Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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mercoledì 1 luglio 2015

All new newest Marve Now...di nuovo!

Non chiamateli reboot


Dopo le nuove Guerre Segrete il palco delle testate Marvel cambia di nuovo, e la numerazione è di nuovo azzerata, non siamo qui per porntificare sui tecnicismi, nuove serie, nuovi numeri 1, pure per quelli che ormai miracolosamente su una serie ci sono da più di due anni, impensabile, nella nuova concezione di fare fumetto oggi, tipo Aaron su The Mighty Thor. Ma va bene così, in passato ne abbiamo spese di parole e parolacce, in sostanza siam giunti alla conclusione che non ce ne frega nulla, al massimo possiamo ribadire, che c'è stata per davvero un inversione, ora le major seriali puntano alle miniserie di massimo un anno, e le indipendenti invece puntano alla serialità, con scarsi successi in termini di longevita, basta vedere Le serie Image, o meglio ancora la Skybound col suo ormai soporifero The Walking Dead.
La Marvel ha reso noto i titoli e gli autori delle nuove testate, che i lettori troveranno nelle migliori edicole americane alla fine dell'evento Secret Wars di Hickman/Ribic.
E' un nuovo universo narrativo, del quale onestamente non ci sto capendo molto, ma la cosa non mi stupisce con Hickman, conoscendo lo scrittore probabilmente all'ultima pagina dell'evento ci sarà un rimando spazio temporale forzato come i lavori nelle vecchie prigioni americane, che si collega secondo lui ad una vignetta di una storia degli anni '80, ed una del 2009. quindi per ora non mi preoccupo troppo, per capire lo stile di questo scrittore mi sono bastate, F4, FF, Secret Warriors e Ultimates. Almeno per ora c'è Ribic, che per quanto possa essere tutto ancora molto criptico, almeno è un bel vedere.
Diamo un occhiata alla lista di serie prossime al lancio, serie tutte nuove per un universo tutto nuovo.
Ma poi sarà un universo o un nuovo multiverso? Boh....staremo a vedere.
Il fatto sta che la struttura citazionista di Hickman ed il passato evento di Slott a base di ragni, ha mietuto le sue vittime, si leggono titoli allucinanti, Old Man Logan, Spider Gwen, vediamoli adesso più dettagliatamente:
Invincible Iron Man di Bendis.
All-New All-Different Avengers di Waid
Uncanny Avengers di Gerry Duggan
New Avengers di Al Ewing e Gerardo Sandoval
Ultimates  di Al Ewing
Doctor Strange di Jason Aaron e Chris Bachalo
Captain Marvel di Tara Butters & Michele Fazekas e Kris Anka
Sam Wilson, Captain America di  Nick Spencer e Daniel Acuña
The Totally Awesome Hulk di Greg Pak e Frank Cho
The Mighty Thor di Jason Aaron
Scarlet Witch di Robinson
Ms. Marvel di G. Willow Wilson e Takeshi Miyazawa con Adrian Alphona
Illuminati di W: Josh Williamson e Shawn
Hawkeye di Jeff Lemire e Ramon Perez, personaggio cool tra i giovani ed autore cool tra i giovani, alla Marvel vi credoono tutti cani pavolviani evidentemente.
Ant-Man di Nick Spencer
The Vision di Tom King
Contest of Champions di Al Ewin - altro mega evento?!
L'ennesimo Amazing Spider-Man #1 di Dan Slott e Giuseppe Camuncoli con le copertine di Alex Ross
Con uno Spiderman ingrassato, quindi  il tessiragnatele va sempre meglio.
Carnage di Gerry Conway
Spider-Woman di  Dennis Hopeless
Spider-Man, quello nero, che diventa invisibile di W: Brian Michael Bendis e Sara Pichelli
Spider-Gwen di Jason Latour
Silk di Robbie Thompson e Stacey Lee
Ricomincia da uno anche Spider-Man 2099 sempre con Peter David
Web Warriors di Mike Costa è la diretta conseguenza dello Spiderverse di Slott
Daredevil  di Charles Soule e l'immortale Ron Garney, che i maligni già dicono ha il costume del telefilm
Guardians of the Galaxy del mai abbastanza ormai pessimo Brian Michael Bendis
Drax il distruttore - ma io dico - puoi fare una serie su Drax il ditruttore? Di CM Punk e Cullen Bunn. durerà 5 numeri al massimo.

Howard the Duck di Zdarsky, sapessi chi è.
Nova di Sean Ryan
Un altro numero uno di Star-Lord scritto da Sam Humphries
Venom: Spaceknight, evidentemente il buon vecchio Venom è diventato un cavaliere spaziale, stuzzica giusto per i disegni di Olivetti.
Howling Commandos of S.H.I.E.L.D di gente che non ho mai sentito in vita mia: Frank Barbiere e Brent Schoonover
Agents of S.H.I.E.L.D. #1 e non dite che non è ormai un editore asservito al piccolo e grande schermo
Uncanny Inhumans #1 di Charles Soule  e Steve McNiven. I panchinari Inumani, devono far dimenticare i mutanti. Questioni di Cine.
Karnak, non bastava una miniserie, tanto quelle sono, miniserie, il lettore di oggi si spaventa se gli dai un impegno di lettura a lunga scadenza, 5-6 numeri, ed affrontano la lettura più sereni. Di Warren Ellis e Gerardo Zaffino, Karnak è quell'inumano che vi guarda e vi sgama i punti deboli, per dire se avete un ernia del disco è proprio lì, dove il disco vertebrale è sgusciato fuori che vi darà un pugno, per mettervi fuori gioco. E' proprio vero che hanno tutti i loro mutui, pure Warren Ellis.
Angela: Asgard’s Assassin di Marguerite Bennette finchè non toccano Miracleman mi sta bene.
Squadron Supreme di James Robinson
Extraordinary X-Men di Jeff Lemire e Humberto Ramos
Uncanny X-Men di Cullen Bunn e Greg Land
All-New X-Men di Dennis Hopeless e........Mark Bagley!!!
Old Man Logan che evidentemente, come storia autoconclusiva non stava bene, ho dato un occhiata a quellascritta da Bendis a cavallo si Secret Wars, dubito che  Jeff Lemire possa fare peggio.
All-New Wolverine, nuovissima tanto nuova che non è manco più un maschio. di Tom Taylor
Ovviamente si rinomina anche Deadpool con lo stesso autore Gerry Duggan orfano di Posen ma di nuovo con Tony Moore, ma stavolta ha detto che si limita alle copertine!
Personalmente non ho mai visto tanti sconosciuti in vita mia, è verò che sono fuori dalle seriali da un pò di tempo, ma alcuni di questi nomi, non li ho mai sentiti nominare per davvero, mi solletica giusto Dottor Strange, peccato per Bachalo alle matite che ormai è l'ombra di se stesso.
Beh voi che ne pensate? C'è qualche titolo che vi titilla l'anguilla (cit.)?
A me ovviamente no, se no che blogger spocchioso ed antipatico sarei?
Ma sopratutto Lupoi a sto giro che si inventa? Come organizzerà serie mediocri con comprimari da schifo?
Baci ai pupi.

 

martedì 21 ottobre 2014

Loki Agente di Asgard

Torna E. Ribic dopo la parentesi di Ron Garney e del talentuoso Das Pastoras, per gli amici Julio Martinez Perez, con un nuovo story-arc, in cui il Dio del tuono ritorna al suo ruolo di protettore della terra, per difendere Midgard dai suoi nemici più temibili, gli umani.
Per Gli ultimi giorni di Midgard, Jason Aaron sembra ispirarsi all' Ultimate Thor di Mark Millar, il Dio del Tuono ecologista, in prima linea contro le multinazionali con poco rispetto dell'ambiente e della terra.
In casa Marvel, il nemico più idoneo da mettere di fronte all'asgardiano, in un contesto del genere è ovviamente la neo-rinata Roxxon. Da sempre polo industriale dalle discutibili iniziative, con le mani in pasta in molti affari non proprio legali.
Per quanto epico sia il buon Ribic nell'illustrare il dio del tuono, l' arc NOW sul quale nutrivo enormi aspettative -tanto che ero quasi deciso a recuperarla con la serie di cartonati previsti da dicembre- non mi ha esaltato più di tanto.
Premetto che sono a digiuno di Marvel (Now) da ormai parecchio tempo, ed il numero 17 di Thor Dio del
Tuono,  ha suscitato la mia curiosità solo per via del disegnatore. Eppure l'impostazione della storia non mi ha colpito come speravo, nel chiudere l'albo, da buon complottista, mi sono reso conto di ricordare solo le cose sgradevoli, e di non avere per nulla assimilato niente della trama.
Nemmeno due pagine e mi imbatto nel character di Phil Coulson, personaggio nato in seno all'universo cinematografico  Marvel-Disney, e trascinato a forza nella continuity della Marvel a fumetti, senza dimenticare i ruoli nel piccolo schermo, come la miniserie dedicata allo Shield, o i cartoni di Spiderman.
E' decisamente presto per dare un voto a questo nuovo arc, che mi par di capire, come quello iniziale (abbandonato al numero due per via dei comprimari), si dipani su due diversi piani temporali, il presente, ed un futuro molto remoto in cui Thor è il Re di un mondo arido. Al di là delle tavole di Ribic, incantevoli come sempre, l'unica cosa stuzzicante dell'albo è la svolta ecologista delle gesta del tonante, una "novità" credo portata sul mercato, come detto, già da Mark Millar nei suoi indimenticabilti The Ultimates illustrati da B. Hitch. Se la disney si percepisce nella storia di Thor, in Loki Agent of Asgard, vi prende letteralmente a pizze in faccia.
Il giovane Loki apparentemente redento di questa miniserie è un chiaro omaggio al personaggio cinematografico, mentre corre lungo la parete del palazzo dei vendicatori, il dio dell'inganno scompare quasi per intero, con l'esclusione del suo sorriso, un chiaro rimando a Tom Hiddleston, l'attore che presta il suo appariscente sorriso al personaggio di Loki in Avengers e le pellicole di Thor. Fosse solo quello, anche l'unica battuta di Hulk è presa dalla pellicola di Whedon.
Insomma l'intero primo numero di questo audace nuova serie è decisamente deludente, salvando alcune didascalie, l'impostazione dei dialoghi di Al Ewing, ha un non so chè di estremamente irritante, che ti fa sentire semplicemente fuori luogo con un fumetto del genere in mano.
Il target di queste letture è palesemente spostato verso menti più giovani.
I disegni di Garbett non meritano ne infamie ma nemmeno lodi, le tavole sono quelle che ti aspetteresti per un blockbuster, qualcosa che ti occupa dieci minuti della tuo tempo e che dimentichi per il resto della giornata, e per amor di dio, non mi parlate di sperimentazioni, perchè qui non si sperimenta un bel niente.
Morale, l'entusiamo per questo albo, ed il relativo recupero delle vecchie storie in cartonati, si è sciolto come
neve al sole, esattamente dopo 15 minuti aver comprato lo spillato panini, il tempo ch eci ho messo a leggerlo al bar seduto al tavolino sorseggiando un the al limone.
Invidio davvero tanto chi ancora riesce a godersi queste letture.
Escludendo Ribic, ho detestato praticamente tutto di questo mio ultimo acquisto, dalle storie alle pubblicità, presenti nella testata panini....davvero tra voi c'è chi compra animal variant o pelouche variant?
Non ci siamo proprio gente.
Scusa per i refusi, scappo al lavoro.
Baci ai pupi.

mercoledì 4 dicembre 2013

10 momenti magici nel Marvel Universe

(in ordine sparso)

Se va tutto bene, se riesco a staccarmi dalla Lega di Alan Moore e gli speciali issuu, nei prossimi giorni dovrei postare una guida ai regali per nerd, da far leggere ai vostri familiari in crisi, quelli che non sanno mai cosa regalarvi per Natale, e una rassegna dei peggiori megaeventi Marvel dopo Civil War, vale a dire tutti.
Oggi teniamo alta l'attenzione del blog con un pezzo veramente leggero, ma che sono sicuro vi piacerà.
Visto il piacevole consenso che hanno avuto i pezzi sui veicoli dei supereroi quello sui volumi che non dovrebbero mancare nella vostra biblioteca o ancora quello sulla presunta ultima fine del mondo, ecco a voi un pezzo che farà la gioia di tutti i Marvel Zombi che ci seguono, quindi banco alle ciancie di circostanza e cominciamo con:
10 momenti top nella storia del Marvel Universe in ordine sparso:

Thor pesta Iron Man
  Thor mena Iron Man - il buon Stracchino durante la sua magnifica gestione del Dio del Tuono, si fa peso di tutta la rabbia accumulata dai fan nei confronti del Tony Stark fascista di Civil War, e con Thor lo batte come fosse un tappeto.  Semplicemente sublime.

Bullseye accoppa Elektra - uno dei momenti più alti durante la run di Frank Miller su Daredevil, qualcuno di voi se lo è perso?


Wolverine interroga un purificatore - Dalla graphic-novel dell'inesauribile Claremont, la bellissima Dio ama l'uomo uccide.

La morte di Skurge - Il Ragnarok è finito, e gli Aesir guidati da Thor invadono Hel alla ricerca delle anime di mortali che sono finite all'inferno per via degli intrighi dell'elfo oscuro. Skurge, con il cuore in pezzi per causa dell' Incantatrice, decide di coprire la ritirata dei suoi compagni d'arme e resta da solo a tenere il ponte, contro l'atacco dei demoni di Hela. Un must.


Il sacrificio di Kitty Pride - Non fa in tempo a ritrovare l'uomo della sua vita Kitty che deve di nuovo dirgli addio.Struggente ed emozionante il finale della run di Whedon, un cui la piccola Pride si ritrova prigioniera di un gigantesco proiettile puntato contro la terra, da vera eroina sceglie di non essere salvata, perchè il suo potere è l' unica cosa capace di far passare il proiettile attraverso la terra, e lasciarla indenne, decisamente uno dei migliori momenti del Marvel Universe contemporaneo, e Whedon è l'uomo che tutte le supereroine vorrebbero come scrittore delle loro storie. Imperdibile.


Castle uccide la sua famiglia - La run di Remender sul Punitore è tra le migliori che si siano lette, il generoso scrittore della penultima X-force, ha confezionato uno story Arc, che nonostante abbia rasentato il grottesco con Franken Castle, resta l'unica interpretazione del vigilante che tiene testa all'ottimo lavoro di Ennis su MAX. Hood tenta di piegare Castle resuscitando la sua famiglia, Castle rilancia sterminandoli tutti.
Chuck Norris gli fa un baffo insomma.


Morte del Punitore - L'unico momento degno di essere ricordato della miniserie La Lista, ma in generale di tutto l'inutile Dark Reign, Romita Jr. disegna, con inusuale cinismo per l'universo 616, la fine del Punitore per mano del figlio di Wolverine. Glaciale e vero, il contrasto delle parole di Daken che si chiede come possa aver fatto un essere senza poteri sopravvivere in un mondo di superpoteri, ed i pensieri di Castle che finalmente si abbandona alla fine aspettando solo che cali il sipario sulla sua sanguionaria vita, nella speranza che finalmente possa riabbracciare la sua amata Maria

Devil perde tutto - La stupenda miniserie di Frank Miller e David Mazzuchelli Born Again, il momento in cui Matt resta impotente di fronte alla distruzione della sua vita per mano di Kingpin, l'apice quando vede il suo mondo bruciare insieme alla sua casa. Quando parlare di nona arte in un fumetto di supereroi, ha un suo perchè.


La morte di Gwen - Pensavate ce ne dimenticassimo? Uno dei momenti irripetibili nella vita editoriale di Spiderman, anzi dell'Uomo Ragno, lo "snap" che ha fatto dibattere milioni di fans: "E' stato Peter che alla fine ha ucciso la bella Gwen?" La risposta è si, fu l'inesperienza o se volete il panico di Peter che uccise la povera Gwen, e la spiegazione scientifica la potete trovare nell'appetibilissimo libro di James Kakalios La fisica dei Supereroi.




Mai più Ben Grimm - Su Fantastici Quattro #78, reed Richard riesce finalmente a trovare una soluzione definitiva alla situazione di Ben. La Cosa dei Fantastici Quattro, finalmente può dire addio alla sua condizione mostruosa e vivere una vita normale. Ma l'attacco di Wizard che mette KO i restanti membri del quartetto, lo vedono costretto a rivedere i suoi progetti, intenso come solo Kirby e Lee potevano fare.
Ci siamo, siamo giunti al termine di questa personalissima top ten dei momenti magici del Marvel Universe, ora sentiamo i vostri! 
Baci ai pupi.


lunedì 17 giugno 2013

Arriva il Marvel now senza Marvel Now.

Sottotitolo - Ribic, dobbiamo smetterla di vederci così!


Del tonante Marvel now abbiamo già letto i primi numeri in lingua originale, lo abbiamo letto e ci è piaciuto. In verità ci è piaciuto moltissimo, ecco perché troverete questo pezzo decisamente velenoso.

Ci è piaciuto principalmente perché la serie di Aroon, è staccata dal resto dell'universo in mutandoni Marvel. Thor balla da solo, per così dire, e fortunatamente, perché in un universo leggermente Vendicatori-centrico, ci voleva qualcosa che ci permettesse di staccare la spina.

Una saga dai toni epici che ben si sposano con il personaggio. L'asgardiano nella sua prima storia targata “Now”,  deve vedersela con un uccisore di dei, un personaggio che pare aver già incontrato durante la sua gioventù, una deliziosa miniserie che corre (oltre che nello spazio) anche nel tempo della vita del figlio di Odino, grazie ad una eccellente sceneggiatura dell'ottimo Jason Aaron, che confeziona un thriller ultraterreno, con tanto di killer seriale specializzato in divinità. Bello.  Ad impreziosire il tutto le matite del buon Esaad Ribic, sublime come sempre, che con questo characters ci ha già regalato tante belle emozioni, nella miniserie Loki, o ancora negli Ultimates di Hickman.

Ed oltre le righe già spese in passato, non c’è molta altro da dire sulla nuova gestione di Thor.

E se sapessi l’inglese a menadito, non mi creerei davvero alcun problema, direi addio alla Panini e mi dedicherei solo ed esclusivamente alle edizioni in lingua originale.

 

Marvel Now - I’ve only fallen in love twice – once with Uncanny Acvengers, and once with Thor God of Thunder.

Sid Vicious non me ne vorrà per la citazione, è morto.

E, credo, nemmeno i suoi fan - questo Marvel Now non mi sta prendendo poi più di tanto, il motivo credo sia da attribuibire a questa mia intolleranza verso gli spillati, e verso l’utopico (ed inutile) allineamento con la produzione americana.

Il nuovo Thor, è finora credo il più deludente della scuderia delle nuove testate Panini, magari dal numero due le cose cambieranno, non lo so, spero (per voi), ma ci vuole una gran bella faccia di bronzo per pubblicizzare come nuova una testata, sto recipiente di vecchie robe, e che a parte le 20 pagine di Aaron-Ribic, contiene materiale, finito nel dimenticatoio, e rifilatoci qui a tradimento, dietro l’ammiccante bollino “numero da collezione. Collezione?  maddechè?

Possibile che questo insipidissimo annual scritto da De Matteis finora non abbia trovato spazio, se non qui, nel primo numero che dovrebbe celebrare la “nuova generazione” di fumetti Marvel? E che dire delle altre due storielle insulse?

Tre pagine degli Young Avengers, ed una ridicola storiella sulla giovinezza di Thor, che sembra uscita dalle pagine del correire dei piccoli, per disegno e colori, palesemente ripescata dal materiale ancora (giustamente) inedito,

3,50€ per un albo targato Marvel Now, che diMarvel now  contiene solo 25 pagine scarse - alla faccia degli amanti della teoria: di cosa ti lamenti? In Italia paghi tre storie al prezzo di una.

Un cazzo, e scusate il francesismo, per quanto ami questa run, per quanto ami Thor, Ribic e Jason Aaron, non credo andrò oltre il primo numero, che ho preso e letto oggi, e che per la solita storia che in Italia lavoro e passione non sempre vanno d’accordo,  (parlo della distribuzione) sono stato costretto a prendere nella versione cover B, un orribile disegno della nuova passione dei marvel zombie: Scottie Young, il tipo reso misteriosamente famoso da tavole in cui che fa sempre le stesse anatomie, ma cambia i costumi, disegnando dappertutto questi baby Marvel, divertenti, per amor di dio, le prime due o tre volte, che le vedi, ma che ora hanno anche un po’ abbastanza fracassato  le valvole spermatiche.

Non era meglio che questa prelibatezza per “palati fini” finisse relegata in fumetteria, regno incontrastato delle cover, ed in edicola finissero solo le regular?

Non per me, ma vorrei chiedere alla Panini, se sperava davvero di ammansire nuovi lettori, con un albo dalla cui copertina si realizza sia un albo per bambini con disegnini da colorare.

Grazie Panini, ero veramente preso da questo nuovo Thor, ero veramente tentato di ricominciare uno spillato, ma  mi hai fatto passare alla grande la voglia, beato chi si contenta, sono curioso di vedere come evolverà la geografia degli spillati della modenese da qui a breve quando  si dovranno rimescolare le carte visto che oltreoceano alcune serie stanno già chiudendo i battenti.

Nel caso di Thor, dal numero due dovremmo vedere la nuovissima Journey into mistery, con la bella Lady Sif  di She-Immonen e Valerio Schiti, valorizzata dai lisergici colori di J. Bellaire, una serie tanto celebrata quanto…chiusa.

Journey  into Mistery, infatti per quanto benvoluta dalla critica che conta, chiude i battenti con il numero 655, quindi dopo appena, aiutatemi se sbaglio, 10 numeri.

Beh sarà interessante vedere se i Marvel zombie italiani si rivolteranno contro la Panini come hanno fatto i fan della DC con la Lion, che dopo un anno di pubblicazioni ha dovuto riconfigurare la geografie delle loro testate in virtù delle molte chiusure.

Mah staremo a vedere, io passo, se riesco terrò gli occhi puntati sul mercato dell’usato, più che altro per godermi almeno i primi 5 numeri di questa Sif, che ha nel disegno il suo lato più appetitoso, e che dubito troverà una ristampa monotematica, visto la cattiva pubblicità che si trascinerà dietro il tam tam della chiusura prematura.

Per il tonante non mi preoccupo - un Thor con questi nomi, verrà sicuramente volumizzato, quindi mi armo di pazienza e aspetto, e guai a voi se mi spoilerate qualcosa.

Insomma se non si fosse capito per me finora il Marvel Now italiano è un mezzo fallimento, non tanto per la qualità delle storie, troppo presto per giudicarle, ma per il confezionamento, sono per così dire tra quelle vittime che non approvano nemmeno uno degli abbinamenti scelti dalla Panini, nel caso di Thor poi l’irritazione è doppia, un primo albo Marvel Now – Non Marvel Now.

E mi congedo con delle domande: ma è davvero un bene questa nuova politca del prendere le licenze in blocco? Prendere cioè in concessione tutte le storie di un editore? Anche le più brutte? Anche quelle che non raccolgono consensi?Anche quelle che chiudono? 

Ma Hulk e i Difensori non ha davvero insegnato nulla?

Fa davvero bene ai Marvel Fan questo allineamento? Mah, io alla luce di questo volume direi proprio di no. Non sarebbe meglio aspettare e proporre al lettore italiano cose davvero valide?

A cosa mi serve un numero uno di una testata, Marvel Now senza Marvel Now?

Ma sono l’unico a notare il raggiro? Lo shopping compulsivo è arrivato anche in fumetteria?

Cosa sono queste tre storielline inutili se non albi comprati all’ingrosso, che in qualche modo prima o poi il lettore deve comunque pagare?

Per non parlare delle millemila Variant, cioè sono davvero troppo vecchio per gasarmi per queste robe…

Voto finale 5. Si aspetta l’immancabile volumazzo.

Baci ai pupi.

 

 

giovedì 9 maggio 2013

Top Ten characters

Ed eccoci qua, serata fiacca e mentre la moglie è di nuovo drogata dal canale "Real Time" - non mi resta che cercare on line un centro riabilitativo, per donne ossessionate da "abito da sposa cercasi" (e sì che ci siamo sposati da poco), dicevo mentre la tele è occupata ed è territorio off limits per tutte le versioni in celluloide dei supereroi, non mi rimane altro che stendere una Top Ten Characters.
E che cos'è direte voi? Presto detto.
Quanti fumetti avete letto?
E quanti di questi vi hanno lasciato un segno? Quanti di questi li rileggete, quasi con una certa regolarità? Quali autori hanno interpretato al meglio i vostri amati personaggi?
Ecco una Top10 dei miei personaggi preferiti, o meglio le migliori interpretazioni di questi che negli anni hanno dato vari autori.
Quindi non una top ten dei miei personaggi preferiti in senso stretto, altrimenti dovrei metterci  l'Hyde di Alan Moore, il dottor Manhattan di Alan Moore, Rorschach di Alan Moore, Dean il maiale, Ralph l'orsetto e Leslie la rana toro ipocondriaca di Liberty Meadows di Frank Cho, piuttosto una classifica delle migliori re-interpretazioni dei personaggi dei fumetti che amo, quei momenti particolari in cui un determinato Characters ha smesso di essere uno stereotipo, ed è diventato qualcosina di più...particolare, originale.
Quindi cominciamo:
Skurge di W. Simonson

Mi sono stufato di parlare del Thor di Simonson, va a finire che pensate che a casa ho solo quello, però da come e quanto ne parlo ormai avrei dovuto convincervi a prenderlo
Ma torniamo a noi, in quella run, c'è un altro personaggio che è rinato nelle mani dell'autore americano, si tratta si Skurge l' Esecutore, nelle pagine della discesa in Hel, dopo il Ragnarok, passò dal ruolo di ridicolo villain di serie B, a guerriero Asgardiano di indiscutibile carisma, orgoglio e virilità, le due o tre pagine che narrano la caduta di questo dio mentre difende il ponte armato di mitra, sono le cose migliori che io abbia mai letto.










Wolverine di Meltdown
Quanti autori si sono confrontati con la ferocia di Logan, alcuni ci hanno preso, altri no, eppure il miglior Wolverine che sia mai stato fatto, almeno secondo me, la giusta alchimia di ferocia, cinismo e sarcasmo è nato dalla collaborazione di 4 autori, i coniugi Simonson, Kent Williams e J.J. Muth, la loro miniserie Havok e Wolverine - Meltdown è arte, e il loro Logan, in caccia, alla ricerca del suo amico Alex Summers è il top del top del top.
Dialoghi, storia e disegni di alta fattura per una miniserie che dipinge una guerra fredda mai del tutto finita.














Superman di Morrison e Quitley
Il miglior Superman di sempre è quello che si legge nelle poetiche pagine di All Star Superman.
Sublime l'interpretazione di Morrison dell'universo dell'ultimo Kryptoniano. Epica la visione di Quitley. Deliziosa la goffagine del loro Clark Kent. Un volume bello dalla prima all'ultima pagina. Ed io voglio ricordarlo cosi, mentre posa il fiore indistruttibile di Nuova Krypton ai piedi della tomba del suo padre adottivo, non per altro, ma l'immagine mentre nutre il Divoratore di soli nella Fortezza della solitudine non sono riuscito a trovarla. In una parola stupendo.










Namor di Ribic e Milligan

E aproposito di parole, non ne proferisce una il "submariner" di Milligan ed Esaad Ribic, nel claustrofobico horror Abissi, ma indubbiamente affascina e cattura l'attenzione del lettore.
Un Namor diverso da tutti gli altri, diverso dal re di Atlantide con brame di conquista della terraferma, o dall'eroe degli dalla pelle d'acciaio degli invasori, o ancora l'imprenditore ecologista di J.Byrne, nulla di tutto ciò, qui è un silente guardiano che difende i confini abissali della sua terra, dagli umani invasori.
Bello bello bello. E Ribic, che ne parliamo a fare?








Il Thor degli Ultimates

Il Thor in Ultimates, il guerrigliero No-Global anti-americano di Mark Millar e Hitch, e di più non oso aggiungere.
Se mai c'è stata una rivisitazione originale di un personaggio, la medaglia d'oro tocca senza dubbio a Millar ed Hitch.
"Spero che tu non sia qui per arrestarci per aver partecipato alle proteste no global, generale. ome sempre i vostri tirapiedi dela stampa hanno descritto in modo  falso quella che era una manifestazione pacifica."
Gli Ultimates di Millar ed Hitch sono tra le cose più belle in cui ci si possa imbattere, ed il loro dio del tuono ha il fascino dell' eroe del XXI secolo.










Un cattivo è un cattivo, ma chi dice che un cattivo non deve avere anche fascino?
Il Dottor Destino di J. Byrne merita un posto nella mia top ten characters.
 Il despota di Latveria dell'autore canadese con la sua prosa nobile e delirante, ed i suoi piani malvagi che omaggiavano le gesta del Von Doom di Lee-Kirby, non poteva mancare stasera.










Guy Gardner

Trasformare un characters demolito dalla satira del duo Giffen e De Matteis, in un personaggio solido, reale, e palusibile per quanto possa esserlo una Lanterna Verde, da segnalare l'ottimo lavoro di Peter Tomasi sullo sbruffone di casa DC, Guy Gardner, sulla testata Green Lantern Corps.














Thor di J.M. Straczynski

J. Michael Straczynski - una nuova Asgard rinata nei cieli dell'entroterra americano, Asgardiani alle riunioni cittadine in Oklahoma, tante idee interessanti disegnata dal bravissimo Coipel, una delle migliori produzioni Marvel degli ultimi anni, ed una rinascita di una testata zoppicante  e rantolante.
Tutti i Marvel Zombi in quei mesi volevano vedere il buon Tony Stark (post-civil war) prendere una sonora batosta, per quante ne aveva combinate, e ci pensa Thor, nelle strade devastate da Katrina del New Orleans.
Peccato si sia interrotta e sia stata snaturata per i soliti inghippi contrattuali, brutto l'epilogo a firma di Gillian se non erro, con i suoi Franken-dei in quel di Latveria.













Il Batman di Miller-Mazzuchelli
Frank Miller ha dato un grandissimo contributo a Batman, potrei, citare qui il suo Dark Kinght Returns, invece preferisco inserire in classifica, la stupenda miniserie Year One disegnata da Mazzuchelli; si sono viste molte rivisitazioni negli anni, delle origini dei nostri beniamini, poche così riuscite: fumosa, noir, gotica, poliziesca, didascalica, l'unica ri-nascita di Batman che avrebbe reso orgoglioso persino Bob Kane.




Capt. America di Nicieza Maguire
E parlando di rivisitazioni delle origini,  segnalo questa sottovalutatissima interpretazione di Fabian Nicieza e Kevin Maguire, della nascita di Capitan America, un plot che ha fornito molti spunti alla pellicola "The first Avenger".
Appetibile come pochi altri fumetti.
La rinascita di Steve Rogers raccontata con una cura dei particolari e delle psicologie dei personaggi veramente meritevole.
Da dieci pieno.
Le avventure di Capitan America sentinella della libertà, reperibile su Star Magazine, della Star comics, è da leggere.

Bene Abito da Sposa Cercasi è finito, ed io spero che la lettura vi abbia fornito spunti, consigli, o anche fatto venir voglia di rileggere volumi che avete lì da qualche parte nella vostra libreria.
Ci si vede sempre qui, alla prossima.
Baci ai pupi.

venerdì 26 aprile 2013

Il secondo Omnibus è sempre più godibile

Abbiamo parlato del Thor di Simonson abbondantemente, abbiamo parlato del primo omnibus, e vi abbiamo anche fornito un vademecum per avere le stesse storie pagando la metà, (cercate nel blog tramite l'apposita barra) rimediando il vecchio materiale Play Press, oggi però parliamo del secondo omnibus, e ne parliamo stranamente bene, perché è bene premiare un lavoro ben fatto quando è evidente.
Ed effettivamente è opportuno tornare a parlare del tonante Simonsoniano, perché il secondo ingombrante tomo Panini contiene delle storie anche più belle del primo a mio parere e merita qualche elogio in più, per la completezza e la cura con il quale è stato costruito.
Andiamo con ordine:
Le storie – Simonson da il meglio di se nella seconda parte, alla fine del primo omnibus avevato lasciato Thor e gli Aesir alle porte del regno dei morti o giù di lì, in quella missione di recupero di quelle anime mortali rubate da Malekith, l’elfo nero, ricordate?
In realtà la missione è quasi un pretesto per il Dio del tuono, un altro motivo che non manifesta apertamente è la speranza di ritrovare il Padre Odino. Prigioniero del regno di Hela, caduto alla fine del Ragnarok, ricordate?
I numeri dedicati al viaggio di Thor all’inferno scandinavo, sono di un eticità più unica che rara, Simonson ancora autore e disegnatore dell’opera, butta giù delle tavole veramente appetitose, ovvio che non voglio darvi nessuna anticipazione, quindi dovrete fidarvi di questa opinione, però per esempio occhio al n° 362, di una bellezza veramente inappropriata quasi per un fumetto seriale.
Ma più in generale sono tutte le trame che Simonson manda avanti a divertire.
Gli intrighi di Loki per impedire al fratello a salire al trono di Asgard, rasenteranno l’assurdo, e non esagero, in più avrete la possibilità di leggere due cross-over del Dio del Tuono con delle maxi-saghe del tempo, la prima è Guerre Segrete 2, il secondo è Massacro Mutante.
Farete la conoscenza di PEACE, una sorta di elogio di Walter Simonson del Giudice Dredd, in un team up spazio temporale, che diverte nonostante gravi sul suo groppone l’handicap dell’età.
Nonché un ulteriore prova dell’autore nello scrivere della mitologia nordica: La Canzone di Mjolnir, albo in cui Walter Simonson disegna delle tavole, ma sarebbe più giusto chiamarle Splash Page, veramente da incorniciare.
Una avvincente sottotrama disegnata dal buon Buscema (è bene che sappiate che gran parte di questo Omnibus, almeno la metà a fare un veloce conto delle pagine, sarà disegnato da Sal Buscema) vi accompagnerà fino all’appetitoso epilogo, un cui Thor subisce un sostanzioso svecchiamento grafico da consegnare ai posteri, ultimo regalo di un grande autore ai suoi lettori.
E l’edizione Panini?
Abbiamo già abbondantemente parlato di come la pensi rispetto a questa piega De Luxe che si vuole dare a questa passione attraverso queste edizioni, però stavolta è doveroso da parte di questo bolscevico della nona arte tessere un po’ di lodi, la dicitura del volume, l’omnibus del Thor di Walter Simonson, è fin troppo veritiera, il volume contiene effettivamente tutta la gestione Simonsoniana di Asgard, persino una miniserie minore ma legata alla continuity, di 4 numeri dedicata alle gesta di Balder, durante la sua permanenza a NornKeep, la Panini effettivamente poteva anche non pubblicarla, invece eccola lì, adorabile e semplice favola nordica, dall’inevitabile lieto fine, con protagonisti Balder, il suo scudiero, la regina Karnilla ed i giganti del ghiaccio.
Brava Panini o brava la Marvel, che ha editato il volume con così tanta volontà di interezza, commento finale: materiale da avere? Assolutamente si, gli unici due Thor che vale la pena di leggere sono quello di Simonson e quello di Stracchino, il resto potete evitare,vale la pena prendere l’omnibus? Mi conoscete, mi sono già pronunciato su come reputo futile la ricolorazione delle tavole, però se avete preso il primo, sarebbe un peccato non prendere questo, che posso assicurarvi è anche meglio.
A voi (ed al vostro portafogli) la scelta.
Balder The Brave comunque fu pubblicato in Italia dalla Comic Art, su All American Comics 21-24.
Quindi al solito, compratelo (l’omnibus o gli albi Play), rubatelo, noleggiatelo, fatevelo prestare, ma non lasciatevi scappare una bella lettura come il Thor di Walter Simonson.
Baci ai pupi.

lunedì 18 marzo 2013

Le novità di cartoomics

La fiera del fumetto di Milano si è conclusa, andiamo a vedere le novità delle due major italiane -

Rw-Lion - poche novità rispetto ai rumors che giravano on line, la Lion sta andando bene a sentire Alessio Danesi, la loro testata su Batman, è l'albo più venduto in italia. Tanto che l'editore conferma che calerà di prezzo dal numero 13.
Anche Superman ha riscosso un buon successo, ed anche i lettori di Superman verranno premiati con uno sconto sulla testata.

RW-PREWIEV! - dovrebbe vedere la luce tra Maggio e Giugno, una rivista che parlerà esclusivamente della DC e della Lion, che andrà venduta nel circuito delle Fumetterie, al costo di 1€, 50 cent. se preso con Mega, oltre le news sulla casa editrice e sugli albi in uscita, la rivista conterrà anche una storia inedita di un personaggio DC.

Before Watchmen - questo formato ladronesco, a sentire i capoccia Lion, è andato molto bene, ma mu questo, ho poco da lamentarmene, visto che li sto prendendo tutti, e quel che da ad intendere Danesi ed il mega-direttore generale, Saviano è che il formato 32 pag. a €2,50 continuerà ad esistere.
In questo formato vedremo Tom Strong, EX-Machina e il Lobo di Simon Bisley.
Se mi è concess commentare l'iniziativa la trovo alquanto audace, il materiale non è inedito ed in più è reperibile a basso costo sul mercato dell'usato, specialmente il Lobo illustrato dal disegnatore britannico.
La novità del formato è che sembra conterrà anche una storia di un comprimario, inedita, più breve.

In virtù dell'arrivo del nuovo telefilm dedicato a Freccia Verde, è in arrivo il primo Essential che raccoglie le storie firmate da Grell, Giordano ed Hanningan, prezzo del volume 24,95€ e contiene i primi 12 numeri della serie Green Arrow, devo visionarla però per dirvi se si tratta della serie stampata dalla Play Press anni fa, vi farò sapere, appena mi arrivano sottomano qualche immaginetta.
In caso fossero davvero le stesse storie, successive alla saga di Shado, direi di tenerle presente, quello di Grell/Giordano/Hannigan è uno dei Green Arrow più interessanti da leggere.
Il volume sarà scontato a 23,00€ per chi acquisterà anche il mensile regolare di Arrow, sconto che sui social network ha suscitato varie polemiche da troll, fomentate dai soliti lettori nati, oltre che per leggere per lamentarsi anche quando non c'è nè alcun bisogno.

Per quel che riguarda Superman, annunciata una ristampa delle storie firmate da Gil Kane, degli anni '80, tutte inedite, e l'ormai prossimo primo volume delle Superman - Chronicles, dal proibitivissimo prezzo di 134€, che raccoglie le prime storie degli anni 30.

Casa Panini - come volevasi dimostrare il Marvel Now americano porterà un rimpasto negli albi Panini/Marvel, qui il link per spizzarveli tutti con calma uno per uno.
Mi preme solo sottolineare alcune novità previste da settembre e delle quali ho già parlato in passato avendo già letto l'edizione inglese :
Cable and The X-Force andrà su Incredibili X-Men #01 da settembre in edicola, insieme a Uncanny X-men ed X-Men.
I Thunderbolts finirannò su Devil ed i Cavalieri Marvel a giugno, che non cambierà la sua numerazione, insieme a DareDevil e Punisher :War Zone.
Savage Wolverine di Cho, arriva a luglio su Wolverine #01 con Gambit e la serie regolare dell'artigliato.

Thor: God of Thunder andrà su Thor Dio del tuono #01, da giugno in edicola, insieme a Journey into Mistery e Young Avengers.
Infine da tenere d'occhio l'iniziativa di ristampare Fantastici Quattro Vol.#1 di J. Byrne, nell'immmancabile Omnibu, per Byrne ce posso anche stare, non riesco ad immaginare per quale motivo vorrebbero proporre un omnibus anche per Flop Itself, il peggior mega evento sia mai stato fatto negli ultimi anni.
Last but no Least la ristampa del bellissimo Thor - Vichinghi su Max Best Seller, che dovrebbe essere la miniserie di Ennis e Fabr.
Me sa che vi ho dett tutto!
Baci ai pupi.

sabato 16 febbraio 2013

Il Marvel Now inaspettato

A che settimana siamo di Marvel Now?
Dodicesima? Tredicesima?
Ed alla fine cosa ci ha davvero colpito e cosa ci ha lasciato indifferenti?
E perchè uso il plurale se in realtà è tutta una mia modesta (e magari sbagliata) opinione?

I Big - E' Destino, no, non nel senso di Victor Von Doom, è destino nel senso del fato che io di questo benedettissimo Hickman devo farmi bastare Secret Warriors, come prova della sua penna.
Certo a meno che non volumizzino la sua run sui FF in una collection.
Perchè dico questo? Perchè è mia solida impressione che la Marvel anche per questo anno nuovo abbia puntato tutto sui Vendicatori ancora una volta, e gli autori, i BIG di cui sopra siano vincolati a scrivere storie che strisciano su diverse testate, ma fosse solo questo il problema, anche i personaggi non fanno altro che strisciare da una testata ad un altra, e così Captain America te lo ritrovi su Uncanny, su Avengers...insomma, i BIG saranno anche interessanti da seguire, ma credo che saranno anche faticosi e danarosi per essere goduti nella loro totalità.
Nonostante la testata di Hickman-Opena mi solletichi particolarmente, oggi siamo qui per mettere sul podio tre titoli del Marvel Now, ed una top five di quello che varrà la pena leggere, a mio modesto parere,  e potete star certi sono titoli che non mi sarei mai nemmeno sognato di prendere in considerazione, questo prima di averci messo gli occhi sopra:

 - udite udite, fuori i vecchi dentro i giovani, nella mia top five boccio praticamente tutti gli archittetti Marvel, non perchè dubiti della loro bravura, ma più che altro perchè la Marvel gioca sui loro nomi e sui nomi delle testate che curano, per vendere, ed io che sono arcistufo di questa politica preferisco cercare letture godibili laddove nessuno si aspetterebbe di trovarle. 
5° posto - I Thunderbolts di Way e Dillon, testata che avevo etichettato come una cagata pazzesca dalla copertina, fondamentalmente per via del Punitore in un gruppo, e che piazzo al quinto posto con riserva di ripensarci. Per quanto incoerente, il primo numero di questa serie in cui Way ci racconta l'arruolamento della sua Task Force, mi ha decisamente incuriosito, con  dialoghi telegrafici e glaciali ed uno stile pulp quel tanto che basta. Way fa quello che un autore di fumetti deve fare di questi tempi, invogliarti a seguirlo per vedere dove vuole andare  parare.
Il nuovo gruppo formato da Red Hulk, Punisher, il nuovo Venom, Deadpool ed Elektra, potrà sembrare eccessivamente eterogeneo, eppure ha vinto gli stanziamenti per un budget per il numero due.
Ottimo Dillon, pulito, preciso e splatter come ai bei tempi del Punisher (MAX) con Ennis.
L' edizione italiana? - speriamo finisca su Marvel Mix.

4° posto - L'avventura a solo di Wolverine nella terra selvaggia, sul nuovo Savage Wolverine #01 di Frank Cho (testi e matite), niente di sublime, ma nelle prime venti pagine uscite c'è tutto quello che ti potresti aspettare da Cho e da Wolverine: ossia dinosauri, neanderthaliani...poppe...(nella terra selvaggia non poteva mancare Shanna, e Cho è famoso ancor più che per le sue scimmie ed i suoi dinosauri, per le sue procaci donne, ed infatti occhio alle curve pericolose in alcune tavole), ed ovviamente è la svendita degli sventramenti, Wolverine, artiglia e mutila  a destra e a manca, non curandosi troppo dello stomaco del lettore, e dove l'autore difetta per contenuti, compensa in duelli e combattimenti, penultimo posto nella top five della Marvel che verrà.
L'edizione italiana? - Probabilmente su uno dei due Wolverine, o sul nuovo formato Panini "ti rapino con dolcezza" - 48 pagine per 3€.

3° posto - L' unico Big in Top Five, Uncanny Avengers di Remender e Cassaday.
Anche se non ho ben capito, come 'zzo fa Rogers ad essere onnipresente su almeno tre testate differenti, esclusa la sua, e lo stesso dicasi per Tony Stark che fa la sua presenza sia sulla sua testata regolare, su New Avengers e su Avengers, o per Thor.
Al di là di queste decisioni editoriali prettamente legate al merchindinng: d'altronde -Testa di ferro, Cap e Thor- sono i centravanti di sfondamento, quelli che oltre ad attaccare in edicola, ed in fumetteria, attaccano anche al cinema ed in sala giochi, quindi è normale che la Marvel ne abbia fatto il prezzemolo delle sue serie, tornando alla testata dei Vendicatori Mutanti ha subito cominciato col botto ed ha incuriosito quel tanto che basta per non segarla subito. La recensione è qui.
L'edizione italiana? Bella domanda, non lo immagino, ma facile, finirà sugli spillati con qualche comprimario del cazzo, scusate il francesismo.

3° posto - Il Thor di Aaron e Ribic, il dio del tuono sulle tracce di un serial killer di divinità, quasi un polizioesco asgardiano, con salti temporali, buona prosa e disegni sublimi.
poi c'è Ribic, ed andrebbe preso anche se venisse pubblicato per sbaglio con tutti i baloon vuoti.



2° posto - Cable and the X-Force, ne abbiamo già parlato qui, mi ha stupito più di tutti, grande prova di Hopeless, grandi tavole per Larroca
L'edizione italiana? E' troppo sperare di vederla su X-men De Luxe Presenta, magari saltuarialmente ma integralmente?E' troppo vero? Bastardi.

1° Posto - Deadpool di Posehn, Duggan e Moore, la vera rivelazione di questo cazzo di rilancio delle testate Marvel, Deadpool alle prese con gli zombi dei vecchi presidenti degli Stati Uniti, divertente come poco altro in giro, sicuramente il miglior Deadpool dai tempi in cui andava a braccetto con Cable, è al primo meritatissmo posto, ed ha già vinto il posto nella mia libreria una volta che vedrà luce in italiano, e pazienza se in appendice mi metteranno la spazzatura.
L'edizione italiana? Quasi sicuramente sul suo spillato, spero solo che l'albo sia impostato con almeno due numeri completi americani, e pazienza se nelle ultime venti pagine mi ci infileranno i Vendicatori dei grandi laghi.

Beh, ecco la mia personalissima Top Five sul nuovo Marvel Now, largo ai giovani ed agli sconosciuti, proprio come a Sanremo.
Baci ai Pupi.


giovedì 7 febbraio 2013

Economia domestica

Questo pezzo, volendo dura due righe.
Mi ci metto un pò di impegno per farlo durare qualcosina in più.
L'articolo non si basa su ipotesi, è più o meno il racconto di quello che ho fatto io per finire di leggere un pezzo di Storia del fumetto supereroistico statunitense.
Parlo del Thor di Walter Simonson, di cui abbiamo già parlato qui a questo LINK, in occasione dell'uscita del primo dei due Omnibus dedicati alla ristampa integrale di questa sublime run.
Questa non è una recensione, del Thor di Simonson, ne abbiamo già parlato, abbondantemente e bene, questo pezzo, più che altro è un consiglio per gli acquisti, un suggerimento che se accolto da molti farebbe la felicità delle piccole e grandi fumetterie, e darebbe una lezioncina su cui ponderare ai grandi editori di fumetti in Italia, affinchè diano una raddrizzata alle loro politiche editoriali, che sembrano prese, senza voler offendere la suscettibilità di nessuno prese direttamente dal manuale di furti senza scasso della banda bassotti.
Prima qualche informazione: Io sono del 1976, quindi ho (ahimè ancora per poco) 36 anni, non  ho una fumetteria, sono un dipendente pubblico, ma nutro il massimo rispetto per il lavoro e la passione  dei titolari delle mie tre fumetterie di fiducia delle quali ovviamente non ho alcuna intenzione di dirvi nulla, per non farvi credere che fumettopenìa abbia cominciato a raccogliere sponsorizzazioni.
In due parole direi che sono figlio degli anni '80, sono tra quelli che ha visto nascere Dylan Dog, e non a caso citiamo l'indagatore dell'incubo - per un motivo molto semplice - perchè ai tempi del suo boom editoriale, l'assenza o la presenza di quella striscetta bianca diagonale in alto all'angolo destro della copertina con su scritto "Ristampa" o addirittura "Seconda Ristampa" riassumeva in sostanza il valore dell'albo che avevate tra le mani, se era un vecchio inedito aveva un costo, se era la ristampa ne aveva un altro, se era la seconda ristampa ne aveva un altro ancora...un valore ovviamente decrescente, più recente era l'albo più un cazzo valeva. Non fermatevi su Dylan dog, soffermatevi sul concetto di ristampa e del suo valore minore in quanto replica.
Poi dopo è successo qualcosa.
E' successo che ad un certo punto della vita editoriale del fumetto in Italia, ristampa è diventato sinonimo di  replica di valore. E' successo che il mercato ha subito una monopolizzazione, che ha richiesto un forte tributo economico ai lettori, ormai privati dell'opzione di scegliere, ed obbligato a sottostare a determinate politiche alle fumetterie, un monte e più delle quali in questi anni, hanno chiuso i battenti.
La run di Simonson su Thor nell'edizione "rimasterizzata" della Panini costa in totale circa 104€, questo nel caso che il secondo volume per quando uscira non sarà vittima di altri inspiegabili rincari sui prezzi e conservi il prezzo di copertina del suo fratellino, ossia 52 euro.
Per rimasterizzazione si intende una ricolorazione delle tavole, ma quanto lavoro nasconde dietro? Non poco a sentire quelli Olyoptics che si sono occupati della ricolorazione delle pagine del fumetto di Thor, per dirvela tutta, questa industria del colore nei fumetti, è quella che si è occupata della colorazione dell'opera di Otomo, Akira nell' 89, tra le altre cose, il suo fondatore S. Oliff ha colorato migliaia di pagine di comic book, ed è considerato un pioniere della colorazione digitale, inoltre nel caso di Simonson c'è da dire che lo stesso autore ha ricolorato personalemente molte splash page.
Ma sempre 104 euro sono, sempre 208.000 delle vecchie lire sono.
Proviamo in lettere duecentottomilalire, ai bei tempi della lira una cifra del genere faceva pensare a gorsse spese, una bolletta da contestare (sicuramente), o anche una consolle da "si ma poi famo la modifica" "macchè sei matto così se se rompe manco più la garanzia possiamo usà" "eggià allora tocca gioca per un anno sempre allo stesso gioco!".
Ma una somma del genere per dei fumetti? Siamo seri, se si sentivano cifre del genere rapportate ad albi a fumetti stavate tentando di comprare vecchissimi numeri di Flash Gordon o di Nembo Kid.
Non Thor. Non un fumetto (ribadisco, bellissimo) reperibile sul mercato dell'usato alla metà del prezzo.
Non ci credete vero?
Non sta a me credo dirvi, o forse ai piu giovani si, che questo fumetto ha gia avuto un passato italiano, con la defunta Play Press, reperibile senza macchina del tempo.
Ed ora faremo insieme due conti , per vedere se dobbiamo  leggerlo svenandoci o se possiamo leggerlo pagandolo esattamente la metà.


Qui di fianco liberamente "screennoshati" dalla pagina di Ebay, c'è il prezzo medio dell' edizione di Thor della Play Press, in media 1,50 euro ad albo, brossurati di 64 pagine circa con all'interno due numeri di Thor ed un comprimario.

Il Thor di Simonson nell'edizione originale americana durò 45 numeri, dal 337 al 382.
In Italia il mensile The Mighty Thor della Play Press partì la con la pubblicazione del n°351, in pieno Ragnarok, fino al numero 28 che conteneva il l'ultimo numero della Run di Simonson, ossia il 382.
Su ebay questo blocco di fumetti e venduto in media con un prezzo che va tra 1,50-2,00€ .
1,50€ x 28, fa 42 euro.
E' vero vi mancano i numeri iniziali per la precisione i primi 14 numeri, quelli che introducono Beta Ray Bill, in Italia, la Play prima di decidere di affidargli un mensile tutto suo, pubblicava il Dio del tuono in appendice a Silver Surfer, il surfista d'argento, poveraccio, su Ebay, (ma anche alle fiere) è venduto anche a meno di 1,50€,  1,20€ in media, ma uno paziente sono certo riuscirebbe a trovare questi albi anche a 1 euro, ma vada per il pessimisimo, vada per 1,20€.
1,20€x14 fanno 20,16€, che sommate alle 42 di prima fanno? 62,16 euro, mancano ancora quasi 42 euro all'edizione Panini.
Ma si può ancora risparmiare: I primi otto numeri (337-344) hanno avuto anche un'altra ristampa.
Su Grandi Saghe n°40 " Il Thor di Walter Simonson" (tra l'altro ricolorato se proprio ste rimasterizzazioni vi titillano), ora quasi nessuno compra più la collana delle Grandi Saghe  a prezzo pieno, La collana della Gazzetta non costa più di 5 euro a volume.
Quindi si potrebbe per risparmiare ancora qualche eurino prendere otto numeri a 5 euro, e prendere Silver Surfer Play Press dal n° 9 al numero14. Con quest'altro metodo vediamo quantosi spende:
42 euro (The Mighty Thor Play Press 1-28) + 5 euro (Grandi saghe #40) + 7, 20 euro (Silver Surfer Play Press 9-14) = 54 euro.
Esattamente la meta, esattamente il costo di un solo volume, con svariati vantaggi, non è detto che per esempio, dovrete sborsarli tutti insieme, e non avrete problemi a leggere questa bellissima opera in giro. 

(gli Omnibus, saranno anche colorati da dio e fighi da vedere, ma dove cazzo ve li volete portare? In giro? Maddai. Con quello che li pagate li trattate peggio di un bambino, il cane lo lasciate fuori magari, l'Omnibus no.)  
Ed in più potrete leggervi anche un piacevole extra, perchè non dimenticate che vi avevo parlato dei comprimari - lasciando perdere il Silver Surfer di Englehart, abbastanza noioso, ma l'aquisto degli albi Play Press, che giacciono sugli scaffali di fumetterie divorati dalle tarme,vi porterebbe la piacevole lettura di una miniserie suigli eterni di Gillis e Buscema ed una divertentissima miniserie di Hercules a firma di Bob Layton, che ricordo a me fece morire dalle risate a quei tempi. Quindi sono 54 euro per il Thor di Simonson più alcuni extra. Ma qui apariamo una parentesi sulla questione delle rese - gli editori vendono alle fumetterie i loro prodontti con nessun obbligo di resa, vale a dire o sei bono a venderlo o te lo tieni in negozio- quindi non si tratta di risparmiare soltanto, si tratta di far girare l'economia nel verso giusto, E di dare un messaggio chiaro ai grandi italiani, ma in realtà il messaggio è per una sola casa editrice.
Spero che la lezione di economia domestica  vi sia d'aiuto e vi apra gli occhi sulle vostre spese future, in casa Panini si parla di una nuova collana chiamata "GRANDI EVENTI MARVEL" che dovrebbe pubblicare tra le altre cose: eventoni  (sic!)come House of M, e Guerra Segreta, alla modica cifra di 15 euro, tenete gli occhi aperti perchè è roba reperibilissima grazie alle antologiche della Gazzetta come Grandi Saghe e Supereroi a 5€.
Baci ai pupi.