Sottotitolo - così va bene anche come dildo.
Succede, che finisci di lavorare, e devi partire per raggiungere la moglie, allora che fai?
Torni a casa? Ma no, che con questi treni non si sa mai, ti docci direttamente in ospedale a fine turno, fai le cose con calma, e da lì , vai dritto come un fuso in stazione.
Però per quanta calma ci puoi mettere, succede che arrivi comunque in anticipo. Quindi che fai?
Ovvio, facciamo un salto in libreria, e vediamo che c'è d'interessante.
Nella marea di fumetti, che affollano disordinati gli scaffali , solo due catturano il mio interesse Blood di De Matteis e Williams, e Moonshadow sempre De Matteis, disegnato invece da quell'altro geniaccio di J. J. Muth.
Stupendi entrambi , ma non certo sono letture da un' oretta, a sbafo in libreria, ed inoltre il budget è già stato stanziato per altro sto mese, sti due capolavori devono aspettare.
Toh! E qui che c'è? Asso di Recchioni?
Quanto? 15 euro? Macché sei matto? Vabbè va è smilzo, questo si può anche scroccare, qui su due piedi tanto manca piu di un ora per prendere il treno.
Ed è così che succede: leggo.
Meno di un' ora dopo, (50 minuti) potrei limitare il commento a questo: Pretenzioso e bruttissimo, da evitare come la peste.
Ho un vago ricordo di gente che idolatrava 'sto volume. Eppure credo che non si sa dove cominciare per dire quanto sia brutto.
Ma a parte una precoce masturbazione di un autore arroccato nel suo blog, che ha scelto di rivolgersi solo ed esclusivamente ad un fetta di lettori che con il tempo si è trasformata nel suo esercito di groupies, ai quali, evidentemente, gli va bene tutto, cosa è quest' Asso?
Leggo le prime pagine, e penso: "Ma sono io o il tratto scimmiotta lo Zanardi di Pazienza?"
Poi arrivano la sodomia, i pompini, il cum-shot, e devo ulteriormente ridimensionare le mie impressioni, qui non si scimmiotta solo Pazienza, c'è anche un non so che del Bastogne, di Brizzi, solo è più volgare , più esplicito, volutamente scorretto, o forse mi sbaglio, non è Brizzi, è Brazzers, il sito porno dove piace grosso a tutte, mamme, studentesse e cameriere latine.
Nooooo ma è bruttissimo, 'sto fumetto.
E non lo dico da puritano nè, figuriamoci, perchè la pecorina con lo schiaffo è piu gustosa, se gradita ovvio, ma qaundo è solo la pecorina sporadica, che ti rimane in testa di un fumetto d'autore, allora cazzo, allora rimedio un caro vecchio fumetto Squalo.
E pensa che non l'ho nemmeno finito, non perché mi abbiano sgamato a scroccare nè, ma perché alla fine la noia ha vinto. Dopo il contributo di Werther (presumo) Dell' Edera, con il delizioso riferimento a Ghostbusters, ho chiuso.
Ma prima ho sbirciato l'ultima pagina, il finale.
Pensando e se mi stessi perdendo la zampata geniale. Macché.
Un' altra schizzata?
Ma dai. Pensa se lo pagavo 'sto coso, sarei stato accompagnato in carrozza da una processione di indisposti santi, che avrei tirato giù con delle bestemmie che manco al concerto dei Santa Rita S'accascia.
Unica delizia del volume: le pagine di Bertelè, malinconico e tenero, quasi off-topic in mezzo a sta misoginia galoppante, che boh, magari fa parte del personaggio, del Robbe, del sono un ribelle mamma, degli Skiantos, anche se spero sia solo una cosa caricaturale.
Ma il resto?
Il resto è noia come direbbe er Califfo. Da evitare a meno che non siate dei fan accaniti dell'autore.
Per come la vedo io, sono 15 euro in beneficenza.
A sentire commenti entusiasti su sto volume per lo piú su Asso (il blog) mi ritorna in mente il sottoscritto, io me medesimo, più giovincello, e scavezzacollo, quando comprai il disco di Mike Patton "Adult Themes for Voice", una interminabile serie di vercacci e rutti, dicendo che era bellissimo, semplicemente indifendibile.
Baci ai pupi.
Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.
Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.
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martedì 2 aprile 2013
giovedì 14 febbraio 2013
Ammazza che muffa
Ammazzatine - di Recchioni e Landini. (NPE editore; Brossura B/N 154 pg.13,50€)
Questa app blogger mobile sarà pure fica, l'idea di essere in fumetteria e darvi quasi in diretta le opinioni su questo o quel titolo, è allettante, però mi sa che ci ho smanettato troppo, e non so come ho cancellato la recensione sui rimannenti tre numeri 1 di Before Watchmen, vabbè prometto di riscriverla, quando mi leggo qualche altro numero, oggi invece siamo qui per parlare dell'ultima fatica di Recchioni-Landini: Ammazzatine, edizioni NPE, e non so da che parte cominciare, l'idea era di continuare a proporre titoli alternativi alla muffa in mutandoni che vegeta sugli scaffali delle fumetterie a prezzi sempre più alti, apro una parentesi, giuro su Dio, mentre ero lì dentro, ho sfogliato un pò di albi, e nelle pagine di Thor mi è capitato di vedere, uno, non so chi, credo Loki o uno dei suoi tirapiedi, con indosso la maschera di V.
Mi saprà dire meglio chi segue la serie regolarmente, sarei curioso di sapere che sta combinando Gillian.
Dicevo l'idea era di farvi notare, per chi non lo sa, che esiste un intero mercato alternativo, fatto di titoli interessanti da leggere: la Saldapress sta per venirsene fuori con nuovi titoli Skybound, la BAO, per quanto non la sopporti, e la trovi carissima, si è accaparrata i diritti di HAPPY di Morrison, e NPE?
Accidenti NPE se n'è venuta fuori con Ammazzatine di Recchioni e Landini - mi sono detto, sicuramente vado sul sicuro con il Rrobbe, per avvalorare la tesi "altromercato", ok mi è antipatico, ma i suoi lavori sono tutt'altro che antipatici, io il suo zombi-western, disegnato da Burchielli, nonostante cominci ad essere materiale d'essai lo amo come fosse il primo giorno, e me sa che per il progetto che avevo in mente dovevo fregarmene della vecchiaia del titolo e limitarmi a recensire proprio Ucciderò ancora Billy the Kid, invece che questo Ammazzatine.
A consigliarvene l'acquisto, sarei veramente cattivello nei confronti del vostro portafogli.
Marco Rizzo nella sua introduzione, afferma che stiamo per leggere un gran bel fumetto, pregno come al soltio di citazioni tipiche dello scrittore romano.
"Daje". Penso. Sono sulla strada giusta.
Peccato però che questi echi della saga del Padrino, di Scarface e addirittura di Romanzo Criminale, ( la miglior serie televisiva italiana degli ultimi 100 anni, insieme a Boris) io non li ho visti.
Come non ho visto questo anti-eroe, che ricordi il Punitore, o Salvatore Giuliano, semmai ho letto 150 pagine di noiose sparatorie con il comune denominatore della vendetta, una vendetta piatta superficiale scontata, sempliciotta, scontata ed inverosimile in certi frangenti - per uccidere un boss che la CIA, vuole morto per ragioni non troppo chiare, il protagonista si finge morto, e direttamente dalla bara, in chiesa, salta fuori ed armato fino ai denti e spara a raffica su un pò su tutti...detta così fa molto pulp, ma a leggerla credetemi, è molto meno pulp di quanto possiate pensare.
I personaggi sono piatti, psicologicamente parlando, i dialoghi sono in ugual misura eccessivamente spacconi e scontati, e la trama è vittima di certe forzature, veramente strane se si pensa vengono da uno scrittore così sgamato, ad autore di una roba chiamata MATER MORBI.
E' il 1952, e siamo in Sicilia, ed un agente CIA, è alla ricerca di un killer per far fuori un boss locale.
Il premio per l'assassinio è una nuova vita in America, Michele Spada, è uno conosciuto a Montelupo, già da anni ha avuto a che fare più volte con il tristo mietitore, ma niente di stiloso, niente di inedito:
"Bella la tua tipa quasi quasi gli do una botta. Lasciala qui insieme alla farina e vattene"
"No." - Bang-
Poi ovviamente c'è la ritorsione, in cui i mafiosi cattivi ammazzano la famiglia intera del mafioso "buono" - "Ah si? allora adesso ti ammazziamo mamma, papà, fratelli, cane e gatti così impari" -BANG BANG BANG.
Segue vendetta finale e nascita della leggenda - "Azz...allora non avete capito che mi dovete lasciare stare?" BANG BANG BANG BANG e BOOM (esplosione sterminatrice tiè)
Non è Rambo, non è nemmeno Commando, ma poco ci manca.
Più o meno è così che evolve la storia, un crescendo di sparatorie con il nulla intorno, fino all'inevitabile tragico finale, in cui Michele Spada, si assume il compito di uccidere dei criminali romani, che scappando da un regolamento di conti, lasciano sulla loro pista la morte di una giovane ragazza siciliana.
E sarà in questo punto della graphic nover che il buon Rizzo ha visto i primi 15 minuti del Padrino.
A mio profano parere l'unica cosa buona di questo fumetto, dal lato della sceneggiatura sono le "chiuse" che Recchioni scrive alla fine di ogni capitolo, nell'ultima però, quella a cui deve seguire la terza di copertina, l'autore scivola di brutto, di dialogo con la morte, che magari in John Doe aveva un suo perchè, qui non c'entra proprio nulla. Un simbolismo evocativo che stona con tutto quel piombo senza senso.
Che ve devo dì lungi da me raccontarvi tutta la trama, ma ormai dovreste esservela figurata in testa, riguardo a Romanzo Criminale, che non so se avete capito è una cosa a cui tengo particolarmente, mi piacerebbe chiedere a Rizzo dove l'ha visto, forse nella scena in cui scaricano il corpo in una discarica?
Come fece fare il Dandy con il commissiario che si trombava sua moglie?
Forse lo scrittore siciliano ha fatto confusione con i collegamenti iperstestuali, magari col fatto che Landini ha disegnato "La banda della Magliana" per Beccogiallo?
Ecco che c'è di buono in tutto il volme, la matita di Landini, intervistato già a i tempi di Fumettidicarta, se vi va di dargli un occhiata, ecco il link, un Landini migliorato di brutto rispetto al volume di sui sopra, che in certe tavole ricorda ancora di più i miei adorati Jock & Risso.
Ma per il resto fossi in voi lascerei davvero perdere.
Baci ai pupi.
Questa app blogger mobile sarà pure fica, l'idea di essere in fumetteria e darvi quasi in diretta le opinioni su questo o quel titolo, è allettante, però mi sa che ci ho smanettato troppo, e non so come ho cancellato la recensione sui rimannenti tre numeri 1 di Before Watchmen, vabbè prometto di riscriverla, quando mi leggo qualche altro numero, oggi invece siamo qui per parlare dell'ultima fatica di Recchioni-Landini: Ammazzatine, edizioni NPE, e non so da che parte cominciare, l'idea era di continuare a proporre titoli alternativi alla muffa in mutandoni che vegeta sugli scaffali delle fumetterie a prezzi sempre più alti, apro una parentesi, giuro su Dio, mentre ero lì dentro, ho sfogliato un pò di albi, e nelle pagine di Thor mi è capitato di vedere, uno, non so chi, credo Loki o uno dei suoi tirapiedi, con indosso la maschera di V.
Mi saprà dire meglio chi segue la serie regolarmente, sarei curioso di sapere che sta combinando Gillian.
Dicevo l'idea era di farvi notare, per chi non lo sa, che esiste un intero mercato alternativo, fatto di titoli interessanti da leggere: la Saldapress sta per venirsene fuori con nuovi titoli Skybound, la BAO, per quanto non la sopporti, e la trovi carissima, si è accaparrata i diritti di HAPPY di Morrison, e NPE?
Accidenti NPE se n'è venuta fuori con Ammazzatine di Recchioni e Landini - mi sono detto, sicuramente vado sul sicuro con il Rrobbe, per avvalorare la tesi "altromercato", ok mi è antipatico, ma i suoi lavori sono tutt'altro che antipatici, io il suo zombi-western, disegnato da Burchielli, nonostante cominci ad essere materiale d'essai lo amo come fosse il primo giorno, e me sa che per il progetto che avevo in mente dovevo fregarmene della vecchiaia del titolo e limitarmi a recensire proprio Ucciderò ancora Billy the Kid, invece che questo Ammazzatine.
A consigliarvene l'acquisto, sarei veramente cattivello nei confronti del vostro portafogli.
"Daje". Penso. Sono sulla strada giusta.
Peccato però che questi echi della saga del Padrino, di Scarface e addirittura di Romanzo Criminale, ( la miglior serie televisiva italiana degli ultimi 100 anni, insieme a Boris) io non li ho visti.
Come non ho visto questo anti-eroe, che ricordi il Punitore, o Salvatore Giuliano, semmai ho letto 150 pagine di noiose sparatorie con il comune denominatore della vendetta, una vendetta piatta superficiale scontata, sempliciotta, scontata ed inverosimile in certi frangenti - per uccidere un boss che la CIA, vuole morto per ragioni non troppo chiare, il protagonista si finge morto, e direttamente dalla bara, in chiesa, salta fuori ed armato fino ai denti e spara a raffica su un pò su tutti...detta così fa molto pulp, ma a leggerla credetemi, è molto meno pulp di quanto possiate pensare.I personaggi sono piatti, psicologicamente parlando, i dialoghi sono in ugual misura eccessivamente spacconi e scontati, e la trama è vittima di certe forzature, veramente strane se si pensa vengono da uno scrittore così sgamato, ad autore di una roba chiamata MATER MORBI.
E' il 1952, e siamo in Sicilia, ed un agente CIA, è alla ricerca di un killer per far fuori un boss locale.
Il premio per l'assassinio è una nuova vita in America, Michele Spada, è uno conosciuto a Montelupo, già da anni ha avuto a che fare più volte con il tristo mietitore, ma niente di stiloso, niente di inedito:
"Bella la tua tipa quasi quasi gli do una botta. Lasciala qui insieme alla farina e vattene"
"No." - Bang-
Poi ovviamente c'è la ritorsione, in cui i mafiosi cattivi ammazzano la famiglia intera del mafioso "buono" - "Ah si? allora adesso ti ammazziamo mamma, papà, fratelli, cane e gatti così impari" -BANG BANG BANG.
Segue vendetta finale e nascita della leggenda - "Azz...allora non avete capito che mi dovete lasciare stare?" BANG BANG BANG BANG e BOOM (esplosione sterminatrice tiè)
Non è Rambo, non è nemmeno Commando, ma poco ci manca.
Più o meno è così che evolve la storia, un crescendo di sparatorie con il nulla intorno, fino all'inevitabile tragico finale, in cui Michele Spada, si assume il compito di uccidere dei criminali romani, che scappando da un regolamento di conti, lasciano sulla loro pista la morte di una giovane ragazza siciliana.
E sarà in questo punto della graphic nover che il buon Rizzo ha visto i primi 15 minuti del Padrino.
A mio profano parere l'unica cosa buona di questo fumetto, dal lato della sceneggiatura sono le "chiuse" che Recchioni scrive alla fine di ogni capitolo, nell'ultima però, quella a cui deve seguire la terza di copertina, l'autore scivola di brutto, di dialogo con la morte, che magari in John Doe aveva un suo perchè, qui non c'entra proprio nulla. Un simbolismo evocativo che stona con tutto quel piombo senza senso.
Che ve devo dì lungi da me raccontarvi tutta la trama, ma ormai dovreste esservela figurata in testa, riguardo a Romanzo Criminale, che non so se avete capito è una cosa a cui tengo particolarmente, mi piacerebbe chiedere a Rizzo dove l'ha visto, forse nella scena in cui scaricano il corpo in una discarica?
Come fece fare il Dandy con il commissiario che si trombava sua moglie?
Forse lo scrittore siciliano ha fatto confusione con i collegamenti iperstestuali, magari col fatto che Landini ha disegnato "La banda della Magliana" per Beccogiallo?
Ecco che c'è di buono in tutto il volme, la matita di Landini, intervistato già a i tempi di Fumettidicarta, se vi va di dargli un occhiata, ecco il link, un Landini migliorato di brutto rispetto al volume di sui sopra, che in certe tavole ricorda ancora di più i miei adorati Jock & Risso.
Ma per il resto fossi in voi lascerei davvero perdere.
Baci ai pupi.
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