Ma che bello è, ogni tanto, parlare di qualcosa di imperdibile?
Con lo sceneggiatore Xavier Dorison è stato un amore a prima vista, è successo con il Santuario illustrato da Bec.
Lo scrittore parigino sembra essere particolarmente portato per le trame a sfondo militare, per la caratterizzazione dei suoi personaggi (ineccepibile), e per le storie, innegabilmente coinvolgenti. Le sentinelle, pubblicato in seno alla collana Panini-Gazzetta Ai confini della Storia ( nn 18-19 ), racconta le vittorie e sopratutto le disfatte di una unità speciale francese di soldati potenziati, che Dorison colloca sul teatro della grande guerra del 1914-1918.
Certosino il lavoro documentaristico dello sceneggiatore francese: siamo nell'estate del giugno del 1914, l'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando D'Asburgo D'Este, rompe di fatto i precari equilibri nati dalle alleanze sancite alla fine dellottocento.
Lo scienziato Feraud, creatore di un nuovo sistema di imbrigliare l'energia radioattiva, la pila al radio, sulla prosecuzione degli studi della scienziata polacca Marie Curie, finisce nelle mire di un esponenete dello Stato Maggiore francese, il colonnello Mirreau, già responsabile di un vecchio progetto chiamato Le sentinelle, chiuso per le ingenti somme economiche richieste.
Eventi di cui non sto a raccontarvi molto, per non rovinarvi il gusto della lettura, trascinano l'idealista scienziato direttamente sul fronte al nord della Francia dove i tedeschi stanno penetrando dopo aver sottomesso senza grossi problemi Belgio e Lussemburgo.
Questo più o meno l'incipit dell'epopea di tre uomini, modificati dal genio del dottor Kropp, che Dorison, racconterà in due volumi lussuosamante cartonati, di il cui secondo è uscito non più di qualche settimana fa.
Dorison da modo ai lettori di apprezzare le sue capacità in più riprese, ho amato di questo fumetto sotto molti aspetti, principalmente lo stimolo che spinge il lettore a documentarsi più dettagliatamente sulle vicende del grande conflitto che coinvolse l'europa nel primo decennio del 1900, l'introduzione nelle fantastiche tavole di Enrique Breccia, di stampe e fotografie dell'epoca, non fa che impreziosire l'opera, come l'illustrazione di Achille Beltrame, dell'attentato a Sarajevo dell' Arciduca.
Come detto più in alto, Le Sentinelle non è un semplice fumetto bellico, seppur con una stupenda impostazione militaresca del registro di scrittura, questa storia resta una cronaca dell' umanità, e della molteplice interpretazione della stessa alla fredda realtà della guerra, diversa per i tre membri della squadra speciale, il tormentati e reticente pacifista Feraud, uomo di scienza e di pace, ridotto dagli eventi a strumento di guerra e di propagando dell'esercito francese, il sergente Gibuti, potenziato dalle droghe, unico superstite della vecchia unità delle sentinelle, incapace di fare altro che combattere, e Pègase, giovane rampollo di una famiglia, ansioso di aggiungere il suo nome nella storia dei successi della Francia.
La battaglia della Marna, di Ypres e sulle coste Turche, ai Dardanelli, ecco gli scenari che Dorison sceglie per il suo racconto, tre fondamentali momenti per la Francia e per il mondo in generale, che lo scrittore rende il palcoscenico de Le Sentinelle, tenendo sempre alta la componente fantastica, nutrendo di continuo il sense of wonder del lettore, senza lesinare sulla sua abilità di emozionare e coinvolgere, che non starò certo a raccontarvi, anzi direi che in linea di massima il pezzo finisce qui, inutile soffermasrsi sul lavoro di Enrique Breccia, figlio d'arte, tiene alta la bandiera di casa, con una prova sublime, le sue tavole tolgono il fiato, e per una volta, devo dar ragione ai signori che ringraziano che questo fumetto sia giunto a noi con determinati canali e non sia stato vittima di una bonellizzazione, qui ne convengo, avrebbe ammazzato una sostanziale parte dell'appetibilità dell'opera, non ultima la scelta dei due artisti, di arricchire il racconto con immagini di repertorio.
Insomma avrete capito che dopo una serie di pezzi e recensioni disfattiste sul mondofumetto italiano, finalmente torno a parlare di qualcosa in termini entusiati, Le Sentinelle di Dorison e Breccia è da avere, e toccherebbe fare più attenzione a questa collana, che ha riproposto, sempre in due volumi, anche un altro capolavoro della BD: I Maestri dell' Orzo non molto tempo fa, del quale però da buon fumettopeniaco vi invito al recupero del vecchio volume della serie oro dei classici del fumetto di repubblica, sicuramente meno caro, ed orfano solo dell'ultimo spin-off, che nulla toglie alla storia originale.
Nel leggere Le Sentinelle è impossibile non fare i dovuti paragoni, è un fumetto francese del 2008, e trasuda professionalità ed amore per questo media in ogni pagina, il lavoro di ricerca storica di Dorison, qui da noi non è che semplicemente manca, è del tutto ignorato.
Fa letteralmente sorridere in amaro modo, constatare che che se oltralpe, scrivere una storia tenendo conto del passato del proprio paese, trovare riferimenti storici ed arricchire il proprio lavoro con elementi realistici, come l'utilizzo delle prime armi chimiche, le mitragliatrici, i bombardamenti, tutte ahimè inquietanti innovazioni, che di fatto mutarono il modo di fare la guerra, o ancora trovare il tempo per ricordare ai lettori, momenti orribili della storia dell'uomo come la strage degli Armeni, nelle parole della bella Maritza, ebbene dicevo fa sorridere che se questo, rientra nella normalità nel processo di creazione di un fumetto in casa dei vicini francesi, qui da noi lo stesso processo creativo si limita, ad imbarazzanti copertine citazioniste, l' utilizzo random di dozzinali personaggi televisivi come Gordon Ramsey, una pressochè mediocre impostazione nello scrivere.
Qui da noi più del prodotto finale da leggere, si reca una morbosa attenzione nella sua promozione, un pericoloso gioco di marketing, che di fatto ha snaturato la ragion d'essere del fumetto, a vantaggio di una non ancora chiara social condivisione orgiastica tra autori, redattori, editori, tralasciando approfondimenti ormai superflui, constatabili nei fatti tra l'altro, vale a dire che se qui da noi, trama e caratterizzazione, sono aspetti secondari, non è il caso di stupirsi se la lettura in linea di massima è quasi sempre mediocre.
E' il caso, prima di chiudere, solo di aggiungere che, se per quel che concerne la scrittura, il divario tra Italia e Francia è incomabile, di fatto, leggere una pubblicazione qualsiasi italiana ed una francese poco dopo, è come passare dall'interpretare una pittura rupestre e tuffarsi nella lettura di un romanzo ottocentesco, per il comparto grafico la stituazione è (se possibile) ancora peggiore, nel vedere le tavole di Breccia, le sue prospettive, le sue inquadrature, la struttura dello stesso storytelling, e poi ripiegare su una qualsiasi pubblicazione italiana, cone le sue griglie giurassiche, viene da chiedersi, se qui da noi il tempo non si sia fermato, ed abbia fermato anche la voglia di fare del buon fumetto.
D'altronde se per mesi qui abbiamo salutato una pubblicazione a colori, come la rivouzione del fumetto italiano, la dice lunga su come effettivamente siamo messi.
Insomma miei cari sono 22€, dubito fortemente sto mese possa capitarvi di spenderle meglio.
Una volta tanto brava Panini.
Baci ai pupi.
Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.
Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.
Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.
lunedì 31 agosto 2015
mercoledì 26 agosto 2015
La maledizione di Fabian Gray
Basta parlare di aborti italiani, ne ricavo solo tristi conclusioni, torniamo a concentrarci sui fumetti, torniamo alla vecchia funzionalità del blog: leggere bene senza svenarsi, ci concentriamo oggi sul Fabian Gray della Cosmo/Image, d'altronde €7,50 (più 6,90€ per il primo volume fa 14,40€), comincia ad essere una spesa che può essere investita in altro per il lettore di fumetti.
Ed ahimè, col senno di poi, nonostante l'entusiasmo eccessivo iniziale, devo ammettere che ho risposto troppe buone speranze su questo titolo.
Ad un anno, preciso di distanza, prima di rileggere il secondo tomo, Coste Perdute, ho dovuto rileggere il primo volume, La Maledizione confezionanto, è il caso di dirlo in una maniera impossibile, sotto questo aspetto, bisogna lodare il merito alla Cosmo, per le migliorie nella cura dei loro prodotti, che è passata dai brossurati rilegati davvero male dello scorso anno, ricordo l'illeggibile Juan Solo, a questa nuova generazione di volumi delle Arti Grafiche Boccia, se voglio tenere fede alle notizie in seconda di copertina, decisamente più capaci della precedente della Rotolito Lombardia Pioltello, che ha gestito la stampa del primo volume.
Purtroppo i punti di merito finiscono qui, come lettura i primi 10 numeri di Fabian Gray, non sono esattamente delle letture imprescindibili, e nemmeno troppo appetibili.
Chi è Fabian Gray?
Bella domanda, rispondere senza spoiler poi, direi un predatore di tesori, una sorta di Indiana Jones, senza la componente buonista dell' archeologo, un ladro, che nella brama di potere, subisce le conseguenze di un incidente, con una pietra dei sogni, in seguito al quale si ritrova posseduto da 5 spettri della letteratura che gli conferiscono 5 differenti poteri, le doti analitiche e deduttive di Sherlock Holmes, la maestria con l'arco e le frecce di Robin Hood, i poteri sovrannaturali di Dracula, la capacità di evocare potenti incantesimi come Merlino e quella di maneggiare la spada come un esperto samurai.Lo stesso incidente ha anche mandato in coma sua sorella Silvia, e le avventure di Fabian alla ricerca di una non bene intesa cura, sono tutte vissute, per restituire Silvia, la sua sorella amata, alla terra dei vivi.
In realtà Barbiere ha pure delle ottime idee, tipo le pietre dei sogni, che a fatica, si identificano come importanti manufatti con il quale mutare la realtà, attingendo dalle energie che risiedono nell'ancestrale immaginario collettivo.
E' godibile anche l'adozione dello stile di script dei pulps, l'antieroe redento, la bella in difficoltà, il nemico che trama nell'ombra, che spazia però dan nazista al topo di biblioteca, ma il risultato finale, finora, ( e sono passati dieci numeri!) è una confusionaria sfilata dei clichet del vecchio romanzo d'avventura, con poca possibilità di coinvolgimento.
Barbiere corre troppo, e c'è quel vecchio proverbio sulla gatta che per fare in fretta fece i gattini ciechi, che evidentemente non conosce: per dire c'è un momento del quinto capitolo, in cui Fabian, immerso in una sorte di variante della fonte dell'eterna giovinezza, nelle profondità della città di Shangri-La, questo tanto per farvi un esempio del materiale con cui Barbiere intasa le pagine della sua serie, affronta oniricamente le sue paure, e le varie prove, imposte dagli spiriti che lo possiedono, ma il tutto è così dozzinale ed iperveloce, che non ha assolutamente mordente, lo leggi ma non registri alcunchè, figuriamoci se riesce ad emozionare.
I dialoghi lasciamoli perdere, mediocramente dignitosi, e la caraterizzazione, altalenante risente della fretta di Barbiere di arrivare alla fine, per dire dopo 10 episodi non ho ancora ben capito in che epoca è ambientato il fumetto, cosa abbastanza imbarazzante.Su Coste Perdute, il nuovo volume, la stessa Jezebel, la bella antiquaria, che commissiona da Gray un furto nel primo numero, la ritroviamo che svolazza tra le guglie di Gaudi di Barcellona che manco Catwoman, in quelle stesse pagine Mooneyham ci illustra uno spaccato dela città, da autentico caos temporale, mentre i cittadini vanno in giro in automobili anni '50, con cilindri e barbe tipiche dello stile liberty, i poliziotti che invano cercano di arrestare la ladra sembrano usciti da un qualsiasi DP di New York del 2000.
Insomma non ho ancora bene inteso come questa serie in America si sia guadagnata un proseguimento, ed addirittura un' edizione di lusso, io vi consiglierei di comprarla con le dovute precauzioni.
Il primo volume è così veloce che durante la lettura si ha la spiacevole sensazione che al tomo manchino le pagine. Si passa dalla Germania alla Spagna, ad Oxoford all'Africa con una facilità disarmante, le idee di Barbiere poi, a dir poco infelici, se ho il potere di Dracula a che mi serve attingere da quello di Robin Hood?
C'è ancora qualcuno che scrive di frecce che si infilano della roccia talmente in profondità da reggere il peso di un uomo?
Il secondo Tomo poi srotola la sua trama inspiegabilmente su una autentica nave pirata con tanto di mozzi con il pappagallo sulla spalla, ideuzza che mette in difficoltà ancora di più il lettore nel capire in che epoca viva questo Fabian Gray.
Per non parlare dei flash back fatti un pò con il culo, a voler usare paroline giovani e di innegabile impatto.
Diciamo che la ret-con di Gray si addatta all'occasione, e non aggiungo altro.
Insomma direi che nel complesso è una cosa che potete tranquillamente evitare, e se lo avete fatto finora continuate pure senza sensi di colpa, da parte mia che ormai l'ho cominciato, prego i santi che trovi presto la parola fine in america, e mi risparmi ulteriori torture.
Il lavoro grafico nervoso sporco , tanto per cambiare, veloce di Mooneyham, ce la mette tutta per alzare l'appetibilità, indubbiamente alcune tavole sono un bel vedere, e le copertine hanno quel non so che di attraente, ma non credo valgano il costo di questi primi due numeri, restando in casa Cosmo, molto più appetibile resta ovviamente l' Incal, e staremo con le orecchie dritte tra due mesi dove nella stessa collana verrà pubblicato un fumetto dove i nazisti pare vincano sugli Alleati con l'inaspettato aiuto di Thor e gli Aesir, per a conclusione di questo arc sul cacciatore delle pietre dei sogni, toccherà aspettare 4/6 mesi.
Ma voi lasciate perdere. Fidatevi di me!
Baci ai pupi!
domenica 23 agosto 2015
Il teorema di fumettopenia
E un pò che non ci vediamo, almeno in queste vesti ufficiali, confesso che ultimamente il tristone intellettuale mi diverte molto di più, vorrei poi potervi dire che è Agosto anche per me, ma invece, in realtà di ferie ancora nulla.
Negli ultimi tempi sul blog si è più volte espressa la lapidaria opinione sulla dozzinale qualità dei lavori di autori italiani (o presunti tali), Nick Banana, Sio, Recchioni; con Daryl Dark in particolare, ho tentato di fornire una mia idea chiara, sul perchè in Italia siamo messi così male, ebbene oggi sul maledetto sito sociale, come lo definisce il Tristone Intellettuale , mi sono imbattuto nell'ennesimo esempio di sfacelo in cui versa il mondofumetto nostrano.
Su Anteprima - che non è una rivista di settore, magari qualche asino certificato creda che lo sia, ma è un solo catalogo, dove paghi, se non sei panini e metti il tuo annuncio, ed ha un unico fine, indurvi a comprare fumetti - dicevo su Anteprima è apparso un trafiletto che annuncia l'integrale di Jeff Hawke, striscia fantascientifica di Jordan e Patterson uscita per la prima volta nel 1954, che non ha bisogno di presentazioni, un piccolo gioiellino che vanta già molteplici iniziative in Italia, e che questa, prima di essere accolta con necessario giubilo, va ricordato a chi legge, ha subito una "ricolorazione digitale".
Ne ignoro il perchè.
Il punto forte delle striscie di Jeff Hawke, è sicuramente come affronta l'argomento Sci-fi, l'argomento UFO, è trattato in quelle avventure, in maniera sostanzialmente inedita per quegli anni, che ricordiamo caso mai ci fosse bisogno di farlo, erano anni di spietata propaganda, dove molte volte autori ed editori, col bene placito delle amministrazioni occidentali, identificavano i cattivi provenienti dai freddi abissi spaziali, come i russi, i giapponesi, insomma siamo in piena guerra fredda, e lascio a voi trarre le conclusioni, su come poteva essere influenzato il fumetto.
L'ufficiale della RAF Hawke, - striscia quotidiana apparsa sul Daily Express, un quotidiano inglese, la british invasion evidentemente ha radici più profonde di quelle che pensiamo- è più una sorta di diplomatico, e le immancabili invasioni aliene, vengono risolte con una originalissima diplomazia e proprietà di dialogo, su cui gli autori sviluppano trame basate sulla scoperta e la comprensione di nuove culture, piuttosto che sulla guerra incondizionata.
Ma non è sull' iniziativa di 001 edizioni, ne su Jeff Hawke, su cui voglio fermarmi quanto su un esempio di marchetta, l'ennesimo, su cui puoi malauguratamente inciampare, navigando in rete.
Il sito stavolta è: c4comic.it
Negli ultimi tempi sul blog si è più volte espressa la lapidaria opinione sulla dozzinale qualità dei lavori di autori italiani (o presunti tali), Nick Banana, Sio, Recchioni; con Daryl Dark in particolare, ho tentato di fornire una mia idea chiara, sul perchè in Italia siamo messi così male, ebbene oggi sul maledetto sito sociale, come lo definisce il Tristone Intellettuale , mi sono imbattuto nell'ennesimo esempio di sfacelo in cui versa il mondofumetto nostrano.
Su Anteprima - che non è una rivista di settore, magari qualche asino certificato creda che lo sia, ma è un solo catalogo, dove paghi, se non sei panini e metti il tuo annuncio, ed ha un unico fine, indurvi a comprare fumetti - dicevo su Anteprima è apparso un trafiletto che annuncia l'integrale di Jeff Hawke, striscia fantascientifica di Jordan e Patterson uscita per la prima volta nel 1954, che non ha bisogno di presentazioni, un piccolo gioiellino che vanta già molteplici iniziative in Italia, e che questa, prima di essere accolta con necessario giubilo, va ricordato a chi legge, ha subito una "ricolorazione digitale".
Ne ignoro il perchè.
Il punto forte delle striscie di Jeff Hawke, è sicuramente come affronta l'argomento Sci-fi, l'argomento UFO, è trattato in quelle avventure, in maniera sostanzialmente inedita per quegli anni, che ricordiamo caso mai ci fosse bisogno di farlo, erano anni di spietata propaganda, dove molte volte autori ed editori, col bene placito delle amministrazioni occidentali, identificavano i cattivi provenienti dai freddi abissi spaziali, come i russi, i giapponesi, insomma siamo in piena guerra fredda, e lascio a voi trarre le conclusioni, su come poteva essere influenzato il fumetto.
L'ufficiale della RAF Hawke, - striscia quotidiana apparsa sul Daily Express, un quotidiano inglese, la british invasion evidentemente ha radici più profonde di quelle che pensiamo- è più una sorta di diplomatico, e le immancabili invasioni aliene, vengono risolte con una originalissima diplomazia e proprietà di dialogo, su cui gli autori sviluppano trame basate sulla scoperta e la comprensione di nuove culture, piuttosto che sulla guerra incondizionata.
Ma non è sull' iniziativa di 001 edizioni, ne su Jeff Hawke, su cui voglio fermarmi quanto su un esempio di marchetta, l'ennesimo, su cui puoi malauguratamente inciampare, navigando in rete.
Il sito stavolta è: c4comic.it
C4 Comic è un blog di informazione fondato da Riccardo Bortolato, Marco Rubertelli e Nicholas Venè che segue il mondo dei fumetti in ogni suo aspetto.
Scopo del sito è quello di fornire un flusso di notizie costante
che spazi dalle ultime news alle uscite previste in edicola e libreria,
passando per recensioni, speciali su eventi di particolare rilievo e
interviste con autori ed editori, garantendo ai nostri lettori
informazioni su ogni aspetto collegato in qualsiasi modo all’universo del fumetto.
Se sei appassionato di fumetti e ti piacerebbe scriverne, visita la nostra sezione “collabora con noi”!
Se sei appassionato di fumetti e ti piacerebbe scriverne, visita la nostra sezione “collabora con noi”!
Il post che mi ha fatto perdere qualche battito invece è questo: http://c4comic.it/2015/08/21/001-edizioni-arriva-ledizione-integrale-di-jeff-hawke/
L'autore del post ovviamente lo ha promosso on line, è giornalismo e critica autogestita, scrivi un pezzo, ed in assenza di un distributore, tocca a te spammarlo un pò dappertutto, affinchè la gente ti legga; e qui casca l'asino. E mai animale fu chiamato in causa con maggiore efficacia.
Mi cade l'occhio su questo post, in uno dei pochi gruppi che frequento sul maledetto facebook:
Ci tengo a sottolineare che chi posta è lo stesso autore del post, "La consigliate a chi non si è mai avvicinato?", fa vibrare il senso di ragno di qualcuno, ma è inutile partire premuniti verso certe realtà, bisogna approfondire, fare come Hawke, capirlo il nemico, così quando quando qualcuno si prende la briga di approfondire:
L'autore dell'articolo, ammette candidamente di non conoscere una sola vignetta del volume che inspiegabilmente promuove con un incipit che non lascia spazio a fraintendimenti:
Buone notizie in arrivo da Anteprima. Per tutti gli appassionati di fantascienza arriva infatti l’integrale, in quattro volumi editi da 001 Edizioni, di Jeff Hawke.
Ma se non lo hai mai letto....ma buone notizie di cosa?
Incuriosito dalla cosa, spulcio questo ennesimo baluardo dell'informazione di settore, d'altronde ormai chi segue il blog da tempo, lo sa che il Tristone inside, piuttosto che affidare suo portafogli a questa piattaforme di marchettari, preferisce chiacchierare con altri lettori, per sapere una sincera opinione su questa o quella opera.
Incuriosito dalla cosa, spulcio questo ennesimo baluardo dell'informazione di settore, d'altronde ormai chi segue il blog da tempo, lo sa che il Tristone inside, piuttosto che affidare suo portafogli a questa piattaforme di marchettari, preferisce chiacchierare con altri lettori, per sapere una sincera opinione su questa o quella opera.
Ebbene dopo la veloce visita a queso C4, realizzo che come organismo di informazione di settore è esplosivo, come l'omonima Ciclotrimetilentrinitroammina tanto cara a quei simpaticoni della CIA, da cui prende il nome.
Nel sito c'è l'immancabile intervista a Recchioni, una sorta di Agente Smith della web .it. Letteralmente Onnipresente.
Una cronaca, ovviamente manco a dirlo entusiata di ogni numero di Orfani, Ringo ect. ect.
C'è ovviamente Sio, ed il suo Scottex, un inspiegabile articolo che promuovo quell' inutile aborto che è Nick Banana, isomma, per quante letture peschino dalle risme della tartaccia destinata alla differenziata si conceda la corpulenta redazione di questo sito, non c'è nulla che li scandalizzi.
E' tutto bello ed appetibile.
E' tutto bello ed appetibile.
Qualche dubbio ti viene: o scrivi perchè editori ed autori ti pagano, o effettivamente non capisci assolutamente nulla di fumetto, e se non hai idea di chi sia Jeff Hawke, il dubbio si fa spesso e diventa quasi tangibile.
Il succo è che tutta questa faccenda non fa che confermare le mie più spaventose previsioni, a voler rendere geometrico il mondo fumetto italiano, ne ricaviamo in triangolo, con tre vertici:
A) Editore ed Autore
B) Lettore
C) Critica
Ora, se queste tre parole incutono un senso di freddo terrore anche a voi nel leggerle, benvenuti nel brutto mondo di fumettopenia:
Va da sè che non usciremo mai da questo buco nero, se questi tre vertici si reggono solidamente e reciprocamente si sostengono: se mi propongo come organo di critica, non posso pubblicare delle robe così palesemente promzionali, non sei un organo di critica o informazione, sei solo un marchettaro, che probabilmente si promuove ad editori con cifre di visualizzazione per fornire un servizio pubbliciatrio mascherato da recensione.
Va da sè che non usciremo mai da questo buco nero, se questi tre vertici si reggono solidamente e reciprocamente si sostengono: se mi propongo come organo di critica, non posso pubblicare delle robe così palesemente promzionali, non sei un organo di critica o informazione, sei solo un marchettaro, che probabilmente si promuove ad editori con cifre di visualizzazione per fornire un servizio pubbliciatrio mascherato da recensione.
Del vertice B non voglio nemmeno spendere un' ulteriore parola, sono sempre più convinto che gran parte del lettore medio italiano non capisca una assoluta, fava di fumetti, chiede spazzatura e spazzatura ottiene. L'invasione di texani dell'ultima ora, giunti entusiasti alla colorata Serendipity, sono un esempio lampante di cosa significhi oggi leggere in Italia.
Contenti loro, contenti tutti.
I veri vincitori in questa situazione di asinaro stallo , sono editori ed autori, con un costo minimo, si ritrovano uno stuolo di stagisti innamorati e gratuiti, che non fanno che promuovere i loro prodotti, quasi sempre scadenti. Varie volte sul gruppo del blog su Facebook mi è capitato di vedere video di persone che semplicemente scartano i pacchi postali che ricevono dagli editori, parlando bene del contenuto, senza averlo mai letto prima, unpackaging, credo si chiami questa pratica insana sovrasessuale.
Sono un conservatore, sono ancora per la sana pratica dello sfilare mutandine di pizzo.
Ma ad un certo punto la domanda sorge spontanea: in un circuito del genere,
Dove A pubblica ciò che vuole B, e dove C pur di avere visibilità promuove autentico pattume, di cui B non è mai sazio, una visibilià da poi presentare ad A per avere un ricavo economico, non so quanto cospicuo ma dubito fortemente che ci paghi le bollette - che speranza abbiamo di recuperare un minimo di fumetto di qualità, o anche un commento disinteressato ad un' opera?
Baci ai pupi.
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giovedì 20 agosto 2015
Il tristone intellettuale #02
Eppure ce n'è di roba di cui vorrei parlarvi, il Dracula di J.J.Muth, il Supreme di Alan Moore le Sentinelle di Dorison, o il nuovo numero di Fabian Gray di Barbiere, ma nulla rielaborare tavole dei vecchi nembo kid della Mondadori, per creare nuove avventure del Tristone Intellettuale mi diverte troppo, primetto di tornare quello di prima nei prossimi giorni, nel frattempo godetevi Il Tristone intellettuale contro il Nuovo Curatore!
http://issuu.com/gennarospo/docs/pubblicazione3
Baci ai pupi!
http://issuu.com/gennarospo/docs/pubblicazione3
Baci ai pupi!
martedì 11 agosto 2015
Il tristone intellettuale
Da qualche giorno sul gruppo facebook del blog si scherza sulle preferenze nel mondo del fumetto, come queste vengono poi interpretate a tradotte dagli altri, le etichette sono decine: Hater, Lover, MarvelMinchia, Talebano, Conservatore, Recchioniano, Bonelliano, Bimbominchia, insommac hi più ne ha più ne metta, al sottoscritto è toccato l'apellativo di Tristone Intelletuale, per via della mia ormai malcelata "simpatia" verso Alan Moore, e della mia monotonia nel parlarne ossessivamente, ma nonposso farci molto che scriva un nuovo fumetto o si lasci andare ad esternazioni compromettenti nelle interviste, io lo amo.
Chi segue Twitter, la pagina facebook, o il gruppo che ho aperto da quando Faccialibro ha chiuso il profilo di fumettopenia, sa già chi è Il Tristone Intellettuale, chi ancora non lo conosce può farsi un idea con questo Tweet: https://twitter.com/Fumettopenia/status/630316645328809984
Sul profilo Issuu è arrivato il numero 0 della nuova abusivissima testata di Fumettopenia, dubito seguirà un numero uno tanto in fretta.....ho male agli occhi per il lavorone svolto.
Ecco il Link per dargli un occhiata e si spera farvi due risate!
http://issuu.com/gennarospo/docs/pubblicazione2
Baci ai pupi!
sabato 11 luglio 2015
La caduta delle major (Eisner 2015)
Ogni tanto al Blog, quel pizzico di attualità devo darglielo, il guaio è che quando dò a Fumettopenia quel tocco di sito al passo con le pubblicazioni, mi riduco a parlare, o di paraculate editoriali, o di schifezze autoriali, ecco perchè a volte qui si alternano pezzi su McKay a Nick Banana, Materia positiva che si accavalla alla materia negativa, manco fosse il corpo del piccolo Luthor di Crisis, Fumettopenia per esempio credo sia al momento in rete, l'unico blog che ha detto le cose come stanno per quel che concerne l'iniziativa Panini di tradurre l' Omnibus sulle vecchie (oscene) Guerre Segrete Marvel, in giro sull'argomento ci sono per lo più marchette, insensibili al fatto che quelle righe potrebbero spingervi ad una delusione di 200€.
(Chiusa la prentesi stranamente autocelebrativa.)
Ve lo avevo detto io!
Ovviamente sto parlando di Little Nemo, il characters di McCay, nonostante la sua veneranda età, 109 anni, ha fatto incetta di premi, in pratica il bambino che visitava il mondo onirico tutte le notti, era in nomination in tre settori con tre pubblicazioni diverse, un saggio, una raccolta integrale, e una rivisitazione sotto etichetta della IDW, ed ha vinto in tutte e tre le categorie!
Ora non c'è da sperare che qualcuno di questi sedicenti italici stampatori, raccolga la sfida, e proponga in Italia per la prima volta un'edizione integrale dell'opera di McCay, a questa pletora di impertinenti lettori che per gusti, e pensiero autonomo, mi ricordano i gabbiani che preferiscono le discariche al mare aperto.
Ma in un paese di editori come il nostro, dove il più furbo è capace di coprirsi di ridicolo spammando affermazioni del tipo "Stamperemo un fumetto che manca dalle edicole italiane da anni: Asterix!", c'è da sperare ben poco. Intanto vi anticipo che il TP del Nemo Return to Slumberland della IDW di Eric Shanower e le stupende matite di Gabriel Rodriguez, è già disponibile in lingua originale su Amazon, e raccoglie la miniserie di 4 numeri giustamente premiata a San Diego, del quale parleremo nel dettaglio nei prossimi giorni, visto che l'ho ordinato qualche giorno fa e dovrebbe arrivarmi Martedì.
Trovo essenziale dire che Little Nemo Return to Slumberland si è aggiudicato il premio di Miglior Serie limitata, superando: DareDevil: Road Warrior di Waid e Krause, Sandman Overture di Gaiman e Multiversity di Morrison!
Diamo adesso un occhiata ad alcune altre pubblicazioni premiate.
Saga continua a fare incetta di premi, ed anche quest'anno è salita sul podio alla categoria Miglior Serie Regolare, personalmente trovo esilarante che adesso la Image fa le ongoing e Marvel e Dc non riescono ad andare oltre il dodicesimo numero delle serie che editano, con personaggi storici. io vi inviterei a riflettere su
questo aspetto.
La Rizzoli Lizard può anche rimettere i suoi stagisti al pc, per promuovere la sua edizione italiana di BlackSad, il noir con la pantera
più carismatica di sempre, col nuovo capitolo Amarillo si aggiudica l'Eisner alla categoria Edizione americana di materiale internazionale.
Alla categoria Edizione americana di materiale internazinale (Asia), gli americani, che avranno i loro difetti, ma di buon gusto ne hanno in quantità supersize per certi versi, hanno premiato un certo Shigeru Mizuki (in Italia sempre nel catalogo Rizzoli Lizard) con la sua Showa 1939–1944 and Showa 1944–1953: History of Japan, ora se masticate i manga ma non avete mai sentito parlare di piccole perle come Nonnonba, vi consiglio di controllarvi allo specchio, se spalancando le braccia c'è una esplosione di piume nella stanza, non escluderei che apparteniate allo stormo monnezzaro dall'imbarbarito gusto di cui si parla più su.
Sul lato grafico, si aggiudicano l'ambito premio, Fiona Staples, Darwyin Cooke, J.H.Williams III.
Spiace vedere che Pax Americana di Morrison e Quitley non abbia raggiunto il premio (Multiversity), ma evidentemente Beasts of Burden: Hunters and Gatherers, by Evan Dorkin e Jill Thompson alla categoria Miglior albo singolo ha qualcos'altro da dire.
Fonte: Bleeding Cool
Date un occhiata al link, ora anche un cieco non se ne accorgerebbe: Marvel e DC sono fuori dai giochi, non fosse per il premio a D.Cooke come copertinista, J.H. Williams III per le tavole di Sandman Overture (DC/Vertigo) e la raccolta delle vecchie storie del Nick Fury di Steranko (che tra l'altro non è manco Marvel ma IDW), insomma roba vecchia di svariati decenni, le due major ormai perse nei loro mega-eventi, nei loro reboot e nei loro affari con hollywood, nemmeno apparirebbero.
Floppano le tanto decantate -specie in Italia per freschezza ed effervescenza, qualsiasi cosa significhi per un fumetto- Hawkeye e Superior Foes of Spiderman, la Ms Marvel, il Rocket Racoon di Scottie Young, alla Dc non va certo meglio che probabilmente sperava nel Multiversity di Morrison.
Direi che questi Eisner mettono in luce una innegabile crisi di qualità, vomitare sul mercato ad intervalli regolari di 6 mesi o giù di li, miniserie, mega eventi, nuove formazioni, reboot, alla lunga ha dato ben pochi frutti, per quel che concerne le due Major è un fallimento totale ed innegabile, che verrà giustificato nelle maniere più fantasiose dai soliti zombi, in Italia a vedere questi Eisner direi che il vincitore è la Bao, nonostante li detesti c'è da ammettere che in pratica ha un catalogo di vincitori, Saga, E la chiamano estate, Lumberjanes, Panini può sbandierare di essere il licenziatario del terzo tomo di Hip Hop Family Tree, altrimenti nonostante in media riempia gli scaffali di mezza fumetteria, ha ben poco di cui vantarsi. Lo stesso si dica per RW Lion o la filiale italiana di Kirkman, la Salda Press, quest'anno il grande escluso: che TWD abbia annoiato anche gli americani?
Baci ai pupi.
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venerdì 10 luglio 2015
Daryl dark ed altri disastri
Su Lifebook, negli ultimi giorni si parla solo di questo Daryl Dark, certo dubito se ne parli come speravano se ne parlasse gli autori, Viola e Michelini, nomi che a me non dicono assolutamente nulla, ma io del resto non seguo ne il fumetto amatoriale, ne il fumetto italiano moderno, anzi per quel poco che ho potuto vedere, direi che qui da noi, il fumetto sta diventando esclusivamente amatoriale, una corrida di dilettanti allo sbaraglio, che lottano tra loro a suon di sceneggiature oltre la mediocrità e disegni che nemmeno i silurati delle sedicenti scuole del fumetto.
Come questo ennesimo indagatore del paranormale, e qui sarebbe il caso aprire una parentesi
- Ma in Italia, quanti indagatori dobbiamo avere? Gordon Link, Dick Drago, Elton Cop, e chissà chi sto dimenticando, ma è possibile che l'idea di fare un fumetto in Italia nasca sempre da Dylan Dog? -
Dicevo l'ennesimo clone di Dyddo, tra parentesi characters che è morto qualitativamente ormai almeno qualche lustro fa, è messo alla gogna un pò in tutte le pagine e gruppi del famoso social su cui ho avuto la sfortuna di posare gli occhi.
Ed a ragione, perchè Daryl Dark Il buono il morto e il cattivo EP00ST01 (che scritto così sembra un torrent-file più che altro) è davvero brutto.
La storiella di 16 pagine è abbastanza insignificante, ma d'altronde non credo che quelli della Cagliostro abbiano puntato più di tanto sulla storia, credo che il motivo per cui sia così cliccata, sia dovuto al fatto che il cattivo di questa storia breve ricorda in maniera inquietante Roberto Recchioni.
Ovviamente orfano di contenuti questo numero zero, si affida alla forma per far parlare di sè, e la forma di questo coso, sembra un dipinto iperrealista della condizione del fumetto e l'editoria italiana oggi.
Sembra la diagnosi infausta di un oncologo al suo paziente.
"Sono Robert R. Relich. Il popolo del web mi definisce il nuovo H. P. Lovercraft"
"Vede Mr Dark, se volevo una recensione positiva l'avrei comprata per molto meno da qualche youtuber del momento"
Un lettering di questo genere mi fa accapponare la pelle.
In un unica vignetta si raffigura perfettamente il livello di mediocrità a cui è sceso il fumetto italiano, un media che dalla rete ha saputo attingere solo lo squallore, che dalla rete si è fatto violare ed influenzare: un fumetto che cita gli youtuber, o che identifica in Recchioni, un character da riportare su carta, è scritto da gente che di fumetto non capisce nulla, è scritto da gente cieca, incapace di vedere oltre la devastata realtà che è l'editoria italiana, è scritto da pesci piccoli, nati e cresciuti in una pozza d'acqua, poco inclini al rapportarsi ad un altro modo di concepire questo favoloso media, che ahimè esiste oltre i confini della propria limitata esperienza, un autore che prende la strada inflazionata (in Italia) dell'ennesimo detective dell'occulto, ha già perso in partenza, e non crescerà mai, è nato vecchio come Benjamin Button.
"Non mi aspetto che tu capisca...io sono un predestinato, ma il mio penultimo libro John Dioscur, fun un completo disastro commericale, nonostante se ne fosse parlato ovunque ....tv...radio..web tabloid."
Gli allegri signori di Fumetto D'Autore, il sito legato all'associazione culturale ribadiscono per l'ennesima volta le loro teorie sul flop di Orfani. Ma basta. Ma che noia.
Sulla questione Recchioni nemmeno vale la pena soffermarsi; gli screzi tra i signori dell'associazione culturale Cagliostro, (tra l'altro presumo sia una condizione fiscale, più vantaggiosa di quella dell' editore), e quello che effettivamente il web italiano ha inspiegabilmente eletto miglior autore in circolazione, sono cosa vecchia, ed hanno stufato altrettanto.
La metafora del piccolo laghetto torna prepotente, una guerra per decretare il re dello stagno, una guerra fredda (e insipida tra l'altro) combattuta sui social, tra gente che magari, e lo dico con una vena di ottimismo fuori luogo, un tempo di fumetto ci capiva pure qualcosa, ma ora queste conoscenze si sono perse come lacrime nella pioggia, visto che ormai sembra che qui si campi di citazioni dozzinali.
Veramente brutto Daryl Dark, veramente brutto come è disegnato, (a che prò quell'assistente con le fattezze di Oliver Hardy? Ma perchè?), e vogliamo parlare dell'onomatopea del suono del campanello nell'ultima vignetta?
Ma no, facciamo finta di non averla registrata. Facciamo finta sia sfuggita alle maglie della memoria.
Veramente fuori luogo l'editoriale, Daryl Dark non attinge un bel niente ne da Arthur Conan Doyle, nè da H. P. Lovecraft e tantomendo da Hodgson, non è che se in copertina metti una sorta di Cthhulhu trovato googlando il bestiario del genio inglese, stai citando Lovecraft, non è se che ti inventi il discendente di Sherlock Holmes e gli dai domicilio in Baker Street, allora stai "citando" l'opera di Arthur Conan Doyle, perchè un occhio attento, quel tipo di occhi che ahimè latita da troppo tempo, sulle fronti dei lettori italiani, alla lettura di queste 16 pagine, deduce che tu, caro autore, di Sir Doyle, non hai mai aperto un libro.
Ma la cosa più brutta di Daryl Dark è cosa vuole comunicare, vuole comunicare agli aspiranti autori, fondamentalmente di annullarsi, in Italia oggi se vuoi essere letto devi proporre materiale che abbia lo spessore narrativo di un meme, alla peggio, se vuoi vendere, devi uniformarti al mediocre standard qualitativo imposto da quel famoso Robert R Relich che nel web italiano ha una onnipresenza che manco l'agente Smith di Matrix.
Daryl Dark dice al fumettista italiano del domani, che non deve inventarsi nulla, quello che vende qui non è la qualità, non occorre spremersi le meningi, i binari sono già montati, le vie già segnate, l'initimismo adolescenziale di borgata di Calcare, il fumetto piatto e scontato di Recchioni, la cui ultima fatica, Battaglia, un' idea riciclata e vecchia di almeno 20 anni, finora mi ricorda la scaletta delle puntate dei documentari sui misteri d'Italia di Lucarelli, a 'sto giro c'è Ustica, ed il mese prossimo?
La banda della Magliana?
La strage alla stazione di Bologna?
O peggio l'insulsa demenzialità di Sio e del suo Scottecs, che forse più di tutti, con la complicità del lettore lobotomizzato, ha dato il colpo di grazia al fumetto italiano.
Insomma cari fumettopeniaci diciamocela nuda e cruda, non può che peggiorare, con questo mondofumetto nostrano pacchiano e paesanotto, infestato da primedonne convinte delle proprie qualità e personaggi livorosi, che hanno smesso di darsele tra i banchi di Lucca e si sono spostati sul media stesso, riducendo il lettore alla stregua della casalinga pettegola, che sfoglia Novella2000.
Finchè esisterà questa infinita pletora di Blogger, 'tuber e Cosplayer e chi più ne ha più ne metta, che nascono come funghi, che twittano selfie in giro con copertine di fumetti che leggeranno solo per dire l'ho letto, allo scrittore, questa ruffianeria spinta al punto darebbero via la nonna per questa effimera visibilità di cui dopo tanto tempo non ho ancora capito i vantaggi.
Ma sopratutto, e quasi mi spiace dirlo ma finchè avremo questi lettori, il fumetto italiano non può che peggiorare.
Qui il fumetto è stato snaturato della sua funzione primaria: la lettura.
E se ci pensate è da mettersi un cappio al collo, negli anni '80 in America ci fu la British Invasion, qui da noi, in questi anni, gli anni 2000, che erano immaginati dagli scrittori tardo-vittoriani, come un futuro saturo di meraviglie, sono caratterizzate da una invasione molto più indigesta, una pacchiana invasione di barbari ignoranti che dubito andranno via tanto presto.
Non finchè esisteranno situazioni di imbarazzante ruffianeria priva del benchè minimo gusto come queste: http://www.slowcomix.blogspot.it/2015/07/evilsio.html
Che ovviamente lo stesso Recchioni approva.
Insomma confidiamo tutti nell' ISIS.
Baci ai pupi.
Uh quasi dimenticavo, in sintesi questo Daryl Dark Il buono il morto e il cattivo EP00ST01 che ribadisco non è un file torrent, è da leggere?
No, a meno che non siate tra quelli che dal fumetto chiedono tutto tranne che intrattenimento ed emozione. Avrà un seguito?
Boh, sinceramente non credo, ma l'Italia è una sorta di zona negativa dove tutto è lecito e tutto è possibile.
E' giusto l'ennesima istantanea he ribadisce il concetto che se mai siamo stati un paese di fumettari di qualità, è successo ormai troppi anni fa.
Ribaci ai pupi.
Come questo ennesimo indagatore del paranormale, e qui sarebbe il caso aprire una parentesi
- Ma in Italia, quanti indagatori dobbiamo avere? Gordon Link, Dick Drago, Elton Cop, e chissà chi sto dimenticando, ma è possibile che l'idea di fare un fumetto in Italia nasca sempre da Dylan Dog? -
Dicevo l'ennesimo clone di Dyddo, tra parentesi characters che è morto qualitativamente ormai almeno qualche lustro fa, è messo alla gogna un pò in tutte le pagine e gruppi del famoso social su cui ho avuto la sfortuna di posare gli occhi.
Ed a ragione, perchè Daryl Dark Il buono il morto e il cattivo EP00ST01 (che scritto così sembra un torrent-file più che altro) è davvero brutto.
La storiella di 16 pagine è abbastanza insignificante, ma d'altronde non credo che quelli della Cagliostro abbiano puntato più di tanto sulla storia, credo che il motivo per cui sia così cliccata, sia dovuto al fatto che il cattivo di questa storia breve ricorda in maniera inquietante Roberto Recchioni.
Ovviamente orfano di contenuti questo numero zero, si affida alla forma per far parlare di sè, e la forma di questo coso, sembra un dipinto iperrealista della condizione del fumetto e l'editoria italiana oggi.
Sembra la diagnosi infausta di un oncologo al suo paziente.
"Sono Robert R. Relich. Il popolo del web mi definisce il nuovo H. P. Lovercraft"
"Vede Mr Dark, se volevo una recensione positiva l'avrei comprata per molto meno da qualche youtuber del momento"
Un lettering di questo genere mi fa accapponare la pelle.
In un unica vignetta si raffigura perfettamente il livello di mediocrità a cui è sceso il fumetto italiano, un media che dalla rete ha saputo attingere solo lo squallore, che dalla rete si è fatto violare ed influenzare: un fumetto che cita gli youtuber, o che identifica in Recchioni, un character da riportare su carta, è scritto da gente che di fumetto non capisce nulla, è scritto da gente cieca, incapace di vedere oltre la devastata realtà che è l'editoria italiana, è scritto da pesci piccoli, nati e cresciuti in una pozza d'acqua, poco inclini al rapportarsi ad un altro modo di concepire questo favoloso media, che ahimè esiste oltre i confini della propria limitata esperienza, un autore che prende la strada inflazionata (in Italia) dell'ennesimo detective dell'occulto, ha già perso in partenza, e non crescerà mai, è nato vecchio come Benjamin Button.
"Non mi aspetto che tu capisca...io sono un predestinato, ma il mio penultimo libro John Dioscur, fun un completo disastro commericale, nonostante se ne fosse parlato ovunque ....tv...radio..web tabloid."
Gli allegri signori di Fumetto D'Autore, il sito legato all'associazione culturale ribadiscono per l'ennesima volta le loro teorie sul flop di Orfani. Ma basta. Ma che noia.
Sulla questione Recchioni nemmeno vale la pena soffermarsi; gli screzi tra i signori dell'associazione culturale Cagliostro, (tra l'altro presumo sia una condizione fiscale, più vantaggiosa di quella dell' editore), e quello che effettivamente il web italiano ha inspiegabilmente eletto miglior autore in circolazione, sono cosa vecchia, ed hanno stufato altrettanto.
La metafora del piccolo laghetto torna prepotente, una guerra per decretare il re dello stagno, una guerra fredda (e insipida tra l'altro) combattuta sui social, tra gente che magari, e lo dico con una vena di ottimismo fuori luogo, un tempo di fumetto ci capiva pure qualcosa, ma ora queste conoscenze si sono perse come lacrime nella pioggia, visto che ormai sembra che qui si campi di citazioni dozzinali.
Veramente brutto Daryl Dark, veramente brutto come è disegnato, (a che prò quell'assistente con le fattezze di Oliver Hardy? Ma perchè?), e vogliamo parlare dell'onomatopea del suono del campanello nell'ultima vignetta?
Ma no, facciamo finta di non averla registrata. Facciamo finta sia sfuggita alle maglie della memoria.
Veramente fuori luogo l'editoriale, Daryl Dark non attinge un bel niente ne da Arthur Conan Doyle, nè da H. P. Lovecraft e tantomendo da Hodgson, non è che se in copertina metti una sorta di Cthhulhu trovato googlando il bestiario del genio inglese, stai citando Lovecraft, non è se che ti inventi il discendente di Sherlock Holmes e gli dai domicilio in Baker Street, allora stai "citando" l'opera di Arthur Conan Doyle, perchè un occhio attento, quel tipo di occhi che ahimè latita da troppo tempo, sulle fronti dei lettori italiani, alla lettura di queste 16 pagine, deduce che tu, caro autore, di Sir Doyle, non hai mai aperto un libro.
Ma la cosa più brutta di Daryl Dark è cosa vuole comunicare, vuole comunicare agli aspiranti autori, fondamentalmente di annullarsi, in Italia oggi se vuoi essere letto devi proporre materiale che abbia lo spessore narrativo di un meme, alla peggio, se vuoi vendere, devi uniformarti al mediocre standard qualitativo imposto da quel famoso Robert R Relich che nel web italiano ha una onnipresenza che manco l'agente Smith di Matrix.
Daryl Dark dice al fumettista italiano del domani, che non deve inventarsi nulla, quello che vende qui non è la qualità, non occorre spremersi le meningi, i binari sono già montati, le vie già segnate, l'initimismo adolescenziale di borgata di Calcare, il fumetto piatto e scontato di Recchioni, la cui ultima fatica, Battaglia, un' idea riciclata e vecchia di almeno 20 anni, finora mi ricorda la scaletta delle puntate dei documentari sui misteri d'Italia di Lucarelli, a 'sto giro c'è Ustica, ed il mese prossimo?
La banda della Magliana?
La strage alla stazione di Bologna?
O peggio l'insulsa demenzialità di Sio e del suo Scottecs, che forse più di tutti, con la complicità del lettore lobotomizzato, ha dato il colpo di grazia al fumetto italiano.
Insomma cari fumettopeniaci diciamocela nuda e cruda, non può che peggiorare, con questo mondofumetto nostrano pacchiano e paesanotto, infestato da primedonne convinte delle proprie qualità e personaggi livorosi, che hanno smesso di darsele tra i banchi di Lucca e si sono spostati sul media stesso, riducendo il lettore alla stregua della casalinga pettegola, che sfoglia Novella2000.
Finchè esisterà questa infinita pletora di Blogger, 'tuber e Cosplayer e chi più ne ha più ne metta, che nascono come funghi, che twittano selfie in giro con copertine di fumetti che leggeranno solo per dire l'ho letto, allo scrittore, questa ruffianeria spinta al punto darebbero via la nonna per questa effimera visibilità di cui dopo tanto tempo non ho ancora capito i vantaggi.
Ma sopratutto, e quasi mi spiace dirlo ma finchè avremo questi lettori, il fumetto italiano non può che peggiorare.
Qui il fumetto è stato snaturato della sua funzione primaria: la lettura.
E se ci pensate è da mettersi un cappio al collo, negli anni '80 in America ci fu la British Invasion, qui da noi, in questi anni, gli anni 2000, che erano immaginati dagli scrittori tardo-vittoriani, come un futuro saturo di meraviglie, sono caratterizzate da una invasione molto più indigesta, una pacchiana invasione di barbari ignoranti che dubito andranno via tanto presto.
Non finchè esisteranno situazioni di imbarazzante ruffianeria priva del benchè minimo gusto come queste: http://www.slowcomix.blogspot.it/2015/07/evilsio.html
Che ovviamente lo stesso Recchioni approva.
Insomma confidiamo tutti nell' ISIS.
Baci ai pupi.
Uh quasi dimenticavo, in sintesi questo Daryl Dark Il buono il morto e il cattivo EP00ST01 che ribadisco non è un file torrent, è da leggere?
No, a meno che non siate tra quelli che dal fumetto chiedono tutto tranne che intrattenimento ed emozione. Avrà un seguito?
Boh, sinceramente non credo, ma l'Italia è una sorta di zona negativa dove tutto è lecito e tutto è possibile.
E' giusto l'ennesima istantanea he ribadisce il concetto che se mai siamo stati un paese di fumettari di qualità, è successo ormai troppi anni fa.
Ribaci ai pupi.
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