Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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domenica 23 agosto 2015

Il teorema di fumettopenia

E un pò che non ci vediamo, almeno in queste vesti ufficiali, confesso che ultimamente il tristone intellettuale mi diverte molto di più,  vorrei poi potervi dire che è Agosto anche per me, ma invece, in realtà di ferie ancora nulla.
Negli ultimi tempi sul blog si è più volte espressa la lapidaria opinione sulla dozzinale qualità dei lavori di autori italiani (o presunti tali), Nick Banana, Sio, Recchioni; con Daryl Dark in particolare, ho tentato di fornire una mia idea chiara, sul perchè in Italia siamo messi così male, ebbene oggi sul maledetto sito sociale, come lo definisce il Tristone Intellettuale , mi sono imbattuto nell'ennesimo esempio di sfacelo in cui versa il mondofumetto nostrano.

Su Anteprima - che non è una rivista di settore, magari qualche asino certificato creda che lo sia, ma  è un solo  catalogo, dove paghi, se non sei panini e metti il tuo annuncio, ed ha un unico fine, indurvi a comprare fumetti - dicevo su Anteprima è apparso un trafiletto che annuncia l'integrale di Jeff Hawke, striscia fantascientifica di Jordan e Patterson uscita per la prima volta nel 1954, che non ha bisogno di presentazioni, un piccolo gioiellino che vanta già molteplici iniziative in Italia, e che questa, prima di essere accolta con necessario giubilo, va ricordato a chi legge, ha subito una "ricolorazione digitale".
Ne ignoro il perchè.
Il punto forte delle striscie  di Jeff Hawke, è sicuramente come affronta l'argomento Sci-fi, l'argomento UFO, è trattato in quelle avventure, in maniera sostanzialmente inedita per quegli anni, che ricordiamo caso mai ci fosse bisogno di farlo, erano anni di spietata propaganda, dove molte volte autori ed editori, col bene placito delle amministrazioni occidentali, identificavano i cattivi provenienti dai freddi abissi spaziali, come i russi, i giapponesi, insomma siamo in piena guerra fredda, e lascio a voi trarre le conclusioni, su come poteva essere influenzato il fumetto.
L'ufficiale della RAF Hawke, - striscia quotidiana apparsa sul Daily Express, un quotidiano inglese, la british invasion evidentemente ha radici più profonde di quelle che pensiamo-  è più una sorta di diplomatico, e  le immancabili invasioni aliene, vengono risolte con una originalissima diplomazia e proprietà di dialogo, su cui gli autori sviluppano trame  basate sulla scoperta e la comprensione di nuove culture, piuttosto che sulla guerra incondizionata.
Ma non è sull' iniziativa di 001 edizioni, ne su Jeff Hawke, su cui voglio fermarmi quanto su un esempio di marchetta, l'ennesimo,  su cui puoi malauguratamente inciampare, navigando in rete.
Il sito stavolta è: c4comic.it 

C4 Comic è un blog di informazione fondato da Riccardo BortolatoMarco Rubertelli e Nicholas Venè che segue il mondo dei fumetti in ogni suo aspetto.
Scopo del sito è quello di fornire un flusso di notizie costante che spazi dalle ultime news alle uscite previste in edicola e libreria, passando per recensioni, speciali su eventi di particolare rilievo e interviste con autori ed editori, garantendo ai nostri lettori informazioni su ogni aspetto collegato in qualsiasi modo all’universo del fumetto.
Se sei appassionato di fumetti e ti piacerebbe scriverne, visita la nostra sezione “collabora con noi”!

Il post che mi ha fatto perdere qualche battito invece è questo: http://c4comic.it/2015/08/21/001-edizioni-arriva-ledizione-integrale-di-jeff-hawke/

L'autore del post ovviamente lo ha promosso on line,  è giornalismo e critica autogestita, scrivi un pezzo, ed in assenza di un distributore, tocca a te spammarlo un pò dappertutto, affinchè la gente ti legga; e qui casca l'asino. E mai animale fu chiamato in causa con maggiore efficacia.
Mi cade l'occhio su questo post, in uno dei pochi gruppi che frequento sul maledetto facebook:


Ci tengo a sottolineare che chi posta è lo stesso autore del post, "La consigliate a chi non si è mai avvicinato?", fa vibrare il senso di ragno di qualcuno, ma è inutile partire premuniti verso certe realtà, bisogna approfondire, fare come Hawke, capirlo il nemico, così quando quando qualcuno si prende la briga di approfondire:



 L'autore dell'articolo, ammette candidamente di non conoscere una sola vignetta del volume che inspiegabilmente promuove con un incipit che non lascia spazio a fraintendimenti:

Buone notizie in arrivo da Anteprima. Per tutti gli appassionati di fantascienza arriva infatti l’integrale, in quattro volumi editi da 001 Edizioni, di Jeff Hawke. 
Ma se non lo hai mai letto....ma buone notizie di cosa? 
Incuriosito dalla cosa, spulcio questo ennesimo baluardo dell'informazione di settore, d'altronde ormai chi segue il blog da tempo, lo sa che il Tristone inside, piuttosto che affidare suo portafogli a questa piattaforme di marchettari, preferisce chiacchierare con altri lettori, per sapere una sincera opinione su questa o quella opera.
Ebbene dopo la veloce visita a queso C4, realizzo che come organismo di informazione di settore è esplosivo, come l'omonima  Ciclotrimetilentrinitroammina tanto cara a quei simpaticoni della CIA, da cui prende il nome.
Nel sito c'è l'immancabile intervista a Recchioni, una sorta di Agente Smith della web .it. Letteralmente Onnipresente.
Una cronaca, ovviamente manco a dirlo entusiata di ogni numero di Orfani, Ringo ect. ect.
C'è ovviamente Sio, ed il suo Scottex, un inspiegabile articolo che promuovo quell' inutile aborto che è Nick Banana, isomma, per quante letture peschino dalle risme della tartaccia destinata alla differenziata si conceda la corpulenta redazione di questo sito, non c'è nulla che li scandalizzi.
E' tutto bello ed appetibile.
Qualche dubbio ti viene: o scrivi perchè editori ed autori ti pagano, o effettivamente non capisci assolutamente nulla di fumetto, e se non hai idea di chi sia Jeff Hawke, il dubbio si fa spesso e diventa quasi tangibile.
Il succo è che tutta questa faccenda non fa che confermare le mie più spaventose previsioni, a voler rendere geometrico il mondo fumetto italiano, ne ricaviamo in triangolo, con tre vertici:
A) Editore ed Autore
B) Lettore
C) Critica

Ora, se queste tre parole incutono un senso di freddo terrore anche a voi nel leggerle, benvenuti nel brutto mondo di fumettopenia:
Va da sè che non usciremo mai da questo buco nero, se  questi tre vertici si reggono solidamente e reciprocamente si sostengono: se mi propongo  come organo di critica, non posso pubblicare delle robe così palesemente promzionali, non sei un organo di critica o informazione, sei solo un marchettaro, che probabilmente si promuove ad editori con cifre di visualizzazione per fornire un servizio pubbliciatrio mascherato da recensione.
Del vertice B non voglio nemmeno spendere un' ulteriore parola, sono sempre più convinto che gran parte del lettore medio italiano non capisca una assoluta, fava di fumetti, chiede spazzatura e spazzatura ottiene. L'invasione di  texani dell'ultima ora, giunti entusiasti alla colorata  Serendipity, sono un esempio lampante di cosa significhi oggi leggere in Italia.
Contenti loro, contenti tutti.
I veri vincitori in questa situazione di asinaro stallo , sono editori ed autori, con un costo minimo, si ritrovano uno stuolo di stagisti innamorati e gratuiti, che non fanno che promuovere i loro prodotti, quasi sempre scadenti. Varie volte sul gruppo del blog su Facebook mi è capitato di vedere video di persone che semplicemente scartano i pacchi postali che ricevono dagli editori, parlando bene del contenuto, senza averlo mai letto prima, unpackaging, credo si chiami questa pratica insana sovrasessuale.
Sono un conservatore, sono ancora per la sana pratica dello sfilare mutandine di pizzo.
Ma ad un certo punto la domanda sorge spontanea: in un circuito del genere,
Dove A pubblica ciò che vuole B, e dove C pur di avere visibilità promuove autentico pattume, di cui B non è mai sazio, una visibilià da poi presentare ad A per avere un ricavo economico, non so quanto cospicuo ma dubito fortemente che ci paghi le bollette - che speranza abbiamo di recuperare un minimo di fumetto di qualità, o anche un commento disinteressato ad un' opera?
Baci ai pupi.

venerdì 10 luglio 2015

Daryl dark ed altri disastri

Su Lifebook, negli ultimi giorni si parla solo di questo Daryl Dark, certo dubito se ne parli come speravano se ne parlasse gli autori, Viola e Michelini, nomi che a me non dicono assolutamente nulla, ma io del resto non seguo ne il fumetto amatoriale, ne il fumetto italiano moderno, anzi per quel poco che ho potuto vedere, direi che qui da noi, il fumetto sta diventando esclusivamente amatoriale, una corrida di dilettanti allo sbaraglio, che lottano tra loro a suon di sceneggiature oltre la mediocrità e disegni che nemmeno i silurati delle sedicenti scuole del fumetto.
Come questo ennesimo indagatore del paranormale, e qui sarebbe il caso aprire una parentesi
- Ma in Italia, quanti indagatori dobbiamo avere? Gordon Link, Dick Drago, Elton Cop, e chissà chi sto dimenticando, ma è possibile che l'idea di fare un fumetto in Italia nasca sempre da Dylan Dog? -
Dicevo l'ennesimo clone di Dyddo, tra parentesi characters che è morto qualitativamente ormai almeno qualche lustro fa, è messo alla gogna un pò in tutte le pagine e gruppi del famoso social su  cui ho avuto la sfortuna di posare gli occhi.
Ed a ragione, perchè Daryl Dark Il buono il morto e il cattivo EP00ST01 (che scritto così sembra un torrent-file più che altro) è davvero brutto.
La storiella di 16 pagine è abbastanza insignificante, ma d'altronde non credo che quelli della Cagliostro abbiano puntato più di tanto sulla storia, credo che il motivo per cui sia così cliccata, sia dovuto al fatto che il cattivo di questa storia breve ricorda in maniera inquietante Roberto Recchioni.
Ovviamente orfano di contenuti questo numero zero, si affida alla forma per far parlare di sè, e la forma di questo coso, sembra un dipinto iperrealista della condizione del fumetto e l'editoria italiana oggi.
Sembra la diagnosi infausta di un oncologo al suo paziente.
"Sono Robert R. Relich. Il popolo del web mi definisce il nuovo H. P. Lovercraft"
"Vede Mr Dark, se volevo una recensione positiva l'avrei comprata per molto meno da qualche youtuber del momento"

Un lettering di questo genere mi fa accapponare la pelle.
In un unica vignetta si raffigura perfettamente il livello di mediocrità a cui è sceso il fumetto italiano, un media che dalla rete ha saputo attingere solo lo squallore, che dalla rete si è fatto violare ed influenzare: un fumetto che cita gli youtuber, o che identifica in Recchioni, un character da riportare su carta, è scritto da gente che di fumetto non capisce nulla, è scritto da gente cieca, incapace di vedere oltre la devastata realtà che è l'editoria italiana, è scritto da pesci piccoli, nati e cresciuti in una pozza d'acqua, poco inclini al rapportarsi ad un altro modo di concepire questo favoloso media, che ahimè esiste oltre i confini della propria limitata esperienza, un autore che prende la strada inflazionata (in Italia) dell'ennesimo detective dell'occulto, ha già perso in partenza, e non crescerà mai, è nato vecchio come Benjamin Button.

"Non mi aspetto che tu capisca...io sono un predestinato, ma il mio penultimo libro John Dioscur, fun un completo disastro commericale, nonostante se ne fosse parlato ovunque ....tv...radio..web tabloid."

Gli allegri signori di Fumetto D'Autore, il sito legato all'associazione culturale ribadiscono per l'ennesima volta le loro teorie sul flop di Orfani. Ma basta. Ma che noia.
Sulla questione Recchioni nemmeno vale la pena soffermarsi; gli screzi tra i signori dell'associazione culturale Cagliostro, (tra l'altro presumo sia una condizione fiscale, più vantaggiosa di quella dell' editore), e quello che effettivamente il web italiano ha  inspiegabilmente eletto miglior autore in circolazione, sono cosa vecchia, ed hanno stufato altrettanto.
La metafora del piccolo laghetto torna prepotente, una guerra per decretare il re dello stagno, una guerra fredda (e insipida tra l'altro) combattuta sui social, tra gente che magari, e lo dico con una vena di ottimismo fuori luogo, un tempo di fumetto ci capiva pure qualcosa, ma ora queste conoscenze si sono perse come lacrime nella pioggia, visto che ormai sembra che qui si campi di citazioni dozzinali.
Veramente brutto Daryl Dark, veramente brutto come è disegnato, (a che prò quell'assistente con le fattezze di Oliver Hardy? Ma perchè?), e vogliamo parlare dell'onomatopea del suono del campanello nell'ultima vignetta?
Ma no, facciamo finta di non averla registrata. Facciamo finta sia sfuggita alle maglie della memoria.
Veramente fuori luogo l'editoriale, Daryl Dark non attinge un bel niente ne da Arthur Conan Doyle, nè da H. P. Lovecraft e tantomendo da Hodgson, non è che se in copertina metti una sorta di Cthhulhu trovato googlando il bestiario del genio inglese, stai citando Lovecraft, non è se che ti inventi il discendente di Sherlock Holmes e gli dai domicilio in Baker Street, allora stai "citando" l'opera di Arthur Conan Doyle, perchè  un occhio attento, quel tipo di occhi che  ahimè latita da troppo tempo, sulle fronti dei lettori italiani, alla lettura di queste 16 pagine, deduce che tu, caro autore, di Sir Doyle, non hai mai aperto un libro.
Ma la cosa più brutta di Daryl Dark è cosa vuole comunicare, vuole comunicare agli aspiranti autori, fondamentalmente di annullarsi, in Italia oggi se vuoi essere letto devi proporre materiale che abbia lo spessore narrativo di un meme, alla peggio, se vuoi vendere, devi uniformarti al mediocre standard qualitativo imposto da quel famoso Robert R  Relich che nel web italiano ha una onnipresenza che manco l'agente Smith di Matrix.
Daryl Dark dice al fumettista italiano del domani, che non deve inventarsi nulla, quello che vende qui non è la qualità, non occorre spremersi le meningi, i binari sono già montati, le vie già segnate, l'initimismo adolescenziale di borgata di Calcare, il fumetto piatto e scontato di Recchioni, la cui ultima fatica, Battaglia, un' idea riciclata e vecchia di almeno 20 anni, finora mi ricorda la scaletta delle puntate dei documentari sui misteri d'Italia di Lucarelli, a 'sto giro c'è Ustica, ed il mese prossimo?
La banda della Magliana?
La strage alla stazione di Bologna?
O peggio l'insulsa demenzialità di Sio e del suo Scottecs, che forse più di tutti, con la complicità del lettore lobotomizzato, ha dato il colpo di grazia al fumetto italiano.
Insomma cari fumettopeniaci diciamocela nuda e cruda, non può che peggiorare, con questo mondofumetto nostrano pacchiano e paesanotto, infestato da primedonne convinte delle proprie qualità e personaggi livorosi, che hanno smesso di darsele tra i banchi di Lucca e si sono spostati sul media stesso, riducendo il lettore alla stregua della casalinga pettegola, che sfoglia Novella2000.
Finchè esisterà questa infinita pletora di Blogger, 'tuber e Cosplayer e chi più ne ha più ne metta, che nascono come funghi, che twittano selfie in giro con copertine di fumetti che leggeranno solo per dire l'ho letto, allo scrittore, questa ruffianeria spinta al punto darebbero via la nonna per questa effimera visibilità di cui dopo tanto tempo non ho ancora capito i vantaggi.
 Ma sopratutto, e quasi mi spiace dirlo ma finchè avremo questi lettori, il fumetto italiano non può che peggiorare.
Qui il fumetto è stato snaturato della sua funzione primaria: la lettura.
E se ci pensate è da mettersi un cappio al collo, negli anni '80 in America ci fu la British Invasion, qui da noi, in questi anni, gli anni 2000, che erano immaginati dagli scrittori tardo-vittoriani, come un futuro saturo di meraviglie, sono caratterizzate da una invasione molto più indigesta, una pacchiana invasione di barbari ignoranti che dubito andranno via tanto presto.
Non finchè esisteranno situazioni di imbarazzante ruffianeria priva del benchè minimo gusto come queste: http://www.slowcomix.blogspot.it/2015/07/evilsio.html
Che ovviamente  lo stesso Recchioni approva. 
Insomma confidiamo tutti nell' ISIS.
Baci ai pupi.

Uh quasi dimenticavo, in sintesi questo Daryl Dark Il buono il morto e il cattivo EP00ST01 che ribadisco non è un file torrent, è da leggere?
No, a meno che non siate tra quelli che dal fumetto chiedono tutto tranne che intrattenimento ed emozione. Avrà un seguito?
Boh, sinceramente non credo, ma l'Italia è una sorta di zona negativa dove tutto è lecito e tutto è possibile.
E' giusto l'ennesima istantanea he ribadisce il concetto che se mai siamo stati un paese di fumettari di qualità, è successo ormai troppi anni fa.
Ribaci ai pupi.

venerdì 27 marzo 2015

Come nasce un album di figurine

Una favola sull' Editoria Italiana


Il Signor Panini, tamburellava nervosamente le dita sulla sua scrivania in ciliegio, ed intanto con l'indice della sua rugosa mano destra cliccava sul mouse del potente pc degno di ogni mega direttore generale, e scorreva le pagine sui social. E più scorreva più sentiva una rabbia montare, una rabbia incontenibile, che se non avesse indirizzato verso qualcuno, quella mattina sarebbe rimasta dentro di lui annidata nello stomaco ad  a graffiare le pareti acidule del suo antro gastrico.
Schiacciò il tasto usurato del suo interfono a ruggì alla sua segretaria di convocare tutti i vicecapi immediatamente, ma quello di accendere l'interfono fu solo un tic routinario, il vocione adirato del signor Panini fu udito anche senza l'apparecchio, fece vibrare le pareti di tutto l'ufficio, tanto che fuori oltre la parete finestra, gli uccelli posati sull'albero, presero un veloce e nervoso volo per allontanarsi da quelle tremende vibrazioni sonore, che nel loro elementare vocabolario interpretativo, potevano solo significare guai.
Dopo qualche minuto erano tutti nell'immenso ufficio del signor Panini, a sentire il motivo di questa riunione straordinaria.

"Marcello!" Urlò il Signor Panini, e gli lanciò dietro il tablet, "Come lo spieghi questo!?"
Marcello prese al volo la tavoletta elettronica ed osservò lo schermo, c'era aperta la pagina di Facebook della Shockdom, monopolizzata dai disegni elementari della star del momento, un certo Sio.
"Come spiego cosa vossignoria?" Disse timidamente Marcello.
"Spiegami perchè questa cosa non ha la nostra etichetta in copertina! Hai dato un occhiata a facebook ultimamente? Sto ragazzo è in giro per l' Italia a riempire fumetterie, ha paticamente invaso il nord, è instancabile, e probabilmente lo pagano a like e noccioline, perchè non lavora per noi?"
Il Signor Panini era livido in volto, c'è chi nella stanza ha temuto che qualche vena o qualche arteria, spossata dalla fatica di pompare sangue per anni in quel voluminoso e geniale cervello che lo aveva di fatto reso il re della raccolta delle figurine in Italia, cedesse sotto i morsi della rabbia, che solo un buon affare mancato può montare in un corpo umano. Ma fortunatamante l'apparao idraulico resse, ed i colori si normalizzarono in attesa di una risposta accettabile, da parte dell'interpellato.

Il Signor Marcello non sapeva che dire, lui non sapeva chi fosse sto Sio, doveva far parte di quella cerchia di nuovi artisti a costo zero che nascono in rete, lui era responsabile della Marvel Italia, non aveva tempo per cazzeggiare su youtube a scovare artisti come avrebbe fatto un talent scout, in silenzio misurava le sue parole, prima di pronunciarle, mentre era in piedi a guardare quei disegnini a dir poco osceni, sullo schermo del tablet, ricordava benissimo l'ultima volta che era stato chiamato in quell'ufficio sfarzoso, pieno di quadretti in legno laccato oro, sparsi sulle tre pareti, (la quarta era un' immensa finestra che ogni giorno faceva entrare la luce), con dentro figurine dei calciatori ormai introvabili, come quella di Luher Blissett del Milan.

"Marcello, devi subito twittare un annuncio!" gli disse quella mattina il signor Panini, "Ci ha chiamato il Signor Disney, e ci ha detto che ci manda da tradurre una serie a fumetti vecchia, che qui dovremo vendere in lussuosi volumi da libreria, inedita in Italia per giunta!"
Marcello entusiasta chiese di cosa si trattasse, ma quando udì il titolo, sentì il sangue congelarsi nelle vene:
"Pubblichiamo l'Hulk di Bill Mantlo! E' inedito in Italia, il Signor Disney si è informato, mi ha detto che a quei tempi i signori che pubblicavano Hulk in Italia, saltarono quel ciclo....non è fantastico? Che colpo per la nostra azienda! Senti che slogan: Solo con noi la Marvel è integrale!"

Marcello tentò di dire la sua in quell'occasione, "Ma Signor Panini, l'Hulk di Mantlo è orribile, tanti anni fa, fui proprio io che decisi di saltare quel ciclo, e dissi a tutti da un mio editoriale che lo saltavamo per dare spazio a serie più nuove ed appetibili! Come posso adesso annunciare entusiasta che noi pubblichiamo quelle storie?" "Deve dire no al signor Disney, sono orripilanti quelle storie!"
Lo sguardo del signor Panini, nel sentire quelle ultime parole, si infiammò, tanto che il signor Marcello, pensò di trovarsi improvvisamente di fronte una versione invecchiata di Scott Summers, ma dagli strilli che seguirono dopo, dovette ammettere a se stesso che forse era finito di fronte a Banshee.
"Ti ha dato di volta il cervello Marcello? Dire no al Signor Disney!?" Cosa vuoi?! Che ci tolga tutti i fumetti e li dia in gestione a qualcun'altro?" "La serie di volumi in America è già realtà, perciò tocca anche a noi pubblicarla! Twitta l'annuncio, e dì che è bello ed imperdibile! Chi vuoi che si ricordi quello che dicevi trent'anni fa!!"

"Sto aspettando una risposta Marcello! Il tempo è danaro!" Lo strillo rabbioso del signor Panini riportò Marcello al presente, ma lui sto Zio non lo conosceva davvero, e poi ultimamente era stato impegnato nell'aquisizione della licenza dele storie di Asterix!
Lo aveva pure detto a tutti all'inizio del mese, sempre su twitter: "Forse e dico forse, ce viè 'bbene un colpaccio, ed un grande fumetto europeo tornerà in fumetteria dopo molti anni!"
L'annuncio era stato preso sul serio da una marea di lettori, tanto che nei forum era nato spontaneamente una sorta di toto-fumetto, chi ipotizzava, Little Nemo, chi Popeye, chi Dick Tracy, chi Phantom, -ah no Phantom se l'è pigliato la Mondadori!- ma avevano capito tutti male, sghignazzava Marcello tra se e sè, era Asterix! Lui intendeva proprio in fumetteria, era dal '72 che aspettava quel momento! Basta con questi collaterali che dopo una settimana in edicola si polverizzavano sugli scaffali e scomparivano per sempre dal commercio. Asterix avrebbe smesso di essere introvabile dopo quel bel colpo della Panini!
Invece nell'ufficio stamattina ci era finito perchè Zio, non era pubblicato dalla Panini. Ma chi era poi 'sto Zio?
Si ritrovò ad inveire in silenzio verso gli adolescenti italiani, e disse con un sussurro: "Non saprei cosa dire vossignoria, io non mi occupo di youtuber!"
"Beh è ora che cominci ad occupartene!" Ruggì il signor Panini! "Sossoldi!". Aggiunse.
Trovami subito un altro di questi, che faccia sto genere di roba e mettilo sotto contratto esclusivo! Abbiamo candidati?"
A rompere il silenzio fu un altro dei vice, uno di cui nessuno ricordava il nome, "Signor Panini il Protocollo Facchinetti prevede di sponsorizzare solo quelli con un certo seguito di like e preferenze, ci sono migliaia di emuli di questo Zio, ma con le cifre ancora non ci siamo...mi dispiace."
"Cazzo!" Disse in un ringhio il signor Panini, battendo il pugno sul tavolo massiccio. Dobbiamo metterci in pista anche noi! Marcello, a nessuno gli frega nulla di Asterix, i ragazzini vogliono questa robaccia!
 "Ci sarebbe Favij." disse il vicedi cui nessuno si ricordava il nome.
"Chi?"
"Faviggei, mio figlio lo chiama così"
"E che fa? Disegna? Canta? Suona? Balla? Cucina? Trucca?"
"Ehm no signor Panini......parla, invero dice solo stronzate, però mio figlio ne va matto, e pure altri a vedere le cifre del suo canale. Ho provato a vedere un video in uno di quei momenti in cui a casa ti relazioni con il frutto del tuo seme sa, alla fine gli ho detto, figliolo avrei accettato più serenamente che ti drogassi"
Dopo aver visto un video, il signor Panini disse a Marcello, " Mi hai fatto spendere un botto per Zenith di Grant Morrison, ma ecco i veri soldi! Voglio sto ragazzo sotto contratto chiamatemi la mamma al telefono. Lo faremo disegnare, già li vedo i fumetti di faviggei! Verrà giù il teatro!"
"Non possiamo signore, il Protocollo Facchinetti non prevede di snaturare l'arte del youtuber da sfruttare, prevede di coltivare quello che fanno ed amplificarlo."
"Anche dire stronzate a raffica? Incidiamo un CD allora"
"Ma signore, non siamo una casa discografica!" Disse disperato il signor Marcello
"Potremmo volare in Cina e farci dei pupazzetti, verrebbe su un giocattolo divertente...d'altronde secco secco, cò 'sto capioccione, sta cuffia gigante in testa....facciamo una linea di giocattoli."
"Devo fare tutto io qui dentro", disse il Signor Panini fulminando tutti col suo sguardo da imprenditore navigato.
E poi i suoi occhi si posarono sulla figurina di Luther Blissett....

Baci ai pupi