Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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giovedì 9 aprile 2015

Gli speciali di fumettopenia!

Un pò di tempo fa mi venne la malsana idea di stendere una guida alla lettura di una delle mie opere a fumetti preferite, ovviamente parlo di un'opera del bardo, nello specifico della Lega degli Straordinari Gentlemen, l'opera citazionistica del Bardo che riunisce in un unica secolare epopea, gli eroi di svariati romanzi della letteratura tardo ottocentesca e non solo.
Un pò di tempo fa avevo rilasciato due file in formato .PDF, abbastanza grezzi, a dire il vero, tanto che alla fine mi decisi di farli sparire dalla rete, le cifre dei download però mi spinsero a continuare su questa strada, gli speciali infatti senza una efficace promozione, furono scaricati  più di 1000 volte, niente male davvero, le due release che, ho uppato stasera sul mio profilo Issuu, sono le versioni definitive, che andranno in stampa in autoproduzione tra il mese di Maggio e Giugno, al momento sono in giro per preventivi, ma se qualcuno è interessato può prenotare la sua copia contattandomi su facebook.
Seguirà nei prossimi giorni, a preventivi valutati, un nuovo post con le specifiche precise, è mia intenzione di restare ad un prezzo accessibile,
E' mia intenzione cmq vendere i primi due Giornali di Fumettopenia, in coppia, così i lettori che vogliono sviscerare per intero i primi due tomi dellla Lega del Bardo può farlo, senza dover attendere chissà quanto tempo, posso assicurarvi che è divertentissimo scoprire i segreti letterari dei protagonisti e dei comprimari, o almeno io mi sono divertito tantissimo nello spulciare la rete, in particolare la pagina americana di Wikipedia, alla ricerca di questo o quel riferimento,quindi banco alle ulteriori ciance.
Sto ideando una linea di speciali, che avranno il ben poco altisonante nome I Giornali di Fumettopenia, i primi due numeri, sono dedicati ai primi due tomi della lega di Alan Moore, in basso i link alla lettura su Issuu, a questi ne seguiranno almeno altri due o altri tre, in cui parleremo anche di Century, del Black Dossier e degli Spin-off dedicati alla figlia di Nemo. Ed è già a buon punto una guida alla lettura all'unico mega evento in mutandoni che sia mai giunto in edicola, Crisis on Infinite Earths, che la RW Lion ha da qualche tempo reso di nuovo disponibile.
Beh non mi resta che lasciarvi alla lettura di questi primi due speciali, sperando che vi piacciano, e che perchè no decidiate addirittura di comprarli.
Nel frattempo baci ai pupi, e come sempre: l''Inghilterra domini!

Guida alla lettura della Lega degli Straordinari Gentlemen
L'Atlante del mondo della lega degli straordinari Gentlemen

sabato 26 luglio 2014

Le rose di Berlino hanno spine solo in Italia

Vi ricordate tempo fa quando parlammo di Tom Strong e vi dissi che la leggenda voleva che la linea ABC di Alan Moore fu concepita nel giro di un fine settimana?
Beh io non so quanto ci sia di vero in questa diceria, da Alan Moore mi aspetto di tutto, però è difficile pensare che effettivamente questo intricato arazzo che è la Lega degli Straordinari Gentlemen sia stato concepito in così poco tempo.
Da non molto tempo è sugli scaffali delle fumetterie il nuovo capitolo dell'avvincente saga del Bardo, il nuovo capitolo dedicato alla figlia di Nemo, "Le rose di Berlino" resta perfettamente all'altezza,  per quel che concerne l'appetibilità, dei precedenti capitoli.
Il nuovo capitolo si inserisce nella complicata (ma estremamente coerente) cronologia degli eventi del mondo della lega degli straordinari gentlemen, circa 16 anni dopo l'avventura polare della giovane Jenni, raccontata nel precedente spin off, Cuore di Ghiaccio. 28 anni prima dell'apparizione della stessa, invecchiata, madre, nonna e vedova, sul ponte del nuovo Nautilus, nel 1969, nel volume chiamato Century. Il terzo seguendo l'ordine editoriale.


Proprio in quelle pagine Moore lascia il lettore con moltissimi interrogativi, riguardo la giovane Jenni.
Il nuovo capitolo delle storie dedicata alla figlia dell'affascinante pirata indiano, si unisce al precedente e risponde ad ulteriori domande. e
E se mi è concesso, allo stesso tempo conferma , quando ce ne fosse bisogno, che la saga della Lega, non è solo una storia che trova il suo punto di forza, nella bravura dell'autore di costruire un mondo attingendo dalla letteratura ottocentesca e moderna, bensì è un complicatissimo arazzo che si svela ai vostri occhi capitolo dopo capitolo, fino a darvi la risposta finale, una saga che corre, inspiegabilmente composta per quasi cento anni, catturando il lettore, e costringendolo pagina dopo pagina ad un attenta analisi sia della tavola che dei testi, al fine di avere perfettamente chiaro l'audace disegno dell'autore.
Prima di scendere nei dettagli del nuovo volumetto Bao, soffermatevi su alcuni importanti particolari
Alla fine del 1800 quando, i Gentlemen vinsero la guerra contro gli invasori spaziali, Nemo scelse di ritirarsi, disgustato dalle soluzioni adottate dalla corona per tenere testa alle lumache marziane. Si apprende, in seguito, che il capitano Nemo durante gli anni del suo esilio sull'isola Lincoln, è diventato padre di una ragazzina, della quale si hanno le prime notizie dalle note della sig.na Murray, nel famoso Almanacco del nuovo viaggiatore, Jenni, questo è il nome dell'erede del pirata indiano, compare per la prima volta in Century, 1910, durante il suo battesimo di fuoco, dove in un finale che ricorda molto la sequenza finale del consigliato, Dogville di Lars Von Trier abbraccia il suo retaggio di sangue e violenza e si dà alla pirateria,a bordo di un rinnovato Nautilus, aiutata dai vecchi luogotenenti di suo padre, il vecchio Ismaele, e l'aitante Board Arrow Jack, dopo un adolescenza passata a patire umiliazioni di ogni genere, negli squallidi docks della Londra del 1900, dove si era rifugiata per sfuggire ai suoi discutibili legami sanguigni.
I lettori che hanno seguito la saga regolarmente, hanno poi ritrovato una Jenni invecchiata, nell'anno 1969, mentre riporta a Londra Allan Mina ed Orlando, in quell'unica pagina la nuova creatura di Moore compare, pare solo per confondere i lettori.
"La vita eterna non fa per me. Morirò e mi riunirò al mio amore Jack. Nostra figlia e mio nipote sono la mia immortalità." 
Non ci sono altri indizi rilevanti, Moore stupisce i lettori, prima introducendo un nuovo carismatico personaggio, per poi riproporlo piegato dagli anni trascorsi nel capitolo successivo, 1969, 59 anni dopo la sua genesi.
E se, Cuore di ghiaccio, tra le tavole omaggianti per lo più, la letteratura di HP Lovercraft, lascia intendere chi sia questo misterioso Jack, l'avventura Berlinese dell'affascinante piratessa, spiega ai lettori nell'assoluta chiarezza il senso di quelle sibilline parole.
Prima di tutto Nemo - le rose di Berlino è un omaggio alla filmografia tedesca di Fritz Lang e non solo. La bellezza di questa breve storia non risiede nel suo svolgimento quanto piuttosto nella realizzazione, di come anche questo spin-off si incastri alla perfezione del disegno generale dell'autore. Come un pezzo di puzzle destinato ad un unico e preciso posto.


Senza spoilerarvi assolutamente nulla della breve, anzi brevissima storia, troppo breve ad essere sinceri - per un' analisi approfondita dei luoghi e dei personaggi, vi invito a seguire il blog , in attesa del nuovo speciale inerente la guida alla lettura, e la scoperta dei segreti di una delle migliori prove di Alan Moore, (IMHO).
Mi limiterò a dire che per innamorarmi di questo nuovo capitolo e bastato vedere la colonna portante della trama, ne Le Rose di Berlino siamo a cavallo del conflitto mondiale, Moore che nel suo mondo non ha quasi mai adoperato personaggi presi dal mondo reale, lascia impersonare il ruolo del cancelliere tedesco Hitler, alla più famosa controparte cinematografica del folle ariano, il riuscitissimo Adenoid Hynkel, del film, Il Grande dittatore di Charlie Chaplin.
Basterebbe questa piccola chicca per rapirvi, eppure Moore fa di più, approfondisce scorci narrativi che
aveva già esposto in passato, come la controparte tedesca degli straordinari gentlemen, attingendo stavolta dalla creatività del cineasta Fritz Lang, sue sono infatti le creature che vedrete in quest'avventura come il dottor Mabuse o il genio visionario di Rotwang, e la sua creatura robotica, vista nel famosissimo Metropolis.
Veloce, avvincente e stupendamente illustrata dal buon Kevin O'Neill, Nemo le rose di Berlino, per quelli che amano la saga di Moore è un altro tassello essenziale, ed è proprio su questo che fa leva la Bao , che persiste con queste edizioni cinesi nane e carissime, che offendono non solo l'opera ma anche il lettore.
Ecco siccome ho deciso di non rilasciare il minimo input, per quel che concerne le citazioni, come detto mi riservo di stilare un nuovo speciale, le critiche su questa lettura sono tutte legate all'edizione italiana.
Come per il precedente capitolo, la Bao ha preteso per questo volume, 13,00€, per sole 60 pagine, credo che non offendo la susscettiblità di nessuno se dico che questo prezzo per questa foliazione è un autentico furto, che ci sia una copertina cartonata o meno.
La verità è che il nome in copertina, richiama solo un certo tipo di lettori, per lo più, l'edizione si rivolge ad un bacino di lettori, in maggioranza composto da maggiorenni indipendenti, e la Bao, fa leva su questo.
Quello che più irrita è che anche questo volume come i precedenti, siano stampati in Cina, e siano stati ridotti nel formato, con una delle scuse più ridicole che si siano mai sentite dire da un editore. Chi segue questo blog da parecchio, sa già di cosa stiamo parlando. Fosse il caso di ripeterlo, rinfreschiamo la memoria a quelli che l'hanno dimenticato: ai tempi di Century, quando i primi lettori chiesero spiegazioni sul formato ridotto di Century, la Bao, su Facebook, rispose che il formato originario, non era compatibile con le macchine europee, dimenticando che il fumetto fosse anche europeo, inglese per la precisione, vedi la Knockabout.
Questa presunta incompatibilità del formato comics americano, a sentire loro tanto tempo fa, causava un enorme spreco di carta che si ripercuoteva poi sul prezzo di copertina, poi però qualcuno (Fumettopenia compreso) fece notare all'editore ed ai suoi lettori, che le presunte macchine europee, erano decisamente poco europee, visto che, in Century, a fine volume c'era scritto, che era stato stampato in Cina.
Insomma la morale è che se non fosse Alan Moore, se non fosse così indispensabile come lettura, per tutti quelli come me che adorano questa saga, vi direi, nella coerenza della ragion d'essere del blog, di lasciare questo tentativo di rapina sugli scaffali delle fumetterie, o nei depositi dell'editore, dai quali molto poco sportivamente, è diventato disponibile per la vendita on line molto tempo prima che arrivasse nelle fumetterie, sgambetti a cui i fumettari dovrebbero essere abituati, ma che spiace sempre vedere fatti in piena luce.
Così da dare un chiaro messaggio agli editori italiani, che certe furbe iniziative, non solo non sono gradite, ma fanno anche male al fumetto, ed alla sua divulgazione.
In soldoni Nemo Le Rose di Berlino è un bellissimo fumetto, scritto bene e disegnato meglio, che per la sua caratteristica di nascondere al suo interno una moltitudine di citazioni, si presta a più letture e svariate ricerche per la comprensione della volontà dell'autore.
L'edizione Italiana, è brutta, piccola, scomoda nella lettura, specie l'appetibile appendice in prosa finale, proposta da Moore come fosse un' intervista. Il prezzo proposto da pubblico è come il precedente Cuore di Ghiaccio troppo alto, tanto che penso che molti lettori aspetteranno i saldi di fine stagione Bao, quel periodo dell'anno in cui l'editore, sgambettando ulteriormente chi vende i suoi fumetti, propone il suo catalogo scontato al 25%. E tanti saluti alle rese nelle fumetterie non aderenti all'iniziativa.
Il fatto che il volume, ancora una volta, manchi di un adeguato apparato redazionale che spieghi al lettore dove Moore attinge il materiale della storia, non fa che rendere il prezzo ancora più alto, il fatto che le pagine in tedesco (e francese) restino tali anche nell'edizione italiana, che non ci si degni nemmeno di aggiungere una pagina in cui si fornisce per amore dell'opera che si sta pubblicando, una traduzione dei dialoghi in crucco che vedono protagonista Hynkel e gli altri tedeschi, non fa che svalutare l'edizione italiana, e renderla nel commento finale ancora più scadente.
Il fatto che il volume sia stampato in Cina, quindi a costi sicuramente più bassi, e sia proposto alle tasche dei lettori italiani con un prezzo del genere, è concedetemi il termine, scandaloso.
Consigliato ai pochi (purtroppo) che senza Bardo campano male e campano poco. Sconsigliato a tutti gli altri che rifuggono letture impegnative. Anzi a 'sto prezzo pure a quelli che adorano letture impegantive ma al contrario di me, senza Alan Moore vivono tranquillamente.
Una condizione per me impossibile.
Ma d'altronde come diceva Jack Burton "Chi mendica non può scegliere", nel mio piccolo Moore escluso, continuo ad evitare costantemente di comprare alcunchè dal catalogo di un editore del quale non condivido molte scelte editoriali.
Baci ai pupi e buone ferie.

venerdì 25 ottobre 2013

Nemo Heart of Ice



Partiamo da una premessa, io amo Alan Moore, e credo cha la sua Lega degli Straordinari Gentlemen, sia tra le opere più originali del XXI secolo, l’intuizione di Moore, sull’uso dei characters della letteratura è qualcosa di indicibilmente geniale, e la Lega degli Straordinari Gentlemen oltre che una delle migliori opere del fumetto, chiamiamolo contemporaneo, è la prova tangibile che l’autore è il miglior scrittore in seno alla nona arte.
Dopo mesi dalla sua uscita, mi sono deciso a recuperare anche  Nemo Cuore di Ghiaccio, una meravigliosa breve storia con protagonista la figlia del celebre Pirata della letteratura di Jules Verne, di cui abbiamo fatto la conoscenza nella prima parte di Secolo: 1910
Non mi lancerò in un'altra feroce critica sull’edizione italiana, Fumettopenìa ha già espresso i suoi negativi commenti sul comportamento dell’editore italiano dell’ultima opera di Alan Moore, non mi perderò in nuove invettive contro la Bao,  mettiamola semplicemente così, chi mendica non può scegliere, ed io mendico più Alan Moore di quanto ce ne sia in giro, e se la mia dose deve avere questo misterioso formato cinese, pazienza.
Nemo: Cuore di Ghiaccio è meravigliosa, troppo breve, ma meravigliosa - la distruzione dell’ambizione dell’erede del principe Dakkar di voler superare le gesta del padre, che si scontrano con un mondo alieno e misterioso sepolto nei ghiacci dell’antartide, un ‘omaggio alla letteratura Lovecrafitana, che stavolta fa dà palcoscenico sul quale si muovono i nuovi omaggi alla letteratura novecentesca di Moore.
Cominciamo?
Il signor Krane che compare nelle prime pagine, per impedire il furto dei tesori reali in sua custodia è preso a prestito dalla famosa opera filmica di Orson Welles, Citizen Krane, conosciuto in itala come Quarto Potere.
La misteriosa Regina Ayesha, che la figlia di Nemo sta freddamente derubando è la regina di Kòr, e come il suo regno,  proviene dalla letteratura di H.R.Haggard, l’autore delle novelle di Alain Quatermain, che gli amanti della Lega conoscono bene, in realtà è la reincarnazione di Kallikratis, la dea a cui tutti devono obbedienza.
Gli avventurieri che Krane incarica per recuperare il tesoro sono tutti presi dalle novelle che hanno costituito il filone del genere Edisoniade, ovvero storie di fantascienza, che si rifacevano alla vita ed alle gesta dell’inventore Thomas Edison.
Gli avventurieri scientifici più importanti d’America, arruolati da Krane per la caccia alla figlia di Nemo sono appunto i tre personaggi più importanti del genere: Frank Reade, Tom Swift e Jack Wright, creati rispettivamente da Harold Cohen nel 1876 e Luis Senarens nel 1891.
Moore è insuperabile nella sua opera citazionistica: L’uomo a Vapore delle praterie che gli esploratori portano a Krane, è un chiaro omaggio a The Steam Man of Prairies di E. S. Ellis, uno dei capisaldi del genere cosiddetto Edisoniade (1868).
La Megapatagonia è un omaggio allo scrittore francese Nicolas Edme Restie de la Bretone, nel suo La Découverte australe Par un Homme-volant (1781), la Megapagonia è un arcipelago che è l’esatto contrario della Francia, dei suoi costumi e della sua cultura, infatti nell’opera di Moore è abitato da animali antropomorfi che parlano al contrario in francese e vivono nella capitale chiamata Sirap (Paris).
Tutta la geografia Antartica di Moore, di Moore dove si svolge il resto dela caccia ovviamente proviene dalla letteratura tardo ottocentesca, come la Plutone Sotterranea e le Montagne di Ferro, che provengono entrambi da Viaggio al centro della Terra. Le montagne della follia  ed il bestiario presente nella misteriosa città nascosta nei ghiacci invece proviene quasi tutta dalla mente di H.P. Lovecraft.
Tra l’equipaggio del Nautilus, stavolta vale la pena ricordare il Professor Augustus S.F.X. Van Dusen, detto anche La Macchina Pensante, protagonista di una serie di serie di romanzi di Jaques Putrelle, dalla letteratura di Putrelle, proviene anche l’impenetrabile carcere di Chilshom, nel romanzo, The Problem of cell13, citato dallo stesso Augustus verso la fine del fumetto.
Raccapricciante particolare che mette in risalto la genialità do Moore è il fatto che  lo scrittore Futrelle, fu una delle vittime della tragedia del Titanic, e in Cuore di Ghiaccio i rimandi alla nave che affondò per colpa della collisione con un iceberg nel 1912, sono molti a cominciare da una illustrazione di O’Neill che disegna una nave che solca i mari all’inizio del volume.
La didascalia parla di una  White Star Titan Line un chiaro riferimento all’opera di Morgan Robertson e alla compagnia inglese Star Line, i proprietari veri del Titanic.
Vi ho annoiato abbastanza? Non capite proprio niente!
Voi superior vi meritate. 
Penso che pubblicare una guida del genere sia un obbligo che l’editore italiano dovrebbe fornire ai lettori, invece manco a dirlo, in Nemo Cuore di Ghiaccio della Bao, un inserto del genere manca.
Nonostante  la mancanza, vi dico subito che questo piccolo volumetto merita tantissimo, solo l’epilogo della storia, ovvero le conclusioni di Janni, meritano ogni centesimo, la prosa di Moore è spettacolare, adulta, ricercata, e non fa che creare un pauroso hype per l’arrivo in Italia del Black Dossier.
Accattatevillo e baci ai pupi.

venerdì 9 novembre 2012

Bentornato Mr Moore.


NON CONTIENE SPOILER.
Forse non dovrei imbucarmi in questa cosa, ritrovarsi a leggere qualcosa di Alan Moore, non è affare di tutti i giorni, parlarne poi, recensirlo addirittura, non è certo cosa per tutti.
Forse dovrei mettermi buono ed aspettare che se ne occupi qualcun'altro, con un dizionario più aulico, più forbito, e ne parli in maniera più degna e più consona.
Recensire un fumetto del Bardo, è più un compito per altri blogger, dovrei aspettare che ne parla Orlando su Fumettidicarta, Filippo su Altroquando, oppure quelli di Conversazioni sul fumetto, blogger bravi con le parole come gli alchimisti lo sono con gli alambicchi ed i matracci, piuttosto che io, che trovo aulica, gente come Lester Bangs e Hunter S. Thompson.
Ma, Moore è tornato, chi resiste? Con una nuova avventura degli Straordinari Gentlemen, il supergruppo di eroi vittoriani al servzio di sua Maestà la Regina d'Inghilterra, e non ne avevamo traccia da più di 10 anni, quando si congedarono da noi dopo aver impedito l'invasione delle orribili creature provenienti da marte, i primi alieni della letteratura ottocentesca creati da HG Wells nel 1897.






La Lega degli straordinari Gentlemen è uno di quelle opere che, per nostra fortuna, riporta il fumetto ai fasti ed alle glorie del passato.
L'ennesimo stupendo ed orgoglioso baluardo del buon gusto e del gagliardo storytelling che difende la reputazione del nostro adoratissimo media, nonostante i continui barbari e biechi tentativi dei molti mercenari dell'ultima generazione, questi bifolchi commercianti come Bendis, Millar e la loro ciurma di scribacchini, che bisogna dirlo, ce la mettono, davvero tutta a volte , per tirare giù il nostro amato fumetto dalla nona colonna delle arti, e diluirlo nel più venale merchindising.
 Per i pochi sfigati che non hanno mai letto La Lega degli straordinari Gentleman, e si sono per esempio limitati a vedere il pessimo adattamento cinematografico, che fare? Tanto biasimo, e siccome siamo buoni li illumineremo quel tanto che basta dicendo che è un gruppo di stampo supereroistico, che opera in pieno periodo vittoriano, negli anni che segnano il passaggio della società dal XIX al  XX secolo, tardo ottocento quindi. Quel che però  rende l'opera di Moore, un eccezionale lettura, non è la scelta del background, bensì il fatto che i personaggi della Lega, nonchè la schiera dei personaggi satelliti che vi orbitano intorno, sono tutti (o quasi, dove però il quasi badate bene,  ce lo metto solo perchè non li ho riconsciuti io) personaggi della letteratura di quel periodo.

La Lega è un fumetto squisitamente saturo di citazioni ed omaggi, da scoprire tutte lentamente, dopo più  attente letture, sicuramente è uno dei lavori migliori del signor Moore, e quantomeno ne evidenzia, una vena creativa mai sopita, un bagaglio culturale immenso, ed una ferrea volontà di distinguersi dalla massa di scrittorucoli dell'immenso palinsesto del mondo dei comics.
Che piaccia o meno come persona Alan Moore, da prova nelle sue rare incuriosni di essere tanto burbero, snob, vanaglorioso e sfuggente autore, quanto bravo, e le sue opere sono sempre destinate a diventare pagine importanti nella storia del fumettio. 
E se in un futuro improbabile, ci fosse una caccia alle streghe che metterebbe al rogo tutti gli autori di fumetti, Moore, è l'unico uomo che  noi lettori riuniti in una segreta e rivoluzionaria carboneria dovremmo preoccuparci di preservare e proteggere.


Breve storia di un fumetto che avreste già dovuto avere in casa,e se non ce lo avete mi dispiace per voi, perchè adesso la BAO ve lo farà pagare il doppio.

Difficile pensare che Hickman non abbia sbirciato questa particolare opera di Moore, per il suo cerebrale (ma io oserei dire cerebroleso) SHIELD, se è vero che la storia non ha nulla in comune con la sublime Lega (anche perchè la Lega è effetivamente un'avvincente  storia, la prima invece, Shield è un labirinto dal quale stiamo aspettando risbuchi l'autore stesso per  raccontarci come è finita) , è vero anche che l'idea di base ossia pescare personaggi del passato (nel caso di Moore, letterari, nel caso di Hickman, reali, per riunirli in un gruppo contro le forze del male, è fondamentalmente la stessa.

E' il 1898, il mondo sta cambiando e stanno cambiando anche le forze che lo minacciano, in Inghilterra, la corona è più che decisa a difendere i suoi confini, e per farlo, attraverso l'Intelligence assolda i 5 campioni che compongono la Lega, per proteggere  i reali ed i suoi sudditi, dalle minacce che porterà questo nuovo secolo. 
Questo più o meno è l'incipit che ha portato in edicola La Lega degli straordinari gentleman per la prima volta più di dieci anni fa:

Allan Quatermain  - il cacciatore anti-colonialista creato da H.Rider Haggard nel 1885, protagonista di alcuni romanzi di avventure ambientati in Africa, come le Miniere di Re Salomone.
Alan Moore arricchisce il personaggio, di una nostalgica amarezza, ed una dipendenza dall'oppio.

Capitano Nemo -  Nel 1870, il visionario Jules Verne nelle pagine del suo romanzo Ventimila leghe sotto i mari, crea il vendicativo Capitano Nemo, la versione che Moore introduce nel suo fumetto però si rifà alla seconda incarnazione di Nemo, quella del seguito, L' isola misteriosa, in cui Nemo è un principe indiano a comando di un avveniristico sottomarino elettrico, il Nautilus, con il quale muove guerra all'ingiustizia, ma più che altro ai coloni inglesi in tutti e sette i mari.

Wilhelmina "Mina" Murray - La vedova di J. Harker, proviene dalle pagine del famoso romanzo di Bram Stoker, Dracula (1897). Tra le mani di Moore l'unico componente della Lega diventa una leader, decisa e sagace.

Dottor Henry Jekill - Lo scienziato che riuscì a creare un siero in grado di scindere il lato malavagio dell'animo umano da quello buono, fu creato da R. L. Stevenson, nel 1886. La bipolarità di Jekill /Hyde è assolutamente fedele al romanzo, Moore però ne accentua gli effetti della metamorfosi al punto che Hyde è un gigante animalesco dalla forza sovrumana e dal lessico incantevolmente osceno e provocatorio, di gran lunga il personaggio più carismatico del quintetto.

Hawley Griffin -  L'uomo invisibile fu creato da H. G.Wells nel 1881, nel suo romanzo, era un fisico di nome Griffin capace di rendersi invisibile, nel suo fumetto Moore si permette qualche licenza nella caratterizzazione del personaggio,  asserendo innanzitutto, che in realtà l'uomo invisibile che la folla inferocita uccide nelle campagne del West Essesx, alla fine del romanzo, in realtà è un albino demente che lui stesso aveva reso invisibile nel corso dei suoi esperimenti. Malvagio, calcolatore ed arrivista, sospetto che il Griffin di Moore sia tutto quello che non sia potuto essere per ragioni stilistiche e  proibizioniste, quello originale pensato da Wells.

Vademecumm del Cast di supporto

Questi i 5 personaggi che la fertile mente di Moore mette insieme nel primi due volumi della serie, sviluppandone la psicologia con una sceneggiatura completa e tuttora a mio parere decisamente imbattuta.
se è vero che la godibilità di un fumetto è data da quanto ti capita di rileggerlo, allora direi che la Lega degli straordinari Gentlemen è estremamente godibile.
Deliziosa anche la scelta del cast di supporto, dei personaggi secondari che Moore adopera per lo sviluppo della trama, che costringe il lettore più curioso ad una ricerca di riscontri della letteratura Vittoriana.
Una lista completa è stata pubblicata su Wikipedia a questo link. 
Ma per incuriosirvi potrei citare quelli che io avevo riconosciuto durante le svariate letture di questi tomi:
Ismaele, il capitano in seconda del Nautilus di Nemo, è in realtà la voce narrante del romanzo Moby Dick di Mellville (1851). Broad Arrow Jack,  è il protagonista di alcuni romanzi a basso costo del 1866 a firma di E. Harcourt Burrage.
Mycroft Homes, il capo dell'Intelligence Britannica, è il fratello maggiore del più famoso detective Sherlock creati da A.C.Doyle, e dalla letteratura di Doyle provengono il colonnello Moran e il professor Moriarty (l'uomo più pericoloso di Londra) (1840).
Nel secondo volume, Moore omaggia il geniale scrittore H.G. Wells.
Infatti La Lega se la deve vedere niente meno con un invasione aliena, e gli alieni sono ovviamente, squisitamente Vittoriani, creati appunto da H.G. Wells nel 1897, nel romanzo The War of the Worlds, che ha il pregio di essere considerato il primo romanzo fantascientifico della storia.
Ma le prime pagine del secondo tomo per esempio sono anche un omaggio alla letteratura di E. R. Burroughs e del suo ciclo marziano, il pianeta Marte sceneggiato da Moore infatti ospita, oltre le temibili creature di Wells, anche Jhon Carter e Tars Tarkas, il guerriero terrestre ed il suo amico marziano con 6 braccia.
Ritroviamo persino il Dottor Moreau personaggio creato sempre da H.G. Wells (1895), Moore riporta in vita lo scienziato che sognava di umanizzare gli animali attraverso la scienza della vivisezione e gli innesti chirurgici, dal libro L' isola del dottor Moreau.
Il geniale Bardo di Southhampton, prende a prestito nelle sue pagine anche Prendick, il naufrago, l'unico superstite alla fine del romanzo dall'eccidio degli animali ibridi, che fu creduto da tutti pazzo al suo rientro a Londra, e persino alcune cavie come H-9 ed H-11.
Moore per le creazioni di Wells, ipotizza una fantapolitica deliziosamente anacronistica, infatti, dalle parole dello stesso scienziato folle si apprende come  abbia sempre lavorato per il governo, e che dopo gli incidenti sull' isola sia stato trasferito in segreto nei boschi del South Down, per continuare i suoi esperimenti. In quelle pagine piene di animali antropomorfi, la rana che guida l'automobile invece è un omaggio al Mr. Rospo (Idea di Moore o di O'Neill? Non lo sapremo mai) di Kenneth Grahame personaggio di un romanzo della letteratura dell'infanzia dal titolo Il vento tra i salici (1908) che ha goduto di un bellissimo riadattamento a fumetti ad opera del bravissimo Michel Plessix.
A questi primi due capitoli editi in italia per la prima volta dalla Magic Press, è seguito un altro ancora inedito chiamato "Black Dossier".

Century 
Quindi ricapitolando: la personalissima Lega di Alan Moore e Kevin O'Neill, nel primo volume è immersa nel complottistico mondo di Doyle, nel secondo tomo invece Moore delega alla visionaria fantasia di H G Wells, la godibilità della storia, ed il quarto capitolo ( il terzo appuntamento con la Lega degli straordinari Gentlemen abbiamo appena detto che è ancora inedito e si chiama Black Dossier) di cosa parla?
Senza svelare una sola pagina di questa avvincente miniserie dico solo che Moore, da libero sfogo alla sua manifesta simpatia per l'ermetismo e la magia.
La nemesi della nuova Lega infatti, è un certo Oliver Haddo, il mago creato da W. Somerset Maugham nel 1908 nel romanzo The Magician.
Haddo, qui è a capo di una setta di maghi che sta tentando di creare la vita, il cosiddetto infante di luna, un nuovo anticristo che cambierà la vita e la realtà stessa.
La nuova Lega oltre la bella Mina e Allan, conta nuovi personaggi, ovviamente ripescati dalla letteratura tardo vittoriana - novecentesca: Thomas Carnacki, il cacciatore di fantasmi, fu creato da William Hope Hodgson nel 1910, il ladro gentiluomo A.J. Raffles, invece proviene dai romanzi di e. W. Hornung (1890), l'ultimo membro è l'immortale androgino Orlando, sembra essere invece un omaggio alle opere di Virginia Woolf.
Una lotta contro il male dilatata nei decenni che vanno dal 1910 al 2009, alla quale fa da sfondo una Londra hippy e psichedelica stupendamente illustrata da un lisergico O'Neill.
Moore come nelle sue opere migliori, alterna sceneggiatura  e prosa, e confeziona un bellissimo epilogo per l'epopea dei suoi eroi vittoriani, dissacrando e decontestualizzando icone letterarie vecchie e nuove, delle quali non ho alcuna intenzione di rivelarvi nulla. Un romanzo illustrato in cui ogni tavola nasconde citazioni, O' Neill, con quel suo tratto ricercatamente svogliato, nonostante privi a volte le figure anatomiche su cui costruisce i personaggi  di qualche giuntura, o li arricchisca di qualche centimetro anatomico disarmonico di troppo, è bravissimo, ed in alcune tavole toglie il fiato, preso dalla cascata di citazioni trova tempo e spazio, persino per illustrare tra la folla frenetica di Londra Hiro Nakamura di Heroes con tanto di spada a tracolla.
Un bacino sul nasino a chi mi ritrova l'omaggio alle famose crature di Giger.
Ogni didascalia ed ogni baloon, d'altra parte è un riferimento alla letteratura e persino alla cinematografia, per esempio, uno dei primi tentativi di creare l'Anticristo è stato fatto a New York con una certa Rosemary (il film di R. Polansky del 1968).
Insomma un fumetto assolutamente da leggere e studiare, che come i precedenti capitoli non dovrebbe mancare in nessuna casa in cui si vocifera abiti un fumettaro. 


Curiosità e dintorni.

Cominciamo con le note dolenti, tutte MADE IN ITALY:

Ma pago 21.00 euro ed è "cinese" ( torneremo sulla questione più in basso) anche il link riporta il QR code a fine volume?
La nota ammicca birichina a quanto  il fumetto di Moore sia pieno di citazioni,  annotazioni e riferimenti nascosti, ma una volta aperto il collegamento, l'unica cosa utile reperibile, è una traduzione del dialogo tra Nemo e sua figlia.
Abbastanza povera come guida alla lettura.
Un' alternativa gratis di alcuni dei riferimenti e delle citazioni con cui Moore riempie questo volume ve la lascio qui io, e sono sicuro che renderà la lettura di questo volume ancora più interessante:
Jack Mcheath -  il serial killer arrestato per gli omicidi delle prostitute ai "docks" prende spunto da una ballata di Kurt Weill e Bertolt Brecht, Mac the Knife, (1928) inserita in un opera teatrale nota a Londra con il titolo di The Threepenny Opera.
Andrew Norton - Il caratteristico time-traveller conosciuto anche come il prigioniero di Londra, che incontra Miss Murray, è un omaggio di Moore all'opera del collega Iain Sinclair (1997): Slow Chocolate Autopsy: Incident from the notorius career of Norton, Prisoner of London, un libro inedito in italia illustrato da Dave McKean.
Il primo inserto in prosa del volume, Servi della luna di J. Thomas è letteralmente saturo di citazioni e riferimenti:
Capitan Universo è un personaggio creato dal fumettista inglese Mick Anglo, creatore anche di Marvel-Man, altro characters molto amato dall'autore britannico.
Nel trafiletto in cui Moore parla del Mondo Fiammeggiante e del Mago Prospero, facciamo la conoscenza di
Golliwogg, che Moore dipinge come un focoso alieno proveniente da un'altra galassia è in realtà un personaggio della letteratura d'infanzia creato da Florence Kate Upton alla fine del XIX secolo. Dalla stessa autrice arrivano anche le sue due amanti in legno,  le bambole viventi Peg e Sarah Jane, protagoniste del libro per bambini Le avventure di due bambole cosiddette olandesi e un Golliwog (1895).
Si legge anche il nome del dottor Coppelius, lo scienziato a cui Moore attribuisce la paternità delle due bamboline in legno, in realtà proviene dalla penna del compositore Ernst Theodor Amadeus Hoffman, precisamente dal Die Puppe (la bambola di carne) del 1919 in cui il dottore tenta di dare un' anima da una bambola meccanica che accende l'amore negli uomini che incontra, da lui stesso costruita.
Nel secondo inserto in prosa che Moore ci "regala", ritroviamo persino una citazione sul viaggio sulla luna del Barone di Münchhausen.
Insomma una invidiabile prova del bardo di Southampton, che si lascia amare più che semplicemente leggere.
L'unica nota negativa è dato da questo atipico formato che rende particolarmente piccoli i caratteri delle sezioni in prosa, rendendo la lettura alcune volte decisamente faticosa.  


MADE IN CHINA

Ovviamente auguro ogni bene e prosperità alla Bao publishing, ma quello che non sopporto è la poca trasparenza, va bene che le decisioni sul formato di un volume sono decisione della casa editrice, sta al lettore decidere se prenderlo o meno, o se prenderlo e farsi prendere da una crisi di panico se questo è più piccolo dei suoi vicini in libreria, succede nelle migliori famiglie d'altronde, che il nuovo arrivato abbia una sindrome da deficit della crescita, e comunque non mina la godiblità di un volume quanto lo stesso sia spesso largo o stretto, quello che scoccia però sono le risposte dell'editore alle domande dei lettori:
Sulla pagina FaceBook di Bao, le domande sulla scelta di questo formato atipico sono vviamente sbucate come funghi, e le risposte non erano mai nè le stesse, nè precise, ma quasi sempre dopo un pò stizzite:

Poi ho letto: "perchè il formato americano comporta un sacco di spreco sulle macchine europee!"

Ma che significa?
Forse che allora a parte la Bao che lo ha capito, tutti gli altri editori italiani che da anni pubblicano fumetti americani stanno stampando fumetti disbocando inutilmente gli ultmi polmoni terrestri?
Quando ho letto quella risposta, mi sono venuti in mente tutte quelle persone che preparano tramezzini tagliando il bordo dei pan-carrè!
Non so perchè. Ma la parola che mi si è materializzata nell'encefalo è stata: SPRECO!
Quindi che bravi alla Bao, risparmiano sulla carta, ma...di riflesso non dovremmo risparmiare anche noi...?
Invece il prezzo non è proprio abbordabile, 21.00€, sembra che la carta sbordata risparmiata sia fatturata lo stesso, ma ormai sembra che i prezzi pompati non scandalizzino più nessuno, a parte me, quindi potrei pure abbozzare, eppure non sono le risposte evasive o il fatto che i fumetti siano diventati un lusso a dar fastidio, nel volume BAO quello che mi scandalizza, è una scrittina piccola in nero  in fondo alla fine del libro, all'ultima pagina: STAMPATO IN CINA AGOSTO 2012.
Ma come?!
Allora non sono le macchine europee il problema, se è stampato in Cina, sono quelle cinesi.
Ma non vorrei passare per uno di quelli nazionalisti, anzi direi che il nazionalismo in Italia in questi ultimi due, tre anni è ai minimi storici, eppure la cosa mi ha lasciato interdetto è questa: se hai scelto una tipografia cinese, se ti sei spinto oltre le distese russe e sei arrivato fino in cina manco fossi Marco Polo, per stampare un fumetto non credo che tu l'abbia fatto per un risparmio minimo.
Bao avrà avuto sicuramente un considerevole risparmio, per decidere di stampare i volumi in Cina, eppure il prezzo di copertina, non reca alcun allegerimento, au contraire, il prezzo, diciamocelo è bello cicciotto, e lascia immaginare che i miei soldi stiano aiutando anche l'economia di qualche tipografia italiana, ben contenta dell'appaltino. Invece? Maddechè.
http://www.mamma.am/mamma/images/3755_a2819.jpg
Al di là della questione squisitamente etica, è questo che infastidisce, quando un qualsiasi pinco pallino decide di comprare qualcosa made in china, in quei negozi che vendono di tutto dalle mutande in maglia d'amianto, alla carta igienica, lo fa appositamente per il basso costo, dove è il risparmio su questo volume?
Cioè obbiettivamente 21.00€ non sarà troppo per un prodotto che proviene da un paese in cui le maglie dei controlli nel mondo del lavoro sono così dannatamente larghe e la manodopera costa così poco?
O Bao è riuscita a trovare l'unica tipografia con una struttura sindacale funzionale in estremo oriente?
Onestamente ne dubito.
Senza contare il controsenso, che senso ha avere in contratto un artista come Makkox che sforna vignette come questa qua di lato, se poi sono il primo a proddurre il mio prodotto ben oltre i confini italiani? Cioè perchè nelle mie pagine dovrei vendere satira contro le aziende che preferiscono delocalizzare, per, diciamolo, pagar meno, non stiamo a girarci troppo intorno se poi faccio lo stesso, chiaramente nel mio piccolo?
Visto che la lingua batte dove il dente duole, dopo questa inquietante scoperta, ho deciso di passare in rassegna tutto quello che avevo sul tavolo quel giorno per vedere effettivamente quanto è esteso il problema:
E scopro quanto segue:
Panini per lo più stampa a Firenze e Bologna.
Salda Press e ReNoir a Verrucchio.
RW Lion, che mi stanno così antipatici per i loro prezzi ,stampano addirittura ad Afragola, nell'interland napoletano, non molto distante  dalle parti in cui sono nato.
I vecchi volumi della LEGA, editi da Magic Press, che a detta di chi gestisce la pagina effebì della BAO comportava un sacco di spreco sulle macchine europee non solo era stampato in Italia, a Pomezia, ma costava pure meno ed aveva le dimensioni originali.
NPE  per la stampa si serve a Mottola.  (Non so dove sia però!)
Forse possiamo ancora salvarci, io ovviamente nel mio piccolo sceglierò pubblicazioni che prediligono di girare sull'economia italiana, o al limite sceglierò, pur facendo finta di non aver mai letto una sola riga degli scritti di Naomi Klein, quelle pubblicazioni di aziende che si decidono i tagli alle spese ma per proporre un prodotto a basso costo, e questo non è assolutamente il caso.
Ironia della sorte il primo volume della Lega degli straordinari gentleman, (Magic Press - 15,00 brossurato con formato sprecone originale, made in Pomezia, litorale romano) a pagina 5 nel trafiletto titolato "Il mio messaggio ai lettori" recitava quanto segue -  [...]per quanto non dobbiamo dimenticare i tanti punti moralmente istruttivi di questo racconto: prima di tutto, le donne non fanno altro che scenate. Secondo, i cinesi sono brillanti, ma malvagi."
Son cose che fanno riflettere.
Baci ai pupi.