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domenica 19 maggio 2013

Lo Spiderman dei due mondi (conclusioni)



Marvel Select n° 8-9 "Spidermen" di Bendis Pichelli Ponsor Brossurato Panini


E dopo l’epica  figura di merda fatta con l’edizione italiana dei Turtles, che ho appioppato ad Italycomics quando invece è Panini, dando una seria picconata alla mia credibilità di blogger, torno a voi, stando un po’così, più sulle mie, più attento, con una "nuova" recensione e con l’ansia da prestazione.
E per ingraziarmi di nuovo il pubblico, già contenuto (pochi ma buoni), torniamo a parlare dell’appena concluso team up dimensionale tra i due Spiderman dell’universo Marvel, di cui avevamo accennato qualcosa già all’uscita del primo numero.
Come già detto in quella occasione ribadiamo che, la miniserie di Bendis-Pichelli è un raccomandatissimo acquisto.
La Pichelli disegna da Dio, e solo per le tavole, questi due numeri due numeri di Marvel Select, spesa totale €6,30, valgono ogni centesimo,belle le anatomie, bello lo stile, pulito, lodevole la cura nelle espressioni dei personaggi, belle le inquadrature, geniali le geometire delle tavole (bentornato widescreen comics), sublime anche il lavoro ai colori fatto da Ponsor,  insomma, questo fumetto anche senza un solo baloon, sarebbe da voto massimo con la lode.
Persino la storia e godibile, basta non avere le aspettative di stare per leggere una pietra miliare, la sceneggiatura dell'odiato, fa il suo dovere e si lascia leggere abbastanza piacevolmente, come già detto l’altra volta, Bendis, quando scrive Spiderman, aggiunge nuovi orizzonti alla sua prolissità, ma ci si può stare, d’altronde l’Uomo Ragno stesso nella sua lunga carriera editoriale non è mai stato famoso per il suo mutismo, Spiderman non è esattamente Batman, quindi in questo contesto, la verbosità estrema dello scrittore non è nemmeno più di tanto fuori tema.
Ho trovato carino il secondo volume perché decisamente verosimile, e adesso tento di spiegarvi la mia opinione senza spoilerare più di tanto il finale.
Spidermen è esattamente tutto quello che non è Iron Man 3 (il film).
Ovvero, noi nerd schiavi della continuity e della logica ad  essa legata, abbiamo si apprezzato l’ultima fatica filmica di testa di ferro, ma non abbiamo potuto non chiederci come mai lo Shield, ed il resto degli Avengers, non si sia occupato per tempo del Mandarino e dei suoi bombaroli genetici, eppure lo Shield era una presenza-ombra costante nelle altre pellicole Marvel, vedi il primo Iron Man, o anche Thor, per non parlare di Captain America.
Certo, se se ne fosse occupato lo Shield o i Vendicatori, il film si sarebbe chiamato di nuovo Avengers e non Iron Man, ed inoltre sarebbe durato la metà.
Però sarebbe stato sicuramente più "realistico".
Il bello di questo team up, è la presenza costante alle spalle di Miles di Nick Fury e gli Ultimates come Guests Star, che forniscono supporto ai due tessiragnatele. occupandosi sin dalle prime pagine dello strappo dimensionale e dell'ospite inatteso.
Ho trovato carino anche come Bendis ha ipotizzato l’incontro tra Peter Parker (616) e le versioni utlimates delle donne della sua vita: Zia May, Gwen, e MJ.
Insomma  il fumetto in ultima analisi non è niente male.
Bendis tiene bene le redini, della storia, senza eccessivi slanci di stile, ok, ma nemmeno impantanandosi nel più bieco beat’em ‘up senza arte nè parte.
Il finale poi lascia aperti spiragli per un seguito, e fa l'occhiolino ai tempi in cui la DC sfruttava i viaggi dimensionali per moltiplicare la versatilità delle storie e dei suoi personaggi.

Il voto finale è un bell’otto pieno, gran parte del quale però è da attribuire allo stupendo lavoro alle matite della nostra italiana Sara.
E sappiamo tutti quanto ci serva qualche italiano/a di cui andare fieri ultimamente.
Grazie Sara.
Baci ai pupi. E ovviamente accattatevillo.

giovedì 14 marzo 2013

Lo spiderman dei due mondi

Ammettetelo, come titolo è figo.

Letta or ora la miniserie firmata Bendis-Pichelli, quella sul team up ra lo spiderman dell'universo 616 e quello dell'universo Ultimate.
Cominciamo subito con il dire una cosa, mia moglie sa benissimo che è una cosa platonica, ma io adoro Sara Pichelli. Ma quanto disegna bene 'sta donna?
Bello il tratto, bella l'impostazione della tavola, belle le splash. Graficamente la miniserie vale 10, senza alcun dubbio, i disegni della Sara sono da ammirare con calma è più volte, ed è assolutamente una maestra nel caricare cineticamente lo story-telling di un albo.
Bello. Brava. Anzi bravissima.
Bendis quando si tratta di Spiderman, si sbraga e la sua proverbiale mania di far straparlare i suoi personaggi, aumenta come se ci si trovasse in una cassa armonica di una chitarra, ma la cosa stavolta non è irritante. D'altronde il più classico dei Peter Parker era così, quindi questa sua, chiamiamola dote, in questo contesto, risulta addirittura godibile. Senza rivelarvi nulla della storia, per chi ancora non l'ha presa, possiamo solo dire che la lettura è scivolata via piacevole e veloce, e dalla copertina del secondo numero, oso pensare che le cose si faranno parecchie divertenti.
Verdetto Finale - Yes, se pò fa, approved! Se vi avanzano 6 eurini investiteli in questi due numeri,  il secondo sarà in edicola a Maggio.
L'edizione italiana - inutile spendere altre parolacce sul formato, ormai la piega, anzi la piaga, che prenderanno i fumetti in Italia è questa, monografici (il che non è un male considerando molte volte i comprimari), e smilzi, certo non smilzi come in america, ma smilzi rispetto al prezzo di copertina, ormai la legge del mercato (leggi pure: voi), ha premiato questo formato, e presumo si moltiplicherà, in casa Panini con l'eslosione del Marvel Now, insomma tutto quello che non potrà andare in appendice finirà in questo formato, Ma per la nuova struttura degli albi della Panini dovremmo aspettare le dichiarazioni che verranno fatte in quel di Milano, proprio oggi se la memoria non mi inganna.
E Cristiano Grassi?
E chi lo legge più? Il suo World Wide Web, in relazione alla storia letta è utile come una forchetta in un piatto di brodo. Me lo sono letto nella speranza di avere qualche notiziola in più sul Villain in gioco, specie sulla sua versione "ultimate", che io non ho mai seguito, e che quindi non conosco, ma niente, il buon Grassi in tutto l'editoriale non fa che proporre acquisti, a volte poi anche senza ritegno, io per esempio, non consiglierei di leggere lo Spiderman di Dan Slott nemmeno al mio peggior nemico.
Baci ai pupi.

Ultimate comics - Spidermen di Bendis- Pichelli - Marvel Select 8, brossurato bimestrale a colori della Paninin Comics 44 pagine - sich! 3 €