Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
Visualizzazione post con etichetta comics. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comics. Mostra tutti i post

mercoledì 13 marzo 2013

Ecco qualcosa di veramente nuovo: Zombie the Waking

"Chiamiamolo Walking Dead, senza THE."
"Non è una grande idea, anche perchè quelli della Skybound sono parecchio avvelenati sulla questione dei diritti d'autore, se sò sbranati anche tra loro."
"Cazzo però TheWalking Dead era ottimo."
"Te credo capo, infatti stanno a fa i miliardi."
"Aspetti ho trovato ho trovato! Chiamiamolo Zombie the Waking! Come lo vede?"
"Penso che fa cagare, però come si dice chi tardi arriva male alloggia."
"Su capo non si butti giù, d'altronde anche noi possiamo vantare la nostra novita..."
"Cioè?"
"I nostri zombi mica vanno in giro ciondolando, lenti e mugugnando."
"Capirai, che fanno urlano e gridano? 28 giorni non l'hai mai visto?"
"Quelli urlavano i nostri invece parlano e pensano coerentemente."
"Crossed di Garth Ennis, insomma se non chiudiamo per le vendite basse chiudiamo per le querele."
"Macchè capo, gli Scrociati erano vivi, i nostri sono morti, sono zombi intelligenti."
"Ah, annamo bene."

Musica nuova in cucina dove la patata è Regina.

Ha cominciato qualche anno fa la GP con le sue iniziative da edicola, a  ruota poi  sono seguite Aura e SaldaPress, con le loro proposte a basso costo in formato Bonellide, ora si fa avanti anche la 7age, che porta nelle edicole italiane i prodotti dell'indipendente americana Zenescope Ent.
Uno di questi nuovi titoli è appunto Zombie The Waking, di Gregory e Drujiniu.
Cos'è Zombie the Waking?
Pare sia una miniserie di 3 numeri, stampati in formato bonellide, come detto pocanzi, in scala di grigi (la versione originale è a colori, ma per 2,90, il convento questo ve passa) il primo volumento da 64 pagine (poche rispetto a quasi tutti gli altri compagni di scaffale), ed ovviamente parla dell'enesima rivisitazione dei morti viventi e dell'apocalisse che portano.
Sarei molto molto cattivo bocciarlo a priori, questo Zombie, potrà fallire come horror, e sicuramente non ha dietro il lavoro mastodintico sulle psicologie che hanno reso il fumetto di Kirkman uno dei migliori titoli del 2000, eppure come poliziesco non è proprio da buttare via al primo numero.
I dialoghi non sono malvagi, e di personaggi, nonostante qualche picco di banalità sulla sceneggiatura, sanno comunque conquistare la simpatia del lettore, la prosa di Gregory e le sue acrobazie sulla timeline della storia, stuzzicano quel tanto che basta la curiosità del lettore per ricordarsi dei prendere i secondo numero.

Anche i disegni di Drujiniu fanno la loro parte, il disegnatore ha una variegata gamma di prospettive, le tavole non sono assolutamente statiche, al contrario danno un  onesto, genuino e sostenuto ritmo alla storia , che però in tutta franchezza dovrebbe decisamente decollare il prossimo mese.
Voto Finale - 6 1/2  - ma la prenderò tutta. Aspettiamo di vedere  cosa succede con il propagarsi dell' infezione, e con il  proliferare di questi Zombie-Killer, che sembra conservino gran parte dell' intelligenza, e siano più dediti all'omicidio che al cannibalismo.
Il volumetto, non raggiunge il sette pieno per  l'esiguo numero di pagine, 64, la latitanza di editoriali degni di questo nome, e l'assenza delle copertine originali.
Per il resto questa miniserie non ha nulla di cui vergognarsi.
Auguri sinceri a quelli della 7Age, e spero accolgano i consigli. 
Baci ai pupi.

domenica 10 marzo 2013

Notizia Flash - Marvel Now Gratis

Cyber lettori amanti dello sbafo, vi servono due cose: un' infarinata d'inglese ed un dizionario tascabile.
La Marvel fino a dopodomani mette a disposizione per i suoi zombies, la possibilità di scaricare gratuitamente oltre 700 titoli, tra cui tutti i numeri uno del Marvel Now! Tutti i possessori di un tablet Apple o Android che sia, potrebbero approfittare della ghiotta occasione. Io, il mio dovere l'ho fatto.
Baci ai pupi.



martedì 19 febbraio 2013

Le anteprime di Fumettopenìa. Uncanny X-Force - Dalle stelle alle stalle

Magari potreste avere ragione voi, magari sono troppo precipitoso, o magari no.
Ma che brutta la nuova X-Force, che brutte le prime pagine di Humphries, ricordo che le prime pagine del duo Remender-Opena, con Deadpool, che saltava nel vuoto alla ricerca della nuova base di Apocalisse, mi fecero letteralmente innamorare, qui in queste pagine nemmeno la matita di Ron Garney riesce a tenere alta l'appetibilità, forse questa X-Force doveva rimanere defunta nel reboot Marvel, e lasciare il campo alla indiscutibilmente più interessante X-Force di Cable, di Hopeless e Larroca.
Psylocke, Tempesta, Puck (per chi non lo conoscesse è un nano agilissimo, già membro della Alpha Flight originale di J. Byrne), Spiral (la teleport proveniente dalla dimensione di Mojo), ed una versione di Fantomex soggetta a sindrome premestruale.
4 donne ed un nano, a caccia - probabilmente- (a parte di uno scopo) di Alfiere, ormai snaturato dal suo ruolo di difensore del futuro mutante per il quale fu creato (sempre da Byrne-Portacio, nei lontani anni'90), perso nelle sue decine di contraddittori personalissimi reboot, e ridotto ad un villain con uno scopo in via di elaborazione. Non male per un personaggio proveniente da futuro.
6 personaggi in cerca di una storia che per ora non c'è. Se il buongiorno si vede dal mattino, prevedo nuvole sul futuro di questa nuova serie Marvel Now, così imbarazzantemente anni '90, quando nei fumetti, la matita contava di più della sceneggiatura, in quale altro modo vi spieghereste altrumenti l'ascesa della IMAGE se no?
La destrutturazione dei personaggi non è un problema solo di Alfiere, e tra l'altro è inutile accanirsi con Humphries, per quel che conscerne Bishop, che è dai tempi di Civil War che non trova una linea comportamentale che sia lienare e coerente, le forzature a cui ci sottopone lo scrittore per dare il via alla sua run non sono poche, ma la più fastidiosa di tutte, è a come riduce il rapporto Logan-Betty, qualsiasi cosa ci stia tenendo in caldo Remender alla fine della sua run, non credo giustifichi il modo in cui il buon vecchio Wolverine liquida la sua adorata telepate ninja, non dopo aver condiviso una run di omicidi e sventramenti, questo preside ripulito puzza di continuity stuprata.
6 personaggi in cerca di un autore - mai Pirandello fu più appropriato - Humprhies pesca nel calderone dei personaggi Marvel e tira fuori l'ennesimo improbabile gruppo, per un editore che ormai, sui gruppi ci campa alla grande, ed a volte immeritatamente, non dimentichiamoci gli Young Avengers, come se di Avengers non ne avessimo le palle piene,  ed all'appello badate, mancano ancora Guardian of the Galaxy, di Bendis e McNiven, con un procione antropomorfo che risponde al nome di Rocket Racoon spalla a spalla con J. Storm, quindi c'è poco da stare tranquilli.
Se il  primo numero di Thunderbolts, per quanto fossi scettico sui suoi membri, (odio Red Hulk, trovo strano il Punitore che fa gioco di squadra, Elektra ha fatto il suo tempo,  e Deadpool...beh è Deadpool, dipende da chi lo scrive), mi ha lasciato curioso di leggere il seguito, questa nuova X-force invece  è bocciata al primo numero.
Troppo anni '90, troppo tanto fumo e niente arrosto, poca caratterizzazione dei personaggi minori, (avevamo davvero bisogno di Puck e Spiral?)  ed altrettanto povera, la caratterizzazione dei peronasggi più importanti, (Tempesta non aveva crocifisso Scott per la rinascita della X-Force a suo tempo? Ed al di là di quello, l'ex regina del Wakanda con la cresta punk? Di nuovo? God Save the Marvel. E tutto il lavoro di Remender su Psylocke che fine ha fatto?) se continua così credo sarà tra le cose che chiuderanno i battenti presto, il tempo che i colleghi nerd oltreoceano si rendano conto di stare a leggere il nulla.
Magari fungeranno da carne da cannone in qualche altro megaeventoide, altra cosa che alla Marvel ultimamente non manca mai.
Baci ai pupi. 
Studi di Garney sul personaggio di Tempesta: ritorna la fase punk?
 

mercoledì 30 gennaio 2013

Chi è più forte: Superman o He-man?

Perchè a chiedersi se è più forte Superman o Hulk sono boni tutti.

Dai su, chi è più forte? 
He-man o Superman?
Ve lo siete mai chiesto? E avete mai trovato una risposta? 
IO lo so. Lo so perchè l'ho visto. 
Lo so perchè l'ho letto.
Vi vedo, vi vedo manco avessi la palla di cristallo, con la vostra espressione tra lo stupito e l'invidia pura.
Il troll che è in voi che in quanto troll è solitamente perfido e invidioso, vorrebbe esssere al mio posto, possedere il mio sapere.
O forse molto più probabilmente state pensando: "Ah Gennà ma hai finito il materiale da recensire?"
Ma no, è che sono in una delle mie fasi di lettura totalissima, cioè leggo tre o quattro cose contemporaneamente, per i fumetti, sto leggendo il Green Arrow di Mike Grell ed onestamente per quanto possa tesservene le lodi, ma che ce fate, con la recensione di un fumetto vecchio di almeno 15 anni?!
Direi che per sto mese vi ho già smaronato con la filippica su Lanterna Verde ed i suoi arretrati appetibili, sarebbe davvero una cattiveria propinarvi un pippone assurdo su questa run molto metropolitana dell'arciere della DC, che comunque, aperta parentesi, è caruccia, contestualizzata alla sua epoca è quasi anacronitistica.
Ma va, oggi si parla di scontri epici, della serie chi è più forte caio o sempronio, solo siccome io sono un tipo che ama distinguersi sono andato a sgamare un team-up con inevitabile antipasto a base di mazzate, abbastanza inusuale: Superman contro He Man!

Location mercatino delle pulci di Napoli: in un banco di cianfrusaglie che, giuro su dio, vendeva di tutto, in una scatola c'era una pila di fumetti, tra i tesori trovati in quel piccolo scrigno di cartone polveroso?
Il secondo volume dedicato al Namor di Byrne e Jae Lee, una copia dell' Uomo Ragno 185 - "Morte in famiglia" quello dove muore zia May, ma l'edizione numerata, quella con la doppia copertina a forma di bara e con tanto di poster interno, un paio di For Fans Only,  uno del Punitore ed uno dei Fantastici Quattro. (Osceni, ma chi li comprava sti polpettoni a 9000 mila lire? Io l'avrei chiamata For Pullaster Only, altrochè)
Ed ultimo ciliegina sulla torta, un semidevastatissimo "DC COMICS PRESENT" del 1982 in lingua originale:
Protagonisti: Superman ed i Masters of the Universe, non fate i vaghi, ce li avevate anche voi, tutti, persino Orko.
Prezzo della spesa? Pensavo 5 euro, almeno un euro a volumetto, ed invece l'adorabile signore mi fa:
"Macchè 5 euro guagliò, € 2,50, vengono 50 centesimi l'uno!" (I LOVE NAPOLI)
quindi chi è più forte secondo voi He-man e Superman?



Mentre Clark è immerso nella sua routine da giornalista sfigato, su Eternia, Skeletor è sempre alla ricerca del modo di entrare nel Castello di Greyskull, ed impossessarsi del potere mistico  che la vecchia  ed umida magione della maga Sorceress, che tra parentesi sapete che significa? Ormai lo sapete ma non ci avete mai pensato, significa strega, una strega che si chiama strega, và che fantasia che avevano alla Mattel è come se avessi un gatto e lo chiamassi "gatto", un cane e lo chiamassi "cane".
Comunque Skeletor invece da buon villain sconfitto sempre verso le ultime pagine, o gli ultimi minuti nel caso del cartone animato, è sempre li insieme a Beast-Man, un altro con un nome un perchè, che scartabella vecchi libri di incantesimi alla ricerca di quello definitivo che con un sol colpo gli tolga He-man dalle palle, gli faccia conquistare il potere di GreySkull e perchè no gli permetta di dare una botta alla maga piumata, che con suo succito vestitino di piume fa tanto sesso strano.

Butterfly Effect 

Magari nel 1982 non si chiamava ancora così, ma è proprio quello che succede, Skeletor smanetta con la spada fuori le porte del castello e una nube misteriosa rapisce Superman dai cieli di Metropolis, il risultato?
Ve lo posterei tutto, ma non vorrei avere problemi di copyright, ultimamente sono parecchio avvelenati su questo genere di cose in rete quindi vi posto le due pagine, che mi hanno fatto tagliare in due dalle risate, alienandomi dal resto della famigliola!


Altro che le battaglie del secolo insomma, altro che X-men contro Avengers, ecco qualcosa che tutti noi nerd almeno una volta nella vita abbiamo anelato di vedere: Superman ed He-man che si riempiono di mazzate. Ovviamente nelle pagine successive, la super resistenza di Superman avrà la meglio sull'incantesimo di Skeletor, che cederà sul controllo della volontà quel tanto che basta per fargli il mazzo con l'aiuto di Man-at-arms (si c'è anche lui, ma senza baffi, proprio come il giocattolo!) e Battle-Cat (vorrei tanto stringere la mano a chi assegnava i nomi ai pupazzetti). 
Insomma il finale e vissero tutti felici e contenti tranne Skeletor,  di rigore, ma cosa volete?
Valeva la pena segnalarvi questa chicca.
Boh vi ho tediato abbastanza per oggi, volevo solo condividere con voi questa nerdata assurda.
Baci ai pupi!

mercoledì 9 gennaio 2013

L'ultimo inquisitore


A poco a poco tornano tutti dalle ferie, ecco il primo pezzo del 2013 di Dario Lopez e la sua opinione su MALEDETTI FUMETTI!, una interessante testimonianza sul periodo più nero, sulla notte più profonda del mondo del fumetto americano.

(The ten-cent plague... di David Hajdu, 2008)
Quello che ho qui davanti è davvero un ottimo libro, un saggio appassionante che mira a rendere chiaro a tutti quanto la censura abbia affossato l'industria del fumetto tra la fine degli anni Quaranta e la prima metà dei Cinquanta. Il grande pregio del lavoro di Hajdu è quello di essere facilmente fruibile per tutti, non siamo di fronte a dissertazioni contenenti tabelle piene di dati, elenchi interminabili delle conseguenze della censura su ogni singolo albo a fumetti, etc., etc...
 Il registro scelto dall'autore è molto discorsivo, il testo è corredato da tantissime testimonianze dirette, stralci di interviste con editori, scrittori e disegnatori di fumetti che resero i comic book una specie di istituzione del periodo, non mancano neanche testimonianze di semplici appassionati e detrattori. L'enorme mole di documenti consultati da Hajdu (testimonianze, articoli di giornali d'epoca, libri, atti processuali, etc...) trova corpo in una narrazione avvincente e sempre brillante, mai pesa e noiosa. Inoltre non mancano foto e copertine di albi dell'epoca a impreziosire la lettura.
 Certo è che per apprezzare appieno quest'opera almeno un minimo di interesse per quello che è il mondo del fumetto bisogna averlo. La lettura è straconsigliata anche a chi non vive di nuvole parlanti e ne vuol sapere un po' di più, soprattutto per quel che riguarda l'aspetto storico e sociologico di questa forma d'arte, però... eh almeno un minimo.
Una prima parte del libro, una parte cospicua e di grande interesse, trasporta il lettore dentro il mondo del fumetto rinarrandone le origini, iniziando dalle prime strip pubblicate sui quotidiani fino ad arrivare al comic book, presentandone vari aspetti come quello umoristico, quello supereroistico, quello noir, etc...
 Ma non è una sterile storia del fumetto quella di Hajdu, possiamo assaporare attraverso queste pagine la storia delle Persone (e lo scrivo in maiuscolo) che hanno lavorato in questo settore. Attraverso la loro passione e il loro entusiasmo vediamo il fumetto crescere, evolversi, diventare un fenomeno da milioni di copie di venduto, percepiamo una sconfinata libertà creativa aleggiare sull'ambiente, vediamo artisti trovare lavoro e affermazione nel campo da essi desiderato. Una meraviglia.
 Però la libertà creativa e quelli che sono stati visti come eccessi da benpensanti repressivi iniziano a creare fastidio. In breve tempo, grazie soprattutto alla spinta data da Frederic Wertham e dal suo La seduzione dell'innocente, il mondo del fumetto viene scosso da una caccia alle streghe di proporzioni vastissime. In breve tempo lavorare nel mondo dei comics non è più così bello, un sogno (tanti sogni) si infrange. Censura, leggi restrittive, codici di autoregolamentazione, limiti invalicabili. L'arte viene imbrigliata. Ma non è tutto, le vendite di molti albi calano, la reputazione di chi lavora nel settore viene letteralmente distrutta, case editrici fiorenti chiudono i battenti. Emblematico il caso della celebre EC Comics e della vera e propria via crucis affrontata da suo editore Bill Gaines.
Incredibile pensare che artisti di grande professionalità, disegnatori, scrittori, furono costretti a nascondere la loro vera professione, costretti quasi a vergognarsi del lavoro che svolgevano con tanta passione. Il lavoro di Hajdu ci presenta anche il declino di un'epoca d'oro e la nascita del CMAA, il codice di autoregolamentazione adottato, volenti o nolenti, da molte case editrici di albi a fumetti. Ovviamente, come sottolinea anche Matteo Sanfilippo nella sua postfazione, non fu unicamente il mondo del fumetto a esser messo sotto accusa in quegli anni, anni in cui imperversava il famigerato Senatore McCarthy: Forse uno dei pochi limiti del saggio di Hajdu è proprio quello di non accostare le sorti del fumetto a quelle di altre forme d'arte colpite dalla censura nello stesso periodo, una piccola mancanza che si perde tra le circa 450 pp. di ottimo materiale.
Dario Lopez

venerdì 14 dicembre 2012

La fauna e la flora

Fumettopenìa si unsice al coro dei commenti su due delle più attese rivisitazioni del New 52 DC. E visti i loro illustri antenati, la fibrillazione è più che giustificata, uno fu scritto da Morrison e l'altro nientemeno che da Alan Moore.
Dario ci parla dei nuovi Animal Man e Swamp Thing, in una doppia recensione che ho preferito accorpare proprio per il fatto che in qualche modo le due serie viaggiano a braccetto, per via del fatto che...ok lascio il posto al Dario Lopez, buona lettura.

Animal Man 1 - Brossurato Lion 144 (continene Animal Man 1-6) pg colori ed. RWLion di 
Jeff Lemire - Travel Foreman - John Paul Leon prezzo 12,95€

Negli ultimi giorni si stanno rincorrendo le voci legate alla probabile caduta in disgrazia dell'etichetta Vertigo, sezione della DC Comics dedicata ai fumetti con tematiche adulte. Gli ultimi due colpi ricevuti dalla sottoetichetta grazie alla quale abbiamo potuto leggere serie come Sandman e Preacher (solo per fare due esempi) sono stati di quelli duri, di quelli che fanno male. Parliamo della chiusura di Hellblazer, serie dedicata a John Constantine e dell'abbandono dell'editor storico della linea editoriale, Karen Berger.La prima era la serie più longeva della Vertigo che chiuderà i battenti con il numero 300 per essere rilanciata all'interno del classico universo DC; la seconda può essere considerata il motore della divisione matura della DC Comics, l'abbandono della Berger non lascia ben sperare per il futuro del marchio. Il fatto che questi eventi siano praticamente concomitanti aumenta la preoccupazione nei fan della varie testate dell'etichetta.Questa la teoria. Bisognerà vedere in pratica cosa succederà alle serie storicamente targate Vertigo quando verranno assorbite nell'universo di Batman, Superman e compagnia bella. Personalmente da fan di Hellblazer l'idea di vedere Constantine interagire con Supes e compagnia bella non mi fa impazzire, no davvero. Però... perché c'è sempre un però. Il tutto sta nell'abilità degli autori di creare buone storie anche all'interno del classico universo DC e alla capacità della casa editrice di limitare le ingerenze editoriali nelle scelte artistiche degli autori stessi (ed è qui che la questione potrebbe farsi dolente). Insomma non c'è scritto da nessuna parte che i protagonisti più borderline della DC Comics debbano incontrare la Justice League un mese si e uno no, però...
E veniamo ad Animal Man che è pur sempre il personaggio che compare nel titolo di questo post. Al tempo della chiusura della vecchia serie, Animal Man era una di quelle testate pubblicate dall'etichetta Vertigo, nonostante questo sia la vecchia che la nuova incarnazione dell'albo sono lì a testimoniare che non necessariamente tutto è perduto. Nel passato la run più celebre legata al personaggio di Buddy Baker è stata senza dubbio quella orchestrata dallo scozzese Grant Morrison, ventisei episodi che hanno consacrato la serie Animal Man come un culto assoluto. Questo accadeva ben prima della nascita della Vertigo.
In occasione del reboot del Dc Universe, Animal Man, un po' come accadrà anche a Hellblazer a breve, è stata integrata nel nuovo universo supereroistico di mamma DC. Se il buongiorno si vede dal mattino e se questa serie sarà indicativa del trend in atto forse ci stiamo semplicemente preoccupando troppo. La nuova serie dedicata alle avventure di Buddy Baker scritte da Jeff Lemire e disegnate da Travel Foreman sarebbe potuta tranquillamente uscire con il logo della Vertigo stampato ben visibile in copertina e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire al riguardo.
Bernhard "Buddy" Baker è Animal Man, un supereroe atipico con la capacità di attingere al campo morfogenetico della Terra (?)  e prendere in prestito le capacità di qualsiasi animale vivente. Potrebbe anche iniziare a puzzare come una puzzola volendo. Ma Buddy è anche un ex stuntman, un padre di famiglia, un'attivista per i diritti degli animali, un marito, un vegano convinto e ultimamente anche un attore. (Il campo morfogenetico della terra se non vado errato fu proprio un invenzione del buon Morrison nella sua run, e ne parla per la prima volta, nell'albo in cui buddy ha la sua esperienza sciamanica nel deserto con tanto di fungo allucinogeno NDGen. Ma qui lo dico e qui lo nego).
E' proprio nell'ambito domestico che si apre la nuova serie con un Buddy intento a leggere una sua intervista pubblicata da una rivista seduto tranquillamente in cucina mentre la moglie Ellen prepara la cena, la figlia Maxine chiede un cucciolo e il figlio Cliff guarda la televisione. Proprio la notizia di un tizio che sta tenendo in ostaggio dei bambini in un ospedale spinge Animal Man a tornare in azione.
La storia assume ben presto atmosfere horror che ben poco hanno di supereroistico, Buddy si troverà a dover affrontare e capire le nuove abilità della figlia di quattro anni Maxine, che come si scoprirà è legata al Rosso, una specie di entità o forza derivante dalla vita stessa, un po' come Swamp Thing è legato al Verde e alla forza della natura. Le cose degenerano in fretta preannunciate da un bel sanguinamento dagli occhi, incubi splatter, animal morti zampettanti e seguite da trasformazioni mostruose e dalla discesa nel Rosso per affrontare gli agenti della Putrefazione che sono tutto tranne che un bel vedere.

Le atmosfere evocate dalla serie, con tutti i dovuti distinguo, mi hanno ricordato le prime storie di Hellblazer, quando le tavole erano anni luce dall'essere cool e presentavano tratti inquieti e sporchi come quelli di William Simpson ad esempio. Per i primi cinque episodi siamo di fronte a un fumetto horror che prospetta scenari interessanti e probabili futuri incontri, questo si, ma all'appello dovrebbe rispondere una certa creatura della palude, matelli e mutandoni dovrebbero essere al momento scongiurati. Sia la prosa di Lemire che le matite di Foreman non fanno nella maniera più assoluta rimpiangere l'inserimento della serie nel classico DC universe, speriamo che le cose continuino di questo passo per questa e per altre testate ex-Vertigo. 
Nell'ultimo episodio un intermezzo ci presenta l'amaro film al quale Buddy Baker dona il volto del protagonista principale, un ex eroe che fatica ad adattarsi a una vita normale. Non male davvero come primo volume.
Swamp Thing, di Scott Snyder (testi), Yanick Paquette e Marco Rudy (disegni). Lion, 168 pp. col., 13,95 euro.
 In questo preciso momento la vita editoriale di Swamp Thing sembra andare a braccetto con quella di Animal Man. Fuoriuscita anch'essa dalla linea editoriale della Vertigo, la collana dedicata alla cosa della palude rientra nel classico universo DC Comics con piglio maturo e tematiche horror che fanno il paio con quelle delle avventure di Buddy Baker.
Alec Holland era morto. Apparentemente tornò in vita trasformato, grazie anche alla sua formula biorigenerativa, in Swamp Thing, il mostro, il campione con un'innata connessione al Verde e al mondo vegetale. Poi arrivò il grande Alan Moore e ci spiegò cos'era davvero successo. Swamp Thing non era Alec Holland. Il cadavere del biologo giaceva in fondo alla dannata palude, la formula biorigenerativa aveva dato la forza al Verde di creare un costrutto vegetale, una pianta con una coscienza, una pianta/mostro convinta di essere il fu Alec Holland. Poi Moore aiutato dall'estro grafico di Totleben e Bissette fece di Swamp Thing una serie cult di altissima qualità con tematiche e approfondimenti psicologici sui personaggi di grandissimo interesse. Usando la sua prosa tra l'altro, ma questa è un'altra storia.
In occasione del reboot delle testate DC la cosa della palude passa nelle mani di Scott Snyder (anche su Batman) e del disegnatore Yanic Paquette. Questa volta il dottor Holland risorge per davvero, grazie al Verde e al Parlamento degli alberi. Ma è un Alec Holland nuovo, stranito, quasi fuori posto, quello che ci accompagna in questa avventura. Cosciente di non essere mai realmente stato Swamp Thing ne porta comunque nella mente sensazioni e ricordi. Ci troviamo di fronte a un protagonista in cerca di pace, deciso a non essere più coinvolto in giochi più grandi di lui, deciso a non avere più nulla a che fare con il Verde.

Ma la grande minaccia che incombe nelle nuove avventure di Animal Man fa capolino anche da queste parti. Il confronto tra Rosso e Nero invade anche la sfera del Verde e il dottor Holland si troverà ad avere a che fare con la Putrefazione e con la sfera della morte. Proprio Abigail Arcane, la donna con la quale Swamp Thing divise numerose avventure, e suo fratello William potrebbero essere gli avatar designati dalla Putrefazione nelle lotta contro le forze legate alla vita.

Snyder pone l'accento sui dubbi del protagonista, sulle sue possibili scelte e sui sacrifici che queste potrebbero comportare, indaga gli incubi di Holland e i suoi sentimenti per Abigail basati su ricordi di esperienze mai realmente vissute creando un personaggio complesso e stratificato. Le atmosfere virano all'horror puro, la storia si bea di mostri e repellenti creature, persone trasformate dalla Putrefazione in zombie con la testa girata di 180 gradi, viscere e deformazioni e tutto il repertorio al completo. Inevitabile nel prossimo futuro un incontro con l'Animal Man di Lemire.

I disegnatori, Paquette in particolare, rendono un ottimo servigio alla serie partendo dalla splendida copertina del volume. Il tratto di Paquette è preciso in tutte le situazioni, rende magnificamente le scene più ordinarie come quelle più orrorifiche con un dettaglio particolare per animali e vegetazione. Ottima la costruzione delle tavole che si presentano a volte con vere e proprie esplosioni psichedeliche, cornici floreali, arbusti a incorniciare le vignette e soluzioni lisergiche rese apprezzabili anche dal lavoro dei coloristi. Non sfigurano neanche le tavole di Rudy e Ibanez ben integrate nel tessuto della vicenda.
Anche qui, come accadeva per Animal Man, una storia matura di qualità. Un sospiro di sollievo per chi temeva il peggio a causa della fuoriuscita della serie dalla linea Vertigo. Probabilmente le due serie acquisteranno ancor più interesse se lette in parallelo, cosa consigliata ma al momento non indispensabile.


 

mercoledì 12 dicembre 2012

Marvel Now: Mutants Assemble!

Ed eccolo qui il titolo che aspettavo con più impazienza, gli Uncanny Avengers di Remender, l'unico scrittore capace di farmi tollerare  gli spillati Panini, la causa principale per la quale prendo il mensile Wolverine and the X-Men, che ospita la sua decisamente godibile Uncanny X-Force.
L'autore di una delle più interessanti run del Punitore dell'universo 616, e mi dicono, ma questi me li sono persi, l'autore dei migliori Secret Avengers, da quando Bendis ha moltiplicato i Vendicatori durante il suo regno oscuro, manco fosse Gesù Cristo con del pesce fresco in mano.

AVX è finito.
La nemesi galattica è sconfitta, ma il prezzo per i mutanti è stato abbastanza salato.
Tranquilli non mi sogno nemmeno di rovinarvi le sorprese, sono certo che tra voi ci sia una considerevole cricca che ha scelto di leggere l'ennesimo beat'em up Marvel , il minimo che posso fare è di parlarvi delle nuove iniziative Marvel, senza spoilerare troppo, percìò ci limitiamo ad un veloce commento di queste 50 pagine firmate Remender-Cassaday, che in Italia vedremo soltanto l' anno prossimo, chissà su quale mensile.

Supereroi e Mutanti, se le sono date di santa ragione, ma adesso bisogna guardare al futuro, ed il futuro esige un messaggio chiaro, le divergenze devono essere solo un ricordo, i sapiens ed superior devono  realmente saper coesistere sullo stesso pianeta.
E cosa ci può essere di più rappresentativo di un gruppo formato da mutanti e non?
So già cosa state pensando, ma se non foste così maligni non sareste lettori di Fumettopenìa.
Saranno decenni che i Vendicatori ospitano mutanti nelle loro fila: Beast Scarlet, Quicksilver, ect. ect.
Dove sarebbe la novità?
A dire il vero, l'incipit che Remender sviluppa per lanciare il nuovo gruppo non è proprio originale, anzi a dirla tutta a  leggere sti primi due numeri dell aserie , farete fatica a scrollarvi di dosso la sensazione del Deja-Vu, in certi passaggi infatti, vi sembrerà di avere tra le mani il primo bellissimo numero di X-Factor di Peter David, specie nello scambio di battute tra Havok e Cap, che ricorda tantissimo per contenuti quello che lo stesso Alex Summers tanti anni fa ebbe con Valerie Cooper, ma si che che il fumetto seriale è un qualcosa si ricicla all'infinito,ed in un arco di tempo abbastanza lungo, la possibilità di imabattersi in qualcosa di originale per davvero scende a zero.
Ovviamente e per fortuna stile, ritmi dialoghi e tematiche, e Remender figlio del suo tempo, ed ottimo scrittore, questo è innegabile, usa al massimo le sue doti e rende questa fusione tra Vendicatori e Mutanti, sotto il naso di tutti per 50 anni di fumetti Marvel, qualcosa di addirittura nuovo.
Ogni buon eroe ha bisogno di una nemesi altrettanto cattiva, e qui il cattivo senza rivelarvi troppo, è particolarmente bastardo e spietato, e credo la godibilità di questa serie sia insita proprio nella scelta del Villain.
Unica nota stonata del gruppo sembra, il Dio del tuono, personalemente avrei preferito vederlo fuori da questa serie, ma è una forzatura trascurabile rispetto ai dialoghi ed alla trama oscura che si delinea.
Cassaday non eccelle particolarmente in questi primi due numeri, espressioni trucide in serie rendono monotone queste tavole.
I personaggi, sembrano dei cosplayer travestiti da supereroi, anatomie massicce e poco fluide, rigidità dei cosutimi, una ricerca do un realismo nelle tavole che ne sacrificano la dinamicità.
Comunque è un titolo che incuriosice almeno tanto quanto incuriosisce la coppia Hickman-Opena, ed il motivo per cui desta tanta curiosità è sicuramente per la trama ideata da Rick Remender, che srotola la storia su due scenari, quello dei buoni, in cui i personaggi si adoperano per creare un nuovo gruppo che riporti l'opinone pubblica a favore dei mutanti, e l'altro sicuramente più accattivante, nel quale si muovono i cattivi, incalzando il lettore con continui colpi di scena.
Voto finale: 7 1/2 che non arriva ad 8 solo per via di un Cassaday eccessivamente legnoso.
Ma è comunque un titolo da tenere presente.
Baci ai pupi.

martedì 4 dicembre 2012

Idee per le strenne #01: Superman Red Son

Da oggi e per tutto dicembre, almeno fino al 23, Fumettopenìa entra in clima natalizio, e si assume il gravoso compito di suggerire il regalo di natale da fare agli appassionati di fumetti. Quindi in questi giorni aprite il blog quando siete vicino alla findanzata, alla moglie o ai familiari..chissà che non colgano il messaggio subliminale, riguardo a ciò che vorreste come regalo.

Natale è alle porte e le primarie sono appena finite si avvicina e cosa gli regalo a 'sta maledetta zeccaccia di un nerd?
L'intellettuale di sinistra  è sempre una spina nel fianco nel periodo natalizio, cosa puoi regalare ad una persona che sbraita tutto il giorno contro il consumismo?
Se la palla al piede in questione poi, è anche un nerd, un incallito lettore di fumetti, allora le difficoltà di centrare i gusti dell'amato aumentano esponenzialemente, non c'è sciarpa, maglione o borsello che lo farà veramente felice per quanto alla moda e di tendenza possa essere.
Per gli amici e parenti degli amanti di Superman sinistroidi, che nelle ultime settimane sono stati incollati ai giornali per sapere chi avrebbe guidato il PD, la Lion ha confezionato il regalo perfetto:
Superman Red Son, un elseworld, firmato dall'ex-sindacalista Mark Millar e diligentemente disegnato Dave Johnson, fatto apposta per nostalgici Stalinisti.
In sostanza gli Elseworld sono i What if?! della DC, ossia sono storie che si svolgono in altri universi che rispondono a domande ipotetiche, nello specifico Red Son, narrà cosa sarebbe accaduto al mondo se Kal El fosse precipitato in Ucraina  piuttosto che nel Kansas.
Una gradevolissima miniserie con una narrazione in prima persona dello stesso Kriptoninano, che racconta la sua vita dopo essere stato raccolto ed allevato secondo l'ideologia comunista, la sua ascesa ai vertici del partito comunista, e i suoi rapporti con il mondo esterno, in particolare Millar reinventa la guerra fredda USA-URSS, e ridistribuisce nuovi ruoli ai personaggi del cosmo DC, in un mondo dove i papà di tutti gli eroi parla russo.
Una corsa agli armamenti in calzamaglia in cui rileggiamo le origini di Hal Jordan, di Lex Luthor, di Batman, persino di Bizzarro.
Delizioso il lavoro grafico di Johnson, chine nette ed anatomie squadrate rendono le tavole decisamente un qualcosa su cui è piacevole posare l'occhio, ed in alcune illustrazioni fedeli alla stampa propagandistica di partito, bello anche il design dei costumi, la trama di Millar non è esente da momenti di divertente epicità, degnamente ritratti in splash page d'effetto da Johnson, e la sceneggiatura e la rivisitazione dei characters è quantomeno divertente.
Nulla da rivelare sulla storia, specie sul finale, per non guastare la sorpresa della lettura, il fumetto rientra nella collana else-world, quindi fuori continuity ed autoconclusivo.

L'edizione Lion è un cartonato di 168 pagine a colori dalla solita carta leggermente puzzolente, e costa 17,95, tariffa standard dei volumi RW Lion, in realtà l'opera è una ristampa, Redson è già stato pubblicato in italia dalla Planeta, nello stesso formato a 15,95, vi direi di mettervi ala ricerca della precedente edizione, e con i due euro risparmiati ci comprate anche la carta da regalo e il bigliettino di auguri, ma ormai l'edizione  Planeta, come tutto la roba DC stampata dalla Planeta, costa un occhio della testa, su E-bay il volume costa una cosa assurda come 67 euro.
Credo di avervi detto tutto.
Baci ai pupi e dasvidania.

venerdì 30 novembre 2012

Ho letto Deadpool e mi è piaciuto!

Devo forse chiedere scusa ai sostenitori di Deadpool?
O forse ho cominciato a leggere qualcosa di questo personaggio decisamente divertente?

Ho appena finito di leggere il primo numero di Deadpool del Marvel Now e Signore perdonami ma mi è piaciuto!
Veloce e divertente, l'ultima cosa che avrei pensato in questo piovoso venerdì, è che una lettura come Deadpool addirittura mi facesse ridere.
Storiellina divertente che promette altre irriverenti gag, devo proprio dirvelo contro chi si scontra stavolta il vostro logorroico eroe?
OK ve lo dico qui sotto in corsivo per evitare di rovinarvi la sorpresa:
(SPOILER: stavolta l'ex arma x del governo canadese deve vedersela con i vecchi presidenti degli stati uniti, resiscitati da un pazzo negromante. Una divertentissima lotta tra Deadpool, (arruolato momentaneamente, ed azzardatamente oserei dire dallo SHIELD), e l'intera cricca del vecchio corpo presidenziale degli Stati Uniti da Truman giù fino a Lincoln, resuscitati e decisi a ricostruire l'America, prima però dovrano ridurre in cenere quella di adesso. FINE SPOILER)

Situazioni estreme, dialoghi frizzanti spassosi, ma sopratutto non eccessivi, e le fantastiche matite di Tony Moore, che sembra non resista più di tre pagine senza disegnare uno zombi.
Titolo delizioso, a cui do un otto pieno perchè mi ha sorpreso, ero pronto, a termine lettura, a scrivere le mie due solite righe aggressive condite da cazziatone da nonno esperto della nona arte, e dalla solita filippica sul fatto che dovreste investire altrove i vostri soldi. E leggere qualcosa di decente.
Niente di tutto questo, questo  Deadpool fa ridere, e pure parecchio.
Gran brutta botta al mio ego, gli scrittori Posehn e Duggan, mi hanno dato una lezione di umiltà, vendicando i loro predecessori, anche se non mi rimangerò mai nemmeno una sillaba per tutto quello che ho detto sulla pessima miniserie, Re del Suicidio.
Sceneggiando una storia che si prospetta leggera, senza molte pretese al di fuori di quella di divertire, godibilissima sicuramente la loro interpretazione del personaggio, che (per ora) non si perde in esagerosi, monologhi dal dubbio senso umoristico.
Mi secca tantissimo dirlo ma se Wade continua così, il mio taglio dei costi ai titoli Marvel Now subirà una gran brutta revisione, per il mio portamonete.
Deadpool Fans 1 - Cardillo Gennaro 0
Baci ai pupi e buona lettura.


giovedì 22 novembre 2012

Le anteprime di Fumettopenia - La nuova Suicide Squad (new52)





L’evoluzione della Sporca 

Dozzina, o a voler essere più cinefili, a voler apparire anche un pochetto più acculturati, potrei dirvi anche una rivisitazione dei Sette Samurai, a far un esempio più terra terra invece, potrei citarvi “Armageddon”, quella ridicola americanata, in cui la terra era condannata per l’arrivo di un mega-meteorite, che, se guardate in compagnia di una donna, non fate altro che “tzare” come Zio Paperone, per darvi un tono, ma che se rivedete da soli, vi fomentate come pupi, brutti vigliacchi che non siete altro.
Tutte varianti dello stesso tema: gli stronzi ci salveranno.
Ma poi i tempi sono cambiati, è nato lo spionaggio sporco, i team stealth, invisibili e spietati, dai quanti fumetti ultimamamente avete letto su questo genere?
Quello che ricordo con più piacere, è la Justice League Elite, miniserie di qualche tempo fa edita in Italia sotto marchio Planeta, di cui parlai anche su fumettidicarta.
Cosa è per esempio la Uncanny X-Force, se non l’ennesima collana che arricchisce questo filone?
La DC col suo new52, ha rispolverato tutte, ma proprio tutte le sue testate, anche quelle chiuse da decenni, pensate che hanno rilanciato robe come Amethist – Princess of Gemworld, che qui in Italia se non erro, vedemmo solo nelle pagine di Crisis on Infinite Worlds, anzi su una sola pagina, mentre il suo mondo delle gemme veniva divorato dall’anti-materia, porella.
Persino la serie Horror I...Vampire, ha rivisto la luce, nonostante luce e vampiri non vadano tanto d’accordo.
Quindi volete che quei furbacchioni della DC non trovavano il modo per riportare in scena uno dei primi Stealth Team in mutandoni?
E si perché diciamolo, i Thunderbolts (nati nel 1997), o i Vendicatori Oscuri nati anche dopo, è tutta roba che ha radici nel giardino del nemico, lo zoccolo duro degli ultrà della Marvel di questo devono farsi una ragione, la Suicide Squad  (apparsa la prima volta nel 1959- e la seconda incarnazione 1987) è la mamma di tutte le squadre sotto copertura.
E noi italiani la conoscemmo per la prima volta sulle pagine del mensile della Play Press dedicato alla Justice League, che ospitò nei primi tre numeri la bellissima miniserie Legends di Byrne, prima pietra del nuovo universo DC dopo il maxi-evento di Perez-Wolfman. Si esattamente, un altro reboot.
Ed eccola qui la nuova Suicide Squad, figlia del suo tempo, così gotica, violenta e caciarona.
Che arriverà nelle fumetterie italiane, più o meno nel prossimo gennaio, nel formato brossurato, presumo, gia adottato per le varie serie “minori” ma quasi tutte valide, come Deadman,, Justice League Dark, Animal Man e Batwoman
Mi sono letto per voi,  i primi sei numeri della miniserie dedicata al rilancio della squadra suicida di Amanda Waller. 130 pagine, pagina più pagina meno che dovrebbero essere contenute nel primo volume dell’editore italiano, e le ho trovate, una lettura evasiva, leggera nonostante l’enorme quantità di sangue che si riversa sulle pareti e sui pavimenti delle sale in cui si combatte selvaggiamente, cazzeggio puro senza troppe pretese, ma divertente quanto basta per non farvi prendere dalle crisi mistiche in caso di acquisto.
Non è certo un capolavoro di cui parleranno i posteri, ma considerando quello che vi leggete (e vi fate pure andar bene) di solito non è malaccio: azione, violenza, qualche parentesi abbastanza splatter, il tutto condito da dialoghi sboroni ma funzionali.
Dal punto di vista grafico, le tavole dell’argentino Federico Dall’Occhio, sono terribilmente valide, uno stile dinamico ed allo stesso tempo realistico che rende sicuramente più appetibile il volume. Buone anche le incursioni di Clayton Henry, le sue chine più cicciotte e nette ricordano vagamente McGuinnes, ma senza la sua eccessiva vena da cartoonist e senza l’abuso di steroidi con cui è solito gonfiare le anatomie dei suoi personaggi.

E’ ora di raccontarvi un minimo di storia senza troppi spoiler, tanto da qui a gennaio ve la sarete scordata di sicuro:
Adam Glass co-autore del terrificante Deadpool  - Suicide Kings, in questo caso, struttura una storia ed una sceneggiatura, se vogliamo borderline, ossia piacevole senza scadere eccessivamente nell’assurdo, tanto sconosciuti quanto carismatici, i personaggi di cui usufruisce e che caratterizza gradevolmente:








Bello il suo Diablo, un pirocinetico, capace di comandare le fiamme ed il fuoco, attraverso i suoi tatuaggi, ed il suo potere sembra avere più un origine mistica che organica, o almeno è quello che ho capito io dal mio inglese non proprio di livello madrelingua, già visto comunque nelle pagine di Flashpoint.
King Shark, è un vecchio nemico di Superboy, uno squalo umanoide, il forzuto della truppa, che preferisce sistemare i suoi nemici con le sue mandibole piuttosto che con i suoi muscoli.
Savant, il solito vigilante esperto in svariate arti marziali nonchè abile all’uso di tutte le armi conosciute, Voltaic, capace di emettere scariche elettriche tali da fulminare le sue vittime,  e Ragno Nero, sconosciutissimo, vengono tutti dall’universo dei supervillain di Batman.
A questi si aggiungono Deadshoot, il mercenario che non sbaglia un colpo, che è un  veterano della squadra, e la bella, sexy  e letale Harleyquinn, interessante intro della serie, e chiaramente vera first lady, alla quale l’autore presta particolare attenzione, curandone più degli altri la caratterizzazione.
Questa è l’allegra sociopatica e violenta brigata messa su da Glass, per la nuova Suicide Squad, direttamente dal carcere di massima sicurezza di Belle Reeve, sugli scaffali delle nostre fumetterie se va tutto bene a gennaio.
Unica nota dolente? Amanda Waller
Nel  restyling  del personaggio,  da adorabile donnona che era nella versione di Byrne, qui è la solita silfide, bella per gli occhi, ma che perde insieme ai suoi chili di troppo anche il carisma, che le faceva tenere testa alla peggiore feccia dell’universo DC, nonche a tipi tosti come Flagg o Batman.
In definitiva, una buona miniserie senza troppe pretese, a voi e al vostro portafoglio vedere se vale la pena spenderci dei soldi!
Baci ai pupi



L'evoluzione di Amanda Waller






mercoledì 21 novembre 2012

Zombie addicted!


Casomai non vi bastasse una sola recensione, casomai non avessi caldeggiato abbastanza il nuovo mensile SALDA- PRESS, casomai non v'ho convinto, vi lascio leggere anche le opinioni del caro Dario Lopez, che a quanto pare sembra essere caduto felicemente anche lui vittima del virus TS-19.
Ecco il suo commento al primo numero:
 THE WALKING DEAD #01
(Mensile Ed. Salda Press, brossurato b/n  €2,90 - 90 pg. circa.)
E' uscita nelle edicole nostrane la versione economica di uno dei maggiori successi dell'ultimo periodo, quel The walking dead che sta raccogliendo consensi unanimi sia sotto forma di fumetto che di serie televisiva. L'idea della casa editrice Saldapress è quella di accodarsi a GP Publishing ed Editoriale Cosmo nella riproposizione di fumetti esteri nel formato popolare italiano, il classico bonellide a prezzo contenuto. La novità in questo caso è l'averlo fatto con un titolo decisamente forte e appetibile che esula in gran parte dall'avventura e dai generi tradizionali battuti in questo campo dell'editoria: il survival horror condito con zombi.

In uno degli scorsi post avevo espresso i pro e i contro di questo tipo di operazioni e non torno ulteriormente sull'argomento, dico solo che a me personalmente questa iniziativa non può che far piacere. Inoltre in questo caso non abbiamo neanche la perdita del colore in quanto la serie nasce in bianco e nero anche nella sua versione d'oltreoceano. Aggiungo ancora che al momento sono completamente a digiuno delle vicende sviluppatesi sul serial-tv, esordio assoluto per me nel mondo di The walking dead. Quindi, cari signori di Saldapress, molto molto bene.

L'incipit della storia richiama parecchio quello di 28 giorni dopo di Danny Boyle, l'agente Rick Grimes si risveglia in un letto d'ospedale dopo un periodo d'incoscienza e si trova catapultato nell'orrore di un ritorno al mondo in compagnia degli zombi. Resosi conto della gravità della situazione il protagonista non può che iniziare a preoccuparsi per la moglie Lori e il figlioletto Carl. L'unica cosa che sembra avere un senso è quella di mettersi alla loro ricerca.

Per quanto possa sembrare strano in un fumetto di questo tipo gli scontri con gli zombi non sono la caratteristica principale della storia imbastita da Robert Kirkman, anzi, a detta dello stesso autore sarà il lavoro sulla crescita dei protagonisti a dare il passo alla serie pensata per durare molto molto a lungo. Ovviamente non mancheranno i compagni di viaggio per Rick, ben presto il nostro si troverà a incrociare altri sopravvissuti e si prospetterà al lettore il canovaccio classico del piccolo gruppo di persone insieme di fronte all'ignoto. Il lavoro su dialoghi e situazioni inizia a far emergere dinamiche e tragedie legate ai vari personaggi, caratteri e funzioni narrative.

L'albo raccoglie i primi quattro episodi originali, l'impressione è quella di essere davanti a una serie dalle grandi potenzialità che per ora ci si è mostrata solamente con un corposo assaggio. La curiosità c'è e questo è un buon segno.

I disegni di Tony Moore, compresa l'ottima copertina, si fanno apprezzare rimanendo sempre leggibili nonostante le dimensioni ridotte della tavola. Il suo stile mi ricorda vagamente il Dillon di Preacher nonostante la cura nei dettagli, che pure non è maniacale, mi faccia apprezzare in misura decisamente maggiore il tratto di Moore (o forse è il cognome).

Buona anche la parte redazionale che offre approfondimenti e curiosità in chiusura di albo nonché la striscia umoristica a tema Zetacomezombie di Andrea Voglino e Ale Giorgini. Mi sembra che l'impegno nella cura del prodotto sia evidente. Attendiamo il secondo numero.