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lunedì 25 novembre 2013

Black Crow ed altre cose



XIII – Bouncer-  Black Crow  e 2 parole sulla bedè.

Chiedo scusa, ma vi assicuro che non era mia intenzione trascurarvi così tanto. Diciamo che sono stato un pochino impegnato a fare altro. 
Più sinceramente diciamo che la guida non autorizzata alla Lega di Moore ha sfiancato quei pochi neuroni che ancora tenevano alta la bandiera del mio discutibile intelletto.
Per farmi perdonare, approfittando dell’aiuto di Dario, torniamo e torno a parlare delle sorti del fumetto franco belga in Italia, in particolare di quello edito dall’editore bolognese Cosmo, di cui abbiamo parlato in precedenza QUI,  in occasione dell’ uscita del Decalogo (‘sto mese è in edicola il secondo numero) e La Leggenda, (il fantasy di Swolfs che questo mese giunge a conclusione).
Quindi vi lascio alla lettura di questa triplice recensione, in cui Dario torna a parlare della Bedè in Italia ed io, al solito più pratico, vi lascio due piccoli commenti sulle due nuove serie arrivate in edicola grazie ai considerevoli sforzi dell’editore bolognese, che al momento senza voler offendere la suscettibilità di nessuno, è solo una constatazione di fatti, sembra un attimino più longeva della scomparsa 7age ( io almeno non la vedo più poi posso essere smentito tranquillamente) che qualche mese fa aveva invaso le edicole con il materiale pur interessante della Zenescope.
Quindi rinnovando le scuse per questa latitanza vi lascio a Dario e torno a tediarvi subito dopo di lui.


Giunge a conclusione, perlomeno momentanea, la ristampa economica a opera di Editoriale Aurea del fumetto franco-belga XIII. Nei dieci numeri della collana abbiamo potuto assistere alle innumerevoli peripezie del numero XIII, individuo che definire dal passato misterioso risulta estremamente riduttivo. La saga in Francia non si è ancora conclusa, ne è uscito proprio in questi giorni il ventunesimo episodio, unico inedito della ristampa Aurea eccezion fatta per un episodio puramente riassuntivo saltato a piè pari dalla casa editrice romana.

Nascono ora spontanei due piccoli quesiti: le future uscite, nel paese d'origine parecchio dilatate nel tempo, verranno poi proposte da Aurea nella stessa collana e con lo stesso formato? Dobbiamo aspettarci in futuro un undicesimo numero? E, in caso di risposta negativa, ha senso investire su ristampe di serie ancora in corso esaurendo il materiale a disposizione in tempi relativamente brevi per lasciare poi la serie nel limbo a tempo indeterminato o addirittura chiuderla? Per ora non mi interessa cercare risposte, avere la vostra opinione decisamente di più.

Dopo l'esplosione della bande dessinée in formato bonellide lanciata dalla GP Publishing, casa editrice che ha ormai abbandonato il campo in questo segmento di mercato, sono la Cosmo Editoriale e l'Aurea a portare avanti il discorso nelle edicole italiane. La realtà più florida del settore sembra essere proprio la Cosmo che continua a sfornare novità e ad osare più della concorrenza. Grande merito quello di aver portato a conclusione alcune opere lasciate incomplete dalla GP Publishing come Durango o Lo Sparviero, scelta che dimostra un certo rispetto per il lettore oltre che interesse economico, anche nella scelta di adattarsi alla grafica adottata dal precedente editore garantendo così al collezionista una giusta continuità estetica.

Dal canto suo l'Aurea dà l'impressione di voler tirare un poco i remi in barca avendo sospeso la pubblicazione di Bob Morane dopo cinque uscite e rimanendo in edicola con il solo Blueberry (parliamo sempre e solo di formato bonellide o quasi). Si era vociferato tempo addietro di una possibile pubblicazione di Luc Orient e di Bernard Prince ma non mi risulta che le voci siano state confermate.

A che punto siamo quindi e cosa possiamo aspettarci dal futuro? Personalmente, dopo un grande entusiasmo iniziale, ho abbandonato quasi tutte le pubblicazioni in questo formato, per i motivi più diversi. Per quel che riguarda Aurea il discorso è molto semplice: XIII è finito, Bob Morane l'hanno interrotto e Blueberry mi faceva male agli occhi. Proprio così, alla lunga la riduzione delle tavole si è fatta sentire creando almeno su Blueberry una sensazione di fatica visiva che per molti altri fumetti non provo. E sì che le storie del soldato Blueberry mi piacevano anche parecchio, però proprio non reggevo più. Troppi particolari, baloon per me faticosi da leggere con la tavola ridotta. Poi non è che io stia proprio ringiovanendo.
Altro paio di maniche per quel che riguarda la Cosmo che mi sembra sempre molto attiva e reattiva.
Ultimamente, per disinteresse a tematiche e serie proposte (ma solo per gusto personale), l'unica cosa alla quale ho dato un'occhiata è
Wanted e probabilmente darò un'occasione anche al Bouncer di Jodorowsky e Boucq. Proprio da Wanted, insieme a un paio d'altre cosette, arrivano le sorprese e le speranze per il futuro. Questa serie western è inserita nella nuova collana Cosmo Color che abbandona la concezione di formato bonellide in bianco e nero per il fumetto franco-belga e riporta la bedè a un formato molto simile a quello d'origine, riacquistando il colore ma riuscendo a mantenere prezzi molto bassi, parliamo di 3,50 euro. Certo, la copertina non è cartonata e in ogni numero viene stampato un singolo albo, proprio come accade in Belgio o in Francia. Meno pagine, però si torna a potersi godere la tavola grande e un'opera pressoché identica a come gli autori l'hanno concepita. In più c'è il colore che però, come dissi tempo addietro, per me non è necessariamente un valore aggiunto, basta guardarsi qualche tavola originale per valutare la veridicità della mia affermazione.

La differenza la fà il prezzo. Ho sempre sostenuto la bedè in formato economico per motivi ovvi di spesa. Se la strada battuta da Cosmo Color funzionerà in non posso che benedirla. In fondo si avrebbe a 3,50 euro qualcosa che in quel formato di solito costa molto, molto di più.


Ci sono almeno altre due pubblicazioni che, con i dovuti distinguo, lasciano ben sperare in questo senso. Parlo delle uscite allegate alla Gazzetta dello Sport: Michel Vaillant a 2,99 euro per un episodio originale e Lucky Luke a 3,99 per ben due episodi originali. Allora si può fare! Beh, forse almeno. Teniamo conto che la forza economica della Gazzetta probabilmente permette maggiore copertura dei costi rispetto a quel che può permettersi una Cosmo Editoriale, però i segnali positivi ci sono e nessuna delle suddette edizioni mi sembra un prodotto raffazzonato, anzi.
Che sia la nuova strada da battere? Lo spero e me lo auguro.

Cazzo, ma io dovevo parlare di XIII. Vabbè, magari domani.
Dario Lopez

Bouncer  (#01) Un diamante per l’aldilà
(Di  A. Jodorowsky e Boucq 130 pgg, b/n 3,20€ Ed. Cosmo)

La prima volta che ho avuto il piacere di leggere qualcosa di Jodorowsky, era un libro: Quando Teresa che si arrabbiò con Dio.
Un libro che definire strano sarebbe stato usare un eufemismo.
Da qualche settimana è arrivato in edicola la versione economica di Bouncer il western scritto da lui, e disegnato da Boucq.
Formato bonellide in bianco e nero, 130 pagine, 3.20€, e stampato in Italia su carta certificata PEFC.
Devo dire che tra le molte iniziative Cosmo, questa di Bouncer è sicuramente la più imperdibile, Jodoroswky è un indiscusso artista con interessi in più campi: ha scritto e diretto film, composto opere teatrali, scritto vari libri, ed anche le sue incursioni nel campo della nona arte sono state apprezzate da pubblico e critica.
Il suo western non è da meno. Il primo numero che presenta il personaggio, ci porta in una frontiera selvaggia molto differente da quella della classica narrazione bonelliana.
Bouncer (Buttafuori) è un uomo da un braccio solo dal passato tutt’altro che tranquillo, figlio di Aunty Lola, una delle prostitute più feroci ed arriviste del west.
Ora, siccome le origini del personaggio, nonchè il segreto della sua situazione sono raccontate in questo primo numero, non vi dirò nulla riguardo alla trama, quello che mi preme di dirvi è che questa, è altamente godibile, mai lenta e decisamente avvincente.
I personaggi di questa prima saga sono tutti carichi di un accattivante carisma. E la storia tiene desta l'attenzione.
Jodorowsky pur utilizzando dei personaggi al limite dello stereotipo, riesce, grazie a soluzioni originali, a non scadere nella rischiosa monotonia di un genere fumettistico tanto inflazionato.
Bouncer fondamentalmente diverte e lascia il lettore con la curiosità di leggere quello che succederà nel prossimo numero. La caratterizzazione dei personaggi  è ben definita, e dagli spoiler che mi sono autoinflitto per arricchire la recensione (ma che non vi dirò) direi che ci aspettano figure e situazioni tipiche della fantasia psichedelica di questo autore, che adattate al genere western, porteranno sicuramente alla lettura di qualcosa di quantomeno raro se non unico.
Inoltre le matite di Boucq, pulite e dinamiche sono da intendere come un sicuro incentivo all’acquisto: campi lunghi, paesaggi, primi piani, scene d' azione, nulla sembra intimidire questo disegnatore, che qualcuno di voi magari avrà già avuto modo di ammirare su Faccia di Luna.
In conclusione Bouncer merita sicuramente la vostra attenzione, vivamente consigliato agli amanti del genere, ed a quelli che vorrebbero avvicinarvisi, ma sono giustamente intimiditi dalla mole cronologica del Tex nostrano.
Bouncer è sicuramente un bel Western d'oltralpe, come del resto lo è stato Durango, che sempre grazie alla
Cosmo ha trovato pace e fine anche da noi in Italia, anche in economica.

Black Crow (#01) Il tesoro maledetto
Di Jean Yvesse Delitte 98 pgg b/n  2,90€ Ed. Cosmo

Sarà che con la stesura della Guida della Lega di Alan Moore (vero che l’avete letta vero? Dopo tutta la fatica che ho fatto e sto facendo per scriverla!), quella montagna di citazioni del Bardo, ha risvegliato una passione sopita per la letteratura d’avventura d’essai, fatto ‘sta che questo Black Crow capita proprio a fagiolo per soddisfare le mie voglie.
Black Crow dell’autore belga Jean Yvesse Delitte, è un fumetto d’avventura, ambientato a bordo di un veliero, la Revenge, comandata dal corsaro di sangue pellerossa, Samuel Prescott, meglio noto come Black Crow, un uomo ansioso di vendicarsi degli inglesi che aveva scelto di servire, durante le guerre dei turbolenti anni alla fine del 1700.
L’appetibilià di questo fumetto ridiede nelle ambientazioni marinaresche, nel taglio squisitamente avventuresco della serie, nonché nelle trame appetibili e coinvolgenti, nei dialoghi scorrevoli e nella caratterizzazione dei personaggi, dove potere, cattiveria e cinismo viaggiano a braccetto.
 I disegni di Delitte sono validissimi, anzi direi che possiamo anche dargli dello spettacolare senza avere la sensazione di esagerare con gli elogi, le tavole dell’autore belga sono precise pulite, le geometrie mai monotone ed assolutamente dinamiche, risentono poco della economicizzazione del colore.
Insomma si lasciano tranquillamente ammirare, nonostante la desaturizzazione coatta.
La componente piratesca, le ambientazioni in mare, e la collocazione storica, forniscono alla serie una sicura originalità, una ventata d’aria nuova in un edicola dove il dejavù è ormai un appuntamento fisso.
Da quello che ho capito è una serie on-going, il prossimo mese arriverà il numero due, poi la serie subirà una pausa in attesa di reperire altro materiale.
Black Crow è il classico esempio di quanto possa fare bene alla editoria italiana la cura Cosmo.
Checché ne dicano i conservatori ed i puristi dell’edizione originale, l’economicizzazione di alcune serie a fumetti, in questi tempi di tagli alle spese, permette ai lettori di ampliare le loro letture.
Un’ edizione fedele all’originale dell’opera avrebbe fatto levitare i costi ed il prezzo di vendita, ed avrebbe relegato questo interessantissimo fumetto nelle ultime posizioni di una vostra ipotetica wishlist, complice sicuramente una legittima intolleranza a scialacquare i vostri risparmi in serie sconosciute.
L’edizione Cosmo invece, visto il prezzo contenuto, invoglia il lettore a concedersi nuove esperienze, il bello è che nel caso di Black Crow, di Bouncer ed anche di La Leggenda e Il Decalogo, risultano a conti fatti piacevolissime letture.
Quindi a costo di sembrare troppo di parte, (ma in realtà quello che ci preme sempre salvaguardare sono le vostre ed anche le mie tasche!), Fumettopenia rinnova gli auguri all’editore bolognese.
E lo esorta, per quel che può servire a continuare su questa interessantissima e popolarissima  strada.
Nel mio caso hanno guadagnato un sicuro cliente.
Quindi bando agli indugi, mollate gli ormeggi, sciogliete la vaschetta ed abbassate la trinchettina e il grande fiocco, si salpa ci aspetta un tesoro…si è vero è maledetto ma con Samuel Prescott, possiamo stare sicuri che le emozioni non mancheranno.
Baci ai pupi.

lunedì 22 luglio 2013

L'urlo di chen terrorizza i Navigli



Long Wei di diego Cajelli e Luca Genovese  - Bonellide dell' Editoriale Aurea, che detto così fa brutto lo so, ma rende l'idea, brossurato in bianco nero su carta velina  2,90€
State per partire per il mare? Se siete fortunati, la distribuzione ha lasciato un pò molto a desiderare, ma come dicevo se siete fortuinati,  potreste anche trovare in edicola questo nuovo mensile dell' Ed. Aurea, non occupa molto spazio e non pesa nemmeno tanto, sembra sia stampato su carta velina.
L'Aurea sembra impermeabile alle critiche che gli muovono i lettori, e continua imperterrita per la sua strada, il nuovo mensile si chiama Long Wei, ed è nuovo appena uscito, non fatevi trarre in inganno dal giallognolo itterico delle pagine, non ho ben capito se sia una cosa voluta, che aumenti l'effetto "so 70'ies" dell'opera. O sia perchè la carta è effettivamente scadente. comunque se lo è letto Dario, e qui di seguito vi lascio alla sua opinione, nel frattempo in bocca al lupo ai due autori...
Finalmente Long Wei. Dopo una discreta attesa sono riuscito anche io a leggere il primo numero di quello che prometteva essere un piccolo caso editoriale. Come confermato anche dallo scrittore Diego Cajelli, l'hype intorno all'uscita di questo nuovo prodotto italiano è cresciuta a dismisura fino a rendere l'esordio di Long Wei uno dei più attesi nel panorama fumettistico nostrano.


A creare attesa probabilmente un mix di fattori. Innanzitutto l'ambientazione milanese della vicenda che come protagonista presenta un immigrato cinese esperto di arti marziali. Le recenti pagine della cronaca milanese rendevano lo scenario di estrema attualità, un tocco di campanilismo e le aspettative salivano ancora. E' indubbio inoltre che il nome di Roberto Recchioni a seguire il progetto, forte delle passate esperienze, ha contribuito a solleticare la curiosità dei lettori.

And last but not least il solido team creativo formato da Diego Cajelli e Luca Genovese già visti entrambi su diverse pubblicazioni italiane, tra le altre collaborazioni per Sergio Bonelli Editore e sul John Doe ideato da Bartoli e dallo stesso Recchioni.

Insomma, la curiosità c'era. Fin da subito è chiara, per chi un minimo lo conosce, l'influenza delle passioni di Recchioni sull'intero lavoro. Passioni e tematiche che sono quasi sicuro siano le stesse dello scrittore Diego Cajelli: stralci di ambientazione giapponese, samurai, spade e scontri. Long Wei è un ragazzo giovane che ha studiato le arti marziali in maniera profonda nella speranza di diventare un attore di spicco dell'industria cinematografica cinese. Nella Chinatown milanese lo Zio Tony gestisce insieme ai due figli Chen e Maria un ristorante che stenta a decollare. Per fare il salto di qualità Zio Tony si indebiterà con gente pericolosa e priva di scrupoli. Per porre rimedio alla difficile situazione, dalla Cina arriverà proprio Long Wei, figlio di un cugino dello Zio Tony. E l'urlo di Long Wei terrorizzerà l'occidente.

Ed ecco come wikipedia riassume l'inizio della trama de L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, uno dei film più famosi con protagonista il grande Bruce Lee:

Tang parte da Hong Kong per Roma per aiutare uno zio di famiglia, la cui nipote Chen Ching Hua ha aperto un ristorante insieme ad alcuni amici e al cugino Wang, il cuoco. Il ristorante suscita l'interesse della mafia locale, che intende trasformarlo in un'attività illecita. Non riuscendo a convincere i proprietari a vendere, i malavitosi cercano di intimidirli, ma Tang riesce a sconfiggerli facilmente.

Il succo è questo: un palese omaggio ai film d'arti marziali dove l'eroe solitario grazie alla sua tecnica nelle arti marziali affronta e ridimensiona i farabutti di turno. Possiamo liquidare il tutto così, con queste due parole? Più o meno sì, non c'è molto altro.

Però... perché c'è anche un però...


Però c'è da dire che la lettura di Long Wei risulta parecchio divertente. L'impressione è quella di star leggendo cose già viste (più che già lette) non di meno la storia ha un respiro da B-movie o da telefilm di epoche passate, di quelli che ti prendono nonostante non offrano grandi novità. Entrando in contraddizione possiamo però dire che la novità è proprio questa: nonostante il plot sia risaputo un'operazione del genere mancava al settore del fumetto italiano da edicola e così l'esordio di Long Wei risulta essere comunque una boccata d'aria fresca.

Una lettura rapida, divertente, disimpegnata e citazionista. Se sguazzate nel genere e nella cultura pop di tutti i tipi non potete farvi scappare questo albo. Più o meno dovreste aver capito cosa ci troverete dentro. Al momento la scelta di ambientare la storia a Milano non è così caratterizzante, a parte qualche accenno topografico Milano o Napoli non avrebbe fatto differenza.

Funzionali i disegni di Genovese che rende a dovere ambientazioni e scene di lotta curando nella giusta maniera il dinamismo che un plot del genere impone.

martedì 5 marzo 2013

Bob Morane



E' dai tempi di Fumetti di Carta che dico che Dario è lo sperimentatore del gruppo, e in questi ultimi tempi l'edicola deve essere diventata una miniera d'oro per un avido lettore come lui, il formato Bonellide, regna sovrano, nonostante ci sarà sempre chi si lamenta della carta, chi si lamenta della stampa, chi della violenza che si fa sulle tavole originali, io adoro questo formato e fa piacere che alcuni editori abbiano optato per questa scelta per essre competitivi in edicola, certo resta da vedere se il ritorno in termini di vendite soddisferà delle tirature così alte.
Insomma bando agli indugi, mentre io proprio ieri guardavo stupito ed incuriosito, il nuovo mendile edito Star Comics -  un adattamento di Alice nel paese delle meraviglie, con protagoniste tutte tettone in lingerie succinta, lasciandolo poi lì, Dario ha adocchiato (e preso) Bob Morane dell' Editoriale Aurea.
Vi lascio al suo commento, buona lettura.



Negli ultimi mesi dell'anno scorso anche l' Editoriale Aurea si è lanciata nella proposta del fumetto franco-belga a prezzi popolari. Con una buona intuizione ha ingrandito di qualche cm il formato bonellide rendendo più leggibili le tavole in origine pensate per un formato più grande. Anche qui niente colore ne redazionali. Due al momento le proposte: il thriller spionistico XIII e l'avventura classica da pulp magazine di Bob Morane, ed è proprio su quest'ultima uscita che vorrei spendere due parole.




Dopo aver letto il primo numero delle avventure di Bob Morane sono rimasto spiazzato, e dopo vi dirò perché. Sono andato allora alla ricerca di qualche informazione in rete e incredibilmente mi si è aperto un mondo. Non so voi, mai io di questo personaggio non avevo sentito mai parlare eppure in Francia deve essere una specie di gloria nazionale.





Apprendo che al personaggio, nato nel lontano 1953 per mano dello scrittore Henri Vernes, sono stati dedicati nel corso degli anni la bellezza di circa 230 (duecentotrenta) romanzi, editi originariamente in una collana di tascabili dell'editrice Marabout. Il probabile successo del personaggio ha dato vita in seguito a un film nel 1960, a una serie tv nel 1963 e a una a cartoni animati nel 1998. A Tournais in Belgio c'è addirittura una via Bob Morane dedicata al popolare eroe.





Dovrebbero essere circa un centinaio invece le avventure rese in forma di fumetto pubblicate nel corso degli anni da diverse case editrici d'oltralpe.




L'Aurea ci introduce al mondo dell'eroe francese con l'episodio La spada del paladino, primo dell'epoca Dargaud. In precedenza però l'eroe era stato protagonista di altri sette albi editi da Marabout nei quali probabilmente il personaggio era stato presentato ai lettori.




Ci si trova un po' spiazzati leggendo il numero uno di questa nuova collana. I protagonisti sono il francese Bob Morane e il suo amico scozzese Bill Ballantine, non è chiaro quale sia il rapporto che lega i due amici che sembrano molto affiatati, unico indizio il fatto che Ballantine chiami spesso Morane con l'appellativo di Comandante, il che lascia supporre un passato militare per i due. Dopo un paio di pagine siamo già nel pieno della storia, il Professor Hunter, conoscente di Morane, chiede alla coppia di amici di testare per suo conto una macchina del tempo a scopo di verificarne l'effettivo funzionamento. La cosa fantastica è che i due accettano senza porsi nessun problema, una soluzione narrativa dall'ingenuità disarmante, quasi da rimanerne stupiti leggendo le pagine del racconto. Finiranno nella Francia del XIV secolo insieme a un avversario imbucatosi di nascosto nella loro navicella. Impressionante come questi due personaggi, dei quali sappiamo poco e niente, riescano a far di tutto, non si pongano nessun problema di fronte a qualsiasi situazione e si gettino a capofitto nei risvolti della Storia, arrivando ad aver a che fare con Carlo Magno, col paladino Rolando e con Re Carlo V. La narrazione è classica e di pura avventura, l'ingenuità a livelli quasi imbarazzanti. A questo punto questo potrebbe sembrare un commento decisamente negativo al fumetto in questione. E invece no. Proprio questa naturalezza nella narrazione, questa dose massiccia di sospensione d'incredulità, insieme alle matite chiare e precise di Gérard Forton, donano alla lettura un fascino incredibile, d'altri tempi.




Certo avrebbe giovato una proposta cronologicamente più accurata, nonostante questo le singole avventure sono leggibili anche singolarmente. Già dal secondo albo l'Aurea procede al recupero di un paio di episodi dell'era Marabout (gli episodi 6 e 7) anche se non i primi.





Dopo la scorribanda nella Francia del XIV secolo la coppia di avventurieri dovrà vedersela con una razza evoluta e con il loro satellite artificiale in orbita sopra la Terra, in un racconto dalle atmosfere Bondiane con tanto di bad girl e agenzia criminale che qui presenta l'appellativo di S.M.O.G. Anche le matite, qui ad opera di William Vance, si adoperano per adattarsi al meglio alle nuove atmosfere.





Nel secondo numero, mantenendo costante lo stile della narrazione, avremo di che godere in un'avventura dai toni esotici e in una vagamente western. Proprio la semplicità è uno dei punti di forza della serie, talmente ingenua che risulta impossibile non apprezzarla. La speranza è che l'Aurea non lasci grossi buchi nella pubblicazione e presenti il maggior numero di avventure possibili dedicate a questo strampalato duo.