Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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giovedì 30 giugno 2016

La sezione Otto da evitare

40 anni e ancora mi riduco come Ulisse sul ponte della sua nave, ammaliato dal canto delle sirene.
Ecco come come mi sono sentito a fine lettura di questo volume.
Ha il gusto della reunion dei Pooh o di quella dei Deep Purple, manca tutta la magia dei tempi andati.
Arrivato con immensa fatica all'ultima pagina, mi è quasi sembrato di vedere Ennis e McCrea con in mano i carnet di bollettini findomestic firmati dalle rispettive mogli da pagare.
Avevano questo immenso, enorme bersaglio chiamato appetibilità, e lo hanno mancato più o meno di un chilometro, confezionando una miniserie senza capo, ne coda, che preme esclusivamente sulle corde del cuore in copertina, ma poi lo calpesta all'interno dell'albo con una storia latitante e disegni non all'altezza del mito da cui attingono.

La Sezione Otto Originale.

La section 8 originale appare del capolavoro di Ennis e McCrea chiamato Hitman.
E' un gruppo di supereroi a dir poco atipici, apparsi per la prima volta in Italia grazie agli sforzi della Play Press: Six Pack vigilante di Gotham, Fuoco Amico, Skatarr, Defenestratore e Saldacani sono il decadentismo della supereroe in calzamaglia, tutto quello che Shuster, Siegel, Kane e Finger non si sarebbero mai sognati di far fare....la Sezione Otto è satira sul revisionismo, è Pat Mills dopato, ed inserita nel lungo appetibile affresco narrativo di Hitman, questo sgangherato gruppo di supereroi ha regalato risate ed emozioni.
E qui c'è il pacco.
L'acquisto dell'ultimo volume uscito per la RW Lion. All Star Section Eight, gioca tutto sulla nostalgia, sul bisogno di rivivere quella magia, è un pò come i pensionati che comprano i biglietti per il tour della reunion dei Pooh, ma senza la soddisfazione alla fine del concerto.
Insomma All Star Section Eight di Ennis e McCrea è da evitare assolutamente, mi ha così disinnamorato dall'autore scozzese, che dopo la cocente delusione, sono restio anche a prendere il tomo edito da panini Red Rover Charlie, di cui invece sento parlare un gran bene.
Il guaio di Section Eight è che non c'è una storia, non si capisce bene il senso di tutta la miniserie, è quasi disartrica, per usare un termine che in reparto usiamo spesso.
Se penso che con Superman, Ennis, su Hitman, ci vinse un Eisner, a leggere il team up con l'azzurrone nell' ultimo numero di ASS8, viene un magone di quelli da anti depressivi, anche McCrea sembra aver perso il suo smalto.
Il guaio principale è la latitanza della trama. Quello che più infastidisce è realizzare pagina dopo pagina che stai leggendo il nulla.


Eppure sei certo che prima di pagare alla cassa hai letto bene il nome: Ennis.
L'unico momento interessante è la nuova origine di Saldacani.
Ma tutto il resto, dio mio: una via crucis, una gravidanza extrauterina....
È un ulteriore riprova che la serialità ammazza i capolavori, la sezione otto in Hitman, muore combattendo dei demoni provenienti da un tesserato impiantato nel culo di una cavia, in un centro sperimentale oltre la periferia di gotham, e morta doveva restare.
Al massimo Ennis poteva giocare sulla retcon, invece no, evidentemente troppo smazzo all'encefalo.
Quando si dice che una mela non può cadere lontano lontano dall'albero, ricordo davvero poco di buono nato in seno al terribile New52.
Quindi in buona sostanza ALL SATR SECTION 8, è un volume tranquillamente evitabile, siamo dale parti dell'insufficienza  abbondante,  brutto in ogni sua parte, che non fa che rimpiangere
 il Garth Ennis di Hitman.
L'augurio è che torni ai livelli di Preacher, un volume così scadente che mi ha gelato anche l'entusiasmo per il volume edito Panini intitolato Red Rover Charlie.

Insomma non ci siamo proprio.
Risparmiatele ste 14€ o investitele in altro.
Ennesimo fumetto che basa la sua appetibilità sul confezionamento, il passaparola sui social, il nome in copertina, insomma il solito trend che snatura il concetto stesso di lettura.
Oserei dire che come per DKIII (finora), la cosa più invitante sono state le cover.
Baci ai pupi.

venerdì 14 dicembre 2012

La fauna e la flora

Fumettopenìa si unsice al coro dei commenti su due delle più attese rivisitazioni del New 52 DC. E visti i loro illustri antenati, la fibrillazione è più che giustificata, uno fu scritto da Morrison e l'altro nientemeno che da Alan Moore.
Dario ci parla dei nuovi Animal Man e Swamp Thing, in una doppia recensione che ho preferito accorpare proprio per il fatto che in qualche modo le due serie viaggiano a braccetto, per via del fatto che...ok lascio il posto al Dario Lopez, buona lettura.

Animal Man 1 - Brossurato Lion 144 (continene Animal Man 1-6) pg colori ed. RWLion di 
Jeff Lemire - Travel Foreman - John Paul Leon prezzo 12,95€

Negli ultimi giorni si stanno rincorrendo le voci legate alla probabile caduta in disgrazia dell'etichetta Vertigo, sezione della DC Comics dedicata ai fumetti con tematiche adulte. Gli ultimi due colpi ricevuti dalla sottoetichetta grazie alla quale abbiamo potuto leggere serie come Sandman e Preacher (solo per fare due esempi) sono stati di quelli duri, di quelli che fanno male. Parliamo della chiusura di Hellblazer, serie dedicata a John Constantine e dell'abbandono dell'editor storico della linea editoriale, Karen Berger.La prima era la serie più longeva della Vertigo che chiuderà i battenti con il numero 300 per essere rilanciata all'interno del classico universo DC; la seconda può essere considerata il motore della divisione matura della DC Comics, l'abbandono della Berger non lascia ben sperare per il futuro del marchio. Il fatto che questi eventi siano praticamente concomitanti aumenta la preoccupazione nei fan della varie testate dell'etichetta.Questa la teoria. Bisognerà vedere in pratica cosa succederà alle serie storicamente targate Vertigo quando verranno assorbite nell'universo di Batman, Superman e compagnia bella. Personalmente da fan di Hellblazer l'idea di vedere Constantine interagire con Supes e compagnia bella non mi fa impazzire, no davvero. Però... perché c'è sempre un però. Il tutto sta nell'abilità degli autori di creare buone storie anche all'interno del classico universo DC e alla capacità della casa editrice di limitare le ingerenze editoriali nelle scelte artistiche degli autori stessi (ed è qui che la questione potrebbe farsi dolente). Insomma non c'è scritto da nessuna parte che i protagonisti più borderline della DC Comics debbano incontrare la Justice League un mese si e uno no, però...
E veniamo ad Animal Man che è pur sempre il personaggio che compare nel titolo di questo post. Al tempo della chiusura della vecchia serie, Animal Man era una di quelle testate pubblicate dall'etichetta Vertigo, nonostante questo sia la vecchia che la nuova incarnazione dell'albo sono lì a testimoniare che non necessariamente tutto è perduto. Nel passato la run più celebre legata al personaggio di Buddy Baker è stata senza dubbio quella orchestrata dallo scozzese Grant Morrison, ventisei episodi che hanno consacrato la serie Animal Man come un culto assoluto. Questo accadeva ben prima della nascita della Vertigo.
In occasione del reboot del Dc Universe, Animal Man, un po' come accadrà anche a Hellblazer a breve, è stata integrata nel nuovo universo supereroistico di mamma DC. Se il buongiorno si vede dal mattino e se questa serie sarà indicativa del trend in atto forse ci stiamo semplicemente preoccupando troppo. La nuova serie dedicata alle avventure di Buddy Baker scritte da Jeff Lemire e disegnate da Travel Foreman sarebbe potuta tranquillamente uscire con il logo della Vertigo stampato ben visibile in copertina e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire al riguardo.
Bernhard "Buddy" Baker è Animal Man, un supereroe atipico con la capacità di attingere al campo morfogenetico della Terra (?)  e prendere in prestito le capacità di qualsiasi animale vivente. Potrebbe anche iniziare a puzzare come una puzzola volendo. Ma Buddy è anche un ex stuntman, un padre di famiglia, un'attivista per i diritti degli animali, un marito, un vegano convinto e ultimamente anche un attore. (Il campo morfogenetico della terra se non vado errato fu proprio un invenzione del buon Morrison nella sua run, e ne parla per la prima volta, nell'albo in cui buddy ha la sua esperienza sciamanica nel deserto con tanto di fungo allucinogeno NDGen. Ma qui lo dico e qui lo nego).
E' proprio nell'ambito domestico che si apre la nuova serie con un Buddy intento a leggere una sua intervista pubblicata da una rivista seduto tranquillamente in cucina mentre la moglie Ellen prepara la cena, la figlia Maxine chiede un cucciolo e il figlio Cliff guarda la televisione. Proprio la notizia di un tizio che sta tenendo in ostaggio dei bambini in un ospedale spinge Animal Man a tornare in azione.
La storia assume ben presto atmosfere horror che ben poco hanno di supereroistico, Buddy si troverà a dover affrontare e capire le nuove abilità della figlia di quattro anni Maxine, che come si scoprirà è legata al Rosso, una specie di entità o forza derivante dalla vita stessa, un po' come Swamp Thing è legato al Verde e alla forza della natura. Le cose degenerano in fretta preannunciate da un bel sanguinamento dagli occhi, incubi splatter, animal morti zampettanti e seguite da trasformazioni mostruose e dalla discesa nel Rosso per affrontare gli agenti della Putrefazione che sono tutto tranne che un bel vedere.

Le atmosfere evocate dalla serie, con tutti i dovuti distinguo, mi hanno ricordato le prime storie di Hellblazer, quando le tavole erano anni luce dall'essere cool e presentavano tratti inquieti e sporchi come quelli di William Simpson ad esempio. Per i primi cinque episodi siamo di fronte a un fumetto horror che prospetta scenari interessanti e probabili futuri incontri, questo si, ma all'appello dovrebbe rispondere una certa creatura della palude, matelli e mutandoni dovrebbero essere al momento scongiurati. Sia la prosa di Lemire che le matite di Foreman non fanno nella maniera più assoluta rimpiangere l'inserimento della serie nel classico DC universe, speriamo che le cose continuino di questo passo per questa e per altre testate ex-Vertigo. 
Nell'ultimo episodio un intermezzo ci presenta l'amaro film al quale Buddy Baker dona il volto del protagonista principale, un ex eroe che fatica ad adattarsi a una vita normale. Non male davvero come primo volume.
Swamp Thing, di Scott Snyder (testi), Yanick Paquette e Marco Rudy (disegni). Lion, 168 pp. col., 13,95 euro.
 In questo preciso momento la vita editoriale di Swamp Thing sembra andare a braccetto con quella di Animal Man. Fuoriuscita anch'essa dalla linea editoriale della Vertigo, la collana dedicata alla cosa della palude rientra nel classico universo DC Comics con piglio maturo e tematiche horror che fanno il paio con quelle delle avventure di Buddy Baker.
Alec Holland era morto. Apparentemente tornò in vita trasformato, grazie anche alla sua formula biorigenerativa, in Swamp Thing, il mostro, il campione con un'innata connessione al Verde e al mondo vegetale. Poi arrivò il grande Alan Moore e ci spiegò cos'era davvero successo. Swamp Thing non era Alec Holland. Il cadavere del biologo giaceva in fondo alla dannata palude, la formula biorigenerativa aveva dato la forza al Verde di creare un costrutto vegetale, una pianta con una coscienza, una pianta/mostro convinta di essere il fu Alec Holland. Poi Moore aiutato dall'estro grafico di Totleben e Bissette fece di Swamp Thing una serie cult di altissima qualità con tematiche e approfondimenti psicologici sui personaggi di grandissimo interesse. Usando la sua prosa tra l'altro, ma questa è un'altra storia.
In occasione del reboot delle testate DC la cosa della palude passa nelle mani di Scott Snyder (anche su Batman) e del disegnatore Yanic Paquette. Questa volta il dottor Holland risorge per davvero, grazie al Verde e al Parlamento degli alberi. Ma è un Alec Holland nuovo, stranito, quasi fuori posto, quello che ci accompagna in questa avventura. Cosciente di non essere mai realmente stato Swamp Thing ne porta comunque nella mente sensazioni e ricordi. Ci troviamo di fronte a un protagonista in cerca di pace, deciso a non essere più coinvolto in giochi più grandi di lui, deciso a non avere più nulla a che fare con il Verde.

Ma la grande minaccia che incombe nelle nuove avventure di Animal Man fa capolino anche da queste parti. Il confronto tra Rosso e Nero invade anche la sfera del Verde e il dottor Holland si troverà ad avere a che fare con la Putrefazione e con la sfera della morte. Proprio Abigail Arcane, la donna con la quale Swamp Thing divise numerose avventure, e suo fratello William potrebbero essere gli avatar designati dalla Putrefazione nelle lotta contro le forze legate alla vita.

Snyder pone l'accento sui dubbi del protagonista, sulle sue possibili scelte e sui sacrifici che queste potrebbero comportare, indaga gli incubi di Holland e i suoi sentimenti per Abigail basati su ricordi di esperienze mai realmente vissute creando un personaggio complesso e stratificato. Le atmosfere virano all'horror puro, la storia si bea di mostri e repellenti creature, persone trasformate dalla Putrefazione in zombie con la testa girata di 180 gradi, viscere e deformazioni e tutto il repertorio al completo. Inevitabile nel prossimo futuro un incontro con l'Animal Man di Lemire.

I disegnatori, Paquette in particolare, rendono un ottimo servigio alla serie partendo dalla splendida copertina del volume. Il tratto di Paquette è preciso in tutte le situazioni, rende magnificamente le scene più ordinarie come quelle più orrorifiche con un dettaglio particolare per animali e vegetazione. Ottima la costruzione delle tavole che si presentano a volte con vere e proprie esplosioni psichedeliche, cornici floreali, arbusti a incorniciare le vignette e soluzioni lisergiche rese apprezzabili anche dal lavoro dei coloristi. Non sfigurano neanche le tavole di Rudy e Ibanez ben integrate nel tessuto della vicenda.
Anche qui, come accadeva per Animal Man, una storia matura di qualità. Un sospiro di sollievo per chi temeva il peggio a causa della fuoriuscita della serie dalla linea Vertigo. Probabilmente le due serie acquisteranno ancor più interesse se lette in parallelo, cosa consigliata ma al momento non indispensabile.


 

mercoledì 12 dicembre 2012

Quasi quasi lo prendo: Dicembre 2012

                                                                Pensavate che la rubrica fosse morta? 
Invece no, quasi quasi lo compro era soltanto in standby, torna e torna Micheal con i suoi consigli per gli aquisti, anche stavolta il buon Vincenzi, ci propina consigli degni di nota su come sperperare le mance di dicembre. Buona Lettura.



Bentornati ad una nuova puntata di “Quasi quasi lo prendo”! Abbiamo saltato l’articolo di Novembre, ma anche se non abbiamo detto niente penso sia chiaro il motivo: i consigli per gli acquisti di novembre si sarebbero ridotti alla lista della spesa di Lucca, il che non è necessariamente un male, ma vista la MIA lista della spesa, sarei rimasto due giorni e due notti a scrivere l’articolo.
Vi avviso subito che infilerò un paio di titoli usciti ufficialmente a Novembre, non sono certo le perle che ho recuperato a Lucca, ma credo siano iniziative degne di nota, quindi vediamo un po’ cosa ci riserva il panorama fumettistico di questo mese.

Before Watchmen (Novembre-Dicembre, Lion, 16,8x25,6, S, 32 pp, col., 2,50€)Evento iniziato ufficialmente a Novembre, ma consolidatosi a Dicembre con l’uscita dei restanti numeri uno. Questa serie sta facendo abbastanza scalpore, soprattutto tra i fan pro e contro quest’iniziativa. Dal canto mio per ora ho avuto solo l’occasione di leggere il primo numero di Minutemen, e, anche se quelli che attendo di più sono ovviamente le due mini di Aaron e le due di Stracchino, sono convinto che per quanto spettacolare potrà essere quest’iniziativa rimarrà comunque una commercialata fatta per far soldi. Ah, e una rapina da parte di Lion che spaccia per economico 32 pagine a 2,5€! Per l’approfondimento vi lascio all’articolo fatto dal nostro Gennaro di quartiere, consolandolo dicendogli che gli faccio compagnia tra la lista dei pirla che si sono comprati il cofanetto. 

The Walking Dead (Mensile Ed. Salda Press, brossurato b/n  €2,90 - 90 pp. circa.)
Si è vero, pure questo è di Novembre, ma non potevo non citarlo cavolo! Se prima non stavate seguendo questa perla per via del prezzodel prezzo ora non avete più questa scusa dietro la quale nascondervi! 
Saldapress ha fatto davvero un colpaccio a pubblicare TWD in versione da edicola, e pare abbia riscosso un sonstanziale successo. Poi ora con l’accordo con Skybound Saldapress si è messa in saccoccia tutte le opere di Kirkman, sono ansioso di vedere cosa combinano. Per quanto riguarda TWD vi lascio i link di due articoli di approfondimento, scritti dal nostro Dario e Gennaro. http://fumettopenia.blogspot.it/2012/11/zombie-addicted.html
                                         http://fumettopenia.blogspot.it/2012/11/oggi-ce-puzza-di-morto-in-edicola.html

The Boys 1 (Novembre, Panini, 17x26, B., 48 pp., col., 3€)
Altra iniziativa di Novembre che a mio avviso non riuscirà assolutamente a competere con quella di TWD, ma è comunque degno di nota che la Panini ha intenzione di ristampare in versione da edicola una delle serie più esagerate di Ennis che prima pubblicava solo in TPB. Personalmente vi consiglio di recuperare almeno i primi tre numeri in modo da recuperare il primo ciclo di storie che sembra essere il più innovativo ed interessante rispetto a tutta la serie, senza contare che verrete a pagare 9€ dove ne avreste spesi 13 per il TPB.




Dylan Dog 280: Mater Morbi (Bonelli, 16x21, B., 96 pp., b/n, 2,90€)
Giuro che questa è l’ultima uscita di Novembre che tratto! E comunque anche se è addirittura una ristampa è uscita il 22 dai. A mio avviso questo numero è uno dei pochi meritevoli dopo il numero 100 di DD che ormai sembra aver preso una parabola discendente e che seppur tra altini e bassissimi non sia più in grado di risollevarsi. Scritto dal controverso RRobe, vede l’old boy affrontare uno degli orrori più grandi, quello contro cui non si può vincere, la malattia.





XIII 1 (Editoriale Aurea, 16x21, B., 98 pp., b/n, 3€)
In uscita ufficialmente a Novembre, ma da me arrivato solo i primi di Dicembre, ecco un'altra iniziativa da tenere sott’occhio! Editoriale Aurea, probabilmente dietro la scia di GP, decide anche di portare in formato da edicola capolavori del fumetto franco-belga. E che capolavori! Si inizia con XIII, se non l’avete preso con i volumi di Panini vi consiglio vivamente di recuperarlo in questo formato economico, le tavole sono in bianco e nero, ma a mio avviso il formato non penalizza i disegni e la storia è sempre quella magia misteriosa di un tempo. Ma tenetevi saldi sulle sedie, perché pare che Aurea abbia intenzione di portare pure Blueberry (Moebius) in questo formato! Anche sta volta vi rimando ad un articolo di approfondimento, questa volta su mangaforever: http://www.mangaforever.net/78534/xiii-n-1-recensione-uscita-edicola-editoriale-aurea

Absolute Moebius: Arzak (13 Dicembre, Panini, 24,5x35,5, B., 80 pp., col., 15,9€)
Visto che abbiamo accennato a Moebius, come non citare anche l’iniziativa di Panini che prevede di pubblicare 10 volumi contenenti le varie opere dell’artista francese? Iniziamo con uno speciale (quindi non facente parte dei 10) in uscita proprio a Dicembre e contenente l’ultima fatica del maestro: Arzak. Il primo volume della serie invece uscirà a Gennaio, quindi ci si rivede il mese prossimo.





Nick Fury Omnibus (20 Dicembre, Panini, 18,3x27,7, C., 816 pp., col., 59€)
Uno degli omnibus più attesi dei fan Marvel vecchia scuola, questo balenottero contiene tutto il ciclo di Nick Fury di Steranko, considerato uno dei cicli più belli di tutta la Silver Age. Purtroppo per la mia età non conosco il ciclo, per cui sono molto incuriosito da questo mattone visto l’hype dei fan, chissà che non me lo faccia trovare sotto l’albero.






Swamp Thing di Alan Moore 1 (21 Dicembre, Lion, 16,8 x 25,7, pp. 432, col., 36,95€)
(Su questo volume si è espresso anche Dario e tra non molto potrete leggere la sua opinione su Swamp Thing e Animal Man new 52)
Dopo aver portato a termine la trilogia iniziata dalla Planeta pubblicando il terzo absolute, Lion ristampa il primo volume del ciclo di storie del mostro della palude di Moore sotto la sua etichetta. Penso che già con il nome dell’autore ci sia poco da dire, sicuramente questo ciclo è stato il più interessante del personaggio, e anche se Millar prima e Snyder ora hanno fatto un ottimo lavoro col personaggio, è molto difficile tornare a quei livelli.

L’eredità dei sogni (13 Dicembre, Panini, 14,5x21, B., 424 pp., b/n e col., 19,90€)
Ed eccoci arrivati all’ultimo titolo per questo mese. Di solito non parlo mai di manga perché il pubblico di qui è più interessato ai fumetti europei o a quelli americani, ma visto che si tratta di un volume unico ne voglio parlare. Satoshi Kon è un artista poliedrico che ha avuto i suoi più grandi successi nell’animazione giapponese, suoi sono i memorabili Perfect Blue, Tokyo Godfathers, Paprika e la serie animata Paranoia Agent. Kon però ha avuto una carriera molto interessante anche come sceneggiatore e disegnatore, assistente di Katsuhiro Otomo (Akira vi dice niente?), ha creato diverse storie brevi e volumi autoconclusivi. Questo volume di oltre 400 pagine è una sorta di absolute con tutte le sue storie brevi.
See you in Cyperspace!

Micheal Vincenzi

(quest' ultimo titolo ve lo consiglio anche io, il signor Satoshi Kon è un maestro e se il titolo vi piacerà vi consiglio di rimediare anche il bellissimo La stirpe della sirena, che non credo sia contenuto in questa antologia, già apparso in italia sotto etichetta Star Comics. NDGen)

giovedì 22 novembre 2012

Le anteprime di Fumettopenia - La nuova Suicide Squad (new52)





L’evoluzione della Sporca 

Dozzina, o a voler essere più cinefili, a voler apparire anche un pochetto più acculturati, potrei dirvi anche una rivisitazione dei Sette Samurai, a far un esempio più terra terra invece, potrei citarvi “Armageddon”, quella ridicola americanata, in cui la terra era condannata per l’arrivo di un mega-meteorite, che, se guardate in compagnia di una donna, non fate altro che “tzare” come Zio Paperone, per darvi un tono, ma che se rivedete da soli, vi fomentate come pupi, brutti vigliacchi che non siete altro.
Tutte varianti dello stesso tema: gli stronzi ci salveranno.
Ma poi i tempi sono cambiati, è nato lo spionaggio sporco, i team stealth, invisibili e spietati, dai quanti fumetti ultimamamente avete letto su questo genere?
Quello che ricordo con più piacere, è la Justice League Elite, miniserie di qualche tempo fa edita in Italia sotto marchio Planeta, di cui parlai anche su fumettidicarta.
Cosa è per esempio la Uncanny X-Force, se non l’ennesima collana che arricchisce questo filone?
La DC col suo new52, ha rispolverato tutte, ma proprio tutte le sue testate, anche quelle chiuse da decenni, pensate che hanno rilanciato robe come Amethist – Princess of Gemworld, che qui in Italia se non erro, vedemmo solo nelle pagine di Crisis on Infinite Worlds, anzi su una sola pagina, mentre il suo mondo delle gemme veniva divorato dall’anti-materia, porella.
Persino la serie Horror I...Vampire, ha rivisto la luce, nonostante luce e vampiri non vadano tanto d’accordo.
Quindi volete che quei furbacchioni della DC non trovavano il modo per riportare in scena uno dei primi Stealth Team in mutandoni?
E si perché diciamolo, i Thunderbolts (nati nel 1997), o i Vendicatori Oscuri nati anche dopo, è tutta roba che ha radici nel giardino del nemico, lo zoccolo duro degli ultrà della Marvel di questo devono farsi una ragione, la Suicide Squad  (apparsa la prima volta nel 1959- e la seconda incarnazione 1987) è la mamma di tutte le squadre sotto copertura.
E noi italiani la conoscemmo per la prima volta sulle pagine del mensile della Play Press dedicato alla Justice League, che ospitò nei primi tre numeri la bellissima miniserie Legends di Byrne, prima pietra del nuovo universo DC dopo il maxi-evento di Perez-Wolfman. Si esattamente, un altro reboot.
Ed eccola qui la nuova Suicide Squad, figlia del suo tempo, così gotica, violenta e caciarona.
Che arriverà nelle fumetterie italiane, più o meno nel prossimo gennaio, nel formato brossurato, presumo, gia adottato per le varie serie “minori” ma quasi tutte valide, come Deadman,, Justice League Dark, Animal Man e Batwoman
Mi sono letto per voi,  i primi sei numeri della miniserie dedicata al rilancio della squadra suicida di Amanda Waller. 130 pagine, pagina più pagina meno che dovrebbero essere contenute nel primo volume dell’editore italiano, e le ho trovate, una lettura evasiva, leggera nonostante l’enorme quantità di sangue che si riversa sulle pareti e sui pavimenti delle sale in cui si combatte selvaggiamente, cazzeggio puro senza troppe pretese, ma divertente quanto basta per non farvi prendere dalle crisi mistiche in caso di acquisto.
Non è certo un capolavoro di cui parleranno i posteri, ma considerando quello che vi leggete (e vi fate pure andar bene) di solito non è malaccio: azione, violenza, qualche parentesi abbastanza splatter, il tutto condito da dialoghi sboroni ma funzionali.
Dal punto di vista grafico, le tavole dell’argentino Federico Dall’Occhio, sono terribilmente valide, uno stile dinamico ed allo stesso tempo realistico che rende sicuramente più appetibile il volume. Buone anche le incursioni di Clayton Henry, le sue chine più cicciotte e nette ricordano vagamente McGuinnes, ma senza la sua eccessiva vena da cartoonist e senza l’abuso di steroidi con cui è solito gonfiare le anatomie dei suoi personaggi.

E’ ora di raccontarvi un minimo di storia senza troppi spoiler, tanto da qui a gennaio ve la sarete scordata di sicuro:
Adam Glass co-autore del terrificante Deadpool  - Suicide Kings, in questo caso, struttura una storia ed una sceneggiatura, se vogliamo borderline, ossia piacevole senza scadere eccessivamente nell’assurdo, tanto sconosciuti quanto carismatici, i personaggi di cui usufruisce e che caratterizza gradevolmente:








Bello il suo Diablo, un pirocinetico, capace di comandare le fiamme ed il fuoco, attraverso i suoi tatuaggi, ed il suo potere sembra avere più un origine mistica che organica, o almeno è quello che ho capito io dal mio inglese non proprio di livello madrelingua, già visto comunque nelle pagine di Flashpoint.
King Shark, è un vecchio nemico di Superboy, uno squalo umanoide, il forzuto della truppa, che preferisce sistemare i suoi nemici con le sue mandibole piuttosto che con i suoi muscoli.
Savant, il solito vigilante esperto in svariate arti marziali nonchè abile all’uso di tutte le armi conosciute, Voltaic, capace di emettere scariche elettriche tali da fulminare le sue vittime,  e Ragno Nero, sconosciutissimo, vengono tutti dall’universo dei supervillain di Batman.
A questi si aggiungono Deadshoot, il mercenario che non sbaglia un colpo, che è un  veterano della squadra, e la bella, sexy  e letale Harleyquinn, interessante intro della serie, e chiaramente vera first lady, alla quale l’autore presta particolare attenzione, curandone più degli altri la caratterizzazione.
Questa è l’allegra sociopatica e violenta brigata messa su da Glass, per la nuova Suicide Squad, direttamente dal carcere di massima sicurezza di Belle Reeve, sugli scaffali delle nostre fumetterie se va tutto bene a gennaio.
Unica nota dolente? Amanda Waller…
Nel  restyling  del personaggio,  da adorabile donnona che era nella versione di Byrne, qui è la solita silfide, bella per gli occhi, ma che perde insieme ai suoi chili di troppo anche il carisma, che le faceva tenere testa alla peggiore feccia dell’universo DC, nonche a tipi tosti come Flagg o Batman.
In definitiva, una buona miniserie senza troppe pretese, a voi e al vostro portafoglio vedere se vale la pena spenderci dei soldi!
Baci ai pupi



L'evoluzione di Amanda Waller






giovedì 13 settembre 2012

Breaking News: H'el on Earth

Più voglio stare lontano dalla Lion, più la casa madre mi costringe ad orbitarci intorno, il prossimo novembre in casa DC, ci sarà il primo cross-over Kryptoniano post-New52.
Sulle tre testate dedicate ai "super" infatti, De Falco, Lodbell e Johnson sbroglieranno un team-up dei tre eredi della famiglia El, che dovranno vedersela con un cattivissimo sconosciuto dalle origini Kryptoniane, che metterà a ferro e fuoco Metropolis e dintorni.

Finora è trapelato davvero poco oltre qualche anticipo di copertina, che vi rigiro nel caso non l'abbiate ancora vista:

Del cattivone di turno, nonostante la casa editrice non lasci trapelare assolutamente nulla tranne il suo retaggio Kryptoniano, le immagini che girano permettono ai nerd di pontificarci abbastanza sopra.
Chi è?
La "S" scarnificata sulla carne dei pettorali richiama Superboy Prime, il superboy della terra parallela che finì nel limbo insieme a Ka'L di Terra-2 e Alexander Luthor di Terra-3 alla fine di Crisis on infinite Earths, dimensione in cui finì per impazzire, dalla quale ritornò come nemesi in Crisi Infinita.
Tuttavia il colore della pelle olivastro ed il verso della esse stessa, scritta al contrario non può non far ricordare Bizzarro, per non parlare dell' acconciatura, presa direttamente dalla versione anni '90 di Kal-El redivivo alla fine di Reign of Supermen.
Che il mon-el-lo di turno sia solo la versione "new 52" di Bizzarro?
Speriamo di no.
Per ora non resta che pontificare in silenzio e gustarci le matite della cover di Superboy, nata dalle mani di R.B. Silva and Rob Lean, per il resto tocca solo aspettare ulteriori news oltreoceaniche, di sicuro c'è che se da un lato la Marvel ha annunciato il suo Marvel Now, la DC non sta certo dormendo sugli allori, H'El on Earth insieme al terzo esercitò dei Guardiani dell' Universo su Green Lantern, sembrano essere rappresaglie degne di rispetto, che non faranno certo la gioia delle nostre paghette settimanali.
Come direbbe i povero Eddard: l'inverno sta arrivando.
Baci ai pupi.

lunedì 3 settembre 2012

Lanterna Verde: Cronache da un futuro prossimo.

Sarà almeno più di un anno che lo dico: Lanterna Verde è la miglior serie a fumetti da quando Jhons ne ha preso le redini, caso chiuso.
Lo ha resuscitato da quel limbo stantio, quella  illegibile parentesi, che era il suo connubio con lo Spettro, grazie alla miniserie Rinascita.
Ne ha riscritto deliziosamente  le origini, approfittando delle bellissime tavole del brasiliano Ivan Reis sulla serie regolare, ha rinfrescato le storie, introducendo soluzioni narrative impensabili per i possessori degli anelli del potere, come la license to kill , nella guerra contro il Sinestro Corps.
Ha creato nuovi personaggi,  nuovi corpi di lanterne, attingendo dalla passata cronologia,  ed ha arrichito i vecchi, il suo Sinestro ha un fascino ed un carisma paragonabili solo al Dottor Destino della run di J. Byrne sui Fantastici Quattro.
Atrocitus ed il suo corpo delle Lanterne Rosse, Santo Viandante e le Lanterne Blu, l'Agente Arancione Larfleeze unico detentore della luce arancione, i misteriosi guerrieri della luce indaco:
Jhons ha arricchito il cosmo di Lanterna Verde, non solo introducendo una quantità imbarazzante di personaggi, ma delineandone la psicologia poco per volta, dedicando a questi, albo per albo poche pagine di illuminante retrospettiva, chi segue le serie regolari,  sa di cosa sto parlando.
Jhons va giù col contagocce, spillando lentamente come un alchimista che armeggia con i suoi alambicchi, i sacrosanti motivi della rabbia insanabile di Atrocitus, l'iquietante mistero che nascondono le lanterne indaco della luce della compassione, l' infanzia di Larfleeze; continua sulla serie regolare, con le stupende matite di Doug Mahnke, ad operare una efficace retrocontinuity sul personaggio di Sinestro, liberandolo dal semplice ruolo di villain pigliamazzate, della serie.
Più di tutto però Jhons continua la sua opera di decostruzione e ricostruzione dei guardiani dell'universo, sempre meno onniscienti, sempre più distaccati dalla realtà, sempre più persi nella loro utopia d'ordine.
Il prossimo ottrobre a cavallo l'ennesimo restyle DC noto come The New 52, Jhons richiama a sè Ivan Reis, per regalarci un nuovo cross-over verde-smeraldo: Rise of Third Army, che speriamo abbia la stessa godibilità dell'eccellente Blackest Night, forse la pubblicazione DC più godibile degli ultimi 3 anni, ma sottolineo "forse"!
Il nuovo mega evento che si dipanerà  sulle serie dedicate al corpo si prospetta come l'apice della follia dei guardiani dell'universo.
La terza armata sarà il tentativo di questi ultimi di creare un nuovo corpo che sostituisca tutti gli altri nella difesa dell'ordine nell'universo. nonchè una buona scusa per far la conoscenza di una nuova lanterna verde terrestre, e di conoscere i segreti della misteriosa Prima Lanterna Verde.
Niente male, una apparente guerra intestina, inevitabile, e già percepita tra i lettori delle serie regolari, tempestati da piccoli gustosi input - ultimo dei quali la lobotomia emozionale di Ganthet operata dagli altri puffi onniscienti in sede di consiglio.
Attendiamo con ansia quindi l'italico adattamento per mano dei tipi della Lion Comics, e speriamo solo che siano clementi con i nostri portafogli.
Baci ai pupi.