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martedì 1 luglio 2014

L'insanicida



Ho sentito dire che quelli della Gazzetta dello Sport hanno intenzione di continuare la loro avventura in edicola con una nuova iniziativa legata ai fumetti Marvel, stavolta sembra che il loro obbiettivo sia di ristampare vecchie saghe del passato. Beh spero che qualcuno dei responsabili della collana si ritrovi a leggere questo articolo, perché quello di cui ho intenzione di parlarvi oggi è il recupero di una miniserie di 10 numeri, assolutamente interessante, che ha visto in Italia, ahimè come tutto il materiale interessante, una sola edizione, in appendice al Punitore della Star Stomics.
L’insanicida, (FoolKiller) è una miniserie edita nel 1990 scritta da Steve Gerber ed illustrata da
J.J. Birch e Tony De Zuniga.
L’assassino di idioti di cui vi invito caldamente il recupero e la lettura, è in realtà la terza incarnazione di questo characters: apparso per la prima volta nel lontano 1974 sulle pagine di The Man-Thing, albo, che io sappia tutt’ora inedito in Italia. 
Ma come sempre andiamo con calma.

Retcon.
 
Ross G. Everbest era lo sfortunato figlio di un soldato americano deceduto in guerra nel giorno della nascita del suo bambino, e di una infermiera della Croce Rossa, morta mentre prestava servizio in Corea il giorno del nono compleanno del figlio.
Sin dall’infanzia, il piccolo Ross era stato cresciuto dalla nonna che lo accudiva nella sua sfortunta condizione di handicappato, il piccolo infatti era paralizzato dalla vita in giù.
All’età di sedici anni, la vita di Ross subì una fortunata svolta: accompagnato dalla nonna ad assistere ad uno show di un predicatore. Il Reverendo Mike, nello stupore generale, guarì davvero il piccolo Ross, che per tutta risposta sviluppò una forte passione per Dio, divenendo col tempo un predicatore persino più carismatico del suo salvatore. Convintosi di essere la voce di Dio, Ross sviluppò una inquietante filosofia secondo la quale la società versava nelle gravi condizioni di declino e peccato per via di quelli che etichettava come agenti del diavolo, ovvero i pazzi ed i folli, che in quanto strumenti del maligno dovevano essere eliminati dal messia del signore.
Ross divenne così il primo Insanicida del Marvel Universe, grazie gli introiti della sua carriera di predicatore riusci a costruirsi una sorta di pistola disintegratrice, con la quale si diede ad una serie di efferate esecuzioni, La prima vittima del suo fanatismo fu proprio il suo mentore, quel Reverendo Mike che grazie ai suoi poteri era riuscito a farlo alzare dalla sua sedia a rotelle. Sorpreso ad amoreggiare con una giovane parrocchiana.
Gli eventi portarono questo primo insanicida a scontrarsi con la Cosa della palude, (the Man Thing) altro characters Marvel di cui Gerber ha scritto le storie per 39 numeri negli anni ’70.
Lo scontro si concluse con la morte di Ross G. Everbest, ed i suoi effetti furono presi in custodia dalla polizia locale della Florida.

Le gesta di Ross però finirono per ispirare il secondo Insanicida.
Greg Salinger aveva pretese più stilistiche che religiose, per Salinger infatti,le cause dei mali della società erano da imputare agli edonisti, ovvero a tutte quelle persone aride,ed impermeabili al fascino della letteratura e della poesia.
Greg Salinger, impadronitosi dell’attrezzatura del precedente insanicida inizia la sua campagna omicida contro gli stupidi fino a che non fu fermato dall’Uomo Ragno sulle pagine del quindicinale Star Comics nei numeri 1-11, e rinchiuso in manicomio.
Negli anni ’90 il personaggio fu recuperato per un nuovo rilancio proprio dall’autore che lo aveva creato diversi decenni prima – una nota mentreil primo insanicida porta la firma di Gerber, il secondo fu ideato da Val Myerik –

Kurt Gerhardt è il terzo individuo a vestire i panni dell’Insanicida, ed il primo tra i tre ad avere una serie tutta sua, seppur di 10 numeri.  Kurt è un agente di prestito, ma in seguito alla morte del padre avvenuta durante un’aggressione da parte di una banda di teppisti, sprofonda in un baratro, kurt vive una sorta di sogno americano al contrario, perdendo lavoro, moglie  e casa nel giro di pochi mesi, e ritrovandosi con un impiego ad un fast food.

“Siamo tutti ostaggi, lo sai? Ostaggi di una violenza casuale e senza senso”
Ma ti viene da chiederti…e se cambiassimo le carte in tavola? Se qualcuno facesse loro degli ostaggi? I parassiti, gli animali, e se si facessero esecuzioni casuali anziché crimini casuali?
Quanti di loro pensi  che dovrebbero morire prima che capiscano che non li vogliamo?”

Indubbiamente Gerber in questa miniserie adopera un registro decisamente più maturo, l’evoluzione psicologica dell’Insanicida è da manuale di sceneggiatura,  seppur vittima di qualche leggerezza stilistica legata agli anni in cui è stata concepita Foolkiller, resta una miniserie ingiustamente ignorata, meritevole di tutte le attenzione che potreste dargli.
La caduta in disgrazia di Kurt, ha ben poco da invidiare a quella di Matt, nella saga di Miller e Mazzuchelli.
In questo caso però, il nuovo maniaco omicida,  orfano dei solidi principi legali dell’avvocato Murdock, è guidato dalla filosofia tentatrice del precedente Insanicida, come la vittima di una sirena nell’Odissea di Ulisse, verso la via dell’odio e dell’omicidio.

A rileggerla oggi, Foolkiller è spaventosamente attuale, Kurt imputa il suo fallimento alla società, anzi per dirla più precisamente, Kurt si identifica in una società martoriata dai cosiddetti parassiti, ed allo stesso tempo se ne proclama il salvatore, Kurt amoreggia con un sentimento di ostilità verso tutto quello che crede siano la causa dei mali della società civile, in un maniera non molto dissimile da quello che ha determinato i risultati elettorali delle ultime elezioni europee, che hanno disegnato un profilo di intolleranza verso il diverso in vari stati dell’unione. Foolkiller probabilmente prende così tanto, perchè Gerber riesce a trasportare su carta, la volontà di riscatto del cittadino medio esausto e disilluso, un riscatto da esigere per essere completo ed appagante, solo attraverso il sangue e la violenza.
Quello che è lampante è che Gerber, 14 anni fa, ha scritto una  miniserie che probabilmente sarà sempre attuale. Impressionante è l’anacronismo con cui Gerber ha colto l’influenza del media televisivo, Kurt infatti diventa il nuovo insanicida, dopo aver sentito alla TV,durante un Talk Show, l’intervista di Greg Salinger, interrogato sulla sua vita e sulle sue idee da un cinico presentatore televisivo, capace di tutto pur di raggiungere i suoi traguardi. Uno degl aspetti più interessanti della storia di Gerber, anzi è la figura di Salinger ed il suo rapporto "epistolare" con il nuovo emulo. Una situazione che in qualche modo ricorda The Silence of the Lambs di Thomas Harris.
Non ho intenzione di raccontarvi l’intera trama, posso assicurarvi però che è coinvolgente,  e che il vero scandalo è che sia caduta nel dimenticatoio.
Foolkiller, la sua crescita psicologica, il suo addestramento, i suoi colpi mortali, alle gang, agli spacciatori, persino all'americano medio, vi terranno con gli occhi incollati agli albi fino al grande esplosivo finale.
Un’ottima prova di uno dei più dotati autori della Marvel del passato, che spero prima o poi qualcuno si degni di ristampare.
Vi concedo di storcere il naso giusto per via delle matite di J. J. Birch artista pressoché sconosciuto su suolo italico, con un tratto sporco ed a volte disarmonico nelle anatomie e nelle prospettive, ma il ma questa linea quasi underground della veste grafica si sposa benissimo con il registro duro e di Gerber. Ma quel che Birch difetta per la cura dei dettagli, viene restituito nell’appetibilità della costruzione della pagina, come detto lo storytelling è incalzante, ed il merito  va sicuramente anche alla sinergia dei disegni e dei testi. Il restyling che il personaggio subisce dopo le prime scorrerie, è azzeccatissimo, all’inusuale cappello da moschettiere, Gerber e Birch adottano una maschera sadomaso, indubbiamente più adatta alla connotazione urbana della storia.

La disturbata determinazione di Foolkiller...

Insomma senza dilungarci troppo Foolkiller è da leggere, quindi prendete la penna e segnatevi i numeri del Punitore dove appare nella sua interezza:

Il Punitore Star Comics numeri: 23-24-29-30-31-32-35-36-37-38-39.

Baci ai pupi.

...incapace di provare pietà verso bambini o donne.

mercoledì 4 dicembre 2013

10 momenti magici nel Marvel Universe

(in ordine sparso)

Se va tutto bene, se riesco a staccarmi dalla Lega di Alan Moore e gli speciali issuu, nei prossimi giorni dovrei postare una guida ai regali per nerd, da far leggere ai vostri familiari in crisi, quelli che non sanno mai cosa regalarvi per Natale, e una rassegna dei peggiori megaeventi Marvel dopo Civil War, vale a dire tutti.
Oggi teniamo alta l'attenzione del blog con un pezzo veramente leggero, ma che sono sicuro vi piacerà.
Visto il piacevole consenso che hanno avuto i pezzi sui veicoli dei supereroi quello sui volumi che non dovrebbero mancare nella vostra biblioteca o ancora quello sulla presunta ultima fine del mondo, ecco a voi un pezzo che farà la gioia di tutti i Marvel Zombi che ci seguono, quindi banco alle ciancie di circostanza e cominciamo con:
10 momenti top nella storia del Marvel Universe in ordine sparso:

Thor pesta Iron Man
  Thor mena Iron Man - il buon Stracchino durante la sua magnifica gestione del Dio del Tuono, si fa peso di tutta la rabbia accumulata dai fan nei confronti del Tony Stark fascista di Civil War, e con Thor lo batte come fosse un tappeto.  Semplicemente sublime.

Bullseye accoppa Elektra - uno dei momenti più alti durante la run di Frank Miller su Daredevil, qualcuno di voi se lo è perso?


Wolverine interroga un purificatore - Dalla graphic-novel dell'inesauribile Claremont, la bellissima Dio ama l'uomo uccide.

La morte di Skurge - Il Ragnarok è finito, e gli Aesir guidati da Thor invadono Hel alla ricerca delle anime di mortali che sono finite all'inferno per via degli intrighi dell'elfo oscuro. Skurge, con il cuore in pezzi per causa dell' Incantatrice, decide di coprire la ritirata dei suoi compagni d'arme e resta da solo a tenere il ponte, contro l'atacco dei demoni di Hela. Un must.


Il sacrificio di Kitty Pride - Non fa in tempo a ritrovare l'uomo della sua vita Kitty che deve di nuovo dirgli addio.Struggente ed emozionante il finale della run di Whedon, un cui la piccola Pride si ritrova prigioniera di un gigantesco proiettile puntato contro la terra, da vera eroina sceglie di non essere salvata, perchè il suo potere è l' unica cosa capace di far passare il proiettile attraverso la terra, e lasciarla indenne, decisamente uno dei migliori momenti del Marvel Universe contemporaneo, e Whedon è l'uomo che tutte le supereroine vorrebbero come scrittore delle loro storie. Imperdibile.


Castle uccide la sua famiglia - La run di Remender sul Punitore è tra le migliori che si siano lette, il generoso scrittore della penultima X-force, ha confezionato uno story Arc, che nonostante abbia rasentato il grottesco con Franken Castle, resta l'unica interpretazione del vigilante che tiene testa all'ottimo lavoro di Ennis su MAX. Hood tenta di piegare Castle resuscitando la sua famiglia, Castle rilancia sterminandoli tutti.
Chuck Norris gli fa un baffo insomma.


Morte del Punitore - L'unico momento degno di essere ricordato della miniserie La Lista, ma in generale di tutto l'inutile Dark Reign, Romita Jr. disegna, con inusuale cinismo per l'universo 616, la fine del Punitore per mano del figlio di Wolverine. Glaciale e vero, il contrasto delle parole di Daken che si chiede come possa aver fatto un essere senza poteri sopravvivere in un mondo di superpoteri, ed i pensieri di Castle che finalmente si abbandona alla fine aspettando solo che cali il sipario sulla sua sanguionaria vita, nella speranza che finalmente possa riabbracciare la sua amata Maria

Devil perde tutto - La stupenda miniserie di Frank Miller e David Mazzuchelli Born Again, il momento in cui Matt resta impotente di fronte alla distruzione della sua vita per mano di Kingpin, l'apice quando vede il suo mondo bruciare insieme alla sua casa. Quando parlare di nona arte in un fumetto di supereroi, ha un suo perchè.


La morte di Gwen - Pensavate ce ne dimenticassimo? Uno dei momenti irripetibili nella vita editoriale di Spiderman, anzi dell'Uomo Ragno, lo "snap" che ha fatto dibattere milioni di fans: "E' stato Peter che alla fine ha ucciso la bella Gwen?" La risposta è si, fu l'inesperienza o se volete il panico di Peter che uccise la povera Gwen, e la spiegazione scientifica la potete trovare nell'appetibilissimo libro di James Kakalios La fisica dei Supereroi.




Mai più Ben Grimm - Su Fantastici Quattro #78, reed Richard riesce finalmente a trovare una soluzione definitiva alla situazione di Ben. La Cosa dei Fantastici Quattro, finalmente può dire addio alla sua condizione mostruosa e vivere una vita normale. Ma l'attacco di Wizard che mette KO i restanti membri del quartetto, lo vedono costretto a rivedere i suoi progetti, intenso come solo Kirby e Lee potevano fare.
Ci siamo, siamo giunti al termine di questa personalissima top ten dei momenti magici del Marvel Universe, ora sentiamo i vostri! 
Baci ai pupi.


lunedì 1 ottobre 2012

Un Frankenstein in casa Marvel

Vi sono mancato?
Chiedo scusa, mi stavo un attimo sposando.
Torno a voi con del materiale abbastanza datato, ma me lo potrete perdonare, d'altronde gli ultimi post sono stati all'insegna del futuro prossimo, e poi il Punitore di Rick Remender, è stata l'unica lettura che mi sono concesso questo mese, visto i mille impegni in cui eravamo immersi, io e la mia dolce metà, elettrica e nevrotica più del solito, tutte le volte mi avvicinavo ad un pc o ad un fumetto, sbraitava e  minacciava di divorziare ancora prima di avermi sposato.
Ma cominciamo pure:
Remender ormai riesce a farmi innamorare delle sue storie anche quando le disegnano degli illustratori scappati al Corriere dei Piccoli, come Greg Tocchini, parlo de l' ultima miniserie su X-Force, dove i tagliagole mutanti se la devono vedere con il Captan Britanin Corps.
Ennesima saga che si dipana nel metafisico mondo del multiverso, che però non ho ancora capito perchè se lo fa la Marvel è figa, se lo fa la DC ha rotto i coglioni.
Mah, razzismo editoriale dal quale prendo le dovute distanze.
Con la scimmia dietro la schiena, in piena astinenza, spulciando gli scaffali della fumetteria qualche tempo fa,  scopro che Remender ha scritto anche una run del Punitore, lo so che per voi smanettoni non è una novità, ma io che seguo pochissimo le serie regolari, quando ho letto su un vecchio Marvel Mega: la trinità Punisher - Remender - Opena, mi sono sentito più o meno come quando mi sono innamorato la prima volta: farfalle nello stomaco, secchezza delle fauci, imbarzottimento dei piani bassi.
Ovviamente l'ho preso, tra l'altro non capisco per quale motivo il formato Marvel Mega o comunque si chiami adesso, non sia il formato standard, come prezzo è vantaggiosissimo, cicli completi, una sola serie senza comprimari, un botto di pagine ed un elegante e resistente brossura.
Che bello sarebbe se la Panini desse un bel calcio in culo al famoso Ketchup e cominciasse a sfornare volumi del genere per i Fantrastici Quattro di Hickman, o per il Daredevil di Waid, solo per citare due serie che non sto leggendo perchè non me ne frega niente dei comprimari dei loro albi.
Ma torniamo al Punitore: Iphone a rate alla mano, in fumetteria vien fuori che Remender ha curato l'ultimo ciclo del Punitore a cavallo del Dark Reign, immediatamente precedente a quello che state leggendo su Daredevil, quello scritto da Rucka per capirci.
Particolare ancora più interessante, scopro che il ciclo Franken-Castle, parentesi editoriale in cui il vigilante è ridotto ad un emulo del non-morto creato da Shelley, parentesi che avevo tra l'altro  etichettato come una cagata pazzesca, è firmata dallo stesso Remender e Tony - morti viventi -Moore.
Solo gli idioti non cambiano mai idea. Ed io non sono un idiota. O almeno credo. 
Prendo quel che c'è in fumetteria, e tra volumi usati e nuovi torno a casa risparmiando almeno 10 euro.

Il mio addio al celibato con Remender.
C'è chi si chiude in un night, con i fidati amici e si strofina addosso ad avvenenti spogliarelliste, e tiene le foto su una pen-drive che la sua lei non troverà mai, io invece con due fidati amici sono scappato a Terni, per il Narnia-Fumetto e completare, tra le altre cose, suddetta run. E dopo averla letta e digerita tutta, posso dire, a quelli che se la sono persa che è una run decisamente frizzante.

Punisher 01 - Dark Reign - di Remender e Opena. (Marvel Mega 59 €5,30) 
Norman Osborne, è arrivato alle leve del potere americano alla fine di Secret Invasion, se i supereroi fan finta di non vedere, non si può dire che faccia lo stesso Frank Castle, infatti il vigilante mette in cima alla sua lista l'ex nemesi di Spiderman ed i suoi loschi traffici.
Senza dar troppi input a chi non ha mai letto questi albi, limitiamoci a dire che con Vivere nelle tenebre, Remender prende le redini di Punisher, restando fedele allo stile del personaggio, narrazione vincente e collaudata con le didascalie che parlano in prima persona, che da quel che ne so risalgono fin dai tempi del Punitore Star Comics. Qui però la formula classica si arricchisce della prosa di Remender e della sua creatività, che portano Castle a scontrarsi nientemeno che con Sentry ed Hood.
Un Opena più timido e sporco di quello visto su X-Force illustra il tutto con tavole dinamiche ed inquadrature incalzanti. Un piccolo applauso per la copertina di McKone, chiara citazione alla prima apparizione del Punitore sulle pagine di Spiderman.
Albo consigliato? Assolutamente si.

Punisher  02 - Dark Reign - di Remender Huat e Person. (Marvel Mega 60 € 5,50)
Seconda miniserie ambientata nel Dark Reign, Vicolo Cieco, vede alle matite l'orientale Tan Eng Huat.
Remender scalda l'atmosfera: dopo aver fornito una nuova spalla hacker al vigilante, Henry, lo immerge in una guerra senza quartiere con i supercriminali, Hood, sottoposto di Osborne e nuovo boss del crimine succeduto a Kingpin, decide di eliminare il problema Punitore, resuscitando una dozzina di vecchi Villain del Marvel Universe, con la promessa che li lascerà in vita solo se gli  porteranno la testa di Castle.
Al di là dell' inevitabile ed appetibile scontro senza esclusione di colpi che si sviluppa nei cinque numeri della miniserie, Remender in questo volume sviluppa in un interessante trama, che mi asterrò dal dire per quelli che ai tempi, come me, snobbarono questo fumetto, vi basti sapere che lo scrittore prepara una situazione assolutamente inedita per il vigilante, e sceglie di concluderla con un finale decisamente inaspettato. Senza contare il fatto che fornisce interessanti dettagli sulle origini del suo nuovo compagno.
Ottimo Huat, come sempre, spigoloso al punto che in alcune tavole ricorda il buon vecchio Kevin O'Neill.
In appendice all'albo l'annual con le matite di un dotatissimo Pearson, un cui Frank nella sua caccia ai criminali resuscitati deve vedersela anche con Spiderman.
Albo consigliato? Diavolo, si.

Punisher 03 - FrankenCastle - di Remender e Moore. (Marvel Mega 65 €5,50) 
FrankenCastle segue gli eventi del Dark Reign narrati nella scadentissima "The List" reperibile a basso costo sulla collana,  Supereroi Leggende Marvel, Osborne dopo il fallimento di Hood decide di affidarsi agli artigli del suo Dark Wolverine (Daken il figlio di Logan) che darà un taglio alla carriera del Punitore, letteralmente.

Apriamo una parentesi: l'episodio inerente il duello Castle-Daken,  con le matite di Romita Jr, è l'unica cosa meritevole di attenzione di "The List".

Insomma Castle muore, fatto a pezzi da Daken, ma i suoi resti sono sottratti dai dei mostriciattoli che li porteranno a Morbius il vampiro vivente, nei tunnel che un tempo ospitavano i Morlock oggi rifugio della legione dei mostri.
Morbius restituirà la vita a Castle sottoforma di una inaspettata ed irriverente versione del mostro di Frankenstein, per ingaggiarlo in una guerra contro Robert Hellsgaard e il suo esercito di acchiappamostri.
Per quanto la trama possa sembrare un enorme stronzata, la miniserie è probabilmente una delle cose più deliziose del 2010 fumettistico italiano, Tony Moore sforna delle tavole  assolutamente fantastiche, una più bella dell'altra, il suo stile adeguato alla situazione atipica ed horror della storia, diverte e stimola la lettura.
FrankenCastle inoltre è fighissimo sia da vedere, che da leggere.
Remender si immerge nella cronologia dell'universo Marvel ed utilizza personaggi periferici e artefatti dimenticati, dando prova di saper inserire in continuity una parentesi assolutamente grottesca come può essere questa qui: La Legione dei Mostri, Morbius, Manphibian, Licantropus , la pietra di sangue ossia  un pezzo di un meterorite che cadde sulla terra addirittura nell'epoca in cui viveva Conan il barbaro, sono il contorno di questa mini particolarmente splatter in cui vedrete un Punitore decisamente sui generis, buono per un universo alternativo.

Albo consigliato? Un peccato non averlo in libreria

Punisher 04 - FrankenCastle vs Dark Wolverine 1 - di Remender Way  Moore Boschi Palo e Segovia
(Marvel Universe 05 €4,30)
Poteva Castle farla passare liscia al figlio di Logan per averlo ridotto a spezzatino?
No. Volume che raccoglie 2 miniserie sostanzialmente:
In Pezzi Mancanti e Vendetta a Tokio, FrankenCastle bracca Lady Gorgon, storiellina senza infamia e senza lode che si lascia comunque leggere per amor di continuità, nonostante le tavole scarsine di Boschi e Palo.
In La punizione, invece Frank é sulle tracce di Daken ed è più che deciso a vendicarsi del suo assassino. La miniserie vede il gradito ritorno alle matite di Moore, che impreziosiscono di sicuro il tutto. Remender butta giù un sanguinolento duello tra due characters in pratica immortali: un non-morto potenziato dalla pietra di sangue e un mutante con il fattore di guarigione. E condisce il tutto con dialoghi riusciti e situazioni incalzanti.
Lodevole e degno di d'essere ricordato il suo Daken, assolutamente carismatico.
   
 

















 Albo consigliato? Tony Moore e Remender insieme, si, consigliato.

Punisher 05 - FrankenCastle vs Dark Wolverine 2 - di Remender Way Segovia Moore  ect. ect. (Marve Universe 08  €5,30)
Volumetto insulso per metà: alla conclusione de La Punizione, con un finale che pare un chiaro omaggio ad Akira di K. Otomo ed una guest star tutt'altro che inaspettata, Wolverine, segue un mediocre team up con Deadpool, e per finire La fine di FrankenCastle, è il giusto epilogo a questa parentesi surreale nella carriera del Punitore, Remender giustifica la rinascita di Castle utilizzando le proprietà rigeneranti della pietra di sangue, per rispedire il vigilante nelle strade di New York per la sua interminabile guerra contro il crimine.

Albo consigliato? Salvano la baracca quelle paginette disegnate da Moore, inutile come la forchetta in un piatto di brodino, il team up con Deadpool, ma che ha il suo senso per amor di completezza.

 Punisher 06 - Punisher Nel sangue - di Remender e Boschi (Marvel Universe 10 €5,50)

Ormai tutti sanno( quelli che l'hanno letto almeno) del retaggio di Henry, la spalla si Castle, e tutti sanno che il Punitore non gradisce che la mala tenti di attirarlo usando e abusando della sua famiglia, Nel sangue, è il congedo di piombo di Remender.
Rinato grazie alla Pietra di Sangue, Castle torna a fare quel che sa far meglio, assassinare, mette da parte i super esseri e si occupa del ritorno di Mosaico, che gira con una donna che gli ricorda tantissimo una persona a lui cara.
Veloce e coinvolgente, "Nel sangue" vede alle matite un signor Boschi, particolarmente in vena per dettagli, espressioni ed inquadrature.

Albo consigliato? Si, Remender ha giocato e ci ha divertito con FrankenCastle, ma il gioco è bello quando dura poco, dopo il dark reign, parentesi in cui Remender, ha amplificato gli intrecci tra il mondo di Castle e quello delle calzamaglie, dopo la parentesi horror divertentissima, lo scrittore da prova di sapersi destreggiare anche con trame metropolitane, nel sangue, come tutto quello nato sotto il marchio "heroic age" è un ritorno alle origini, a quello che c'era prima di Osborne, il Punitore non fa eccezioni.

Considerazioni condita di Spolier.
Al di là di FrankenCastle, quello che verrà ricordato nel Punitore di Remender, quel che rende questa gestione così inedita rispetto alle altre, è l'intreccio tessuto dall'autore, che culmina con la resurrezione della famiglia di Frank.
Durante le pagine del Dark Reign, così come in Civil War, il vigilante è avvicinato al mondo supereroistico, con il quale condivide universo e continuity, ma qui Remender approfitando dei characters a disposizione, va oltre e confeziona una run che non può definirsi che inedita per un personaggio del genere.
Nonostante le solite soluzioni narrative vincenti, riproposte come l'ennesimo Robin (parlo ovviamente di Henry il figlio di Mosaico) che fa da spalla al killer durante le sue incursioni nel mondo della mala, Remender attraverso Hood e la sua magia, fa tornare in vita Microchip, non solo, dopo il fallimento dei suoi sicari decide di corrompere il povero Frank facendo risorgere l'intera famiglia Castle, questo espediente, la reazione del Punitore nel vedere risorgere i suoi cari dalle bare, la morte quasi arrendevole coerente con lo stress psicologico del personaggio per mano di Daken, rendono lineare la lettura di tutto quello che Remender vomita nelle pagine, persino qualcosa di così strano come FrankenCastle.
In sostanza il Punitore di Remender insieme all' Iron Man di Fraction, è la cosa migliore che possiate leggere in seno al Dark Reign, sottovalutata rispetto alle immeritevoli serie di Bendis dello stesso periodo, come quella dei Vendicatori Oscuri.
FrankenCastle, fece, ai suoi tempi, storcere il naso anche a me, assuefatto dal Punitore di Ennis, vedevo la cosa come un calo tremendo di creatività,  ma il consiglio sincero, per chi l'ha snobbata è di dargli una seconda opportunità e di farmi sapere. Per il resto direi di avervi detto tutto.
Baci ai pupi.

Altro mercato - Le storie immerse nel regno oscuro, quelle disegnate da Opena e Huat, sono reperibili anche sulla collana Supereroi le Leggende Marvel,  come anche The List (osceno), il fatto che questa collana sia disponibile un pò dappertutto anche con forti sconti, mi spinge a suggerirvene l'acquisto per risparmiare qualche eurino, nel caso sceglieste di dar retta a questo mio consiglio per l'aquisto.