Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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venerdì 27 settembre 2013

L'uomo che ride

Tra le anteprime della Rw Lion di questo prossimo autunno, che almeno per temperature tarda ad arrivare, è annunciato un cartonato dedicato a Batman da 18,95€  (132 pp) che contiene due storie abbastanza incompatibili tra loro se escludiamo la vena noir della sceneggiatura.
Il DC DeLuxe in questione conterrà The Man who Laughs e Batman Gotham Noir entrambi scritti da Ed Brubaker e disegnati rispettivamente da Doug Mahnke e Sean Phillips.
Gotham Noir è un Elseworld di stampo Detective Story raccontata da Jim Gordon in prima persona, in una Gotham del 1949, Gordon si ritrova con l'accusa di omicidio, un'accusa dalla quale dovrà scagionarsi con l'aiuto di un inedita interpretazione di Batman da parte dello scrittore, che ci propone un Batman etereo, quasi un parto dell'immaginazione del commissario, il tutto disegnato dal signor Sean Hard Boiled Phillips.
Ma quello di cui ci occuperemo in questa sede è la prima storia, che da il nome al volume, ossia l'uomo che ride di Brubaker e Mahnke.


I'm a Retcon Man

L'uomo che ride, in sostanza è la rivisitazione della prima apparizione di Joker a Gotham, quella scritta da Bill fingers e disegnata da Bob Kane e Jerry Robinson, su Batman #01 (1940), Brubaker uomo capacissimo di sviluppare trame su storie vecchie (vedi Project Marvel per la casa delle idee), decomprime ed espande la scenggiatura originale da 15 tavole del fumetto degli anni '40, scrivendo una deliziosa detective story con narratore didascalico in prima persona, fondendo in un unica storia l'intera cronologia essenziale del Joker, Red Hood originale, il primo villain mascherato di Gotham, che si sa ormai essere il primo alter ego criminale di Joker, che fu sconfitto da Batman all'interno della fabbrica Ace Chemical, dove al culmine di una scazzottata con il pipistrello precipitò all'interno di una vasca di smaltimento di prodotti chimici.
delle origini di Batman, citando gli eventi dell'anno uno di Miller, e con accenni al
(The Killing Joke di Alan Moore lo ricorda qualcuno vero?)
La morte di Claridge
La soria non è assolutamente malvagia, ma da qui a ristamparla con la sedicente dicitura DeLuxe, ce ne passa. Sono comunque 20€, arrotondando per eccesso, che potreste investire in qualcos'altro, diciamo che il pezzo forte del volume sono i disegnatori, Phillips e Mahnke, non certo le sceneggiature di Brubaker che non tolgono o  aggiungono nulla alla classica routine narrativa del pipistrello, fatta di ricerca di indizi, analisi e soliloqui didascalici, vale la pena segnalare la reinterpretazione grafica del buon Manhke dei primi omicidi del Joker, che i malati da pipistrello, riconosceranno sicuramente: Henry Claridge, Jay Wilde e il giudiceDrake. Per il resto non trovo altri moventi validi per alleggerirvi di venti euro dal portafogli. Come sempre il lavoro grafico del disegnatore della Lanterna Verde di Johns o del Major Bummer di Arcudi, fa bene il suo lavoro, le sue tavole sono la cosa più appetibile dell'intero tomo annunciato, ma come sempre non è del tutto materiale inedito.

AltroMercato
Eppure non è che la RWLion abbia penuria di materiale da stampare, anzi ormai sono due anni o più che invade gli scaffali delle fumetterie con una quintalata di roba, quello che continua ancora a stupire sono le scelte del materiale che si decide di riproporre e del come riproporlo.
Questo DC Deluxe, non ha niente da invidiare al volume dedicato ai Team Up tra Batman e Judge Dredd, che comiincia con batman e judge dredd e finisce con judge dredd e lobo, entrambi tomi peccano di coerenza, a parte la penna che firma le due storie, non ha molto senso proporre un cartonato da 20€ con all'interno due tipi di storie, firmate si dallo stesso Brubaker, ma così poco collegate tra loro, parliamo di una storia in continuity (The man who laugh) e una storia della collana elseworld (Gotham Noir), che per chi non lo sapesse, è quella linea di pubblicazioni DC staccate dalla continuity classica di terra-1, e che si svolgono in universi paralleli, che differiscono dalla terra principale per questa o quella particolarità (gli esempi eclatanti sono Kingdome Come di Waid o Superman Red Son di Millar.
Allora ha più senso ripiegare sulla prima edizione dela storia in questione, apparsa sulla collana Arkham della Planeta, raccolta di cartonati apparsi in libreria, che raccoglievano in ogni numero una serie di storie che definiremmo essential, per il villain a cui era dedicato il volume, su Arkham #01 infatti - dedicato al Joker - furono ristampate le storie di The Joker (1940) e The Mad behind the Red Hood (1951), due vecchie storie del cavaliere oscuro che sicuramente hanno fatto da bacino di rccolta ad Ed Brubaker, per la stesura della sceneggiatura del suo uomo che ride, ed appunto l'uomo che ride, manco a dirlo il prezzo del volume è esattamente la metà, ma l'uomo che ride è disponibile anche in un altro tomo, la raccolta di storie di Batman, chiamata Batman: La leggenda, (fumetterie/edicole) sempre Planeta De Agostini, aprì le danze con un numero uno che conteneva il Batman anno uno di Miller e Mazzuchelli (quindi mica pizza e fichi) e questa storiellina di Brubaker e Mahnke. anche in questo caso non credo si debba nemmeno considerare l'ipotesi di spenderci 20 euro. il costo sarà da 10 euro in giù, io ci ho speso 4 euro, e l'ho presa giusto per poterla recensire.
Insomma senza sminuire più di tanto la Gotham Noir disegnata da Phillips, che è si carina, ma non certo eccelsa, direi se proprio volete leggervi questo Uomo che ride che potete ricercare le edizioni precedenti sul mercato alternativo dell'usato risparmiando dai 10 ai 15 euro.
Io il mio dovere di rompipalle delle major, come al solito l'ho fatto ora resta a voi decidere chi volete che sia ad avere l'ultima risata, voi o l'editore dal lusso facile.
Baci ai pupi.


venerdì 9 agosto 2013

Un estate verde smeraldo.



Chi si è perso la migliore serie in casa DC degli ultimi cinque-dieci anni, ha la possibilità di rimediare.

Ultimamente non si fa che parlare di questi famosi magazzini Planeta, sui quali la Lion per vie legali, è riuscita a mettere le mani.
Quando parli con adetti al settore alle fiere, o con i gestori delle fumetterie RW Point, le risposte sono sempre un misto di vago e grandi aspettative: "Non si sa cosa c'è dentro, non sia sa quanto materiale sia effettivamente idoneo per essere rimesso in vendita, tocca aspettare e vedere cosa tirano fuori".
E' ovvio che ti immagini scene tipo archeopaelontologi, che violano la tomba del Faraone, ovvio che ti immagini questi magazzinieri con tanto di casco con la lampadina in testa (messa al rovescio però come Woody Allen in Criminali da strapazzo, perchè fa più figo) che tornano alla luce trascinando pile di fumetti che si è pensava fossero ormai  estinti, e di pochi rimasti, venduti a prezzi che manco fossero oro, on line su Ebay.
Tanta la roba che è ricicciata fuori, come funghi dopo una notte di pioggia, anche volumi con i quali alcune fumetterie, hanno speculato un bel pò.
Io le difendo sempre quando c'è da difenderle, dall'editore oppressore, però diciamo che con la scusa che era "materiale ormai finito al macero per volontà dell'editore incazzato nero", alcuni volumi sono stati proposti a prezzi anche triplicati. 
Eh?Bricconcelli.
Ma non divaghiamo oltre, è uscita proprio adesso mentre ci stiamo parlando il primo dei due cofanetti di Lanterna Verde contenente i primi numeri Planeta.
Per la precisione il cofanetto nella cosiddetta Complete Edition conterrà i primi 14 numeri di Lantern Verde Gestione Planeta, ad eccezione dei numero 8 e 9, ristampati per l'occasione dalla RW. Il cofanetto conterrà anche la prima parte di un inedito ispirato alla versione cinematografica. 
Il secondo blocco di albi che vanno dal 15-22 verranno messi in vendita più in là, ed il secondo cofanetto conterrà anche Sinestro Corps
I possessori della serie potranno comunque accaparrarsi solo il cofanetto, venduto anche vuoto al prezzo di 11,00€ ( ma sempre con l'albo speciale ispirato alla versione filmica).
Se famo due conti? Dai che vi siamo mancati...io il mio pallottoliere e la mia vena polemica.
La complete edition parte 1 conterrà abbiamo detto, i primi 14 numeri e costerà 63,30€, (valli a capire sti trenta centesimi dispari), vale a dire che l'editore farà pagare i fumetti circa 4,20€ ad albo (prezzo di copertina originale 3,95 se non erro), quindi anche stavolta potrei uscirmene con la solita filippica del rincaro ingiustificato.
Ma voglio pensare che per riavere disponibile materiale che ormai latita anche su Ebay, chi ce l'ha, Lanterna Verde se la tiene, sono stati pagati avvocati e gabelle, poi spalmateci sopra anche il prezzo del cofanetto, e più o meno avrete la sensazione che non vi stanno sodomizzando per l'ennesima volta, e tornerete a casa soddisfatti.
Un dickensiano Larfleeze che merita un poster.
In Italia dal 2010, Lanterna Verde è la miglior serie a fumetti regolare, graficamente appettibile e con una longevità fuori dal normale,Geoff Johns non ha solo riacceso la luce di smeraldo, ha plasmato nuovi personaggi che sono andati ad arricchire l'universo di Lanterna Verde, inoltre, durante la sua gestione, ha ricreato il personaggio di Sinestro, mai visto così psicologicamente complesso, completo e carismatico, grazie anche a delle riuscite operazioni di RETCON, ha riconfigurato i personaggi dei Guardiani di Oa, rendendoli decisamente inquietanti, ed agganciandosi ads una vecchia storia scritta da Alan Moore e disegnata da Kevin O'Neill, con protagonista la Lanterna Verde Abin Sur, ha impostato le basi per l'introduzione del personaggio di Atrocitus, delle Lanterne Rosse, nonchè il megaevento disegnato da Ivan Reis: Blackest Night.
Insomma fidatevi se vi dico che Lanterna Verde è una gran serie che non conosce bassi dal suo arrivo in edicola,  l'arrivo in pianta stabile di Doug Mahnke poi alle matite, non ha fatto altro che aumentare l'appetibilità della serie.

Tutto il cofanetto minuto per minuto (potrebbe contenere qualche spoilerino, lo scriviamo in corsivo)

Nei primi tre numeri si comincia subito con la Retcon sulle origini di Lanterna Verde.
Secret origins, disegnato da Ivan Reis, nei quali si ripercorrono i primi giorni di Lanterna e l' incontro con Abin Sur, si introduce l'incazzato Atrocitus e come detto si buttano le basi per la saga della Notte più Profonda, in questa nuova Emerald Dawn, Hal in compagnia di Sinestro, suo Mentore, deve vedersela appunto con i misterioso Atrocitus, unico superstite del Pianeta Ryut, nel settore 666, fetta dello spazio in cui un giorno i Manhunters diedero di matto e sterminarono l’intera popolazione. Atrocitus, nonostante il nome abbastanza idiota è un personaggio complesso, che Johns scopre ed arricchisce numero dopo numero.
Dal quattro in poi sempre in compagnia di Reis, Johns crea il corpo delle Lanterne Rosse, e si analizzano gli esiti della guerra contro il Sinestro Corps.
L’arc - Rage of the Red Lanterns, è appetibile per due motivi: il fiorire di nuovi corpi galattici, e la rivisitazione dei guardiani di Oa, del loro passato e sopratutto della loro morale, non sempre candida come si può immaginare.
Dal 4 al 7, facciamo la conoscenza del corpo delle Lanterne rosse che detengono la luce della rabbia, il Santo viandanter ed il corpo delle Lanterne Blu, creati dai guardiani Ganthet e Sayd, che detengono la luce blu della speranza, ed infine il carismatico Larfleeze, Agente Arancio, unico detentore della luce arancione dell’avarizia.
Le pedine per la guerra di luce che si combatterà nella notte più profonda sono pronte (intanto su Corpo delle Lanterne Verdi, altra testata di ottima fattura da tempo immemore, Gleason e Tomasi rinfrescano le Zamaron ed il loro corpo di Zaffiri Stellari, detentrici della luce viola dell'amore) .
Il mega evento comincia con il numero otto della serie in cui finalmente arriverà Doug Mahnke che si presenterà ai lettori con una bellissima storia che funge da prologo alla maxiserie, Tales of the Black Lantern, narra la nascita della prima Lanterna Nera, William Hand - Mano Nera.
9, 10, 11 12 sono i Cross Over con l’evento Blackest Night, dove Johns instroduce la tribù indaco, detentori della luce indaco della compassione, un altro corpo di Lanterne, le cui origini sono state narrate proprio in questi ultimi mesi, in un arc che definire spettacolare, è eufemistico.
Se da una parte è vero che letti da soli non hanno molto senso, dall’altra parte bisogna dire che in quelle pagine vale la pena ricordare, lo scontro per la leadership del corpo di Sinestro, tra quest’ultimo ed il suo Usurpatore Mongul, la mega battaglia su Zamaron tra Hal, Sinestro, Carol e…la Lanterna Nera Abin Sur. Ed il gran finale a Coast City, con tutti i corpi riuniti contro le Lanterne nere.
Nonchè un memorabile ed adrenalinico scontro tra Hal Jordan/Parallax vs Spectre.
Non fa in tempo a finire un megaevento che subito nè comincia uno nuovo, come recita il giuramento, dopo la notte più profonda, segue il giorno più splendente.
E mentre sulla testata principale di questo nuovo cross over, Brightest Day, Johns gestisce in maniera non troppo brillante il ritorno alla vita di alcuni personaggi storici della DC, tra cui Aquaman e Martian Manhunter, su Green Lantern, con l’arc in quattro parti New Guardians  -tranquilli non c’entrano nulla quegli aborti creati alla fine di Millenium da Englehart, è solo un caso di sfortunata omonimia-
Hal ed i suoi improbabili nuovi alleati dovranno vedersela con un misterioso cattivo che sta rapendo le entità Avatar degli stati emozionali dei vari corpi, così dopo la sparizione di Parallax e Ion (paura e volontà), Hal, Sinestro, Atrocitus, Zaffiro e Larfleeze, faranno di tutto per contrastare il nuovo potentissimo nemico capace di ghermire esseri dalla potenza incalcolabile.
Gran finale (di Cofanetto), con un Bea-team-up con Lobo, personaggio con il quale Mahnke si è già districato nella miniserie Lobo/MAsk, che comunque getta le basi per un nuovo evento corale, che stavolta interessa solo le testate del corpo, La guerra delle Lanterne verdi, ultma mega saga prima dello strano ultimo reboot di casa DC, che però non toccherà affatto la continuity di Green Lantern, guerra però  di cui parleremo quando la RW Lion annuncerà il secondo Complete Edition.
63.30€ sono un sacco di soldi, ma la serie li vale, certo magari non sull’unghia, così come è proposta, però indubbiamente Green Lantern, insieme a al Batman di Snyder-Capullo è la miglior serie DC degli ultimi anni, se avete un po di soldini da parte direi di considerarla.
L’ handicap principale però dell’investimento, è il fatto che questi 14 albi sono legati a filo doppio con la miniserie Blackest Night, e che molto del divertimento della lettura è perso se non si hanno sottomano anche gli otto numeri della sudetta miniserie, c’è da sperare che la Lion tiri fuori dagli scantinati anche un po’ di ristampe di questo evento altrimenti, non la chiamerei troppo Complete Edition.
In finale è un acquisto assolutamente raccomandato a chi ha cominciato LV dal reboot, e ne ha apprezzato i contenuti, per gli amanti di Lanterna Verde, e per i patiti del possesso (io prenderò il cofanetto vuoto per esempio), la serie è bella, i personaggi sono fantastici, e le innovazioni di Johns tante, e tutte piacevoli da leggere.
Come detto gli unici due handicap sono il prezzo, consideratelo un omnibus e magari vi destabilizzerà di meno, comunque è una raccolta di 27 numeri, con il vantaggio della rilegatura in spillati, insomma un omnibus  smontabile, quindi più facilmente trasportabile.
L’altro è il fatto che questi numeri, sono molto collegati a Blackest Night, avrebbe avuto più senso che nel cofanetto, ci fosse finito anche questo evento, per esempio non si capisce perché nel secondo cofanetto annunciato, sarà presente la miniserie Sinestro Corps, che cronologicamente si pone prima persino di Secret Origins….misteri e strategie editoriali che noi vili lettori non possiamo capire.
Beh direi che ho parlato anche troppo, io torno a flirtare con Sandman vol. 2, un altro dei tesori emersi da questi fantomatici magazzini.
Baci ai pupi e buone ferie.




giovedì 26 luglio 2012

Major Bummer

Oscurati dall' ombra dei colossi del fumetto, come V for Vendetta, Watchmen, etc etc,
vive un intero popolo di fumetti minori, che come gli Ignavi per Dante e Virgilio nell'anti-inferno, sono per lo più ignorati  durante il loro passaggio nella competitiva e arida terra dell' editoria di settore.



Uno di questi è stato "Major Bummer".
Miniserie pubblicata mensilmente per la prima volta in America dalla DC Comics nel 1997, che purtroppo però non ebbe il seguito sperato, e chiuse con uno spettacoloso fantascientifico epilogo col numero 15.
In Italia, Major Bummer apparve ribattezzata "Lo Skatzato" sul mensile Play Press dedicato a Lobo, tra l'agosto del 1998 al settembre del 1999.
In effetti la traduzione non è proprio fedele all'originale, e nemmeno gli rende il giusto decoro, tecnicamente "Major Bummer" andrebbe tradotto come " il più grande fannullone", ma all'epoca, senza offenderer la suscettibilità di nessuno, i redazionali e le traduzioni della rivista, erano decisamente scadenti, saturi di ridicoli neologismi come "katz", "strakatz", "sfrakatz", sparsi un pò qui e un pò lì nei negli articoli e nei baloon.
A dirla tutta, per quel che concerne l'edizione italiana, gli editoriali sembravano, per l'impostazione in cui erano stilati, rivolti a quella classe di giovani lettori di fumetti, nerd-metallari-perennemente arrabbiati con l'istituzione in generale.
Gli autori della squisita miniserie, sono J.Arcudi e D. Mahnke, famosi in tandem, la loro opera maggiore: The Mask.
Presi singolarmente invece, lo scrittore Arcudi tra le altre cose ha anche scritto una carinissima miniserie per il ritorno della Doom Patrol, deliziosamente illustrata da Tan Eng Huat. Il secondo invece è da un gran bel pò di tempo il disegnatore di Green Lantern con i testi di G. Jhons, a mio parere la miglior serie a fumetti pubblicata in italia da due anni a questa parte.
Ora però torniamo al fannullone:
Zinnac e Yoof sono due alieni studenti di chissà quale college galattico, il primo smilzo intelligente e smaliziato, il secondo tondo e tonto in egual misura, ricordano un pò Gianni e Pinotto per i siparietti che regalano di tanto in tanto, decidono per il loro diploma di presentare uno studio sul concetto di super-eroe nella cultura terrestre.

Necessarie Precisazioni.

Intanto il mondo in cui vivono Lou e i suoi comprimari, tanto per essere precisi è un mondo come il nostro, cioè privo di supereroi, superpoteri e calzamaglie in spandex, un pò come il fallimentare (ma carinissimo) New Universe della Marvel di qualche decennio prima.

(Aperta Parentesi).

-In un altro contesto sarebbe interessante notare come per quel che riguarda il concetto di super-essere senza calzamaglia, certi autori siano stati decisamente anacronistici e purtroppo poco apprezzati  in passato, vedi appunto Major Bummer di Arcudi o i DP7 di Gruenwald. Mentre ora sembra sia una particolarità richiesta per assicurare il successo dei nuovi characters, vedi Authority, il nuovo Superman di Morrison,  il serial televisivo Heroes di Tim Kring, o ancora il nuovo Superboy, che gira in jeans e magliettina nera aderente-

Per la tesi i due alieni si servono di moduli detti S.E.M (Sviluppo Esrtemo Modulare), questi congegni, una volta vicini ad un essere vivente, aderiscono al suo cuore, passando atteaverso il cavo orale, favorendo lo sviluppo di superpoteri nell'organismo ospite. Una volta selezionato un gruppo di individui idonei, i due laureandi spediscono i SEM per posta e osservano gli sviluppi.
Solo che per colpa di un banale errore di omonimia, il SEM indirizzato al giovane avvocato di colore, un uomo di sani principi particolarmente impegnato nella politica della città, Martin Louis, viene recapitato per sbaglio ad un certo Lou Martin, giovane fannullone che passa le giornate saltando  dormendo e giocando ai videogiochi.
Lo skatzato, di cui sopra, nel giro di una notte si ritrova di parecchie taglie più grosso e di parecchie sinapsi più intelligente, ma il bello del personaggio è che non ne fa una piega, scrolla le spalle e tenta di proseguire la sua vita semplice.
Dico "tenta", perchè in realtà i vari SEM oltre a donare superpoteri, tendono ad influenzare gli eventi vicini all' essere che posseggono, in poche parole i SEM non si limitano a potenziare gli umani, ma sono dei veri e propri catalizzatori e calamite per guai
Così il povero Lou, si ritrova suo malgrado arruolato in uno strampalato supergruppo formato da altri, altrettanto pittoreschi personaggi: così insieme ad una dolce vecchina col dono della preveggenza e l'alzheimer che si perde di continuo nei suoi ricordi, un ragazzino col dono di aderire alle pareti che ricorda Peter Parker per il suo senso di responsabilità, una avvenente ragazzina di colore col dono del volo, ed un fricchettone hippie abbastanza detestabile col potere dell' urlo sonico alla Banshee, il nostro riluttante eroe dovrà vedersela con una banda di teppistelli potenziati dai S.E.M., alieni provenienti dal futuro votati a sconvolgere il continuum spazio temporale, nemici da dimensioni parallele tipo il Tyrannosaurus Reich: un tirannosauro intelligente nazista, che spunta da una realtà alternativa, e persino dalla corte spietata della sua vicina eccitata dal suo vistoso cambiamento.
Arcudi, sfoggia un invidiabile talento per l'ntrattenimento a fumetti, confezionando in appena 15 numeri, una satira dissacrante che divora e digerisce il concetto di Super-eroe, e che emerge tutta grazie al personaggio unico di Lou, un lettering pungente e geniale (nonostante la dozzinale traduzione riducesse a volte i dialoghi a conversazioni tra bulli di Tor Pignattara), ma soprattutto situazioni godibili ed inverosimili, pompate da elementi di sci-fi estremo (futuri alternativi, dimensioni parallele paradossi temporali) e zuffe tipiche del fumetto in calzamaglia. 
Il tutto illustrato con maestria dal maestro Doug Mahnke, capace di riversare al meglio su carta, attraverso il suo tratto pulito, ipertrofico e sempre attento alle espressioni, ogni singola idea dello scrittore, esilarante la storia in cui il tempo esplode e schegge di passato investono il presente deformandolo.
Major Bummer è sicuramente una piccola perla, poco caldeggiata e poco sponsorizzata, che sta ingiustamente ammuffendo sugli scaffali della vostra fumetteria di fiducia per il semplice fatto di essere stata pubblicata sul peggior mensile Play Press dell'epoca.
Il consiglio è di organizzare una ricerca dei numeri  di Lobo, per la precisione dal numero doppio estivo 12-13 del 1998 fino al numero 28 del dicembre 1999, e godersi una delle poche meglio riuscite satire del fumetto supereroistico.
Forse giusto la superprostituta di Ennis-Conner-Palmiotti, PRO, può sperare di divertire così, ma Major Bummer, è meno smaliziato, meno scatologico, meno volgare e tremendamente più genuino ed esilarante.
Baci ai pupi.












Cardillo Gennaro