Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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venerdì 11 dicembre 2015

Le migliori letture del 2015



L’anno volge al termine, ormai mancano pochi giorni, poi saluteremo questo sfortunato anno, per accoglierne un altro con i migliori auspici: c’è chi sogna una Bonelli rivoluzionaria per davvero, chi si augura giurie meno esterofile in quel di Lucca, chi spera che la RwLion chiuda i battenti, e chi invece si chiede se nel 2016 arriverà mai quel fantomatico nuovo Kriminal, che addirittura qualcuno in Mondadori dava per settimanale. Chi continua a proclamarsi editore dell’anno e chi cerca invece di convincere i lettori che un nuovo catalogo distributivo, sancirebbe un nuovo modo di fare fumetto in Italia.
Ma a noi fottesega delle aspettative del 2016, tanto saremo sicuramente delusi. E soprattutto fottesega dei proclami dei piccoli e gandi protagonisti di questo nostro malato mondofumetto italiano, qui siamo semplici lettori ed un post del genere era d’obbligo in ogni blog che si rispetti, in questo mese di festa.
Perciò ecco le migliori letture del 2015 secondo fumettopenia, vale a dire secondo il vecchio burbero perennemente incazzato con le major italiane, che scrive da qualche anno su questo modesto blog, quindi dieci letture, dieci titoli, per le quali si deve tenere conto delle mille antipatie che nutre colui scrive, le incompatibilità che coltiva l’homunculus di Cardillo Gennaro nei bui anfratti del suo animo, nei confronti dei vari esponenti di questa triste editoria italiana.
Senza indugiare oltre stileremo due chart, una inerente il materiale edito nel 2015, che siano ristampe o materiale inedito, l’altra con i migliori dieci recuperi fatti durante l’anno, quindi di materiale già pubblicato in passato, e per un motivo o per un altro comprato solo adesso

Un motivo o per un altro è un modo di dire che sono acquisti pilotati dai suggerimenti degli utenti del gruppo su facebook, sempre gravidi di costosi consigli. Mortacci Loro.

Cominciamo dal basso

10. Antman (Marvel Panini Comics di Spencer - Rosanas) – Non tutte le sottomissioni al media cinematografico vengono per nuocere, il recupero di Scott Lang (il secondo Antman) fatto in concomitanza con l’uscita della pellicola omonima, ha dato buoni risultati, in barba ad ogni mia bassa aspettativa, inficiata da un tremendo pregiudizio verso la nuova Marvel, i primi due numeri del bimestrale dedicato al giustiziere più piccolo del Marvel Universe, mi hanno così divertito che si è guadagnato un posto fisso in libreria. Anzi a dire il vero, l’amore del buon Spencer verso il personaggio, non solo mi ha spinto a rileggere le vecchie storie di Antman su Iron Man (Play Press), ma addirittura a comprare l’essential Marvel dedicato al personaggio con le primissime storie apparse su Tales to Astonish.
Lo sconosciuto Ramon Rosanas ha contribuito non poco all’infatuazione, con un tratto pulito, semplice ma mai minimalista anzi al contrario, preciso e perfezionista.
Antman si è rivelato una deliziosa lettura, un giusto compromesso tra la nuova Marvel troppo ironica e spiritosa ed cari i vecchi classici fumetti dei supereroi con superproblemi tanto cari a quelli come me che già da qualche tempo hanno perso il primo pelo ormai, ma non il vizio della lettura.

9. Gli Sterminatori (The Life Eaters – Wildstorm Editoriale Cosmo di Binn - Hampton) -   Una graphic novel uscita quasi in sordina, sotto l’etichetta dell’ editore più criticato in Italia, meno male che nonostante i tanti denigratori della domenica, la Cosmo non demorde, anzi prosegue la sua lenta e silenziosa invasione delle edicole. Gli Sterminatori rientra nella categoria di storie di fantascienza etichettate come in nome di letteratura ucronica, vale a dire quei racconti e quei romanzi che basano la trama su variazioni della storia, in Life Eaters per esempio, si immagina un futuro in cui  tedeschi ed Hitler hanno vinto la seconda guerra mondiale, grazie anche all’aiuto degli dei della mitologia scandinava. Veramente una lettura appetibile, che grazie al formato low cost cosmo ha trovato l’utopica via della distribuzione da edicola a prezzi contenuti. Mi immagino se la licenza fosse caduta nelle mani di Foschini, stesso formato prezzo doppio ad essere fortunati. Una lettura da fare indubbiamente.



8. Manifest Destiny (Skybound Saldapress di Dingess - Roberts) – Del Destino Manifesto degli Stati Uniti d’America secondo la Skybound abbiamo già parlato in passato sul blog, per la precisione qui, in questa sede, ribadiamo solo che l’avventura fanta- horror che rivisita la spedizione di Lewis e Clark agli inizi dell’ 800 raccontata da Dingess, è sicuramente una delle letture più interessanti di quest’anno. Un secondo tomo di gran lunga più appetibile e coinvolgente del primo, che getta una strana luce sulla spedizione, sui suoi membri e le effettive motivazioni.
Indubbiamente una piccola perla nel monotematico catalogo della Saldapress, d’altronde se hanno annunciato lo spillato da edicola proprio di questa serie, nel mare di roba skybound che hanno in licenza, un motivo ci sarà. L’unica serie non di Kirkman finora a godere del passaggio alla grande distribuzione da edicola, rifletterei su questo. Titolo da tenere in grossa considerazione.
Ah se solo i dinosauri della Bonelli gli dessero un occhio a questo titolo, il nostro caro Zagor, potrebbe apprendere tanto in quelle pagine per aumentare i suoi fan rubandoli in un bacino di una età inferiore ai 50 anni.

7. Le sentinelle (Robert Laffont Panini Gazzetta Ai confini della storia nn18-19 di Dorison - Breccia) – Un capolavoro vero. Il mito del superessere, rivive grazie al genio di Xavier Dorison, nel contesto della prima guerra mondiale. Imperdibile davvero. Per approfondimenti e delucidazioni pregasi cliccare qui.

6. Gotham Central (DC comics RwLion di Brubaker – Rucka – Lark – Scott )- Riproposta in edizione economica in edicola in bianco e nero a formato ridotto, il poliziesco ambientato nella Gotham City di Batman si è rivelato una piacevolissima compagnia, un fumetto sui crimini a Gotham ma con la precisa volontà di ridurre le apparizioni di Batman e co. ai minimi termini, giocando sulla caratterizzazione dei personaggi e sullo sviluppo di storie che si ispirano direttamente ai telefilm del genere, con una particolare attenzione sulla vita e la routine lavorative dei detective della squadra Unità Crimini speciali capeggiata dalla Sawyer, una fantastica serie di cui speriamo di vedere il finale, visto che il mensile bonellide RwLion è fermo al numero 9 dallo scorso agosto, per motivi ancora ignoti.

5. L’Incal (Metal Hurlant Editoriale Cosmo di Jodorowsky – Moebius) – Le avventure del Detective di classe R, il demotivato sciatto egoista chiamato J. Difool, in assoluto un capo nella classe degli antieroi.
Un classico della Bande Desinee degli anni ’80, che ritorna in edicola in un edizione abbordabile anche ai proletari. Visionario, lisergico, stupendamente illustrato Moebius, la folle corsa tra gli elementi più atipici e carismatici dell’universo alla conquista dell’Incal, un misterioso manufatto alieno senziente, depositario di un immenso potere. Un must have. Qui la recensione del primo numero.




4. Little Nemo Return to Slumberland (IDW inedito in Italia di Shanower-Rodriguez) – Chi segue il blog o il gruppo Facebook, sa benissimo la malcelata passione che l’homunculus di fumettopenia nutre per i grandi del passato, tra questi, un grandissimo Winsor McCay, del quale abbiamo parlato abbondantemente qui. Re Morfeo di Slumberland, chiede ai suoi studiosi di trovare un nuovo compagno di giochi per la sua piccola principessa, la scelta ricade ancora una volta su un NEMO, stupenda rivisitazione della favola creata agli inizi del 1900. Un bellissimo omaggio all’opera di McCay che si spera prima o poi, qualcuno di questi sedicenti editori italiani, decida di riproporre in Italia, quella si che sarebbe una vera rivoluzione. Little Nemo Return to Slumberland, narra del ritorno di un poccolo Nemo nel regno dei sogni di Morfeo, Shanower e Rodriguez in gran forma per ridare lustro e gloria da una striscia immortale, con un eccellente lavoro citazionistico, bravissimi nel catturare il giusto spirito dell’illustratore statunitense, per riadattarlo al media fumetto, più di 100 anni dopo, con un risultato sublime, che ha portato anche alla premiazione agli Eisner Award. Imperdibile, come la striscia originale.

3. Crossed +100  (Avatar Press Panini Comics di Moore – Andrade) – Per avere un’idea di quel che capoccia Moore, nella sua personale interpretazione del plot ideato da Garth Ennis, si prega di cliccare qui. Il secondo omicidio della società civile, proprio nel momento in cui quest’ultima stava rinascendo nuovamente. E non ho altro da aggiungere. Il maestro è tornato lunga vita al maestro.

2. Multiversity (DC Comics RW Lion di Grant Morrison e AAVV) – Se la Lion aspettava ancora un altro po’, Multiversity rischiava di diventare anche una migliore lettura del 2016, sparita dagli annunci da agosto, è solo a fine novembre che ci è stato modo di leggere l’epilogo di questa fantastica saga. Un capolavoro di metafumetto, dove la trama non fa che saltare dentro e fuori delle griglie della tavola, certosino lavoro documentaristico, amore puro per il media ed il genere supereroistico, con una forte personalità e la coscienza di essere una personalità di rilievo nel mondo del fumetto mondiale, Morrison torna in DC e riprende le sue idee che aveva già seminato in varie opere, come All star superman, Crisi Finale, One Million.
Di fatto la prima Crisi DC, senza il classico suffisso Crisis, i supereroi più iconici della letteratura illustrata contro i peggiori nemici che abbiano mai affrontato, le major, il merchandising, ed i ……lettori.
Impossibile non leggerlo. Un ‘epica guerra metaraccontata con l’ausilio dell’intramontabile multiverso DC, una soluzione che ha fatto gola anche al buon Jonathan Hickman per la sua Marvel Secret Wars, in uscita in questi giorni nelle edicole italiane.

in post produzione del post : 
2.Bis Annihilator (Legendary Italy Comics di Morrison - Irving) 
Recensione QUI.
Morrison alle prese con un Thriller fantascientifico claustrofobico ed opprimente, stupendamente illustrato da Frazer Irving, da poco portato a termine dalla ItalyComics, con una maggiorazione del prezzo francamente poco gradevole, letta giusto oggi, si incunea di prepotenza nei Best Three. Quando si lascia Morrison a briglia sciolta ha davvero poco da invidiare al nostro amatissimo Bardo.


1. Miracleman  (Eclipse – Panini Comics di Moore – AAVV) – Il vero papà del revisionismo dei supereroi di cui sul blog abbiamo parlato un paio di volte, anche con qualche errore sulla scelta dello spillato italiano.Qui e Qui.
I sedici numeri di Miracleman, i tre libri ideati da Moore, nella saga che rielaborava il vecchio character di Anglo, è e resterà probabilmente ancora per qualche anno il miglior evento editoriale italiano. Miracleman, è arte pura. Grande cura della prosa narrativa, impensabile (a quei tempi) uso ed abuso del plot del supereroe, insomma se vi siete persi Miracleman quest’anno, mi spiace davvero dirlo, ma avete comprato tutto fuorché capolavori. Che apprezziate o meno le calzamaglie, Miracleman trascende il genere supereroistico e nel corso di tre libri regala una marea di emozioni, con una prosa che anche oggi è semplicemente un miraggio.

Si come potete vedere in questa personalissima top ten mancano molti cataloghi, Bao per esempio, Bonelli, 
-AHAHAHAHAHAHA Bonelli, davvero pensavate che figurassero tra le migliori letture del 2015 degli albi Bonelli? Che so Magari Orfani o Ringo! AHHAHA ma che ve dice il cervello dico io?-  molti titoli della Salda Press, ma se non fosse così non sarebbe la Top Ten di Fumettopenia, spero che vorrete condividere la vostra, qui nei commenti o nel gruppo Facebook, così se famo le due proverbiali risate, più interessante della top ten del materiale uscito quest'anno in fumetteria edicola sarà interessante leggere cosa invece avete recuperato e sopratutto perchè.
Se 10 titoli in questa prima chart mi stavano larghi, in quella dei recuperi confesso che dieci slot sono davvero poche quindi facciamo 20, in ordine sparso tra i recuperi di quest'anno che mi sono davvero goduto nel leggere e che vi consiglio caldamente:
1. L' Ulysse di Lob e Pichard
2. Capitan Bretagna di Jamie Delano
3.Scalped di Jason Aaron
4.Top Ten, compresa di Quelli del '49 di Alan Moore
5.Skizz di Alan Moore
6.Docteur Mystere di Castelli
7.Astro City di Busiek
8.Re in incognito di Vance
9.Planetary di Ellis
10.Supreme Return di Alan Moore
11.Le avventure di Luther Arkwright di Brian Talbot
12. La saga dell'anello dei nibelunghi, l'adattamento di P. Craig Russel.
13. Rocketeer di Dave Stevens
14.Dracula di J.J. Muth 
15.Wednesday Comics AAVV
16.Enigma di Milligan
17.Kid Eternity di Morrison
18. Deathlok di Bucker
19.La ballata di Halo Jones di Alan Moore
20. Il Superman di Byrne, quello Silver Age che ha fatto da scheletro delle avventure del Tristone Intelettuale quindi le storie di Coleman e Binder nonchè il massiccio recupero dello spiderman di Lee Ditko.
Ammazza quanto ho speso quest'anno....
Tocca a voi adesso baci ai pupi.

lunedì 12 ottobre 2015

Il Rocketeer di Dave Stevens


Due parole su Dave Stevens
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Dave Stevens nasce nel 1955 in California, e nel suo curriculum figura di tutto: a 19 anni è l’assistente di R. Manning per le tavole domenicali di Tarzan, successivamente dopo il 1977, concentra i suoi sforzi sul mondo dell’animazione, disegnando gli storyboard per alcuni cartoni animati della Hannah & Barbera, tra cui l’adattamento della Justice League al piccolo schermo, in Italia noto come Super Amici.
Per Hollywood firma gli storyboard dell’Indiana Jones di Spielberg, I Predatori dell’Arca Perduta e il famosissimo videoclip di Micheal Jackson, Thriller.
Le sue prime incursioni nel campo dei comic book sono collaborazioni con alcune fanzine per le quali firma delle illustrazioni, molte delle quali arricchite, dalla presenza di soggetti femminili di innegabile fascino.

Lavorerà poi ancora con Manning per la sua strip su Star Wars, e per la Marvel per la quale inchiostrerà alcuni What if?, come il numero 11.

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– Piccola parentesi: Il numero 11 di What If?, scritto e disegnato dal Re, è veramente una storia assurda anche per un What if?, ipotizzava infatti un mondo in cui i raggi cosmici avessero trasformato nei Fantastici Quattro i primi uomini della Marvel Comics: Mr Fantastic era Stan Lee, la Torcia umana, Sol Brodsky, Vice Presidente alla Marvel Comics, Kirby nei panni della Cosa e Flo Steinberg, segretaria alla Marvel Comics nei panni della ragazza invisibile. (Peri più curiosi, in Italia, Star Magazine 14)

Nel 1981 la Pacific Comics, commissiona al giovane autore, 6-10 pagine per un comic book, l’editore non dà alcuna indicazione per il soggetto, nè alcun limite, Stevens ha carta bianca.
Un malcelato amore per la star degli anni ’50 Bettie Page e per il fumetto pulp degli anni ‘20, sono due degli ingredienti della serie a fumetti che sta prendendo forma nella sua testa, Stevens inoltre,voleva creare le avventure di un eroe con un razzo, con storie ambientante in un mondo in cui aereri e vecchie automobili fossero una sorta di costante scenografica, ecco il fertile terreno su cui germoglia Rocketeer, il characters che lancerà come un missile, lo stesso Stevens nell’olimpo degli autori dell’epoca, insieme a nomi come Steve Rude e Jamie Hernandez.
In una intervista fatta dal giornalista Thomas Martinelli e apparsa su Grandi Eroi n. 15 Comic Art Editore (Luglio 1987), il volume che ospita il primo arc di Rocketeer, con le origini del personaggio, Stevens si definisce un autore con ancora molto da imparare, confessa la sua passione per i classici dai quali cerca di carpire qualche segreto, autori come Eisner, Steranko, Kubert, Toth, Bennet, Manara e Pratt, ma quel che mi ha conquistato di Stevens è quello che si aspetta la gente riceva dai sui fumetti:

“Cerco di realizzare storie sollevanti, non mi piacciono troppo quelle tristi e deprimenti. Non ho un vero messaggio, mi basa che qualcuno compri il fumetto e si diverta. Sento di avere raggiunto il mio scopo quando rendo il lettore felice, e per adesso è sufficiente. Per ora mi basta solo fare del mio meglio con storie d’avventura e buoni personaggi sperando che alla gente piacciano.”

Rocketeer

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E Rocketeer è piaciuto tantissimo al pubblico, fin dalla prima apparizione in appendice allo StarSlayers di Mike Grell (Pacific Comics), Un Inkpot Award come autore nel 1986, insieme ad artisti del calibro di Dave Gibbons, Moebius e i fratelli Hernandez.
Un Kirby Award nello stesso anno per la miglior Graphic Album, sotto etichetta Eclipse.
E leggendo il primo arc è difficile restare indifferenti al fascino di Rocketeer, ancor prima di scivolare nei noiosi tecnicismi da recensori spocchiosi, impossibile non spendere due parole sulla caratterizzazione dei personaggi: Cliff Seword è fin troppo umano, nei suoi comportamenti, è aviatore in un circo acrobatico e vuole ciò che vogliamo tutti, successo, una bella donna da amare e tanti soldi.
Queste sono le venali priorità che muovono Cliff nella primissima avventura di Rocketeer, un adrenalinico dramma, pieno di azione, passione, spie, complotti, sparatorie ed inseguimenti che mi ha tenuto legato al volume fino all’inevitabile ultima pagina. E sono certo terrebbe incollati alla poltrona anche voi.
Difficile non soffermarsi sulle tavole in cui compare la volubile fidanzata di Cliff, anche lei, così reale nella caratterizzazione, che sembra possa strappare la pagina e sedervisi in braccio sempre che possiate permettervelo.
apAmfubBetty è liberamente ispirata alla regina delle pin up degli anni ’50, Bettie Mae Page, un chiaro omaggio alla modella nata a Nashville nel 1923 che ha legato il suo nome all’ immaginario erotico di un paio di generazioni di americani.
Al contrario di Cliff, passionale, testardo ed impulsivo, Betty è più pratica, ama Cliff, ma non quanto ama se stessa, nell’ultimo capitolo della prima avventura di Rocketeer, mentre pondera di accettare l’invito del fotografo Marco, di vivere per un periodo in Europa, si definisce una donna fatale, mentre sembra osservi le sue stesse sensuali curve, languidamente adagiate sul letto di posa.
La scelta di ispirare la fisionomia di Bettie alla famosa modella degli anni ’50 rinnovò tra i lettori una curiosità sulla vita della stessa, ma miss Page non è l’unico characters di Stevens ad avere una controparte nel mondo reale, il meccanico Peewe si ispira al disegnatore amico Doug Wildey, mentre il fotografo di Bettie, Marco di Hollywood, è liberamente ispirato al fotografo Ken Marcus, il famoso fotografo che ha immortalato innumerevoli modelle seminude per i paginoni delle riviste Playboy e Penthouse Magazine. Il cast di supporto di spie crucche ed agenti governativi sembrano scappati dalle pagine dei fumetti di Eisner.
Rocketeer come già detto, è prima di tutto un grosso atto d’amore alle avventure pulp degli anni’20 e ’30. Bellissimo e nostalgico.

rocketeer2bLa tecnica narrativa su Rocketeer è qualcosa su cui probabilmente torneremo più volte nel corso dei nostri incontri, perché si inserisce in un contesto di produzione di fumetti ormai estinto, sacrificato in nome della decompressione narrativa della moderna industria dei comics.
Tranne alcuni, si è persa la capacità di raccontare storie in un certo modo.
Stevens nel 1980, durante il processo creativo di Rocketeer ha un unico paletto, l’esiguo numero di pagine con cui raccontare la sua storia.
6-10 pagine alla volta che come già accennato finiscono in appendice allo StarSlayers di Mike Grell (autore di una fantastica run su Green Arrow, che recentemente sta rivedendo la luce grazie alla Rw Lion), nelle quali è d’obbligo: raccontare una storia, coinvolgere il lettore e lasciarlo in attesa del numero successivo con un efficace cliffhanger.
Tutto questo, nonostante si reputi un dilettante, Stevens, lo fa benissimo, chiude ogni capitolo della prima miniserie con appetibilissimi colpi di scena, persino il finale aperto che fa da prologo all’avventura a New York. Come accennato, il passato professionale dell’autore è segnato da una prolifica collaborazione con Manning per le tavole domenicali di Tarzan, e si vede, la sua tecnica narrativa è figlia di quel tipo di editoria, la tavola è un percorso di passaggi obbligati, che guidano gli occhi del lettore, inquadratura dopo inquadratura, vignetta dopo vignetta, che siano rettangolari quadrate, tonde, o un puzzle di inediti poligoni, l’imperativo di Stevens è divertire, e diverte, la lettura è dinamica e coinvolgente, non c’è una griglia fissa, lo spazio è esiguo, ed ogni cm della tavola è utile anche gli spazi bianchi tra una vignetta e l’altra, ogni prospettiva, ogni inquadratura che sia funzionale a raccontare in maniera limpida azioni ed emozioni è utilizzata con certosina abilità, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti, sempre che abbiate tempo e curiosità per sperimentare questa emozione vintage.

rocketeer-art
Esempio di composizione della tavola di Dave Stevens

In Italia il Rocketeer di Dave Stevens ha avuto almeno tre edizioni:
Grandi Eroi n. 15 Ed. Comic Art che raccoglie i primi 5 capitoli, in pratica le origini del personaggio. E’ il modo più economico per assaggiare il lavoro di Dave Stevens per vedere se rientra nei propri gusti.
Rocketeer – le avventure complete Ed. Salda Press che raccoglie tutto il materiale firmato da Dave Stevens, inclusa Avventura a New York. Il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 15€.
Le avventure complete di Rocketeer vol 1 e 2 ed. Salda Press un’edizione di lusso che raccoglie lo stesso materiale di Stevens, ma è arricchito da una apprezzabile quantita di contenuti extra, come sketch ed illustrazioni varie che fanno levitare il costo a 50€ complessivi.

Bene,direi che anche per oggi vi ho detto tutto, ah questo pezzo inaugura anche la collaborazione di fumettopenia con OverNewsMagazine
Baci ai pupi.

sabato 11 luglio 2015

La caduta delle major (Eisner 2015)

Ogni tanto al Blog, quel pizzico di attualità devo darglielo, il guaio è che quando dò a Fumettopenia quel tocco di sito al passo con le pubblicazioni, mi riduco a parlare, o di paraculate editoriali, o di schifezze autoriali, ecco perchè a volte qui si alternano pezzi su McKay a Nick Banana, Materia positiva che si accavalla alla materia negativa, manco fosse il corpo del piccolo Luthor di Crisis, Fumettopenia per esempio credo sia al momento in rete, l'unico blog che ha detto le cose come stanno per quel che concerne l'iniziativa Panini di tradurre l' Omnibus sulle vecchie (oscene) Guerre Segrete Marvel, in giro sull'argomento ci sono per lo più marchette, insensibili al fatto che quelle righe potrebbero spingervi ad una delusione di 200€. 

(Chiusa la prentesi stranamente autocelebrativa.)

Oggi dopo la brutta parentesi Daryl Dark torniamo a parlare di fumetti veri e spostiamoci a San Diego dove si sono concluse le premiazioni degli Eisner Award di quest'anno.

Ve lo avevo detto io! 

Ovviamente sto parlando di Little Nemo, il characters di McCay, nonostante la sua veneranda età, 109 anni, ha fatto incetta di premi, in pratica il bambino che visitava il mondo onirico tutte le notti, era in nomination in tre settori con tre pubblicazioni diverse, un saggio, una raccolta integrale, e una rivisitazione sotto etichetta della IDW, ed ha vinto in tutte e tre le categorie!
Ora non c'è da sperare che qualcuno di questi sedicenti italici stampatori, raccolga la sfida, e proponga in Italia per la prima volta un'edizione integrale dell'opera di McCay, a questa pletora di impertinenti lettori che per gusti, e pensiero autonomo, mi ricordano i gabbiani che preferiscono le discariche al mare aperto.
 Ma in un paese di editori come il nostro, dove il più furbo è capace di coprirsi di ridicolo spammando affermazioni del tipo "Stamperemo un fumetto che manca dalle edicole italiane da anni: Asterix!", c'è da sperare ben poco. Intanto vi anticipo che il TP del Nemo Return to Slumberland della IDW di Eric Shanower e le stupende matite di Gabriel Rodriguez, è già disponibile in lingua originale su Amazon, e raccoglie la miniserie di 4 numeri giustamente premiata a San Diego, del quale parleremo nel dettaglio nei prossimi giorni, visto che l'ho ordinato qualche giorno fa e dovrebbe arrivarmi Martedì.

Trovo essenziale dire che Little Nemo Return to Slumberland si è aggiudicato il premio di Miglior Serie limitata, superando: DareDevil: Road Warrior di Waid e Krause, Sandman Overture di Gaiman e Multiversity di Morrison!
Diamo adesso un occhiata ad alcune altre pubblicazioni premiate.
Saga continua a fare incetta di premi, ed anche quest'anno è salita sul podio alla categoria Miglior Serie Regolare, personalmente trovo esilarante che adesso la Image fa le ongoing e Marvel e Dc non riescono ad andare oltre il dodicesimo numero delle serie che editano, con personaggi storici. io vi inviterei a riflettere su
questo aspetto.
La Rizzoli Lizard può anche rimettere i suoi stagisti al pc, per promuovere la sua edizione italiana di BlackSad, il noir con la pantera
più carismatica di sempre, col nuovo capitolo Amarillo si aggiudica l'Eisner alla categoria Edizione americana di materiale internazionale.
Alla categoria Edizione americana di materiale internazinale (Asia), gli americani, che avranno i loro difetti, ma di buon gusto ne hanno in quantità supersize per certi versi, hanno premiato un certo Shigeru Mizuki (in Italia sempre nel catalogo Rizzoli Lizard) con la sua Showa 1939–1944 and Showa 1944–1953: History of Japan, ora se masticate i manga ma non avete mai sentito parlare di piccole perle come Nonnonba, vi consiglio di controllarvi allo specchio, se spalancando le braccia c'è una esplosione di piume nella stanza, non escluderei che apparteniate allo stormo monnezzaro dall'imbarbarito gusto di cui si parla più su.
Sul lato grafico, si aggiudicano l'ambito premio, Fiona Staples, Darwyin Cooke, J.H.Williams III.
Spiace vedere che Pax Americana di Morrison e Quitley non abbia raggiunto il premio (Multiversity), ma evidentemente Beasts of Burden: Hunters and Gatherers, by Evan Dorkin e Jill Thompson alla categoria Miglior albo singolo ha qualcos'altro da dire.

Fonte: Bleeding Cool

Date un occhiata al link, ora anche un cieco non se ne accorgerebbe: Marvel e DC sono fuori dai giochi, non fosse per il premio a D.Cooke come copertinista, J.H. Williams III per le tavole di Sandman Overture (DC/Vertigo) e la raccolta delle vecchie storie del Nick Fury di Steranko (che tra l'altro non è manco Marvel ma IDW), insomma roba vecchia di svariati decenni, le due major ormai perse nei loro mega-eventi, nei loro reboot e nei loro affari con hollywood, nemmeno apparirebbero.
Floppano le tanto decantate -specie in Italia per freschezza ed effervescenza, qualsiasi cosa significhi per un fumetto- Hawkeye e Superior Foes of  Spiderman, la Ms Marvel, il Rocket Racoon di Scottie Young, alla Dc non va certo meglio che probabilmente sperava nel Multiversity di Morrison.
Direi che questi Eisner mettono in luce una innegabile crisi di qualità, vomitare sul mercato ad intervalli regolari di 6 mesi o giù di li, miniserie, mega eventi, nuove formazioni, reboot, alla lunga ha dato ben pochi frutti, per quel che concerne le due Major è un fallimento totale ed innegabile, che verrà giustificato nelle maniere più fantasiose dai soliti zombi, in Italia a vedere questi Eisner direi che il vincitore è la Bao, nonostante li detesti c'è da ammettere che in pratica ha un catalogo di vincitori, Saga, E la chiamano estate, Lumberjanes, Panini può sbandierare di essere il licenziatario del terzo tomo di Hip Hop Family Tree, altrimenti nonostante in media riempia gli scaffali di mezza fumetteria, ha ben poco di cui vantarsi. Lo stesso si dica per RW Lion o la filiale italiana di Kirkman, la Salda Press, quest'anno il grande escluso: che TWD abbia annoiato anche gli americani?
Baci ai pupi.

venerdì 29 maggio 2015

Manifest Destiny

Innanzitutto il titolo, voi sapete cosa significa l'espressione Manifest Destiny per gli americani?
Destino manifesto indica quella aggressiva politica espansionistica degli Stati Uniti d'America intorno al 1800.
C'è un dipinto allegorico di John Gast in cui Columbia, la personificazione degli Stati Uniti d'America nel XIX sec. guida i coloni americani alla conquista del west e alla civilizzazione di quel mondo ancora selvaggio.


Il dipinto, intitolato Progresso Americano, è di una semplicità unica nell'interpretazione nella parte sinista ad est, il sole della ragione rischiara la terra, ed al di sotto di Columbia sono rappresentati gli americani che coltivano la terra, piantano i pali del telegrafo, costruiscono ferrovie a sinista ad ovest, nel West, coperti dalla notte dell'ignoranza scappano gli indiani e gli animali selvaggi,
Secondo i nomi dei personaggi, sapete chi erano in realtà Meriwether Lewis e William Clark?

La spedizione di Lewis e Clark commissionata dal presidente Jefferson fu la prima spedizione americana in cui si tentò di raggiungere via terra i territori che affacciavano sulla costa del pacifico.
L'indiana Sacajawea della tribù de Shoshoni, ed il marito franco-canadese Toussaint Charbonneau, si aggregarono alla spedizione dopo aver tratto in salvo Lewis ed i suoi uomini.
Sacajawea percorse migliaiadi kilometri in compagnia di questi pionier, dal 1804 al 1806 dal Dakota del Nord all'Oregon, e la sua figura negli anni è stata riconosciuta dal movimento femminista americano, National American Woman Suffrage Association un simbolo di indipendenzadella donna.
Insomma il preambolo a mo di lezione di storia serve a farvi inquadrare il nuovo fumetto del catalogo salda Press (giunto in questi giorni al secondo TP) come qualcosa di più di un semplice horror con zombi vegetali e rane gigantesche.
Manifest Destiny è un titolo altamente appetibile, Chris Dingess, si dimostra un ottimo scrittore, la sua re-interpretazione, nelle macabre tinte horror, della storica spedizione dei due americani, è assolutamente deliziosa, smaliziata, sicuramente meno propagandistica dei primi rapporti inerenti la stessa.


Il ritmo della narrazione è a dir poco serrato, e come la maggior parte dei fumetti dell'ultima generazione, lo story-telling rispetta la cosiddetta regola del wide screen comics, che vuole il media fumetto concepito come un esperienza essenzialmente visiva. Dialoghi scorrevoli e coinvolgenti, un lettering assolutamente adeguato, al contesto storico, una caratterizzazione accattivante, per nulla statica, non esente da evoluzioni che gettano i personaggi sotto luci diverse  nel corso delle pagine, basta vedere la crescita, in termini di consistenza dei profili psicologici di Meriwether Lewis e William Clark, verso la fine di questo secondo TP.
Tovo affascinante quando un fumetto ti spinge ad una documentazione extra testo, ed ecco che con veloci ricerche sull'argomento viene fuori che l'incontro tra la spedizione ed il popolo degli Otoe è avvenuto davvero, come è veritiera la reazione degli indiani ai doni degli americani, delle ben poco pratiche medaglie d'oro.
Tutto l'extra di Dingess, vale a dire tutto quel che concerne la parte non storica del fumetto è come detto più volte, il punto di forza di questa serie Skybound, specie per i lettori italiani a digiuno di nozioni per una collocazione didattica. La storia è impostata in modo che l'attenzione di chi regge il volume sia del tutto presa nella lettura, il merito non è solo da attribuire alle spaventose creature che i nostri discutibili eroi incontrano durante il loro viaggio, ma anche alla solidità della caratterizzazione dei protagonisti e del cast di supporto.
Le tavole di Matthew Roberts sono ipnotiche, come detto, ritengo questa serie un ottimo esempio di wide screen comics, e le solizioni geometriche della griglia di Roberts, nonchè la scelta delle inquadrature, vi terranno incollati al vostro sito di lettura preferito fino all'ultima pagina.
 Insomma rispetto ale ultime letture fatte dal catalogo salda, incluso quell'obbrobrio pretenzioso di Outcast, o quell' horror ambientanto in Vietnam con i soliti Zombi, per non parlare dell'altro titolo in cui i soliti risorti non si limitavano a ciondolare e a mordere, ma anche ad assassinare lucidamente (chiedo venia, ho poco professionalmente dimenticato il nome), Manifest Destiny è oro puro e mi sento di consigliarvelo senza alcuna remora. Economicamente è una spesa che spalmate in tipo sei mesi, quindi nono solo non è aggressiva per il vostro portafogli ma sono sicuramente soldi ben spesi, come sempre sta a voi la decisione finale, per me, merita tantissimo. D'antronde meglio un semestrale appetibile, che un mensile narcolettico e pretenzioso.
Direi che vi ho detto tutto, ed il mio dovere di blogger aggiornato sulle ultime uscite per questo mese l'ho fatto.
Vi ho pure fatto ben due recensioni positive, uno schiaffo morale a tutti quelli che mi accusano ormai senza veli di essere un vecchio brontolone incapace di apprezzare tutto quello che non sia scritto da Alan Moore.
Baci ai pupi!


giovedì 29 gennaio 2015

Sfogliamo insieme Mega ed Anteprima.

Diamo insieme  una veloce occhiata ai fumetti che verranno, vi va?
Ho scoperto che farlo sul divano con mia moglie non da soddisfazioni, alterna distratti cenni con la testa, che malcelano una totale indifferenza ai titoli che dico ad alta voce, a sguardi glaciali accompagnati da un secco "Tanto non lo prendi!!", quando si rende conto che parlo di ipotetici acquisti.

Nova Express - DanDare vol.1  112 pagine 25,00€ Una ristampa per nostalgici della sci-fi anni '50. Creato da Marcus Morris e Frank Hampson, la serie apparsa nel 1950 sul settimanale inglese Eagle era famosa per le impeccabili tavole di Hampson e la consulenza di A. C. Clarke.
Una raccolta che ha una rapporto di proporzionalità inversa tra appetibilità e prezzo. Peccato, ma se ci sono riccastri tra voi, il consiglio è di dargli un' occhiata.





RW Lion - Gotham Central 96 pagine B/N 3,30€ Il poliziesco scritto egregiamente a quattro mani da Ed Brubaker e Greg Rucka illustrato da Micheal Lark, di cui ho sentito solo opinioni positive. Vedrò di prenderlo di nascosto.

RW Lion - Multiversity 48 pagine 3,30€ di Grant Morrison, ne abbiamo già parlato su Facebook, c'è bisogno di aggiungere altro? Volevo boicottare questa edizione, ma poi è passato Grant in Persona a bordo del suo ricognitore di musica congelata, che altro potevo fare?

RW Lion - Justice League Elite #01 72 pagine 2,95€ di Joe Kelly e Doug Manhke. Figlia del revisionismo inglese del concetto di supergruppi, una nuova sorpresa dalle profondità dei famosi magazzini delle rese Planeta, che tutti quelli tra voi che hanno un RW point vicino dovrebbero considerare di leggere. Ne parlai qui anni ed anni fa.

RW Lion - Swamp Thing 232 pagine 22,95€ di Alan Moore John Totleben e Stephen Bisette, a conti fatti qusta ristampa in totale viene 40€ in più della vecchia edizione in 3 omnibus, ma la Swamp Thing di Alan Moore non è un titolo che può mancare nelle vostre librerie. Quindi qualche modo per averlo lo dovete trovare. I paraculi alla Lion lo sanno apposta se ne escono con certi prezzi. Un must have.

RW Lion - Doom Patrol (Dc Essential #5) 304 pagine  26,50€ la ristampa del primo tomo esaurito che raccoglie la prima parte della Doom Patrol di Grant Morrison. tra gli arc di questo volume la nascita di Mr Nobody ed il primo scontro con la Confraternita del Dada.

Salda Press - ma la segnalazione è solo una trollata, ennesima ristampa del The Walking Dead di Robert Kirkman, The Walking Dead HardCover #1 304 pagine 29,00€, che raccoglie i primi due TP più una quantità imbarazzante di materale extra (leggi pure inutile) tra studi, schizzi, copertine. Ma nel caso ci sia ancora qualcuno in italia che non lo ha letto, The Walking Dead Compendium Hardcover #1, 1090 pagine 95,00€. Si avete capito bene, identico in tutto e per tutto al vecchio compendium da 55,00€, ma con il modico sovrapprezzo di 40€. Non so se dare del paraculo al signor Salda, o del mentecatto al lettore che sostiene queste iniziative.

Bao Publishing - Pretty Deadly #01 136 pagine 14,00€ parlando di parac...ehm di furboni, è canina l'etichetta che porta in Italia l'appetibile serie Image di Kelly sue DeConnick ed Emma Rios, che mescola esoterismo, folklore nord americano, western e storytelling giapponese.

Editoriale Cosmo - Cacciatori di Morte #1 112 pagine a colori 6,90€ occhio alla collana Cosmo Color Extra, la collana in cui hanno pubblicato Maori di Camuncoli. Cacciatori di Morte di Mangin e Bajram, ha tutte le carte in tavola per diventare un titolo appetibile, almeno su carta. Una spedizione spaziale per arrivare li dove vanno le anime dei morti. Mica male.

Editoriale Cosmo - Serie Marrone 96 pagine B/N 3,00€ la bocciatissima collana Weird Tales che ha opsitato lo scadente scontro tra Sherlock Holmes ed i Vampiri, nel numero tre pare torni a farsi appetibile, almeno per i patiti di HP Lovecraft. Il Dio piovra infatti parla di un team up letterario tra i personaggi di Herman Melville e gli spaventosi Antichi del maestro della letteratura horror americano. Hype for me.


Panini Comics - Zenith #1 112 pagine B/N 23,50€ la lisergica opera di Grant Morrison, finora inedita in Italia che lo ha consacrato come grande autore, fantapolitica, supereroi viziosi, nazisti, Antichi. Tanto imperdibile quanto caro. Mortacci loro.


Panini comics - Uber #01 160 pagine 15,00€ e parlando di Nazisti ecco qualcosa che solletica la curiosità di Fumettopenia, una revisione storica della fine della fine della seconda guerra mondiale, l'arrivo dei superesseri ahimè tutti tedeschi. L'etichetta Avatar Press promette interiora splatter per stomaci forti dappertutto,  ed i nostri sono al titanio. Ah dmenticavo K. Gillen e C. White.

Salda Press -  Outcast: Il reietto #01 72 pagine B/N 1,00€ Chiudiamo con la Salda, ma stavolta senza trollarla, dopo aver fallito nel tentativo di infilarla nel mensile bonellide TWD, i furbacchioni della Saldapress, lanciano la nuova serie da edicola dedicata al nuovo successo di Robert Kirkman, Outcast, la vera domanda è: ma questo tizio sforna solo capolavori? Possibile? La novità è che sembra una serie senza zombi. almeno per ora. Comunque ad 1,00€ di prezzo di lancio credo che faremo il sacrificio, voi no?
Beh direi che vi ho segnalato tutto l' appetibile.
Baci ai pupi  e grazie per la compagnia.
Come? Si si, amore tranquilla non prendo nulla.
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martedì 20 gennaio 2015

The Walking Dead una critica acida



Oggi non avevo molto da fare e siccome sono da giorni li che penso al destino di The Waking Dead in casa mia, mi sono letto due anni e passa di editoriali del mensile SaldaPress, e devo ammetterlo, mi sono ammazzato dalle risate.
Svariate volte nel corso dei mesi l’editorialista dal nome preso dal Pulp Fiction di Tarantino, ha raggiunto utopiche vette nei contenuti:  come quella volta che ha confessato che fino a qualche anno prima non conosceva le fumetterie, strano per un dipendente di un editore che prima di TWD bonellide, vivacchiava aperiodicamente solo in fumetteria, e con la medesima serie....Ovviamente la farsa serve a mettere in guardia ai lettori adescati in edicola,  -con la formula del bonellide, formula più volte ridicolizzata dallo stesso editorialista -, che esisteva ed esiste, un catalogo Salda incapace di arrivare in edicola, relegato per questioni economiche agli scaffali di questa cosa amorfa che è  la fumetteria.
Come vi ho detto molti sono stati i mesi in questi anni in cui si sono raggiunti traguardi del cattivo gusto, tipo in quel numero in cui si afferma che il fumetto presto sostituirà il romanzo classico, come media letterario. Così come le serie tv hanno detronizzato il cinema. Il fatto che lo leggete in seconda copertina di TWD, famoso fumetto che lo stesso Kirkman ha venduto al media del piccolo schermo, era ed è un particolare trascurabile, probabilmente se Zed avesse scritto sui Vendicatori, pardon Avengers, vi avrebbe dato ad intendere che il futuro della comunicazione è nelle vaste e buie sale del multisala fuori città.
Tuttavia è col numero 9, che c’è 'il primo cambiamento.

2,90€ non bastano più.

A Ciccarelli, che in quel numero ruba la scena a Zed,  si deve riconoscere una certa onestà.
Ammette per esempio che se non era per la serie TV la Salda non avrebbe mai tentato la via dell'edicola...poi però ammette pure che il prezzo così com'era non bastava più, in sostanza dice, “siamo belli, siamo bravi, voi siete adorabili e ci comprate, ma il prezzo è basso. Tocca che sganciate di più". Il fatto che lo dice a cavallo dell’arrivo del governatore, una vera e propria botta di adrenalina in una serie che si trascinava da qualche mese tra un morto ed un inventario delle scorte, è una pura coincidenza. Il bastone e la carota. Ma non è questo il punto.
Il punto è che c’è il primo aumento di prezzo della serie, ed è fatto passare come solo un misero aumento di 40 centesimi sui social, sulla pagina salda infatti, nella discussione si porta a minimizzare, e complici i soliti nerd che finiscono per amare anche l’editore oltre quel che leggono, si è portati anche a ridicolizzare chi si lamenta dell’inaspettata gabella.
Confesso che per colpa di Michonne e del Governatore ci cascai anche io, che sono un famosissimo tirchio.
In quei giorni però nessuno diceva che  con lo stesso prezzo in quel periodo la Bonelli vendeva roba inedita...mi spiego, con lo stesso prezzo, uno doveva pagare le traduzioni e licenza e l'altro disegnatore e scrittore. Va detto che negli editoriali c’è sempre stata tra le righe un’aria di superiorità, ma col senno di poi forse dobbiamo ringraziare Ciccarelli se poi in edicola gli altri editori, Bonelli e Cosmo (specialmente la Cosmo) hanno adottato la politica del "e che semo cojoni noi?".
Via, tutti a 3,30€. Dragonero né è la prova. La legge è uguale per tutti.


A proposito di Bonelli

Col numero 14, si ritorna poco sportivamente a sparlare dei concorrenti da edicola, si parla di Bonelli, della monotonia della struttura narrativa di Tex, Nathan Never e Dylan Dog, e chiaro non si fanno nomi, si fanno allusioni, è Zed che scrive, mica Enzo Biagi.
Ed in parallelo si assiste alla sviolinata su quanto sia bello TWD.
E’ quasi imbarazzante. Si va avanti così per tutte e due le colonne, ma si omette una cosa fondamentale, anzi due:  quelli saranno pure noiosi, però pagano autori e disegnatori. Nella loro staticità, sperimentano, e fanno vivere autori e disegnatori italiani, da un lato, dall’altro Zed si ostina a voler ignorare il ruolo fondamentale della serie TV nel successo di TWD.
Nel 15 con dei tormentoni che dobbiamo ammettere,  Palahniuk fa molto meglio, Zed rende noto che qualcuno si è offeso per le parole del mese scorso, e che fa?
Chiede scusa?
Più o meno,  degno del ribelle della canzone di Freak Antoni, mette su la maglietta rotta, quella che serve per i concerti, e dice che è sempre bene "ragionare e discutere".
Eggià perché perculare lettori e Bonelli, per Zed, che adoro sempre più, è "ragionare e discutere", la lezione di Silvio l'ha capita bene, Zed.
Cosa dice sempre Silvio? Non avete capito bene. Sono stato frainteso.
Poi però si vede che qualcuno lo ha detto a Zed che non conosceva le fumetterie:
“Aò guarda che i lettori di Dylan Dog sono gli stessi che si leggono TWD, ma che cazzo stai a dì?!”
Comunque da questo numero Zed ci saluta. Strano.
E che peccato, mi stava simpatico Zed...con quella sua voglia di fare Lester Bangs ma senza crederci veramente. Il discolo degli editoriali italiani, forse pensava che non lo leggevano.
 Il Zed.2 ammesso che sia davvero un' altra persona non è che scriva chissà cosa. Vende un prodotto come è giusto che sia. Stranamente però non "ragiona e ne discute", però straparla, di  serie tv, di giochi, di musica, di Kirkman ect. ect. c'è una sola volta che parla di un altro fumetto, appena insediatosi, ma non fa nomi, d’altronde manco lui è Biagi, e non ho capito di cosa parlasse, in quel frangente però mi ha ricordato molto di quando Lupoi e Accolti Gil litigavano tra loro ai tempi di Comic Art e Star Comics.
Gli editoriali di TWD sono tornati a toccare punte di esilarante comicità ‘sto mese, ancora con Ciccarelli, che viene ad annunciare l’ovvio. E torna a bomba a parlare di soldi.
Quanto è venale però sto signore, mi ricorda Zecchinett’ in Gomorra.
Che gran serie Gomorra.
Ciccarelli viene a dirci che è il mestiere dell’editore è difficilissimo, pensa quello del neurochirurgo, vorrei dire.
Che è tutta una questione di equilibrismi, però è onesto Ciccarelli, certo ti mette di fronte alla cosa ormai decisa, però non si nasconde dietro scuse campate in aria, mica si arrampica sugli specchi il direttore editoriale della Salda, gli specchi li sfonda, con i fatti.
In pratica ci dice: era ovvio che con sto cazzo di Bonellide, un po’ il fratello stupido del Bonelliano (parole di Zed mica mie), si arrivasse a questa situazione, 96 pagine sono 4 albi americani, a 4 albi al mese era ovvio che raggiungessimo abbastanza presto la produzione americana.
Il bello è che Ciccarelli lo dice, “lo sapevamo che saremmo arrivati a sto punto, ma non potevamo fare diversamente, 96 pagine a 2,90€ per nove mesi, poi 3,30€, perchè le parole sono importanti, dovevano servire per conquistare lettori.
Capito?
Il formato bonellide, che Zed per due anni ha perculato, come dimenticare l'editoriale che celebrava Walking Dead fumetto dell'anno sminuendo l'orfano di bonelli?
Alla fine è servito a fidelizzare lettori. Lo dice Ciccarelli, mica ve lo manda a dire, la dose massiccia biennale serviva per assuefarvi, che coincidenza che anche Zed una volta ha parlato di lettori assuefatti alla Bonelli.
Ve l’ho detto che c’era da divertirsi a leggersi tutti gli editoriali d’un fiato.
Ora però il problema era come fare per tenere buono chi sborsa?
La prima proposta, respinta dai lettori è stata quella di trasformare il mensile con un comprimario.
Bocciata. Pensate ai molti che leggono TWD solo perché vedono il telefilm, che non sanno nemmeno chi è Kirkman e stranamente, manco gli frega di saperlo.
Quindi che si fa?
Si diminuiscono le pagine del mensile e si abbassa  il prezzo. Per modo dire.
E anche questa ennesima discussione è stata pilotata, in modo da far sembrare i soliti pezzenti chi si lamentava della cosa, perché il peggior nemico del nerd, è il nerd che gli sta a fianco.
Le storie per tutto il 2015 sono saranno 2 al mese, invece che 4.
Perfetto 3,30€ diviso due quanto fa?
1,65€.
Ah! E quanto costa il nuovo formato?
2,50€.(56 pagine, direi che non siamo più tanto low cost)
Ma come? Ma sono più di ottanta centesimi in più, la prima volta il prezzo era aumentato di 40 cent., perché avevano fatto male i calcoli, dopo due anni e passa ed una maggiore dimestichezza con le nuove cifre della distribuzione in edicola, come mai dimezzano solo le pagine ma il prezzo non dimezza?
Boh, comunque sei un pezzente ti lamenti per 80 cent. Manco un caffè costa così poco ormai.
Mah,  io quando vado a trovare i miei a Pozzuoli (NA), a 50 centesimi bevo il miglior caffè d’Italia, all’Exitus, e non è per dire, ci sono i premi che lo provano.
Ma non è questo il punto, il punto è che mi sento preso in giro.
Perché non ti sei proposto da subito come bimestrale, perche non ti sei proposto subito con 2 storie a 2,50? Ipotesi impossibile visto che in edicola a 2,90€ c’erano i pluri-conosciuti eroi marvel, con albi non bonellidi ed in più a colori.
Perché in due anni di baggianate, in terza di copertina non hai messo i lettori a conoscenza del problema? Perché metterli di fronte alla decisione presa? Con la Skybound poi.  E perché questo prezzo?
Sarà anche difficile fare l’editore, e chi lo nega. io non lo farei mai. Fare il lettore con certi editori però, non è certo un mestiere piacevole.
In finale TWD è bello? E' bello se ti piace un certo genere, con questa impostazione TWD è eterno, può essere addirittura un fumetto generazionale, e dipende essenzialmente da Kirkman. E da quanto la creatura gli frutterà dollari e licenze, caratterizzazione e dialoghi non hanno molti rivali in giro, per quanto poco li sopporti per via delle molte furbate legate a questo titolo, ho perso il conto delle edizioni distribuite, anche la traduzione italiana è perfetta ed appetibile.


Negan è godibile? Di sicuro questo numero 27 getta le basi per nuovi spunti.
La serie è evoluta veramente? No, si è solo trasformato da fumetto horror ad una sorta di figlio di Mad Max, senza la componente punk. Kirkman ha spostato l' attenzione sui vivi più che sui morti, e potete darmi del maligno se penso che la cosa sia legata alla serie tv che lui stesso scrive.
Maggiori personaggi vuol dire maggiori ruoli, e maggiori opzioni narrative.Maggiori morti. D'altronde mica è detto che l'attuale cast voglia sentirsi legato per sempre ad una serie TV, che ha ragione di esistere solo per via dello share e degli sponsor.
D'atronde chi lo dice che Andrew Lincoln vorrà limitare le sue esperienze lavorative al personaggio di Rick Grimes?
A me piace? Piaceva, e pure tanto, poi ha cominciato a venirmi a noia, ma rispetto alla media seriale in giro è oro puro. 
 Il pezzo solleverà un vespaio? E che ne so? Ho solo tirato due somme, io sono tra quelli che hanno seguito il consiglio di Luttazzi, anni fa e farsi i Dossier quando parlano le persone che a mio parere contano.
Su una cosa però dovete convenire, senza il trampolino televisivo questa serie non avrebbe avuto questo seguito, e se googlo The Walking Dead, devo scrollare parecchio prima di trovare una sola immagine del fumetto. Questo secondo me, a differenza di quello che diceva Zed 0.1, non è affatto salutare per il fumetto.
Manco per niente.
E' una sottomissione della nona arte a regole economiche sempre più ingombranti.
Millar e la Marvel Disneyana sono figli di quest'andazzo.
Baci ai pupi.

martedì 30 dicembre 2014

Il meglio del 2014 un anno di fumetti.





Ed eccoci in chiusura, un altro anno di letture ci ha dato le spalle e si allontana in dissolvenza.

Quanta roba ho letto quest’anno?
Sicuramente molta di più di quanta ve ne abbia parlato qui sul blog,e voi sicuramente molta più di me.
Per me il 2014 è stato fondamentalmente un anno di recuperi, privo delle spese di casa mi sono buttato alla ricerca di vecchi albi e volumi che per un motivo o per un altro, leggasi lire o euro, mi sono perso, ed ecco che con una calma ascetica nel 2014 ho finalmente recuperato tutti gli X-men di Chris Claremont e l’Uomo Ragno Classic almeno fino alla morte di Gwen Stacy, più una moltitudine di volumi, come il Deathlok di Buckler, o come From Hell di Moore, che posso dire senza moltissimi dubbi, è la cosa più bella che io abbia letto in questi 365 giorni.
Tenetela da conto quest’affermazione, perché se metto sul podio un’opera così complessa, con passaggi un tantino ostici, la mia lista di editori e testate meritevoli di una menzione avute tra le mani in questo disastroso anno, non può essere che diciamo un attimo, per così dire, di nicchia. E sti cazzi… se non siete d’accordo.
Cominciamo con l’editore, anzi gli editori dell’anno: l’Editoriale Cosmo e la Mondadori, i primi hanno continuato a pubblicare materiale di qualità ed interessante a costi contenuti, permettendo ai comuni mortali di poter leggere opere e storie che in altre edizioni sarebbero probabilmente finite per essere tagliate per motivi di budget.
Quindi grazie alla Cosmo per ottimi titoli, come il claustrofobico Snowpiercer, la continuazione del western più lisergico del mondo, Bouncer, giunto al 4 volumetto proprio questo mese, grazie per averci potuto far leggere piccoli gioielli, alla modica cifra di 5€ o giu di lì, come Winterworld, il fumetto storico de I 10, sulla serie Rossa, stessa serie che ha ospitato le gesta del bucaniere pellerossa noto come Black Crow. Senza considerare i loro sforzi di pubblicare materiale a colori, tra tutti è il caso di ricordare, il bellissimo Juan Solo e Fabian Gray Five Ghost, inedito della Image, pubblicato sulla collana Almanacco, del quale speriamo vivamente di vedere un seguito. L’altro protagonista sul palco delle pubblicazioni fumettistiche quest’anno è stata sicuramente la Mondadori Comics, per la collana Fantastica, sono state spese tantissime parole  lusinghiere, per la qualità dei volumi anche, Santuario di Dorison e Bec, resta a mio parere una delle letture più coinvolgenti dell’anno appena finito, e sento un gran parlare bene anche di Prometheo e la raccolta integrale dell’opera di Berardi & Milazzo Ken Parker. Ristampata quest’anno in degni volumi. I filocinesi col cane nel logo si assicurano la menzione per via del bellissimo secondo spin off di Nemo, di Moore e O’Neill, Le rose di Berlino è solo l’ennesimo capitolo della saga della Lega degli Straordinari Gentlemen che spero non vi siate persi, per il resto non seguendo la BAO, devo fidarmi dei commenti di amici e conoscenti che parlano ancora un gran bene ancora di Saga, nonostante la ridicola edizione.
Panini e Lion, colpevoli di avere un contratto di licenza di materiale decisamente scadente,si salvano in corner per due recuperi di altissimo livello. Gli emiliani sono gli editori della testata dell’anno, parlo ovviamente di Miracleman. La ristampa integrale dell’opera decostruttivista di Alan Moore che ha rivoluzionato il fumetto in calzamaglia negli anni ’80, tornata disponibile dopo una estenuante battaglia legale, di cui vi ho parlato almeno un paio di volte qui sul blog.
Il titolo di miglior iniziativa editoriale va a questa testata. Rimarcare che non è farina del sacco della Panini, ma è una fedele traduzione dell’edizione americana, storie in appendice comprese, è un inutile constatazione, ormai lo sanno anche i muri che i licenziatari di Marvel e DC, hanno una potere decisionale pari a zero. La caotica Lion, che non riesce a trovare una disciplina editoriale merita la menzione di tre recuperi/ristampe, Scalped di Jason Aaron, The Invisibles di Grant Morrison e, per chi è riuscito a metterci le mani sopra, il cofanetto di Blackest Night, annunciato a più riprese varie volte e rimasto un utopia di pochi fortunati. Che resta nonostante sia stato seguito da una moltitudine di maxieventi, la migliore saga corale degli ultimi anni.
Sul Now e sul New, è inutile che mi pronunci, dopo piccoli assaggi mi sono convinto a defenestrare il tutto, senza il minimo pentimento e credo si tornerà in quei lidi solo con l’arrivo del Multiversity di Grant Morrison. In casa Panini sarebbe il caso ricordare il primo Cartonato dedicato al Thor God of Thunder di Aaron e Ribic, una pubblicazione decisamente di classe, ad un costo dignitosamente contenuto, per una testata che forse era la più appetibile di tutta la decantata rivoluzione in casa Marvel.
Parlando di rivoluzioni, sul versante italiano, è stato che io lo voglia o meno, l’anno di Orfani, partita nella campagna promozionale iniziale come una serie avveniristica per il mercato italiano, si è rivelata un noioso flop, satura di deja-vu travestite da citazioni. Tanto che dopo i primi dati seri di vendita, dignitosi comunque, in un mercato così denso di pubblicazioni, lo stesso autore si è visto costretto a ridimensionare l’iniziativa da gettaponte, per un nuovo modo di fare fumetto in italia, a timida serie di sicuro e solo intrattenimento.
Ma  Recchioni è un fenomeno tutto italiano, iperattivo in rete, ormai coltiva con le stesse attenzioni goupies ed haters, tanto che acquistare un suo fumetto sembra sia il prezzo da pagare per rapportarcisi on line, E’ il papà credo di un modo di fare più unico che raro: in pratica chi lo apprezza, ama a prescindere i suoi lavori, nonostante venda tanto fumo e poco arrosto, chi lo odia invece, non riesce a smettere di leggerlo, solo  per compiacersi in improbabili e sterili critiche da postare qui e la in rete.
Personalmente Orfani mi ha fatto sbadigliare dal primo numero, numero oltre il quale non sono andato, come mi hanno fatto sbadigliare la miriade di annunci sulla presunta rivoluzione di Dylan Dog, ridotta per ora, ad uno smartphone, un sessuomane che ricorda troppo Costantine ed il pensionamento di un certo Sherlock Bloch. Una burla della quale l’autore romano, dopo le prime avvisaglie di critiche, ha provveduto in fretta a sbolognarne la paternità ad altri, dichiarando sui svariati social, Badoo e Meetic compresi, che non è stata un’ idea sua.
Ma alla fine confesso che mi sono più simpatiche le groupies che gli haters, mai capito chi compra roba che non apprezza.
Tornando seri, una menzione meritano anche quei furbacchioni della Zombie-press, scusate volevo dire della Salda Press, è che il loro catalogo è così decomposto che faccio fatica a trovare differenze tra le loro pubblicazioni, tra le nuove proposte, a me, è particolarmente piaciuto il primo tomo di Manifest Destiny di Dingess, Roberts e Gieni. Un delizioso Avventure-Horror che promette qualche appetibile sorpresina.
Ho dimenticato qualcosa? Beh in casa Rw-Lion dopo qualche anno si è finalmente giunti alla pubblicazione del materiale inedito della strepitosa Justice League di Giffen e De Matteis.
Per il resto direi di aver messo davvero tutto. Per il 2015 cosa ci aspetta?
Così ad orecchio,  - mentre vi scrivo tento di capire per quale arcano motivo Facebook mi abbia chiuso la pagina del profilo del blog, e me l’ha riconvertita in una pagina merdosissima -  direi che vale la pena ricordare: il nuovo capitolo di Nemo, stavolta alle prese con i misteri della impenetrabile giungla sud americana, gli annunci della RW di pubblicare in formato bonellide le avventure di  J. Costantine, la ristampa dello Swamp Thing di Alan Moore, il già citato Multiversity di Grant Morrison, c’è altro di valido? La ristampa di Asterix? Basta no voglio tediarvi oltre. Se ho dimenticato qualcosa sapete dove trovarmi!

A proposito del trovarmi,  per quelli tra voi che erano in contatto con me anche tramite facciadimerdabook, sappiate che adesso dovrei risultare nella lista di pagine a cui avete dato il like…evvabbè chiudiamo l’anno alla grande.
Cercherò di smanettare così da rendere la bacheca della pagina ancora un posto di piacevoli scambi di battute e proficue discussioni.
Baci ai pupi e buon anno.

venerdì 21 novembre 2014

Negan, effettivamente tu si che dai un tono alla serie

Torniamo a parlare di The Walking Dead,  ma stavolta con toni meno entusiastici delle scorse volte.
E' arrivata finalemente in edicola, la versione "low cost", del tanto discusso numero 100, il famoso numero che strilloni, fans e licenzatari, sopratutto questi ultimi, da mesi definiscono una evoluzione della serie di Kirkman.
Ed io, che sono strano, e  che ho appena finito di leggerlo mi chiedo dove sia  l'evoluzione.
The Walking Dead ha smesso da tempo di divertirmi, di stupirmi e coinvolgermi, non posso fare a meno di chiedermi quanto sia sincero e quanto sia propaganda, quando sento parlare di Kirkman come un grande autore, se poi il risultato finale delle sue fatiche, è questo: un fumetto che si trascina, da mesi, lasciandosi alle spalle un numero sempre più alto di morti eccellenti.
Ho smesso da tempo anche di leggere gli editoriali della persona che si firma con lo pseudonimo di Zed, ho smesso da tempo di dare attenzione, alle narcisistiche ed appassionate righe, che tentano di rivendere lo stesso schema narrativo, sempre con nuove parole, non riconosco nessun autore coraggioso in Robert Kirkman, specie dopo la fine della lettura di questo ennesimo albo, la cui prerogativa ormai è quella di disturbare il lettore.
Ora capisco, per amor di Dio, che quest'andazzo possa attirare un certo tipo di pubblico amante di questo genere di cose, capisco anche che si voglia far passare una paurosa carenza di idee, per coraggio, capisco che si debba, per vendere, infiocchettare l'ennesima nemesi di Rick ed i suoi (sempre meno) compagni d'avventura, come il villain definitivo, quel che non capisco è  come si possa abboccare, questo nuovo arc, è stato rampa di lancio per iniziative speculative, che personalmente ho trovato imbarazzanti, sia per l'editore che le ha proposte, sia per il lettore che le ha acquistate, parlo della vagonata di Variant cover, cofanetti e quant'altro che hanno accompagnato l'arrivo dell'ennesimo psicotico, nella distorta società del mondo di The Walking Dead.
Tanto rumore, per un altrocattivo, iperviolento, sboccato in giacca di pelle e mazza da baseball avvolta nel filo spinato? Con tanto di nome femminile? Lucille? Come facevano i Marines di Full Metal Jacket? Ma che imbarazzo, ci si stupisce ancora del fatto che l'etichetta di fumetto d'autore si sposti sempre più, nel seriale, e nel prodotto blockbuster concepito per prestarsi a più usi?
The Walking Dead, ha sacrificato l'unica componente Weird, nelle sue pagine, i morti viventi, a vantaggio di un'ormai ripetitiva esibizione delle atrocità, tanto per citare gli Joy Division, che si riduce ad una monotona escalation di "idee", e le virgolette sono una provocazione, che rispecchiano uno stallo creativo, ed una evidente volontà, di prolungarsi per foraggiare gli introiti della serie TV.
A volte mi chiedo a cosa servano più i morti viventi in questo fumetto, e se Kirkman abbia mai scritto da qualche parte, uno sviluppo per quel plot.  Per l'infezione, le sue origini, i suoi sviluppi.
Ormai non distinguo più The Walking Dead, dal Punitore di Ennis, una struttura narrativa ridondante, con un  unica periodica variazione, i nomi dei cattivi ed il loro grado di cattiveria.
Davvero c'era bisognodi questo Negan? Davvero lo si vede in maniera diversa dal Governatore?
Davvero c'è differenza tra i due? In Salda Press vogliono davvero convincermi che massacrare uno con una mazza da baseball sotto gli occhi dei suoi amici, sia così differente dal decapitarlo di fronte allo stesso tipo di pubblico?
Siamo seri,  è ancora così appetibile The Walking Dead?


Io non direi affatto, anzi, non voletemene, ma in questi ultimi tempi è diventato di gran lunga l'appuntamento mensile più monotono, al quale continuo cocciutamente a presentarmi.
Un esercito di uomini spietati in un mondo senza regole che vivono da predoni, alle spalle di comunità meno forti.
Spoglialo di tutto il resto, ed ecco cosa ti ritrovi a guardare Negan e la sua bandas eli osservi con il giusto tipo di occhi.
Avete mai visto i sette samurai di Akira Kurosawa? Stessa cosa.
Ed il resto? Vedere quelle due pagine di massacro gratuito, cosa dovrebbe fare? Farti innamorare della serie? La disumanizzazione degli individui di fronte ad un olocausto, non dovrebbe essere un concetto già più volte affrontato? Non sarebb eora di evolversi ma veramente?
No, perchè, per esempio trovo molto più disturbante (ma efficace coinvolgente e comunicativo, proprio per la loro funzionalità rispetto ad una storia o ad una ipotetica morale) gli estremismi di Bret Easton Ellis in American Psycho e Glamorama, che questa interminabile e sfiancante sfilata di massacri.
Palahniuk senza ricorrere a morti viventi, - ridotti poi ad ingombrante tappezzeria putrescente- , ha comunicato molto più egregiamente l'alienazione di certe sfortunati classi del genere umano, o della società, nei suoi romanzi.
Trovo il famoso Patrick Bateman o il Signor Whittier di Cavie, characters molto più complessi e definiti, dei quali innamorarsi, piuttosto che l'ennesimo coglione a caccia di carne in scatola, con il lessico e l'atteggiamento dei cattivi in Mad Max.
Al signor Zed mi permetto di consigliare alcune letture prima di lasciarsi andare a sviolinate senza troppa logica, che tentano invano di rivestire d'interesse una serie ormai morta come i suoi grigi personaggi ciondolanti sullo sfondo.
Comparse mute in un dramma orfano di trama.
S'è capito che taglio anche The Walking Dead?
Quando leggo robe del genere, capisco la necessità del Bardo di un ritorno alla Golden Age con piccoli gioielli come Tom Strong.
Aspetto le vostre opinioni, salutatemi Rick ed il suo figlio sciroccato, sopravvissuto tra l'altro ad un proiettile in testa.
Baci ai pupi.