli a quello che recita la copertina, in questo nuovo mensile, non ho trovato traccia della furboneria che ho riscontrato nel numero 1 di Thor Marvel Now, di cui abbiamo già parlato e discusso sia qui, sia sulla pagina Facebook dell'editore Modenese.

F come Fantastic....ma anche come Fraction.

Non avrei mai immaginato che tra tutto il Marvel Now in uscita, io ripiegassi sui Fantastici Quattro, eppure è stato un colpo di fulmine, questo formato mi ha piacevolmente colpito, in un solo albo, due serie nuove, due pointing start, senza pagine extra superpagate piene di recuperi indesiderati o serie minori indigeste.
Per giudicare le serie è un pò presto, e il signor Fraction sa essere così mutevole nelle sue sceneggiature, che vanno dalla qualità infima (Flop it Self e il suo passato Thor) al piccolo gioiellino da collezione (il prossimo Hawkeye disegnato da Aya). Quindi bisogna aspettare per dare un giudizio , diciamo subto cosa non ci è piaciuto di questo album: M. Bagley e M. Allred, eh si a me personalmente non piace nessuno dei due, Bagley è diventato molto più sporco dai tempi in cui disegnava le risse tra l' Uomo Ragno-Venom ed il neonato (a quei tempi) Carnage, ora il suo tratto è più veloce, meno accurato, molto inspiegabilmente anni '90. Ricco di quella cinetica caciarona, nonchè una dozzinale cura dei particolari, che stanca gli occhi.
E poi c'è Allred, un disegnatore del quale veramente non mi spiego il successo nel mondo dei comics, come illustratore ci si può anche stare, quel suo stile volutamente lisergico sembra fatto apposta per il mondo dell'illustrazione pubblicitario, ma un intero fumetto...uno storytelling, a mio parere, la dinamica delle tavole viene pesantemente menomata da quel tratto così spesso, che sacrifica movimenti e plasticità,  le anatomie molte volte sono sconclusionate,  ed i visi dei personaggi sono tutti uguali, e si riescono a distinguere solo per l'acconciatura, il colore dei capelli ed il costume, ma sembra che sia quotatissimo ultimamente nell'ambiente ed il suo stile così dannatamente pop, sembra essere molto apprezzato da critica e lettori.
Io non riesco a digerirlo, quindi spero che resti il meno possibile ai disegni della Fondazione Futuro.
Ma si diceva di Fraction - lo scrittore di Flop it Self, nota anche come la sagra del martello, ha un duro compito, deve tenere alta la godibilità di una serie che grazie ad Hickman, ha ritrovato una grandezza che forse non vedeva dai tempi di J. Byrne. Al tempo stesso tale compito è persino facilitato, durante la sua gestione (che io ancora non ho letto, e spero finisca in volume al più presto), Hickman ha arricchito il cosmo dei Fantstici Quattro di una quantità immensa di personaggi interessanti, e Fraction ha a disposizione un olimpo di facce più o meno nuove, con le quali speriamo riuscirà a regalarci delle belle evasioni.
Il voto finale è una sufficienza speranzosa, nel primo numero non succede quasi nulla, più che altro si gettano le basi per il futuro (nel vero senso della parola), però siamo fiduciosi, quindi si decisamente il numero 2 si prenderà. Nonostante Allred e Bagley.

L'edizione italiana

Non potendo addossre a Panini la colpa sugli illustratori delle due serie, posso sempre rifarmi sull'editoriale di Giuseppe Guidi, veramente scarsino, la copertina recita NUMERO 1- ora questo reboot Marvel, è davvero strano, non bisogna chiamarlo così, perche non è in pratica un reboot, eppure la numerazione ricomincia daccapo, ed un nuovo lettore che leggere Numero 1 sulla copertina, può rimanere abbastanza interdetto da queste pagine, in cui tanto per essere chiari, il fumetto ha così tanti legami con la passata stagione di Hickman che  non si capisce nulla.
Fantastici Quattro è si un numero uno, ma è strettamente legato alla run appena conclusasi, e qualche nota in più andava messa, per aiutare la lettura invece che citare solo il fatto che la famiglia di supereroi ha visto i natali nel lontano 1961 per mano di Stan lee e Jack Kirby.
L'albo è letteralmente saturo di personaggi che possono apparire nuovi agli occhi dei neofiti, ed io siccome lo sto inspiegabilmente promuovendo, voglio dare una mano alle nuove leve con delle noticine che avrebbe dovuto dirvi l'editor della testata.

Note a Margine:
Come detto, Hickman ha creato una run spettacolare del quartetto, e durante la sua gestione, nella quale era presino momentaneamente morta anche la Torcia Umana, ha introdotto ed arricchito scenari, personaggi e villain di una delle serie più vecchie in casa Marvel, come la zona negativa, tanto cara al buon Byrne, Galactus, i talpoidi e persino Destino.
Ecco chi potrebbe lasciarvi spiazzato in questo album e Guidi non si è preoccupato di presentarvi:
Dragon Man - è un androide, vecchio nemico dei Fantastici Quattro, qui lo vediamo in una versione upgradata (si può dire così?) da Valerie Richards, la figlia di Susan Storm e Reed Richards, piccolo genio membro della Fondazione futuro insieme al fratello Benjamin. Tra gli altri bambini che ritroverete nelle pagine del primo numero della Fondazione Futuro ricordiamo:
Alex Power, dei Power Pack, supergruppo di bambini Marvel creato ala fine degli anni '80, Artie e Leech, due mutanti, apparsi nelle pagine di X-Factor, primissima serie. Artie era una sorta di telepate, ora non ricordo molto bene, ma mi sembra che riuscisse a proiettare le immagini mentali di quelli che riusciva a toccare con la sua mente. In pratica fu uno dei primi ospiti insieme a Rusty Collins, dei finti cacciatori di mutanti noti come X-Factor. Leech invece, a dei veri cacciatori di mutanti è sopravvissuto, infatti faceva parte della comunità di mutanti reietti che vivevano nelle fogne: i Morloch? Trucidati durante il massacro mutante.
Bentley-23, characters che promette tanto divertimento, è in realtà il clone di Wizard, vecchia nemesi dei F4, visto ultimamente come membro della Intelligencia.
Tong Korr Turg e Mik, fanno parte della razza dei Talpoidi.
Medusa, è la regina degli inumani, moglie di Freccia Nera, sarà membro della nuova Fondazione Futuro.
Questo Ant-Man,  è Scott Lang, inventore squattrinato, che per salvare la figlia, e pagargli  una costosa operazione cardiochirurgica, tanti anni fa rubò la tecnologia di Henry Pym. in una memorabile storiella apparsa su Iron Man Play Press.
Onome, è la figlia di un ingegnere del Wakanda, nazione africana, scientificamente avanzata, che ha dato i natali a Pantera Nera.
Darla Deering, attuale fidanzata di Jhonny Storm è nota anche come Ms. Thing, di cui purtroppo non so dirvi assolutamente nulla. Io per via dei capelli l'avevo scambiata per la compagna di Jhonny ai tempi della run di Millar, ma sono quasi certo di sbagliarmi.
Beh, la mia conoscenza si ferma qui, più o meno, però direi di aver buttato un pò di luce chiarificatrice, su alcuni personaggi, considerando che è gratis non voglio sentire lamentele.
Conlusioni
F4 si proverà, nonostante l' handicap degli illustratori e l'incognita dello scrittore, credo questa edizione , questo formato, insieme al proliferante formato bonellide, sia un ottima proposta e risposta alla crisi, ed alle esigenze dei lettori. Un albo centrato, fedele alla sua copertina e coerente per contenuti.
Riconosciamolo ad un editore che per ora non ha entusiasmato troppo con l'invasione  Marvel Now. sopratutto con la geografie delle "nuove" testate.
Baci ai pupi.

sabato 29 dicembre 2012

Hawkeye ed il risveglio di Matt Fraction

Ok siamo sinceri,  ormai sono parecchio scoglionato per quel che riguarda i fumetti Marvel, al momento non c'è proprio nulla che trovi tanto interessante, da spenderci il prezzo di copertina, per carità Mamma Marvel è come il Macburger, nonostante tutto è un evergreen, per quanto la puoi denigrare e criticare, avrà sempre una cospicua fetta di affezionati per i quali andrà tutto bene.
Ma personalmente sarà dai tempi di Civil War che non conto i giorni che mi separano dall'uscita di un nuovo albo, toh giusto Remender e la sua Uncanny X-Force mi hanno dato questo brivido.
Recentemente, nient'altro, le serie regolari, ormai devo capacitarmene, seguono regole di merchandising che segano la qualità e le potenzialità dei personaggi.
E non solo di quelli, anche degli autori. Questa  è una realtà a cui dobbiamo rapportarci tutte le volte che scegliamo di comprare questo o quell'albo.
La lettura seriale  esige ormai un approccio e delle aspettavive diverse e contenute.
Altrimenti vi ritrovate tra le mani cose spaventose come Fear It self.
Bentornato Matt Fraction, è dai tempi di Iron Man che mi mancavi, e si che il tuo Iron Man è stato qualcosa di così bello da leggere da come non se ne leggeva da tempo, roba risalente alle prime due Stark Wars degli anni '90. Ma era ora che ti appioppassero una serie staccata dal gioco della continuity, che ti sciogliessero dagli obblighi di mercato e ti lasciassero briglia sciolta per fare qualcosa di interessante.
Ho dato una lettura alla  nuova miniserie su  Hawkeye che verrà, ed è davvero una gran  bella roba.
I super arcieri nei fumetti, non hanno una prosperosa continuità, vedi Green Arrow, a parte la stupenda parentesi metropolitana ambientata a Seattle di Mike Greel, non mi ricordo altre run degne di essere ricordate, tanto meno la penultima ambientata nel bosto a forma di stella, nato a StarCity, durante il pessimissimo Giorno più Splendente.
Clint Burton è uguale, la sua vita editoriale per lo più è stata una lunga sconnessa confusa  corsa su delle noiose montagne russe,  e finalmente siamo giunti nel posto la rotaia s'impenna verso l'alto.
che sia proprio un characters scadente come Hawkeye a darmi questa voglia di avere la serie presto in italia è decisamente atipico, specialmente per un brontolone come me, eppure i primi due numeri che ho avuto modo di visionare, sono decisamente deliziosi.

Okay This Looks Bad

Chi cantava tanto tempo fa quell'orrido tormentone estivo? Dammi tre parole...sole cuore amore.
Ok una meteora per nostra fortuna, ma in Hawkeye le parole che diventano tormentone sono queste quattro quin scritte in grassetto.
Quattro semplici parole, che diventano tormentone, il ritornello, l'incipit adrenalinico, la secchiata d'acqua fredda che Fraction ci tira addosso appena apriamo l'albo. Noccioline per la nostra vorace curiosità.
Ok this looks bad.
Un fumetto metropolitano, underground, frizzante, con una ottima azione e dialoghi funzionali e godibili.
Un Clint Burton caraterizzato alla grande, per una volta un uomo con un arco, e non un super arco con dietro un anoomo pompato super-essere in calzamagalia, una retrocontinuity senza troppe pretese se non quella di divertire a catturare il lettore, una prosa scorrevole per inventarsi le gesta di quello che fu un ladro prima di diventare membro del gruppo dei Vendicatori. Bello. Bene. Bravo. Bis

AJA.

Ok Fraction è tornato ad essere un tizio che sa come fare uno storytelling, e di questo Aja cosa vogliamo dire?
Spettacolare e la sua mano underground sicuramente darà il suo contributo.
Se questa miniserie diventerà quello che i capoccia Marvel sperano, sarà stato anche grazie a questo illustratore.
 Leggere Hawkeye, è come avere tra le mani Batman Year One, didascalico, veloce, immediato sul fronte della sceneggiatura, e stilisticamente Aja, prende molto da quel Mazzuchelli, una tavola dinamica, il tratto semplice con chine grosse eppure deliziosamente armoniche, si decisamente i disegni di questo fumetto lo rendono più grande, e sicuramente contribuiranno al successo della serie
Sublime le citazioni sparse nei primi due numeri. che vi riporto più sotto.
"Pris" di Blade Runner
Senza spoilerare una sola riga della trama, mi sento di dire che Hawkeye di Fraction e Aja, fa quello che dovrebbe fare un buon fumetto, intrattenere, magari chissà più e più volte.
Speriamo di vederlo in italia volumizzato, lontano dalla mediocrità seriale conclamata, tutto qui.
Baci ai pupi.
"L'Odio"