Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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sabato 11 luglio 2015

La caduta delle major (Eisner 2015)

Ogni tanto al Blog, quel pizzico di attualità devo darglielo, il guaio è che quando dò a Fumettopenia quel tocco di sito al passo con le pubblicazioni, mi riduco a parlare, o di paraculate editoriali, o di schifezze autoriali, ecco perchè a volte qui si alternano pezzi su McKay a Nick Banana, Materia positiva che si accavalla alla materia negativa, manco fosse il corpo del piccolo Luthor di Crisis, Fumettopenia per esempio credo sia al momento in rete, l'unico blog che ha detto le cose come stanno per quel che concerne l'iniziativa Panini di tradurre l' Omnibus sulle vecchie (oscene) Guerre Segrete Marvel, in giro sull'argomento ci sono per lo più marchette, insensibili al fatto che quelle righe potrebbero spingervi ad una delusione di 200€. 

(Chiusa la prentesi stranamente autocelebrativa.)

Oggi dopo la brutta parentesi Daryl Dark torniamo a parlare di fumetti veri e spostiamoci a San Diego dove si sono concluse le premiazioni degli Eisner Award di quest'anno.

Ve lo avevo detto io! 

Ovviamente sto parlando di Little Nemo, il characters di McCay, nonostante la sua veneranda età, 109 anni, ha fatto incetta di premi, in pratica il bambino che visitava il mondo onirico tutte le notti, era in nomination in tre settori con tre pubblicazioni diverse, un saggio, una raccolta integrale, e una rivisitazione sotto etichetta della IDW, ed ha vinto in tutte e tre le categorie!
Ora non c'è da sperare che qualcuno di questi sedicenti italici stampatori, raccolga la sfida, e proponga in Italia per la prima volta un'edizione integrale dell'opera di McCay, a questa pletora di impertinenti lettori che per gusti, e pensiero autonomo, mi ricordano i gabbiani che preferiscono le discariche al mare aperto.
 Ma in un paese di editori come il nostro, dove il più furbo è capace di coprirsi di ridicolo spammando affermazioni del tipo "Stamperemo un fumetto che manca dalle edicole italiane da anni: Asterix!", c'è da sperare ben poco. Intanto vi anticipo che il TP del Nemo Return to Slumberland della IDW di Eric Shanower e le stupende matite di Gabriel Rodriguez, è già disponibile in lingua originale su Amazon, e raccoglie la miniserie di 4 numeri giustamente premiata a San Diego, del quale parleremo nel dettaglio nei prossimi giorni, visto che l'ho ordinato qualche giorno fa e dovrebbe arrivarmi Martedì.

Trovo essenziale dire che Little Nemo Return to Slumberland si è aggiudicato il premio di Miglior Serie limitata, superando: DareDevil: Road Warrior di Waid e Krause, Sandman Overture di Gaiman e Multiversity di Morrison!
Diamo adesso un occhiata ad alcune altre pubblicazioni premiate.
Saga continua a fare incetta di premi, ed anche quest'anno è salita sul podio alla categoria Miglior Serie Regolare, personalmente trovo esilarante che adesso la Image fa le ongoing e Marvel e Dc non riescono ad andare oltre il dodicesimo numero delle serie che editano, con personaggi storici. io vi inviterei a riflettere su
questo aspetto.
La Rizzoli Lizard può anche rimettere i suoi stagisti al pc, per promuovere la sua edizione italiana di BlackSad, il noir con la pantera
più carismatica di sempre, col nuovo capitolo Amarillo si aggiudica l'Eisner alla categoria Edizione americana di materiale internazionale.
Alla categoria Edizione americana di materiale internazinale (Asia), gli americani, che avranno i loro difetti, ma di buon gusto ne hanno in quantità supersize per certi versi, hanno premiato un certo Shigeru Mizuki (in Italia sempre nel catalogo Rizzoli Lizard) con la sua Showa 1939–1944 and Showa 1944–1953: History of Japan, ora se masticate i manga ma non avete mai sentito parlare di piccole perle come Nonnonba, vi consiglio di controllarvi allo specchio, se spalancando le braccia c'è una esplosione di piume nella stanza, non escluderei che apparteniate allo stormo monnezzaro dall'imbarbarito gusto di cui si parla più su.
Sul lato grafico, si aggiudicano l'ambito premio, Fiona Staples, Darwyin Cooke, J.H.Williams III.
Spiace vedere che Pax Americana di Morrison e Quitley non abbia raggiunto il premio (Multiversity), ma evidentemente Beasts of Burden: Hunters and Gatherers, by Evan Dorkin e Jill Thompson alla categoria Miglior albo singolo ha qualcos'altro da dire.

Fonte: Bleeding Cool

Date un occhiata al link, ora anche un cieco non se ne accorgerebbe: Marvel e DC sono fuori dai giochi, non fosse per il premio a D.Cooke come copertinista, J.H. Williams III per le tavole di Sandman Overture (DC/Vertigo) e la raccolta delle vecchie storie del Nick Fury di Steranko (che tra l'altro non è manco Marvel ma IDW), insomma roba vecchia di svariati decenni, le due major ormai perse nei loro mega-eventi, nei loro reboot e nei loro affari con hollywood, nemmeno apparirebbero.
Floppano le tanto decantate -specie in Italia per freschezza ed effervescenza, qualsiasi cosa significhi per un fumetto- Hawkeye e Superior Foes of  Spiderman, la Ms Marvel, il Rocket Racoon di Scottie Young, alla Dc non va certo meglio che probabilmente sperava nel Multiversity di Morrison.
Direi che questi Eisner mettono in luce una innegabile crisi di qualità, vomitare sul mercato ad intervalli regolari di 6 mesi o giù di li, miniserie, mega eventi, nuove formazioni, reboot, alla lunga ha dato ben pochi frutti, per quel che concerne le due Major è un fallimento totale ed innegabile, che verrà giustificato nelle maniere più fantasiose dai soliti zombi, in Italia a vedere questi Eisner direi che il vincitore è la Bao, nonostante li detesti c'è da ammettere che in pratica ha un catalogo di vincitori, Saga, E la chiamano estate, Lumberjanes, Panini può sbandierare di essere il licenziatario del terzo tomo di Hip Hop Family Tree, altrimenti nonostante in media riempia gli scaffali di mezza fumetteria, ha ben poco di cui vantarsi. Lo stesso si dica per RW Lion o la filiale italiana di Kirkman, la Salda Press, quest'anno il grande escluso: che TWD abbia annoiato anche gli americani?
Baci ai pupi.

mercoledì 1 luglio 2015

All new newest Marve Now...di nuovo!

Non chiamateli reboot


Dopo le nuove Guerre Segrete il palco delle testate Marvel cambia di nuovo, e la numerazione è di nuovo azzerata, non siamo qui per porntificare sui tecnicismi, nuove serie, nuovi numeri 1, pure per quelli che ormai miracolosamente su una serie ci sono da più di due anni, impensabile, nella nuova concezione di fare fumetto oggi, tipo Aaron su The Mighty Thor. Ma va bene così, in passato ne abbiamo spese di parole e parolacce, in sostanza siam giunti alla conclusione che non ce ne frega nulla, al massimo possiamo ribadire, che c'è stata per davvero un inversione, ora le major seriali puntano alle miniserie di massimo un anno, e le indipendenti invece puntano alla serialità, con scarsi successi in termini di longevita, basta vedere Le serie Image, o meglio ancora la Skybound col suo ormai soporifero The Walking Dead.
La Marvel ha reso noto i titoli e gli autori delle nuove testate, che i lettori troveranno nelle migliori edicole americane alla fine dell'evento Secret Wars di Hickman/Ribic.
E' un nuovo universo narrativo, del quale onestamente non ci sto capendo molto, ma la cosa non mi stupisce con Hickman, conoscendo lo scrittore probabilmente all'ultima pagina dell'evento ci sarà un rimando spazio temporale forzato come i lavori nelle vecchie prigioni americane, che si collega secondo lui ad una vignetta di una storia degli anni '80, ed una del 2009. quindi per ora non mi preoccupo troppo, per capire lo stile di questo scrittore mi sono bastate, F4, FF, Secret Warriors e Ultimates. Almeno per ora c'è Ribic, che per quanto possa essere tutto ancora molto criptico, almeno è un bel vedere.
Diamo un occhiata alla lista di serie prossime al lancio, serie tutte nuove per un universo tutto nuovo.
Ma poi sarà un universo o un nuovo multiverso? Boh....staremo a vedere.
Il fatto sta che la struttura citazionista di Hickman ed il passato evento di Slott a base di ragni, ha mietuto le sue vittime, si leggono titoli allucinanti, Old Man Logan, Spider Gwen, vediamoli adesso più dettagliatamente:
Invincible Iron Man di Bendis.
All-New All-Different Avengers di Waid
Uncanny Avengers di Gerry Duggan
New Avengers di Al Ewing e Gerardo Sandoval
Ultimates  di Al Ewing
Doctor Strange di Jason Aaron e Chris Bachalo
Captain Marvel di Tara Butters & Michele Fazekas e Kris Anka
Sam Wilson, Captain America di  Nick Spencer e Daniel Acuña
The Totally Awesome Hulk di Greg Pak e Frank Cho
The Mighty Thor di Jason Aaron
Scarlet Witch di Robinson
Ms. Marvel di G. Willow Wilson e Takeshi Miyazawa con Adrian Alphona
Illuminati di W: Josh Williamson e Shawn
Hawkeye di Jeff Lemire e Ramon Perez, personaggio cool tra i giovani ed autore cool tra i giovani, alla Marvel vi credoono tutti cani pavolviani evidentemente.
Ant-Man di Nick Spencer
The Vision di Tom King
Contest of Champions di Al Ewin - altro mega evento?!
L'ennesimo Amazing Spider-Man #1 di Dan Slott e Giuseppe Camuncoli con le copertine di Alex Ross
Con uno Spiderman ingrassato, quindi  il tessiragnatele va sempre meglio.
Carnage di Gerry Conway
Spider-Woman di  Dennis Hopeless
Spider-Man, quello nero, che diventa invisibile di W: Brian Michael Bendis e Sara Pichelli
Spider-Gwen di Jason Latour
Silk di Robbie Thompson e Stacey Lee
Ricomincia da uno anche Spider-Man 2099 sempre con Peter David
Web Warriors di Mike Costa è la diretta conseguenza dello Spiderverse di Slott
Daredevil  di Charles Soule e l'immortale Ron Garney, che i maligni già dicono ha il costume del telefilm
Guardians of the Galaxy del mai abbastanza ormai pessimo Brian Michael Bendis
Drax il distruttore - ma io dico - puoi fare una serie su Drax il ditruttore? Di CM Punk e Cullen Bunn. durerà 5 numeri al massimo.

Howard the Duck di Zdarsky, sapessi chi è.
Nova di Sean Ryan
Un altro numero uno di Star-Lord scritto da Sam Humphries
Venom: Spaceknight, evidentemente il buon vecchio Venom è diventato un cavaliere spaziale, stuzzica giusto per i disegni di Olivetti.
Howling Commandos of S.H.I.E.L.D di gente che non ho mai sentito in vita mia: Frank Barbiere e Brent Schoonover
Agents of S.H.I.E.L.D. #1 e non dite che non è ormai un editore asservito al piccolo e grande schermo
Uncanny Inhumans #1 di Charles Soule  e Steve McNiven. I panchinari Inumani, devono far dimenticare i mutanti. Questioni di Cine.
Karnak, non bastava una miniserie, tanto quelle sono, miniserie, il lettore di oggi si spaventa se gli dai un impegno di lettura a lunga scadenza, 5-6 numeri, ed affrontano la lettura più sereni. Di Warren Ellis e Gerardo Zaffino, Karnak è quell'inumano che vi guarda e vi sgama i punti deboli, per dire se avete un ernia del disco è proprio lì, dove il disco vertebrale è sgusciato fuori che vi darà un pugno, per mettervi fuori gioco. E' proprio vero che hanno tutti i loro mutui, pure Warren Ellis.
Angela: Asgard’s Assassin di Marguerite Bennette finchè non toccano Miracleman mi sta bene.
Squadron Supreme di James Robinson
Extraordinary X-Men di Jeff Lemire e Humberto Ramos
Uncanny X-Men di Cullen Bunn e Greg Land
All-New X-Men di Dennis Hopeless e........Mark Bagley!!!
Old Man Logan che evidentemente, come storia autoconclusiva non stava bene, ho dato un occhiata a quellascritta da Bendis a cavallo si Secret Wars, dubito che  Jeff Lemire possa fare peggio.
All-New Wolverine, nuovissima tanto nuova che non è manco più un maschio. di Tom Taylor
Ovviamente si rinomina anche Deadpool con lo stesso autore Gerry Duggan orfano di Posen ma di nuovo con Tony Moore, ma stavolta ha detto che si limita alle copertine!
Personalmente non ho mai visto tanti sconosciuti in vita mia, è verò che sono fuori dalle seriali da un pò di tempo, ma alcuni di questi nomi, non li ho mai sentiti nominare per davvero, mi solletica giusto Dottor Strange, peccato per Bachalo alle matite che ormai è l'ombra di se stesso.
Beh voi che ne pensate? C'è qualche titolo che vi titilla l'anguilla (cit.)?
A me ovviamente no, se no che blogger spocchioso ed antipatico sarei?
Ma sopratutto Lupoi a sto giro che si inventa? Come organizzerà serie mediocri con comprimari da schifo?
Baci ai pupi.

 

lunedì 25 maggio 2015

I Vendicatori Segreti di Kot


Da quanto tempo è che non parliamo di una serie Marvel?
Mi basterebbe dirvi che il motivo per i quali non leggo più serie Marvel è tutta condensata in questa immagine, ma poi sarei un bersaglio facile, di molti degli zombi che seguono il blog, fantasiosi killer dell'altrui opinione che hanno sempre una stilettata pronta all'uso per chi non apprezza la nuova Marvel-Disney.

Eppure abbiamo rimesso mano ad un albo Marvel, abbiamo rotto il nostro fioretto, più che altro perchè siamo stati sommersi dai pareri e dai commenti tutti entusiasti barra positivi, riversati da molti, su questa nuova versione dei Secret Avengers, miniserie di dodici numeri scritta da Ales Kot ed illustrata da Micheal Walsh.
A sentire in giro ci stavamo perdendo la festa del momento, e di base qui a fumettopenia non sopportiamo quando gli altri si divertono e noi no.
Quindi abbiamo riposto sugli scaffali le letture de momento ed abbiamo preso una giornata di ferie, per vedere dopo tanto tempo come andavano le cose dalle parti dello SHIELD.

M.O.D.O.K indispettito
Miniserie di dodici numeri - Mica è un caso se più su lo abbiamo scritto in corsivo, perchè casomai non ve ne foste accorti, le serie ormai non esistono più, il fumetto ha smesso di fare progetti a lungo termine, meglio propinare ai lettori miniserie, pare sia meno ansiogeno per i lettori di oggigiorno, pare che una on going oggi come oggi, sia un suicidio editoriale, molto meglio le miniserie da una botta e via, d'altronde chi vuole una ragazza che dopo appena due mesi parla di matrimonio o convenvenza.
Stai giovane.
Stai senza penzier'.
Gioca alla Play e leggi i fumetti, se t'avanza un pò di tempo lavora pure, non per altro ma perchè chi non lavora non fa l'amore, quello pure insomma, a volte male non fa.
Ed ecco che dopo i Secret Avengers di Spencer in cui ai membri della stealth team veniva sparafleshato il cervello alla fine di ogni missione (cit. Men in Black), ecco la nuova versione di Kot, meno adulta forse, più scanzonata, un autore europeo che Lavagna nel suo onesto editoriale definisce frizzante e scoppiettante. Scoppiettante, giuro su dio dice proprio cosi, avrà perso le parole come Ligabue.
Ma insomma come sono queste prime quattro storie dei nuovi Secret Avengers? Ci pensate che tra dodici numeri userete ancora una volta il termine nuovo per la nuova run della Stealth Team di casa Marvel?
Ammesso che la facciano.
Stealth Team - In sostanza è questo il motivo per cui ci sono cascato, io amo la Justice League Elite, questo, ed il fatto che nel primo numero compare la Furia del Cap. Bretagna di Alan Moore, ma in realtà non è la furia questa di Kot, e la licenza editoriale della furia (toh a sfregio la scrivo anche in minuscolo!), una sua sbiadita fotocopia, che ha perso tutto il carisma iniziale: in mano a maestri come Moore e Davis (e più tardi Delano), la Furia divenne uno spaventoso ed inquietante cattivo, leggendolo, si sentiva l'angoscia che i suoi scanner bio elettronici, potessero beccare anche te che reggevi l'albo, visto che saltava di dimensione in dimensione nel multiverso della Marvel UK.
Qui spogliato della sua epicità, è solo un energumeno alieno viola  dedito all'omicidio della carne da cannone, vale a dire gli agenti shield che hanno l'unico noioso compito di farsi affettare. Un pò come i Nazisti nei film di guerra, o quelli nei videogiochi sparatutto.
Insomma per farla breve qui alla furia non trasuda nessuna ghiandola, non si chiude nessun circuito.
Al massimo ti si chiude lo stomaco nel vederla violata così, ed infilata in una sorta di sit com

Sit Com - Eccoci arrivati al punto cruciale, perchè in casa Marvel vira tutto al comico?
E' una cosa che mi chiedo sempre tutte le volte che mi ostino a rileggerla, poi rivedo i primi Vendicatri, vedo il secondo capitolo, Age of Ultron, e mi è tutto più chiaro. Perchè questo bisogno di gag continue?
I Secret Avengers di Kot non sarebbero nemmeno male, se non per il fatto che il rimo della storia fosse spezzato da continui intermezzi comici completamente fuori tema in un tipo di storia come questa.
E di intermezzi comici in realtà ce ne sono così tanti, anche nei momenti cruciali - ma ammetto che cruciale forse è un termine fuori luogo, per un fumetto rivolto ad un pubblico adolescenziale - che ti perdi il quadro di insieme, in sostanza in questi primi quattro numeri, c'è una narrazione iperveloce, ma che non lascia molto al lettore su cui riflettere. e' una lettura ipercompressa, che sembra fatta apposta per il nuovo tipo di lettura che vogliono le case editrici: "L'hai finito? Pesca un altro dalla pila non fermarti"
Secret Avengers ti si cancella dalla memoria nel momento in cui chiudi l'albo, è questo che non sopporto dei nuovi autori, c'è un tentato omicidio, si sventa l'espolosione di una bomba senziente convincendola a non esoplodere prima di aver assaggiato il gelato al caramello (giuro non sto scherzando!), e quant'altro richieda la trama di un fumetto d'avventura, ma è tutto diluito, nella nuova soluzione di fare fumetto Marvel, che secondo alcuni e cool, ma secondo me è una colossale minchiata.
Kot è bravo? Può essere che sia bravo, non so se è tanto bravo da dichiararsi pubblicamente un suo fan come fa Lavagna nell'editoriale, ma indubbiamente sa cosa sia lo storytelling, ci sono alcune sequenze mute, che effettivamente meritano encomi, ed il lavoro di Walsh alle matite è a dir poco eccellente.
Ma questo M.O.D.O.K. forzatamente  comico d'avanspettacolo? Questi dialoghi a metà strada tra albo di Bendis ed una puntata dei Robinson?
E tutte quelle didascalie che introducono i personaggi? Continuamente?
Servono davvero a qualcuno? 
Occhio di Falco: Un pò come il tizio verde alla TV. Ma più divertente.
Nick Fury: Ce ne sono due. Rassegnatevi.
Maria Hill: Ama lo Shield non ama le vacanze.

Insomma non ci siamo proprio, E questa sarebbe una delle serie imperdibili del Marvel Now oggi?
Ma io capisco me lo dica Lavagna, lo fa per lavoro, capisco me lo dica un ragazzino di 18 anni, Ma un trentenne....qui entra in gioco l'onestà, non è un prodotto per persone di una certa età, è palesemente rivolto ad un target adolescenziale, per i surfer della rete, che smanettano  col pc, il cellulare ed i videogiochi mentre leggono, è il tipo di lettura piatta e superficiale, che non richiede la minima attenzione, quella che il quarantenne oggi giorno, per giustificare la sua passione per le calzamaglie, definisce lettura da cesso.
I piu audaci improvvisandosi, pedagoghi, sociologi e si lasciano ad analisi in cui questo nuovo modo di fare fumetto è creativo, rivoluzionario, fresco, frizzante e scoppiettante, chi non la vede in questo modo è il solito talebano legato ad un modo di concepire il fumetto ormai vecchio e superato.
Insomma per noi di FP, Secret Avengers è bocciato, dai 30 anni in su.
E le cose, a vedere le immagini del prossimo futuro, non credo miglioreranno:



Baci ai pupi.


martedì 21 ottobre 2014

Loki Agente di Asgard

Torna E. Ribic dopo la parentesi di Ron Garney e del talentuoso Das Pastoras, per gli amici Julio Martinez Perez, con un nuovo story-arc, in cui il Dio del tuono ritorna al suo ruolo di protettore della terra, per difendere Midgard dai suoi nemici più temibili, gli umani.
Per Gli ultimi giorni di Midgard, Jason Aaron sembra ispirarsi all' Ultimate Thor di Mark Millar, il Dio del Tuono ecologista, in prima linea contro le multinazionali con poco rispetto dell'ambiente e della terra.
In casa Marvel, il nemico più idoneo da mettere di fronte all'asgardiano, in un contesto del genere è ovviamente la neo-rinata Roxxon. Da sempre polo industriale dalle discutibili iniziative, con le mani in pasta in molti affari non proprio legali.
Per quanto epico sia il buon Ribic nell'illustrare il dio del tuono, l' arc NOW sul quale nutrivo enormi aspettative -tanto che ero quasi deciso a recuperarla con la serie di cartonati previsti da dicembre- non mi ha esaltato più di tanto.
Premetto che sono a digiuno di Marvel (Now) da ormai parecchio tempo, ed il numero 17 di Thor Dio del
Tuono,  ha suscitato la mia curiosità solo per via del disegnatore. Eppure l'impostazione della storia non mi ha colpito come speravo, nel chiudere l'albo, da buon complottista, mi sono reso conto di ricordare solo le cose sgradevoli, e di non avere per nulla assimilato niente della trama.
Nemmeno due pagine e mi imbatto nel character di Phil Coulson, personaggio nato in seno all'universo cinematografico  Marvel-Disney, e trascinato a forza nella continuity della Marvel a fumetti, senza dimenticare i ruoli nel piccolo schermo, come la miniserie dedicata allo Shield, o i cartoni di Spiderman.
E' decisamente presto per dare un voto a questo nuovo arc, che mi par di capire, come quello iniziale (abbandonato al numero due per via dei comprimari), si dipani su due diversi piani temporali, il presente, ed un futuro molto remoto in cui Thor è il Re di un mondo arido. Al di là delle tavole di Ribic, incantevoli come sempre, l'unica cosa stuzzicante dell'albo è la svolta ecologista delle gesta del tonante, una "novità" credo portata sul mercato, come detto, già da Mark Millar nei suoi indimenticabilti The Ultimates illustrati da B. Hitch. Se la disney si percepisce nella storia di Thor, in Loki Agent of Asgard, vi prende letteralmente a pizze in faccia.
Il giovane Loki apparentemente redento di questa miniserie è un chiaro omaggio al personaggio cinematografico, mentre corre lungo la parete del palazzo dei vendicatori, il dio dell'inganno scompare quasi per intero, con l'esclusione del suo sorriso, un chiaro rimando a Tom Hiddleston, l'attore che presta il suo appariscente sorriso al personaggio di Loki in Avengers e le pellicole di Thor. Fosse solo quello, anche l'unica battuta di Hulk è presa dalla pellicola di Whedon.
Insomma l'intero primo numero di questo audace nuova serie è decisamente deludente, salvando alcune didascalie, l'impostazione dei dialoghi di Al Ewing, ha un non so chè di estremamente irritante, che ti fa sentire semplicemente fuori luogo con un fumetto del genere in mano.
Il target di queste letture è palesemente spostato verso menti più giovani.
I disegni di Garbett non meritano ne infamie ma nemmeno lodi, le tavole sono quelle che ti aspetteresti per un blockbuster, qualcosa che ti occupa dieci minuti della tuo tempo e che dimentichi per il resto della giornata, e per amor di dio, non mi parlate di sperimentazioni, perchè qui non si sperimenta un bel niente.
Morale, l'entusiamo per questo albo, ed il relativo recupero delle vecchie storie in cartonati, si è sciolto come
neve al sole, esattamente dopo 15 minuti aver comprato lo spillato panini, il tempo ch eci ho messo a leggerlo al bar seduto al tavolino sorseggiando un the al limone.
Invidio davvero tanto chi ancora riesce a godersi queste letture.
Escludendo Ribic, ho detestato praticamente tutto di questo mio ultimo acquisto, dalle storie alle pubblicità, presenti nella testata panini....davvero tra voi c'è chi compra animal variant o pelouche variant?
Non ci siamo proprio gente.
Scusa per i refusi, scappo al lavoro.
Baci ai pupi.

mercoledì 26 marzo 2014

Spiderverse

Da blogger emergente non dovrei fare troppa pubblicita alla stimata consorrenza...ma sti cavoli, siamo tutti appassionati di fumetti e quindi se parlo di questo ennesimo stupro di Slott alla mitologia ragnesca è solo perchè ho apprezzato il lavoro certosino di Matteo Zamparo, sul teaser di Gabriele Dell' Otto, sul nuovo evento del creatore di Superior Spiderman la parentesi dell' Uomo Ragno in cui abbiamo visto il dottor Octopus prendere possesso del corpo di Peter Parker, cosa di cui abbiamo parlato ormai un anno fa.
Quindi prendiamo due piccioni con una fava, primo soddisfo il mio lato inventarista, pubblicando quest'mmagine di Matteo, e faccio contenti i Marvel Zombi che seguono il blog e  la pagina facebook dello stesso.

Arriva Spiderverse!

In pratica cosa è lo Spiderverse?
Una royal rumble, nulla più, l'ennesima inutile titanica scazzottata tra personaggi Marvel, la riprova del fatto che la casa delle idee, salvando forse Hickman e la sua passione per le saghe dilatate, ha spostato il target verso un bacino di utenza più giovane. Non saprei come altrimenti interpretare il plot di questa storia che inizierà sul numero #9 della nuova serie di Spiderman e si prolungherà per un numero non ancora precisato di numeri, nel corso dei quali i tetti della New York dell'universo 616 saranno invasi da tutte o quasi tutte le versioni di Spiderman dell'universo 616 più quelli di altre realtà parallele.
Direi che lo Spiderverse, anzi Spiderman sia il personaggio più danneggiato dall'acquisizione con la Disney, per come la vedo io, nella vita dei piccoli americani da adottare dalla corporation californiana sia lo step successivo a Topolino, in pratica per come è trattato d aun pò di tempo il tessiragnatele parlo dal dopo Mefisto, sembra chiaro, almeno ai miei occhi che Peter Parker debba restare l'eterno giovincello dall'età indefinita, eterno fidanzato ed eterno nipote
Quel pessimo nano che ci ritroviamo tutt'ora al governo, a cui nel 2008 fa era stato dato il ministero della pubblica amministrazione e dell'innovazione, lo definirebbe un  inguaribile bamboccione, per me invece il povero Parker è uno strumento di mercato, un adescatore per 14enni da introdurre nella fantastica casa delle idee dalle idee sempre meno originali.

Ma cosa mi turba di questo Spiderverse? 

Sfiga vuole che proprio in questi giorni sono alle prese con la rilettura della trilogia dei vecchi volumi Planeta, che raccolgono le vecchie Crisi del Dc Universe, una rilettura in previsione di proporvi la lettura di uno speciale sulla Crisi sule terre infinite di Wolfman e Perez. Un tuffo nel passato, ed una rispolverata di adorabili plot narrativi come quegli universi paralleli.
Slott  (IMHO) si dimostra un pessimo scrittore anche nel rapportarsi con questa inflazionatissima soluzione narrativa. Come faccio ad essere così categorico, se non ho ancora letto la storia?
Perchè da sempre le storie sviluppate con queste premesse, l'incontro di personaggi di varie realtà parellele, pretendono alla base l'esistenza di un multiverso, che senso ha, se non quello di stupire un dodicenne, fa incontrare lo decine e decine di Peter Parker dello stesso universo narrativo dislocati solo nel tempo?
Nelle interviste rilasciate da Slott, si apprende che la trama che avrà ovviamente un cattivo, il vampiro Morlun, evolve in una serie di round ad incontri nei quali i vari Parker stringono alleanze  tra loro, e cominciano inspiegabilmente a menarsi...e questa è la parte più indigesta dell'intera iniziativa, a livello psicologico in cosa si dovrebbe differenziare il Parker (616) con su il costume ideato da Tony Stark a cavallo della Guerra Civile, da quello che lo ha dismesso poco dopo?
In cosa si differenzierebbe il Parker che lascia il simbionte al Baxter Building e torna a casa con una vecchia uniforme dei F4 ed in testa un sacchetto della spesa da quello che rimette la classica uniforme rossoblu? Che senso ha far combattere lo Spiderman Fondazione Futuro da quello affiliato ai Vendicatori?
Da amante delle storie basate sul concetto del multiverso ho apprezzato la miniserie Spidermen di Bendis-Pichelli, visto che parla dell'icontro tra due effettivi Spiderman diversi, potrei anche guardare con curiosità una storia in cui Peter Parker incontra O'Hara (Spiderman 2099), il suo doppio medioevale della miniserie di Gaiman, quello con le fattezze di un maiale, il piccoloMiles dell'universo Ultimates, più la pletora di personaggi tra donne ragno e cloni vari, ma quest'i nutile accozzaglia cosa dovrebbe significare?
Se non una paurosa lacuna di idee, ed un inspiegabile fiducia ad uno dei peggiori autori che il povero ragno si sia mai augurato di avere?
Ma sopratutto: il povero Dell'Otto non è stufo di prestare la sua pur invidiabile arte a certe robe così tristissime e deludenti? Dopo l'inutilissima Guerra Segreta di Bendis, l'orripilante Sex+Violence di Kyle e Yost, ora gli tocca anche disegnare stupidi teaser per stupide saghe?
Non so davvero cosa pensare.
Me ne terrò a debita distanza, d'altronde senza Superior sono vissuto benissimo, credo che vivrò tranquillamente anche senza questo Spiderverse.
Ma il lavoro di Matteo, nato per puro gioco sulla pagina Facebook del blog, quello merita davvero la vostra attenzione, e sono certo farà la gioia invece di quelli che tra voi, fottendosene altamente della mia opinione aspetta questo ennesima cinghialata di Slott.
Potete ammirare la splendida catalogazione degli Spidermen (and gilr and Woman) presenti nella tavola di Dell'Otto in HD a questo LINK
Buona Visione.
Al di la di questo, Moore aveva ragione, non mi stancherò mai di dirlo.
Baci ai pupi.

martedì 25 marzo 2014

La nuova Miss Marvel

Lo scorso 5 febbraio in America ha visto la luce l'ennesima versione di Miss Marvel, stavolta però la nuova eroina ha qualcosa in più dei soliti occhi estasiati dei nerd puntati addosso.
Kamala Khan è una sedicenne musulmana, e pertanto la serie è stata bersaglio di critiche fin dagli annunci dei primi rumors, le critiche provengono fondamentalmente da due bacini, quelli che non leggono i fumetti, e che quindi parlano tanto per dar aria alla bocca, ricordate l'inutile critica dell'ultra-destra americana alla DC quando Superman, decise di abbandonare la cittadinanza americana? Più o meno il bacino è lo stesso, ottuso e ignorante, l'altra fetta di pubblico invece che si è dichiarata scettica alla nuova serie Marvel, nata in seno alla seconda ondata del Marvel Now (All New Marvel Now), e pubblicata lo scorso febbraio nella 64ma settimana, insieme al nuovo Wolverine con pistola, ed il nuovo Loki agente segreto, è la comunità musulmana che teme che la ragazzina diventi uno stereotipo, cosa di cui la comunità musulmana non ha davvero bisogno in America. Quindi eccola qui la nuova Ms Marvel, da un lato combattente del crimine, e dall'altro sedicenne figlia di immigrati Pakistani nel New Jersey, alle prese con la sua routine di adolescente, ideata dalla scrittrice convertita all'islam G. Willow Wilson ed illustrata da Adrian Alphona, testato per i fumettopeniaci, mi ha lasciato abbastanza tiepido, che è sempre meglio del gelo che mi prende ultiamente quando mi avvicino ad una serie regolare, Metamorphosis è il primo di 5 capitoli, in cui fondamentalmente la scrittrice ci presenta il mondo di Kamala, il contrasto tra la vita con la sua famiglia conservatrice e quella a scuola con i compagni di classe.
Kamala è una normalissima adolescente, con i suoi sogni e la sua fisiologica esigenza di fare parte di un gruppo sociale, tra le sue passioni, ci sono i Vendicatori, sulle quali scrive delle storie fantastiche che pubblica sui social procacciando like ed approvazioni, una sera al rientro da una festa (alla quale è andata senz ail permesso del padre) si imbatte nella nebbia terrigena, che invade le strade di Manhattan, (evento che non seguendo tutte le serie Marvel, posso presumere sia legato alla gestione Hickman delle testate Vendicative, ed al rientro sulla scena del palinsesto Marvel degli Inumani).
Esigenza di copione di tutti i fumetti superoistici, la nebbia ha un effetto a dir poco singolare sulla piccola Kamala che si risveglierà (SPOILER) con la capacità di mutare il fattezze del proprio corpo, insomma una mutaforma, come il buon vecchio Garth Logan, dei vecchi Teen Titans.
Al di là degli ingredienti che fanno di questo fumetto, un fumetto Marvel, il primo numero di Ms Marvel, è apprezzabile per la volontà della Wilson di confezionare l'incipit, senza cadere nelle trappole degli stereotipi o dei deja-vu raccontando una realtà sociale, che dall' 11 settembre 2001 è finita sotto riflettori che non sempre l' hanno illuminata con luce benevola.
Tutto sommato il primo numero, gira abbastanza bene toccherà vedere cosa ci riserveranno gli albi successivi, per ora il voto è un 6 1/2 pieno e speranzoso, Alphona ed Harring con i disegni ed i colori accesi e lisergici, danno alla serie quella svolta underground che sembra aver investito di recente l'ultima Marvel, che effettivamente dà quella ventata di freschezza necessaria per adescare nuovi lettori. Resta da vedere in appendice a chi finirà in Italia nel prossimo futuro, questo nuovo personaggio. Per ora non possiamo che apprezzare lo sforzo delle Major di  incorporare nei loro universi fittizzi, anche realtà sociali minori, quindi dopo l'ottimo Simon Baz delle Lanterne Verdi di Johns, non ci resta che dare il benvenuto anche alla piccola Kamala.
Baci ai pupi.
Ps la copertina (regular) della nostra ormai inseritissima Pichelli-Ponsor  l'ho trovata fantastica.

giovedì 26 dicembre 2013

La nuova Marvel All New Marvel Now

Buongiorno Fumettopeniaci fatte buone feste?
Vi rubo pochi minuti, poi vi lascio tornare alle vostre tavole, il mio stalker personale ( Loreto) mi ha mandato una lista di quella che sarà la nuova geografia delle pubblicazioni Marvel prossima ventura, a quanto pare, anche se i Marvel Zombie non lo dicono mai, anche la  casa delle idee, come la DC è un continuo taglia, cuci, caccia, assumi o rimpasta dei suoi autori, quello che segue è una utile lista di serie ed autori che arriveranno nelle edicole americane nel 2014. Ho cercato un  pò in giro sui siti esteri per integrare la lista con qualche notizia extra, ed ecco cosa ho raccolto.


Moon Knight di Ellis & Shalvey - il creatore di Authority ha annunciato che il prossimo primo marzo vedremo un Moon Knight divreso dalle precedenti edizioni, una nuova interpretazione del disturbo dissiociativo di Marc Spector, e una serie di storie che restituiranno al personaggio una connotazione giallistica e poliziesca

Fantastic Four di Robinson & Kirk - più ghiotta per gli amanti del quartetto più famoso della storia dei comics, è la notizia che l'nglese James Robinson (autore dell'acclamato Starman) scriverà una nuova serie di storie dei Fantastici Quattro, succedutosi alla tiepida ed insipida gestione di Fraction, a sentire Robinson, Richards e famiglia dovranno vedersela con nuove avventure che li porteranno ad una lenta rovina, fino all'inevitabile (si presume) rivalsa finale. Robinson promette una speciale attenzione verso il personaggio di J. Storm, ma non ci spiace sapere che leggeremo di Ben Grimm sospettato di omicidio, lo sfratto dal Baxter Building, ed una nuova evoluzione dell'imprevedibile potere di Franklin Richards.

E se Ellis promette un Poliziesco, Charles Soule annuncia che a Febbraio la sua She-Hulk, la bella cugina di Bruce Banner, membro sia dei Vendicatori che della Fondazione Futuro, vivrà storie che avranno come fulcro, la sua situazione di avvocato specializzato in affari superumani. Lo scrittore dei Thunderbolts ha dichiarato in una intervista che il suo sarà un fumetto sicuramente divertente, a suo dire ha sviluppato le storie tenendo presente il carattere di Jennifer Walters, sicuramente un personaggio molto solare e scanzonato diverso dalla sua controparte maschile. La Jennifer di Soule sembra, dalle sue dichiarazioni, essere in forte sintonia con la cara jen ideata da J. Byrne, negli anni '80. L'avvocato Walters convive bene con il suo stato di superdonna, non si è mai vista come un mostro, ed è felice di essere una superoina, questo aspetto. Le matite di Pulido (Hawkeye), non faranno che esaltare questa impronta discola ed ironica della serie.

Punisher goes to Los Angeles - Nathan Edmonson & Mitch Gerads (The Activity Image Comics), porteranno il temibile punitore a sbaragliare la criminalità nella città degli angeli.
Una serie nella quale oltre l'immancabile carneficina di criminali strupratori e spacciatori, Edmonson promette una maggiore attenzione ai momenti in cui il Punitore è Frank Castle. no studio più articolato dela psiche del Punitore in quei momenti in cui si rapporta a persone normali ed alla routine della vita quotidiana.

Gli amanti della mitologia Nordica saranno felici (ma anche no) di vedere Loki vestire i panni di una sorta si agente spionistico asgardiano, Loki Agent of Asgard, di Ewing & Garbett, avrà una duplice location, Il reame dorato di Asgard che preserverà il taglio fantasy della serie, e le strade di Midgard, luogo in cui l'ultimo Loki sta scoprendo di trovarsi a proprio agio al pari
del fratello Thor, nelle quali il re del'inganno darà sfogo alla sua natura di bugiardo e truffatore.



 Rick Remender, invece si cimenta con una sorta di Retcon per il personaggio di Winter Soldier, il fatto che la serie arriverà in edicola poco prima della nuova pellicola di Captain America, incentrata sulla figura della nuova identità di Bucky è solo la solita illazione maligna degli amanti  della teoria del complotto secondo la quale la Marvel è schiava delle strategie di Merchandising della Disney. Ah a proposito io sono tra questi.
La miniserie di 5 numeri intitolata , The Bitter March sarà ambientata nel 1966, in piena guerra fredda, e vedrà il nostro Bucky lavorare per i servizi segreti russi, in una missione in cui tenterà di appropriarsi di una formula segreta nazista nelle mani dell' Hydra, una missione che ovviamente lo porterà a scontrarsi con lo Shield ed il carismatico Nick Fury (quello originale), nonostante la claudicante gestione  di Captain America, il curriculum di Remender (Punisher- Uncanny X-Force) fa ben sperare per questa serie, a riempirci di aspettative rosee è la dichiarazione dello scrittore, che parla della sua miniserie come un omaggio al Fury di Lee & Steranko.

E' lecito definire la gestione di Peter David su X-Factor una delle più longeve della storia dei comics? Direi di si. Evidentemente la vecchia regola che il cavallo vincente non si cambia, vale anche in America Peter David resta al timone della X-Factor anche se la testata aggiunge il suffisso all New. Nonostante avesse scritto un valido l'epilogo della serie, con il numero #260, David è stato confermato come lo scrittore della nuova serie del gruppo di investigazioni mutanti, e ad affiancarlo saràil disegnatore italiano Carmine Di Giandomenico.

Dopo gli eventi di Infinity per i Vendicatori, sono confermati Jonathan Hickman e Stefano Caselli (coppia già testata in Secret Warriors). Avengers World è l'apice di un processo narrativo iniziato da Hickman stesso sulle pagine dei suoi Fantastici Quattro, pagine nelle quali ha alzato gli occhi al cielo per sviluppare trame galattiche che solo adesso stanno trovando una via risolutiva, come l'evoluzione degli Inumani.
Evitando spoiler inutili, possiamo limitarci a dire che il signor Hickman, che possa o meno incontrare i gusti dei lettori, è indubbiamente al momento l'unico autore sotto contratto in casa Marvel a potersi fregiare del termine di architetto. Parlare di Avengers World senza spoilerasi il finale di Infinity (ancora inedita in Italia) è impossibile quindi non aggiungeremo parola, ci faremo bastare il team creativo a cui è affidata la testata.

Chiudiamo la carrellata di nuovi titoli citando un altro fumetto che sarà scritto da Robinson, All New Invaders, rispolvera il vecchio gruppo degli Invasori, Capitan America, la Torcia Umana originale, Namor e Winter Soldier, che a gennaio saranno protagonisti di una serie in cui li vedremo affrontare nientemeno che i Kree.

Bene direi che ho preteso anche troppa attenzione in questi giorni di festa!
Approfitto dell spazio per rinnovarvi i miei aguri e a questo punto direi di vederci nel 2014, o magari anche no, che ne so?
Baci ai pupi.