Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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mercoledì 20 marzo 2013

Il nuovo numero di fumettopenìa su Issuu

Ed eccoci al secondo appuntamento con la webzine di Fumettopenìa, su questo numero raccolgiamo oltre ad alcune recensioni presenti sul blog, anche alcune opinioni inedite sul nuovo titolo SaldaPress, Witch Doctor, e diamo due informazioni, giusto due sugli albi targati Zenescope/7age.
spero vi piaccia l'impostazione della rivista, vi prego di non dimenticare che sto partendo da zero, non so nulla di impaginazioni, ed uso un programma da principianti come Publisher...beh non mi resta che augurarvi buona lettura, aspetto i commenti.
Baci ai pupi.

questo è il link: http://issuu.com/gennarospo/docs/fumettopenia01?mode=window

Ciao ciao Hickman, ciao ciao Ultimate Comics

Si è conclusa 'sto mese la gestione di Hickman sugli Ultimates.
Ne parlammo tempo fa qui, CLICCAMI  ( lo so sto ancora preso con questo rifacimento di Alice, prima o poi ne parlo giuro)
Bella?
Bella, però lascia troppa carne sul fuoco, e la domanda che ci si chiede inevitabilmente è: chissà se questo sbandierato erede (sbandierato dai tizi della panini nei loro editoriali) sarà all'altezza dello gestire le molte trame lasciate aperte da Hickman, io onestamente sono scettico, e ad essere sincero, anche se capisco che un autore possa essere vincolato da determinati contratti, trovo molto poco serio che uno scrittore pianti di punto in bianco un serie per andare a fiondarsi su un altra, uno come Hickman poi famoso per diluire le sue trame nel tempo ed elabolarle ed amplificarle, capitoli dopo capitoli, abbiamo una geografia del mondo Ultimate, dopo il suo contributo, decisamente stravolta, ed apparentemente fertile per coltivarci storie un cui sia forte la componente di spionaggio e la fantapolitica, resta da vedere se questo Humphries, sarà in grado di scriverle o ripiegherà sulla solita Royal Rumble con tanti cazzotti e povere di contenuti.

Stravolto è dire poco.
Nei 12 numeri che Hickman ha gestito la serie è successo letteralmente di tutto.

Ma roba pesante, che per essere resettata ( e lo sarà inevitabilmente prima o poi, sigh) prevederà probabilmente l'utilizzo del cubo cosmico.
Hickman ha distrutto (ATTENZIONE da questo punto la recensione potrebbe contenere SPOILER)
gran parte dell' Europa, ha annientato Asgard e tutti gli Asgardiani, de-potenziato Thor, distrutto l' America latina con delle esplosioni nucleari, raso al suolo Washington ed ucciso il presidente degli Stati Uniti, trasformato la Cina, che è diventata la culla della versione Ultimate dei Devianti e degli Eterni, , resi gli Ultimates fuorilegge, che altro? Ah si, ha reso il tumore di Tony una sorta di essere senziente, che è stato il risolutore della lotta contro Reed richard ed i suoi figli del domani.
Insomma grandissimo story-arc, che però adesso resterà orfano del suo papà, e che sarà gestito speriamo al meglio dall'autore di  Fanboys vs Zombies per l'etichetta Boom Studio. Si lo so sono uno stronzo, a rovinarvi la festa.

Anche l'occhio vuole la sua parte.
Fosse solo un problema di scrittori, il fatto è che non è solo Hickman ad abbandonare la serie per scrivere i suoi Vendicatrori (Marvel Now), ma va via anche il signor Esaad Ribic, che cede il tavolo da disegno a Philip Tan, bravo si, ma che ha la sfiga tremenda di seguire un artista come l'illustratore europeo.
Per non parlare del numero sei (ultimo numero della run a firma Jonathan Hickman), bollato come imperdibile, ma evitabilissimo sul versante grafico, disegnato da ben 5 disegnatori, di cui non me ne vogliate, mi sento di salvare solo Ross con il suo tratto pulito ed aspirante realista, ma per quel che conerne la geometria della tavola, ben lontano dal solito widescreen comics che è sempre stato una particolarità di questa testata fin dai tempi di Hitch.

Queste run segate a metà non sono una cosa carina da vedere per i lettori, specie quella tipologia di  lettore che da tempo ha deciso di seguire più gli autori che i personaggi.
Tanto si è capito che i personaggi sono una costante di una casa editrice, saranno uccisi, resiscitati, rinfrescati, ringiovaniti o invecchiati, ma saranno sempre lì, l'interpretazione dei personaggi invece, a firma di determinati autori, quella è una cosa unica se vogliamo, ed è per questo che è indecente il rimpasto di autori in casa marvel durante il Marvel Now.
D'altronde, parliamo di 12 numeri, non di una estenuante run quinquennale, è un vero peccato che lo scenario di fantapolitica ipotizzato da Hickman ora finisca nelle mani di un autore ancora troppo giovane per sfruttarlo al meglio.
Io lascio, però vi consiglio di rimediare  questi primi sei numeri per gustare l'apocalisse che Hickman concepisce per i suoi Ultimates.
La repubblica sta bruciando, il Mondo e Due città due mondi , per non parlare dello speciale di Occhio di Falco disegnato da Rafa Sandoval, meritano tantissimo -  Inevitabile però sentire crescere il cruccio, e pensare a come sarebbe stato se....Hickman non fosse stato spedito altrove.
Insomma un What if...? del tutto particolare.
Baci ai pupi.

Evito di sparlare ancora una volta del Daily Bugle....personalmente lo trovo inutile, ma perchè non finisce sulle pagine di Spiderman? Trovo sia imbarazzante come la Panini impegni le pagine disponibili in una serie infinita e ridondante di consigli per gli aquisti.
Abbiamo capito, vendete roba Marvel.

giovedì 6 settembre 2012

Gli Ultimates di J. Hickman

Ultimate Comics: Avenger nn° 13, 14 , 15 - Albi spillati da 48 pagine a colori - ed. Panini Comic - 3€ cad. 




Parlai di questa serie al suo esordio in edicola, su fumettidicarta qualche mese fa, per la precisione qui, oggi possiamo dire qualcosina in più stando attenti a non spoilerare, per non guastarvi le sorprese, che comunque ci sono.
Sembra che gli albi degli Ultimates possano di nuovo tirare fuori il petto e mostrarsi orgogliosi d'esistere sugli scaffali delle fumetterie e delle edicole, invece che nascondersi come hanno fatto durante la gestione Loeb-Bendis.
Hickman ha cominciato con il botto, e non ha mai abbassato il livello della serie.
Operando, ha lasciato profonde cicatrici sul mondo parallelo dell'universo Marvel, e dall'importanza, dalla portata e dal peso delle sue sceneggiature che rimandano anche ad altre testate, si ha l'impressione che sarà lui il maestro che dirigerà l'orchestra degli autori dell'universo Ultimate.
Ma come sempre quando le sparo così grosse, aspetto di essere smentito dai soliti smanettoni.
Per ora abbiamo: parte dell' America del sud ridotta a distesa nucleare da un attacco atomico per opera del Kratos Club, il mondo asiatico che ha visto nascere una nuova nazione di meta-umani, per i quali Hickman ha ripescato dei characters che lui decisamente ama: Celestiali ed Eterni.
L'europa centrale fagocitata dal suo interno dai Figli del domani e dal loro asettico, utopico sterile inquietante Mondo, contro il quale nemmeno l'intera flotta di elivelivoli Shield ha potuto anche solo sperare di vincere.
Asgard ed Asgardiani ridotti a voci nella testa di un Thor privato dei suoi poteri, insomma Hickman ha veramente rotto le acque ed ha partorito una serie di scenari che fino adesso hanno tenuto alta la godibilità della serie.
La cosa che più rimane piacevole di questa testata sono i ritmi con i quali lo scrittore sta scandendo gli avvenimenti: i primi 4 numeri, "la repubblica sta bruciando", sono qualcosa di decisamente accattivante, l' incipit del numero 1, ipercinetico e catastrofico, la pausa del numero 2, in cui l'autore fornisce un etereo profilo dei Figli del Domani, senza far trasparire nulla sull'identità del cattivo di turno, fino ad arrivare ad i numeri 3 e 4 in cui, senza svelare nulla a chi non li ha ancora letti, Hickman rimette il piede sull'accelleratore, rivelando l'identità del nemico che dovranno fronteggiare, in un epilogo a dir poco epico.
Ovviamente tutto ciò è esaltato dal lavoro di Ribic del quale però potrete leggere, commenti ed opinoni superflue, sempre qui. Ribic non credo abbia bisogno di essere commentato. Come d'altronde potete vedere qua sotto.  

L'unico handicap del terzo volume (ovviamente parlo dell' edizione italiana, quindi Ultimate Comics Avengers 14) è la discontinuità del lavoro del disegnatore, che si alterna ad un certo Brandon Peterson, che poverino, per quanto si ingegni, non può certo sperare di competere con il nostro adorato croato, per stile e potenza grafica.
Per il resto nonostante gli editoriali continuino a zoppicare, per sapere chi è il club Kratos, sono costretto a googlarlo, ed ancora non so per quale motivo la germania dell'universo ultimate sembra il Sahara.
Però ad onor del vero nel terzo volume, Grassi si lascia andare a quella che più si avvicina ad una sinossi delle puntate precedenti, TheUltimates tuttavia resta una piacevole serie da seguire.
La mini serie Il mondo, è distensiva, è la quiete dopo la tempesta, e che in tutta probabilità ne precederà un’ altra, come lo stesso Hickman per bocca di Occhio di Falco, dice, la situazione ora è simile ad una partita  a scacchi, in cui gli avversari si studiano, albo in cui si riconosce lo stile dilatato dell’autore, che però non è affatto lento.
Insomma, forse non siamo di fronte alla serie che spodesterà il capolavoro di Millar, ma per ora si lascia leggere che è un piacere,  e di questi tempi scusate se è poco.
Le uniche note dolenti dell’edizione italiana sono sempre le stesse, editoriali pubblicitari, tanto pubblicitari che credo molti come me non abbiano creduto al buon Grassi quando suggeriva l’acquisto della mini serie dedicata ad Hawkeye, eppure sembra che la mini che dovrò rimediare, cosa che però farò con piacere visto che anche in questo caso adoro il disegnatore: Rafa Sandoval, già visto nella trilogia di Bendis: Ultimate Enemy-Mistery-Doom.
Dicevo sembra che questa miniserie dedicata a Clint Burton, sia fondamentale per stare al passo con lo scenario Asiatico della storia, quindi per una volta non era pubblicità smaccata, ma una nota a margine seria, ma si sa, che se sei sempre lì a gridare “Al lupo! Al lupo!”, la gente poi non ti crede più!
Baci ai pupi.