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martedì 21 ottobre 2014

Loki Agente di Asgard

Torna E. Ribic dopo la parentesi di Ron Garney e del talentuoso Das Pastoras, per gli amici Julio Martinez Perez, con un nuovo story-arc, in cui il Dio del tuono ritorna al suo ruolo di protettore della terra, per difendere Midgard dai suoi nemici più temibili, gli umani.
Per Gli ultimi giorni di Midgard, Jason Aaron sembra ispirarsi all' Ultimate Thor di Mark Millar, il Dio del Tuono ecologista, in prima linea contro le multinazionali con poco rispetto dell'ambiente e della terra.
In casa Marvel, il nemico più idoneo da mettere di fronte all'asgardiano, in un contesto del genere è ovviamente la neo-rinata Roxxon. Da sempre polo industriale dalle discutibili iniziative, con le mani in pasta in molti affari non proprio legali.
Per quanto epico sia il buon Ribic nell'illustrare il dio del tuono, l' arc NOW sul quale nutrivo enormi aspettative -tanto che ero quasi deciso a recuperarla con la serie di cartonati previsti da dicembre- non mi ha esaltato più di tanto.
Premetto che sono a digiuno di Marvel (Now) da ormai parecchio tempo, ed il numero 17 di Thor Dio del
Tuono,  ha suscitato la mia curiosità solo per via del disegnatore. Eppure l'impostazione della storia non mi ha colpito come speravo, nel chiudere l'albo, da buon complottista, mi sono reso conto di ricordare solo le cose sgradevoli, e di non avere per nulla assimilato niente della trama.
Nemmeno due pagine e mi imbatto nel character di Phil Coulson, personaggio nato in seno all'universo cinematografico  Marvel-Disney, e trascinato a forza nella continuity della Marvel a fumetti, senza dimenticare i ruoli nel piccolo schermo, come la miniserie dedicata allo Shield, o i cartoni di Spiderman.
E' decisamente presto per dare un voto a questo nuovo arc, che mi par di capire, come quello iniziale (abbandonato al numero due per via dei comprimari), si dipani su due diversi piani temporali, il presente, ed un futuro molto remoto in cui Thor è il Re di un mondo arido. Al di là delle tavole di Ribic, incantevoli come sempre, l'unica cosa stuzzicante dell'albo è la svolta ecologista delle gesta del tonante, una "novità" credo portata sul mercato, come detto, già da Mark Millar nei suoi indimenticabilti The Ultimates illustrati da B. Hitch. Se la disney si percepisce nella storia di Thor, in Loki Agent of Asgard, vi prende letteralmente a pizze in faccia.
Il giovane Loki apparentemente redento di questa miniserie è un chiaro omaggio al personaggio cinematografico, mentre corre lungo la parete del palazzo dei vendicatori, il dio dell'inganno scompare quasi per intero, con l'esclusione del suo sorriso, un chiaro rimando a Tom Hiddleston, l'attore che presta il suo appariscente sorriso al personaggio di Loki in Avengers e le pellicole di Thor. Fosse solo quello, anche l'unica battuta di Hulk è presa dalla pellicola di Whedon.
Insomma l'intero primo numero di questo audace nuova serie è decisamente deludente, salvando alcune didascalie, l'impostazione dei dialoghi di Al Ewing, ha un non so chè di estremamente irritante, che ti fa sentire semplicemente fuori luogo con un fumetto del genere in mano.
Il target di queste letture è palesemente spostato verso menti più giovani.
I disegni di Garbett non meritano ne infamie ma nemmeno lodi, le tavole sono quelle che ti aspetteresti per un blockbuster, qualcosa che ti occupa dieci minuti della tuo tempo e che dimentichi per il resto della giornata, e per amor di dio, non mi parlate di sperimentazioni, perchè qui non si sperimenta un bel niente.
Morale, l'entusiamo per questo albo, ed il relativo recupero delle vecchie storie in cartonati, si è sciolto come
neve al sole, esattamente dopo 15 minuti aver comprato lo spillato panini, il tempo ch eci ho messo a leggerlo al bar seduto al tavolino sorseggiando un the al limone.
Invidio davvero tanto chi ancora riesce a godersi queste letture.
Escludendo Ribic, ho detestato praticamente tutto di questo mio ultimo acquisto, dalle storie alle pubblicità, presenti nella testata panini....davvero tra voi c'è chi compra animal variant o pelouche variant?
Non ci siamo proprio gente.
Scusa per i refusi, scappo al lavoro.
Baci ai pupi.

lunedì 17 giugno 2013

Arriva il Marvel now senza Marvel Now.

Sottotitolo - Ribic, dobbiamo smetterla di vederci così!


Del tonante Marvel now abbiamo già letto i primi numeri in lingua originale, lo abbiamo letto e ci è piaciuto. In verità ci è piaciuto moltissimo, ecco perché troverete questo pezzo decisamente velenoso.

Ci è piaciuto principalmente perché la serie di Aroon, è staccata dal resto dell'universo in mutandoni Marvel. Thor balla da solo, per così dire, e fortunatamente, perché in un universo leggermente Vendicatori-centrico, ci voleva qualcosa che ci permettesse di staccare la spina.

Una saga dai toni epici che ben si sposano con il personaggio. L'asgardiano nella sua prima storia targata “Now”,  deve vedersela con un uccisore di dei, un personaggio che pare aver già incontrato durante la sua gioventù, una deliziosa miniserie che corre (oltre che nello spazio) anche nel tempo della vita del figlio di Odino, grazie ad una eccellente sceneggiatura dell'ottimo Jason Aaron, che confeziona un thriller ultraterreno, con tanto di killer seriale specializzato in divinità. Bello.  Ad impreziosire il tutto le matite del buon Esaad Ribic, sublime come sempre, che con questo characters ci ha già regalato tante belle emozioni, nella miniserie Loki, o ancora negli Ultimates di Hickman.

Ed oltre le righe già spese in passato, non c’è molta altro da dire sulla nuova gestione di Thor.

E se sapessi l’inglese a menadito, non mi creerei davvero alcun problema, direi addio alla Panini e mi dedicherei solo ed esclusivamente alle edizioni in lingua originale.

 

Marvel Now - I’ve only fallen in love twice – once with Uncanny Acvengers, and once with Thor God of Thunder.

Sid Vicious non me ne vorrà per la citazione, è morto.

E, credo, nemmeno i suoi fan - questo Marvel Now non mi sta prendendo poi più di tanto, il motivo credo sia da attribuibire a questa mia intolleranza verso gli spillati, e verso l’utopico (ed inutile) allineamento con la produzione americana.

Il nuovo Thor, è finora credo il più deludente della scuderia delle nuove testate Panini, magari dal numero due le cose cambieranno, non lo so, spero (per voi), ma ci vuole una gran bella faccia di bronzo per pubblicizzare come nuova una testata, sto recipiente di vecchie robe, e che a parte le 20 pagine di Aaron-Ribic, contiene materiale, finito nel dimenticatoio, e rifilatoci qui a tradimento, dietro l’ammiccante bollino “numero da collezione. Collezione?  maddechè?

Possibile che questo insipidissimo annual scritto da De Matteis finora non abbia trovato spazio, se non qui, nel primo numero che dovrebbe celebrare la “nuova generazione” di fumetti Marvel? E che dire delle altre due storielle insulse?

Tre pagine degli Young Avengers, ed una ridicola storiella sulla giovinezza di Thor, che sembra uscita dalle pagine del correire dei piccoli, per disegno e colori, palesemente ripescata dal materiale ancora (giustamente) inedito,

3,50€ per un albo targato Marvel Now, che diMarvel now  contiene solo 25 pagine scarse - alla faccia degli amanti della teoria: di cosa ti lamenti? In Italia paghi tre storie al prezzo di una.

Un cazzo, e scusate il francesismo, per quanto ami questa run, per quanto ami Thor, Ribic e Jason Aaron, non credo andrò oltre il primo numero, che ho preso e letto oggi, e che per la solita storia che in Italia lavoro e passione non sempre vanno d’accordo,  (parlo della distribuzione) sono stato costretto a prendere nella versione cover B, un orribile disegno della nuova passione dei marvel zombie: Scottie Young, il tipo reso misteriosamente famoso da tavole in cui che fa sempre le stesse anatomie, ma cambia i costumi, disegnando dappertutto questi baby Marvel, divertenti, per amor di dio, le prime due o tre volte, che le vedi, ma che ora hanno anche un po’ abbastanza fracassato  le valvole spermatiche.

Non era meglio che questa prelibatezza per “palati fini” finisse relegata in fumetteria, regno incontrastato delle cover, ed in edicola finissero solo le regular?

Non per me, ma vorrei chiedere alla Panini, se sperava davvero di ammansire nuovi lettori, con un albo dalla cui copertina si realizza sia un albo per bambini con disegnini da colorare.

Grazie Panini, ero veramente preso da questo nuovo Thor, ero veramente tentato di ricominciare uno spillato, ma  mi hai fatto passare alla grande la voglia, beato chi si contenta, sono curioso di vedere come evolverà la geografia degli spillati della modenese da qui a breve quando  si dovranno rimescolare le carte visto che oltreoceano alcune serie stanno già chiudendo i battenti.

Nel caso di Thor, dal numero due dovremmo vedere la nuovissima Journey into mistery, con la bella Lady Sif  di She-Immonen e Valerio Schiti, valorizzata dai lisergici colori di J. Bellaire, una serie tanto celebrata quanto…chiusa.

Journey  into Mistery, infatti per quanto benvoluta dalla critica che conta, chiude i battenti con il numero 655, quindi dopo appena, aiutatemi se sbaglio, 10 numeri.

Beh sarà interessante vedere se i Marvel zombie italiani si rivolteranno contro la Panini come hanno fatto i fan della DC con la Lion, che dopo un anno di pubblicazioni ha dovuto riconfigurare la geografie delle loro testate in virtù delle molte chiusure.

Mah staremo a vedere, io passo, se riesco terrò gli occhi puntati sul mercato dell’usato, più che altro per godermi almeno i primi 5 numeri di questa Sif, che ha nel disegno il suo lato più appetitoso, e che dubito troverà una ristampa monotematica, visto la cattiva pubblicità che si trascinerà dietro il tam tam della chiusura prematura.

Per il tonante non mi preoccupo - un Thor con questi nomi, verrà sicuramente volumizzato, quindi mi armo di pazienza e aspetto, e guai a voi se mi spoilerate qualcosa.

Insomma se non si fosse capito per me finora il Marvel Now italiano è un mezzo fallimento, non tanto per la qualità delle storie, troppo presto per giudicarle, ma per il confezionamento, sono per così dire tra quelle vittime che non approvano nemmeno uno degli abbinamenti scelti dalla Panini, nel caso di Thor poi l’irritazione è doppia, un primo albo Marvel Now – Non Marvel Now.

E mi congedo con delle domande: ma è davvero un bene questa nuova politca del prendere le licenze in blocco? Prendere cioè in concessione tutte le storie di un editore? Anche le più brutte? Anche quelle che non raccolgono consensi?Anche quelle che chiudono? 

Ma Hulk e i Difensori non ha davvero insegnato nulla?

Fa davvero bene ai Marvel Fan questo allineamento? Mah, io alla luce di questo volume direi proprio di no. Non sarebbe meglio aspettare e proporre al lettore italiano cose davvero valide?

A cosa mi serve un numero uno di una testata, Marvel Now senza Marvel Now?

Ma sono l’unico a notare il raggiro? Lo shopping compulsivo è arrivato anche in fumetteria?

Cosa sono queste tre storielline inutili se non albi comprati all’ingrosso, che in qualche modo prima o poi il lettore deve comunque pagare?

Per non parlare delle millemila Variant, cioè sono davvero troppo vecchio per gasarmi per queste robe…

Voto finale 5. Si aspetta l’immancabile volumazzo.

Baci ai pupi.

 

 

mercoledì 20 marzo 2013

Ciao ciao Hickman, ciao ciao Ultimate Comics

Si è conclusa 'sto mese la gestione di Hickman sugli Ultimates.
Ne parlammo tempo fa qui, CLICCAMI  ( lo so sto ancora preso con questo rifacimento di Alice, prima o poi ne parlo giuro)
Bella?
Bella, però lascia troppa carne sul fuoco, e la domanda che ci si chiede inevitabilmente è: chissà se questo sbandierato erede (sbandierato dai tizi della panini nei loro editoriali) sarà all'altezza dello gestire le molte trame lasciate aperte da Hickman, io onestamente sono scettico, e ad essere sincero, anche se capisco che un autore possa essere vincolato da determinati contratti, trovo molto poco serio che uno scrittore pianti di punto in bianco un serie per andare a fiondarsi su un altra, uno come Hickman poi famoso per diluire le sue trame nel tempo ed elabolarle ed amplificarle, capitoli dopo capitoli, abbiamo una geografia del mondo Ultimate, dopo il suo contributo, decisamente stravolta, ed apparentemente fertile per coltivarci storie un cui sia forte la componente di spionaggio e la fantapolitica, resta da vedere se questo Humphries, sarà in grado di scriverle o ripiegherà sulla solita Royal Rumble con tanti cazzotti e povere di contenuti.

Stravolto è dire poco.
Nei 12 numeri che Hickman ha gestito la serie è successo letteralmente di tutto.

Ma roba pesante, che per essere resettata ( e lo sarà inevitabilmente prima o poi, sigh) prevederà probabilmente l'utilizzo del cubo cosmico.
Hickman ha distrutto (ATTENZIONE da questo punto la recensione potrebbe contenere SPOILER)
gran parte dell' Europa, ha annientato Asgard e tutti gli Asgardiani, de-potenziato Thor, distrutto l' America latina con delle esplosioni nucleari, raso al suolo Washington ed ucciso il presidente degli Stati Uniti, trasformato la Cina, che è diventata la culla della versione Ultimate dei Devianti e degli Eterni, , resi gli Ultimates fuorilegge, che altro? Ah si, ha reso il tumore di Tony una sorta di essere senziente, che è stato il risolutore della lotta contro Reed richard ed i suoi figli del domani.
Insomma grandissimo story-arc, che però adesso resterà orfano del suo papà, e che sarà gestito speriamo al meglio dall'autore di  Fanboys vs Zombies per l'etichetta Boom Studio. Si lo so sono uno stronzo, a rovinarvi la festa.

Anche l'occhio vuole la sua parte.
Fosse solo un problema di scrittori, il fatto è che non è solo Hickman ad abbandonare la serie per scrivere i suoi Vendicatrori (Marvel Now), ma va via anche il signor Esaad Ribic, che cede il tavolo da disegno a Philip Tan, bravo si, ma che ha la sfiga tremenda di seguire un artista come l'illustratore europeo.
Per non parlare del numero sei (ultimo numero della run a firma Jonathan Hickman), bollato come imperdibile, ma evitabilissimo sul versante grafico, disegnato da ben 5 disegnatori, di cui non me ne vogliate, mi sento di salvare solo Ross con il suo tratto pulito ed aspirante realista, ma per quel che conerne la geometria della tavola, ben lontano dal solito widescreen comics che è sempre stato una particolarità di questa testata fin dai tempi di Hitch.

Queste run segate a metà non sono una cosa carina da vedere per i lettori, specie quella tipologia di  lettore che da tempo ha deciso di seguire più gli autori che i personaggi.
Tanto si è capito che i personaggi sono una costante di una casa editrice, saranno uccisi, resiscitati, rinfrescati, ringiovaniti o invecchiati, ma saranno sempre lì, l'interpretazione dei personaggi invece, a firma di determinati autori, quella è una cosa unica se vogliamo, ed è per questo che è indecente il rimpasto di autori in casa marvel durante il Marvel Now.
D'altronde, parliamo di 12 numeri, non di una estenuante run quinquennale, è un vero peccato che lo scenario di fantapolitica ipotizzato da Hickman ora finisca nelle mani di un autore ancora troppo giovane per sfruttarlo al meglio.
Io lascio, però vi consiglio di rimediare  questi primi sei numeri per gustare l'apocalisse che Hickman concepisce per i suoi Ultimates.
La repubblica sta bruciando, il Mondo e Due città due mondi , per non parlare dello speciale di Occhio di Falco disegnato da Rafa Sandoval, meritano tantissimo -  Inevitabile però sentire crescere il cruccio, e pensare a come sarebbe stato se....Hickman non fosse stato spedito altrove.
Insomma un What if...? del tutto particolare.
Baci ai pupi.

Evito di sparlare ancora una volta del Daily Bugle....personalmente lo trovo inutile, ma perchè non finisce sulle pagine di Spiderman? Trovo sia imbarazzante come la Panini impegni le pagine disponibili in una serie infinita e ridondante di consigli per gli aquisti.
Abbiamo capito, vendete roba Marvel.

sabato 16 febbraio 2013

Il Marvel Now inaspettato

A che settimana siamo di Marvel Now?
Dodicesima? Tredicesima?
Ed alla fine cosa ci ha davvero colpito e cosa ci ha lasciato indifferenti?
E perchè uso il plurale se in realtà è tutta una mia modesta (e magari sbagliata) opinione?

I Big - E' Destino, no, non nel senso di Victor Von Doom, è destino nel senso del fato che io di questo benedettissimo Hickman devo farmi bastare Secret Warriors, come prova della sua penna.
Certo a meno che non volumizzino la sua run sui FF in una collection.
Perchè dico questo? Perchè è mia solida impressione che la Marvel anche per questo anno nuovo abbia puntato tutto sui Vendicatori ancora una volta, e gli autori, i BIG di cui sopra siano vincolati a scrivere storie che strisciano su diverse testate, ma fosse solo questo il problema, anche i personaggi non fanno altro che strisciare da una testata ad un altra, e così Captain America te lo ritrovi su Uncanny, su Avengers...insomma, i BIG saranno anche interessanti da seguire, ma credo che saranno anche faticosi e danarosi per essere goduti nella loro totalità.
Nonostante la testata di Hickman-Opena mi solletichi particolarmente, oggi siamo qui per mettere sul podio tre titoli del Marvel Now, ed una top five di quello che varrà la pena leggere, a mio modesto parere,  e potete star certi sono titoli che non mi sarei mai nemmeno sognato di prendere in considerazione, questo prima di averci messo gli occhi sopra:

 - udite udite, fuori i vecchi dentro i giovani, nella mia top five boccio praticamente tutti gli archittetti Marvel, non perchè dubiti della loro bravura, ma più che altro perchè la Marvel gioca sui loro nomi e sui nomi delle testate che curano, per vendere, ed io che sono arcistufo di questa politica preferisco cercare letture godibili laddove nessuno si aspetterebbe di trovarle. 
5° posto - I Thunderbolts di Way e Dillon, testata che avevo etichettato come una cagata pazzesca dalla copertina, fondamentalmente per via del Punitore in un gruppo, e che piazzo al quinto posto con riserva di ripensarci. Per quanto incoerente, il primo numero di questa serie in cui Way ci racconta l'arruolamento della sua Task Force, mi ha decisamente incuriosito, con  dialoghi telegrafici e glaciali ed uno stile pulp quel tanto che basta. Way fa quello che un autore di fumetti deve fare di questi tempi, invogliarti a seguirlo per vedere dove vuole andare  parare.
Il nuovo gruppo formato da Red Hulk, Punisher, il nuovo Venom, Deadpool ed Elektra, potrà sembrare eccessivamente eterogeneo, eppure ha vinto gli stanziamenti per un budget per il numero due.
Ottimo Dillon, pulito, preciso e splatter come ai bei tempi del Punisher (MAX) con Ennis.
L' edizione italiana? - speriamo finisca su Marvel Mix.

4° posto - L'avventura a solo di Wolverine nella terra selvaggia, sul nuovo Savage Wolverine #01 di Frank Cho (testi e matite), niente di sublime, ma nelle prime venti pagine uscite c'è tutto quello che ti potresti aspettare da Cho e da Wolverine: ossia dinosauri, neanderthaliani...poppe...(nella terra selvaggia non poteva mancare Shanna, e Cho è famoso ancor più che per le sue scimmie ed i suoi dinosauri, per le sue procaci donne, ed infatti occhio alle curve pericolose in alcune tavole), ed ovviamente è la svendita degli sventramenti, Wolverine, artiglia e mutila  a destra e a manca, non curandosi troppo dello stomaco del lettore, e dove l'autore difetta per contenuti, compensa in duelli e combattimenti, penultimo posto nella top five della Marvel che verrà.
L'edizione italiana? - Probabilmente su uno dei due Wolverine, o sul nuovo formato Panini "ti rapino con dolcezza" - 48 pagine per 3€.

3° posto - L' unico Big in Top Five, Uncanny Avengers di Remender e Cassaday.
Anche se non ho ben capito, come 'zzo fa Rogers ad essere onnipresente su almeno tre testate differenti, esclusa la sua, e lo stesso dicasi per Tony Stark che fa la sua presenza sia sulla sua testata regolare, su New Avengers e su Avengers, o per Thor.
Al di là di queste decisioni editoriali prettamente legate al merchindinng: d'altronde -Testa di ferro, Cap e Thor- sono i centravanti di sfondamento, quelli che oltre ad attaccare in edicola, ed in fumetteria, attaccano anche al cinema ed in sala giochi, quindi è normale che la Marvel ne abbia fatto il prezzemolo delle sue serie, tornando alla testata dei Vendicatori Mutanti ha subito cominciato col botto ed ha incuriosito quel tanto che basta per non segarla subito. La recensione è qui.
L'edizione italiana? Bella domanda, non lo immagino, ma facile, finirà sugli spillati con qualche comprimario del cazzo, scusate il francesismo.

3° posto - Il Thor di Aaron e Ribic, il dio del tuono sulle tracce di un serial killer di divinità, quasi un polizioesco asgardiano, con salti temporali, buona prosa e disegni sublimi.
poi c'è Ribic, ed andrebbe preso anche se venisse pubblicato per sbaglio con tutti i baloon vuoti.



2° posto - Cable and the X-Force, ne abbiamo già parlato qui, mi ha stupito più di tutti, grande prova di Hopeless, grandi tavole per Larroca
L'edizione italiana? E' troppo sperare di vederla su X-men De Luxe Presenta, magari saltuarialmente ma integralmente?E' troppo vero? Bastardi.

1° Posto - Deadpool di Posehn, Duggan e Moore, la vera rivelazione di questo cazzo di rilancio delle testate Marvel, Deadpool alle prese con gli zombi dei vecchi presidenti degli Stati Uniti, divertente come poco altro in giro, sicuramente il miglior Deadpool dai tempi in cui andava a braccetto con Cable, è al primo meritatissmo posto, ed ha già vinto il posto nella mia libreria una volta che vedrà luce in italiano, e pazienza se in appendice mi metteranno la spazzatura.
L'edizione italiana? Quasi sicuramente sul suo spillato, spero solo che l'albo sia impostato con almeno due numeri completi americani, e pazienza se nelle ultime venti pagine mi ci infileranno i Vendicatori dei grandi laghi.

Beh, ecco la mia personalissima Top Five sul nuovo Marvel Now, largo ai giovani ed agli sconosciuti, proprio come a Sanremo.
Baci ai Pupi.


venerdì 30 novembre 2012

Marvel Now: Il Dio del tuono

Dopo aver parlato degli X-men Tutti Nuovi di Bendis, o della  nuova X-Force e della nuova ed improbabile formazione dei Thunderbolts torniamo a volgere il nostro occhio attento, alle novità della Marvel, ed eccolo qui il titolo più atteso del Marvel One (almeno secondo me), il Mitico Thor di J. Aaron ed E. Ribic.
Thor stavolta, è alle prese con una qualche violenta entità talmente potente da maciullare le divinità, questa la nemesi del figlio di Odino.
Una intrigante battaglia dilatata nel tempo, con tracce di questo sterminatore di dei, disseminate dal noto autore, nel passato, nel presente e persino nel futuro di Thor, un primo numero che non delude assolutamente le aspettative, e che potrebbe persino riuscire a farmi romprere il fioretto di evitare a tutti i costi gli spillati in multiproprietà Panini.
Aaron dimostra di sapersi destreggiare anche con un personaggio così epico come il Dio del tuono, anzi la delizia di queste prime 20 paginette, almeno per quel che concerne la sceneggiatura, è l'astuta fusione dei due aspetti delle storie di Thor che lo scrittore opera, nella sua gestione.
Thor ha sempre avuto due tipologie di avventure: le cosiddette Tales Of Asgard, legate al suo retaggio Asgardiano, e quelle invece legate alla sua carriera di Vendicatore e supereroe protettore della Terra, a parte in pochi momenti, come quello di Simonson e quello Di Stracchino, queste due vite di Thor sono sempre state due fiumi quasi impermeabili l'uno all'altro, due archi narrativi, come due linee parallele in geometria, che corrono insieme, senza incontrarsi mai.
Stavolta invece, Aaroon, grazie anche all'espediente del dilatare la storia attraverso i secoli, riesce a fondere l'epicità del Dio asgradiano con il supereroe. I dialoghi sono deliziosi, e la trama sostanzialmente ben calibrata ed accattivante, tuttavia quello su cui si può davvero pontificare sono le matite di Ribic, sto tizio è come Mida, e riesce a trasformare in oro tutto quello che disegna, le sue tavole sono un vero spettacolo, ed anche stavolta non deludono le aspettative di chi apre i suoi albi. Se i nuovi X-Men lasciano titubanti, questo Thor non lascia dubbi per la sua godibilità.
So che 20 pagine sono veramente poche per dare un giudizio così positivo sull' albo, ma molto entusiasmo per questa serie, nasce sicuramente grazie al disegnatore.
Tra la caterva di roba targata Marvel Now di cui abbiamo già parlato, Thor è quello che nonostante tutto continua a solleticarmi il palato, nonostante il fatto che sicuramente l'edizione italiana verrà proposta sugli spillati, accompagnata da materiale difficilmente altrettanto interessante, parlo per i miei gusti impossibili ovviamente.
Magari se sono fortunato finisce insieme ad Uncanny Avengers, il nuovo gruppo misto in cui milita anche il Dio del tuono, una mossa logica, ma non sempre logica e merchindising vanno a braccetto. Staremo a vedere, per i compratori seriali delle testate Marvel-Panini direi di dormire sonni tranquilli Ribic sta tornando, e preparatevi,  perchè sembra che anche stavolta, si accompagni a testi degni di nota.
Baci ai pupi.

giovedì 6 settembre 2012

Gli Ultimates di J. Hickman

Ultimate Comics: Avenger nn° 13, 14 , 15 - Albi spillati da 48 pagine a colori - ed. Panini Comic - 3€ cad. 




Parlai di questa serie al suo esordio in edicola, su fumettidicarta qualche mese fa, per la precisione qui, oggi possiamo dire qualcosina in più stando attenti a non spoilerare, per non guastarvi le sorprese, che comunque ci sono.
Sembra che gli albi degli Ultimates possano di nuovo tirare fuori il petto e mostrarsi orgogliosi d'esistere sugli scaffali delle fumetterie e delle edicole, invece che nascondersi come hanno fatto durante la gestione Loeb-Bendis.
Hickman ha cominciato con il botto, e non ha mai abbassato il livello della serie.
Operando, ha lasciato profonde cicatrici sul mondo parallelo dell'universo Marvel, e dall'importanza, dalla portata e dal peso delle sue sceneggiature che rimandano anche ad altre testate, si ha l'impressione che sarà lui il maestro che dirigerà l'orchestra degli autori dell'universo Ultimate.
Ma come sempre quando le sparo così grosse, aspetto di essere smentito dai soliti smanettoni.
Per ora abbiamo: parte dell' America del sud ridotta a distesa nucleare da un attacco atomico per opera del Kratos Club, il mondo asiatico che ha visto nascere una nuova nazione di meta-umani, per i quali Hickman ha ripescato dei characters che lui decisamente ama: Celestiali ed Eterni.
L'europa centrale fagocitata dal suo interno dai Figli del domani e dal loro asettico, utopico sterile inquietante Mondo, contro il quale nemmeno l'intera flotta di elivelivoli Shield ha potuto anche solo sperare di vincere.
Asgard ed Asgardiani ridotti a voci nella testa di un Thor privato dei suoi poteri, insomma Hickman ha veramente rotto le acque ed ha partorito una serie di scenari che fino adesso hanno tenuto alta la godibilità della serie.
La cosa che più rimane piacevole di questa testata sono i ritmi con i quali lo scrittore sta scandendo gli avvenimenti: i primi 4 numeri, "la repubblica sta bruciando", sono qualcosa di decisamente accattivante, l' incipit del numero 1, ipercinetico e catastrofico, la pausa del numero 2, in cui l'autore fornisce un etereo profilo dei Figli del Domani, senza far trasparire nulla sull'identità del cattivo di turno, fino ad arrivare ad i numeri 3 e 4 in cui, senza svelare nulla a chi non li ha ancora letti, Hickman rimette il piede sull'accelleratore, rivelando l'identità del nemico che dovranno fronteggiare, in un epilogo a dir poco epico.
Ovviamente tutto ciò è esaltato dal lavoro di Ribic del quale però potrete leggere, commenti ed opinoni superflue, sempre qui. Ribic non credo abbia bisogno di essere commentato. Come d'altronde potete vedere qua sotto.  

L'unico handicap del terzo volume (ovviamente parlo dell' edizione italiana, quindi Ultimate Comics Avengers 14) è la discontinuità del lavoro del disegnatore, che si alterna ad un certo Brandon Peterson, che poverino, per quanto si ingegni, non può certo sperare di competere con il nostro adorato croato, per stile e potenza grafica.
Per il resto nonostante gli editoriali continuino a zoppicare, per sapere chi è il club Kratos, sono costretto a googlarlo, ed ancora non so per quale motivo la germania dell'universo ultimate sembra il Sahara.
Però ad onor del vero nel terzo volume, Grassi si lascia andare a quella che più si avvicina ad una sinossi delle puntate precedenti, TheUltimates tuttavia resta una piacevole serie da seguire.
La mini serie Il mondo, è distensiva, è la quiete dopo la tempesta, e che in tutta probabilità ne precederà un’ altra, come lo stesso Hickman per bocca di Occhio di Falco, dice, la situazione ora è simile ad una partita  a scacchi, in cui gli avversari si studiano, albo in cui si riconosce lo stile dilatato dell’autore, che però non è affatto lento.
Insomma, forse non siamo di fronte alla serie che spodesterà il capolavoro di Millar, ma per ora si lascia leggere che è un piacere,  e di questi tempi scusate se è poco.
Le uniche note dolenti dell’edizione italiana sono sempre le stesse, editoriali pubblicitari, tanto pubblicitari che credo molti come me non abbiano creduto al buon Grassi quando suggeriva l’acquisto della mini serie dedicata ad Hawkeye, eppure sembra che la mini che dovrò rimediare, cosa che però farò con piacere visto che anche in questo caso adoro il disegnatore: Rafa Sandoval, già visto nella trilogia di Bendis: Ultimate Enemy-Mistery-Doom.
Dicevo sembra che questa miniserie dedicata a Clint Burton, sia fondamentale per stare al passo con lo scenario Asiatico della storia, quindi per una volta non era pubblicità smaccata, ma una nota a margine seria, ma si sa, che se sei sempre lì a gridare “Al lupo! Al lupo!”, la gente poi non ti crede più!
Baci ai pupi.