Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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venerdì 1 aprile 2016

Fumettopenia World Cup le storie

Domani fischio d'inizio per il 2° Campionato Mondiale di Fumettopenia - Le storie. che si svolgerà nel gruppo chiuso Fumettopenia il blog su Facebook. Si voterà per una settimana intera, fino a lunedì 11/4 per scegliere quali tra le 32 storie scelte dovranno passare agli ottavi di finale, a voi il compito di votare le migliori da una selezione di 32 fumetti, pubblicati tra il 2000 ed il 2015.
32 fumetti, 8 gironi che verranno comunicati domani sera.
Le storie in gara cmq eccole qui:
1. The Losers (DC/Vertigo) Diggle Jock AAVV 2003
2. Rughe (Delcourt) Roca 2007
3. Identity Crisis (DC) Meltzer Morales
4. Essex County (Top Shelf) Lemire 2008
5. Uno Zoo d’inverno (Shogakukan) Taniguchi 2008
6. Scalped (Dc/Vertigo) Aaron Guerà Furno 2007
7. Punisher: Born (Marvel Comics) Ennis Robertson 2003
8. Manifest Destiny (Image/Skybound) Dingess Roberts 2013
9. Fables (DC/Vertigo) Willngham Buckingam AAVV 2002
10. Nextwave (Marvel ) Ellis Immonen 2006
11. The Filth (Vertigo) Morrison Weston 2002
12. Gotham Central (DC) Rucka Brubaker Lark 2002
13. The Winter Soldier (Marvel Comics) Brubaker Epting 2005
14. Green Lantern v4 v5 (DC Comics) Johns Reis Mahnke AAVV 2005
15. Blackest Night (Dc Comics) Johns Reis 2009
16. Green Lantern Corps v2 v 3 Tomasi Gleason AAVV 2007
17. Punisher: Barracuda (Marvel Max) Ennis Parlov 2006
18. Bouncer (Glenat) Jodorowsky Boucq 2001
19. Little Nemo return to Slumberland (IDW) Shanower Rodriguez 2014
20. Asterios Polyp (Pantheon Books.) Mazzuchelli 2009
21. Blacksad (Darguard) Diaz Canales Guarnido 2000
22. Santuario (Les Humanoides Associes) Dorison Bec 2001
23. Le Sentinelle (Robert Laffont) Dorison Breccia 2008
24. La nuova frontiera (DC) Darwin Cooke 2003
25. Astonishing X-Men (Marvel comics) Whedon Cassaday 2004
26. New X-men (Marvel Comics) Morrison Quitely AAVV 2001
27. Astro City Vol. 4 Tarnished Angel (Homage) Busiek Andreson 2000
28. Planetes (Kodansha) Yukimura
29. Quattro Dita (Top Shelf) Rich Koslowski 2002
30. Fantastic Four (Marvel Comics) Hickman AAVV 2009
31. Docteur Mystere L’integrale (Alessandro Distr. - Mondadori) Castelli Filippucci 2015
32. Pluto (Shogakukan) Urasawa Tezuka 2003

Baci ai pupi

martedì 4 febbraio 2014

Hellboy - il diavolo del maestro Mignola



E mentre il sottoscritto è immerso nelle sue letture, arriva il solito Dario, a dare un rinfrescata al blog, rinfrescata per modo di dire, visto che si tratta di un fumetto con ormai qualche anno sul groppone, ma siccome come blog, non ci siamo mai dedicati al fumetto di Hellboy, trovo giusto che se ne parli oggi, d'altronde, come si dice? Meglio tardi che mai.
Baci ai pupi

(Hellboy: Seeds of destruction di John Byrne e Mike Mignola, 1994)

Che esordio quello della creatura di Mike Mignola. Dopo un paio di storie brevi (4 pp.) create a scopo promozionale ecco arrivare nel Marzo del 1994 la miniserie in quattro numeri che regalerà al mercato del fumetto americano un personaggio di grande fascino: Hellboy - Il seme della distruzione.

Solo per questa prima avventura il papà del ragazzo infernale si affida per i dialoghi all'esperienza di un grande del fumetto supereroistico, quel John Byrne artefice di molti dei successi più eclatanti nel mondo dei comic book di fine settanta e di tutto il decennio successivo. Il connubio è perfetto, ne escono un fumetto e un personaggio che si discostano davvero parecchio dal genere imperante negli States, una narrazione classica ed elegante unita a un character design privo di difetti e carico di mordente garantiscono a questa nuova proposta di elevarsi ben al di sopra della media dei prodotti pubblicati dalle grandi case editrici del settore.

La mano di Mignola quando impugna una matita non può che essere invidiata da un buon 90% dei suoi colleghi disegnatori. Il suo tratto secco e spigoloso ma ben dettagliato unito a una capacità impressionante di gestire ombre e contrasti permettono alle tavole di trasmettere al lettore quelle atmosfere gotiche e inquiete e misteriose cariche del sentore di minaccia strisciante che sono gran parte della bellezza di questo volume, uno di quelli che non ti stanchi mai di rileggere. Non a caso, parlando di atmosfere, il volume è dedicato a Jack Kirby ma anche a H. P. Lovecraft.

Inoltre è innegabile per chiunque abbia visto qualche tavola o qualche disegno dedicato a Hellboy come questi sia graficamente uno di quei personaggi riusciti, di quelli che ti prendono alla prima occhiata al pari di creature come Batman o Wolverine per citarne due a caso.

Ma dietro le splendide tavole di Mignola c'è anche una storia avvincente e coinvolgente. Nel 1944 una pattuglia di soldati americani di stanza in Inghilterra insieme a tre membri della Società Britannica del Paranormale, è impegnata per sventare uno dei progetti di ordine magico voluti da Hitler e dalle alte cariche naziste. E' l'evento che darà vita alla leggenda di Hellboy, il ragazzo infernale.

Ai nostri giorni il Dottor Bruttenholm, già presente come membro della Società Britannica del Paranormale nella vicenda del '44, chiede l'aiuto di Hellboy, per lui quasi un figlio, in seguito agli strani eventi sorti a causa della spedizione Cavendish alla quale lo stesso professore partecipò una decina di mesi prima. Una spedizione alla ricerca delle rovine ghiacciate del tempio di Yang Kor.

Spetterà a Hellboy e ai suoi compagni Abe Sapien ed Elizabeth Sherman del Bureau for Paranormal Reserche and Defense (B.P.R.D.), indagare sulla storia della famiglia Cavendish e sulla maledizione a essa legata arrivando ad affrontare quello che può essere considerato già una grande nemesi, il nemico di sempre responsabile della presenza di Hellboy sulla Terra.

Come dicevo un esordio coi fiocchi dove Mignola coniuga perfettamente atmosfere gotiche, azione, mistero, magia con un pizzico di ironia ponendo le basi per una carriera di tutto rispetto per il suo amato personaggio. Questo è il volume con il quale iniziare a leggere Hellboy, se non l'avete mai fatto fatelo. In questo volume trovate anche le due storielle promozionali di cui si parlava sopra, la prima illustrazione ufficiale del personaggio, un'intervista a Mignola e una gallery di illustrazioni dedicate a Hellboy firmate da autori come Arthur Adams, Frank Miller, Mike Allred, etc... Recupero obbligato.

Dario Lopez

domenica 25 novembre 2012

Tutto quello che dovreste sapere sull' alieno

Era da tanto che volevo propinarvi una delle mie filippiche vintage assolutamente inutili, quelle in cui straparlo di materiale abbastanza datato, ma che ci crediate o meno, in questo caso,  il pezzo non è tanto inutile.
Dopo averne parlato, non molto tempo fa per il film Prometheus, torno a parlare delle adorabili aragostone dal sangue acido di Giger.
Visto che tra no molto tempo dovrebbero ritornare a deporre uova sugli scaffali della vostra fumetteria di fiducia grazie all'omnibus delle edizioni Comma 22, gli stessi che qualche tempo fa riportarono in vita la bellissima serie di The Mask di Arcudi e Mahnke, oggi ho deciso di parlarvi di quello che troverete nel primo Tomo della Comma ed anche dei vari incontri che i bavosi xenomorfi hanno avuto negli anni con altri personaggi fumettistici, questo nel caso vi innamoriate della serie a fumetti proposta nel primo volume, (apprezzabile se non fosse per parte dei disegni di un troppo giovane Sam Keith) e vi venga voglia di rimediare tutto il materiale disponibile, sul mercato, anche a buon prezzo, visto che non è da escludere che alcune miniserie potrebbero essere non riproposte  negli omnibus di Comma 22 per motivi di licenza.

Il primo tomo Comma - La trilogia di Mark Verheiden

E' il 1988, due anni dopo che Cameron ha sbancato ai botteghini con il suo ALIENS - Scontro Finale, ed la neonata Dark Horse decidono sfruttare l'onda bavosa delle secrezioni aliene per aumentare le proprie vendite: Mark Verheiden, scrittore ed autore di successo in ambito cinematografico e televisivo, firma il seguito della saga degli alieni con Alien Book 1.
 Nel futuro al cinema, tra quattro anni buoni, il buon David Fincher, manderà Ripley, ed i cadaveri di Hicks e Newt a schiantarsi su un planetoide che ospita una colonia penale dopo la fuga da Acheron.
Qui invece, nel presente, nel 1988 nei primi 6 numeri del fumetto, disegnati discretamente da Mark A.Nelson, in un bianco e nero, che ha più l'aria di una produzione dai costi contenuti (la Dark Horse ha un anno di vita), per tastare il terreno, una sorta di pilota, si racconta la vita dei superstiti di Acheron, sulla Terra, 10 anni dopo gli eventi di Aliens Scontro Finale.
Ripley è scomparsa, Newt è rinchiusa in una clinica psichiatrica, tormentata da incubi del suo passato, Hicks è ancora un marine spaziale, ma ormai destituito da ogni incarico, in tutto  e per tutto, a parte una cicatrice che gli deturpa il volto, ricordo del sangue acido degli affabili xenomorfi, ricorda il personaggio di Benjamin L. Willard, l'ufficiale dell'esercito americano protagonista di Apocalypse Now.
A leggerla oggi questa miniserie, 21 anni dopo, la paura è di ritrovarsi a leggere qualcosa di obsoleto, vecchio, superato, invece non solo la prosa di Verheiden è tutt'altro che banale, ma persino sotto l'aspetto fantascientifico, l'autore arricchiscela miniserie di trovate che non sminuiscono rispetto alla sci-fi dei giorni nostri. La prima miniserie di Alien gode di un ottima caratterizzazione dei personaggi, e di una godibilissima sceneggiatura: Newt e le sue psicosi, Hicks divorato dal rancore e dalla vendetta, verso gli alieni e verso la Compagnia, il mondo intero che, riceve le nuove spore di alieni nella maniera più bizzarra ma nemmeno tanto utopica, se da un lato l'alieno ridiventa oggetto di studio per lo sviluppo delle nuove armi biologiche, un altra parte dell'umanità vede l'alieno come una divinità, il culto religioso che nasce e si diffonde, porterà non pochi problemi al genere umano ed al pianeta terra...
Ma basta così fermiamoci qui con gli spoiler, la prima miniserie nasconde parecchi colpi di scena, è l'unico handicap di queste pagine sono alcune tavole di un Nelson incostante nella qualità del suo tratto.
Il fumetto comunque incontra un  entusiastico consenso, questo sprona Verheiden ad un seguitoe la ark Horse a procedere alla stampa di un volume a colori: Alien Book 2, è claustrofobico, sia per l'ambientazione, un cargo spaziale, sia per i contenuti della sceneggiatura, attraverso una prosa didascalica ed in prima persona, Verheiden sonda l'animo dei personaggi, confermando la sua bravura nel firmare storie più introspettive, senza volervi rivelare assolutamente nulla della storia, visto che è il seguito di cui si parlava più su, mi limito a dire che Alien Book 2, è anche più bella della prima miniserie, alle matite Denis Beauvais, le sue stupende tavole a colori dipinte, il suo tratto realistico ma squadrato, è un evidente salto di qualità grafica, della trilogia, la miniserie centrale è sicuramente la migliore. Newt e le sue tribolazione per un amore impossibile, Hicks completamente perso nel suo odio nichilistico, verso ormai tutti, un fumetto che in italia è arrivato in edicola negli anni '90 grazie alla Play Press, ed è stato ingiustamente poco apprezzato.
La parte finale dell'omnibus di Comma ospita la parte finale della trilogia di Verheiden, Alien Book 3, il finale della saga, che vede il ritorno di Ripley, a capo di un manipolo di uomini per la riconquista della terra, delle tre serie, questa è a mio parere la meno godibile, le pasticciate tavole di un forse giovanissimo Sam Keith, rendono faticosa la lettura del riscatto delle Terra da parte di Ripley Hicks & co.
Ma comunque un necessario epilogo per la prima rasposizione su carta dei famosi alieni di Giger.

Altromercato.
E' quasi Natale, e lo sappiamo tutti che far regali ai nerd è sempre qualcosa di complicato, facciamoci due conti in tasca.
Se l'omnibus Comma 22 di Aliens è uguale a quello di The Mask, (ammesso che veda la luce entro il 25/12) allora vi dico subito (valutando il volume che già possiedo e le notizie on line) che avrà circa 380 pagine più o meno, sarà un brossurato e avrà un formato minore rispetto ai comic book originali, per capirci il formato sarà lo stesso di quello della Lega degli Staordinari Gentlemen della Bao, le stampe però del tomo in questione, saranno italiche e non cinesi, il prezzo sarà di 24.00 euro.
Sempre se simile al volume dedicato alla maschera vede di Arcudi-Mahnke sarà privo di qualsiasi redazionale, la cosa comoda è che in un unico volume avrete l' intera prima run di Verheiden, comodamente rilegata, ma la comodità comincia e finisce qui, a meno che la nuova edizione non mi smentisca, il volume sarà orfano delle singole copertine.
Il prezzo è certamente competitivo 24,00 euro per 380 pagine rispetto per esempio alle 256 pagine dell'edizione della lega di Moore della Bao, nemmeno sto a paragonarlo poi ai volumi da fumetteria editi da Panini o Rw: Omnibus Assedio per esempio della Panini, 309 inutili pagine di mazzate e costa ben 29 euro.
Come regalo di natale è sicuramente una gran bella e gradita strenna, specie per gli amanti degli alieni, e soprattuto per il Book 2, veramente di livello superiore agli altri due, tuttavia la prima edizione Play Press è sicuramente un edizione più completa per le cover, ed appetibile, in appendice infatti gli albi Play, ospitarono la bellissima prima miniserie di Predator, di Mark Verheiden, Chris Warner and Ron Randall, 4 numeri assolutamente godibilissimi in cui si narrava il ritorno dei cacciatori alieni sulla terra, stavolta a NYC, e del loro incontro-scontro con il Detective Schaefer, fratello dello scomparso maggiore Alan "Dutch" Schaefer , il personaggio interpretato da Arnold Schwarzenegger nel film omonimo.
Certo la ricerca della prima edizione completa Play Press potrebbe rivelarsi complicata e cara, nel caso  finiate nelle grinfie di qualche titolare di qualche fumetteria ingordo, ed un pò troppo attaccato alla filigrana. Certo, a livello di licenza letteraria adesso, nel pezzo ci starebbe benissimo il termine "fumetteria gestita da qualche ebreo" per via della loro famosa materialitàed attaccamenti ai soldi, ma mi immagino il casino che ne verrebbe fuori, mi manca solo che mi si dia dell'antisemita, quindi lasciamo "ingordo", e lasciamo perdere la scrittura condita da aggettivi qualificativi di tipo tarantiniano.
Come però, tornando ai costi, potrebbe dirvi culo ed incappare nei 7 volumi in questione, in vendita in offerta. 

Un team up con l'alieno

Ma dovete sapere per che Ripley,  Newt e Hicks non sono stati l'unica spina nel fianco della regina madre, che ci crediate o meno gli alieni se la sono vista anche con Batman, Superman e Green Lantern, e prima di quel film orripilante con Raoul Bova, gli alieni si erano già scontrati con i Predators sulle pagine dei fumetti della Dark Horse.
Perciò andiamo a parlare di tutte le  viscide incursioni degli alieni in altri universi editoriali o per lo meno tutte quelle che ho letto io.

Superman contro Aliens edizioni Play Press – Play Press Presenta n° 4,  feb. 1998, brossurato a colori di 120 pagine circa - l'ideatore della morte di Superman, si destreggiò più che bene con la piaga degli Alieni, e confezionò una stroria assolutamente godibile nonostante l'evidente difficoltà di far scontrare, questi esseri, con il supereroe più indistruttibile della storia dei comic.
Per l'occasione Jurgens ideò la città asteroidale di Argo-City,  una città costruita su un masso vagante nello spazio, che Superman pensava fosse abitata da Kriptoniani scampati alla distruzione del pianeta natale, e che ovviamente si adoperò per salvare dalla eterna deriva.
La missione di salvataggio, portò Superman così lontano dal sole, che quando arrivò finalmente ad Argo, scoprì, oltre al fatto che la città era infestata dagli alieni, di avere avuto una considerevole perdita dei suoi poteri.
Altro problema che Jurgens dovette trovarsi a gestire fu il leggendario buonismo del supereroe, la sua famosa promessa di non uccidere mai nessuno..la cosa fu compensata con la sua improvvisa vulnerabilità,  e con alieni particolarmente stronzi e cattivi, perchè come dice qualcuno "buono si ma coglione no". La storia è ben calibrata, piena di suspense e claustrofobica quanto basta. Sul versante grafico, i disegni di Kevin Nowlan sobri e privi di slanci stilistici, ben raccontano lo scontro tra i due mondi editoriali, il tratto assolutamente pulito e statico, anche se non si lascia ammirare si lascia sicuramente guardare, gradite le frequenti grandi tavole con grandi vignette in cui il disegnatore esalta la fisionomia del Kriptoniano, e ci regala una Lois Lane che emula la sexy Ripley.

Batman contro Aliens  edizioni Play Press -  Presenta n° 5 apr. 1998, brossurato a colori 140 pagine circa - Lo scontro tra Batman e gli alieni forse non brillò per originalità, c' era l'astronave precipitata, le uova che si schiudevano, c'era l'eroe ed il gruppo militare, e  la bella avida che vuole soggiogare gli alieni e ridurrli ad armi biologiche, niente di eccezionalmente stiloso insomma, eppure anche questo scontro, scritto da Ron Marz si lasciò leggere abbastanza gradevolmente, di sicuro le bellissime tavole nate dalla matita di Bernie Wrightson, resero la trama sicuramente più accattivante.

Aliens VS Green Lantern edizioni Play Press Publishing, volume unico ago. 2001 lire 17000, brossurato colore di 100 pagine circa - Per completezza, non poteva mancare un team-up con il corpo delle Lanterne Verdi, Ron Marz e Rick Leonardi, analizzarono due differenti approcci agli schifoidi della Dark Horse: il metodo Jordan ed il metodo Rayner.
La miniserie di Marz infatti, è ambientata dopo la caduta di Jordan, e l'avvento della nuova lanterna verde Kyle Rayner,  e porta in esame al lettore il comportamento diverso delle due Lanterne rispetto alla minaccia aliena, godibile lettura per gli amanti dei guerrieri di smeraldo, non priva dei suoi momenti di tensione, qualche forzatura travestita da citazione, come l'androide-donna, ma tutto sommat anche se per godibilità dei tre il più insipido

Aliens VS Predators  edizioni Play Press  - Play Book n 21, brossurato 12.000 lire 140 pagine circa - Prima dell'orribile film con Raoul Bova, i Predator avevano già allevato gli alieni per usarli in una battuta di caccia, il miglior team up dei granchiacci è sicuramente questo qui, che porta la firma di  Randy Stradley, Chris Warner, and Phill Norwood, in un lontano planetoide sfruttato a scopi minerari dall'uomo, i coloni si ritrovano in mezzo alla guerra tra Predators e Aliens, miniserie stupenda, raccolta dalla Play Press anni fa in un Play Book, caratterizzata da prosa e dialoghi assolutamente d'impatto, le prime tre o 4 pagine sono un esempio di eccezionale storytelling , fidatevi. E dei tanti Team-up, ad Aliens contro Predator va sicuramente il podio.

Conclusioni. 
Le varie covate di Alien sulla carta stampata non sono assolutamente male, la trilogia di Verheiden è tutto sommato una miniserie interessante, ed il secondo capitolo come detto è una piccola perla di storia e disegni, dei team up letti quello con Predator è di gran lunga il miglior ideato, c'è nè anche un altro disegnato da Olivetti più recente ed edito dalla Planeta  Superman Batman vs Predatos  Aliens, un tag team caciarone,meritevole sopratutto per le tavole del disegnatore. 
Uh che fatica, ma credo di avervi detto tutto quello che sapevo!
Baci ai pupi

domenica 2 settembre 2012

Quasi quasi lo prendo: Settembre 2012

Benvenuti  a Quasi quasi lo prendo!, la prima rubrica (con tanto di meme-logo), di Fumettopenìa che spero abbia cadenza periodica, ma pure se non ce l'avrà sono sicuro vi andrà bene lo stesso.
Fumettopenìa continua a darmi inaspettate soddisfazioni, e continua a crescere oltre Dario Lopez, sale a bordo, che è un termine che preferisco di più di scende in campo, per ovvi motivi, anche Micheal Vincenzi, giovanissimo (beato lui!) lettore della provincia di Ferrara divoratore di fumetti ed ansioso di condividere le sue impressioni, che inversamente ai suoi anni, che sono pochi (ri-beato lui!), sono tante e tutte valide!
Sua è l'idea di questo tipo di appuntamento mensile, in cui elencheremo mese per mese i titoli che si prospettano, almeno sotto il nostro punto di vista, più appetibili.
Quindi bando alle ciance frivole e sentiamo da Micheal cosa ci offre questo neonato settembre.






NIRVANA #6 13 Settembre
Panini Comics
16x21, B., 64 pp., b/n
2,90€

Termina questo mese la prima serie nata dalla mente malata di quei geni dei Paguri e ho grandi aspettative per questo numero finale. Confesso che non trovo Nirvana all’altezza della precedente opera del team, Don Zauker, ma è fuor di dubbio che questa serie ha dato grandissime soddisfazioni, ancora me la rido ripensando al secondo numero che parodiava noi schifosissimi nerd o al quarto che perculava allegramente l’italica passione del giuoco del calcio. Ma sappiamo già che è in progetto una seconda serie, quindi in questo numero si scioglieranno davvero tutti i nodi? Stiamo a vedere.
 
X-STATIX #5 20 Settembre
Marvel Italia
17x26, B.,192 pp., col. Contiene: X-Statix #11/18
17,00€

Questo mese esce anche il quinto volume (di 7) che raccoglie per intero il ciclo forse più innovativo, dissacrante, satirico e senza dubbio pop di tutta la storia degli uomini x, parlo ovviamente si X-Statix scritta da Milligan e disegnata da Allred. Vedremo come procedono le avventure di questo improbabile gruppo di mutanti che preferiscono godersi la vita piuttosto che essere i paladini della giustizia, interessati solo a fama, soldi e alle feste frenate, perché ciò ce importa è solo l’apparenza.


MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE? #3 20 Settembre
GP Publishing
17x26, B., 128 pp., col.Contiene: #5/8
13,00€

In uscita per GP Publishing il terzo volume (di 6) della graphic novel che rivede in chiave fumettistica l’omonimo romanzo del celebre Philip K. Dick. Non sapete di cosa sto parlando? E se vi dicessi che “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” è il romanzo da cui Ridley Scott ha preso ispirazione per creare il suo celebre film Blade Runner? Ma sappiate che Scott ha preso solo ispirazione dal libro, tanto che quando ha girato il film nemmeno aveva finito di leggerlo! Nel romanzo/fumetto vengono approfondite molto di più tutte le tematiche che nel film vengono solo accennate, e molte altre che vengono addirittura omesse.

ORCHID #1 27 Settembre
Panini Comics
17x26, B., 48 pp., col. Contiene: Orchid #1-2
3,30€

Molto atteso anche il primo numero della nuova serie targata Dark Horse. Cosa ci aspetta? Beh, conoscendo lo scrittore, Tom Morello (chitarrista e fondatore dei Rage Against The Machine e degli Audioslave), sicuramente qualcosa di politicamente impegnato. Da quello che ho capito dalle preview sarà un ambientazione post apocalittica (con New York sommersa dal mare), ma sulla carta mi ricorda un po’ Scarlet di Bendis e Maleev. Che sia una cantonata pazzesca? Probabile, ma le aspettative sono alte comunque.

STRAIN #1 27 Settembre
Panini Comics
17x26, 48 pp., col. Contiene: The Strain #1-2
3,30€

Altra serie targata Dark Horse quella firmata dal celebre regista Guglielmo del Toro (che mi piace ricordare più per Blade 2 e Il labirinto del fauno che per i film di Hellboy). Le notizie raccolte al riguardo sono poche, quindi vi lascio all’incipit su anteprima: “Un Boeing 777 atterra all’aeroporto internazionale JFK e si spegne sulla pista senza che nessuno ne esca. Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, temendo un attacco terroristico, chiama d’urgenza il dottor Ephraim Goodweather e il suo team di esperti in minacce biologiche. Quello che si troveranno davanti farà gelar loro il sangue! In un vecchio banco dei pegni di Spanish Harlem un ex professore sopravvissuto all’Olocausto sospetta che dietro l’evento si celi una minaccia antica… che potrebbe gettare l’umanità nelle tenebre!”

BATMAN: IL CAVALIERE OSCURO 01, 15 e 29 Settembre
Lion (in collaborazione con Mondadori)
17,3×26,7, C, 192 pp, col.
€ 9,99

No, non voglio pubblicizzare il film, anche se sono già andato a vederlo e ne sono rimasto estasiato. Volevo solo far presente della nuova iniziativa della Lion in collaborazione Mondadori. Si tratta di un iniziativa analoga a quella già in corso riguardo Superman e che fa il verso a Batman: La Leggenda della Planeta. La cosa lodevole è che Lion sembra imparare dai propri errori, innanzitutto i volumi di questa iniziativa saranno monografici e non come in Supes dove le saghe erano spezzate su più volumi, poi saranno quindicinali, quindi impatteranno un po’ meno sul nostro portafogli. Prezzo e formato saranno invece invariati. Il titolo dei primi 10 volumi si sa già e a parte i primi due sono una raccolta di Batman Confidential, il primo volume conterrà la mini Arkham City che si colloca a metà dei due videogiochi del pipistrello ed è scritta anche dallo stesso sceneggiatore (mini trascurabile comunque); il secondo invece, intitolato La vendetta di Bane, è un acquisto molto interessante visto che insieme alla mini La spada di Azrael (Batman: La Leggenda #7) forma il prequel alla mitica serie Knightfall. Chissà che la Lion non abbia in progetto di ristamparla. Il terzo volume infine contiene “Batman Confidential 7-9, 10-12, 49, Batman Solo 3, 6”, ma chi scrive non sa di cosa si tratta.

SUPERMAN: PER IL DOMANI E L’UOMO CHE HA TUTTO Settembre
Lion (in collaborazione con Mondadori)
17,3×26,7, C, 192 pp, col.
€ 9,90

I due volumi (rispettivamente 19 e 20) che la Lion porta in edicola in collaborazione con Mondadori sono già usciti, ma usciranno solo questo mese in fumetteria. Consiglio vivamente di prendere entrambi, primo perché insieme formano il ciclo Per il domani (For Tomorrow) scritta da Azzarello e disegnata da Jim Lee e secondo perché si può recuperare anche l’annual di Supes con la storia L’uomo che ha tutto (For the Man Who Has Everything) scritta da Alan Moore!

See you in cyberspace.

Micheal Vincenzi