Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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venerdì 1 aprile 2016

Fumettopenia World Cup le storie

Domani fischio d'inizio per il 2° Campionato Mondiale di Fumettopenia - Le storie. che si svolgerà nel gruppo chiuso Fumettopenia il blog su Facebook. Si voterà per una settimana intera, fino a lunedì 11/4 per scegliere quali tra le 32 storie scelte dovranno passare agli ottavi di finale, a voi il compito di votare le migliori da una selezione di 32 fumetti, pubblicati tra il 2000 ed il 2015.
32 fumetti, 8 gironi che verranno comunicati domani sera.
Le storie in gara cmq eccole qui:
1. The Losers (DC/Vertigo) Diggle Jock AAVV 2003
2. Rughe (Delcourt) Roca 2007
3. Identity Crisis (DC) Meltzer Morales
4. Essex County (Top Shelf) Lemire 2008
5. Uno Zoo d’inverno (Shogakukan) Taniguchi 2008
6. Scalped (Dc/Vertigo) Aaron Guerà Furno 2007
7. Punisher: Born (Marvel Comics) Ennis Robertson 2003
8. Manifest Destiny (Image/Skybound) Dingess Roberts 2013
9. Fables (DC/Vertigo) Willngham Buckingam AAVV 2002
10. Nextwave (Marvel ) Ellis Immonen 2006
11. The Filth (Vertigo) Morrison Weston 2002
12. Gotham Central (DC) Rucka Brubaker Lark 2002
13. The Winter Soldier (Marvel Comics) Brubaker Epting 2005
14. Green Lantern v4 v5 (DC Comics) Johns Reis Mahnke AAVV 2005
15. Blackest Night (Dc Comics) Johns Reis 2009
16. Green Lantern Corps v2 v 3 Tomasi Gleason AAVV 2007
17. Punisher: Barracuda (Marvel Max) Ennis Parlov 2006
18. Bouncer (Glenat) Jodorowsky Boucq 2001
19. Little Nemo return to Slumberland (IDW) Shanower Rodriguez 2014
20. Asterios Polyp (Pantheon Books.) Mazzuchelli 2009
21. Blacksad (Darguard) Diaz Canales Guarnido 2000
22. Santuario (Les Humanoides Associes) Dorison Bec 2001
23. Le Sentinelle (Robert Laffont) Dorison Breccia 2008
24. La nuova frontiera (DC) Darwin Cooke 2003
25. Astonishing X-Men (Marvel comics) Whedon Cassaday 2004
26. New X-men (Marvel Comics) Morrison Quitely AAVV 2001
27. Astro City Vol. 4 Tarnished Angel (Homage) Busiek Andreson 2000
28. Planetes (Kodansha) Yukimura
29. Quattro Dita (Top Shelf) Rich Koslowski 2002
30. Fantastic Four (Marvel Comics) Hickman AAVV 2009
31. Docteur Mystere L’integrale (Alessandro Distr. - Mondadori) Castelli Filippucci 2015
32. Pluto (Shogakukan) Urasawa Tezuka 2003

Baci ai pupi

sabato 11 luglio 2015

La caduta delle major (Eisner 2015)

Ogni tanto al Blog, quel pizzico di attualità devo darglielo, il guaio è che quando dò a Fumettopenia quel tocco di sito al passo con le pubblicazioni, mi riduco a parlare, o di paraculate editoriali, o di schifezze autoriali, ecco perchè a volte qui si alternano pezzi su McKay a Nick Banana, Materia positiva che si accavalla alla materia negativa, manco fosse il corpo del piccolo Luthor di Crisis, Fumettopenia per esempio credo sia al momento in rete, l'unico blog che ha detto le cose come stanno per quel che concerne l'iniziativa Panini di tradurre l' Omnibus sulle vecchie (oscene) Guerre Segrete Marvel, in giro sull'argomento ci sono per lo più marchette, insensibili al fatto che quelle righe potrebbero spingervi ad una delusione di 200€. 

(Chiusa la prentesi stranamente autocelebrativa.)

Oggi dopo la brutta parentesi Daryl Dark torniamo a parlare di fumetti veri e spostiamoci a San Diego dove si sono concluse le premiazioni degli Eisner Award di quest'anno.

Ve lo avevo detto io! 

Ovviamente sto parlando di Little Nemo, il characters di McCay, nonostante la sua veneranda età, 109 anni, ha fatto incetta di premi, in pratica il bambino che visitava il mondo onirico tutte le notti, era in nomination in tre settori con tre pubblicazioni diverse, un saggio, una raccolta integrale, e una rivisitazione sotto etichetta della IDW, ed ha vinto in tutte e tre le categorie!
Ora non c'è da sperare che qualcuno di questi sedicenti italici stampatori, raccolga la sfida, e proponga in Italia per la prima volta un'edizione integrale dell'opera di McCay, a questa pletora di impertinenti lettori che per gusti, e pensiero autonomo, mi ricordano i gabbiani che preferiscono le discariche al mare aperto.
 Ma in un paese di editori come il nostro, dove il più furbo è capace di coprirsi di ridicolo spammando affermazioni del tipo "Stamperemo un fumetto che manca dalle edicole italiane da anni: Asterix!", c'è da sperare ben poco. Intanto vi anticipo che il TP del Nemo Return to Slumberland della IDW di Eric Shanower e le stupende matite di Gabriel Rodriguez, è già disponibile in lingua originale su Amazon, e raccoglie la miniserie di 4 numeri giustamente premiata a San Diego, del quale parleremo nel dettaglio nei prossimi giorni, visto che l'ho ordinato qualche giorno fa e dovrebbe arrivarmi Martedì.

Trovo essenziale dire che Little Nemo Return to Slumberland si è aggiudicato il premio di Miglior Serie limitata, superando: DareDevil: Road Warrior di Waid e Krause, Sandman Overture di Gaiman e Multiversity di Morrison!
Diamo adesso un occhiata ad alcune altre pubblicazioni premiate.
Saga continua a fare incetta di premi, ed anche quest'anno è salita sul podio alla categoria Miglior Serie Regolare, personalmente trovo esilarante che adesso la Image fa le ongoing e Marvel e Dc non riescono ad andare oltre il dodicesimo numero delle serie che editano, con personaggi storici. io vi inviterei a riflettere su
questo aspetto.
La Rizzoli Lizard può anche rimettere i suoi stagisti al pc, per promuovere la sua edizione italiana di BlackSad, il noir con la pantera
più carismatica di sempre, col nuovo capitolo Amarillo si aggiudica l'Eisner alla categoria Edizione americana di materiale internazionale.
Alla categoria Edizione americana di materiale internazinale (Asia), gli americani, che avranno i loro difetti, ma di buon gusto ne hanno in quantità supersize per certi versi, hanno premiato un certo Shigeru Mizuki (in Italia sempre nel catalogo Rizzoli Lizard) con la sua Showa 1939–1944 and Showa 1944–1953: History of Japan, ora se masticate i manga ma non avete mai sentito parlare di piccole perle come Nonnonba, vi consiglio di controllarvi allo specchio, se spalancando le braccia c'è una esplosione di piume nella stanza, non escluderei che apparteniate allo stormo monnezzaro dall'imbarbarito gusto di cui si parla più su.
Sul lato grafico, si aggiudicano l'ambito premio, Fiona Staples, Darwyin Cooke, J.H.Williams III.
Spiace vedere che Pax Americana di Morrison e Quitley non abbia raggiunto il premio (Multiversity), ma evidentemente Beasts of Burden: Hunters and Gatherers, by Evan Dorkin e Jill Thompson alla categoria Miglior albo singolo ha qualcos'altro da dire.

Fonte: Bleeding Cool

Date un occhiata al link, ora anche un cieco non se ne accorgerebbe: Marvel e DC sono fuori dai giochi, non fosse per il premio a D.Cooke come copertinista, J.H. Williams III per le tavole di Sandman Overture (DC/Vertigo) e la raccolta delle vecchie storie del Nick Fury di Steranko (che tra l'altro non è manco Marvel ma IDW), insomma roba vecchia di svariati decenni, le due major ormai perse nei loro mega-eventi, nei loro reboot e nei loro affari con hollywood, nemmeno apparirebbero.
Floppano le tanto decantate -specie in Italia per freschezza ed effervescenza, qualsiasi cosa significhi per un fumetto- Hawkeye e Superior Foes of  Spiderman, la Ms Marvel, il Rocket Racoon di Scottie Young, alla Dc non va certo meglio che probabilmente sperava nel Multiversity di Morrison.
Direi che questi Eisner mettono in luce una innegabile crisi di qualità, vomitare sul mercato ad intervalli regolari di 6 mesi o giù di li, miniserie, mega eventi, nuove formazioni, reboot, alla lunga ha dato ben pochi frutti, per quel che concerne le due Major è un fallimento totale ed innegabile, che verrà giustificato nelle maniere più fantasiose dai soliti zombi, in Italia a vedere questi Eisner direi che il vincitore è la Bao, nonostante li detesti c'è da ammettere che in pratica ha un catalogo di vincitori, Saga, E la chiamano estate, Lumberjanes, Panini può sbandierare di essere il licenziatario del terzo tomo di Hip Hop Family Tree, altrimenti nonostante in media riempia gli scaffali di mezza fumetteria, ha ben poco di cui vantarsi. Lo stesso si dica per RW Lion o la filiale italiana di Kirkman, la Salda Press, quest'anno il grande escluso: che TWD abbia annoiato anche gli americani?
Baci ai pupi.

mercoledì 27 maggio 2015

Winterworld (new)

"Non volevo fosse una tipica storia sci-fi di scuola americana: niente astronavi luccicanti, mostri alieni o ragazzoni in calzamaglia. Solo dei miserabili che combattevano per accaparrarsi il poco rimasto dopo la morte della cività. Non sarebbe stata una storia di eroi che si sacrificano per salvare l'universo, ma dei tizi che non sapevano quando sarebbe stato il loro prossimo pasto...nè chi avrebbero dovuto uccidere per ottenerlo." Chuck Dixon.

E' arrivato oggi in edicola il secondo appuntamento con il duro mondo coperto dai ghiacci ideato da Chuck Dixon, di cui abbiamo avuto un primo assaggio 6 mesi fa, su Cosmo Pocket 7.
Winterworld si riconferma una piacevole lettura, una classica avventura dalle tinte forti, una storia di amicizia tra un uomo ed una ragazzina che vagabondano per un mondo coperto da una coltre di ghiaccio eterno, che ha decimato la popolazione terrestre ed ha indurito i cuori dei superstiti rendendoli dei selvaggi pronti a combattere ed uccidere per un pó cibo ed un riparo.
Superfluo spendere parole di encomio per il primo numero, la collaborazione tra Dixon ed il disegnatore Zafino (prematuramente scomparso) ha dato vita ad un fumetto dal ritmo serrato, in alcuni passaggi quasi inquietante, ma sempre altamente appetibile.
Scully e Wynn (e il tasso addomesticato dall'impronunciabile nome), continuano il loro incessante peregrinare sulla terra ghiacciata alla ricerca di un utopico posto dove vivere in pace.
Un' utopia che tarda ad arrivare e che nel frattempo disillude i due protagonisti.
La Nina, il titolo del primo nuovo volumetto che ospita la serie, ha tinte meno cupe del precedente volume, ma resta una appetibilissima lettura, che sicuramente non si sottrae al duro compito di intrattenere il lettore. Certo Butch Guice non è Jorge Zafino, in alcuni passaggi sembra quasi prenda a prestito attori del grande schermo per la caratterizzazione somatica dei personaggi, Oshida per esempio ricorda dannatamente l'attore nipponico Hiroyuki Sanada ma i colori di Rodriguez aiutano, personaggi solidi, carismatici, in cui il lettore non fa alcuna fatica nell'immedesimarsi, dialoghi scorrevoli,  ed intermezzi più rilassati rendono Winterworld una piccola delizia post apocalittica, in questo nuovo capitolo Scully e la sua piccola amica si spingeranno verso la costa dell'America, in un piccolo insediamente nato a ridosso del mare riscaldato da una qualche corrente sottomarina, il caldo ed il cibo del luogo è indubbiamente invitante, ma le persone del posto nascondono i loro segreti.
Una lettura da provare assolutamente  (il mio consiglio è di recuperare anche il volume di 6 mesi fa), trovo molto remota l'ipotesi che non incontri i gusti degli amanti del genere, personalmente l'ho apprezzato tantissimo, sicuramente più di Prophet che alla fine, col senno di poi, si è rivelata una storia che ha risentito tantissimo dell'uscita di scena dello scrittore Dorison.
Per quel che mi riguarda Winterworld passa abbondantemente il test, l'albo è di 96 pagine a colori, e non presenta alcuna pecca, è un albo dell'editoriale Cosmo, uno degli editori più chiacchierati in Italia, manco stampasse Sio, quindi è bene specificare tutto, il bonellide Cosmo, sembra l'ultimo baluardo della tesi che stampare a colori su carta porosa si può. il prezzo è di 4,60€, siccome mi sono decisamente stufato di parlare di prezzi con chi segue il blog, tirate voi le somme, su quanto effettivamente li valga o meno.
Salda Press per la metà delle pagine in bianco e nero fa pagare 2,50€, per foliazione ci avviciniamo ai Panini Tizioecaio Presenta De Luxe, che per 4,95€ di pagine ne hanno 128, quindi siccome è inutile parlare di costi con la maggior parte di voi, siete riusciti a sfiancarmi, dico sbrigativamente che quello è il prezzo scelto dalla Cosmo per la sua linea di fumetti a colori, a voi scegliere se è conveniente o meno, è lecito pensare che il passaggio dal B/N a colori sia stato per accontentare (o zittire) tutti quelli che vedevano alla passata produzione bonellide dei cosmonauti come ad uno strupro della nona arte. Benissimo ora molte delle proposte in edicola sono a colori, tirate voi le conclusioni, ovviamente il gusto gioca tantissimo sulla sostenibilità della spesa, io ovviamente tra Winterworld di Dixon e la recente lettura per adolescenti, Marvel Secret Avengers di Kot scelgo la prima, e voi? Ritengo molto più appetibile una proposta come questa piuttosto che l' imbarazzante invasione di titoli legati alla cosmologia di guerre stellari, è di gran lunga più appetibile del nuovo bonellide Salda, Outcast, il cui albo d'esordio si è rivelato tutto, tranne che coinvolgente.
Insomma continuando con in paragoni, direi che l'adattamento cosmo della fatica IDW di Dixon, non sfigura affatto a fianco dei due bonellidi Lion in uscita in questi mesi, quindi, lascio che sia il vostro gusto a decidere.
Se siete alla ricerca di un nuovo appuntamento mensile, Winterworld (new), fa al caso vostro.  
Best tris 2015 è questo insomma: Gotham Central-WinterWorld-Costantine.


Baci ai pupi e copritevi bene. Il gelo è una delle principali cause di necrosi.

lunedì 27 aprile 2015

E voi per chi tifate?

Buongiorno fumettopeniaci, mi dò un tono da blogger aggiornato oggi, e con un comodo copia/incolla vi lascio i nominativi e le candidature degli E isner Awards di quest'anno.
E voi per chi fate il tifo? Sul gruppo facebook del  blog, oggi si accede solo se avete con voi la bandiera della vostra serie preferita.




Best Short Story
“Beginning’s End,” by Rina Ayuyang, muthamagazine.com
“Corpse on the Imjin!” by Peter Kuper, in Masterful Marks: Cartoonists Who Changed the World (Simon & Schuster)
“Rule Number One,” by Lee Bermejo, in Batman Black and White #3 (DC)
“The Sound of One Hand Clapping,” by Max Landis & Jock, in Adventures of Superman #14 (DC)
“When the Darkness Presses,” by Emily Carroll, http://emcarroll.com/comics/darkness/
Best Single Issue (or One-Shot)
Astro City #16: “Wish I May” by Kurt Busiek & Brent Anderson (Vertigo/DC)
Beasts of Burden: Hunters and Gatherers, by Evan Dorkin & Jill Thompson (Dark Horse)
Madman in Your Face 3D Special, by Mike Allred (Image)
Marvel 75th Anniversary Celebration #1 (Marvel)
The Multiversity: Pax Americana #1, by Grant Morrison & Frank Quitely (DC)
Best Continuing Series
Astro City, by Kurt Busiek & Brent Anderson (Vertigo)
Bandette, by Paul Tobin & Colleen Coover (Monkeybrain)
Hawkeye, by Matt Fraction & David Aja (Marvel)
Saga, by Brian K. Vaughan & Fiona Staples (Image)
Southern Bastards, by Jason Aaron & Jason Latour (Image)
The Walking Dead, by Robert Kirkman, Charlie Adlard, & Stefano Gaudiano (Image/Skybound)
Best Limited Series
Daredevil: Road Warrior, by Mark Waid & Peter Krause (Marvel Infinite Comics)
Little Nemo: Return to Slumberland, by Eric Shanower & Garbriel Rodriguez (IDW)
The Multiversity, by Grant Morrison et al. (DC)
The Private Eye, by Brian K. Vaughan & Marcos Martin (Panel Syndicate)
The Sandman: Overture, by Neil Gaiman & J. H. Williams III (Vertigo/DC)
Best New Series
The Fade Out, by Ed Brubaker & Sean Phillips (Image)
Lumberjanes, by Shannon Watters, Grace Ellis, Noelle Stevenson, & Brooke A. Allen (BOOM! Box)
Ms. Marvel, by G. Willow Wilson & Adrian Alphona (Marvel)
Rocket Raccoon, by Skottie Young (Marvel)
The Wicked + The Divine, by Kieron Gillen & Jamie McKelvie (Image)
Best Publication for Early Readers (up to age 7)
BirdCatDog, by Lee Nordling & Meritxell Bosch (Lerner/Graphic Universe)
A Cat Named Tim And Other Stories, by John Martz (Koyama Press)
Hello Kitty, Hello 40: A Celebration in 40 Stories, edited by Traci N. Todd & Elizabeth Kawasaki (VIZ)
Mermin, Book 3: Deep Dives, by Joey Weiser (Oni)
The Zoo Box, by Ariel Cohn & Aron Nels Steinke (First Second)
Best Publication for Kids (ages 8-12)
Batman Li’l Gotham, vol. 2, by Derek Fridolfs & Dustin Nguyen (DC)
El Deafo, by Cece Bell (Amulet/Abrams)
I Was the Cat, by Paul Tobin & Benjamin Dewey (Oni)
Little Nemo: Return to Slumberland, by Eric Shanower & Gabriel Rodriguez (IDW)
Tiny Titans: Return to the Treehouse, by Art Baltazar & Franco (DC)
Best Publication for Teens (ages 13-17)
Doomboy, by Tony Sandoval (Magnetic Press)
The Dumbest Idea Ever, by Jimmy Gownley (Graphix/Scholastic)
Lumberjanes, by Shannon Watters, Grace Ellis, Noelle Stevenson, & Brooke A. Allen (BOOM! Box)
Meteor Men, by Jeff Parker & Sandy Jarrell (Oni)
The Shadow Hero, by Gene Luen Yang & Sonny Liew (First Second)
The Wrenchies, by Farel Dalrymple (First Second)
Best Humor Publication
The Complete Cul de Sac, by Richard Thompson (Andrews McMeel)
Dog Butts and Love. And Stuff Like That. And Cats. by Jim Benton (NBM)
Groo vs. Conan, by Sergio Aragonés, Mark Evanier, & Tom Yeates (Dark Horse)
Rocket Raccoon, by Skottie Young (Marvel)
Superior Foes of Spider-Man, by Nick Spencer & Steve Lieber (Marvel)
Best Digital/Web Comic
Bandette, by Paul Tobin & Colleen Coover, Monkeybrain/comiXology.com
Failing Sky by Dax Tran-Caffee, http://failingsky.com
The Last Mechanical Monster, by Brian Fies, http://lastmechanicalmonster.blogspot.com
Nimona, by Noelle Stephenson, http://gingerhaze.com/nimona/comic
The Private Eye by Brian Vaughan & Marcos Martin http://panelsyndicate.com/
Best Anthology
In the Dark: A Horror Anthology, edited by Rachel Deering (Tiny Behemoth Press/IDW)
Little Nemo: Dream Another Dream, edited by Josh O’Neill, Andrew Carl, & Chris Stevens (Locust Moon)
Massive: Gay Erotic Manga and the Men Who Make It, edited by Ann Ishii, Chip Kidd, & Graham Kolbeins (Fantagraphics)
Masterful Marks: Cartoonists Who Changed the World, edited by Monte Beauchamp (Simon & Schuster)
To End All Wars: The Graphic Anthology of The First World War, edited by Jonathan Clode & John Stuart Clark (Soaring Penguin)
Best Reality-Based Work
Can’t We Talk About Something More Pleasant? by Roz Chast (Bloomsbury)
Dragon’s Breath and Other True Stories, by MariNaomi (2d Cloud/Uncivilized Books)
El Deafo, by Cece Bell (Amulet/Abrams)
Hip Hop Family Tree, vol. 2, by Ed Piskor (Fantagraphics)
Nathan Hale’s Hazardous Tales: Treaties, Trenches, Mud, and Blood, by Nathan Hale (Abrams)
To End All Wars: The Graphic Anthology of The First World War, edited by Jonathan Clode & John Stuart Clark (Soaring Penguin)
Best Graphic Album—New
The Gigantic Beard That Was Evil, by Stephen Collins (Picador)
Here, by Richard McGuire (Pantheon)
Kill My Mother, by Jules Feiffer (Liveright)
The Motherless Oven, by Rob Davis (SelfMadeHero)
Seconds, by Bryan Lee O’Malley (Ballantine Books)
This One Summer, by Mariko Tamaki & Jillian Tamaki (First Second)
Best Graphic Album—Reprint
Dave Dorman’s Wasted Lands Omnibus (Magnetic Press)
How to Be Happy, by Eleanor Davis (Fantagraphics)
Jim, by Jim Woodring (Fantagraphics)
Sock Monkey Treasury, by Tony Millionaire (Fantagraphics)
Through the Woods, by Emily Carroll (McElderry Books)
Best Archival Collection/Project—Strips (at least 20 years old)
Winsor McCay’s Complete Little Nemo, edited by Alexander Braun (TASCHEN)
Edgar Rice Burroughs’s Tarzan: The Sunday Comics, 1933–1935, by Hal Foster, edited by Brendan Wright (Dark Horse)
Moomin: The Deluxe Anniversary Edition, by Tove Jansson, edited by Tom Devlin (Drawn & Quarterly)
Pogo, vol. 3: Evidence to the Contrary, by Walt Kelly, edited by Carolyn Kelly & Eric Reynolds (Fantagraphics)
Walt Disney’s Mickey Mouse, vols. 5-6, by Floyd Gottfredson, edited by David Gerstein & Gary Groth (Fantagraphics)
Best Archival Collection/Project—Comic Books (at least 20 Years Old)
The Complete ZAP Comix Box Set, edited by Gary Groth, with Mike Catron (Fantagraphics)
Steranko Nick Fury Agent of S.H.I.E.L.D. Artist’s Edition, edited by Scott Dunbier (IDW)
Walt Disney’s Donald Duck: Trail of the Unicorn, by Carl Barks, edited by Gary Groth (Fantagraphics)
Walt Disney’s Uncle Scrooge and Donald Duck: The Son of the Son, by Don Rosa, edited by David Gerstein (Fantagraphics)
Walt Kelly’s Pogo: The Complete Dell Comics, vols. 1–2, edited by Daniel Herman (Hermes)
Witzend, by Wallace Wood et al., edited by Gary Groth, with Mike Catron (Fantagraphics)
Best U.S. Edition of International Material
Beautiful Darkness, by Fabien Vehlmann & Kerascoët (Drawn & Quarterly)
Blacksad: Amarillo, by Juan Díaz Canales & Juanjo Guarnido (Dark Horse)
Corto Maltese: Under the Sign of Capricorn, by Hugo Pratt (IDW/Euro Comics)
Jaybird, by Lauri & Jaakko Ahonen (Dark Horse/SAF)
The Leaning Girl, by Benoît Peeters & François Schuiten (Alaxis Press)
Best U.S. Edition of International Material—Asia
All You Need Is Kill, by Hiroshi Sakurazaka, Ryosuke Takeuchi, Takeshi Obata & yoshitoshi ABe (VIZ)
In Clothes Called Fat, by Moyoco Anno (Vertical)
Master Keaton, vol 1, by Naoki Urasawa, Hokusei Katsushika, & Takashi Nagasaki (VIZ)
One-Punch Man, by One & Yusuke Murata (VIZ)
Showa 1939–1955 and Showa 1944–1953: A History of Japan, by Shigeru Mizuki (Drawn & Quarterly)
Wolf Children: Ame & Yuki, by Mamoru Hosoda & Yu (Yen Press)
Best Writer
Jason Aaron, Original Sin, Thor, Men of Wrath (Marvel); Southern Bastards (Image)
Kelly Sue DeConnick, Captain Marvel (Marvel); Pretty Deadly (Image)
Grant Morrison, The Multiversity (DC); Annihilator (Legendary Comics)
Brian K. Vaughan, Saga (Image); Private Eye (Panel Syndicate)
G. Willow Wilson, Ms. Marvel (Marvel)
Gene Luen Yang, Avatar: The Last Airbender (Dark Horse); The Shadow Hero (First Second)
Best Writer/Artist
Sergio Aragonés, Sergio Aragonés Funnies (Bongo); Groo vs. Conan (Dark Horse)
Charles Burns, Sugar Skull (Pantheon)
Stephen Collins, The Giant Beard That Was Evil (Picador)
Richard McGuire, Here (Pantheon)
Stan Sakai, Usagi Yojimbo: Senso, Usagi Yojimbo Color Special: The Artist (Dark Horse)
Raina Telgemeier, Sisters (Graphix/Scholastic)
Best Penciller/Inker
Adrian Alphona, Ms. Marvel (Marvel)
Mike Allred, Silver Surfer (Marvel); Madman in Your Face 3D Special (Image)
Frank Quitely, Multiversity (DC)
François Schuiten, The Leaning Girl (Alaxis Press)
Fiona Staples, Saga (Image)
Babs Tarr, Batgirl (DC)
Best Painter/Multimedia Artist (interior art)
Lauri & Jaakko Ahonen, Jaybird (Dark Horse)
Colleen Coover, Bandette (Monkeybrain)
Mike Del Mundo, Elektra (Marvel)
Juanjo Guarnido, Blacksad: Amarillo (Dark Horse)
J. H. Williams III, The Sandman: Overture (Vertigo/DC)
Best Cover Artist
Darwyn Cooke, DC Comics Darwyn Cooke Month Variant Covers (DC)
Mike Del Mundo, Elektra, X-Men: Legacy, A+X, Dexter, Dexter Down Under (Marvel)
Francesco Francavilla, Afterlife with Archie (Archie); Grindhouse: Doors Open at Midnight (Dark Horse); The Twilight Zone, Django/Zorro (Dynamite); X-Files (IDW)
Jamie McKelvie/Matthew Wilson, The Wicked + The Divine (Image); Ms. Marvel (Marvel)
Phil Noto, Black Widow (Marvel)
Alex Ross, Astro City (Vertigo/DC); Batman 66: The Lost Episode, Batman 66 Meets Green Hornet (DC/Dynamite)
Best Coloring
Laura Allred, Silver Surfer (Marvel); Madman in Your Face 3D Special (Image)
Nelson Daniel, Little Nemo: Return to Slumberland, Judge Dredd, Wild Blue Yonder (IDW)
Lovern Kindzierski, The Graveyard Book, vols. 1-2 (Harper)
Matthew Petz, The Leg (Top Shelf)
Dave Stewart, Hellboy in Hell, BPRD, Abe Sapien, Baltimore, Lobster Johnson, Witchfinder, Shaolin Cowboy, Aliens: Fire and Stone, DHP (Dark Horse)
Matthew Wilson, Adventures of Superman (DC); The Wicked + The Divine (Image), Daredevil, Thor (Marvel)
Best Lettering
Joe Caramagna, Ms. Marvel, Daredevil (Marvel)
Todd Klein, Fables, The Sandman: Overture, The Unwritten (Vertigo/DC); Nemo: The Roses of Berlin (Top Shelf)
Max, Vapor (Fantagraphics)
Jack Morelli, Afterlife with Archie, Archie, Betty and Veronica, etc. (Archie)
Stan Sakai, Usagi Yojimbo: Senso, Usagi Yojimbo Color Special: The Artist (Dark Horse)
Best Comics-Related Periodical/Journalism
Alter Ego, edited by Roy Thomas (TwoMorrows)
Comic Book Creator, edited by Jon B. Cooke (TwoMorrows)
Comic Book Resources, edited by Jonah Weiland, www.comicbookresources.com
Comics Alliance, edited by Andy Khouri, Caleb Goellner, Andrew Wheeler, & Joe Hughes, www.comicsalliance.com
tcj.com, edited by Dan Nadel & Timothy Hodler (Fantagraphics)
Best Comics-Related Book
Comics Through Time: A History of Icons, Idols, and Ideas (4 vols.), edited by M. Keith Booker (ABC-CLIO)
Creeping Death from Neptune: The Life and Comics of Basil Wolverton, by Greg Sadowski (Fantagraphics)
Genius Animated: The Cartoon Art of Alex Toth, vol. 3, by Dean Mullaney & Bruce Canwell (IDW/LOAC)
What Fools These Mortals Be: The Story of Puck, by Michael Alexander Kahn & Richard Samuel West (IDW/LOAC)
75 Years of Marvel Comics: From the Golden Age to the Silver Screen, by Roy Thomas & Josh Baker (TASCHEN)
Best Scholarly/Academic Work
American Comics, Literary Theory, and Religion: The Superhero Afterlife, by A. David Lewis (Palgrave Macmillan)
Considering Watchmen: Poetics, Property, Politics, by Andrew Hoberek (Rutgers University Press)
Funnybooks: The Improbable Glories of the Best American Comic Books, by Michael Barrier (University of California Press)
Graphic Details: Jewish Women’s Confessional Comics in Essays and Interviews, edited by Sarah Lightman (McFarland)
The Origins of Comics: From William Hogarth to Winsor McCay, by Thierry Smolderen, tr. by Bart Beaty & Nick Nguyen (University Press of Mississippi)
Wide Awake in Slumberland: Fantasy, Mass Culture, and Modernism in the Art of Winsor McCay, by Katherine Roeder (University Press of Mississippi)
Best Publication Design
Batman: Kelley Jones Gallery Edition, designed by Josh Beatman/Brainchild Studios (Graphitti/DC)
The Complete ZAP Comix Box Set, designed by Tony Ong (Fantagraphics)
Little Nemo: Dream Another Dream, designed by Jim Rugg (Locust Moon)
Street View, designed by Pascal Rabate (NBM/Comics Lit)
Winsor McCay’s Complete Little Nemo, designed by Anna Tina Kessler (TASCHEN)

Baci ai pupi!

domenica 26 aprile 2015

Little Nemo in Slumberland

Il fatto che tra le nomination degli ultimi Eisner Award figuri l'intramontabile materiale di Winsor McCay, materiale datato 1905, mi ha spinto a scriverci due righe per farlo conoscere meglio a quelli che non sanno chi sia nè cosa abbia fatto.
Regoliamo il flusso della macchina del tempo però, perchè prima di parlare di punto in bianco di Little Nemo, dobbiamo centrare bene il contesto storico in cui la striscia a fumetti nasce, e già che ci siamo, visto che più o meno gli anni sono quelli, dire anche due cose sulla nascita del fumetto in generale.

Hearst vs Pulitzer
E' noto a tutti che il papà riconosicuto del fumetto contemporaneo è un certo Yellow Kid di un certo R. F. Outcalt. Ora se non sapete chi sia Yellow Kid, non voglio dire che state messi maluccio, ma poco ci manca, per aiutarvi, è quel bimbo in casacca gialla che ogni anno fa (o faceva?) da mascotte sulla locandina di Lucca Comics (and games, and youtubers, and cosplayers demmerda).

 - per approfondimenti necessari, c'è Wikipedia -
 
l'antenato ufficiale del fumetto moderno
Tuttavia, siccome la spocchia mi ossessiona mi piace sovrascrivere la nascita del fumetto contemporaneo con quella di un particolare supplemento domenicale del New York Journal, The American Humorist di  William Randolph Hearst.
Complice la nascita della rotativa in grado di stampare a colori, The American Humorist fu pubblicizzato nelle settimane precedenti all' uscita, come una pubblicazione che faceva apparire persino l'arcobaleno in cielo, una cosa pallida e spenta.
Siamo più o meno nel 1896 o giù di lì, e il supplemento domenicale è una redditizia iniziativa vecchia già di almeno tre anni, fortemente promossa tra gli altri anche da un certo J.Pulitzer, che ignorando le proteste dei nuclei religiosi che volevano fare della domenica il giorno di Dio, tanto per citare la bella Meg Ryan in When Harry met Sally, allegò al suo quotidiano, il New York Herald, un supplemento domenicale a colori, le cui tematiche spaziavano dallo sport alla famiglia, passando per satira e tempo libero, un supplemento che col tempo divenne la sede di un  regolare inserto comico, e dei primi fumetti, iniziativa che in breve fece il giro di almeno 250 quotidiani nel resto del paese.
Yellow Kid di R. F. Outcalt è universalmente riconsciuto come il papà del fumetto moderno, proprio perchè il monello Hogan's Alley, apparve per la prima volta in quelle pagine e aprì la strada a molti altri autori.
Ma a The American Humorist, le sue otto pagine colorate, diventarono in breve tempo un vivaio di nuovi autori, Rudolph Block, direttore del supplemento, arruolò giovani capaci come Rudolph Dirks, di origine tedesca che ispirandosi ad una vecchia pubblicazione famosa in Germania, Max und Moritz, creò la striscia nota come  The Katzenjammer Kids (1897).

La nascita del fumetto
Gli manca solo la parola
Le prime illustrazioni di Yellow Kid, erano prive di griglie e di una sequenza, avevano un'unica illustrazione che rappresentava un momento quotidiano del quartiere popolare di New York, ed i testi erano relegati sul camicione in giallo del protagonista o sui cartelloni che spuntavano nella tavola, per via di questi tecnicismi, gli esperti della storia del fumetto concordano sul fatto che la data ufficiale della nascita del fumetto come lo conosciamo oggi , con sequenza baloon e tutto il resto, è fissata al 25 ottobre del 1896 quando Outcalt, che nel frattempo aveva lasciato l'Herald di Pulitzer per lavorare con un contratto più vantaggioso, sul Journal di Hearst, pubblicò una famosa tavola del monello Mickey Dugan, in cui in una serie di vignette in sequenza parlava attraverso un grammofono. Ma a parte queste piccole e rare concessioni, lo stile di Outcalt era statico, le sue vignette, erano più che altro paragonabili a delle fotografie del quartiere di Mickey, come potete vedere nell'illustrazione in cima.
Ma The American Humorist sotto la guida di Block, è destinato a diventare il tempio della nona arte, coscienti o meno che fossero per esempio, con The Katzenjammer Kids di Dirks, si notano le prime sostanziali evoluzioni del media.
Nel lavoro di Dirks, anche se i personaggi continuano ad essere muti in un primo momento, arriva il concetto di movimento, il fumetto smette di essere una istantanea con la scritta illustrativa in calce, e diviene una sequenza di immagini. 
Ecco perchè mi piace spostare di qualche mese, la nascita del fumetto ed ampliarne la paternità anche ad altri autori, come Dirks appunto, che dopo qualche numero scoprì anche che le sue vignette erano molto più divertenti se i personaggi "parlavano".

Il primo ventennio di vita del fumetto qui di per lo più è rappresentato da discoli ed animali antropomorfi, tra i piccoli che hanno fatto la storia di questo media non si può non citare Little Nemo in Slumberland apparso sulle pagine del New York Herald dal 1905 al 1914.  
Winsor McCay, nato nel 1869 a Spring Lake nel Michigan, ha quasi 40 anni quando firma la sua più importante creazione,  Nemo è un bambino di otto anni che vive le sue avventure, nel mondo dei sogni e dal quale ritorna quasi sempre bruscamente, risvegliandosi nel suo lettino.
E' il 15 ottobre del 1905, in quella famosa domenica si presenta ai lettori dell' New York Herald, in tutto il suo colorato splendore, la prima tavola di Little Nemo in Slumberland.
Con l'opera di McCay, si ha una ulteriore evoluzione del media, sia nella forma che nei contenuti, le illustrazioni dell'autore americano sono ricercate, la struttura della griglia è, ad usare un eufemismo avveniristica anche oggi, se pensiamo alle geometrie delle tavole di alcuni fumetti odierni, specie quelli italiani.
McCay con benestare dell' editor sperimenta storie che occupano l'intera tavola del giornale, e che hanno epilogo alla fine nell'ultima vignetta, nel quale il bambino si risveglia o cadendo dal lettino o scosso dai genitori accorsi udendo le sue grida. L'evoluzione dicevamo non è solo grafica, basti notare lo stile di disegno di McCay e la cura riposta da questi nel confezionare anche le cornici della tavola, ma come dicevamo anche nei contenuti, McCay abbandona il plot vincente dei monelli pasticcioni per avventurarsi, in trame fantasiose con attinenza al mondo onirico, una soluzione  narrativa che non farà che stimolare la sua fertile immaginazione e spronarlo nella produzione di tavole di una bellezza disarmante grazie alla sua certosina attenzione per i dettagli. 
Ogni notte uno dei sottoposti del Re Morfeo, riceve la comanda di andare a prelevare Nemo dal mondo della veglia ma nei primi episodi, Nemo quasi sempre si risveglia poco prima di farsi del male o di ficcarsi in guai più seri. Di seguito proponiamo la prima tavola di Little Nemo in tutta la sua certosina magia art nouveau.


Un piccolo assaggio del certosino lavoro grafico
Con McCay la griglia non fa in tempo a nascere che è subito distrutta. È il sogno l'argomento del fumetto dell'autore del Michigan, ed il sogno non può essere contenuto in alcuna gabbia. provate ad immaginare cosa devono essere state le tavole domenicali di McCay per i lettori degli inizi del novecento. L'impatto visivo di quest'opera, amata dal pubblico tanto da essere un appuntamento fisso per ben otto anni.Vi è un ipnotica bellezza nel lavoro di MacCay, un lavoro, triste da dire, estremamente rivalutato solo postumo.
come detto la materia principale del fumetto di McCay è il sogno, e la relizzazione di un reame tanto cangiante permette all'autore di sbizzarrirsi, confezionando ogni settimana un piccolo gioiello, che confesso, anelo disperatamente ad avere integralemente. La struttura delle storie, tutte squisite è sempre la stessa: Re Morfeo è alla ricerca di una compagnia adeguata per la sua piccola princpessa, come si vede nella prima tavola, Nemo dopo aver ricevuto le istruzioni, monta in sella ad un bizzoso pony, che prima di giungere a destinazione lo scaraventerà nel vuoto, Nemo si sveglierà dopo essere caduto da lettino. l
L'opera di McCay è importante per lo sviluppo del media per la sua continuità narrativa, il cast di personaggi fisso, e l'evoluzione della macro-storia, Nemo ad un certo punto nel corso delle pubblicazioni riuscirà ad arrivare al cospetto della principessa, incontro che inaugura un nuovo ciclo di storie: accompagnato dal pagliaccio Flip-Flap, dal negretto Imp, e ovviamente dalla figlia del Re dei sogni, Nemo viaggierà nei territori più vari, un fortunato ciclodi storie in cui McCay disegnerà minuziosamente di tutto dalla Savana Africana, agli scenari architettonici di imponenti costruzioni, (vedere l'immagine in alto a destra)
Non si bada a spese nella pubblicazione delle tavoledi Winsor McCay, la stampa che illustra le avventure del

L'omaggio di Google
piccolo Nemo sono le migliori del paese, parallelamente al lavoro sulle tavole domenicali, McCay lavora come cartoonist, e nel 1911 realizza un cartone animato dedicato a Little Nemo. Definire McCay un anacronista è del tutto leggittimo, dopo un entusiasmo iniziale tuttavia, l'amore dei lettori per Nemo tende a scemare, McCay è diverso dagli autori suoi contemporanei, Nemo non è un monello caricaturale, è un bambino normale, e le sue avventure sono tutt'altro che isolate birichinate concepite per strappare qualche risata, la bellezza di Nemo in Slumberland è nascosta agli occhi dei lettori delle tavole domenicali, e nel 1914 chiude del tutto. McCay comunque continua la sua carriera di cartoonist e solo occasionalmente tornera a proporre ai lettori le avventure del suo piccolo sognatore, nel 1924.
La miniserie IDW
Oggi Little Nemo in Slumberland è considerato uno delle nove colonne che fa di questo media un arte, il lavoro di McCay è universalmente riconosciuto come avveniristico. In concomitanza del 107mo anniversario della nascita di Winsor McCay google dedicò una speciale schermata, all'autore americano, e come detto in principio, quest'anno agli Eisner concorre in ben due categorie antologiche, in cui sono raccolte il mastodontico lavoro di McCay: Little Nemo: Dream Another Dream, edito da Josh O’Neill, Andrew Carl, & Chris Stevens (Locust Moon) Winsor McCay’s Complete Little Nemo, edito da Alexander Braun (TASCHEN). Inoltre spero di mettere la mani al più presto, incuriosito dalle immagini sparse in rete dalla miniserie targata IDW, Little Nemo: Return to Slumberland, di Eric Shanower & Gabriel Rodriguez, candidata nella categoria, migliore pubblicazione per ragazzi.



 Little Nemo in Italia

Con il titolo di Bubi nel paese del Dormiveglia, le tavole domenicali di McCay arrivarono anche in Italia, sul corriere dei piccoli dal 1912 al 1914, e successivsamente su Topolino nel 1935. Per quanto riguarda delle antologie sul piccolo Nemo, celebrato in tutto il mondo, in Italia manca integralmente da svariati anni.
Una prima antologica edita da Garzanti e curata dalla redazione di Linus, risale al 1969, un'altra edizione sotto etichetta della Casa Editrice Lo Vecchio è datata 1984, forse è  l'edizione più abbordabile ma non saprei dire se completa, nel 1994 sempre in collaborazione con la Garzanti, Linus ha ristampato lo stesso volume del 1969. L'ultimo omaggio editoriale italiano a Nemo è del 2004, Coconino Press, ma purtroppo non so dirvi molto in merito a questa raccolta. Speravamo tutti in Lupoi, in quel tweet criptico, di qualche mese fa, in cui straparlava su una importante licenza acquisita dalla Panini, di un personaggio latitante dal mondo editoriale da decenni, tutto mi sarei aspettato tranne che stesse parlando di Asterix.
Direi che ci siamo detti tutto, fatemi sapere se quese incursioni nel passato vi divertono o vi piacciono, non ho problemi a continuare.
Quando vedo come si autocelebra la mediocre realtà editoriale Italiana, non posso fare a meno di ricordare le parole della prima Silk Specre mentre avizzisce nel suo residence per vecchie glorie: Ogni giorno che passa il futuro mi sembra sempre più nero... Mentre il passato, anche con i momenti più brutti, diventa sempre più luminoso...
E con questo ci siamo detti tutto.
Baci ai pupi. (....e forza Little Nemo agli Eisner).


mercoledì 23 aprile 2014

Non si vive di solo Daredevil

Mi arriva direttamente dalla pagina facebook di ITALYCOMICS, come dice lo stesso Paolo, qualuno potrà prenderla bene qualcun'altro potrà prenderla male, ecco la storia così com'è, io la riporto perchè credo che questa, sia una grande serie, e se nel mio piccolo posso contribuire a tenerla in vita mi sentiro una persona migliore.
Baci ai pupi

ITALYCOMICS SPERIMENTA LA VENDITA DIRETTA CON IRREDIMIBILE.
PREZZI PIU‘ BASSI E SPEDIZIONE GRATUITA.


Tanto tuonò che piovve: a partire dal volume 5, le raccolte di Irredimibile saranno una esclusiva Ecomics.it e non verranno fornite alle fumetterie attraverso i consueti distributori. E’ l’inizio di qualcosa che paventavamo da anni, ma siamo alla fine giunti a un punto tale che non possiamo fare diversamente. Qualcuno ci odierà, qualcuno ci amerà per i motivi che vedremo, la maggior parte resterà indifferente.
Per gli interessati la domanda sarà: “cosa è successo?”. E’ una lunga storia….

Tutto è cominciato con la crisi economica: editori/distributori che fino a poco prima si vantavano dell’autonomia del ramo distributivo dagli interessi del ramo editoriale cambiarono improvvisamente strategia: alcuni non esclusivisti, compresi noi, vennero tagliati via dal catalogo Anteprima, mentre tanti che fino a poco prima erano felici e in alcuni casi privilegiati esclusivisti decidevano di cambiare distributore non appena Messaggerie si presentava sulla scena. Alastor invece, da anni nostro esclusivista, con la chiusura della Planeta per non soccombere ha aperto una società editoriale, proseguendo di fatto tutto ciò che Planeta aveva iniziato. Una buona notizia per chi aveva a cuore la sopravvivenza di un distributore “puro”, se non fosse che il prezzo della sopravvivenza è stato appunto la perdita della purezza.

Ma torniamo a noi. Come è noto, già da tempo le nostre produzioni sono state interdette ad alcuni distributori facendo di Alastor un esclusivista effettivo e non a parole. I motivi li spiegai a suo tempo ma giova ripeterli: come detto sopra, da oltre un anno il catalogo Anteprima ci aveva escluso dalle sue pagine e già il concetto “non vogliamo promuovere le tue pubblicazioni ma se ce le chiedono noi le prendiamo” a noi non piacveva affatto, quando poi scoprimmo che tre volumi usciti da mesi (Fallen Angel, Savior 28 e Sky Pirates) venivano da loro indicati come novità non uscite e quindi non fornite alle fumetterie che le avevano richieste, non potemmo fare altro che imporre ad Alastor di non servire i suoi colleghi distributori, ma solo le fumetterie che così potevano ordinare solo da Alastor oppure online da Ecomics o da qualcuno che si serve da Ecomics come Alessandro e Cosmic Group.
La mossa incontrò le critiche di tante fumetterie ma era obbligatoria da parte nostra: non potevamo permettere che un distributore potesse tenere in “ostaggio” i nostri titoli. Le fumetterie hanno centinaia di novità di cui occuparsi ogni mese e una volta fatto l’ordine di un volume attendono solo che esca. Per fare un esempio pratico, se un cliente attendeva in una fumetteria fornita da Pan il volume di Savior 28 o se qualcuno intendeva richiederglielo, controllando online il gestore avrebbe risposto che il volume non era uscito anche se era uscito da mesi. Capite bene che un errore del genere può uccidere un piccolo editore (leggi piccolo concorrente) in un attimo, la fumetteria non penserà mai a richiederlo ad altri credendolo non uscito e lo stesso il lettore che non avrà motivo di cercarlo in un’altra fumetteria. Di qui la mossa obbligata di imporre all’esclusivista ad essere vero esclusivista.

Ma avevamo fatto i conti senza gli osti, infatti a distanza di oltre un anno possiamo dire che il risultato è fallimentare come combattere i mulini a vento: non una sola copia di A Game of Thrones n.9 (il primo titolo interessato) non distribuita dagli altri è stata recuperata attraverso il circuito di Alastor, a dimostrazione che:
- le fumetterie che non hanno più ricevuto i nostri volumi dal loro distributore non li hanno poi richiesti ad Alastor o a Ecomics e ci hanno quindi rinunciato.
- Le fumetterie servite da Alastor si sono guardate bene dall’approfittare del vantaggio di essere le uniche ad avere A Game of Thrones e non ne hanno ordinata neanche una in più nonostante avessero anche il diritto di reso. E forse non hanno neanche fatto male considerando che…
- I lettori,dal canto loro, forse anche per mancanza di informazioni, non hanno minimamente cercato di trovare altrove ciò che non trovavano più in fumetterie non servite da Alastor (salvo chi si è rifatto a Lucca stupendosi fossero usciti).

Finchè tutto ciò si verifica con A Game of Thrones tutto bene (si fa per dire), il venduto iniziale ci concede comunque di poter attendere con tranquillità i ritardatari. Diverso è se ciò avviene con Irredimibile, che qualunque imprenditore con un minimo di sale in zucca ormai chiuderebbe. Tuttavia, a me di darla vinta alle forze del male che non vogliono che completiamo questa serie proprio non va e quindi facciamo un primo esperimento di vendita diretta: mentre gli albi spillati proseguiranno nelle fumetterie servite da Alastor, Ecomics e clienti di Ecomics, i volumi saranno disponibili solo per vendita diretta attraverso il sito di Ecomics e attraverso il nostro negozio su Amazon.

Questa la brutta notizia per quei pochi (troppo pochi) che prenotavano i volumi in fumetteria, ma ce ne è anche una buona: dei 13,90 euro del prezzo di copertina di un volume di Irredimibile, circa 6 euro finivano nelle tasche di fumetterie e distributori. Tenere per noi questa differenza ci aiuterebbe senz’altro a tenere in vita la serie, avvicinando parecchio il punto di pareggio, ma sarebbe anche corretto restituirlo ai lettori che vorranno seguirci in questo tentativo, quindi ho deciso di correre anche questo rischio perché non ci siano più scuse per non vincere la pigrizia e richiederlo direttamente a noi: il prezzo di copertina del quinto volume di Irredimibile passerà da 13,90 a 12,40 e sarà disponibile su Ecomics con lo sconto del 15% (quindi €10,56) e la SPEDIZIONE GRATUITA. Per fare un paragone con il vecchio prezzo sarà come averlo con il 24% di sconto e la benzina o il biglietto dell’autobus per arrivare in fumetteria pagata da Italycomics. Naturalmente, dato che non avrebbe senso dare la spedizione gratuita solo per Irredimibile volume 5, l’altra notizia è che l’abbiamo appena introdotta anche per tutti i volumi con la stessa fascia di prezzo o superiore.

Nei prossimi giorni troverete il volume 5 di Irredimibile in home page di Ecomics per la prenotazione, come saprete non bisogna pagare nulla finchè non esce effettivamente. La tiratura sarà limitata a 500 copie.

Un’ultima nota, chi ha a cuore la conclusione di questa serie passi parola su facebook, siti di informazione fumettistica e qblog. Il vero problema dell’emorragia di lettori è la mancata informazione, lo vediamo a ogni fiera, e sappiamo bene come in tante fumetterie il Mega non venga fatto arrivare e arrivi la sola Anteprima sebbene nettamente più incompleta rispetto al primo..

Paolo Accolti Gil  (o chi ne fa le veci nd Gennaro) 

mercoledì 15 maggio 2013

Tattarughe ninja alla risposta 2 (Errata corrige)

continua da qui!
 Il bello dei fumettopeniaci, è che appena dico una cappellata sono tutti li a correggermi, ed io per questo li amo, perchè se un pezzo è scritto bene, divertente decente, non si fanno ne vedere ne sentire, appena scrivo una cazzata...TAC!
Eccoli là, come quel puzzone secchione con gli occhiali del film Il piccolo Nicolas e i suoi genitori.
Scherzo!
Ma ormai lo sapete, Fumettopenia non è di quei blog che predicano verità assolute, anzi direi che strafalcioni del genere potrebbero essere interpretati come il bello della diretta!
Però magari la prossima volta spulcio un pò di più prima di andare in onda...
Se penso alla figura di merda che ho fatto postando il pezzo sulla pagina facebook di Italycomics, m'immagino Accolti Gil, che legge e pensa: "Ma che vuole questo?"
Comunque ringrazio per il tempestivo intervento di Matteo Zamparo e Marzio Petrolo che mi hanno subito rimesso sulla giusta via.
L'edizione italiana è prossima (fine mese) ed è targata Panini, il formato Panini sarà il solito brossurato smilzo da tre euro contenente due storie, il formato Kick-Ass e Winter Soldier per capirci.
Quindi possiamo sbottonarci un pò di più sull'edizione, visto che si conosce il formato - evitando di dare attenzione alle inutili (IMHO) variant/metal/pvc cover, direi che nonostante il prezzo, routinario/altino, direi che potreste dargli un occhiata. anche se non è Italycomics, il voto resta sul settebello pieno!

Baci ai pupi.

E chiudo scaricando il barile, perchè sono italiano e sono orgoglioso di esserlo:
Non è colpa mia, perchè se googlo: Turtles Idw Italia, vengono fuori le notizie di una presunta edizione Italycomics.
Non è colpa mia perchè da quando ho fatto l'aggiornamento sull' iphone, non entro più nella pagina Panini, perchè non sono più visualizzabili i post degli altri utenti.
Ecco ora ce ho scaricato il barile posso andare...
Cowabunga a tutti.

Tattarughe ninja alla risposta



Sottotitolo: Vergognatevi - distogliermi dalla lettura dei Fuochi di Valyria solo perche volevate una recensione!

Ad essere onesti non ho mai letto niente delle tartarughe ninja, a dire il vero  ho seguito poco anche il cartone animato, il film, anzi i tre film, quelli si, ai tempi in cui uscirono mi garbarono parecchio, anche il secondo – Il segreto di Ooze – o giù di lì.
Ricordo anche vagamente una sorta di team up, o era una semplice apparizione delle tartarughe sul Savage Dragon di Erik Larsen anni fa, ricordo di una nuova serie a fumetti, della fine degli anni ’90 che non ho mai letto, ma credo fosse edita sotto etichetta Image, e fosse in bianco e nero.
Quando l’underground spingeva forte anche da noi, e “bianco e nero” era sempre sinonimo di underground.
Ora sta per arrivare in fumetteria la nuova rivisitazione delle vecchie tartarughe ninja, stavolta targata IDW ( e quindi presumo che in suolo italico sarà trattata dalla Italy Comics di Accolti Gil) e firmata sempre da Eastman (il creatore dell’universo Turtles), Waltz e Duncan.

Lo sapevate che…
Eastman era il creatore della serie originale risalente al 1984, la serie nacque per canzonare i successi di Frank Miller: Ronin e DareDevil, ma non incontrò l’interesse di nessun editore.
Eastman e Laird, allora optarono per l’autopubblicazione, e stanziarono un budget esiguo per la stampa e la distribuzione del fumetto, 1500 dollari.
Nemmeno i due potevano immaginare il successo della loro creazione, il numero uno divenne in breve tempo un gioiello introvabile ed inarrivabile, e 3 anni dopo nel 1987, la Plasmate Toys, comprò i diritti per la pubblicazione di una linea di Action Figures.
La stessa via lastricata di mattoni giallo oro percorsa dal the Mask di Arcudi-Mahnke: fumetto-cinema-cartoni-giocattoli.


La nuova serie IDW

Ci siamo letti per voi i primi 6 numeri della nuova serie delle tartarughe pazze per la pizza,  ed il voto finale è un settebello pieno:
Prosa scorrevole, buona impostazione delle sceneggiature, con un ritmo che si rifà molto alla cinematografia di molte serie televisive di successo, con continui rimandi al passato con flashback, che in definitiva scorrono come una seconda storia in parallelo, avete presente Lost prima che sbroccasse nello spazio-tempo?
I disegni di Dan Duncan aumentano di qualità numero dopo numero, acquistando una armonia anatomica pur restando nervosi e cinetici, la storia, diciamo subito che è una serie ongoing, tutt’ora in pubblicazione in America, (magari questo è un indice che le tartarughe non hanno ancora appeso il guscio) quindi non ha molto senso di parlare di storia, i primi sei numeri introducono fondamentalmente i personaggi, (ancora nessuna traccia di Shredder, il Kingpin dagli occhi a mandorla con la propensione al calcio volante e gli shuriken,  in compenso però Krang si è fatto vedere quasi subito), con qualche piccolissima variazione rispetto alle passate edizioni: April ‘O Neil, cronista d’assalto, qui invece diventa una stagista per la StockGen INC.
Una ditta di ricerche genetiche, che si sta occupando dei soliti esperimenti di potenziamento del DNA, che ovviamente come al solito sfuggiranno di mano, e causeranno, sempre come al solito, la trasformazione di 4 innocue tartarughine ed un ratto, in 5 animali antropomorfi esperti in arti marziali dediti alla salvaguardia del prossimo, questo quando non sono braccati dai tipi che vogliono riportarli sul tavolo operatorio e capire cosa esattamente sia successo.
Non poteva mancare il vigilante con la maschera di Hockey, Casey Jones, qui leggermente ringiovanito, ma che sicuramente finirà per prendersi una scuffia per la bella April, anche qui come nel film, Raffaello è un outsider dalla testa calda, e come in passato anche qui le notti delle povere tartarughe, sono tempestate da duelli all’ultimo sangue con eserciti di Ninja e/o teppisti armati di spranghe che per un motivo o per un altro voglio riempirli di lividi.
Altre sostanziali variazioni: Eastman e co. , indirizzando la serie ad un determinato target di lettori infarciscono ogni tanto le pagine di citazioni e movenze del Parkour,   ma la principale, che per uno slang atroce dei baloon, (molte volte pìù che inglese, sembra sia scritto in newyorkese) non sono riuscito a capire in pieno, è data dalle origini dei personaggi:
In passato, il topino Splinter era effettivamente il topo di un maestro di arti marziali (Hamato Yoshi) caduto in rovina, assassinato dalla sua eterna nemesi Shredder (Oroku Saki), ed una volta potenziato accidentalmente, decide di vendicare l’onore del suo padrone con l’aiuto delle tartarughe che addestra nelle fogne, in questo caso, sembra che la componente karateka della serie sia data dal fatto che effettivamente topi e tartarughe, dopo l’assorbimento della sostanza diventino un ricettacolo per la reincarnazione degli spiriti dell’onorevole samurai HamatoYoshi e dei suoi 4 figli, vissuti ai tempi del medioevo feudale giapponese…indovinate chi era il cattivo di quei tempi?
Proprio lui Oroku Saki (Shredder). Oroku saki che probabilmente  a sto giro potrebbe a sua volta essere anche lui reincarnatosi nell’unica new entry della serie, il gatto randagio Old Hob, m aquesta è solo una mia supposizione, che sto partorendo in questo momento, con il cervello vittima di sinapsi lanciate in assurdi collegamenti ipertestuali a cascata della serie: lotta eterna bene-male, ninja buono, ninja cattivo, nemici eterni, yin e yang, gatto e topo.
‘Na cazzata lo so, vediamo se c’ho preso.
Quindi tornando alle cose concrete, è lecito pensare che probabilmente anche la nuova versione delle tartarughe ninja scimmiotta un poco, il bellissimo Ronin di Frank Miller, però per ora come serie potrebbe  rimanere interessante, soprattutto per i nostalgici dei cartoni animati o gli amanti delle arti marziali o del bushido-code, americanizzato.

L’edizione Italiana

Questo paragrafo del pezzo è completamente ipotetico, ho spulciato un poco la rete per avere qualche notizia seria, ma non ho trovato nulla, quindi prendete quello che sto per dirvi con le molle, o commentate in fondo se avete notizie più attendibili.
Visto che l’editore della serie è IDW, è logico pensare che in Italia la serie sarà targata ItalyComics,  gli editori di Games of Thrones (fumetto) ed Hero Squared.
Il formato? Eh! Bella domanda, per esperienza di lettura  so che Italy fondamentalmente usa due tipi di edizioni, i TP che raccolgono vari albi di una serie oppure gli spillati da 30 pagine, resta da capire quale sarà il formato che sceglieranno per la pubblicazione italiana, preparatevi dunque al solito salasso al portafogli, se la memoria non mi inganna lo spillato IC, è persino più caro dello spillato Lion, HeroSquared toccava tranquillamente, se ricordo bene, i 3€, questo molto tempo prima che vedesse la luce Before Watchmen.
Quindi per la faccenda edizione italiana vi farò sapere qualcosa di più certo appena mi verrà all’orecchio qualche notizia certa, magari sul prossimo Mega o Anteprima.
Per ora la nuova TMNT, si becca un bel sette, non tanto per i characters, sconosciuti veramente a pochi, quanto per  l’impostazione de la prosa scorrevole della sceneggiatura, e le tavole di Eastman-Duncan.
Baci ai pupi.

martedì 7 agosto 2012

Aleister Arcane: L'horror secondo Steve Niles

Privata all'improvviso di Capitan America, l' Uomo Ragno e gli X-Men, che scapparono tutti insieme al signor MML un bruttissimo giorno, per rifugiarsi nella neonata Marvel Italia, esperimento editoriale fortemente voluto da quest'ultimo, la Star Comics dovette far dell'arrangiarsi un arte.
Come Marco Polo, imitò la rantolante Granata Press e viaggiò verso le misteriose terre d'oriente, e ritornò  in patria con dei fumetti mai visti prima, dei manga stranissimi che addirittura si leggevano al contrario.
L'esperimento ringalluzzì non poco la Star Comics, che di fatto in quegli anni diventò l'editore italiano più importante in materia di fumetto giapponese, grazie anche alla scelta di titoli decisamente vincenti come Dragon Ball di A. Toryama, Lupen III di Monkey Punch e Ranma 1/2 della Takahashi.
Durante i primi anni del 2000, i tizi della Star comics, rivolsero di nuovo l'attenzione al mercato americano, stavolta verso editori minori rispetto al colosso Marvel, come per esempio la IDW.

Aleister Arcane, deliziosa ode all'amicizia dalle tinte horror firmata da Steve Niles e Breehn Burns fu pubblicata in Italia per la prima volta, nel 2005, sulla rivista Star Magazine New sui numeri 12, 13, 14 15.

Il signor Aleister Green era un eccentrico presentatore televisivo con la passione per il cinema e la letteratura horror, infatti mentre di giorno conduceva un programma sul meteo, di notte calato nei panni del suo alter ego, Aleister Arcane, presentava la maratona di film horror dell'emittente locale, deliziando gli spettatori con scenette non molto dissimili da quelle del famoso Zio Tibia.
Ben presto il personaggio di Arcane divenne più famoso dell'anonimo presentatore televisivo del meteo locale, e questa notorietà portò al signor Green un contratto con un emittente televisiva della sua città natale, che voleva conducesse un programma, in cui presentasse i film horror in onda nella tarda notte.
Così anche se prossimo al ritiro, Green e consorte lasciarono la calda ed emancipata California, per tornare nel loro paesello di provincia, già dalle prime registrazioni però il povero Green scoprì fin troppo presto di doversi rapportare ad una comunità  chiusa e bigotta, che non gli avrebbe permesso di esprimersi al meglio.
Le continue minacce degli sponsor di ritirare i fondi, se i toni delle esibizioni di Green non fossero stati smorzati, portarono lo stesso all'esasperazione, e quando il solito bimbominchia tagliò via la mano del fratellino con una accetta, la comunità non esitò un minuto a far di Aleister Arcane il principale capro espiatorio, incolpandolo di essere il principale responsabile della tragedia, per via delle sue apparizioni televisive sempre più provocatorie.
La discesa verso la rovina di Aleister Green fu veloce ed inesorabile, oltre ad un processo dovette subire l' isolamento coatto imposto  dei suoi stessi concittadini, ed assistere impotente alla morte della sua amata moglie.
In breve, Green piegato ed umiliato, divenne un triste burbero spettro gonfio di risentimento ed odio verso i suoi simili, fino al momento in cui alla sua porta bussò un gruppo di ragazzini, nella notte di Halloween, a caccia di dolcetti. 
Il fumetto, impostato come un racconto grazie anche alla deliziosa voce narrante, è un'adorabile favoletta sull'amicizia e sui pregiudizi.
La facilità con cui il povero Aleister Green perde tutto il suo mondo, non è una cosa tanto inverosimile in America, dove basta veramente poco per perdere fortuna e credibilità.
Nei fumetti avete già avuto modo di leggere cose del genere: in casa Marvel per esempio, Matt Murdock è portato alla rovina dalle macchinazioni di Kingpin in Born Again di Miller-Mazzuchelli, il povero Eddie Brock, sulle pagine di Spiderman, prima di diventare il primo Venom è rovinato da una serie di scoop giornalistici sbagliati riguardo l'arrampicamuri.
Aleister Arcane, per via di una comunità ottusa e bigotta perde il lavoro ed il suo grande amore, ammalatosi in seguito ai problemi legali del marito, scivola così in una non-vita, solitaria carica di odio e rancore, che verranno smussati solo da un gruppo di ragazzini, la nuova generazione, proprio i figli di quelle persone che si sono impegnati a distruggerlo.
Le illustrazioni di Burns sono di altissima qualità, il suo stile è ricercato, volutamente cartoonesco e burtoniano, nelle sue tavole, prospettive luci ed espressioni, hanno l'unica funzione di elevare questa leggera lettura a qualcosa di più ambizioso riuscendoci, il suo tratto insomma riesce ad interpretare ed impreziosire al meglio i testi di Niles.




Per quelli tra voi che posseggono un prodotto Apple, e che masticano la lingua inglese vi segnalo che recentemente, la versione in lingua originale del primo capitolo del fumetto, è disponibile in digitale, (gratis), sull' app-store.
Per i conservatori, gli amanti della carta e per quelli che devono ricorrere al dizionario d'inglese 10 volte su una frase di 8 parole beh, il consiglio è di rimediare i numeri di cui sopra, Aleister Arcane insieme a Beautyful Killer di Palmiotti-Noto, furono quasi le (IMHO) uniche miniserie degne d' essere ricordate, durante i pochi numeri di pubblicazione di Star Magazine New.
Baci ai pupi.