Una favola sull' Editoria Italiana
Il Signor Panini, tamburellava nervosamente le dita sulla sua scrivania in ciliegio, ed intanto con l'indice della sua rugosa mano destra cliccava sul mouse del potente pc degno di ogni mega direttore generale, e scorreva le pagine sui social. E più scorreva più sentiva una rabbia montare, una rabbia incontenibile, che se non avesse indirizzato verso qualcuno, quella mattina sarebbe rimasta dentro di lui annidata nello stomaco ad a graffiare le pareti acidule del suo antro gastrico.
Schiacciò il tasto usurato del suo interfono a ruggì alla sua segretaria di convocare tutti i vicecapi immediatamente, ma quello di accendere l'interfono fu solo un tic routinario, il vocione adirato del signor Panini fu udito anche senza l'apparecchio, fece vibrare le pareti di tutto l'ufficio, tanto che fuori oltre la parete finestra, gli uccelli posati sull'albero, presero un veloce e nervoso volo per allontanarsi da quelle tremende vibrazioni sonore, che nel loro elementare vocabolario interpretativo, potevano solo significare guai.
Dopo qualche minuto erano tutti nell'immenso ufficio del signor Panini, a sentire il motivo di questa riunione straordinaria.
"Marcello!" Urlò il Signor Panini, e gli lanciò dietro il tablet, "Come lo spieghi questo!?"
Marcello prese al volo la tavoletta elettronica ed osservò lo schermo, c'era aperta la pagina di Facebook della Shockdom, monopolizzata dai disegni elementari della star del momento, un certo Sio.
"Come spiego cosa vossignoria?" Disse timidamente Marcello.
"Spiegami perchè questa cosa non ha la nostra etichetta in copertina! Hai dato un occhiata a facebook ultimamente? Sto ragazzo è in giro per l' Italia a riempire fumetterie, ha paticamente invaso il nord, è instancabile, e probabilmente lo pagano a like e noccioline, perchè non lavora per noi?"
Il Signor Panini era livido in volto, c'è chi nella stanza ha temuto che qualche vena o qualche arteria, spossata dalla fatica di pompare sangue per anni in quel voluminoso e geniale cervello che lo aveva di fatto reso il re della raccolta delle figurine in Italia, cedesse sotto i morsi della rabbia, che solo un buon affare mancato può montare in un corpo umano. Ma fortunatamante l'apparao idraulico resse, ed i colori si normalizzarono in attesa di una risposta accettabile, da parte dell'interpellato.
Il Signor Marcello non sapeva che dire, lui non sapeva chi fosse sto Sio, doveva far parte di quella cerchia di nuovi artisti a costo zero che nascono in rete, lui era responsabile della Marvel Italia, non aveva tempo per cazzeggiare su youtube a scovare artisti come avrebbe fatto un talent scout, in silenzio misurava le sue parole, prima di pronunciarle, mentre era in piedi a guardare quei disegnini a dir poco osceni, sullo schermo del tablet, ricordava benissimo l'ultima volta che era stato chiamato in quell'ufficio sfarzoso, pieno di quadretti in legno laccato oro, sparsi sulle tre pareti, (la quarta era un' immensa finestra che ogni giorno faceva entrare la luce), con dentro figurine dei calciatori ormai introvabili, come quella di Luher Blissett del Milan.
"Marcello, devi subito twittare un annuncio!" gli disse quella mattina il signor Panini, "Ci ha chiamato il Signor Disney, e ci ha detto che ci manda da tradurre una serie a fumetti vecchia, che qui dovremo vendere in lussuosi volumi da libreria, inedita in Italia per giunta!"
Marcello entusiasta chiese di cosa si trattasse, ma quando udì il titolo, sentì il sangue congelarsi nelle vene:
"Pubblichiamo l'Hulk di Bill Mantlo! E' inedito in Italia, il Signor Disney si è informato, mi ha detto che a quei tempi i signori che pubblicavano Hulk in Italia, saltarono quel ciclo....non è fantastico? Che colpo per la nostra azienda! Senti che slogan: Solo con noi la Marvel è integrale!"
Marcello tentò di dire la sua in quell'occasione, "Ma Signor Panini, l'Hulk di Mantlo è orribile, tanti anni fa, fui proprio io che decisi di saltare quel ciclo, e dissi a tutti da un mio editoriale che lo saltavamo per dare spazio a serie più nuove ed appetibili! Come posso adesso annunciare entusiasta che noi pubblichiamo quelle storie?" "Deve dire no al signor Disney, sono orripilanti quelle storie!"
Lo sguardo del signor Panini, nel sentire quelle ultime parole, si infiammò, tanto che il signor Marcello, pensò di trovarsi improvvisamente di fronte una versione invecchiata di Scott Summers, ma dagli strilli che seguirono dopo, dovette ammettere a se stesso che forse era finito di fronte a Banshee.
"Ti ha dato di volta il cervello Marcello? Dire no al Signor Disney!?" Cosa vuoi?! Che ci tolga tutti i fumetti e li dia in gestione a qualcun'altro?" "La serie di volumi in America è già realtà, perciò tocca anche a noi pubblicarla! Twitta l'annuncio, e dì che è bello ed imperdibile! Chi vuoi che si ricordi quello che dicevi trent'anni fa!!"
"Sto aspettando una risposta Marcello! Il tempo è danaro!" Lo strillo rabbioso del signor Panini riportò Marcello al presente, ma lui sto Zio non lo conosceva davvero, e poi ultimamente era stato impegnato nell'aquisizione della licenza dele storie di Asterix!
Lo aveva pure detto a tutti all'inizio del mese, sempre su twitter: "Forse e dico forse, ce viè 'bbene un colpaccio, ed un grande fumetto europeo tornerà in fumetteria dopo molti anni!"
L'annuncio era stato preso sul serio da una marea di lettori, tanto che nei forum era nato spontaneamente una sorta di toto-fumetto, chi ipotizzava, Little Nemo, chi Popeye, chi Dick Tracy, chi Phantom, -ah no Phantom se l'è pigliato la Mondadori!- ma avevano capito tutti male, sghignazzava Marcello tra se e sè, era Asterix! Lui intendeva proprio in fumetteria, era dal '72 che aspettava quel momento! Basta con questi collaterali che dopo una settimana in edicola si polverizzavano sugli scaffali e scomparivano per sempre dal commercio. Asterix avrebbe smesso di essere introvabile dopo quel bel colpo della Panini!
Invece nell'ufficio stamattina ci era finito perchè Zio, non era pubblicato dalla Panini. Ma chi era poi 'sto Zio?
Si ritrovò ad inveire in silenzio verso gli adolescenti italiani, e disse con un sussurro: "Non saprei cosa dire vossignoria, io non mi occupo di youtuber!"
"Beh è ora che cominci ad occupartene!" Ruggì il signor Panini! "Sossoldi!". Aggiunse.
Trovami subito un altro di questi, che faccia sto genere di roba e mettilo sotto contratto esclusivo! Abbiamo candidati?"
A rompere il silenzio fu un altro dei vice, uno di cui nessuno ricordava il nome, "Signor Panini il Protocollo Facchinetti prevede di sponsorizzare solo quelli con un certo seguito di like e preferenze, ci sono migliaia di emuli di questo Zio, ma con le cifre ancora non ci siamo...mi dispiace."
"Cazzo!" Disse in un ringhio il signor Panini, battendo il pugno sul tavolo massiccio. Dobbiamo metterci in pista anche noi! Marcello, a nessuno gli frega nulla di Asterix, i ragazzini vogliono questa robaccia!
"Ci sarebbe Favij." disse il vicedi cui nessuno si ricordava il nome.
"Chi?"
"Faviggei, mio figlio lo chiama così"
"E che fa? Disegna? Canta? Suona? Balla? Cucina? Trucca?"
"Ehm no signor Panini......parla, invero dice solo stronzate, però mio figlio ne va matto, e pure altri a vedere le cifre del suo canale. Ho provato a vedere un video in uno di quei momenti in cui a casa ti relazioni con il frutto del tuo seme sa, alla fine gli ho detto, figliolo avrei accettato più serenamente che ti drogassi"
Dopo aver visto un video, il signor Panini disse a Marcello, " Mi hai fatto spendere un botto per Zenith di Grant Morrison, ma ecco i veri soldi! Voglio sto ragazzo sotto contratto chiamatemi la mamma al telefono. Lo faremo disegnare, già li vedo i fumetti di faviggei! Verrà giù il teatro!"
"Non possiamo signore, il Protocollo Facchinetti non prevede di snaturare l'arte del youtuber da sfruttare, prevede di coltivare quello che fanno ed amplificarlo."
"Anche dire stronzate a raffica? Incidiamo un CD allora"
"Ma signore, non siamo una casa discografica!" Disse disperato il signor Marcello
"Potremmo volare in Cina e farci dei pupazzetti, verrebbe su un giocattolo divertente...d'altronde secco secco, cò 'sto capioccione, sta cuffia gigante in testa....facciamo una linea di giocattoli."
"Devo fare tutto io qui dentro", disse il Signor Panini fulminando tutti col suo sguardo da imprenditore navigato.
E poi i suoi occhi si posarono sulla figurina di Luther Blissett....
Baci ai pupi
Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.
Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.
Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.
venerdì 27 marzo 2015
venerdì 20 febbraio 2015
Glorie dal Passato: Time 2
Howard Chaykin è un genio del fumetto, che per mia modestissima opinione, per quel che vale, non ha nulla da invidiare ai colleghi più gettonati, ed una delle sue opere più interessanti è sicuramente Time 2.
Edita in Italia per la prima volta dalla Comic Art sulla gloriosa antologica All American Comics, e riproposta in volume sempre dalla Comic Art, sulla collana Best Comics nel 1994, Time 2 è un romanzo illustrato, in due parti, 1986 il primo capitolo, e 1987 quello conclusivo entrambi distrubuiti sotto l'etichetta della First Comics di Chicago, è da considerare rivoluzionario per almeno due motivi fondamentali: nell' impostazione del layout della pagina, l'ipercinetico storytelling con la relativa distruzione delle gabbie delle tavole, e l'utilizzo di speaker dei media nei baloon, come giornali radio, o screenshot di prime paginedi giornali, soluzione narrativa, a dir poco inedita in quel periodo per quel che ne so, e resa celebre da un certo Frank Miller sul famoso The Dark Knight Return.
Ma non sono solo i tecnicismi di cui sopra a rendere appetibile questo fumetto, Time 2 (si legge Time Square), è un'opera in cui Chaykin mescola abilmente, sci-fi e noir, in una storia complessa, con più piani di lettura, in cui fa da scenario una New York futuribile, caotica, ipnotica che Chaykin disegna con il massiccio uso di onomatopee e di illustrazioni dense di insegne. Sembra quasi di sentire il suono del sassofono che dai locali irrompe nelle strade, per quanto è bravo Howard nel raccontare per immagini la sua storia.
In una grande mela di un ipotetico futuro i cittadini dividono il loro spazio con i Robot ed i cosidetti Deadbeat, il mondo di Chaykin insomma è un mondo in cui, chi può permetterselo, puo vivere in eterno, a costo del piccolo prezzo della sua umanità, il buisness della "eternal life" è estremamente redditizio, e la compagnia più importante del settore e la R.U.R. (Rossum's Universal Robots) del defunto Prometheus Rossum, la maggiore produttrice di robot d' America, in particolare delle sensuali Devoidoid, le prostitute sintetiche create con il solo scopo di dare piacere sessuale.
Alcuni plot della trama così come il nome della compagnia vengono direttamente dall'opera teatrale di Karel Capek del 1921, l'opera di carattere fantascientifico in cui per la prima volta si usa il termine Robot, e dalla quale Chaykin attinge a piene mani per lo sviluppo della sua graphic novel, come per esempio, la rivolta dei Robot.
In questo appetibile contesto muovono i loro passi i personaggi del dramma noir fantascientifico di Chaykin, che si apre con l'apparente suicidio della tramontata stella del jazz Cosmo Jacobi, sparatosi in testa nel suo appartamento, dopo aver fatto fuoco su una ragazza robot trovata "morta" ai suoi piedi.
In Time2, visivamente, le ambientazioni noir, la cura e l'amore per l'autore verso i personaggi femminili e quella per i dettagli delle tavole sono una gioia per gli occhi, oltre a questo, Time2 è una storia sviluppata su più piani, fondamentalmente è una storia sull'amicizia e la sua struttura chiede al lettore una dedizione ed un attenzione massima, i dialoghi sono disarmanti per quanto fluidi, scorrevoli, geniali e mai scontati, testimonianza della bravura di Howard Chaykin, anche nella sceneggiatura oltre che nel disegno. Gangster ebrei, donne mozzafiato, femme fatale manipolatrici, sbirri corrotti ed antieroi dalla discutibile etica, sono i personaggi di questa sottovalutata (almeno in Italia editorialmente parlando), che per il periodo storico in cui nasce, la seconda metà degli anni '80, merita una menzione, ed una collocazione tra le opere revisioniste del fumetto che in quegli anni hanno rivoluzionato il modo di fare nona arte.
Come lui stesso ha più volte dichiarato nelle sue interviste, i personaggi di Howard Chaykin hanno tutti una matrice quasi autobriografica, e tendono ad assomigliare all'autore, che ha sempre ricercato nelle sue sceneggiature un realismo, anche narrativo oltre che grafico.
Per non starvela a titrare tanto, anche perchè non ho alcuna intenzione di rivelare alcunchè della trama - avrete capito che ho amato questo volume - è il caso che mi soffermi prima di chiudere, sul darvi due dritte su dove rimediare questo piccolo gioiellino.
Time2, per quel che ne so ha avuto due edizioni, in Italia, entrambe sotto etichetta Comic Art, che non ringraziamo mai abbastanza per lo sforzo che ha fatto per renderci lettori di fumetti di un certo gusto, Scottecs ed Orfani sono solo una triste testimonianza del fatto che voi altri maledetti di quella lezione non avete appreso una benamata fava.
All American Comics n. 5-8 e raccolta in un unico volume sul n.32 di Best Comics, sempre Comic Art, sono le due edizioni italiane che se volete potete andare a recuperare per godere di questo piccolo e semi-sconosciuto gioiello del fumetto americano, ovviamente costano pochissimo, motivo in più per mettervi subito alla ricerca, io vi lascio e continuo la mia full immersion nelle opere di questo autore, prossima tappa Power & Glory sotto etichetta Malibu Comics, riuscitissima satira del genere supereroistico del 1995 o giu di lì, e siccome sono ben oltre metà volume posso dirvi subito che in un periodo storico in cui sembrava avessero detto tutto quello che c'era da dire sul revisionismo supereroistico, Chaykin, riesce a colpire nel segno con una miniserie tanto grottesca quanto fresca. Ma di questo semmai parleremo prossimamente.
Baci ai pupi.
Edita in Italia per la prima volta dalla Comic Art sulla gloriosa antologica All American Comics, e riproposta in volume sempre dalla Comic Art, sulla collana Best Comics nel 1994, Time 2 è un romanzo illustrato, in due parti, 1986 il primo capitolo, e 1987 quello conclusivo entrambi distrubuiti sotto l'etichetta della First Comics di Chicago, è da considerare rivoluzionario per almeno due motivi fondamentali: nell' impostazione del layout della pagina, l'ipercinetico storytelling con la relativa distruzione delle gabbie delle tavole, e l'utilizzo di speaker dei media nei baloon, come giornali radio, o screenshot di prime paginedi giornali, soluzione narrativa, a dir poco inedita in quel periodo per quel che ne so, e resa celebre da un certo Frank Miller sul famoso The Dark Knight Return.
Ma non sono solo i tecnicismi di cui sopra a rendere appetibile questo fumetto, Time 2 (si legge Time Square), è un'opera in cui Chaykin mescola abilmente, sci-fi e noir, in una storia complessa, con più piani di lettura, in cui fa da scenario una New York futuribile, caotica, ipnotica che Chaykin disegna con il massiccio uso di onomatopee e di illustrazioni dense di insegne. Sembra quasi di sentire il suono del sassofono che dai locali irrompe nelle strade, per quanto è bravo Howard nel raccontare per immagini la sua storia.In una grande mela di un ipotetico futuro i cittadini dividono il loro spazio con i Robot ed i cosidetti Deadbeat, il mondo di Chaykin insomma è un mondo in cui, chi può permetterselo, puo vivere in eterno, a costo del piccolo prezzo della sua umanità, il buisness della "eternal life" è estremamente redditizio, e la compagnia più importante del settore e la R.U.R. (Rossum's Universal Robots) del defunto Prometheus Rossum, la maggiore produttrice di robot d' America, in particolare delle sensuali Devoidoid, le prostitute sintetiche create con il solo scopo di dare piacere sessuale.
Alcuni plot della trama così come il nome della compagnia vengono direttamente dall'opera teatrale di Karel Capek del 1921, l'opera di carattere fantascientifico in cui per la prima volta si usa il termine Robot, e dalla quale Chaykin attinge a piene mani per lo sviluppo della sua graphic novel, come per esempio, la rivolta dei Robot.
In questo appetibile contesto muovono i loro passi i personaggi del dramma noir fantascientifico di Chaykin, che si apre con l'apparente suicidio della tramontata stella del jazz Cosmo Jacobi, sparatosi in testa nel suo appartamento, dopo aver fatto fuoco su una ragazza robot trovata "morta" ai suoi piedi.
In Time2, visivamente, le ambientazioni noir, la cura e l'amore per l'autore verso i personaggi femminili e quella per i dettagli delle tavole sono una gioia per gli occhi, oltre a questo, Time2 è una storia sviluppata su più piani, fondamentalmente è una storia sull'amicizia e la sua struttura chiede al lettore una dedizione ed un attenzione massima, i dialoghi sono disarmanti per quanto fluidi, scorrevoli, geniali e mai scontati, testimonianza della bravura di Howard Chaykin, anche nella sceneggiatura oltre che nel disegno. Gangster ebrei, donne mozzafiato, femme fatale manipolatrici, sbirri corrotti ed antieroi dalla discutibile etica, sono i personaggi di questa sottovalutata (almeno in Italia editorialmente parlando), che per il periodo storico in cui nasce, la seconda metà degli anni '80, merita una menzione, ed una collocazione tra le opere revisioniste del fumetto che in quegli anni hanno rivoluzionato il modo di fare nona arte.
Come lui stesso ha più volte dichiarato nelle sue interviste, i personaggi di Howard Chaykin hanno tutti una matrice quasi autobriografica, e tendono ad assomigliare all'autore, che ha sempre ricercato nelle sue sceneggiature un realismo, anche narrativo oltre che grafico.
Per non starvela a titrare tanto, anche perchè non ho alcuna intenzione di rivelare alcunchè della trama - avrete capito che ho amato questo volume - è il caso che mi soffermi prima di chiudere, sul darvi due dritte su dove rimediare questo piccolo gioiellino.
Time2, per quel che ne so ha avuto due edizioni, in Italia, entrambe sotto etichetta Comic Art, che non ringraziamo mai abbastanza per lo sforzo che ha fatto per renderci lettori di fumetti di un certo gusto, Scottecs ed Orfani sono solo una triste testimonianza del fatto che voi altri maledetti di quella lezione non avete appreso una benamata fava.
All American Comics n. 5-8 e raccolta in un unico volume sul n.32 di Best Comics, sempre Comic Art, sono le due edizioni italiane che se volete potete andare a recuperare per godere di questo piccolo e semi-sconosciuto gioiello del fumetto americano, ovviamente costano pochissimo, motivo in più per mettervi subito alla ricerca, io vi lascio e continuo la mia full immersion nelle opere di questo autore, prossima tappa Power & Glory sotto etichetta Malibu Comics, riuscitissima satira del genere supereroistico del 1995 o giu di lì, e siccome sono ben oltre metà volume posso dirvi subito che in un periodo storico in cui sembrava avessero detto tutto quello che c'era da dire sul revisionismo supereroistico, Chaykin, riesce a colpire nel segno con una miniserie tanto grottesca quanto fresca. Ma di questo semmai parleremo prossimamente.
Baci ai pupi.
giovedì 12 febbraio 2015
Il futuro dei fumetti: Scottecs.
Avete notato di cosa si parla in questi giorni?
La condanna di 16 anni di reclusione a Schettino, ed il successo, in termini, di vendite questo numero 1 di Scottecs Megazine della Shockdom.
Dovete soffermarvi per un attimo su questa cosa, è importante, su cosa siano le notizie italiane oggi, la condanna di Schettino e Scottecs, ah c'è anche Siani che scivola paurosamente umiliando un bambino in sovrappeso, in prima serata a Sanremo. Ma questa è un' altra storia. Sempre tutta italiana.
E Siani comunque è un comico estremamente sopravvalutato.
Ora, è normale scandalizzarsi realizzando che questo Scottecs Megazine sia la cosa più venduta, probabilmente dai tempi dei primi volumi di Zerocalcare?
Mah dipende, forse si, forse no, di certo fa riflettere su un sacco di cose, e la qualità di questo materiale è solo l'ultima.
Prima che vi affannate a leggere tutto il pezzo, meglio fare subito coming out: la qualità in questo albetto non c'è. Ma per quello magari ci arriveremo alla fine, perchè qui da noi quando dici che una cosa fa schifo, ups volevo dire TI fa schifo, e questo Scottecs fa schifo, parecchio schifo, devi argomentare ed anche bene, altrimenti non vale.
Devo prendere tempo, è la prima volta che mi tocca argomentare la cacca, manco fossi un gastroenterologo.
Quello su cui però, mi preme più di tutto concentrare l'attenzione è il pubblico.
E' assolutamente fisiologico che uno come me si scandalizzi, per Scottecs, per sfogliarlo ho messo da parte due autentici capolavori, i due adattamenti a fumetti della tetralogia di Wagner, L'Anello dei Nibelunghi, quello di Thomas e Kane (Comic Art) e quello di P. Craig Russell (Lexy), direi che è normale, sfogliandolo chiedersi, in merito al successo di vendite, cosa hanno in testa i ragazzi oggi.
Prima di ieri non sapevo chi fosse Sio, non avevo la più pallida idea di cosa fosse Scottecs, ma per darvi un idea del soggetto, intendo di me, io prima che finissero sulla mia bacheca con la parodia di Gomorra, non avevo nemmeno idea di chi fossero The Jackal, insomma sono un estraneo in certi ambienti, e vivo la mia ignoranza tutto sommato con una certa compostezza e tranquillità, le poche volte per esempio ho cercato di avvicinarmi a questo tipo di media, di adeguarmi a questo nuovo tipo di comunicazione è sempre finita tra sonori sbadigli.
D'altro canto a mente più distaccata è possibile anche rispondere alla domanda in maniera razionale: è normale il successo di questo numero 1?
Si in ultima battuta, questo minuscolo stupro cartaceo a tutto quello che io credo sia il fumetto, è la monetizzazione di un canale youtube molto cliccato, i motivi per cui sia seguito dopo aver dato una sbirciata a qualche video, restano a me ignoti. Ma sulle argomentazioni del perchè sta roba mi fa cagare, chè mi fa cagare, fa tanto ciovane scostumato, perchè oggi i ciovani quando parlano, parlano così, lo diremo più in la forse.
Scottecs rientra in quella categoria di attività, ormai non più sottovalutate, su cui il capitalismo italiano ha messo le sue avide mani. Parliamo di agenzie di marketing che arruolano disadattati o semplicemente nullafacenti con manie di protagonismo e li trasformano in galline dalle uova d'oro su youtube. Il segreto è tutto nelle visualizzazioni, un canale in pratica con molte visualizzazioni è coperto da annunci pubblicitari, che in pratica sossordi, per citare qualcun'altro che su Youtube ha fatto la sua fortuna, ed ora è al cinema a dipingere una meravigliosa istantanea dell' italiano medio.
Ma è un meccanismo questo già vecchio, funziona anche per i blog, e per le app, più un app gratuita è scaricata più e probabile constatare che nell' aprirla è piena di banner pubblicitari. In genere sta roba funziona con i giochilli per rincoglioniti con i quali scaricate le batterie dei vostri cellulari, col risultato che siete irreperibili per il resto della giornata.
Scottecs insomma non è poi così diverso dal successo televisisvo di Clio Makeup, la tipa che per anni si è truccata davanti ad una webcam, dando lezioni di makeup, finchè non è stata scritturata da Real Time per un programma televisivo tutto suo.
Quindi messa in questi termini, questa cagata di Scottecs, ops vi chiedo scusa ho ricominciato a parlare ciovane, è normalissimo che sia uscito dal monitor e sia finito in edicola, probabilmente quello che irrita i puristi del fumetto è proprio cosa ha occupato dopo aver raccolto consensi sui monitor d'Italia, probabilmente se fosse finito su Italia 1, o MTV nessuno di noi ne starebbe parlando, per me sicuramente avrebbe continuato ad essere una cosa sconosciuta, perchè della tele faccio davvero a meno considerando i casi umani che la popolano.
Il fatto è che da clip animate senza alcun significato, Scottecs, è diventato un fumetto di strip senza alcun significato, è questo forse che irrita o scandalizza, perchè nel vederlo, e nello scoprire che è addirittura esaurito, vedi chiaramente la paralisi dell'editoria italiana.
E si, perchè se per commercializzare iniziative editoriali di sicura risposta del pubblico dobbiamo, scusate, devono ripiegare su fenomeni da baraccone del web, vuol dire che il fumetto in Italia è più che morto.
E' uno dei rari casi insomma in cui la stampa ha beffato la televisione, fregandogli da sotto il naso l'ennesimo genio italiano.
Eh si perchè poi è quello che succede: fiumi di parole, ed è la solita vecchia solfa che la storia la scrivono i vincitori.
E quindi senti dire in giro che questo Sio è un genio,e la Shockdom, di cui non hai mai sentito parlare in vita tua in tanti anni di letture di fumetti, è un editore coraggioso e con fiuto imprenditoriale.
Ed il tuo senso di alienazione cresce, il divario generazionale si fa grosso, talmente grosso che senti persino il vento che ulula nella gola che ti separa da questi giovani d'oggi e dai un'altra occhiata all'albo, che intanto su ebay è già venduto a cifre da capogiro, e rileggi la pagina con l'albero saggio, quello che vuole il caffè, ma non riesce a berlo, li rileggi ancora e ancora, provi al contrario, sottosopra, prima chiudendo un occhio poi l'altro, e tu non ridi, ridono tutti cazzo, tranne te.
Apri il canale youtube di 'sto tizio, e la prima cosa che noti, tu che sei vecchio e pratico, è che a momenti il video dura quasi quanto la pubblicita che lo precede, ti vedi il pesce magico, che alla fine della clip diventa Obama, e tu continui a non ridere. Ti fa ridere tutt'altra cosa, i commenti, ti fanno ridere gli italiani, e cosa sia diventato da noi il concetto di meritocrazia, ti fa ridere questa fiera delle vanità, questo inno alla demenza, alla mediocrità, ti fa ridere questa distorta e contemporanea visione del sogno americano made in Italy.
Ti fa ridere perchè ogni tre o quattro commenti c'è qualcuno che chiede "Scusa che programma usi?"
La gloria alla portata di un click.
Centinaia di eredi ed aspiranti tali.
La preparazione è un dettaglio trascurabile.
Ho tentato di darmi qualche risposta sul successo di questo...questo..questo coso.
E credo sia la mediocrità. Ed è questa la cosa che non fa ridere per nulla, perchè il pubblico di queste iniziative sono i giovani, ed ai giovani stiamo insegnando che nella vita non serve assolutamente a nulla la qualità e la preparazione, è tutta una questione di...di cosa? Di culo? Di contatti giusti?
Di visualizzazioni. E pensi: Cazzo come è illuminante il Birdman di Innarritu visto proprio in questi giorni.
Poi pensi al prezzo, e li si che ti incazzi. Per anni da blogger ti sei ritrovato a discutere con il mondo fumetto per via dei costi, e questo albo, questa stronzata, è lessico ciovane, i ciovani si sa sono ribelli, non solo è privo di contenuti ma viola tutte le leggi del mercato con cui ti giustificavano i prezzi dei fumetti: 63 pagine in bianco e nero (quindi non è a colori) è un formato minuscolo (la Bao ha una cattedra sulle grandezze dei fumetti e lo spreco di carta), ad occhio e croce direi che è più piccolo anche di un bonellide, ha una distribuzione da edicola (trimestrale), quindi il costo dovrebbe essere inversamente proporzionale alla sua capillare tiratura e distribuzione, il costo dovrebbe essere abbattuto, invece costa ben 4€.
No dico 4€, non costa così tanto perchè è una tiratura limitata, non è una autoproduzione con distribuzione in fumetteria, non è a colori o che so io, costa così tanto perchè ha visualizzazioni su youtube.
Costa così tanto non perchè l'autore sia la promessa del fumetto italiano, costa così tanto perchè è tra le cose più cliccate su Youtube, in una terra parallela dove il canale video più visto è Youporn immaginatevi che riviste potreste trovare in edicola. Oè Basta sognare tornate qui.
E' questo che non fa ridere, al contrario fa pensare.
Come fa pensare l'introduzione di un certo Andrea H. Sasta, una marchetta che aggiunge nuovi significati alla parola marchetta, che vuole convincermi della genialità dell'autore della sua padronanza del media fumetto comico, uno che faccio fatica anche a chiamare cartoonist definito una persona dal grande talento perchè fa ridere la gente, e via di nuovo con la testa nell'albo, nel bricolaggio stavolta, a cercare questo talento nella esilarante gag su "Come si costruisce un iphone".
Nulla e le cose all'imporovviso diventano due:o sei diventato un musone invecchiando, o questi, tutti, i lettori, l' editore, l'autore e l'editorialista stanno fuori, fuori di brutto, completamente fottuti dal linguaggio superficiale ed iperveloce di internet, alla fine della lettura della marchetta di questo Andrea, non so se sia più irritante l'introduzione o il resto del pattume che arriva dopo.
Andrea che scrive per Lercio, sapete cos'è? Boh io non lo so, per mè è una notifica web sulla mia home di facebook, nient'altro, io leggo fumetti. Basta.
Sarà un'altra web-cosa che brama il potere della visualizzazione, niente più, la fiera della vanità e della mediocrità che non chiude mai , non chiude e si auto-celebra in un continuo loop infinito, basta il tasto refresh.
"C'è un equilibrio etereo che tiene su tutto e che lo unisce ala scintilla del grande sorriso universale." Straparla Andrea, in quelle pagine è immerso in un magma creativo, ed io riapro questo...questo...coso, mi cadono gli occhi su "Il posto riservato", e dopo averlo letto, quello che sento cadere sono le mie palle.
Sipario.
Tutti ridono.
E' bello Scottecs? No.
Fa ridere? No.
E' una spesa sostenibile? No.
E' il successo dell'anno? Si. Ma da lettore di fumetti lo direi con meno orgoglio.
Scottecs è senza senso, noioso, pretenzioso, e non è nemmeno un fumetto, inutile lasciarsi andare ad inutili pontificazioni su cosa sia un fumetto, sui social c'è gente che mi ha tirato in ballo i saggi dell'autore di Zot! per convincermi che questa cosa sia un fumetto, no Scottecs Megazine non è un fumetto, se lo chiamano tale è solo perchè è stato presentato a Lucca, una mostra che ormai col fumetto ha ben poco da spartire. E' un appropriazione indebita al concetto di nona arte, fatto magari senza malizia da questo Sio, ma con tutta la cosciente avidità di chi lo ha infilato a forza in un contesto fumettistico.
Un triangolo in un quadrato per citare questo Andrea H. Sesta che scrive per Finzioni Magazine e Lercio.
Minchia il curriculum.
Una forzatura.
E' merchandising, ed è per un pubblico che di fumetti forse conosce poco e capisce anche meno.
Gli auguro cento numeri, mille numeri, ma non chiamatelo fumetto, Perchè questo coso sta ai fumetti, come una bistecca sta nel piatto di un vegano.
Quindi lasciate perdere, magari riuscite ancora a vincerla la guerra contro il vostro già ipertrofico deficit dell'attenzione, Scottecs non è una lettura, è uno status simbol, non ha riportato nessuno in nessuna edicola, e di sicuro non ha avvicinato nessuno al media fumetto, semmai ha dato una pericolosa picconata al significato di fumetto, ed in una società in cui un concetto è valido solo se è condiviso in più bacheche, far passare questo messaggio, questo concetto di fumetto, è una cosa pericolossisima.
Occhio, io torno al mio adattamento a fumetti di Wagner, voi liberi di rincoglionirvi come meglio credete.
Baci ai pupi.
La condanna di 16 anni di reclusione a Schettino, ed il successo, in termini, di vendite questo numero 1 di Scottecs Megazine della Shockdom.
Dovete soffermarvi per un attimo su questa cosa, è importante, su cosa siano le notizie italiane oggi, la condanna di Schettino e Scottecs, ah c'è anche Siani che scivola paurosamente umiliando un bambino in sovrappeso, in prima serata a Sanremo. Ma questa è un' altra storia. Sempre tutta italiana.
E Siani comunque è un comico estremamente sopravvalutato.
Ora, è normale scandalizzarsi realizzando che questo Scottecs Megazine sia la cosa più venduta, probabilmente dai tempi dei primi volumi di Zerocalcare?
Mah dipende, forse si, forse no, di certo fa riflettere su un sacco di cose, e la qualità di questo materiale è solo l'ultima.
Prima che vi affannate a leggere tutto il pezzo, meglio fare subito coming out: la qualità in questo albetto non c'è. Ma per quello magari ci arriveremo alla fine, perchè qui da noi quando dici che una cosa fa schifo, ups volevo dire TI fa schifo, e questo Scottecs fa schifo, parecchio schifo, devi argomentare ed anche bene, altrimenti non vale.
Devo prendere tempo, è la prima volta che mi tocca argomentare la cacca, manco fossi un gastroenterologo.
Quello su cui però, mi preme più di tutto concentrare l'attenzione è il pubblico.
E' assolutamente fisiologico che uno come me si scandalizzi, per Scottecs, per sfogliarlo ho messo da parte due autentici capolavori, i due adattamenti a fumetti della tetralogia di Wagner, L'Anello dei Nibelunghi, quello di Thomas e Kane (Comic Art) e quello di P. Craig Russell (Lexy), direi che è normale, sfogliandolo chiedersi, in merito al successo di vendite, cosa hanno in testa i ragazzi oggi.
Prima di ieri non sapevo chi fosse Sio, non avevo la più pallida idea di cosa fosse Scottecs, ma per darvi un idea del soggetto, intendo di me, io prima che finissero sulla mia bacheca con la parodia di Gomorra, non avevo nemmeno idea di chi fossero The Jackal, insomma sono un estraneo in certi ambienti, e vivo la mia ignoranza tutto sommato con una certa compostezza e tranquillità, le poche volte per esempio ho cercato di avvicinarmi a questo tipo di media, di adeguarmi a questo nuovo tipo di comunicazione è sempre finita tra sonori sbadigli.
D'altro canto a mente più distaccata è possibile anche rispondere alla domanda in maniera razionale: è normale il successo di questo numero 1?
Si in ultima battuta, questo minuscolo stupro cartaceo a tutto quello che io credo sia il fumetto, è la monetizzazione di un canale youtube molto cliccato, i motivi per cui sia seguito dopo aver dato una sbirciata a qualche video, restano a me ignoti. Ma sulle argomentazioni del perchè sta roba mi fa cagare, chè mi fa cagare, fa tanto ciovane scostumato, perchè oggi i ciovani quando parlano, parlano così, lo diremo più in la forse.
Scottecs rientra in quella categoria di attività, ormai non più sottovalutate, su cui il capitalismo italiano ha messo le sue avide mani. Parliamo di agenzie di marketing che arruolano disadattati o semplicemente nullafacenti con manie di protagonismo e li trasformano in galline dalle uova d'oro su youtube. Il segreto è tutto nelle visualizzazioni, un canale in pratica con molte visualizzazioni è coperto da annunci pubblicitari, che in pratica sossordi, per citare qualcun'altro che su Youtube ha fatto la sua fortuna, ed ora è al cinema a dipingere una meravigliosa istantanea dell' italiano medio.
Ma è un meccanismo questo già vecchio, funziona anche per i blog, e per le app, più un app gratuita è scaricata più e probabile constatare che nell' aprirla è piena di banner pubblicitari. In genere sta roba funziona con i giochilli per rincoglioniti con i quali scaricate le batterie dei vostri cellulari, col risultato che siete irreperibili per il resto della giornata.
Scottecs insomma non è poi così diverso dal successo televisisvo di Clio Makeup, la tipa che per anni si è truccata davanti ad una webcam, dando lezioni di makeup, finchè non è stata scritturata da Real Time per un programma televisivo tutto suo.
Quindi messa in questi termini, questa cagata di Scottecs, ops vi chiedo scusa ho ricominciato a parlare ciovane, è normalissimo che sia uscito dal monitor e sia finito in edicola, probabilmente quello che irrita i puristi del fumetto è proprio cosa ha occupato dopo aver raccolto consensi sui monitor d'Italia, probabilmente se fosse finito su Italia 1, o MTV nessuno di noi ne starebbe parlando, per me sicuramente avrebbe continuato ad essere una cosa sconosciuta, perchè della tele faccio davvero a meno considerando i casi umani che la popolano.
Il fatto è che da clip animate senza alcun significato, Scottecs, è diventato un fumetto di strip senza alcun significato, è questo forse che irrita o scandalizza, perchè nel vederlo, e nello scoprire che è addirittura esaurito, vedi chiaramente la paralisi dell'editoria italiana.
E si, perchè se per commercializzare iniziative editoriali di sicura risposta del pubblico dobbiamo, scusate, devono ripiegare su fenomeni da baraccone del web, vuol dire che il fumetto in Italia è più che morto.
E' uno dei rari casi insomma in cui la stampa ha beffato la televisione, fregandogli da sotto il naso l'ennesimo genio italiano.
Eh si perchè poi è quello che succede: fiumi di parole, ed è la solita vecchia solfa che la storia la scrivono i vincitori.
E quindi senti dire in giro che questo Sio è un genio,e la Shockdom, di cui non hai mai sentito parlare in vita tua in tanti anni di letture di fumetti, è un editore coraggioso e con fiuto imprenditoriale.
Ed il tuo senso di alienazione cresce, il divario generazionale si fa grosso, talmente grosso che senti persino il vento che ulula nella gola che ti separa da questi giovani d'oggi e dai un'altra occhiata all'albo, che intanto su ebay è già venduto a cifre da capogiro, e rileggi la pagina con l'albero saggio, quello che vuole il caffè, ma non riesce a berlo, li rileggi ancora e ancora, provi al contrario, sottosopra, prima chiudendo un occhio poi l'altro, e tu non ridi, ridono tutti cazzo, tranne te.
Apri il canale youtube di 'sto tizio, e la prima cosa che noti, tu che sei vecchio e pratico, è che a momenti il video dura quasi quanto la pubblicita che lo precede, ti vedi il pesce magico, che alla fine della clip diventa Obama, e tu continui a non ridere. Ti fa ridere tutt'altra cosa, i commenti, ti fanno ridere gli italiani, e cosa sia diventato da noi il concetto di meritocrazia, ti fa ridere questa fiera delle vanità, questo inno alla demenza, alla mediocrità, ti fa ridere questa distorta e contemporanea visione del sogno americano made in Italy.
Ti fa ridere perchè ogni tre o quattro commenti c'è qualcuno che chiede "Scusa che programma usi?"
La gloria alla portata di un click.
Centinaia di eredi ed aspiranti tali.
La preparazione è un dettaglio trascurabile.
Ho tentato di darmi qualche risposta sul successo di questo...questo..questo coso.
E credo sia la mediocrità. Ed è questa la cosa che non fa ridere per nulla, perchè il pubblico di queste iniziative sono i giovani, ed ai giovani stiamo insegnando che nella vita non serve assolutamente a nulla la qualità e la preparazione, è tutta una questione di...di cosa? Di culo? Di contatti giusti?
Di visualizzazioni. E pensi: Cazzo come è illuminante il Birdman di Innarritu visto proprio in questi giorni.
Poi pensi al prezzo, e li si che ti incazzi. Per anni da blogger ti sei ritrovato a discutere con il mondo fumetto per via dei costi, e questo albo, questa stronzata, è lessico ciovane, i ciovani si sa sono ribelli, non solo è privo di contenuti ma viola tutte le leggi del mercato con cui ti giustificavano i prezzi dei fumetti: 63 pagine in bianco e nero (quindi non è a colori) è un formato minuscolo (la Bao ha una cattedra sulle grandezze dei fumetti e lo spreco di carta), ad occhio e croce direi che è più piccolo anche di un bonellide, ha una distribuzione da edicola (trimestrale), quindi il costo dovrebbe essere inversamente proporzionale alla sua capillare tiratura e distribuzione, il costo dovrebbe essere abbattuto, invece costa ben 4€.
No dico 4€, non costa così tanto perchè è una tiratura limitata, non è una autoproduzione con distribuzione in fumetteria, non è a colori o che so io, costa così tanto perchè ha visualizzazioni su youtube.
Costa così tanto non perchè l'autore sia la promessa del fumetto italiano, costa così tanto perchè è tra le cose più cliccate su Youtube, in una terra parallela dove il canale video più visto è Youporn immaginatevi che riviste potreste trovare in edicola. Oè Basta sognare tornate qui.
E' questo che non fa ridere, al contrario fa pensare.
Come fa pensare l'introduzione di un certo Andrea H. Sasta, una marchetta che aggiunge nuovi significati alla parola marchetta, che vuole convincermi della genialità dell'autore della sua padronanza del media fumetto comico, uno che faccio fatica anche a chiamare cartoonist definito una persona dal grande talento perchè fa ridere la gente, e via di nuovo con la testa nell'albo, nel bricolaggio stavolta, a cercare questo talento nella esilarante gag su "Come si costruisce un iphone".
Nulla e le cose all'imporovviso diventano due:o sei diventato un musone invecchiando, o questi, tutti, i lettori, l' editore, l'autore e l'editorialista stanno fuori, fuori di brutto, completamente fottuti dal linguaggio superficiale ed iperveloce di internet, alla fine della lettura della marchetta di questo Andrea, non so se sia più irritante l'introduzione o il resto del pattume che arriva dopo.
Andrea che scrive per Lercio, sapete cos'è? Boh io non lo so, per mè è una notifica web sulla mia home di facebook, nient'altro, io leggo fumetti. Basta.
Sarà un'altra web-cosa che brama il potere della visualizzazione, niente più, la fiera della vanità e della mediocrità che non chiude mai , non chiude e si auto-celebra in un continuo loop infinito, basta il tasto refresh.
"C'è un equilibrio etereo che tiene su tutto e che lo unisce ala scintilla del grande sorriso universale." Straparla Andrea, in quelle pagine è immerso in un magma creativo, ed io riapro questo...questo...coso, mi cadono gli occhi su "Il posto riservato", e dopo averlo letto, quello che sento cadere sono le mie palle.
Sipario.
Tutti ridono.
E' bello Scottecs? No.
Fa ridere? No.
E' una spesa sostenibile? No.
E' il successo dell'anno? Si. Ma da lettore di fumetti lo direi con meno orgoglio.
Scottecs è senza senso, noioso, pretenzioso, e non è nemmeno un fumetto, inutile lasciarsi andare ad inutili pontificazioni su cosa sia un fumetto, sui social c'è gente che mi ha tirato in ballo i saggi dell'autore di Zot! per convincermi che questa cosa sia un fumetto, no Scottecs Megazine non è un fumetto, se lo chiamano tale è solo perchè è stato presentato a Lucca, una mostra che ormai col fumetto ha ben poco da spartire. E' un appropriazione indebita al concetto di nona arte, fatto magari senza malizia da questo Sio, ma con tutta la cosciente avidità di chi lo ha infilato a forza in un contesto fumettistico.
Un triangolo in un quadrato per citare questo Andrea H. Sesta che scrive per Finzioni Magazine e Lercio.
Minchia il curriculum.
Una forzatura.
E' merchandising, ed è per un pubblico che di fumetti forse conosce poco e capisce anche meno.
Gli auguro cento numeri, mille numeri, ma non chiamatelo fumetto, Perchè questo coso sta ai fumetti, come una bistecca sta nel piatto di un vegano.
Quindi lasciate perdere, magari riuscite ancora a vincerla la guerra contro il vostro già ipertrofico deficit dell'attenzione, Scottecs non è una lettura, è uno status simbol, non ha riportato nessuno in nessuna edicola, e di sicuro non ha avvicinato nessuno al media fumetto, semmai ha dato una pericolosa picconata al significato di fumetto, ed in una società in cui un concetto è valido solo se è condiviso in più bacheche, far passare questo messaggio, questo concetto di fumetto, è una cosa pericolossisima.
Occhio, io torno al mio adattamento a fumetti di Wagner, voi liberi di rincoglionirvi come meglio credete.
Baci ai pupi.
giovedì 29 gennaio 2015
Sfogliamo insieme Mega ed Anteprima.
Diamo insieme una veloce occhiata ai fumetti che verranno, vi va?
Ho scoperto che farlo sul divano con mia moglie non da soddisfazioni, alterna distratti cenni con la testa, che malcelano una totale indifferenza ai titoli che dico ad alta voce, a sguardi glaciali accompagnati da un secco "Tanto non lo prendi!!", quando si rende conto che parlo di ipotetici acquisti.
Nova Express - DanDare vol.1 112 pagine 25,00€ Una ristampa per nostalgici della sci-fi anni '50. Creato da Marcus Morris e Frank Hampson, la serie apparsa nel 1950 sul settimanale inglese Eagle era famosa per le impeccabili tavole di Hampson e la consulenza di A. C. Clarke.
Una raccolta che ha una rapporto di proporzionalità inversa tra appetibilità e prezzo. Peccato, ma se ci sono riccastri tra voi, il consiglio è di dargli un' occhiata.
RW Lion - Gotham Central 96 pagine B/N 3,30€ Il poliziesco scritto egregiamente a quattro mani da Ed Brubaker e Greg Rucka illustrato da Micheal Lark, di cui ho sentito solo opinioni positive. Vedrò di prenderlo di nascosto.
RW Lion - Multiversity 48 pagine 3,30€ di Grant Morrison, ne abbiamo già parlato su Facebook, c'è bisogno di aggiungere altro? Volevo boicottare questa edizione, ma poi è passato Grant in Persona a bordo del suo ricognitore di musica congelata, che altro potevo fare?
RW Lion - Justice League Elite #01 72 pagine 2,95€ di Joe Kelly e Doug Manhke. Figlia del revisionismo inglese del concetto di supergruppi, una nuova sorpresa dalle profondità dei famosi magazzini delle rese Planeta, che tutti quelli tra voi che hanno un RW point vicino dovrebbero considerare di leggere. Ne parlai qui anni ed anni fa.
RW Lion - Swamp Thing 232 pagine 22,95€ di Alan Moore John Totleben e Stephen Bisette, a conti fatti qusta ristampa in totale viene 40€ in più della vecchia edizione in 3 omnibus, ma la Swamp Thing di Alan Moore non è un titolo che può mancare nelle vostre librerie. Quindi qualche modo per averlo lo dovete trovare. I paraculi alla Lion lo sanno apposta se ne escono con certi prezzi. Un must have.
RW Lion - Doom Patrol (Dc Essential #5) 304 pagine 26,50€ la ristampa del primo tomo esaurito che raccoglie la prima parte della Doom Patrol di Grant Morrison. tra gli arc di questo volume la nascita di Mr Nobody ed il primo scontro con la Confraternita del Dada.
Salda Press - ma la segnalazione è solo una trollata, ennesima ristampa del The Walking Dead di Robert Kirkman, The Walking Dead HardCover #1 304 pagine 29,00€, che raccoglie i primi due TP più una quantità imbarazzante di materale extra (leggi pure inutile) tra studi, schizzi, copertine. Ma nel caso ci sia ancora qualcuno in italia che non lo ha letto, The Walking Dead Compendium Hardcover #1, 1090 pagine 95,00€. Si avete capito bene, identico in tutto e per tutto al vecchio compendium da 55,00€, ma con il modico sovrapprezzo di 40€. Non so se dare del paraculo al signor Salda, o del mentecatto al lettore che sostiene queste iniziative.
Bao Publishing - Pretty Deadly #01 136 pagine 14,00€ parlando di parac...ehm di furboni, è canina l'etichetta che porta in Italia l'appetibile serie Image di Kelly sue DeConnick ed Emma Rios, che mescola esoterismo, folklore nord americano, western e storytelling giapponese.
Editoriale Cosmo - Cacciatori di Morte #1 112 pagine a colori 6,90€ occhio alla collana Cosmo Color Extra, la collana in cui hanno pubblicato Maori di Camuncoli. Cacciatori di Morte di Mangin e Bajram, ha tutte le carte in tavola per diventare un titolo appetibile, almeno su carta. Una spedizione spaziale per arrivare li dove vanno le anime dei morti. Mica male.
Editoriale Cosmo - Serie Marrone 96 pagine B/N 3,00€ la bocciatissima collana Weird Tales che ha opsitato lo scadente scontro tra Sherlock Holmes ed i Vampiri, nel numero tre pare torni a farsi appetibile, almeno per i patiti di HP Lovecraft. Il Dio piovra infatti parla di un team up letterario tra i personaggi di Herman Melville e gli spaventosi Antichi del maestro della letteratura horror americano. Hype for me.
Panini Comics - Zenith #1 112 pagine B/N 23,50€ la lisergica opera di Grant Morrison, finora inedita in Italia che lo ha consacrato come grande autore, fantapolitica, supereroi viziosi, nazisti, Antichi. Tanto imperdibile quanto caro. Mortacci loro.
Panini comics - Uber #01 160 pagine 15,00€ e parlando di Nazisti ecco qualcosa che solletica la curiosità di Fumettopenia, una revisione storica della fine della fine della seconda guerra mondiale, l'arrivo dei superesseri ahimè tutti tedeschi. L'etichetta Avatar Press promette interiora splatter per stomaci forti dappertutto, ed i nostri sono al titanio. Ah dmenticavo K. Gillen e C. White.
Salda Press - Outcast: Il reietto #01 72 pagine B/N 1,00€ Chiudiamo con la Salda, ma stavolta senza trollarla, dopo aver fallito nel tentativo di infilarla nel mensile bonellide TWD, i furbacchioni della Saldapress, lanciano la nuova serie da edicola dedicata al nuovo successo di Robert Kirkman, Outcast, la vera domanda è: ma questo tizio sforna solo capolavori? Possibile? La novità è che sembra una serie senza zombi. almeno per ora. Comunque ad 1,00€ di prezzo di lancio credo che faremo il sacrificio, voi no?
Beh direi che vi ho segnalato tutto l' appetibile.
Baci ai pupi e grazie per la compagnia.
Come? Si si, amore tranquilla non prendo nulla.
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Ho scoperto che farlo sul divano con mia moglie non da soddisfazioni, alterna distratti cenni con la testa, che malcelano una totale indifferenza ai titoli che dico ad alta voce, a sguardi glaciali accompagnati da un secco "Tanto non lo prendi!!", quando si rende conto che parlo di ipotetici acquisti.
Nova Express - DanDare vol.1 112 pagine 25,00€ Una ristampa per nostalgici della sci-fi anni '50. Creato da Marcus Morris e Frank Hampson, la serie apparsa nel 1950 sul settimanale inglese Eagle era famosa per le impeccabili tavole di Hampson e la consulenza di A. C. Clarke. Una raccolta che ha una rapporto di proporzionalità inversa tra appetibilità e prezzo. Peccato, ma se ci sono riccastri tra voi, il consiglio è di dargli un' occhiata.
RW Lion - Gotham Central 96 pagine B/N 3,30€ Il poliziesco scritto egregiamente a quattro mani da Ed Brubaker e Greg Rucka illustrato da Micheal Lark, di cui ho sentito solo opinioni positive. Vedrò di prenderlo di nascosto.
RW Lion - Multiversity 48 pagine 3,30€ di Grant Morrison, ne abbiamo già parlato su Facebook, c'è bisogno di aggiungere altro? Volevo boicottare questa edizione, ma poi è passato Grant in Persona a bordo del suo ricognitore di musica congelata, che altro potevo fare?
RW Lion - Justice League Elite #01 72 pagine 2,95€ di Joe Kelly e Doug Manhke. Figlia del revisionismo inglese del concetto di supergruppi, una nuova sorpresa dalle profondità dei famosi magazzini delle rese Planeta, che tutti quelli tra voi che hanno un RW point vicino dovrebbero considerare di leggere. Ne parlai qui anni ed anni fa.
RW Lion - Swamp Thing 232 pagine 22,95€ di Alan Moore John Totleben e Stephen Bisette, a conti fatti qusta ristampa in totale viene 40€ in più della vecchia edizione in 3 omnibus, ma la Swamp Thing di Alan Moore non è un titolo che può mancare nelle vostre librerie. Quindi qualche modo per averlo lo dovete trovare. I paraculi alla Lion lo sanno apposta se ne escono con certi prezzi. Un must have.
RW Lion - Doom Patrol (Dc Essential #5) 304 pagine 26,50€ la ristampa del primo tomo esaurito che raccoglie la prima parte della Doom Patrol di Grant Morrison. tra gli arc di questo volume la nascita di Mr Nobody ed il primo scontro con la Confraternita del Dada.
Salda Press - ma la segnalazione è solo una trollata, ennesima ristampa del The Walking Dead di Robert Kirkman, The Walking Dead HardCover #1 304 pagine 29,00€, che raccoglie i primi due TP più una quantità imbarazzante di materale extra (leggi pure inutile) tra studi, schizzi, copertine. Ma nel caso ci sia ancora qualcuno in italia che non lo ha letto, The Walking Dead Compendium Hardcover #1, 1090 pagine 95,00€. Si avete capito bene, identico in tutto e per tutto al vecchio compendium da 55,00€, ma con il modico sovrapprezzo di 40€. Non so se dare del paraculo al signor Salda, o del mentecatto al lettore che sostiene queste iniziative.
Bao Publishing - Pretty Deadly #01 136 pagine 14,00€ parlando di parac...ehm di furboni, è canina l'etichetta che porta in Italia l'appetibile serie Image di Kelly sue DeConnick ed Emma Rios, che mescola esoterismo, folklore nord americano, western e storytelling giapponese.
Editoriale Cosmo - Cacciatori di Morte #1 112 pagine a colori 6,90€ occhio alla collana Cosmo Color Extra, la collana in cui hanno pubblicato Maori di Camuncoli. Cacciatori di Morte di Mangin e Bajram, ha tutte le carte in tavola per diventare un titolo appetibile, almeno su carta. Una spedizione spaziale per arrivare li dove vanno le anime dei morti. Mica male.
Editoriale Cosmo - Serie Marrone 96 pagine B/N 3,00€ la bocciatissima collana Weird Tales che ha opsitato lo scadente scontro tra Sherlock Holmes ed i Vampiri, nel numero tre pare torni a farsi appetibile, almeno per i patiti di HP Lovecraft. Il Dio piovra infatti parla di un team up letterario tra i personaggi di Herman Melville e gli spaventosi Antichi del maestro della letteratura horror americano. Hype for me.
Panini Comics - Zenith #1 112 pagine B/N 23,50€ la lisergica opera di Grant Morrison, finora inedita in Italia che lo ha consacrato come grande autore, fantapolitica, supereroi viziosi, nazisti, Antichi. Tanto imperdibile quanto caro. Mortacci loro.
Panini comics - Uber #01 160 pagine 15,00€ e parlando di Nazisti ecco qualcosa che solletica la curiosità di Fumettopenia, una revisione storica della fine della fine della seconda guerra mondiale, l'arrivo dei superesseri ahimè tutti tedeschi. L'etichetta Avatar Press promette interiora splatter per stomaci forti dappertutto, ed i nostri sono al titanio. Ah dmenticavo K. Gillen e C. White.
Salda Press - Outcast: Il reietto #01 72 pagine B/N 1,00€ Chiudiamo con la Salda, ma stavolta senza trollarla, dopo aver fallito nel tentativo di infilarla nel mensile bonellide TWD, i furbacchioni della Saldapress, lanciano la nuova serie da edicola dedicata al nuovo successo di Robert Kirkman, Outcast, la vera domanda è: ma questo tizio sforna solo capolavori? Possibile? La novità è che sembra una serie senza zombi. almeno per ora. Comunque ad 1,00€ di prezzo di lancio credo che faremo il sacrificio, voi no?
Beh direi che vi ho segnalato tutto l' appetibile.
Baci ai pupi e grazie per la compagnia.
Come? Si si, amore tranquilla non prendo nulla.
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Il bonellide di John Costantine
Lo sappiamo tutti ormai che il media fumetto è stato legato a quello cinematografico e televisivo con nodi ormai impossibili da sciogliere. Come ve la speiegate se no la cosa che alle famose fiere del fumetto statunitensi, gli ospiti sono più attori che autori?
questa cosa può dar fastidio ai soliti fondamentalisti, ai puristi della nona arte, che vedono le loro letture saccheggiate, e nozioni ed informazioni, che prima erano solo esclusivo appannaggio dei nerd, frutto delle loro molte ore passate in alienata lettura, sbandierate così ai quattro venti, da milioni di televisori al plasma.
Capitalismo & Globalizzazione. Il nerd pensava forse di esserne immune? Forse si, magari mentre manifestava il suo dissenso con la maschera di V in faccia, quella made in Korea.
Ma la cosa, questa infiltrazione di cui sopra, non deve essere vista come necessariamente un danno, al bar per esempio se non puzzate ecessivamente di stanza chiusa e scarsa igiene, potete sempre attaccare bottone con la tipa a cui piace Agents of Shield, insomma non tutto il male vien per nuocere.
Per esempio, in questo specifico caso, non possiamo non ringraziare la sorte per la serie di inanellati eventi che ci hanno portato in edicola finalmente una ristampa integrale e decente di Hellblazer Vertigo.
E gli eventi sono essenzialment e due: la moda del bonellide e la serie TV di Costantine.
Come dite? E' brutta? Non ce ne frega nulla.
E' evidente che la Lion deve essersi trovata bene, se dopo il finale di Y, non ha chiuso la collana low cost Vertigo Dragons, anzi ha ampliato il numero delle così tanto odiate testate desaturate di altri due titoli, Gotham Central di Brubaker e Rucka con Lark alle matite,ed appunto John Costantine.
Come è evidente che le due ristampe arrivano a cavallo dell'arrivo in tv dei due adattamenti seriali televisivi, in Italia, Gotham e Costantine, che altro motivo avevano di rinominare Hellblazer, Costantine in edicola?
Il bacino in cui vogliono pescare i furboni della Lion non sono certo i puristi rompicoglioni, quelli lo sanno che la serie è Hellblazer, e Costantine è il personaggio.
Ma tant'è che se un appassionato di horror, lettore di fumetti, magari di Dylan Dog, dove adesso è arrivato uno che un pò Costantine lo ricorda, guarda i casi della vita, ed amante delle prime puntate del telefilm, vede Costantine in edicola, a quel prezzo, un pensierino ce lo fa.
La botta di culo della Salda Press insegna. The Walking Dead.
Il vantaggio è per quei nerd come il sottoscritto, che per un motivo o per un altro negli anni passati si sono persi questa invitante serie Vertigo, e se la ritrovano comodamente in edicola, mensilmente ed integralmente, a costi permissivi e per nulla proibitivi grazie proprio ai nodi di cui vi ho parlato nelle prime righe.
Eh si, dopo essere passato per mano ad un paio di editori, ed essere stato ristampato più volte, in maniera non sempre ordinata da Magic Press, Planeta ed RW -svuoto i magazzini accorrete gente- Lion, va detto, aprendo una parentesi, che l'eccessivamente caotica varietà di brossurati di varia grandezza, era tale da scoraggiare la volonta di repupero anche nel più fervido completista, arriva come detto, a riempire i nostri scaffali vacanti, grazie alla febbre da bonellide e la fame tipica del capitalismo che tutto sublima e consuma.
Siete ancora qui? Perchè aprofittando della parola FAME vi volevo parlare finalmente del fantasmagorico numero uno di John Costantine, Rw Lion edizioni, mensile di 96 pagine in B/N, formato bonellide, da 2,95€, o 3,30€, dipende, presumo, dalla copertina che prendete, che contiene i primi tre numeri di Hellblazer Vertigo del 1988.
Scritta da Jamie Delano e disegnata da John Ridgway, Fame, è l' appetibilissima miniserie di presentazione dello scrittore, che prende le redini di un personaggio creato da Alan Moore nella sua indispensabile Swamp Thing, pluridecorata serie che di fatto, è la serie che ha inaugurò con la sua prosa adulta, la linea Vertigo della DC.
E' un bonellide, ma ne ha di cose da raccontare questo albetto.
Fame si lascia leggere tutta d'un fiato, la prosa di Delano è ricercata, la narrazione mai lenta, i personaggi ben caratterizzati, le situazioni accattivanti e la storia, sopratutto la storia è appassionante.
Le coincidenze della vita hanno voluto che negli ultimi mesi mi sono avvicinato a Delano, nei fumetti in cui è succeduto all'inarrivabile Bardo, ebbene tocca dire che come con il Capitan Bretagna, Delano ha saputo catturare benissimo la caratterizzazione del personaggio di Costantine ideata da Alan Moore, adorabile per esempio, la continuity che si impone le pagine in cui appaiono le vittime dell' Ivunchè, lo spirito demoniaco che Costantine sconfigge grazie all'aiuto della cosa della palude proprio nelle pagine dello Swamp Thing di Moore.
I disegni di Ridgway, checchè ne dicano i maniaci del colore e delle edizioni originali, non sono troppo danneggiati dalla desaturazione.
L'adattamento, fidatevi, non violenta molto l'opera, parliamo d'altronde della fine degli anni '80, e ad esclusione di Totleben su Swamp Thing, la linea Vertigo non eccelleva per il contributo grafico nei suoi fumetti, i mostri sono arrivati dopo quando l'etichetta Vertigo, è divenuta sinonimo di una certa concezione elitaria di fare fumetto.
Hellblazer, insomma è un must have, e se per leggerlo finalmente in maniera ordinata ed economica, devo rinunciare al colore, conecedetemi il francesismo, masticazzi, la leggerò, mesnilment, senza sclerarmi cercando lotti interi su Ebay, svenandomi per comprarli, o stando dietro alla caotica riproposta dei fondi di magazzino Lion, con l'ansia di perdermi qualche numero, come è successo a parecchi con il famoso Invisibles #02.
Quindi in chiusura il consiglio di fumettopenia è di lasciarvi rapire dallo stile di Delano e di innamorarvicivicipititì.
Io l'ho già fatto, anche se detesto i fumatori.
Quindi fate spazio ad Hellblazer in libreria, uh scusate volevo dire a John Costantine, perchè dopo Delano arriverà Ennis, ed il suo Costantine, dicono, è stato glorificato persino dal Bardo in persona.
Ed un ultima cosa tocca dirvela e farvela notare, ma se restate insensibili a passaggi come questo:
Fiuto la pista della memoria, girare tutti gli angoli familiari del Greenwich Village è piacevolmente doloroso. Come grattarsi una crosta.
Beh allora non c'è più alcuna speranza per voi, e Spider-Gwen vi aspetta tra qualche mese.
Baci ai pupi.
questa cosa può dar fastidio ai soliti fondamentalisti, ai puristi della nona arte, che vedono le loro letture saccheggiate, e nozioni ed informazioni, che prima erano solo esclusivo appannaggio dei nerd, frutto delle loro molte ore passate in alienata lettura, sbandierate così ai quattro venti, da milioni di televisori al plasma.
Capitalismo & Globalizzazione. Il nerd pensava forse di esserne immune? Forse si, magari mentre manifestava il suo dissenso con la maschera di V in faccia, quella made in Korea.
Ma la cosa, questa infiltrazione di cui sopra, non deve essere vista come necessariamente un danno, al bar per esempio se non puzzate ecessivamente di stanza chiusa e scarsa igiene, potete sempre attaccare bottone con la tipa a cui piace Agents of Shield, insomma non tutto il male vien per nuocere.
Per esempio, in questo specifico caso, non possiamo non ringraziare la sorte per la serie di inanellati eventi che ci hanno portato in edicola finalmente una ristampa integrale e decente di Hellblazer Vertigo.
E gli eventi sono essenzialment e due: la moda del bonellide e la serie TV di Costantine.
Come dite? E' brutta? Non ce ne frega nulla.
E' evidente che la Lion deve essersi trovata bene, se dopo il finale di Y, non ha chiuso la collana low cost Vertigo Dragons, anzi ha ampliato il numero delle così tanto odiate testate desaturate di altri due titoli, Gotham Central di Brubaker e Rucka con Lark alle matite,ed appunto John Costantine.
Come è evidente che le due ristampe arrivano a cavallo dell'arrivo in tv dei due adattamenti seriali televisivi, in Italia, Gotham e Costantine, che altro motivo avevano di rinominare Hellblazer, Costantine in edicola?
Il bacino in cui vogliono pescare i furboni della Lion non sono certo i puristi rompicoglioni, quelli lo sanno che la serie è Hellblazer, e Costantine è il personaggio.
Ma tant'è che se un appassionato di horror, lettore di fumetti, magari di Dylan Dog, dove adesso è arrivato uno che un pò Costantine lo ricorda, guarda i casi della vita, ed amante delle prime puntate del telefilm, vede Costantine in edicola, a quel prezzo, un pensierino ce lo fa.
La botta di culo della Salda Press insegna. The Walking Dead.
Il vantaggio è per quei nerd come il sottoscritto, che per un motivo o per un altro negli anni passati si sono persi questa invitante serie Vertigo, e se la ritrovano comodamente in edicola, mensilmente ed integralmente, a costi permissivi e per nulla proibitivi grazie proprio ai nodi di cui vi ho parlato nelle prime righe.
Eh si, dopo essere passato per mano ad un paio di editori, ed essere stato ristampato più volte, in maniera non sempre ordinata da Magic Press, Planeta ed RW -svuoto i magazzini accorrete gente- Lion, va detto, aprendo una parentesi, che l'eccessivamente caotica varietà di brossurati di varia grandezza, era tale da scoraggiare la volonta di repupero anche nel più fervido completista, arriva come detto, a riempire i nostri scaffali vacanti, grazie alla febbre da bonellide e la fame tipica del capitalismo che tutto sublima e consuma.
Siete ancora qui? Perchè aprofittando della parola FAME vi volevo parlare finalmente del fantasmagorico numero uno di John Costantine, Rw Lion edizioni, mensile di 96 pagine in B/N, formato bonellide, da 2,95€, o 3,30€, dipende, presumo, dalla copertina che prendete, che contiene i primi tre numeri di Hellblazer Vertigo del 1988.
Scritta da Jamie Delano e disegnata da John Ridgway, Fame, è l' appetibilissima miniserie di presentazione dello scrittore, che prende le redini di un personaggio creato da Alan Moore nella sua indispensabile Swamp Thing, pluridecorata serie che di fatto, è la serie che ha inaugurò con la sua prosa adulta, la linea Vertigo della DC.
E' un bonellide, ma ne ha di cose da raccontare questo albetto.
Fame si lascia leggere tutta d'un fiato, la prosa di Delano è ricercata, la narrazione mai lenta, i personaggi ben caratterizzati, le situazioni accattivanti e la storia, sopratutto la storia è appassionante.
Le coincidenze della vita hanno voluto che negli ultimi mesi mi sono avvicinato a Delano, nei fumetti in cui è succeduto all'inarrivabile Bardo, ebbene tocca dire che come con il Capitan Bretagna, Delano ha saputo catturare benissimo la caratterizzazione del personaggio di Costantine ideata da Alan Moore, adorabile per esempio, la continuity che si impone le pagine in cui appaiono le vittime dell' Ivunchè, lo spirito demoniaco che Costantine sconfigge grazie all'aiuto della cosa della palude proprio nelle pagine dello Swamp Thing di Moore.
I disegni di Ridgway, checchè ne dicano i maniaci del colore e delle edizioni originali, non sono troppo danneggiati dalla desaturazione.
L'adattamento, fidatevi, non violenta molto l'opera, parliamo d'altronde della fine degli anni '80, e ad esclusione di Totleben su Swamp Thing, la linea Vertigo non eccelleva per il contributo grafico nei suoi fumetti, i mostri sono arrivati dopo quando l'etichetta Vertigo, è divenuta sinonimo di una certa concezione elitaria di fare fumetto.
Hellblazer, insomma è un must have, e se per leggerlo finalmente in maniera ordinata ed economica, devo rinunciare al colore, conecedetemi il francesismo, masticazzi, la leggerò, mesnilment, senza sclerarmi cercando lotti interi su Ebay, svenandomi per comprarli, o stando dietro alla caotica riproposta dei fondi di magazzino Lion, con l'ansia di perdermi qualche numero, come è successo a parecchi con il famoso Invisibles #02.
Quindi in chiusura il consiglio di fumettopenia è di lasciarvi rapire dallo stile di Delano e di innamorarvicivicipititì.
Io l'ho già fatto, anche se detesto i fumatori.
Quindi fate spazio ad Hellblazer in libreria, uh scusate volevo dire a John Costantine, perchè dopo Delano arriverà Ennis, ed il suo Costantine, dicono, è stato glorificato persino dal Bardo in persona.
Ed un ultima cosa tocca dirvela e farvela notare, ma se restate insensibili a passaggi come questo:
Fiuto la pista della memoria, girare tutti gli angoli familiari del Greenwich Village è piacevolmente doloroso. Come grattarsi una crosta.
Beh allora non c'è più alcuna speranza per voi, e Spider-Gwen vi aspetta tra qualche mese.
Baci ai pupi.
martedì 27 gennaio 2015
Benvenuto Prophet!
Ultimamente giusto The Invisibles e Scalped mi lasciano un senso di malinconia alla fine della lettura.
Quel malessere che si traduce in un lucido pensiero (e timore) "che diamine è già finito ora mi toccherà aspettare un altro mese del calendario secondo la Lion per leggere il seguito", e beh ormai lo abbiamo capito tutti che se un mese per noi cristiani è di trenta giorni solari, per la Lion, non è esattamente cosi, basta vedere la regolarità di Scalped, nemmeno il ciclo mestruale di una donna con gli ormoni regolatori fottuti è così anarchico.
Aspettavo con ansia l'uscita di questo titolo da che il mio fidato socio ed amico di incursioni in fumetteria, Andrea, mi ha detto che sarebbe uscito un nuovo fumetto del signor Dorison, stavolta sotto l'etichetta della mia amata Cosmo.
Si a sentire i rgazzi con cui ci si rapporta quotidianamente sul gruppo facebook, io amo la Cosmo.
Visceralmente.
Aspetto con ansia il giorno in cui comparirà il genio che spargerà l'esilarante voce che la Cosmo, mi manda i fumetti gratis o peggio ( anzi, o meglio fosse vero) mi pagano un tot euro a sviolinata!
Ma si diceva di Prophet, e s'è tirati in ballo quei due mostri di Aaron e Morrison, perchè come le loro due opere attualmente in corso di ristampa, anche Prophet ieri a fine lettura mi ha lasciato quel senso di ansia di sapere come prosegue la storia, mi toccherà aspettare fine febbraio, ma da questo primo numero, possiamo tranquillamente dire che Dorison ha ripetuto la magia claustrofobica che vi cattura leggendo l'inquietante Santuario (Mondadori seconda edizione, Planeta prima Edizione)
L'opera verrà pubblicata in Italia in 4 volumetti di grande formato di 48 pagine l'una, a colori, con la costina che ha perso la sua croccantezza, e con la sparizione di quella banda blue che ricordo dava così fastidio a qualcuno sulla copertina.
Sembra che da un pò di tempo la Cosmo, abbia risolto il problema della rilegatura nella sua linea Color, come si era visto in Juan Solo, o in Fabian Gray, il resto dei titoli in tutta onestà, non li ho presi, confesso che torno a questa formula editoriale solo adesso dopo il titolo Image, e posso quindi garantire gli scettici che la fattura di questo albo, non ha nulla che invidiare alle major che da tempo hano conquistato i vostri cuori di giovani lettori.
Il brutto è che in questa collana la Cosmo si è regolata alle leggi di mercato, 3,90€ per 48 pagine, non è esattamente un formato economico, che ha fidelizzato i lettori, me compreso, in pratica è la rateizzazione del volumazzo Mondadori, se per ipotesi, Prophet fosse finito sul loro catalogo, l'avreste pagato in un unica rata a 15€.
Un pò come Equitalia.
Ora siccome mi stupisco sempre quando mi ritrovo a rapportare con i detrattori della domenica, sono curioso di conoscere i commenti su questa striminzita formula editoriale dell'editore bolognese.
- Juan Solo costava 4,20€ ma aveva 60 pagine-
Ad essere sincero la logica vuole che se tu lettore infatuato, giustifichi ogni singola furbata di editori come Bao, Salda, Lion e Panini, mi aspetto, lo stesso trattamento remissivo, gli stessi commenti entusiasti anche per questo nuovo aspetto del Cosmo Pocket, che magari è così già da un pò, magari dalle Luci di Amalou, o dal Crepuscolo degli Dei, pubblicazioni che io ho saltato per una poca affinità con i titoli proposti, ma il succo non cambia.
Non è che si può essere entusiasti per un certo formato solo quando esce da casa Panini o da casa Lion, per motivi che personalmente ignoro. Chiusa la polemica torniamo alla cosa fondamentale il fumetto.
Prophet è imperdibile per gli amanti dello scrittore H. P. Lovecraft, Jack Stanton, il protagonista della storia infatti, tanto per stuzzicarvi l'appetito è docente della Miskatonic University, l'immaginario Ateneo creato da Lovecraft con sede ad Arkham nel New England.
Ma le omonimie non sono le uniche cose che ritroviamo in questo primo inquietante nuovo numero. Dorison da buon esperto di scrittuta Horror, riesce a riportare perfettamente nella sua sceneggiatura lo stile di scruttura opprimente di H. P. Lovecraft, la sensazione che l'autore sia riuscito nell'intento è lampante dalle prime pagine, di cui ovviamente non ho intenzione di dirvi nulla.
Ma da amanti del genere posso assicurarvi che ritroverete con piacere quel senso di impotenza, rispetto agli antichi che vi assaliva nella lettura dei racconti di Lovecraft.
Buoni meriti vanno anche alla bravura del disegnatore Laffray M. nella costruzione delle tavole, lo storytelling di questo illustratore sposa benissimo la narrazione di Dorison, il suo stile ricorda molto il widescreen comics americano, il fumetto concepito come un'esperienza visiva, quasi come fosse un film. Lo testimonia il fatto che nei momenti topici delle sequenze la tavola si divide in modo che la scena, o la battuta da esaltare, siano espresse con grandi vignette.
Esagero nella mia infatuazione col dire ce probabilmente questo mese tra il materiale inedito in edicola, Prophet è la cosa più appetibile che vi possa venire in mente di comprare. L'albo si chiude con interrogativi che vi assicuro vi ronzeranno in testa fino a fine mese prossimo.
Personalmente io l'ho divorato e non vedo l'ora di vedere come evolve. D'altronde a giustificare la spesa ci sono due nomi che dovrebbero bastare a lasciarvi curiosi Xavier Dorison ed H. P. Lovecraft.
Per me come iniziativa è cara? Abituato al bonellide Cosmo dico di si, ma in questo caso non mi resta che dare ragione ai detrattori dell'adattamento in bonellide di alcune opere, in questo caso è assai probabile, notate come sono restio a darvi ragione, che le tavole di Laffray sarebbero uscite menomate dalla desaturazione e dal rimpicciolimento.
Solo per oggi però! Godetevi questa vittoria.
Last but no least, per quanto striminziti, non posso che spendere un ultimo complimento per gli editoriali dei cosmonauti, credo siano gli unici che si ricordano di parlare di prezzi, e crisi e di augurare ai lettori costantemente un futuro migliore, non conosco altri editori che non perdono di vista la situazione economica italiana, anzi direi che per l'andazzo dei prezzi e della quantità enorme di titoli pubblicati, gran parte degli editori italiani viva in un mondo di favole sempre meno utopico è più impossibile.
Insomma per chiudere, se Sherlock Holmes contro i Vampiri Londinesi è una cagata pazzesca questo Prophet vale ogni centesimo.
Accattatevillo. Baci ai pupi.
Quel malessere che si traduce in un lucido pensiero (e timore) "che diamine è già finito ora mi toccherà aspettare un altro mese del calendario secondo la Lion per leggere il seguito", e beh ormai lo abbiamo capito tutti che se un mese per noi cristiani è di trenta giorni solari, per la Lion, non è esattamente cosi, basta vedere la regolarità di Scalped, nemmeno il ciclo mestruale di una donna con gli ormoni regolatori fottuti è così anarchico.
Aspettavo con ansia l'uscita di questo titolo da che il mio fidato socio ed amico di incursioni in fumetteria, Andrea, mi ha detto che sarebbe uscito un nuovo fumetto del signor Dorison, stavolta sotto l'etichetta della mia amata Cosmo.
Si a sentire i rgazzi con cui ci si rapporta quotidianamente sul gruppo facebook, io amo la Cosmo.
Visceralmente.
Aspetto con ansia il giorno in cui comparirà il genio che spargerà l'esilarante voce che la Cosmo, mi manda i fumetti gratis o peggio ( anzi, o meglio fosse vero) mi pagano un tot euro a sviolinata!
Ma si diceva di Prophet, e s'è tirati in ballo quei due mostri di Aaron e Morrison, perchè come le loro due opere attualmente in corso di ristampa, anche Prophet ieri a fine lettura mi ha lasciato quel senso di ansia di sapere come prosegue la storia, mi toccherà aspettare fine febbraio, ma da questo primo numero, possiamo tranquillamente dire che Dorison ha ripetuto la magia claustrofobica che vi cattura leggendo l'inquietante Santuario (Mondadori seconda edizione, Planeta prima Edizione)
L'opera verrà pubblicata in Italia in 4 volumetti di grande formato di 48 pagine l'una, a colori, con la costina che ha perso la sua croccantezza, e con la sparizione di quella banda blue che ricordo dava così fastidio a qualcuno sulla copertina.
Sembra che da un pò di tempo la Cosmo, abbia risolto il problema della rilegatura nella sua linea Color, come si era visto in Juan Solo, o in Fabian Gray, il resto dei titoli in tutta onestà, non li ho presi, confesso che torno a questa formula editoriale solo adesso dopo il titolo Image, e posso quindi garantire gli scettici che la fattura di questo albo, non ha nulla che invidiare alle major che da tempo hano conquistato i vostri cuori di giovani lettori.
Il brutto è che in questa collana la Cosmo si è regolata alle leggi di mercato, 3,90€ per 48 pagine, non è esattamente un formato economico, che ha fidelizzato i lettori, me compreso, in pratica è la rateizzazione del volumazzo Mondadori, se per ipotesi, Prophet fosse finito sul loro catalogo, l'avreste pagato in un unica rata a 15€.
Un pò come Equitalia.
Ora siccome mi stupisco sempre quando mi ritrovo a rapportare con i detrattori della domenica, sono curioso di conoscere i commenti su questa striminzita formula editoriale dell'editore bolognese.
- Juan Solo costava 4,20€ ma aveva 60 pagine-
Ad essere sincero la logica vuole che se tu lettore infatuato, giustifichi ogni singola furbata di editori come Bao, Salda, Lion e Panini, mi aspetto, lo stesso trattamento remissivo, gli stessi commenti entusiasti anche per questo nuovo aspetto del Cosmo Pocket, che magari è così già da un pò, magari dalle Luci di Amalou, o dal Crepuscolo degli Dei, pubblicazioni che io ho saltato per una poca affinità con i titoli proposti, ma il succo non cambia.
Non è che si può essere entusiasti per un certo formato solo quando esce da casa Panini o da casa Lion, per motivi che personalmente ignoro. Chiusa la polemica torniamo alla cosa fondamentale il fumetto.
Prophet è imperdibile per gli amanti dello scrittore H. P. Lovecraft, Jack Stanton, il protagonista della storia infatti, tanto per stuzzicarvi l'appetito è docente della Miskatonic University, l'immaginario Ateneo creato da Lovecraft con sede ad Arkham nel New England.
Ma le omonimie non sono le uniche cose che ritroviamo in questo primo inquietante nuovo numero. Dorison da buon esperto di scrittuta Horror, riesce a riportare perfettamente nella sua sceneggiatura lo stile di scruttura opprimente di H. P. Lovecraft, la sensazione che l'autore sia riuscito nell'intento è lampante dalle prime pagine, di cui ovviamente non ho intenzione di dirvi nulla.
Ma da amanti del genere posso assicurarvi che ritroverete con piacere quel senso di impotenza, rispetto agli antichi che vi assaliva nella lettura dei racconti di Lovecraft.
Buoni meriti vanno anche alla bravura del disegnatore Laffray M. nella costruzione delle tavole, lo storytelling di questo illustratore sposa benissimo la narrazione di Dorison, il suo stile ricorda molto il widescreen comics americano, il fumetto concepito come un'esperienza visiva, quasi come fosse un film. Lo testimonia il fatto che nei momenti topici delle sequenze la tavola si divide in modo che la scena, o la battuta da esaltare, siano espresse con grandi vignette.
Esagero nella mia infatuazione col dire ce probabilmente questo mese tra il materiale inedito in edicola, Prophet è la cosa più appetibile che vi possa venire in mente di comprare. L'albo si chiude con interrogativi che vi assicuro vi ronzeranno in testa fino a fine mese prossimo.
Personalmente io l'ho divorato e non vedo l'ora di vedere come evolve. D'altronde a giustificare la spesa ci sono due nomi che dovrebbero bastare a lasciarvi curiosi Xavier Dorison ed H. P. Lovecraft.
Per me come iniziativa è cara? Abituato al bonellide Cosmo dico di si, ma in questo caso non mi resta che dare ragione ai detrattori dell'adattamento in bonellide di alcune opere, in questo caso è assai probabile, notate come sono restio a darvi ragione, che le tavole di Laffray sarebbero uscite menomate dalla desaturazione e dal rimpicciolimento.
Solo per oggi però! Godetevi questa vittoria.
Last but no least, per quanto striminziti, non posso che spendere un ultimo complimento per gli editoriali dei cosmonauti, credo siano gli unici che si ricordano di parlare di prezzi, e crisi e di augurare ai lettori costantemente un futuro migliore, non conosco altri editori che non perdono di vista la situazione economica italiana, anzi direi che per l'andazzo dei prezzi e della quantità enorme di titoli pubblicati, gran parte degli editori italiani viva in un mondo di favole sempre meno utopico è più impossibile.
Insomma per chiudere, se Sherlock Holmes contro i Vampiri Londinesi è una cagata pazzesca questo Prophet vale ogni centesimo.
Accattatevillo. Baci ai pupi.
martedì 20 gennaio 2015
The Walking Dead una critica acida
Oggi non avevo molto da fare e siccome sono da giorni li che penso al
destino di The Waking Dead in casa mia, mi sono letto due anni e passa di editoriali del mensile SaldaPress, e
devo ammetterlo, mi sono ammazzato dalle risate.
Svariate volte nel corso dei mesi l’editorialista dal nome
preso dal Pulp Fiction di
Tarantino, ha raggiunto utopiche vette nei contenuti: come quella volta che ha confessato che fino
a qualche anno prima non conosceva le fumetterie,
strano per un dipendente di un editore che prima di TWD bonellide,
vivacchiava aperiodicamente solo in fumetteria, e con la medesima serie....Ovviamente la farsa
serve a mettere in guardia ai lettori adescati in edicola, -con la
formula del bonellide, formula più volte ridicolizzata dallo stesso
editorialista -, che esisteva ed esiste, un catalogo Salda incapace di arrivare in edicola, relegato per questioni
economiche agli scaffali di questa cosa amorfa che è la fumetteria.
Come vi ho detto molti sono stati i mesi in questi anni in
cui si sono raggiunti traguardi del cattivo gusto, tipo in quel numero in cui
si afferma che il fumetto presto sostituirà il romanzo classico, come media
letterario. Così come le serie tv hanno detronizzato il cinema. Il fatto che lo
leggete in seconda copertina di TWD, famoso fumetto che lo stesso Kirkman ha
venduto al media del piccolo schermo, era ed è un particolare trascurabile,
probabilmente se Zed avesse scritto sui Vendicatori, pardon Avengers, vi
avrebbe dato ad intendere che il futuro della comunicazione è nelle vaste e buie sale del multisala
fuori città.
Tuttavia è col numero 9, che c’è 'il primo cambiamento.
2,90€ non bastano
più.
A Ciccarelli, che in quel numero ruba la scena a Zed, si deve riconoscere una certa onestà.
Ammette per esempio che se non era per la serie TV la Salda
non avrebbe mai tentato la via dell'edicola...poi però ammette pure che il
prezzo così com'era non bastava più, in sostanza dice, “siamo belli, siamo
bravi, voi siete adorabili e ci comprate, ma il prezzo è basso. Tocca che
sganciate di più". Il fatto che lo dice a cavallo dell’arrivo del governatore,
una vera e propria botta di adrenalina in una serie che si trascinava da
qualche mese tra un morto ed un inventario delle scorte, è una pura
coincidenza. Il bastone e la carota. Ma non è questo il punto.
Il punto è che c’è il primo aumento di prezzo della serie,
ed è fatto passare come solo un misero aumento di 40 centesimi sui social,
sulla pagina salda infatti, nella discussione si porta a minimizzare, e complici i
soliti nerd che finiscono per amare anche l’editore oltre quel che leggono, si
è portati anche a ridicolizzare chi si lamenta dell’inaspettata gabella.
Confesso che per colpa di Michonne e del Governatore ci
cascai anche io, che sono un famosissimo tirchio.
In quei giorni però nessuno diceva che con lo stesso prezzo in quel periodo la
Bonelli vendeva roba inedita...mi spiego, con lo stesso prezzo, uno doveva
pagare le traduzioni e licenza e l'altro disegnatore e scrittore. Va detto che
negli editoriali c’è sempre stata tra le righe un’aria di superiorità, ma col
senno di poi forse dobbiamo ringraziare Ciccarelli se poi in edicola gli altri
editori, Bonelli e Cosmo (specialmente la Cosmo) hanno adottato la politica del
"e che semo cojoni noi?".
Via, tutti a 3,30€. Dragonero né è la prova. La legge è uguale per tutti.
Via, tutti a 3,30€. Dragonero né è la prova. La legge è uguale per tutti.
A proposito di
Bonelli
Col numero 14, si ritorna poco sportivamente a sparlare dei
concorrenti da edicola, si parla di Bonelli, della monotonia della struttura
narrativa di Tex, Nathan Never e Dylan Dog, e chiaro non si fanno nomi, si
fanno allusioni, è Zed che scrive, mica Enzo Biagi.
Ed in parallelo si assiste alla sviolinata su quanto sia bello TWD.
E’ quasi imbarazzante. Si va avanti così per tutte e due le
colonne, ma si omette una cosa fondamentale, anzi due: quelli saranno pure noiosi, però pagano
autori e disegnatori. Nella loro staticità, sperimentano, e fanno vivere autori
e disegnatori italiani, da un lato, dall’altro Zed si ostina a voler ignorare
il ruolo fondamentale della serie TV nel successo di TWD.
Nel 15 con dei tormentoni che dobbiamo ammettere, Palahniuk fa molto meglio, Zed rende noto che
qualcuno si è offeso per le parole del mese scorso, e che fa?
Chiede scusa?
Più o meno, degno del
ribelle della canzone di Freak Antoni, mette su la maglietta rotta, quella che
serve per i concerti, e dice che è sempre bene "ragionare e discutere".
Eggià perché perculare lettori e Bonelli, per Zed, che adoro
sempre più, è "ragionare e discutere", la lezione di Silvio l'ha
capita bene, Zed.
Cosa dice sempre Silvio? Non avete capito bene. Sono stato frainteso.
Poi però si vede che qualcuno lo ha detto a Zed che non conosceva le fumetterie:
Cosa dice sempre Silvio? Non avete capito bene. Sono stato frainteso.
Poi però si vede che qualcuno lo ha detto a Zed che non conosceva le fumetterie:
“Aò guarda che i lettori di Dylan Dog sono gli stessi che si leggono
TWD, ma che cazzo stai a dì?!”
Comunque da questo numero Zed ci saluta. Strano.
Comunque da questo numero Zed ci saluta. Strano.
E che peccato, mi stava simpatico Zed...con quella sua
voglia di fare Lester Bangs ma senza crederci veramente. Il discolo degli
editoriali italiani, forse pensava che non lo leggevano.
Il Zed.2 ammesso che
sia davvero un' altra persona non è che scriva chissà cosa. Vende un prodotto
come è giusto che sia. Stranamente però non "ragiona e ne discute", però
straparla, di serie tv, di giochi, di
musica, di Kirkman ect. ect. c'è una sola volta che parla di un altro fumetto,
appena insediatosi, ma non fa nomi, d’altronde manco lui è Biagi, e non ho
capito di cosa parlasse, in quel frangente però mi ha ricordato molto di quando
Lupoi e Accolti Gil litigavano tra loro ai tempi di Comic Art e Star Comics.
Gli editoriali di TWD sono tornati a toccare punte di
esilarante comicità ‘sto mese, ancora con Ciccarelli, che viene ad annunciare l’ovvio.
E torna a bomba a parlare di soldi.
Quanto è venale però sto signore, mi ricorda Zecchinett’ in
Gomorra.
Che gran serie Gomorra.
Ciccarelli viene a dirci che è il mestiere dell’editore è
difficilissimo, pensa quello del neurochirurgo, vorrei dire.
Che è tutta una questione di equilibrismi, però è onesto
Ciccarelli, certo ti mette di fronte alla cosa ormai decisa, però non si
nasconde dietro scuse campate in aria, mica si arrampica sugli specchi il
direttore editoriale della Salda, gli specchi li sfonda, con i fatti.
In pratica ci dice: era
ovvio che con sto cazzo di Bonellide, un po’ il fratello stupido del Bonelliano
(parole di Zed mica mie), si arrivasse a questa situazione, 96 pagine sono 4
albi americani, a 4 albi al mese era ovvio che raggiungessimo abbastanza presto la produzione
americana.
Il bello è che Ciccarelli lo dice, “lo sapevamo che saremmo
arrivati a sto punto, ma non potevamo fare diversamente, 96 pagine a 2,90€ per nove mesi, poi 3,30€, perchè le parole sono importanti, dovevano servire per conquistare lettori.
Capito?
Il formato bonellide, che Zed per due anni ha perculato, come dimenticare l'editoriale che celebrava Walking Dead fumetto dell'anno sminuendo l'orfano di bonelli?
Alla fine è servito a fidelizzare lettori. Lo dice Ciccarelli, mica ve lo manda a dire, la dose massiccia biennale serviva per assuefarvi, che coincidenza che anche Zed una volta ha parlato di lettori assuefatti alla Bonelli.
Alla fine è servito a fidelizzare lettori. Lo dice Ciccarelli, mica ve lo manda a dire, la dose massiccia biennale serviva per assuefarvi, che coincidenza che anche Zed una volta ha parlato di lettori assuefatti alla Bonelli.
Ve l’ho detto che c’era da divertirsi a leggersi tutti gli
editoriali d’un fiato.
Ora però il problema era come fare per tenere buono chi
sborsa?
La prima proposta, respinta dai lettori è stata quella di
trasformare il mensile con un comprimario.
Bocciata. Pensate ai molti che leggono TWD solo perché vedono
il telefilm, che non sanno nemmeno chi è Kirkman e stranamente, manco gli frega
di saperlo.
Quindi che si fa?
Si diminuiscono le pagine del mensile e si abbassa il prezzo.
Per modo dire.
E anche questa ennesima discussione è stata pilotata, in
modo da far sembrare i soliti pezzenti chi si lamentava della cosa, perché il
peggior nemico del nerd, è il nerd che gli sta a fianco.
Le storie per tutto il 2015 sono saranno 2 al mese, invece
che 4.
Perfetto 3,30€ diviso due quanto fa?
1,65€.
Ah! E quanto costa il nuovo formato?
2,50€.(56 pagine, direi che non siamo più tanto low cost)
Ma come? Ma sono più di ottanta centesimi in più, la prima
volta il prezzo era aumentato di 40 cent., perché avevano fatto male i calcoli,
dopo due anni e passa ed una maggiore dimestichezza con le nuove cifre della
distribuzione in edicola, come mai dimezzano solo le pagine ma il prezzo non
dimezza?
Boh, comunque sei un pezzente ti lamenti per 80 cent. Manco
un caffè costa così poco ormai.
Mah, io quando vado a
trovare i miei a Pozzuoli (NA), a 50 centesimi bevo il miglior caffè d’Italia,
all’Exitus, e non è per dire, ci sono i premi che lo provano.
Ma non è questo il punto, il punto è che mi sento preso in giro.
Ma non è questo il punto, il punto è che mi sento preso in giro.
Perché non ti sei proposto da subito come bimestrale, perche
non ti sei proposto subito con 2 storie a 2,50? Ipotesi impossibile visto che
in edicola a 2,90€ c’erano i pluri-conosciuti eroi marvel, con albi non
bonellidi ed in più a colori.
Perché in due anni di baggianate, in terza di copertina non
hai messo i lettori a conoscenza del problema? Perché metterli di fronte alla
decisione presa? Con la Skybound poi. E perché questo prezzo?
Sarà anche difficile fare l’editore, e chi lo nega. io non lo farei mai. Fare il
lettore con certi editori però, non è certo un mestiere piacevole.
In finale TWD è bello? E' bello se ti piace un certo genere, con questa impostazione TWD è eterno, può essere addirittura un fumetto generazionale, e dipende essenzialmente da Kirkman. E da quanto la creatura gli frutterà dollari e licenze, caratterizzazione e dialoghi non hanno molti rivali in giro, per quanto poco li sopporti per via delle molte furbate legate a questo titolo, ho perso il conto delle edizioni distribuite, anche la traduzione italiana è perfetta ed appetibile.
Negan è godibile? Di sicuro questo numero 27 getta le basi per nuovi spunti.
La serie è evoluta veramente? No, si è solo trasformato da fumetto horror ad una sorta di figlio di Mad Max, senza la componente punk. Kirkman ha spostato l' attenzione sui vivi più che sui morti, e potete darmi del maligno se penso che la cosa sia legata alla serie tv che lui stesso scrive.
Maggiori personaggi vuol dire maggiori ruoli, e maggiori opzioni narrative.Maggiori morti. D'altronde mica è detto che l'attuale cast voglia sentirsi legato per sempre ad una serie TV, che ha ragione di esistere solo per via dello share e degli sponsor.
D'atronde chi lo dice che Andrew Lincoln vorrà limitare le sue esperienze lavorative al personaggio di Rick Grimes?
A me piace? Piaceva, e pure tanto, poi ha cominciato a venirmi a noia, ma rispetto alla media seriale in giro è oro puro.
Il pezzo solleverà un vespaio? E che ne so? Ho solo tirato due somme, io sono tra quelli che hanno seguito il consiglio di Luttazzi, anni fa e farsi i Dossier quando parlano le persone che a mio parere contano.
Su una cosa però dovete convenire, senza il trampolino televisivo questa serie non avrebbe avuto questo seguito, e se googlo The Walking Dead, devo scrollare parecchio prima di trovare una sola immagine del fumetto. Questo secondo me, a differenza di quello che diceva Zed 0.1, non è affatto salutare per il fumetto.
Manco per niente.
E' una sottomissione della nona arte a regole economiche sempre più ingombranti.
Millar e la Marvel Disneyana sono figli di quest'andazzo.
In finale TWD è bello? E' bello se ti piace un certo genere, con questa impostazione TWD è eterno, può essere addirittura un fumetto generazionale, e dipende essenzialmente da Kirkman. E da quanto la creatura gli frutterà dollari e licenze, caratterizzazione e dialoghi non hanno molti rivali in giro, per quanto poco li sopporti per via delle molte furbate legate a questo titolo, ho perso il conto delle edizioni distribuite, anche la traduzione italiana è perfetta ed appetibile.
Negan è godibile? Di sicuro questo numero 27 getta le basi per nuovi spunti.
La serie è evoluta veramente? No, si è solo trasformato da fumetto horror ad una sorta di figlio di Mad Max, senza la componente punk. Kirkman ha spostato l' attenzione sui vivi più che sui morti, e potete darmi del maligno se penso che la cosa sia legata alla serie tv che lui stesso scrive.
Maggiori personaggi vuol dire maggiori ruoli, e maggiori opzioni narrative.Maggiori morti. D'altronde mica è detto che l'attuale cast voglia sentirsi legato per sempre ad una serie TV, che ha ragione di esistere solo per via dello share e degli sponsor.
D'atronde chi lo dice che Andrew Lincoln vorrà limitare le sue esperienze lavorative al personaggio di Rick Grimes?
A me piace? Piaceva, e pure tanto, poi ha cominciato a venirmi a noia, ma rispetto alla media seriale in giro è oro puro.
Il pezzo solleverà un vespaio? E che ne so? Ho solo tirato due somme, io sono tra quelli che hanno seguito il consiglio di Luttazzi, anni fa e farsi i Dossier quando parlano le persone che a mio parere contano.
Su una cosa però dovete convenire, senza il trampolino televisivo questa serie non avrebbe avuto questo seguito, e se googlo The Walking Dead, devo scrollare parecchio prima di trovare una sola immagine del fumetto. Questo secondo me, a differenza di quello che diceva Zed 0.1, non è affatto salutare per il fumetto.
Manco per niente.
E' una sottomissione della nona arte a regole economiche sempre più ingombranti.
Millar e la Marvel Disneyana sono figli di quest'andazzo.
Baci ai pupi.
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