Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.

mercoledì 15 maggio 2013

Tattarughe ninja alla risposta 2 (Errata corrige)

continua da qui!
 Il bello dei fumettopeniaci, è che appena dico una cappellata sono tutti li a correggermi, ed io per questo li amo, perchè se un pezzo è scritto bene, divertente decente, non si fanno ne vedere ne sentire, appena scrivo una cazzata...TAC!
Eccoli là, come quel puzzone secchione con gli occhiali del film Il piccolo Nicolas e i suoi genitori.
Scherzo!
Ma ormai lo sapete, Fumettopenia non è di quei blog che predicano verità assolute, anzi direi che strafalcioni del genere potrebbero essere interpretati come il bello della diretta!
Però magari la prossima volta spulcio un pò di più prima di andare in onda...
Se penso alla figura di merda che ho fatto postando il pezzo sulla pagina facebook di Italycomics, m'immagino Accolti Gil, che legge e pensa: "Ma che vuole questo?"
Comunque ringrazio per il tempestivo intervento di Matteo Zamparo e Marzio Petrolo che mi hanno subito rimesso sulla giusta via.
L'edizione italiana è prossima (fine mese) ed è targata Panini, il formato Panini sarà il solito brossurato smilzo da tre euro contenente due storie, il formato Kick-Ass e Winter Soldier per capirci.
Quindi possiamo sbottonarci un pò di più sull'edizione, visto che si conosce il formato - evitando di dare attenzione alle inutili (IMHO) variant/metal/pvc cover, direi che nonostante il prezzo, routinario/altino, direi che potreste dargli un occhiata. anche se non è Italycomics, il voto resta sul settebello pieno!

Baci ai pupi.

E chiudo scaricando il barile, perchè sono italiano e sono orgoglioso di esserlo:
Non è colpa mia, perchè se googlo: Turtles Idw Italia, vengono fuori le notizie di una presunta edizione Italycomics.
Non è colpa mia perchè da quando ho fatto l'aggiornamento sull' iphone, non entro più nella pagina Panini, perchè non sono più visualizzabili i post degli altri utenti.
Ecco ora ce ho scaricato il barile posso andare...
Cowabunga a tutti.

Tattarughe ninja alla risposta



Sottotitolo: Vergognatevi - distogliermi dalla lettura dei Fuochi di Valyria solo perche volevate una recensione!

Ad essere onesti non ho mai letto niente delle tartarughe ninja, a dire il vero  ho seguito poco anche il cartone animato, il film, anzi i tre film, quelli si, ai tempi in cui uscirono mi garbarono parecchio, anche il secondo – Il segreto di Ooze – o giù di lì.
Ricordo anche vagamente una sorta di team up, o era una semplice apparizione delle tartarughe sul Savage Dragon di Erik Larsen anni fa, ricordo di una nuova serie a fumetti, della fine degli anni ’90 che non ho mai letto, ma credo fosse edita sotto etichetta Image, e fosse in bianco e nero.
Quando l’underground spingeva forte anche da noi, e “bianco e nero” era sempre sinonimo di underground.
Ora sta per arrivare in fumetteria la nuova rivisitazione delle vecchie tartarughe ninja, stavolta targata IDW ( e quindi presumo che in suolo italico sarà trattata dalla Italy Comics di Accolti Gil) e firmata sempre da Eastman (il creatore dell’universo Turtles), Waltz e Duncan.

Lo sapevate che…
Eastman era il creatore della serie originale risalente al 1984, la serie nacque per canzonare i successi di Frank Miller: Ronin e DareDevil, ma non incontrò l’interesse di nessun editore.
Eastman e Laird, allora optarono per l’autopubblicazione, e stanziarono un budget esiguo per la stampa e la distribuzione del fumetto, 1500 dollari.
Nemmeno i due potevano immaginare il successo della loro creazione, il numero uno divenne in breve tempo un gioiello introvabile ed inarrivabile, e 3 anni dopo nel 1987, la Plasmate Toys, comprò i diritti per la pubblicazione di una linea di Action Figures.
La stessa via lastricata di mattoni giallo oro percorsa dal the Mask di Arcudi-Mahnke: fumetto-cinema-cartoni-giocattoli.


La nuova serie IDW

Ci siamo letti per voi i primi 6 numeri della nuova serie delle tartarughe pazze per la pizza,  ed il voto finale è un settebello pieno:
Prosa scorrevole, buona impostazione delle sceneggiature, con un ritmo che si rifà molto alla cinematografia di molte serie televisive di successo, con continui rimandi al passato con flashback, che in definitiva scorrono come una seconda storia in parallelo, avete presente Lost prima che sbroccasse nello spazio-tempo?
I disegni di Dan Duncan aumentano di qualità numero dopo numero, acquistando una armonia anatomica pur restando nervosi e cinetici, la storia, diciamo subito che è una serie ongoing, tutt’ora in pubblicazione in America, (magari questo è un indice che le tartarughe non hanno ancora appeso il guscio) quindi non ha molto senso di parlare di storia, i primi sei numeri introducono fondamentalmente i personaggi, (ancora nessuna traccia di Shredder, il Kingpin dagli occhi a mandorla con la propensione al calcio volante e gli shuriken,  in compenso però Krang si è fatto vedere quasi subito), con qualche piccolissima variazione rispetto alle passate edizioni: April ‘O Neil, cronista d’assalto, qui invece diventa una stagista per la StockGen INC.
Una ditta di ricerche genetiche, che si sta occupando dei soliti esperimenti di potenziamento del DNA, che ovviamente come al solito sfuggiranno di mano, e causeranno, sempre come al solito, la trasformazione di 4 innocue tartarughine ed un ratto, in 5 animali antropomorfi esperti in arti marziali dediti alla salvaguardia del prossimo, questo quando non sono braccati dai tipi che vogliono riportarli sul tavolo operatorio e capire cosa esattamente sia successo.
Non poteva mancare il vigilante con la maschera di Hockey, Casey Jones, qui leggermente ringiovanito, ma che sicuramente finirà per prendersi una scuffia per la bella April, anche qui come nel film, Raffaello è un outsider dalla testa calda, e come in passato anche qui le notti delle povere tartarughe, sono tempestate da duelli all’ultimo sangue con eserciti di Ninja e/o teppisti armati di spranghe che per un motivo o per un altro voglio riempirli di lividi.
Altre sostanziali variazioni: Eastman e co. , indirizzando la serie ad un determinato target di lettori infarciscono ogni tanto le pagine di citazioni e movenze del Parkour,   ma la principale, che per uno slang atroce dei baloon, (molte volte pìù che inglese, sembra sia scritto in newyorkese) non sono riuscito a capire in pieno, è data dalle origini dei personaggi:
In passato, il topino Splinter era effettivamente il topo di un maestro di arti marziali (Hamato Yoshi) caduto in rovina, assassinato dalla sua eterna nemesi Shredder (Oroku Saki), ed una volta potenziato accidentalmente, decide di vendicare l’onore del suo padrone con l’aiuto delle tartarughe che addestra nelle fogne, in questo caso, sembra che la componente karateka della serie sia data dal fatto che effettivamente topi e tartarughe, dopo l’assorbimento della sostanza diventino un ricettacolo per la reincarnazione degli spiriti dell’onorevole samurai HamatoYoshi e dei suoi 4 figli, vissuti ai tempi del medioevo feudale giapponese…indovinate chi era il cattivo di quei tempi?
Proprio lui Oroku Saki (Shredder). Oroku saki che probabilmente  a sto giro potrebbe a sua volta essere anche lui reincarnatosi nell’unica new entry della serie, il gatto randagio Old Hob, m aquesta è solo una mia supposizione, che sto partorendo in questo momento, con il cervello vittima di sinapsi lanciate in assurdi collegamenti ipertestuali a cascata della serie: lotta eterna bene-male, ninja buono, ninja cattivo, nemici eterni, yin e yang, gatto e topo.
‘Na cazzata lo so, vediamo se c’ho preso.
Quindi tornando alle cose concrete, è lecito pensare che probabilmente anche la nuova versione delle tartarughe ninja scimmiotta un poco, il bellissimo Ronin di Frank Miller, però per ora come serie potrebbe  rimanere interessante, soprattutto per i nostalgici dei cartoni animati o gli amanti delle arti marziali o del bushido-code, americanizzato.

L’edizione Italiana

Questo paragrafo del pezzo è completamente ipotetico, ho spulciato un poco la rete per avere qualche notizia seria, ma non ho trovato nulla, quindi prendete quello che sto per dirvi con le molle, o commentate in fondo se avete notizie più attendibili.
Visto che l’editore della serie è IDW, è logico pensare che in Italia la serie sarà targata ItalyComics,  gli editori di Games of Thrones (fumetto) ed Hero Squared.
Il formato? Eh! Bella domanda, per esperienza di lettura  so che Italy fondamentalmente usa due tipi di edizioni, i TP che raccolgono vari albi di una serie oppure gli spillati da 30 pagine, resta da capire quale sarà il formato che sceglieranno per la pubblicazione italiana, preparatevi dunque al solito salasso al portafogli, se la memoria non mi inganna lo spillato IC, è persino più caro dello spillato Lion, HeroSquared toccava tranquillamente, se ricordo bene, i 3€, questo molto tempo prima che vedesse la luce Before Watchmen.
Quindi per la faccenda edizione italiana vi farò sapere qualcosa di più certo appena mi verrà all’orecchio qualche notizia certa, magari sul prossimo Mega o Anteprima.
Per ora la nuova TMNT, si becca un bel sette, non tanto per i characters, sconosciuti veramente a pochi, quanto per  l’impostazione de la prosa scorrevole della sceneggiatura, e le tavole di Eastman-Duncan.
Baci ai pupi.

giovedì 9 maggio 2013

Top Ten characters

Ed eccoci qua, serata fiacca e mentre la moglie è di nuovo drogata dal canale "Real Time" - non mi resta che cercare on line un centro riabilitativo, per donne ossessionate da "abito da sposa cercasi" (e sì che ci siamo sposati da poco), dicevo mentre la tele è occupata ed è territorio off limits per tutte le versioni in celluloide dei supereroi, non mi rimane altro che stendere una Top Ten Characters.
E che cos'è direte voi? Presto detto.
Quanti fumetti avete letto?
E quanti di questi vi hanno lasciato un segno? Quanti di questi li rileggete, quasi con una certa regolarità? Quali autori hanno interpretato al meglio i vostri amati personaggi?
Ecco una Top10 dei miei personaggi preferiti, o meglio le migliori interpretazioni di questi che negli anni hanno dato vari autori.
Quindi non una top ten dei miei personaggi preferiti in senso stretto, altrimenti dovrei metterci  l'Hyde di Alan Moore, il dottor Manhattan di Alan Moore, Rorschach di Alan Moore, Dean il maiale, Ralph l'orsetto e Leslie la rana toro ipocondriaca di Liberty Meadows di Frank Cho, piuttosto una classifica delle migliori re-interpretazioni dei personaggi dei fumetti che amo, quei momenti particolari in cui un determinato Characters ha smesso di essere uno stereotipo, ed è diventato qualcosina di più...particolare, originale.
Quindi cominciamo:
Skurge di W. Simonson

Mi sono stufato di parlare del Thor di Simonson, va a finire che pensate che a casa ho solo quello, però da come e quanto ne parlo ormai avrei dovuto convincervi a prenderlo
Ma torniamo a noi, in quella run, c'è un altro personaggio che è rinato nelle mani dell'autore americano, si tratta si Skurge l' Esecutore, nelle pagine della discesa in Hel, dopo il Ragnarok, passò dal ruolo di ridicolo villain di serie B, a guerriero Asgardiano di indiscutibile carisma, orgoglio e virilità, le due o tre pagine che narrano la caduta di questo dio mentre difende il ponte armato di mitra, sono le cose migliori che io abbia mai letto.










Wolverine di Meltdown
Quanti autori si sono confrontati con la ferocia di Logan, alcuni ci hanno preso, altri no, eppure il miglior Wolverine che sia mai stato fatto, almeno secondo me, la giusta alchimia di ferocia, cinismo e sarcasmo è nato dalla collaborazione di 4 autori, i coniugi Simonson, Kent Williams e J.J. Muth, la loro miniserie Havok e Wolverine - Meltdown è arte, e il loro Logan, in caccia, alla ricerca del suo amico Alex Summers è il top del top del top.
Dialoghi, storia e disegni di alta fattura per una miniserie che dipinge una guerra fredda mai del tutto finita.














Superman di Morrison e Quitley
Il miglior Superman di sempre è quello che si legge nelle poetiche pagine di All Star Superman.
Sublime l'interpretazione di Morrison dell'universo dell'ultimo Kryptoniano. Epica la visione di Quitley. Deliziosa la goffagine del loro Clark Kent. Un volume bello dalla prima all'ultima pagina. Ed io voglio ricordarlo cosi, mentre posa il fiore indistruttibile di Nuova Krypton ai piedi della tomba del suo padre adottivo, non per altro, ma l'immagine mentre nutre il Divoratore di soli nella Fortezza della solitudine non sono riuscito a trovarla. In una parola stupendo.










Namor di Ribic e Milligan

E aproposito di parole, non ne proferisce una il "submariner" di Milligan ed Esaad Ribic, nel claustrofobico horror Abissi, ma indubbiamente affascina e cattura l'attenzione del lettore.
Un Namor diverso da tutti gli altri, diverso dal re di Atlantide con brame di conquista della terraferma, o dall'eroe degli dalla pelle d'acciaio degli invasori, o ancora l'imprenditore ecologista di J.Byrne, nulla di tutto ciò, qui è un silente guardiano che difende i confini abissali della sua terra, dagli umani invasori.
Bello bello bello. E Ribic, che ne parliamo a fare?








Il Thor degli Ultimates

Il Thor in Ultimates, il guerrigliero No-Global anti-americano di Mark Millar e Hitch, e di più non oso aggiungere.
Se mai c'è stata una rivisitazione originale di un personaggio, la medaglia d'oro tocca senza dubbio a Millar ed Hitch.
"Spero che tu non sia qui per arrestarci per aver partecipato alle proteste no global, generale. ome sempre i vostri tirapiedi dela stampa hanno descritto in modo  falso quella che era una manifestazione pacifica."
Gli Ultimates di Millar ed Hitch sono tra le cose più belle in cui ci si possa imbattere, ed il loro dio del tuono ha il fascino dell' eroe del XXI secolo.










Un cattivo è un cattivo, ma chi dice che un cattivo non deve avere anche fascino?
Il Dottor Destino di J. Byrne merita un posto nella mia top ten characters.
 Il despota di Latveria dell'autore canadese con la sua prosa nobile e delirante, ed i suoi piani malvagi che omaggiavano le gesta del Von Doom di Lee-Kirby, non poteva mancare stasera.










Guy Gardner

Trasformare un characters demolito dalla satira del duo Giffen e De Matteis, in un personaggio solido, reale, e palusibile per quanto possa esserlo una Lanterna Verde, da segnalare l'ottimo lavoro di Peter Tomasi sullo sbruffone di casa DC, Guy Gardner, sulla testata Green Lantern Corps.














Thor di J.M. Straczynski

J. Michael Straczynski - una nuova Asgard rinata nei cieli dell'entroterra americano, Asgardiani alle riunioni cittadine in Oklahoma, tante idee interessanti disegnata dal bravissimo Coipel, una delle migliori produzioni Marvel degli ultimi anni, ed una rinascita di una testata zoppicante  e rantolante.
Tutti i Marvel Zombi in quei mesi volevano vedere il buon Tony Stark (post-civil war) prendere una sonora batosta, per quante ne aveva combinate, e ci pensa Thor, nelle strade devastate da Katrina del New Orleans.
Peccato si sia interrotta e sia stata snaturata per i soliti inghippi contrattuali, brutto l'epilogo a firma di Gillian se non erro, con i suoi Franken-dei in quel di Latveria.













Il Batman di Miller-Mazzuchelli
Frank Miller ha dato un grandissimo contributo a Batman, potrei, citare qui il suo Dark Kinght Returns, invece preferisco inserire in classifica, la stupenda miniserie Year One disegnata da Mazzuchelli; si sono viste molte rivisitazioni negli anni, delle origini dei nostri beniamini, poche così riuscite: fumosa, noir, gotica, poliziesca, didascalica, l'unica ri-nascita di Batman che avrebbe reso orgoglioso persino Bob Kane.




Capt. America di Nicieza Maguire
E parlando di rivisitazioni delle origini,  segnalo questa sottovalutatissima interpretazione di Fabian Nicieza e Kevin Maguire, della nascita di Capitan America, un plot che ha fornito molti spunti alla pellicola "The first Avenger".
Appetibile come pochi altri fumetti.
La rinascita di Steve Rogers raccontata con una cura dei particolari e delle psicologie dei personaggi veramente meritevole.
Da dieci pieno.
Le avventure di Capitan America sentinella della libertà, reperibile su Star Magazine, della Star comics, è da leggere.

Bene Abito da Sposa Cercasi è finito, ed io spero che la lettura vi abbia fornito spunti, consigli, o anche fatto venir voglia di rileggere volumi che avete lì da qualche parte nella vostra libreria.
Ci si vede sempre qui, alla prossima.
Baci ai pupi.

martedì 7 maggio 2013

Per il Potere di GreySkull

Breve storia dei dominatori dell'universo

I Masters of the Universe, per gli amici MOTU, erano una serie di giocattoli, (oggi le chiamiamo Action Figures, non per altro, se non per giustificare il fatto che a 40 anni andiamo ancora dietro a queste cagate),
prodotti negli anni '80 dalla Mattel.
Durante la decade '80, hanno praticamente dominato, oltre l'universo, anche il mercato dei giocattoli di quegli anni, entrando nelle case di ragazzini di tutto il mondo ( io ce li avevo quasi tutti per esempio, persino Moss-man, che aveva il pelo profumato, che detto così non è nemmeno tanto carino).
Un successo che ha portato alla realizzazione di una serie a cartoni animati, prodotta dalla Filmation, e persino una pellicola cinematografica, con He-Man interpretato da Dolph Lundgren (Ivan Drago di Rocky IV).


















Negli anni '90, i Masters furono dimenticati, surclassati dai giochilli elettronici e la Mattel provò in un rilancio con una serie, chiamata semplicemente He-Man, che aveva un. impronta più fantascientifica che fantasy, chi a quei tempi leggeva Topolino, ricorderà sicuramente questa sfortunata serie di giocattoli. presenza fissa delle pubblicità in quarta di copertina.
He-Man però fu un mezzo fallimento, e non si ebbero più notizie da Eternia fino al 2000, anno in cui la Mattel rilanciò i characters, con una nuova linea di giocattoli, meglio definiti, più punti di articolazioni, e decisamente più fighi, l'operazione però non ebbe il successo sperato, ed i pupazzetti, pardon, le nuove Action Figures, finirono per essere un target solo per i feticisti ed i nostalgici della serie.
Sulla scia del rilancio, venne prodotta anche una nuova serie di cartoni animati di 39 epiodi, prodotti dalla Paul Young Prod, che personalemente trovai persino carina da vedere.
Ma un nuovo vero e proprio ritorno non è mai arrivato, ed i nuovi Motu, sono rimasti oggetto di desiderio solo dei soliti nerd nostalgici e collezionisti.












Chi erano i Masters?

Se leggete un blog del genere, a meno che non abbiate 15 anni trovo impossibile che non sappiate di cosa stiamo parlando, comunque un infarinatura non  fa mai male: in un universo lontano, o in una dimensione parallela, c'è Eternia un mondo ibrido dove un life-style vichingo cn tanto di incantesimi, si è fuso con la moderna tecnologia bellica, è per questo motivo che potevamo assistere a scontri tra He-man con tanto di ascia bipenne e scudo, e Trap-Jaw, il Cyborg balbuziente dal braccio multifunzionale.
 L'eterna lotta tra il bene ed il male era combattuta da un lato  da He-man, l'alter ego del timido ed impacciato Principe Adam, ed i suoi Heroic Warriors, e dall'altro da Skeletor e dai suoi Evil Warriors, l'oggetto della lotta era la conquista del castello di Greyskull e della sua unica abitante la maga Sorceress, sede di un potere immenso che avrebbe permesso, a chi lo imbrigliava, la conquista ed il dominio dell'intero cosmo. Fine.



I Masters in edicola

Durante la golden age ( gli anni '80) di He-man & co. la Dc Comics ha prodotto un pò di fumetti ambientati nel mondo dei Masters, e sono orgoglioso di dire che la prima apparizione dei Motu su un ComicBook, è stata già citata qui su fumettopenìa a questo link, quando sulle pagine di DC Comics Present, fu presentato un "eccitante" Team up tra Superman, ed il campione di Eternia.
L'anno scorso, in casa DC, hanno praticamente riazzerato quello che si poteva riazzerare, tra le altre cose, hanno rilanciato la serie, con un nuovo team artistico ed alcune inevitabili variazioni sul tema. Serie a fumetti, che la RW Lion ha intenzione di portare nelle fumetterie tra breve, ritardi permettendo, è che fa l'occhiolino sopratutto ai vecchi adoratori dell'eterna lotta tra He-man e Skeletor.
E così il nuovo Prince Adam, non è più in Prince, o per lo meno, è il classico principe ignaro di esserlo, ma un semplice boscaiolo, che aspira, ed è destinato in qualche modo a qualcosa di più importante, se vedete delle assonanze con Luke Skywalker o Pretty Princess, non siete soli, dopo una serie di notti passate a sognare un destino diverso, decide di lasciare il suo bosco, la sua casa, il suo posto fisso da taglialegna per cercare un futuro diverso, una vita di avventure.
Evito di Spoilerare troppo la trama, nel caso vi venga la pessima idea di comprare il TP italiano.
Il fumetto che porta comunque la firma di Keith Giffen per alcuni numeri, è, diciamolo pure, mediocre, decontestualizzato dal fatto che è ispirato a dei giocattoli dal glorioso passato, rimane una storia fantasy, noiosetta e scontata: principe ignaro, incantesimi, cattivo, maghe e maghelle, l'immancabile bonazza ninja, insomma, niente di che come fumetto, disegnato anche maluccio tra l'altro, con tavole troppo sporche e veloci.

Il TP raccoglie per intero la miniserie di 6 numeri, la storia è strutturata in modo che ad ogni albo facciano la loro comparsa i principali personaggi, fino al climax, in cui ovviamente la magia di Greyskull riporterà in vita He-man per soggiogare l'oppressore Skeletor e la sua combriccola di manigoldi.
E non venitemi a dire che vi ho detto troppo perchè non vedo in che altro modo potreste immaginarvi una storia con protagonisti He-man & Skeletor.
L' unica utenza che riesco ad immaginare per questo fumetto, sono i collezionisti compulsivi, io nonostate ci abbia giocato per mesi e mesi insieme a mio fratello quando eravamo più piccoli, non ho sentito alcun feeling
Il target a cui credo sia indirizzato questo volume: il collezionista compulsivo.
nel rileggere la storia. Ed il consiglio che posso darvi è di investire queste 13,00 in qualcosa di decisamente più appetibile, poi de gustibus non est disputandum.
Voto finale 5, da evitare.
Baci ai pupi.

 Ricapitolando: Lion Extra n°1 - He-Man e i dominatori dell'universo di J.Robinson, K. Giffen, P. Tan, brossurato di 144 pag. Rw Lion Edizioni €12,95.

lunedì 6 maggio 2013

Storie, Storione, Storielle e Storiacce

Ne avevamo già parlato, dell'iniziativa Bonelli "Le Storie", ma Dario vuole ritornare sull'argomento con una sintesi su quello che finora  è uscito, lascio subito lo spazio:
 
Era il Novembre dell'anno scorso quando la Bonelli portava nelle edicole quello che si annunciava sulla carta un piccolo evento editoriale. Arrivava alla pubblicazione la collana Le Storie, seconda serie regolare al debutto nel giro di pochi mesi (insieme a Saguaro) dopo un periodo in cui a farla da padrone nel campo delle novità erano state miniserie e romanzi a fumetti. Già questa poteva essere una notizia degna di nota ma la cosa interessante era sicuramente la mancanza di un titolare di testata, l'assenza del personaggio fisso al quale i lettori potevano o meno affezionarsi. La formula era ed è ovviamente ancora adesso quella delle storie autoconclusive affidate di volta in volta ad autori diversi. Va da sè che le potenzialità di un simile progetto sono infinite: nuovi personaggi, nuovi scenari, nuove epoche storiche, nuovi generi e nuovi stili di scrittura a disposizione dei lettori una volta al mese. Si sono da subito sprecati i paragoni con la vecchia avventura editoriale lanciata dalla Bonelli nella seconda metà degli anni '70 dal titolo Un uomo un'avventura che presentava però un formato simile a quello del fumetto franco-belga e non il classico albo al quale Bonelli ci ha abituati. Diciamo subito che i nomi coinvolti all'epoca sono tutt'ora considerati dei Maestri del fumetto, parliamo di personalità del calibro di Toppi, Manara, Pratt, Battaglia, Bonvi, Galeppini, Crepax, Castelli, Micheluzzi, Milazzo, etc., etc...


Il paragone diventa oltremodo scomodo per gli autori coinvolti nel progetto attuale, nonostante questi siano tra i nomi più quotati di casa Bonelli e non solo. Diciamo che l'idea alla base del nuovo progetto ha qualcosa in comune con quell'altro, ma dedichiamoci ora solo al presente.

L'onere e l'onore di aprire questa nuova avventura editoriale grava sulle spalle di Paola Barbato e Giampiero Casertano, autori dell'episodio Il boia di Parigi (all'epoca furono Decio Canzio e Sergio Toppi ad aprire le danze con L'uomo del Nilo). Monsieur Sanson è il boia di Parigi ai tempi della rivoluzione francese, maestro delle esecuzioni pubbliche, custode della ghigliottina. Contrariamente a quel che si può pensare, Sanson è un uomo gentile, rispettoso dei morituri, del momento del trapasso, dell'atto di dar la morte e della morte stessa. Boia e confidente, uccisore e consolatore. La piacevole sorpresa è stata quella di trovare un albo dove non sono l'azione e l'intreccio a farla da padrone bensì la costruzione di un protagonista atipico e interessante, ben delineato nei comportamenti e nei pensieri dal lavoro della Barbato, un personaggio fulcro della storia ma in maniera piacevolmente inusuale. Pur non avendo amato particolarmente i disegni di Casertano, soprattutto per quel che concerne la figura umana, ho trovato molto valide la resa delle atmosfere e degli ambienti. In definitiva un esordio ben realizzato, interessante e promettente.

Da buon secondo arriva il lavoro di Roberto Recchioni e Andrea Accardi che ci trasportano nel Giappone feudale dove il samurai Tetsuo si troverà responsabile dell'onore del proprio maestro, caduto in disgrazia di fronte al proprio Daimyo (signore feudale). Qui Recchioni può dar sfogo alla sua passione legata ai temi della via della spada già visti o intravisti nelle storie di John Doe; ne esce un episodio sicuramente riuscito e divertente grazie al quale tornano alla mente alcune influenze che ci ha lasciato in eredità il cinema orientale, personalmente la prima cosa alla quale ho pensato è lo Zatoichi di Kitano ma dentro c'è sicuramente molto, molto altro. Ottime le matite di Accardi che sembrano realmente trasportarci nel Giappone del XII secolo (o giù di lì, manco di preparazione storica in materia). L'episodio è intitolato La redenzione del samurai.

Il terzo numero è quello che al momento ho trovato meno riuscito e interessante. Probabilmente il periodo storico e l'ambientazione sono per i miei gusti i meno affascinanti tra quelli proposti finora cosa che ha avuto il suo peso nel mio giudizio, ho trovato però questo episodio francamente noioso e per nulla avvincente. Siamo in India nel 1857 durante La rivolta dei Sepoy, le truppe dei nativi indiani arruolate dall'esercito occupante, quello Inglese. In questo scenario si consuma un amore tra due giovani di diversa estrazione sociale e seguiamo le avventure del Sergente Maggiore Donovan, ufficiale inglese e padre di uno dei due ragazzi. Storia senza particolari guizzi di Giuseppe De Nardo, buone le matite di Bruno Brindisi che avevo però apprezzato maggiormente in territori texiani.


Anche nel quarto episodio la storia, pur essendo ben scritta e orchestrata, dà l'impressione di essere convenzionale e già vista parecchie volte. Però i gusti di Ruju sono probabilmente più simili ai miei e ancora una volta il buon Pasquale riesce a convincermi (mi ero goduto parecchio anche tutto il suo Cassidy). Siamo nella seconda metà degli anni '30, tempo di gangsters, liquori proibiti, mitragliatori, macchine d'epoca e debiti di gioco. Angelo è costretto suo malgrado a partecipare a un colpo con il suo nuovo amico Eddie, un colpo che potrebbe sembrare facile, ma nella vita e in questo ambiente cosa lo è? L'animo gentile di Angelo riuscirà a raccapezzarsi tra crimini e sparatorie? Non manca nemmeno la più classica delle femme fatale. Disegni di Ambrosini che continuo ad apprezzare più come sceneggiatore che alle matite. No Smoking il titolo dell'episodio.

E' con il quinto numero che arriva l'episodio migliore tra quelli letti finora. Dopo l'ottimo Valter Buio, Alessandro Bilotta si conferma un ottimo scrittore in grado di imbastire con questo centinaio di pagine un piccolo gioiellino a fumetti. Il lato oscuro (sorta di piccola citazione musicale insieme a quelle di Space Oddity di Bowie contenute nell'albo) è narrato su due piani temporali, il presente, dove il pilota Lloyd Clarke è riuscito a coronare il suo sogno di diventare astronauta e il passato, dove la sua vita da bambino, passata insieme al fratello maggiore Tom tra sogni e giochi a tema fantascientifico, deve affrontare alcuni traumi. Ma in quella navicella, nel presente, succede qualcosa di molto strano. Ottimi i disegni di Matteo Mosca che contribuiscono in maniera forte a rendere questo quinto episodio il migliore del lotto.

Ultimo episodio letto finora è Ritorno a Berlino scritto da Paolo Morales, autore purtroppo da poco scomparso, per i disegni di Davide De Cubellis. Racconto cospiratorio dove segreti che affondano nella Germania del muro di Berlino mostrano le loro conseguenze nel nostro presente, dove le figure dei padri sono forti e ingombranti, dove i figli subiscono le conseguenze delle loro azioni in un modo o nell'altro e dove alcuni personaggi, cinici e spietati, riescono ad assumere una doppia valenza. Nonostante alcune svolte narrative possano risultare intuibili dal lettore più smaliziato (ma anche no), la storia si rivela davvero piacevole nonostante la parte grafica, pur non presentando particolari pecche, non faccia gridare al miracolo.

Al momento l'esperimento narrativo sembra riuscito, l'alternanza di autori e storie tiene desta l'attenzione e la qualità delle proposte è mediamente buona. Menzione particolare per le copertine di Aldo Di Gennaro davvero molto molto belle, aiutate da una scelta della carta che riesce a rendere una sorta di effetto tela che impreziosisce l'arte del disegnatore. Anche qui la copertina del quinto numero mi sembra la migliore, insieme all'ottima realizzazione di quella del secondo numero.

Dario Lopez

venerdì 3 maggio 2013

Before Watchmen - Le conclusioni su Silk Spectre

Il cofanetto ormai è quasi pieno, questo vuol dire che le prime miniserie sono volte al termine, Silk Spectre ha chiuso con il numero 4, ed il voto finale di queste 10,00€ (dieci euro per novanta pagine scarse, tutto sommato siamo nella media solita dei nostri giorni - modello economico estorsione senza pistola), raggiunge la sufficienza, consigliato però, tutto sommato, con tutta la spontaneità che mi consentite, solamente ai nostalgici dei characters di Moore, questa prima miniserie giunta alla conclusione ha poco altro di appetibile oltre alle molte citazioni dell'opera originale o le deliziose matite della Conner.
In pratica Cooke ci racconta del battesimo di fuoco della bella Laurie, che libera il suo potenziale contro un boss della droga, nella lisergica cornice della San Francisco Kerouachiana ed hippie.
Bell....Carina la sottorama del conflitto generazionale tra madre e figlia che lo scrittore porta avanti nei quattro numeri, il primo amore, e come questo si scontra con la cinica realtà della vita attraverso il duro intervento del Comico, carina la retrocontinuity che Cooke fornisce per alcune icone dell'opera di Moore, come la famosa spilletta di Blake, però per adesso l'entusiasmo non va oltre la gioia necrofila nel vedere resuscitare personaggi che sembrava non avessero più nulla da dire. Fatti e finiti nelle mani del maestro. Apprezzabile comunque la caratterizzazione dei personaggi, coerente con l'interpretazione di Moore, Cooke dipinge bene l'ossessione della madre di Laurie, scrivendo un plausibile passato per l'anziana donna che fu la prima Silk Spectre. Stessa cosa si potrà dire comunque dell'altra miniserie, sempre sua, Minutemen.
Coerenti e rispettosi dell'opera prima, anche le psicologie del Comico e del primo Nite Owl , l'arroganza ed il cinismo del primo ed il provincialismo fascista, la pochezza intellettuale del secondo, prigioniero dei suoi pregiudizi destrorsi nel giudicare una realtà diversa come quella hippies, d'altronde Moore non ha mai dipinto i suoi Watchmen come dei personaggi di sinistra. Gli unici che deragliavano dal profilo fascista erano il secondo Nite Owl, tanto accessoriato e al contempo tanto umano, e Dr Manhattan sparato verso una prospettiva che ormai di umano ( e la politica è una cosa pettamente umana) non aveva nient' altro.
Deliziose le matite e le impostazioni della tavole di Amanda Conner, anatomie smussate e quasi disneyane, sempre pulite.
Opinione finale - Un fumetto celebrativo.
Insomma gente, Before Watchmen si sta rivelando un tantino diversa da quello che ci era stato detto, in primis l'esclusività, mah assolutamente no, le fumetterie e le fiere sono sature di rese, e con una bella ricerca, nemmeno tanto faticosa (io sono a Roma), potrete ritrovare addirittura l'inafferrabile cofanetto, ma in quanto alle storie ribadisco, è roba per nostalgici, per quelli come me che non hanno mai chiuso con Watchmen, in particolare con il Comico Dr Manhattan e Rorschach. Come opera, è vero è segnata dal fatto che è stata scritta ed illustrata da grandi nomi, però senza una passione in background per il capolavoro di Moore, credo che potrebbe risultare ai più giovani leggermente indigesta, specialmente il rapporto qualità/prezzo, comunque nei prossimi giorni commenteremo anche le altre miniserie, per adesso ci si saluta qui.
Baci a pupi.

giovedì 2 maggio 2013

Iron Fever

Visto Iron Man 3, si lo so, dovevo aspettare un amico per vederlo ma l'altra sera non ho resistito, metti l'ansia che lo togliessero inspiegabilmente dalle sale, l'ansia o la sper-ansia che in Italia scoppiasse finalmente una guerra civile, e quindi andare al cinema sarebbe stato l'ultimo dei miei problemi, metti un terremoto, un deragliamento del treno che mi porta al lavoro che mi avrebbe costretto ad una non-vita in un polmone d'acciaio, insomma , ho accampato una milionata di scuse, per andarci prima dei tempi pattuiti e ci sono andato, ecco, accompagnato dalla mia dolce metà, che ancora una volta si è immolata al cinema-nerd per amore , lei che di solito tende a vedere mattonate tipo Vanity Fair, Ma vie en rose, Coco Avant Chanel, è crollata dopo i primi venti minuti e si è fatta un sano sonno ristoratore, nonostante la sala rimbombasse dei boati in dolby di siluri, bombe e raggi repulsori.
Si lei ha dormito per gran parte del film, ma credo, che a conciliarle il sonno sia stata anche l'assenza dei soliti armadi in carne tipo Chris Hemsworth o Henry Cavill, ma a tal proposito devo dire, pur essendo un maschietto praticante le atti etero, ho trovato nel signor Guy Pearce il proverbiale fascino dello stronzo.
Insomma senza perdersi in tecnicismi o improvvisarsi critici cinematografici, diciamo subito che Iron Man 3, e molto più bello del 2.
Shane Blak, ci risparmia gli irritanti scambi di battute tra Tony e Pepper, dialoghi di cui era satura la seconda pellicola, e ci da giù con i petardi di grosso calibro, citazioni e ironia.
Quest'ultima non manca mai, d'altronde il playboy miliardario del buon Downey Jr. si presta perfettamente a questi intermezzi ironici, una particolarità alla quale il fumetto regolare è rimasto impermeabile ma che invece è riscontrabile nel personaggio di Tony dell'universo ultimate. Insomma lo Stark in celluloide un ibrido del meglio dei vari Tony dimensionali: è geniale come dovrebbe essere, irriverente, provocatorio e sarcastico come la controparte ultimate, ma salutista e non propenso alle sbornie (dato il passato di alcolista) come l'Iron man 616. I progressi tecnologici degli effetti visivi regalano 2 ore di azione incalzante. Alcune scene sono di una spettacolarità veramente imbarazzante, nel senso che dovrete dare fondo a tutta la vostra forza di volontà per restare sobri e composti nel guardarle.
Apprezzate anche le citazioni ed i riferimenti ai fumetti di testa di ferro: stavolta la sceneggiatura attinge dal meraviglioso Extremis di Warren Ellis, e pilucca qualcosina anche dal buon Fraction, nota a margine - per i nerd, la scena della distruzione della villa di Malibù sarà un vero e proprio tuffo al cuore (tanto l'avrete vista nei trailer), la miglior trasposizione in celluloide di una location fumettistica di sempre.
Bello anche la caratterizzazione del personaggio del Mandarino, una sorta di colonnello Kurtz, con sorpresa finale, che magari lascerà indifferenti gli avventori occasionali del film, ma farà decisamente sorridere gli appassionati.
Insomma c'è Exremis, c'è la bella Maya, anche se qui è un tantino menomata sul lato della caratterizzazione psicologica, c'è il solito cameo di Stan Lee, e c'è la sfilata autunno/inverno della collezione armature Mark, c'è Jarvis, c'è persino Iron Patriot, e c'è tanta adrenalina, forse troppa, ogni tanto si esagera ad emulare Die Hard, ma il consiglio è di scegliere la fascia oraria più giusta per le vostre tasche e andare a passare un paio d'ore di sana evasione a base di nanotecnologia e armature scintillanti.
Mi ringrazierete!
Baci ai pupi!