Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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domenica 20 ottobre 2013

Longshot il gastone della casa delle idee



“Se prendete un uomo e gli togliete nome, passato, identità e ricordi…cosa resta?
Ce la farà ad andare avanti?
Gli basterà la sua anima?”

Herman Hesse? Maddechè Ann Nocenti,meglio conosciuta come la donna che si prese la briga di prendere le redini di Daredevil dopo la cura Frank Miller.

Il testo è ripreso dalla prima didascalia di pagina 8 di Longshot numero #01 sublime miniserie che Panini ha riproposto proprio in questo mese sulla collana Marvel Gold #39,  la linea di brossurati da fumetteria che propone il più delle volte (non sempre) materiale reperibile a prezzi inferiori se avete la fantasia di cercare proposte alternative.
Qualche esempio? Se no dite che poi sono pesante e dico sempre le stesse cose senza documentarmi:
I Vendicatori contro i Difensori (Supereroi Grandi saghe #17),  La guerra Kree-Skrull (Supereroi (Grandi Saghe #14), Infinity Gauntlet (Supereroi Grandi Saghe #80, o addirittura su Marvel Comics Presenta #01 - #06 costa anche meno), La guerra delle armature (Supereroi Leggende Marvel #24) e potrei continuare per un altro paio di volumi, tipo L’Uomo Ragno la morte di Jean DeWolff, che a rimediare gli spillati Star Comics si spenderebbe non più di 5-6€.
Si lo so cosa state per dire:
“E’ un tipo di pubblicazione rivolta ad un diverso bacino d’utenza, un altro tipo di lettore”
Con ‘sta storia del bacino d’utenza diverso…ma non sono lettori di fumetti anche quelli?
Ma poi come lo chiamereste il bacino di lettori che pagano 15-18€ per storie che potrebbero leggere anche a meno di 10€? No perché io un paio di appellativi ce li avrei, però poi magari tra voi qualcuno potrebbe sentirsi offeso a sentirsi chiamato pirla (cazz…l’ho detto!) e si incazza pure, ed io non voglio che vi arrabbiate quando bighellonate sul mio blog.
Quindi non lo diciamo, limitiamoci a chiamarlo il bacino dei poco svegli và, chiamiamolo così.
Puro Fair Play.
Quindi dicevamo, sull’ultimo Marvel Gold reperibile in fumetteria adesso, Panini ci ha ristampato una delle miniserie più carine della metà degli anni’80, la miniserie che lanciò  al pubblico l’affascinante biondino con due cuori, che da lì a poco, visto il riscontro positivo dei lettori sarebbe stato adottato nella famiglia dei mutanti di Claremont.
Nella dimensione parallela chiamata Mojoverso, dominata dal cattivissimo Mojo, furono creati dallo scienziato Arize, una casta di uomini e donne simili ai terrestri con alcune differenze anatomiche, tipo un cuore in più nel petto, un dito in meno per mano, e una forte inclinazione a vivere da schiavi agli invertebrati, tra questi schiavi Arize ne creò, che dotò, oddio si puo dire dotò, sembra il nome di un piatto giapponese, comunque dotò della capacità di alterare le probabilità a suo vantaggio, qualità che sulla terra gli fece guadagnare l’appellativo di Longshot, un complicato gioco di parole che in pratica sottolienava il fatto che il nuovo eroe di New York, per quanto si cacciasse in imprese con poche probabilità di vittoria, riuscisse sempre ad uscirne indenne, in inglese longshot, vuol dire lancio lungo, scommessa azzardata, impresa rischiosa, da qui fortunato.
Arize plasmò il suo schiavo più importante della capacità di ribellarsi agli invertebrati,  qualità che lo portò ad essere il leader della rivolta degli schiavi, rivolta che purtroppo non ebbe un epilogo felice, la miniserie comincia con Longshot, in fuga da una banda di animali antropomorfi, che sembrano del tutto intenzionati a riportarlo dai suoi padroni vivo o morto.
In pratica gli invertebrati gli hanno cancellato la memoria, ma la fortuna del nostro affascinante eroe lo aiuta nella sua confusionaria fuga, ed attraverso un inaspettato varco dimensionale giunge sul pianeta Terra, nella solita New York, fuggendo dai proiettili dei suoi persecutori.
Questo è l’incipit della deliziosa miniserie di Ann Nocenti, qui al suo vero esordio nella casa delle idee (allora poi è il caso di dire erano quasi tutte buone idee tranne forse Secret Wars 2).
Nei 6 numeri raccolti nel volume Panini, Longshot farà la conoscenza di bellissimi personaggi, tutti magistralmente caratterizzati, che difficilmente non susciteranno le vostre fantasie, come il survivalist Elliot, il catastrofista che vive come un eremita in un bunker sotterraneo ai margini di un bosco, in attesa che l’umanità si autodistrugga con il nucleare.
La bella stunt girl chiamata Rita Ricochet, e la troupe del regista Hitch, la nuova promessa del “cinema spazzatura americano” (parole sue non mie).
Just let me die, l’esilarante terzo numero, vede Longshot coinvolto in un improbalissimo team up con uno sfigato di nome Theo, con il quale decide di assaltare quei ladri della compagnia elettrica, e qui mi fermo per evitare di rovinarvi troppo le sorprese del tomo, che ripeto è una piacevolissima lettura. Una storia sicuramente divertente e coinvolgente, che gioca molto sulla geniuina innocenza delle azioni di un uomo senza passato e memoria, che conquisterà anche i nuovi lettori che conoscono poco il personaggio, che credo oggi editorialmente si sia perso nel labirinto delle dimensioni parallele insieme agli Exiles.
Una godibile avventura che tecnicamente varrebbe pure il costo del volume Panini, una storia in cui non mancheranno gli incontri/scontri tra il nostro affezionatissimo (vi ci affezionerete o consideratevi dei mostri insensibili) e varie calzamaglie residenti nella grande mela, tipo l’Uomo Ragno, ed il dottor Strange, colpi di scena, drammi e situazioni più distensive, il tutto raccontata da dialoghi mai banali o piatti, ma sempre divertenti ed appetibili.
Il disegnatore della miniserie poi è un ispiratissmo Art Adams, co-creatore del personaggio, che con le sue anatomie affusolate dona alla storia quel fascino grafico che la rende un prodotto degno della vostra attenzione.

Occhio alla spesa

Longshot come detto è molto bella, io mi sono divertito a rileggerla per l’ennesima volta per recensirla sul blog, tuttavia il mio modus operandi non cambia, al vostro portafoglio ci tengo e quindi prima di tuffarvi a testa bassa sull’edizione Panini da 15 euro dovete sapere che esistono due precedenti edizioni, tutte e due Play Press e sicuramente almeno una delle due reperibile ad un prezzo minore.
Il Play Book Collection del 1992, raccoglie per interno la miniserie di cui sopra, in pratica è identico (anche per la carta) al Marvel Gold, solo che costa sicuramente meno,  se spulciate internet e fumetterie potrete trovarlo anche ad un prezzo non superiore ai 5€.
Per completezza vi dico anche dove rimediare la primissima apparizione di questa squisita miniserie: su X-Marvel (Play Press) sui primi 6 numeri, che forse a ben cercare potreste trovare anche ad 1€ l’uno con lo svantaggio di trovarvi con altre storie segate, tipo quella di Excalibur contro le parodie dei cartoni della Warner, Having a wild weekend disegnata da Erik Larsen.
Mi sa che vi ho detto tutto, ovviamente la morale è che consiglio la lettura e l’aquisto di questo volume, se
risparmiare o meno dipende solo da voi.
Buona lettura e baci ai pupi.

domenica 2 giugno 2013

Il ritorno di X-factor - il fumetto non il reality

Ieri ho fatto un salto in fumetteria, mi sono detto, "metti che riesco a trovare qualcosa di interessante".
Ed effettivamente qualcosa di interessante c' era, Panini ...si stavolta sono sicuro che è Panini... ha pubblicato le prime storie di uno dei più appetibili story-arc, e smentitemi pure, oserei dire dei più lunghi della storia dei fumetti Marvel: X-Factor di Peter David.
Una appetibilissima run della quale la modenese ripropone i primi 5 numeri, sulla collana in volumi brossurati Marvel Gold.
Un godibile mix di belle storie, dialoghi intriganti, e tanta satira tagliente,  the Marvel way, della Justice League America del duo Giffen e De Matteis, insomma, con qualche anno sul groppone, con una ironia ed un sarcasmo che oggi potremmo trovare un tantino ingenuotti, ma tutto sommato, cosa fondamentale, divertente da leggere,  inoltre stupendamente illustrata dal disegnatore Larry Stroman, con uno stile pop e lisergico che interpreta alla perfezione l' irriverenza della sceneggiatura.

Un pò di Cronostoria 
I primi X-Factor erano formati dalla squadra originale degli X-Men: Ciclope, Uomo Ghiaccio, Bestia, Angelo e Marvel Girl.
Con il ritorno di Jean Grey nel mondo dei vivi nella storia firmata da J. Byrne su Fantastic Four 286 - "Like a Phoenix!", i primi X-Men decisero di ridare nuova vita al sogno di Xavier.
Usando i fondi di Warren, Ciclope e co. fondarono un' agenzia di X-Factor, che solo apparentemente si proponeva di cacciare e catturare le minacce mutanti, la posa di cacciatori professionisti era ni realtà una facciata, in realtà dopo la "cattura" questi venivano ospitati ed addestrati all'uso delle loro capacità al fine di rinetrare in società e vivere una tranquilla convivenza con gli umani. La serie prosperò per almeno 5 anni, chiuse i battenti nel 1991alla fine della saga del Re delle ombremaxi-evento mutante al termine del quale gli x-men originali ritornarono nelle fila degli X-men di Xavier.
La serie, è il caso ricordarlo diede i natali ad En Sabah Nur, per gli amici Apocalisse, e fu bacino di nascita per numerosi spunti che sarebbero poi stati ripresi negli anni a venire, Cable per esempio venne per così dire concepito proprio in queste pagine, ed anche la metamorfosi di Angelo in Arcangelo è da considerarsi frutto di questa serie, durante il mega cross over "Massacro Mutante".

Lorna Dane di Larry Stroman
Di li a poco ci sarebbe stata la prima rilevante sciagura mutante di Genosha, per mano di Cameron Hodge, altro personaggio nato su x-Factor, consulente di Warren rivelatosi in realtà dopo, un accanito sostenitore della caccia ai mutanti ( il cross-over X-tinction), characters tra l'altro riutilizzato con i Purificatori, i cacciatori di mutanti del reverendo Tolliver...insomma come infarinata meglio fermarci qui, la mia memoria non è più quella di una volta, diciamo solo che erano gli anni novanti, anni della supremazia, in  termini di vendite, degli uomini X, rispetto alle altre serie Marvel, serie comunque qualitativamente alla DC che per darvi un idea negli anni '90 il meglio che sapeva dare ai suoi lettori, era la ridicola "Zero Hour".

Comunque era il 1991, e la Marvel decise di dare un nuovo taglio ad X-Factor, per il rilancio furono convocati Peter David ed il bravissimo Larry Stroman.
La nuova X-Factor naque come organizzazione governativa, l'ennesimo tentativo del governo americano di tenere aperto un canale diplomatico con i mutanti, i nuovi membri erano: Alex Summers (Havok), Lorna Dane (Polaris), Guido (Forzuto), Jamie Madrox (L'uomo multiplo), Rahne Sinclair (Wolfsbane) e Pietro degli Inumani (Quicksilver).

Omicidio Multiplo

Fin dal primo numero, la serie si propone come qualcosa di ben diverso dalla passata incarnazione, come anche dalle altre serie mutanti in corso, dialoghi sicuramente più scanzonati, e trame decisamente più divertenti.
L'omicidio multiplo che da il titolo al volume Panini è il primo evento che la neonata Squadra si troverà ad affrontare, non ho alcuna intenzione di spoilerare nulla della trama, però posso assicuravi che a parte qualche ingenuità della sceneggiatura legata al fatto che si tratta comunque di materiale vecchio di 12 anni, la storia contenuta nel volume è decisamente divertente. Una sciarada in cui David presenta man mano tutti i personaggi della sua gestione, disegnata stupendamente da un Larry Stroman in formissima ed in vena di distorsioni di prospettive, anatomie e geometrie delle tavole, una più bella dell'altra.
Il volume in se sarebbe una buona occasione per leggere il genio di Peter David, credo senza esagerare che sia tra le cose più belle del fumetto seriale anni '90, ed il consiglio di Fumettopenia è di leggerlo.
Leggerlo nell'edizione Panini? Anche.
La precedente edizione italiana è stata abbastanza bistrattata saltellando da una testata all'altra, X-Force , Marvel Miniserie,e se non erro dopo X-men De Luxe, il consiglio che voglio darvi però è quello di tenere presente solo la parentesi Peter David, che ha scritto la testata dal numero 71 al numero 89, per poi riprenderla con numero 200, e se proprio volete leggere di questo Omicidio Multplo, senza spenderci 14 €, magari volete prima giustamente saggiarne la qualità, posso consigliarvi di ricercare i primi svalutatissimi numeri di X-Force, ed.Marvel Italia, n° 3-4-5 che contengono le storie ristampate sul gold, e che potrete rimediare ad un costo non superiore di 1€ ad albo.
Il primo gold contiene in pratica, i numeri 71-76 della serie originale, i tre numeri che consiglio ai più scettici contengono i numeri 71-75, e costituiscono il primo arco completo, il 76 in realtà è un albo evitabilissimo, visto che è un cross-over con l'incredibile Hulk, altro fiore all'occhiello di David di quel periodo, e mi chiedo come sia finito a fare da albo di chiusura per il primo gold dedicato al gruppo mutante, sfido infatti i neofiti a capirci qualcosa di quella storia senza avere sottomano anche i numeri di Hulk, che fanno da incipit e finale al Cross-over.
In sostanza a chi raccomando il volume?
Chi segue X-factor su XMDLP, sono anni che chiede a gran voce la ristampa inegrale del materiale inedito, ebbene ora è stato accontentato, per i nuovi lettori, come sopra, posso assicuravi che la storia è divertente e leggibile, i personaggi sono ben caratterizzati, i dialoghi sono fantastici, le situazioni originali ed i disegni miele per gli occhi, se siete compratori seriali della collana Gold, rallegratevi, stavolta sono 14 euro spese bene.
Per chi è attento alle tasche, rimediate la versione economica, ossia i numeri di cui vi ho parlato, ve la caverete con tre euro se non di meno e vi divertirete allo stesso modo degli altri nerd più ricchi. Se vi piacerà proseguite, tanto firmati da David dovrebbero essere solo altri 2 gold. Poi la serie cambierà curatore, con conseguente calo dell'appetibilità (IMHO).
Io l'ho visto in fumetteria, ed una volta a casa, l'ho riletto in mezza giornata, riscoprendo che nonostante sia ormai un pò datatto,  mi è piaciuto proprio come tanti anni fa, quindi il consiglio definitivo è di considerarlo e di stanziarci un budget: tre o quattordici euro, deve essere una scelta vostra. Over.
Baci ai pupi.

Marvel Gold 33: X-Factor 01 Omicidio Multiplo di P. David e L. Stroman Brossurato a colori 160 pagine Ed. Panini Comics 14.00€

altromercato - X-Force numeri 3, 4 ,5 ed. Marvel italia (1995)