Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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venerdì 11 dicembre 2015

Le migliori letture del 2015



L’anno volge al termine, ormai mancano pochi giorni, poi saluteremo questo sfortunato anno, per accoglierne un altro con i migliori auspici: c’è chi sogna una Bonelli rivoluzionaria per davvero, chi si augura giurie meno esterofile in quel di Lucca, chi spera che la RwLion chiuda i battenti, e chi invece si chiede se nel 2016 arriverà mai quel fantomatico nuovo Kriminal, che addirittura qualcuno in Mondadori dava per settimanale. Chi continua a proclamarsi editore dell’anno e chi cerca invece di convincere i lettori che un nuovo catalogo distributivo, sancirebbe un nuovo modo di fare fumetto in Italia.
Ma a noi fottesega delle aspettative del 2016, tanto saremo sicuramente delusi. E soprattutto fottesega dei proclami dei piccoli e gandi protagonisti di questo nostro malato mondofumetto italiano, qui siamo semplici lettori ed un post del genere era d’obbligo in ogni blog che si rispetti, in questo mese di festa.
Perciò ecco le migliori letture del 2015 secondo fumettopenia, vale a dire secondo il vecchio burbero perennemente incazzato con le major italiane, che scrive da qualche anno su questo modesto blog, quindi dieci letture, dieci titoli, per le quali si deve tenere conto delle mille antipatie che nutre colui scrive, le incompatibilità che coltiva l’homunculus di Cardillo Gennaro nei bui anfratti del suo animo, nei confronti dei vari esponenti di questa triste editoria italiana.
Senza indugiare oltre stileremo due chart, una inerente il materiale edito nel 2015, che siano ristampe o materiale inedito, l’altra con i migliori dieci recuperi fatti durante l’anno, quindi di materiale già pubblicato in passato, e per un motivo o per un altro comprato solo adesso

Un motivo o per un altro è un modo di dire che sono acquisti pilotati dai suggerimenti degli utenti del gruppo su facebook, sempre gravidi di costosi consigli. Mortacci Loro.

Cominciamo dal basso

10. Antman (Marvel Panini Comics di Spencer - Rosanas) – Non tutte le sottomissioni al media cinematografico vengono per nuocere, il recupero di Scott Lang (il secondo Antman) fatto in concomitanza con l’uscita della pellicola omonima, ha dato buoni risultati, in barba ad ogni mia bassa aspettativa, inficiata da un tremendo pregiudizio verso la nuova Marvel, i primi due numeri del bimestrale dedicato al giustiziere più piccolo del Marvel Universe, mi hanno così divertito che si è guadagnato un posto fisso in libreria. Anzi a dire il vero, l’amore del buon Spencer verso il personaggio, non solo mi ha spinto a rileggere le vecchie storie di Antman su Iron Man (Play Press), ma addirittura a comprare l’essential Marvel dedicato al personaggio con le primissime storie apparse su Tales to Astonish.
Lo sconosciuto Ramon Rosanas ha contribuito non poco all’infatuazione, con un tratto pulito, semplice ma mai minimalista anzi al contrario, preciso e perfezionista.
Antman si è rivelato una deliziosa lettura, un giusto compromesso tra la nuova Marvel troppo ironica e spiritosa ed cari i vecchi classici fumetti dei supereroi con superproblemi tanto cari a quelli come me che già da qualche tempo hanno perso il primo pelo ormai, ma non il vizio della lettura.

9. Gli Sterminatori (The Life Eaters – Wildstorm Editoriale Cosmo di Binn - Hampton) -   Una graphic novel uscita quasi in sordina, sotto l’etichetta dell’ editore più criticato in Italia, meno male che nonostante i tanti denigratori della domenica, la Cosmo non demorde, anzi prosegue la sua lenta e silenziosa invasione delle edicole. Gli Sterminatori rientra nella categoria di storie di fantascienza etichettate come in nome di letteratura ucronica, vale a dire quei racconti e quei romanzi che basano la trama su variazioni della storia, in Life Eaters per esempio, si immagina un futuro in cui  tedeschi ed Hitler hanno vinto la seconda guerra mondiale, grazie anche all’aiuto degli dei della mitologia scandinava. Veramente una lettura appetibile, che grazie al formato low cost cosmo ha trovato l’utopica via della distribuzione da edicola a prezzi contenuti. Mi immagino se la licenza fosse caduta nelle mani di Foschini, stesso formato prezzo doppio ad essere fortunati. Una lettura da fare indubbiamente.



8. Manifest Destiny (Skybound Saldapress di Dingess - Roberts) – Del Destino Manifesto degli Stati Uniti d’America secondo la Skybound abbiamo già parlato in passato sul blog, per la precisione qui, in questa sede, ribadiamo solo che l’avventura fanta- horror che rivisita la spedizione di Lewis e Clark agli inizi dell’ 800 raccontata da Dingess, è sicuramente una delle letture più interessanti di quest’anno. Un secondo tomo di gran lunga più appetibile e coinvolgente del primo, che getta una strana luce sulla spedizione, sui suoi membri e le effettive motivazioni.
Indubbiamente una piccola perla nel monotematico catalogo della Saldapress, d’altronde se hanno annunciato lo spillato da edicola proprio di questa serie, nel mare di roba skybound che hanno in licenza, un motivo ci sarà. L’unica serie non di Kirkman finora a godere del passaggio alla grande distribuzione da edicola, rifletterei su questo. Titolo da tenere in grossa considerazione.
Ah se solo i dinosauri della Bonelli gli dessero un occhio a questo titolo, il nostro caro Zagor, potrebbe apprendere tanto in quelle pagine per aumentare i suoi fan rubandoli in un bacino di una età inferiore ai 50 anni.

7. Le sentinelle (Robert Laffont Panini Gazzetta Ai confini della storia nn18-19 di Dorison - Breccia) – Un capolavoro vero. Il mito del superessere, rivive grazie al genio di Xavier Dorison, nel contesto della prima guerra mondiale. Imperdibile davvero. Per approfondimenti e delucidazioni pregasi cliccare qui.

6. Gotham Central (DC comics RwLion di Brubaker – Rucka – Lark – Scott )- Riproposta in edizione economica in edicola in bianco e nero a formato ridotto, il poliziesco ambientato nella Gotham City di Batman si è rivelato una piacevolissima compagnia, un fumetto sui crimini a Gotham ma con la precisa volontà di ridurre le apparizioni di Batman e co. ai minimi termini, giocando sulla caratterizzazione dei personaggi e sullo sviluppo di storie che si ispirano direttamente ai telefilm del genere, con una particolare attenzione sulla vita e la routine lavorative dei detective della squadra Unità Crimini speciali capeggiata dalla Sawyer, una fantastica serie di cui speriamo di vedere il finale, visto che il mensile bonellide RwLion è fermo al numero 9 dallo scorso agosto, per motivi ancora ignoti.

5. L’Incal (Metal Hurlant Editoriale Cosmo di Jodorowsky – Moebius) – Le avventure del Detective di classe R, il demotivato sciatto egoista chiamato J. Difool, in assoluto un capo nella classe degli antieroi.
Un classico della Bande Desinee degli anni ’80, che ritorna in edicola in un edizione abbordabile anche ai proletari. Visionario, lisergico, stupendamente illustrato Moebius, la folle corsa tra gli elementi più atipici e carismatici dell’universo alla conquista dell’Incal, un misterioso manufatto alieno senziente, depositario di un immenso potere. Un must have. Qui la recensione del primo numero.




4. Little Nemo Return to Slumberland (IDW inedito in Italia di Shanower-Rodriguez) – Chi segue il blog o il gruppo Facebook, sa benissimo la malcelata passione che l’homunculus di fumettopenia nutre per i grandi del passato, tra questi, un grandissimo Winsor McCay, del quale abbiamo parlato abbondantemente qui. Re Morfeo di Slumberland, chiede ai suoi studiosi di trovare un nuovo compagno di giochi per la sua piccola principessa, la scelta ricade ancora una volta su un NEMO, stupenda rivisitazione della favola creata agli inizi del 1900. Un bellissimo omaggio all’opera di McCay che si spera prima o poi, qualcuno di questi sedicenti editori italiani, decida di riproporre in Italia, quella si che sarebbe una vera rivoluzione. Little Nemo Return to Slumberland, narra del ritorno di un poccolo Nemo nel regno dei sogni di Morfeo, Shanower e Rodriguez in gran forma per ridare lustro e gloria da una striscia immortale, con un eccellente lavoro citazionistico, bravissimi nel catturare il giusto spirito dell’illustratore statunitense, per riadattarlo al media fumetto, più di 100 anni dopo, con un risultato sublime, che ha portato anche alla premiazione agli Eisner Award. Imperdibile, come la striscia originale.

3. Crossed +100  (Avatar Press Panini Comics di Moore – Andrade) – Per avere un’idea di quel che capoccia Moore, nella sua personale interpretazione del plot ideato da Garth Ennis, si prega di cliccare qui. Il secondo omicidio della società civile, proprio nel momento in cui quest’ultima stava rinascendo nuovamente. E non ho altro da aggiungere. Il maestro è tornato lunga vita al maestro.

2. Multiversity (DC Comics RW Lion di Grant Morrison e AAVV) – Se la Lion aspettava ancora un altro po’, Multiversity rischiava di diventare anche una migliore lettura del 2016, sparita dagli annunci da agosto, è solo a fine novembre che ci è stato modo di leggere l’epilogo di questa fantastica saga. Un capolavoro di metafumetto, dove la trama non fa che saltare dentro e fuori delle griglie della tavola, certosino lavoro documentaristico, amore puro per il media ed il genere supereroistico, con una forte personalità e la coscienza di essere una personalità di rilievo nel mondo del fumetto mondiale, Morrison torna in DC e riprende le sue idee che aveva già seminato in varie opere, come All star superman, Crisi Finale, One Million.
Di fatto la prima Crisi DC, senza il classico suffisso Crisis, i supereroi più iconici della letteratura illustrata contro i peggiori nemici che abbiano mai affrontato, le major, il merchandising, ed i ……lettori.
Impossibile non leggerlo. Un ‘epica guerra metaraccontata con l’ausilio dell’intramontabile multiverso DC, una soluzione che ha fatto gola anche al buon Jonathan Hickman per la sua Marvel Secret Wars, in uscita in questi giorni nelle edicole italiane.

in post produzione del post : 
2.Bis Annihilator (Legendary Italy Comics di Morrison - Irving) 
Recensione QUI.
Morrison alle prese con un Thriller fantascientifico claustrofobico ed opprimente, stupendamente illustrato da Frazer Irving, da poco portato a termine dalla ItalyComics, con una maggiorazione del prezzo francamente poco gradevole, letta giusto oggi, si incunea di prepotenza nei Best Three. Quando si lascia Morrison a briglia sciolta ha davvero poco da invidiare al nostro amatissimo Bardo.


1. Miracleman  (Eclipse – Panini Comics di Moore – AAVV) – Il vero papà del revisionismo dei supereroi di cui sul blog abbiamo parlato un paio di volte, anche con qualche errore sulla scelta dello spillato italiano.Qui e Qui.
I sedici numeri di Miracleman, i tre libri ideati da Moore, nella saga che rielaborava il vecchio character di Anglo, è e resterà probabilmente ancora per qualche anno il miglior evento editoriale italiano. Miracleman, è arte pura. Grande cura della prosa narrativa, impensabile (a quei tempi) uso ed abuso del plot del supereroe, insomma se vi siete persi Miracleman quest’anno, mi spiace davvero dirlo, ma avete comprato tutto fuorché capolavori. Che apprezziate o meno le calzamaglie, Miracleman trascende il genere supereroistico e nel corso di tre libri regala una marea di emozioni, con una prosa che anche oggi è semplicemente un miraggio.

Si come potete vedere in questa personalissima top ten mancano molti cataloghi, Bao per esempio, Bonelli, 
-AHAHAHAHAHAHA Bonelli, davvero pensavate che figurassero tra le migliori letture del 2015 degli albi Bonelli? Che so Magari Orfani o Ringo! AHHAHA ma che ve dice il cervello dico io?-  molti titoli della Salda Press, ma se non fosse così non sarebbe la Top Ten di Fumettopenia, spero che vorrete condividere la vostra, qui nei commenti o nel gruppo Facebook, così se famo le due proverbiali risate, più interessante della top ten del materiale uscito quest'anno in fumetteria edicola sarà interessante leggere cosa invece avete recuperato e sopratutto perchè.
Se 10 titoli in questa prima chart mi stavano larghi, in quella dei recuperi confesso che dieci slot sono davvero poche quindi facciamo 20, in ordine sparso tra i recuperi di quest'anno che mi sono davvero goduto nel leggere e che vi consiglio caldamente:
1. L' Ulysse di Lob e Pichard
2. Capitan Bretagna di Jamie Delano
3.Scalped di Jason Aaron
4.Top Ten, compresa di Quelli del '49 di Alan Moore
5.Skizz di Alan Moore
6.Docteur Mystere di Castelli
7.Astro City di Busiek
8.Re in incognito di Vance
9.Planetary di Ellis
10.Supreme Return di Alan Moore
11.Le avventure di Luther Arkwright di Brian Talbot
12. La saga dell'anello dei nibelunghi, l'adattamento di P. Craig Russel.
13. Rocketeer di Dave Stevens
14.Dracula di J.J. Muth 
15.Wednesday Comics AAVV
16.Enigma di Milligan
17.Kid Eternity di Morrison
18. Deathlok di Bucker
19.La ballata di Halo Jones di Alan Moore
20. Il Superman di Byrne, quello Silver Age che ha fatto da scheletro delle avventure del Tristone Intelettuale quindi le storie di Coleman e Binder nonchè il massiccio recupero dello spiderman di Lee Ditko.
Ammazza quanto ho speso quest'anno....
Tocca a voi adesso baci ai pupi.

giovedì 20 agosto 2015

Il tristone intellettuale #02

Eppure ce n'è di roba di cui vorrei parlarvi, il Dracula di J.J.Muth, il Supreme di Alan Moore le Sentinelle di Dorison, o il  nuovo numero di Fabian Gray di Barbiere, ma nulla rielaborare tavole dei vecchi nembo kid della Mondadori, per creare nuove avventure del Tristone Intellettuale mi diverte troppo, primetto di tornare quello di prima nei prossimi giorni, nel frattempo godetevi Il Tristone intellettuale contro il Nuovo Curatore!

http://issuu.com/gennarospo/docs/pubblicazione3

Baci ai pupi!




martedì 1 luglio 2014

L'insanicida



Ho sentito dire che quelli della Gazzetta dello Sport hanno intenzione di continuare la loro avventura in edicola con una nuova iniziativa legata ai fumetti Marvel, stavolta sembra che il loro obbiettivo sia di ristampare vecchie saghe del passato. Beh spero che qualcuno dei responsabili della collana si ritrovi a leggere questo articolo, perché quello di cui ho intenzione di parlarvi oggi è il recupero di una miniserie di 10 numeri, assolutamente interessante, che ha visto in Italia, ahimè come tutto il materiale interessante, una sola edizione, in appendice al Punitore della Star Stomics.
L’insanicida, (FoolKiller) è una miniserie edita nel 1990 scritta da Steve Gerber ed illustrata da
J.J. Birch e Tony De Zuniga.
L’assassino di idioti di cui vi invito caldamente il recupero e la lettura, è in realtà la terza incarnazione di questo characters: apparso per la prima volta nel lontano 1974 sulle pagine di The Man-Thing, albo, che io sappia tutt’ora inedito in Italia. 
Ma come sempre andiamo con calma.

Retcon.
 
Ross G. Everbest era lo sfortunato figlio di un soldato americano deceduto in guerra nel giorno della nascita del suo bambino, e di una infermiera della Croce Rossa, morta mentre prestava servizio in Corea il giorno del nono compleanno del figlio.
Sin dall’infanzia, il piccolo Ross era stato cresciuto dalla nonna che lo accudiva nella sua sfortunta condizione di handicappato, il piccolo infatti era paralizzato dalla vita in giù.
All’età di sedici anni, la vita di Ross subì una fortunata svolta: accompagnato dalla nonna ad assistere ad uno show di un predicatore. Il Reverendo Mike, nello stupore generale, guarì davvero il piccolo Ross, che per tutta risposta sviluppò una forte passione per Dio, divenendo col tempo un predicatore persino più carismatico del suo salvatore. Convintosi di essere la voce di Dio, Ross sviluppò una inquietante filosofia secondo la quale la società versava nelle gravi condizioni di declino e peccato per via di quelli che etichettava come agenti del diavolo, ovvero i pazzi ed i folli, che in quanto strumenti del maligno dovevano essere eliminati dal messia del signore.
Ross divenne così il primo Insanicida del Marvel Universe, grazie gli introiti della sua carriera di predicatore riusci a costruirsi una sorta di pistola disintegratrice, con la quale si diede ad una serie di efferate esecuzioni, La prima vittima del suo fanatismo fu proprio il suo mentore, quel Reverendo Mike che grazie ai suoi poteri era riuscito a farlo alzare dalla sua sedia a rotelle. Sorpreso ad amoreggiare con una giovane parrocchiana.
Gli eventi portarono questo primo insanicida a scontrarsi con la Cosa della palude, (the Man Thing) altro characters Marvel di cui Gerber ha scritto le storie per 39 numeri negli anni ’70.
Lo scontro si concluse con la morte di Ross G. Everbest, ed i suoi effetti furono presi in custodia dalla polizia locale della Florida.

Le gesta di Ross però finirono per ispirare il secondo Insanicida.
Greg Salinger aveva pretese più stilistiche che religiose, per Salinger infatti,le cause dei mali della società erano da imputare agli edonisti, ovvero a tutte quelle persone aride,ed impermeabili al fascino della letteratura e della poesia.
Greg Salinger, impadronitosi dell’attrezzatura del precedente insanicida inizia la sua campagna omicida contro gli stupidi fino a che non fu fermato dall’Uomo Ragno sulle pagine del quindicinale Star Comics nei numeri 1-11, e rinchiuso in manicomio.
Negli anni ’90 il personaggio fu recuperato per un nuovo rilancio proprio dall’autore che lo aveva creato diversi decenni prima – una nota mentreil primo insanicida porta la firma di Gerber, il secondo fu ideato da Val Myerik –

Kurt Gerhardt è il terzo individuo a vestire i panni dell’Insanicida, ed il primo tra i tre ad avere una serie tutta sua, seppur di 10 numeri.  Kurt è un agente di prestito, ma in seguito alla morte del padre avvenuta durante un’aggressione da parte di una banda di teppisti, sprofonda in un baratro, kurt vive una sorta di sogno americano al contrario, perdendo lavoro, moglie  e casa nel giro di pochi mesi, e ritrovandosi con un impiego ad un fast food.

“Siamo tutti ostaggi, lo sai? Ostaggi di una violenza casuale e senza senso”
Ma ti viene da chiederti…e se cambiassimo le carte in tavola? Se qualcuno facesse loro degli ostaggi? I parassiti, gli animali, e se si facessero esecuzioni casuali anziché crimini casuali?
Quanti di loro pensi  che dovrebbero morire prima che capiscano che non li vogliamo?”

Indubbiamente Gerber in questa miniserie adopera un registro decisamente più maturo, l’evoluzione psicologica dell’Insanicida è da manuale di sceneggiatura,  seppur vittima di qualche leggerezza stilistica legata agli anni in cui è stata concepita Foolkiller, resta una miniserie ingiustamente ignorata, meritevole di tutte le attenzione che potreste dargli.
La caduta in disgrazia di Kurt, ha ben poco da invidiare a quella di Matt, nella saga di Miller e Mazzuchelli.
In questo caso però, il nuovo maniaco omicida,  orfano dei solidi principi legali dell’avvocato Murdock, è guidato dalla filosofia tentatrice del precedente Insanicida, come la vittima di una sirena nell’Odissea di Ulisse, verso la via dell’odio e dell’omicidio.

A rileggerla oggi, Foolkiller è spaventosamente attuale, Kurt imputa il suo fallimento alla società, anzi per dirla più precisamente, Kurt si identifica in una società martoriata dai cosiddetti parassiti, ed allo stesso tempo se ne proclama il salvatore, Kurt amoreggia con un sentimento di ostilità verso tutto quello che crede siano la causa dei mali della società civile, in un maniera non molto dissimile da quello che ha determinato i risultati elettorali delle ultime elezioni europee, che hanno disegnato un profilo di intolleranza verso il diverso in vari stati dell’unione. Foolkiller probabilmente prende così tanto, perchè Gerber riesce a trasportare su carta, la volontà di riscatto del cittadino medio esausto e disilluso, un riscatto da esigere per essere completo ed appagante, solo attraverso il sangue e la violenza.
Quello che è lampante è che Gerber, 14 anni fa, ha scritto una  miniserie che probabilmente sarà sempre attuale. Impressionante è l’anacronismo con cui Gerber ha colto l’influenza del media televisivo, Kurt infatti diventa il nuovo insanicida, dopo aver sentito alla TV,durante un Talk Show, l’intervista di Greg Salinger, interrogato sulla sua vita e sulle sue idee da un cinico presentatore televisivo, capace di tutto pur di raggiungere i suoi traguardi. Uno degl aspetti più interessanti della storia di Gerber, anzi è la figura di Salinger ed il suo rapporto "epistolare" con il nuovo emulo. Una situazione che in qualche modo ricorda The Silence of the Lambs di Thomas Harris.
Non ho intenzione di raccontarvi l’intera trama, posso assicurarvi però che è coinvolgente,  e che il vero scandalo è che sia caduta nel dimenticatoio.
Foolkiller, la sua crescita psicologica, il suo addestramento, i suoi colpi mortali, alle gang, agli spacciatori, persino all'americano medio, vi terranno con gli occhi incollati agli albi fino al grande esplosivo finale.
Un’ottima prova di uno dei più dotati autori della Marvel del passato, che spero prima o poi qualcuno si degni di ristampare.
Vi concedo di storcere il naso giusto per via delle matite di J. J. Birch artista pressoché sconosciuto su suolo italico, con un tratto sporco ed a volte disarmonico nelle anatomie e nelle prospettive, ma il ma questa linea quasi underground della veste grafica si sposa benissimo con il registro duro e di Gerber. Ma quel che Birch difetta per la cura dei dettagli, viene restituito nell’appetibilità della costruzione della pagina, come detto lo storytelling è incalzante, ed il merito  va sicuramente anche alla sinergia dei disegni e dei testi. Il restyling che il personaggio subisce dopo le prime scorrerie, è azzeccatissimo, all’inusuale cappello da moschettiere, Gerber e Birch adottano una maschera sadomaso, indubbiamente più adatta alla connotazione urbana della storia.

La disturbata determinazione di Foolkiller...

Insomma senza dilungarci troppo Foolkiller è da leggere, quindi prendete la penna e segnatevi i numeri del Punitore dove appare nella sua interezza:

Il Punitore Star Comics numeri: 23-24-29-30-31-32-35-36-37-38-39.

Baci ai pupi.

...incapace di provare pietà verso bambini o donne.

domenica 5 gennaio 2014

Il Meglio ed il peggio del 2013



E’ arrivato il momento, anche per Fumettopenia di stilare la classifica Best/Worst 2013, solo che noi furbacchioni abbiamo deciso di farla dopo, nei primi giorni del 2014, così da darvi il tempo di digerire insieme al cotechino ed alle lenticchie quell’infinita lista di fumetti usciti nel 2013 che i colleghi blogger vi hanno propinato negli ultimi giorni, di questo disastroso anno di nostro signore appena passato. Quindi senza indugi e cominciamo con il peggio:

6. La peggior testata ha l’etichetta Panini, e vince il premio di paraculata d’oro – I grandi Eventi Marvel,  che finora ha riproposto miniserie comparse sulle antologiche della Gazzetta a prezzi maggiori. Oltre all’ingiustificato aumento di prezzo per un edizione paradossalmente di qualità minore, (la stampa puzza) è da "s-premiare" anche il cattivo gusto nella scelta di questi presunti Grandi Eventi, cito:
Secret War di Bendis e Dell’Otto (raccapricciante, -15,00€ apparsa  a prezzo più basso (ammesso che vi vada di leggere ‘sta roba) Su Grandi Le Saghe Supereroi #05.
House of M di Bendis e Coi pel (passabile, ma comunque reperibile su Grandi Le Saghe Supereroi #53)
Planet Hulk di Pak e Pagulayan (il gladiatore dipinto di verde e traslocato su un pianeta alieno, evitabilissimo, ben 22,00€, quando lo potete leggere a 10€ o meno su Supereroi Le Leggende Marvel  #18)
Di prossima uscita addirittura l’inutilissima World War Hulk di Pak e Romita,  altre 15 bombe da investire in altre letture d’evasioni più valide, ma se proprio amate farvi del male, almeno ripiegate su Supereroi Le Grandi Saghe #9 10,00€ a scendere.

5. Mi rendo quasi subito antipatico alla maggior parte degli avventori del blog, tra i worst, ossia tra i peggiori comics letti nel 2013 rientra il fenomeno italiano ZeroCalcare, il suo Dodici, tutto sommato è abbastanza noioso, nonostante rifugga in un plot che va per la maggiore ultimamente, l’inflazionata apocalisse con morti viventi.
Stancante ed ambizioso, a niente servono, in termini di appetibilità, le riflessioni sul quartiere che gli ha dato i natali, Rebibbia, massime che l’autore snocciola mentre giace in coma. Brutto davvero. Ed io non faccio che chiedermi come fa a piacervi.
4. Age of Ultron, il primo megaevento post Marvel Now -la rivoluzione Marvel che prometteva maggiore cura delle singole testate e meno eventi corali e si smentisce praticamente subito - un questo ennesimo Flop in termini di contenuti, scritto ancora una volta dal trapassato Brian M. Bendis.
Age of Ultron ( con il quale sono stato trppo magnanimo dopo la lettura dei primi numeri in edizione originale un pò di tempo fa) non porta nulla di nuovo alla letteratura catastrofista da rivolta delle macchine, se non un lungo inquietante inutile noioso de-javu, una sensazione di già letto, di un autore che francamente da tempo ormai, non ha più nulla da dire.
3. I Fantastici Quattro di Fraction - pur se in passato promuovemmo il nuovo formato da edicola della Panini Comics, il contenuto del suddetto, non si è mai purtroppo elevato sopra la mediocrità, la fantastica famiglia di Fraction si è rivelata un mezzo disastro, lenta come un film di Truffaut e poco godibile anche sul versante grafico, per via delle matite di Bagley. In America chiuderà a breve. Ed io mi faccio due risate alle
spalle dei Marvel-zombie che la giudicavano un capolavoro, ancora prima di leggerla.
2. Presi su un banco dell’usato a Roma per puro caso, ad un prezzo stracciato, un’euro a volumetto, Alice nel paese delle meraviglie, che ha aperto, come testa di ponte, l’invasione dei titoli Zenescope in Italia, a febbraio o giù di lì, si è rivelata
una delusione assoluta.
Inferiore persino all’anonimo ma più appetibile Zombie The Waking.
Escludendo le curve procaci della protagonista, disegnata quasi sempre in posizioni ambigue con innovative prospettive clitoridee o capezzolari, (NB non è un fumetto Squalo, ma è uscito sotto l’  etichetta della momentaneamente estinta 7age), non resta nulla di questa ignobile ed anche poco originale rivisitazione della saga di Lewis Carrol.
  1. Superior Spiderman è in assoluto la cosa più orripilante di tutto il 2013, su un ipotetico podio delle cose più brutte lette nel 2013, il ragno di Slott merita il primo posto, una regressione del personaggio a prodotto per adolescenti, lontano anni luce da lavori come Il Bambino Dentro o L’Ultima caccia di Kraven, una parentesi (destinata tra l’altro a chiudersi adesso, con l’arrivo nelle sale del nuovo film sul tessiragnatele) veramente triste in termini qualitativi, di un personaggio che paragonato a passate interpretazioni risulta tremendamente demolito.
Una sintesi della disfatta del ragno del 2013?
Presto detto: Otto Parker con gli occhialoni, il camice, ed i guanti in lattice, l’outfit stereotipo dello scienziato pazzo, mentre dissemina New York di Ragnobot sentinella, e le controlla con la app dedicata sul tablet, e ahimè incapace di portarsi a letto Mary Jane, disegnata come fosse la protagonista di una serie tv per adolescenti, si ammazza di pippe con i ricordi di Peter delle copule passate.
0. Before Watchmen – Non paghi del flop dell’anno prima la RWLion ha continuato a prendere per i fondelli i suoi lettori, invadendo le edicole con le rese di una delle più brutte iniziative che mi sia mai capitato di leggere e comprare. Rese che a sentir loro, nemmeno dovevano nemmeno esistere, visto l’elitarietà della prima edizione. Di tutto il pacchetto, si salvano solo i Minutemen di D.Cooke, ed il Dott. Manhattan di Straczynsky e Huge, il resto è brutto forte. E ne abbiamo parlato sul blog a più riprese. L’ennesima ristampa ladrona prevista per il 2014, di questa anonima iniziativa, ha già fatto guadagnare ai leoncini un posto in classifica anche per l’anno prossimo.

Chiusa la Top Five, anzi six, del peggio, cominciamo subito quella delle cose più belle lette nel 2013, che vi vedo in po’ provati dalle abbuffate natalizie.
Top five delle cose più belle, che in quanto belle, non hanno bisogno di classificazioni, insomma sono tutte al primo posto pari merito.
Eccole:
1. Medaglia d’oro per l’Editore Cosmo che ha riportato l’avventura low-cost in edicola. Tra le cose più belle lette nel 2013 quindi rientrano (escludendo lo scontato e presumo pluripremiato sugli altri blog, Bouncer): Lo Sparivero che è tornato in edicola sotto etichetta Cosmo nel Settembre 2013 con lo stupendo epilogo della saga iniziata dalla GP, e Black Crow, l’altro corsaro  l’altro corsaro franco-belga, pubblicato sulla “Serie Rossa”ed ha dimostrato un’ appetibilità non comune. Da leggere assolutamente, se non lo avete ancora fatto.
2. Lanterna Verde – Anche nel 2013 Geoff non ha mai annoiato, non ha mai avuto cadute di stile nè di qualità. Lanterna verde si riconferma la miglior serie regolare, anche quest’anno, 12 numeri carichi di emozioni e belle trame stupendamente illustrate dal signor Doug Mahnke: abbiamo cominciato l’anno con l’accattivante rivelazione dei segreti della tribù Indaco, a seguire La rinascita di Mano Nera, fino al prologo della saga del terzo esercito, vero e proprio apice della follia dei Guardiani della Galassia, che inanellando un errore dietro l’altro, hanno portato alla rinascita della Prima Lanterna, dulcis in fundo in tutt questo ben di Dio, l’arrivo della nuova Lanterna Verde Simon Baz, (l’ennesima terrestre!) con le sue appetibilissime Secret Origin,  so politically correct (!), tanto ben concepite da fugare ogni dubbio su questo nuovo cavaliere di smeraldo armato di pistola. Ovviamente se parlo di Lanterna verde, visto che ci riferiamo a materiale italico, mi riferisco a tutto l’albo RWLion, a parte la zoppicante New Guardians, che comunque in un certo senso ha un suo perché, le altre due personalità che hanno confermato questo mensile come la migliore uscita periodica (anche) del 2013, sono stati Tomasi e Pasarin su GLC.
Con una serie di colpi di scena allucinanti, e storie dal ritmo serrato, vedere la guerra contro le Lanterne Alpha, il processo a Stewart, la retcon di Guy Gardner per esempio, Tomasi ha dimostrato di saper lavorare in sinergia con il collega Johns e di saper contribuire alla creazione di un arazzo omogeneo e (cosa rara in casa DC, specie quella del reboot in corso), ed una epopea unica che ormai ci ha rapiti tutti.
3. Cominciamo a parlare di recuperi e ristampe doc. Il secondo Omnibus del Thor di Simonson e quello dei Fantastici Quattro di Byrne, due grandi recuperi di materiale del passato di altissima qualità. Per entrambi, però attenzione, ci siamo pronunciati sul blog, consigliandovi anche come leggere queste appetibili run  risparmiando qualche soldino.


4. E continuando a parlare di recuperi tra le Marvel Collection sempre di casa Panini, come omettere la ristampa delle prime storie (con tanto di cofanetto) del Dottor Strange di Lee/ Dikto?

5. Tra i Marvel Best Seller, impossibile non complimentarsi con i Paninari per la ristampa della Nextwave di Ellis e Immonen.


6. Mi sono coperto di ridicolo a parlare male di Saga, per via della mia incontrollabile antipatia verso l’editore italiano e le sue edizioni bonsai, proprio perché ammetto i miei sbagli, toh vi linko anche la recensione (anzi non mi vergogno di me stesso, non ve la linko) in cui mi arrampico sugli specchi per convincermi/vi che è un brutto fumetto, ma in realtà Saga di Vaughan e Staples, è forse l’unica cosa veramente innovativa ed accattivante nel panorama fumettistico statunitense del 2013…coff…brava…coff…cough..cogg…Bao.

7. Il Black Dossier di Alan Moore -  Non l’ ho ancora finito ancora di leggere (sono a metà) ma  mi ha già conquistato, è quasi scontato che la migliore lettura del 2013 sia il nuovo appassionante capitolo della Lega degli Straordinari Gentlemen, il fumetto del Bardo, ed il Black Dossier presentato alla scorsa fiera di Lucca, è l’ennesima riprova che ci troviamo di fronte ad un autore differente da tutti gli altri subnormali.

8.  Da un Inglese ad un altro, altra primizia che ha finalmente visto luce in questo anno è il finale allucinantemente bello della Doom Patrol di Grant Morrison



9.  Walking Dead il bonellide Salda Press – Un anno cominciato quasi in sordina, con una sceneggiatura che pericolosamente stava scivolando nella monotonia, poi via ai colpi di scena, un susseguirsi di situazioni al cardiopalma.
In un anno di emozioni, i lettori dell’opera di Kirkman hanno imparato una cosa importante, come per Martin, lo scrittore di Trono di Spade, la regola è la stessa. non affezionatevi a nessuno.


10. Al decimo posto - Potremmo metterci, Elric della Mondatori, l’epilogo della Uncanny X-Force di Remender, ‘sto chiacchieratissimo DareDevil di Waid, che io non leggo ma i miei amici non fanno altro che caldeggiarmi, personalmente potrei infilarvi l’incantevole riproposta RwLion del Flex Metallo di Morrison e Quitley, ma se invece per il decimo posto vacante del best of 2013  ci pensaste voi scrivendo nei commentila vostra preferenza? Qui sul blog su FB è uguale!
Baci ai pupi.





lunedì 4 marzo 2013

4 inviti alla lettura

4 fumetti senza calzamaglia che vale la pena di leggere almeno una volta nella vita

Non è una recensione, ma non è escluso che poi per questi volumi non arrivi una recensione in futuro, è appena un consiglio per quattro letture, volumi che danno un certo cipiglio alla definizione di nona arte quando si parla di fumetto. Che vi raccomando caldamente e spassionatamente, se non di comprare, almeno di leggere.
Sono certo mi ringrazierete.

1. The Yattering and Jack di Clive Barker e John Bolton. -Lexy Produzioni-
Una deliziosissima horror-story natalizia, scritta da uno dei maestri della letteratura horror ed illustrata magistralmente dal signor J. Bolton (Classic X-Men, Il San Valentino di Arlecchino di Neil Gaiman)- E' la storia di un demone arraffa-anime con il difficile compito di conquistare l'anima di Jack, cinico pigrone senza ambizioni. In tanti anni di letture, resta tra le cose più belle che io abbia mai letto.





Il mistero di Dio di Grant Morrison e Jon J. Muth. -Magic Press-

Miniserie della linea Vertigo, un poliziesco scritto dall'eccellente Grant Morrison e dipinto dall'indiscutibilmente bravo Jon J. Muth. (Havok e Wolverine: Meltdown, Moonshadow)
Durante la rappresentazione religiosa di una cittadina locale, l'attore che interpreta Dio è assassinato. Le indagini di un atipico detective che mettono a nudo i vizi ed i costumi di una cittadina inglese. Sublime.  





Sacco Amniotico di Alan Moore e Eddie Campbell.  -Ed. Velvet-
Nato come script di una rappresentazione teatrale, e trasformato in fumetto grazie alla collaborazione di Eddie Campbell, Sacco Amniotico è il viaggio a ritroso nella storia di un uomo, dalla sua morte alla sua nascita, attraversando un' analisi cinica delle principali tappe della sua vita, il lavoro, il sesso, l'amore, la gioventù. Una grande prova del bardo, riportata su carta con bravura ed originalità dallo stesso disegnatore che ha illustrato From Hell.




Faker di Mike Carey e Jock. -Planeta De Agostini-
Cerebrale, claustrofobico, geniale, incalzante ed attuale, ennesima miniserie etichettata Vertigo disegnata dall'illustratore che ci ha regalato The Losers.








Baci ai Pupi

domenica 2 settembre 2012

Quasi quasi lo prendo: Settembre 2012

Benvenuti  a Quasi quasi lo prendo!, la prima rubrica (con tanto di meme-logo), di Fumettopenìa che spero abbia cadenza periodica, ma pure se non ce l'avrà sono sicuro vi andrà bene lo stesso.
Fumettopenìa continua a darmi inaspettate soddisfazioni, e continua a crescere oltre Dario Lopez, sale a bordo, che è un termine che preferisco di più di scende in campo, per ovvi motivi, anche Micheal Vincenzi, giovanissimo (beato lui!) lettore della provincia di Ferrara divoratore di fumetti ed ansioso di condividere le sue impressioni, che inversamente ai suoi anni, che sono pochi (ri-beato lui!), sono tante e tutte valide!
Sua è l'idea di questo tipo di appuntamento mensile, in cui elencheremo mese per mese i titoli che si prospettano, almeno sotto il nostro punto di vista, più appetibili.
Quindi bando alle ciance frivole e sentiamo da Micheal cosa ci offre questo neonato settembre.






NIRVANA #6 13 Settembre
Panini Comics
16x21, B., 64 pp., b/n
2,90€

Termina questo mese la prima serie nata dalla mente malata di quei geni dei Paguri e ho grandi aspettative per questo numero finale. Confesso che non trovo Nirvana all’altezza della precedente opera del team, Don Zauker, ma è fuor di dubbio che questa serie ha dato grandissime soddisfazioni, ancora me la rido ripensando al secondo numero che parodiava noi schifosissimi nerd o al quarto che perculava allegramente l’italica passione del giuoco del calcio. Ma sappiamo già che è in progetto una seconda serie, quindi in questo numero si scioglieranno davvero tutti i nodi? Stiamo a vedere.
 
X-STATIX #5 20 Settembre
Marvel Italia
17x26, B.,192 pp., col. Contiene: X-Statix #11/18
17,00€

Questo mese esce anche il quinto volume (di 7) che raccoglie per intero il ciclo forse più innovativo, dissacrante, satirico e senza dubbio pop di tutta la storia degli uomini x, parlo ovviamente si X-Statix scritta da Milligan e disegnata da Allred. Vedremo come procedono le avventure di questo improbabile gruppo di mutanti che preferiscono godersi la vita piuttosto che essere i paladini della giustizia, interessati solo a fama, soldi e alle feste frenate, perché ciò ce importa è solo l’apparenza.


MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE? #3 20 Settembre
GP Publishing
17x26, B., 128 pp., col.Contiene: #5/8
13,00€

In uscita per GP Publishing il terzo volume (di 6) della graphic novel che rivede in chiave fumettistica l’omonimo romanzo del celebre Philip K. Dick. Non sapete di cosa sto parlando? E se vi dicessi che “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” è il romanzo da cui Ridley Scott ha preso ispirazione per creare il suo celebre film Blade Runner? Ma sappiate che Scott ha preso solo ispirazione dal libro, tanto che quando ha girato il film nemmeno aveva finito di leggerlo! Nel romanzo/fumetto vengono approfondite molto di più tutte le tematiche che nel film vengono solo accennate, e molte altre che vengono addirittura omesse.

ORCHID #1 27 Settembre
Panini Comics
17x26, B., 48 pp., col. Contiene: Orchid #1-2
3,30€

Molto atteso anche il primo numero della nuova serie targata Dark Horse. Cosa ci aspetta? Beh, conoscendo lo scrittore, Tom Morello (chitarrista e fondatore dei Rage Against The Machine e degli Audioslave), sicuramente qualcosa di politicamente impegnato. Da quello che ho capito dalle preview sarà un ambientazione post apocalittica (con New York sommersa dal mare), ma sulla carta mi ricorda un po’ Scarlet di Bendis e Maleev. Che sia una cantonata pazzesca? Probabile, ma le aspettative sono alte comunque.

STRAIN #1 27 Settembre
Panini Comics
17x26, 48 pp., col. Contiene: The Strain #1-2
3,30€

Altra serie targata Dark Horse quella firmata dal celebre regista Guglielmo del Toro (che mi piace ricordare più per Blade 2 e Il labirinto del fauno che per i film di Hellboy). Le notizie raccolte al riguardo sono poche, quindi vi lascio all’incipit su anteprima: “Un Boeing 777 atterra all’aeroporto internazionale JFK e si spegne sulla pista senza che nessuno ne esca. Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, temendo un attacco terroristico, chiama d’urgenza il dottor Ephraim Goodweather e il suo team di esperti in minacce biologiche. Quello che si troveranno davanti farà gelar loro il sangue! In un vecchio banco dei pegni di Spanish Harlem un ex professore sopravvissuto all’Olocausto sospetta che dietro l’evento si celi una minaccia antica… che potrebbe gettare l’umanità nelle tenebre!”

BATMAN: IL CAVALIERE OSCURO 01, 15 e 29 Settembre
Lion (in collaborazione con Mondadori)
17,3×26,7, C, 192 pp, col.
€ 9,99

No, non voglio pubblicizzare il film, anche se sono già andato a vederlo e ne sono rimasto estasiato. Volevo solo far presente della nuova iniziativa della Lion in collaborazione Mondadori. Si tratta di un iniziativa analoga a quella già in corso riguardo Superman e che fa il verso a Batman: La Leggenda della Planeta. La cosa lodevole è che Lion sembra imparare dai propri errori, innanzitutto i volumi di questa iniziativa saranno monografici e non come in Supes dove le saghe erano spezzate su più volumi, poi saranno quindicinali, quindi impatteranno un po’ meno sul nostro portafogli. Prezzo e formato saranno invece invariati. Il titolo dei primi 10 volumi si sa già e a parte i primi due sono una raccolta di Batman Confidential, il primo volume conterrà la mini Arkham City che si colloca a metà dei due videogiochi del pipistrello ed è scritta anche dallo stesso sceneggiatore (mini trascurabile comunque); il secondo invece, intitolato La vendetta di Bane, è un acquisto molto interessante visto che insieme alla mini La spada di Azrael (Batman: La Leggenda #7) forma il prequel alla mitica serie Knightfall. Chissà che la Lion non abbia in progetto di ristamparla. Il terzo volume infine contiene “Batman Confidential 7-9, 10-12, 49, Batman Solo 3, 6”, ma chi scrive non sa di cosa si tratta.

SUPERMAN: PER IL DOMANI E L’UOMO CHE HA TUTTO Settembre
Lion (in collaborazione con Mondadori)
17,3×26,7, C, 192 pp, col.
€ 9,90

I due volumi (rispettivamente 19 e 20) che la Lion porta in edicola in collaborazione con Mondadori sono già usciti, ma usciranno solo questo mese in fumetteria. Consiglio vivamente di prendere entrambi, primo perché insieme formano il ciclo Per il domani (For Tomorrow) scritta da Azzarello e disegnata da Jim Lee e secondo perché si può recuperare anche l’annual di Supes con la storia L’uomo che ha tutto (For the Man Who Has Everything) scritta da Alan Moore!

See you in cyberspace.

Micheal Vincenzi

sabato 25 agosto 2012

Mi chiamo Bill, Raggio Beta Bill



Thor non mi è mai stato particolarmente simpatico, come character, l’unico Dio del tuono che ho amato dal primo momento, incondizionatamente, è stato una delle sue ultime incarnazioni, ossia il leader scandinavo del movimento No Global inventato da  Mark Millar per i suoi Ultimates.
L’ altro, quello dell’universo 616, con l’elmo vichingo e gli stivali giallo-neri mi è piaciuto diciamo così a tratti, a stagioni alternate, anzi ad essere sincero, direi che gli unici due autori che hanno saputo farmi affezionare al tonante sono stati Walter Simonson  e  J. Micheal Straczynski.
Magari parleremo del secondo prossimamente, oggi approfittiamo del fatto che  la Panini ha pubblicato da poco il primo dei due Omnibus che raccolgono l’intera opera di Simonson, per riportare all’attenzione dei lettori una delle migliori interpretazioni del Dio del Tuono, se non forse la migliore di tutte.
Ok, la migliore di tutte dopo Lee-Kirby contenti?

Cose da Nerd.

Ma evidentemente non sono il solo pensarla così, nel film di K. Branagh infatti, oltre al solito Stan Lee, hanno un cammeo anche i due autori sopraccitati, d’altronde per la godibile pellicola del regista-attore, amante di William Sheakespeare, sono adoperati nella sceneggiatura, elementi di loro creazione, come lo Scrigno degli Antichi Inverni, o la location dell’Oklahoma.
Straczynski è il primo camionista che tenta di sollevare il martello nella Valley, e Simonson compare brevemente a fianco di Lady Sif in una delle scene finali del film.
In più a rinforzare la tesi che il lavoro di Simonson su Thor abbia influito sul futuro del personaggio per anni c’è il fatto che sempre lo Scrigno,è protagonista di una puntata del cartone animato dei Vendicatori (1° stagione), in una storia scritta da Slott credo.
Insomma il Thor di Simonson è una gran bel fumetto.

Una Balena di carta.

Per gli Omnibus, ho un odio viscerale, non so quale mente malata abbia partorito una cosa del genere, né tanto meno perché lo abbia chiamato Omnibus, ma io come format editoriale non lo sopporto, pensavo fosse destinato a scomparire come moda invece prospera nonostante le mie maledizioni. Come fai  a leggere un Omnibus al bagno? Corri il serio pericolo di sbilanciarti in avanti e farla fuori dalla tazza, come fai a leggerlo in viaggio o al parco? Tocca portarlo in giro con un trolley, e poi come fai a pagarlo 52€?
“E si vabbè ma sono 592 pagine!”
E chi te le ha chieste? Come faccio a portarmi in treno un bambino del genere?
Il fumetto è un piacere, se devo leggerlo come fosse una reliquia, un monumento ai caduti (i miei risparmi), chiuso in casa su un tavolo per paura che le rilegature esplodano, che piacere è?
Mah contenti voi, c’è di buono che almeno questo Omnibus contiene un classico del fumetto supereroistico, stavolta quello che recitano gli editoriali corrisponde al vero.
Sia chiaro, il fumetto risente dell’età che ha, era il 1980 quando a Simonson fu detto di inventarsi qualcosa per risollevare le vendite del tonante, e lui prese la faccenda molto seriamente e molto a cuore.

Tutto il Thor minuto per minuto.

Tranquilli non spoilero selvaggiamente, non me lo perdonerei mai.
Parte in quarta Walter, ed introduce subito un nuovo characters, l’alieno Beta Ray Bill e gli fa fare qualcosa che nessuno era mai riuscito a fare prima: gli fa sollevare Mjolnir, il martello che solo Thor era degno di maneggiare. Lo trasforma in un simulacro di Thor, tanto brutto quanto nobile e valoroso.
Nei primi numeri aleggia quella ingenuità tipica del fumetto anni’80, ma non è colpa di Walter, è un uomo del suo tempo Simonson, come Jason Aaron lo è del nostro, direi che oggi gli autori sono più svegli, ma sarebbe il solito luogo comune e sarebbe per giunta riduttivo per i loro antenati, direi offensivo per alcuni di loro addirittura, è più esatto dire che oggi gli autori sono più sgamati, che poi è lo stesso motivo per cui a 13 anni voi giocavate ancora con i Masters, mentre adesso navigano su Youporn.
Subito dopo Beta Ray Bill   Simonson introduce l’elfo nero Malekhit e lo scrigno degli antichi inverni, è vero che c’è una parentesi molto igenuotta la battaglia ad Harlem col drago Fafnir, ma è poca roba.

Cose da nerd parte 2
 
Battaglia che una volta riletta mi fa sorridere e ricordare della lotta di Nextwave contro quel drago in mutande nel primo numero della serie di Ellis e Immonen, chissà se anche quella era una citazione del buon Ellis.

Simonson è come un nano alla sua fucina, tanto per restare in tema, crea una moltitudine di personaggi e sottotrame che evolvono in crescendo, ristruttura Thor, la sua Asgard e gli Asgardiani, lodevole in particolare il rilancio di Balder, riuscendone ad esaltare per ognuno la regalità e la pomposità.
Quasi ogni autore si è misurato con il Ragnarok, quello di Simonson non ha eguali per stile grafico, pathos coinvolgimento ed appetibilità.
I due fuochi della battaglia, Asgard e Midgard, che si alternano negli albi si trasformano in una storia corale dove l’autore colloca tutti i personaggi che ha sapientemente e lentamente sviluppato.
Beta Ray Bill comandante delle truppe di resistenza su Midgard, vi staccherà più di qualche molecola di adrenalina dalle vostre ghiandole surrenali, le tavole spigolose, dinamiche ed espressive del buon Walter sapranno coinvolgervi come così le sue ineguagliabili doti sullo sviluppo della tavola e dello story-telling.
 










Il lavoro che Simonson fa sui characters Asgardiani fa da abbecedario per i posteri, ancora oggi: Hela, Loki, Balder, Odino, Frigga, Lady Sif, Volstag Hogun, Fandrall ect ect….sono tutti semplicemente definiti e fantastici.
Credo che amerete il primo annual della serie, con le matite di Sal Buscema: The Icy Hearts, struggente epilogo del Ragnarok.
Sono certo che vi innamorerete del numero #362 (che però comparirà nel secondo volume): Like A Bat Out Of Hel! con un epico Esecutore.


Me lo compri papà.
La ricolorazione delle tavole è indiscutibilmente bella.
Insomma non so se l’omnibus valga 52 € dei vostri sudatissimi soldi, sul versante grafico la il lavoro di rinascita che si fa sul colore con la ridigitalizzazione è evidente (vedi la fitura qui sopra sopra), nulla da dire. Non so se valga più la pena rimboccarsi le maniche per ricercare i vecchi numeri Play Press, se ne potrebbe anche ricavarne un risparmio,  magari ritrovandosi tra le mani come bonus, la miniserie degli Eterni o una spassosa saga cosmica di Hercules, apparse in appendice al Thor Play-Press, in più non dimenticate che il mercato odierno ha uno strano andamento, più escono ristampe di lusso, più il materiale originale viene svalutato.
D’altronde non mi stancherò mai di dire che prima di ripiegare sull’omnibus del Devil di Miller io proverei a ricercare i Fantastici 4 Star Comics, ed avere con qualche euro in più non solo il capolavoro di Miller ma anche quello di Byrne sul quartetto.
Thor Meet Superman: diavolo di un Simonson.
 Tornando a noi,  dicevo non so che cosa consigliarvi , ma so che io che non ho tanta simpatia per  il biondo, amo da morire il Thor di Walter Simonson .
Quindi che scegliate lo scomodo ingombrante lusso (ma ricolorato da Dio) degli Omnibus -spesa totale 110€-, ma ricordate che non potrete portarvelo in bagno quando fate la cacca, o che scegliate di ricercare i vecchi numeri apparsi in Italia grazie alla Play Press, il Thor di Walter Simonson è una gran bella lettura e vale ogni euraccio speso.
Avvincente, epica e divertente saga, che vi regalerà (insomma regalerà è audace come termine) qualche ora di di sana evasione.
Quindi di che aspettate?
Per Odino! Per Asgard! Per i Pupi, baci.

Altro -mercato
La run di Simonson è apparsa in Italia per la prima volta su: Silver Surfer (Play Press) nn° 1-14 ed è poi finita  su The Mighty Thor (Play Press) 1-28.
Per i più pigri o gli amanti di questi volumi ipertrofici, il primo volume è un cartonato che raccoglie i primi 23 numeri se non erro, è edito dalla Panini Comics, conta 592 pagine a colori in carta lucida, e sovracopertina e costa 52€
In più da segnalare anche una ristampa con i colori ravvivati anche sulla collana della gazzetta dello sport "Supereroi le grandi saghe" che raccoglieva i primi 0tto numeri della serie (337-344)