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mercoledì 5 giugno 2013

In finale Before Watchmen...



Ok tiriamo le somme megafinali per Before Watchmen, immaginatevi se sta recensione ve la presentavo tutta in una volta, vi conosco, non la leggeva nessuno.
Quasi vi vedo davanti al monitor,  “Ma che è matto questo?! Ma chi te se fila Cardillo, ma scrivi meno, porco Giuda!”
Meglio così, che ve l’ho propinata a piccole dosi, sempre detto io: a rate è meglio.
Comunque immagino che ‘sto Before Watchmen vi ha un po’ anche stufato. Specie a quelli di voi che hanno scelto di ignorarlo.
Cioè ne abbiamo parlato quando è uscita in America QUI,  ne abbiamo parlato con l’arrivo dei numeri uno in Italia QUI, ne abbiamo parlato più volte ANCHE QUI e QUI  e ANCORA QUI, ora basta facciamo il totale - commentiamo le restanti miniserie e diamo il consiglio finale, rispondiamo al quesito finale: è da comprare o no?
Dunque, Azzarello decisamente non ci ha preso con Rorschach, o meglio ci avrebbe anche preso, ma ha compresso troppo la narrazione, ed il risultato finale non è questo gran capolavoro, il discorso non riguarda Bermejo, (sublime come sempre).
Con il Comico forse ha dato qualcosina in più, però nella totalità, la comprensione della miniserie risulta troppo legata alla storia contemporanea americana, per apprezzarla appieno credo dovreste essere i classici statunitensi fanatici delle teorie del complotto, altrimenti a tratti vi annoierete un poco durante la lettura.
Anche Cooke non può certo dirsi soddisfatto della sua Silk Spectre, un picchiaduro in gonnella ed allucinogeni,  persino divertente in alcune sequenze, che deve molto della sua poca godibilità, alle matite della brava Amanda Conner, in teoria però, non vorrei risultare uno snob, ma stiamo ricordando una pietra miliare del fumetto, tecnicamente leggendolo non ci si dovrebbe solamente divertire.
Tocca a Minutemen.
Minutemen è da 10 pieno, i sei numeri di questa miniserie, quelli si che sono un piccolo capolavoro, in quelle pagine si vede davvero l’autore tutta la bravura di un autore che meritatamente ha portato a casa svariati prestigiosi Award per il suo stupendo New Frontier.
Minutemen tra tutte le altre miniserie targate Before Watchmen è (insieme a Dr Manhattan) quella  che ha più ripreso lo stile dell’opera originaria.
Alan Moore con Watchmen riscrisse il concetto di supereroe, Cooke plasma ogni singolo membro di quel gruppo, seguendo quelle vecchie regole, regole che hanno poi rivoluzionato ogni singola sceneggiatura del fumetto in calzamaglia da quegli anni in avanti.
Credo che l’autore canadese in queste pagine abbia catturato al meglio tutta la feroce critica e la rivoluzione psicologica con cui Moore plasmò il suo tormentato supergruppo.
Se si vuole considerare Before Watchmen qualcosa di più che una semplice lucrosa operazione editoriale, se si vuole pensare a questa raccolta ANCHE come ad un vero omaggio all’opera massima del grande scrittore inglese, allora questa miniserie di Darwyn Cooke è quella che merita di essere presa come campione.
Cooke in sei numeri ripercorre, scrive e sovrascrive, la storia del gruppo in una maniera eccellente, ma non solo, il lavoro che ha fatto sulla caratterizzazione dei personaggi, non è solo assolutamente sovrapponibile e coerente alla sceneggiatura originale, è, anche nei momenti “inediti”, una compatibilissima appendice all’opera del Bardo.
I Minutemen, in Watchmen, erano un ingranaggio secondario, necessario per la completezza della storia, incastrato alla perfezione nella narrazione, ma comunque secondario, Cooke utilizza e sviluppa l’intero gruppo, e crea, dalle poche nozioni lasciate in eredità da Alan Moore, il bellissimo personaggio di Silhouette, il tormentato Mothman, arricchisce l’arrivismo della prima Silk Spectre e del suo compagno/agente, fornisce plausibili interpretazioni per il Comico, rielabora Capitan Metropolis e soprattutto Giustizia Mascherata. Rivisitato in maniera assolutamente inquietante.
Come già detto più su, Minutemen è da 10, ed è da reperire anche se non si ha alcun interesse nell’opera che lo contiene, vi assicuro che farà godere anche i conservatori contrari a questa iniziativa.
Una grande prosa, adulta, cinica, una grande storia mai banale o scontata ma sempre molto ricercata, intrigante e realista, ed un grandioso lavoro grafico, un Darwyn Cooke ispirato, col suo stile squisitamente TyTempletoniano se mi passate il neologismo, minimalista, semplice ma sempre  dagli standard elevati.
Da leggere e rileggere. Se la nostalgia è la cosa che vi ha fatto avvicinare a Before Watchmen, Minutemen è la cura.

Nite Owl - Straczynski - Cooke 1-1

Se con Dr Manhattan Stracchino ha colto nel segno, con Nite Owl, il personaggio più positivo ed onesto dell'intera schera di personaggi di Watchmen, non è riuscito a comunicare le stesse vibrazioni, la miniserie che racconta l'arrivo del secondo NiteOwl, i suoi primi passi nel mondo della lotta al crimine, il suo Team up con Rorschach, il suo primo amore, rilulta insipida e noiosetta.
Il trucco dell'iniziativa è di prendere un particolare dell'opera originale e dargli una nuova vita, un passato, un origine se volete.
 In Silk Spectre per esempio, vediamo da dove arriva la famosa spilletta, icona del Comico, qui invece Stracchino gioca su una foto che Daniel conserva tra i suoi cimeli della sua passata vita in costume, la foto della Dama del Crepuscolo. Rendendo la donna la prima vera passione dell'eroe. 
In Nite Owl si svela anche l'origine del famoso cartello che si trascina dietro Rorschach quando non indossa la maschera. 
Un indagine  su una serie di omicidi di prostitute, con tanto di finale scontato e pure un pò forzato secondo me, intervallato dai soliti flashback delle infanzie tormentate dei due "eroi", che veramente non trasmette alcuna emozione e che può essere etichettata come la peggiore delle miniserie, da 4, un insuffiecienza piena, dovuta anche ai disegni di Joe Kubert (aiutato dal figlio Andy), scomparso lo scorso 2012 proprio mentre lavorava su questo fumetto. Una matita di 86 anni, ed a rischio di sembrare anche un cinico stronzo, dalle tavole trasparivano abbondantemente tutti.



Moloch - l'unico Villain che tormenta gli avventurieri di Moore rivive nelle mani di Stracchino-Risso, in una miniserie di due numeri in cui il sedicente Moloch è dipinto com un Freak, incapace di essere accettato dalla società in quanto deforme nell'aspetto, motivo che lo spingerà a passare al lato oscuro,  plot abbastanza inflazionato, che fa da terreno di crescita per una miniserie che riscrive quasi da zero (come per Dollarbill), la retrocontinuity di un personaggio che nell'opera principale è un importante ingranaggio nel complicato meccanismo di Ozymandias, belle le matite di Risso, troppo poco presente nel palinsesto fumettistico americano secondo me, fluida la trama che inaspettatamente si rivela di una godibilità insperata, nonostante le poche pagine a disposizione, ed un personaggio che nelle mani di Moore in pochissime tavole sembrava aver detto tutto quello che c'era di interessante da dire.
 
Ozymandias - Il primo lato positivo di Ozymandias che bisogna rendere noto al pubblico sono i disegni di Jae Lee, bellissimi, il secondo è che la storia scritta di L. Wein si struttura come una lettura degli spazi bianchi della serie originale, ossia Wein descrive attraverso il taglio narrativo della biografia, l'evoluzione di Veidt in Ozymandias, e successivamente nell'uomo che si erge a salvatore della raza umana dal disastro nucleare, da sempre un tema caro a Moore. Se l'obbiettivo di Wein era quello di descrivere un genio il cui intelletto lo ha portato ad alienarsi dal resto dei suoi simili, in tal caso l'obbiettivo è raggiunto, la soluzione dell'autobiografia sublima questa situazione, un uomo capace di rapportarsi solo con se stesso, personalmente l'ho trovata un pò lenta ma carina, e credo che nel progetto originale, rappresenti uno delle colonne del Before Watchmen, la sua vignetta finale ha un non so che di suggestivo, chiude un cerchio.
Bellissime i disegni di Jae Lee, come anche molto belli i colori di Chung, il disegnatore imposta per la miniserie, delle gemotrie delle tavole che a volte ricordano lo stile Liberty novecentesco, l'uso che pensavo ormai trapassato, delle vignette tonde incastonate in spalsh page di ampio effetto, nonche anatomie affusolate, quasi Burtoniane.
La godibilità della storia non raggiunge certo  il 10, ripeto, in alcuni passaggi questo tipo di narrazione risulta noioso, però tutto sommato insieme alla miniserie sul Doc Manhattan, e quella dei Muntemen dà un senso all'acquistodi questa iniziativa.

Alla faccia della rarità 

Iniziativa che leggo sul sito Lion tornerà stavolta in edicola, in una nuova versione, che si differisce credo da quella in fumetteria solo per la distribuzione, che dovrebbe cadere  rispettando l'ordine di lettura della storia in appendice sui pirati.
Il fatto che Before Watchmen ritorni in edicola allo stesso prezzo, con una cadenza settimanale, da un ulteriore rinforzo alla mia duplice teoria ossia che tutto sommato Before Watchmen non è andata come speravano, o che non si sono limitati con la tiratura, nel secondo caso sarebbe una bella presa in giro per i lettori che magari si sono affannati nell'acquisto di un opera che ripeto a sentire gli addetti al settore doveva essere a dir poco elitaria, e meno male, immagino che se non lo era finiva addirittura al banco dei giornali nelgi ipermercati. Errevvù ma che mi combini? Queste imbarazzanti incoerenze lasciamole ad altri oscuri personaggi dalle larghe intese, chi vive di fumetti e con i fumetti è gente ben più seria.

In finale?

In finale mi sento di raccomandarla solo ai nostalgici dei personaggi di Moore, ed ai fanatici collezionisti (che però badate bene sappiate come valore non varrà mai una fava visto che nemmeno un mese dopo della sua conclusione esclusiva per le fumetterie, ritorna addirtittura in edicola nella stessa veste, formato e prezzo.
Per chi vive bene anche senza la sua totalità, consiglio la lettura di Minutemen e Dr Manhattan, due miniserie di elevata fattura, che oltre ad essere una buonissima lettura, hanno delle sceneggiature rispettose delle ambientazioni dell'opera originale, e sono illustrate da due grandi disegnatori.
E finalmente con Before Watchmen abbiamo finito!
Baci ai pupi.



venerdì 31 maggio 2013

Before Watchmen - Le conclusioni Parte 2

la prima parte delle conclusioni la trovate QUI!


Dottor Manhattan - Dopo aver letto Rorschach, Silk Spectre ed Il Comico, stavo seriamente perdendo le speranze riguardo alla effettiva appetibilità di questa opera, più che altro è stato Rorschach che mi ha spiazzato, chissà cosa mi aspettavo da Azzarello in quei 4 numeri, Bermejo no però, lui non mi ha deluso nemmeno nel più piccolissimo riquadro, nella più minuscola vignetta.
Dopo essermi letto in sequenza queste tre miniserie più il numero unico dedicato a DollarBill, ho cominciato a vedere quel cofanetto come un nemico dell'economia domestica di casa Cardillo, un pessimo investimento suggerito dalla nostalgia canaglia.
Poi fortunatamente ho aperto il contributo di Straczynski, poi finalmente è arrivato il momento di Dottor Manhattan e mi sono un attimo risollevato il morale.
Dottor Manhattan è un opera veramente ben fatta, lo sceneggiatore statunitense, ha davvero colto l'essenza del personaggio più affascinante creato da Alan Moore in Watchmen.
Una sublime miniserie concepita sui concetti di meccanica quantistica, Jon alle prese con una rosa di universi paralleli nati dalle scelte di vita quotidiana, un fumetto didascalico, ricco di poesia, malinconico in certi passaggi, che a mio parere ha centrato l'obbiettivo citazionistico dell'intera serie, il dottor Manhattan di Straczynski, è davvero un degno omaggio a quello creato anni fa dal bardo.
4 albi un cui si accompagnano ai momenti chiave della miniserie originale, nuove elaborazioni degli eventi ed una attenzione alle psicologie dei personaggi, che solamente un autore come il buon Straczynski poteva concepire: la coscienza, o meglio Jon stesso in viaggio attraverso lo spazio ed il tempo, per riscoprire tutti i passaggi che la vita gli ha imposto fino ad arrivare ad essere quello che è, un attenta e toccante rivisitazione del Dottor Manhattan, del suo passato e del suo futuro, alla fine della quale lo scrittore rivela in che modo tutto è nato, in che modo c'entri Ozymandias.
Chi la sta seguendo non potrà che darmi ragione nel leggere l'ultimo numero di DOC.
Ad impreziosire ulteriormente la miniserie, c'è un Adam Hughes in forma perfetta, ogni tavola è un piccolo gioiello, ogni vignetta, ogni prospettiva ogni anatomia, ogni inquadratura, è incredibile osservare come si sia evoluto questo autore dai tempi in cui susseguì a Maguire  nelle illustrazioni della JLA di Giffen e De Matteis.
Tra i  capitoli più belli di Watchmen di Alan Moore, sicuramente c'è quello in cui, Jon, abbandona la terra e passegiando su Marte, tira le somme della sua vita, credo il compito di scrivere una storia che non risultasse ridicola di fronte alla stupenda prosa di Moore o alle matite di Gibbons in quelle pagine, non deve essere stata una impresa da poco conto, eppure la coppia Straczinsky-Hughes a mio modestissimo oparere sono riusciti abbondantemente a confezionare un fumetto del quale persino il Bardo potrebbe ritenersi soddisfatto, questo se non fosse il burbero geniale brontolone che poi in realtà è.
Da  leggere assolutamente. Voto finale 9
Baci ai pupi.

giovedì 30 maggio 2013

Before Watchmen le conclusioni Parte 1


Before Watchmen è finito, tiriamo un sospiro di sollievo.
Ad essere onesti si rilassa soltanto il collezionista compulsivo che è in me, quello bramoso, ma anche ansioso di completare un'opera che all'epoca in cui fu promossa, prometteva tirature limitate, copie su ordinazione, insomma da come ne avevano parlato, i tipi dell' Alastor con cui mi fermai a conversare alla fiera del fumetto di Narnia, per Before Watchmen si profilava una preoccupante latitanza sugli scaffali delle fumetterie, specie per me che non sono un assiduo frequentatore di quei luoghi di perdizione, anzi ricordo che ponderai addirittura l'idea di creare una casella di ordinazione per essere certo di prendere tutte gli albi.
Oggi, ad opera compiuta invece, a sentire il mio fumettaro di fiducia, Before Watchmen è l'unica cosa che trovi di sicuro quando ordini dal distributore. Ed 
i cofanetti tappezzano le cime delle scaffalature di innumerevoli fumetterie, non lo dico così per dire, ma perché ultimamente  che ho girato, ho visto la cosa con i miei occhi: Torino, Milano, Roma, Napoli, Vigevano, ovunque entravo,  mi cadeva l'occhio su questi ingombranti cassoni in cartone.


                                                                                                                                              
Il Cofanetto

Per amor di cronaca mi preme dire che questi scatoloni per nerd, sono molto più grandi del totale degli albi che devono contenere, il che comporta una dolorosa conclusione: in Italia, i cofanetti, non li sappiamo fare - o li fanno enormi e tutto ci balla dentro, o piccoli, vedi le Collection Panini, che per tirare fuori un volume devi turarli fuori tutti, stando attento che non ti si sventrino le brossure.


The Italian Jobs

Non sta a me giudicare il venduto senza dati alla mano, ma da quel che vedo in giro le conclusioni che tiro sono due: o Before Watchmen è stato un mezzo flop, o la Lion poi all'ultimo momento ha cambiato idea sulla tiratura eccedendo nella quantità.
Tanto che se oggi volessi convincervi a comprarla tutta, tranquilli vi voglio bene non lo farò, potreste andare in una fumetteria qualsiasi di Roma e prenderla per intero.
Comunque io l'ho fatta tutta , nel mio piccolo ho fatto girare l'economia, quindi se ora mi girano un pó le palle, ed il commento non sarà entusiasta come il primo, beh stacce errevùlaion, ed amici come prima.
Parliamo prima dell'edizione italiana: sul cofano non ho altro da aggiungere quindi dedichiamoci agli albi - ma con il surplus che c'è in giro, siamo sicuri che questo formato da 36 pagine scarse a 2,50€ abbia incontrato i favori del pubblico?
A volte penso che al marketing Lion hanno fatto il discorso inverso di quello che fece Tremonti quando cominciavamo ad incazzarci per l'euro: l'ex ministro dell' economia propose la banconota da un euro, così gli italiani (evidentemente il problema eravamo noi, per lui, mica loro), potevano dargli il giusto valore. Presi per il culo da mezza Europa, la proposta venne chiaramente bocciata.
Alla Lion sembra abbiano fatto il contrario, sembra abbiano detto: fissiamo un prezzo che per lo più gli italiani (ahimè sempre noi) non pensino sia eccessivo perché pagano in moneta, che so magari il resto della spesa, o di un paio di giri al videopoker ( sembra sia la nuova piaga sociale italiana). 
Giuro, ste pontificazioni potranno sembrarvi paranoiche e folli ma fidatevi, gli analisti di mercato sono degli squali che ragionano esattamente così. Altrimenti come ve le spiegate le cazzatine in vendita nei pressi delle casse di tutti gli esercizi commerciali?
"Ma no signorina non me lo dia il resto prendo questo!"

Tornando a noi, siamo sicuri che abbia spinto così tanto questo formato? Mah...

Ma Before Watchmen alla fine vale la pena o no?

Moore ci manchi, ora capisco chi si è rifiutato di leggere BW per rispetto al bardo. I nostri personaggi adorati sono tornati a vivere, ma a che prezzo?
Zombie senz'anima, un capolavoro declassato a fumetto seriale con trame sempliciotte ed appiattimento delle psicologie.

Silk Spectre. Con  il primo numero, con qualche astutissima citazione Cooke prometteva di sviscerare il conflitto generazionale madre-figlia, invece il tutto si riduce ad un bieco beat'em up.
Le scazzottate tra una ragazzina e un gruppo di spacciatori di una nuova droga che promuove il consumismo in chi la assume.
Ma la droga capitalista sarebbe il minimo, al di la della cagata in sè, che diverte ed inquieta, quello che fa piu storcere il naso è la sceneggiatura di una storiella in cui in queste risse, dove latitano le armi da fuoco e ricordano anche troppo quelle del celebre duo di Bud Spencer e Terence Hill, addirittura vince le ragazzina quindicenne, manco l'avesse allenata Splinter. Cornice di questa "cinetica trama", la Cisco Kerouachiana dei figli dei fiori, anche questi poi, ridotti ad imbarazzanti stereotipi.
I disegni della Conner, sono l'unico motivo per il quale non appioppo un 4 alla miniserie dedicata alla pupa del Dottor Manhattan.

Il Rorschach di Azzarello e Bermejo - Era una delle tre storie piu attese, questa miniserie era quella su cui avevo più aspettative, speravo, anzi ero sicuro  che la coppia di Joker avrebbe ripetuto la magia metropolitana vista nella miniserie dedicata alla nemesi di Batman, invece a parte gli ineccepibili disegni di Bermejo non c'è molto altro.
La trama è troppo compressa, troppo veloce, priva del malato carisma che il personaggio aveva quando era scritto dal maestro. Gli spunti c'erano: le gang, il killer, la città corrotta, persino una sorta di embrionale storia d'amore, però ahimè tutto trattato con superficialità, sacrificato per la sintesi ed un esiguo numero di pagine, che non ha lasciato spazio per lo sviluppo di una storia degna di uno dei personaggi più affascinanti che di siano mai visti in un fumetto. Carine le citazioni di Taxi Driver o l'apparizione dei due detective creati da Alan Moore nella serie originale, lodevoli di dialoghi e fantastiche le matite ed i colori, ma il voto finale non va oltre il 5 e mezzo, perchè alla fine della lettura di questi quattro numeri, è dolorosamente chiaro che questo Rorschach è lontano anni luce dall'inquietante creatura di Moore-Gibbons.

Il Comico - Azzarello ha firmato anche  la retrospettiva del Comico, altro personaggio di rilievo dell'opera originale.
La vita di E. Blake negli anni '60, durante i dolorosi anni in cui l' America ha vissuto l'incubo del Vietnam, e gli omicidi dei Kennedy.
Se nella miniserie sul pazzoide Rorschach, Azzarello comprime troppo la narrazione, in quest'altra la dilata eccessivamente.
La miniserie del Comico non è malvagia, Jones graficamente fa un buon lavoro, e lo scrittore negli ultimi numeri sfodera una dimestichezza nel giocare con le linee temporali veramente invidiabile, con un ottima fusione di tavole e didascalie.
Tuttavia dubito che si riesca a godere della lettura del Comico.
Specie se si è a digiuni della storia politica contemporanea americana.
La narrazione fantapolitica ipotizzata da Azzarello, mette E. Blake a stretto contatto con la famiglia Kennedy, lo piazza nei principali avvenimenti dell'epoca: il Vietnam, le proteste dei pacifisti, i disordini in patria, però non credo che possa catturare più di tanto il lettore italiano, che per esempio non conosce le teorie complottiste dietro gli omicidi di Robert Kennedy o prima ancora di suo fratello J. F. Kennedy.
Azzarello opera una revisione storica di quelle vicende, arricchendole con la presenza del Comico, uomo dalla discutibile condotta già dai suoi esordi nelle fila dei Minutemen.
Una miniserie che raggiunge il sette pieno, ma che potrete apprezzarne il lavoro sulla sceneggiatura solo se la leggerete con le pagine di wikipedia aperte nelle vicinanze.

Dollar Bill - Personaggio minore della serie originale, membro dei Minutemen del quale Alan Moore fornisce poche ma essenziali notizie, trascurabile per la trama, in Before Watchmen, Dollar Bill è protagonista di un ONE-SHOT assolutamente insipido, una trentina di pagine per una retrospettiva assolutamente trascurabile, che non impreziosisce ne debilità la qualità di questa operazione, Dollar Bill, era tappezzeria in Watchmen e tappezzeria resta in Before Watchmen.
Una storiellina scontata, che non stupisce di L.Wein, disegnata da S.Rude che scimmiotta un poco D.Cooke. Voto finale 3.

I Pirati in appendice.

Tales of the black freighter è tra le cose più incantevoli dell'opera di Moore, è un esempio del suo genio difficilmente riproducibile, ma non è questo il motivo per il quale non ho ancora letto le storielle sui pirati in appendice su BW.
Il motivo principale è la scomodità, trovo allucinante aprire un albo per meno di un minuto richiuderlo e cercare le pagine successive, in mezzo agli altri albetti, la trovo un operazione sfiancante che spezza l'interesse e la lettura , se qualcuno riuscirà a finirla me lo faccia sapere, in basso ci sono i commenti aperti!


Bene direi di chiudere qui la prima parte delle conclusioni di Before Watchmen, ci rivediamo presto per commentare i pezzi più interessanti, ossia Dottor Manhattan, Minutemen ed Ozymandias, nonche Nite Owl e Moloch.
Per ora Baci ai pupi.


 


venerdì 3 maggio 2013

Before Watchmen - Le conclusioni su Silk Spectre

Il cofanetto ormai è quasi pieno, questo vuol dire che le prime miniserie sono volte al termine, Silk Spectre ha chiuso con il numero 4, ed il voto finale di queste 10,00€ (dieci euro per novanta pagine scarse, tutto sommato siamo nella media solita dei nostri giorni - modello economico estorsione senza pistola), raggiunge la sufficienza, consigliato però, tutto sommato, con tutta la spontaneità che mi consentite, solamente ai nostalgici dei characters di Moore, questa prima miniserie giunta alla conclusione ha poco altro di appetibile oltre alle molte citazioni dell'opera originale o le deliziose matite della Conner.
In pratica Cooke ci racconta del battesimo di fuoco della bella Laurie, che libera il suo potenziale contro un boss della droga, nella lisergica cornice della San Francisco Kerouachiana ed hippie.
Bell....Carina la sottorama del conflitto generazionale tra madre e figlia che lo scrittore porta avanti nei quattro numeri, il primo amore, e come questo si scontra con la cinica realtà della vita attraverso il duro intervento del Comico, carina la retrocontinuity che Cooke fornisce per alcune icone dell'opera di Moore, come la famosa spilletta di Blake, però per adesso l'entusiasmo non va oltre la gioia necrofila nel vedere resuscitare personaggi che sembrava non avessero più nulla da dire. Fatti e finiti nelle mani del maestro. Apprezzabile comunque la caratterizzazione dei personaggi, coerente con l'interpretazione di Moore, Cooke dipinge bene l'ossessione della madre di Laurie, scrivendo un plausibile passato per l'anziana donna che fu la prima Silk Spectre. Stessa cosa si potrà dire comunque dell'altra miniserie, sempre sua, Minutemen.
Coerenti e rispettosi dell'opera prima, anche le psicologie del Comico e del primo Nite Owl , l'arroganza ed il cinismo del primo ed il provincialismo fascista, la pochezza intellettuale del secondo, prigioniero dei suoi pregiudizi destrorsi nel giudicare una realtà diversa come quella hippies, d'altronde Moore non ha mai dipinto i suoi Watchmen come dei personaggi di sinistra. Gli unici che deragliavano dal profilo fascista erano il secondo Nite Owl, tanto accessoriato e al contempo tanto umano, e Dr Manhattan sparato verso una prospettiva che ormai di umano ( e la politica è una cosa pettamente umana) non aveva nient' altro.
Deliziose le matite e le impostazioni della tavole di Amanda Conner, anatomie smussate e quasi disneyane, sempre pulite.
Opinione finale - Un fumetto celebrativo.
Insomma gente, Before Watchmen si sta rivelando un tantino diversa da quello che ci era stato detto, in primis l'esclusività, mah assolutamente no, le fumetterie e le fiere sono sature di rese, e con una bella ricerca, nemmeno tanto faticosa (io sono a Roma), potrete ritrovare addirittura l'inafferrabile cofanetto, ma in quanto alle storie ribadisco, è roba per nostalgici, per quelli come me che non hanno mai chiuso con Watchmen, in particolare con il Comico Dr Manhattan e Rorschach. Come opera, è vero è segnata dal fatto che è stata scritta ed illustrata da grandi nomi, però senza una passione in background per il capolavoro di Moore, credo che potrebbe risultare ai più giovani leggermente indigesta, specialmente il rapporto qualità/prezzo, comunque nei prossimi giorni commenteremo anche le altre miniserie, per adesso ci si saluta qui.
Baci a pupi.

mercoledì 12 dicembre 2012

Quasi quasi lo prendo: Dicembre 2012

                                                                Pensavate che la rubrica fosse morta? 
Invece no, quasi quasi lo compro era soltanto in standby, torna e torna Micheal con i suoi consigli per gli aquisti, anche stavolta il buon Vincenzi, ci propina consigli degni di nota su come sperperare le mance di dicembre. Buona Lettura.



Bentornati ad una nuova puntata di “Quasi quasi lo prendo”! Abbiamo saltato l’articolo di Novembre, ma anche se non abbiamo detto niente penso sia chiaro il motivo: i consigli per gli acquisti di novembre si sarebbero ridotti alla lista della spesa di Lucca, il che non è necessariamente un male, ma vista la MIA lista della spesa, sarei rimasto due giorni e due notti a scrivere l’articolo.
Vi avviso subito che infilerò un paio di titoli usciti ufficialmente a Novembre, non sono certo le perle che ho recuperato a Lucca, ma credo siano iniziative degne di nota, quindi vediamo un po’ cosa ci riserva il panorama fumettistico di questo mese.

Before Watchmen (Novembre-Dicembre, Lion, 16,8x25,6, S, 32 pp, col., 2,50€)Evento iniziato ufficialmente a Novembre, ma consolidatosi a Dicembre con l’uscita dei restanti numeri uno. Questa serie sta facendo abbastanza scalpore, soprattutto tra i fan pro e contro quest’iniziativa. Dal canto mio per ora ho avuto solo l’occasione di leggere il primo numero di Minutemen, e, anche se quelli che attendo di più sono ovviamente le due mini di Aaron e le due di Stracchino, sono convinto che per quanto spettacolare potrà essere quest’iniziativa rimarrà comunque una commercialata fatta per far soldi. Ah, e una rapina da parte di Lion che spaccia per economico 32 pagine a 2,5€! Per l’approfondimento vi lascio all’articolo fatto dal nostro Gennaro di quartiere, consolandolo dicendogli che gli faccio compagnia tra la lista dei pirla che si sono comprati il cofanetto. 

The Walking Dead (Mensile Ed. Salda Press, brossurato b/n  €2,90 - 90 pp. circa.)
Si è vero, pure questo è di Novembre, ma non potevo non citarlo cavolo! Se prima non stavate seguendo questa perla per via del prezzodel prezzo ora non avete più questa scusa dietro la quale nascondervi! 
Saldapress ha fatto davvero un colpaccio a pubblicare TWD in versione da edicola, e pare abbia riscosso un sonstanziale successo. Poi ora con l’accordo con Skybound Saldapress si è messa in saccoccia tutte le opere di Kirkman, sono ansioso di vedere cosa combinano. Per quanto riguarda TWD vi lascio i link di due articoli di approfondimento, scritti dal nostro Dario e Gennaro. http://fumettopenia.blogspot.it/2012/11/zombie-addicted.html
                                         http://fumettopenia.blogspot.it/2012/11/oggi-ce-puzza-di-morto-in-edicola.html

The Boys 1 (Novembre, Panini, 17x26, B., 48 pp., col., 3€)
Altra iniziativa di Novembre che a mio avviso non riuscirà assolutamente a competere con quella di TWD, ma è comunque degno di nota che la Panini ha intenzione di ristampare in versione da edicola una delle serie più esagerate di Ennis che prima pubblicava solo in TPB. Personalmente vi consiglio di recuperare almeno i primi tre numeri in modo da recuperare il primo ciclo di storie che sembra essere il più innovativo ed interessante rispetto a tutta la serie, senza contare che verrete a pagare 9€ dove ne avreste spesi 13 per il TPB.




Dylan Dog 280: Mater Morbi (Bonelli, 16x21, B., 96 pp., b/n, 2,90€)
Giuro che questa è l’ultima uscita di Novembre che tratto! E comunque anche se è addirittura una ristampa è uscita il 22 dai. A mio avviso questo numero è uno dei pochi meritevoli dopo il numero 100 di DD che ormai sembra aver preso una parabola discendente e che seppur tra altini e bassissimi non sia più in grado di risollevarsi. Scritto dal controverso RRobe, vede l’old boy affrontare uno degli orrori più grandi, quello contro cui non si può vincere, la malattia.





XIII 1 (Editoriale Aurea, 16x21, B., 98 pp., b/n, 3€)
In uscita ufficialmente a Novembre, ma da me arrivato solo i primi di Dicembre, ecco un'altra iniziativa da tenere sott’occhio! Editoriale Aurea, probabilmente dietro la scia di GP, decide anche di portare in formato da edicola capolavori del fumetto franco-belga. E che capolavori! Si inizia con XIII, se non l’avete preso con i volumi di Panini vi consiglio vivamente di recuperarlo in questo formato economico, le tavole sono in bianco e nero, ma a mio avviso il formato non penalizza i disegni e la storia è sempre quella magia misteriosa di un tempo. Ma tenetevi saldi sulle sedie, perché pare che Aurea abbia intenzione di portare pure Blueberry (Moebius) in questo formato! Anche sta volta vi rimando ad un articolo di approfondimento, questa volta su mangaforever: http://www.mangaforever.net/78534/xiii-n-1-recensione-uscita-edicola-editoriale-aurea

Absolute Moebius: Arzak (13 Dicembre, Panini, 24,5x35,5, B., 80 pp., col., 15,9€)
Visto che abbiamo accennato a Moebius, come non citare anche l’iniziativa di Panini che prevede di pubblicare 10 volumi contenenti le varie opere dell’artista francese? Iniziamo con uno speciale (quindi non facente parte dei 10) in uscita proprio a Dicembre e contenente l’ultima fatica del maestro: Arzak. Il primo volume della serie invece uscirà a Gennaio, quindi ci si rivede il mese prossimo.





Nick Fury Omnibus (20 Dicembre, Panini, 18,3x27,7, C., 816 pp., col., 59€)
Uno degli omnibus più attesi dei fan Marvel vecchia scuola, questo balenottero contiene tutto il ciclo di Nick Fury di Steranko, considerato uno dei cicli più belli di tutta la Silver Age. Purtroppo per la mia età non conosco il ciclo, per cui sono molto incuriosito da questo mattone visto l’hype dei fan, chissà che non me lo faccia trovare sotto l’albero.






Swamp Thing di Alan Moore 1 (21 Dicembre, Lion, 16,8 x 25,7, pp. 432, col., 36,95€)
(Su questo volume si è espresso anche Dario e tra non molto potrete leggere la sua opinione su Swamp Thing e Animal Man new 52)
Dopo aver portato a termine la trilogia iniziata dalla Planeta pubblicando il terzo absolute, Lion ristampa il primo volume del ciclo di storie del mostro della palude di Moore sotto la sua etichetta. Penso che già con il nome dell’autore ci sia poco da dire, sicuramente questo ciclo è stato il più interessante del personaggio, e anche se Millar prima e Snyder ora hanno fatto un ottimo lavoro col personaggio, è molto difficile tornare a quei livelli.

L’eredità dei sogni (13 Dicembre, Panini, 14,5x21, B., 424 pp., b/n e col., 19,90€)
Ed eccoci arrivati all’ultimo titolo per questo mese. Di solito non parlo mai di manga perché il pubblico di qui è più interessato ai fumetti europei o a quelli americani, ma visto che si tratta di un volume unico ne voglio parlare. Satoshi Kon è un artista poliedrico che ha avuto i suoi più grandi successi nell’animazione giapponese, suoi sono i memorabili Perfect Blue, Tokyo Godfathers, Paprika e la serie animata Paranoia Agent. Kon però ha avuto una carriera molto interessante anche come sceneggiatore e disegnatore, assistente di Katsuhiro Otomo (Akira vi dice niente?), ha creato diverse storie brevi e volumi autoconclusivi. Questo volume di oltre 400 pagine è una sorta di absolute con tutte le sue storie brevi.
See you in Cyperspace!

Micheal Vincenzi

(quest' ultimo titolo ve lo consiglio anche io, il signor Satoshi Kon è un maestro e se il titolo vi piacerà vi consiglio di rimediare anche il bellissimo La stirpe della sirena, che non credo sia contenuto in questa antologia, già apparso in italia sotto etichetta Star Comics. NDGen)

venerdì 16 novembre 2012

Febbre da Watchmen

La gente mi chiede sempre se conosco Tyler Durden...e si che lo conosco, parla attraverso la mia bocca, sbraita sul capitalismo, e sogna un mondo più semplice, fatto di cacciatori e coltivatori, sa bene che non esiste alcuna differenza tra un piumino e una coperta, e se avesse tra le mani sto scatolone di cartone che ho comprato  ieri, e si ho ceduto anche al cofanetto stavolta, sono sicuro che me lo farebbe trovare sbriciolato in mille pezzi in sala, perchè io non sono il mio lavoro, nè le mie oscure passioni. Oddio speriamo di no, meglio la lisciva. E se poi non lo ritrovo più?!
La verità è che sono come Alice, mi so dare ottimi consigli, ma poi seguirli, mai non so.
Ho praticamente farcito ogni singola recensione di ogni sorta di ramanzina, cazziata, verso un sistema editoriale che sta portando il prezzo dei fumetti alle stelle, in pratica boicotto tutto quello che posso, o compro nel mercato dell'usato facendo finta di non vedere quell'ammaccatura o quella stropicciatura di questa o quella pagina...ma come si fa a dire no all'universo di Watchmen?
Come si fa a dirlgi di no, specie con questa politica del terrore di questa presunta distribuzione solo su ordinazione?
Voglio dire  state vedendo la speculazione degli albi RW su Ebay? E chi ce la faceva a vivere con questo rimpianto? Come la metto la testa sul cuscino?! :) 
Non si può, la verità poi, è che a noi nerd di vecchia data, il Comico e company ci mancano ed infatti ieri nonostante mi sia ripromesso di non prenderlo, di aspettare un eventuale edizione in volume, ho ceduto alla pima ondata: Minutemen, Silk Spectre, Nite Owl e il Comico, ho ceduto a Straczynski, a Cooke, ad Azzarello, e la cosa assurda era che io avevo intenzione di snobbare tutta l'iniziativa a differenza di Rorschach e Dr. Manhattan. Aò ieri ho preso tutto tranne questi due....
Come mi ha detto il compaesano Loreto su Facebook: RW Lion 1- Gennaro 0, verissimo, e pertanto oggi non si parlerà di prezzi, di pagine, di ladroneria e paraculate, tanto ormai lo sapete come la penso, oggi parliamo di questi benedetti fumetti e se effettivamente valgono il tam tam che li sta accompagnando.

Minutemen 01 di Darwin Cooke - I puristi del capolavoro di Moore potrebbero vedere a questa iniziativa come uno stupro, d'altronde i Minutemen, a parte il primo Nite Owl, il Comico e la prima Silk Spectre, nonostante l'ineguagliabile prosa dell'autore che li caratterizzava alla perfezione, erano solo tappezzeria, la Falena, Capitan Metropolis, Silhouette e Dollar Bill, erano arazzi altamente definiti alle pareti di un palcoscenico dove si svolgeva una trama ben più complessa, solida e favolosa.
Finalmente leggendo gli albi, si sa quanto Before sia questo Before Watchmen, rispetto agli eventi narrati da Moore, Cooke per la miniserie dei Minutemen prende come momento storico, i giorni in cui il primo Nite Owl finisce di scrivere la sua biografia come avventuriero mascherato, quindi possiamo ipotizzare che siamo parecchio prima dell'overture di Moore, la notte in cui il Comico vola giu dalla finestra.


Attraverso un racconto didascalico dei capitoli del libro, Cooke, che non è certo l'ultimo dei gonzi, inventa una scorrevolissima retrocontinuity di tutti i membri del gruppo (inquitante quella del Comico), certo 20 e più pagine sono davvero pochine per dare un giudizio dell'albo, quello che salta fuori è la bravura dell'autore sia nei testi che nelle tavole, taglio classico delle griglie, uno stile minimalista volutamente retrò, che tanto ricorda l'essenzialità di Ty Templeton ed una mai celata passione per la golden age, che già era emersa prepotente nelle matite della sua Nuova Frontiera. Precocemente sottovalutato dal sottoscritto ma mi è piaciuto.

Silk Spectre 01 di Darwin Cooke e Amanda Conner - Se Minutemen non era nelle mie mire, Silk Spectre lo era ancora meno, invece eccomi qui a leggermi anche quest'albo, deliziose le matite di Amanda Conner, e ai testi ancora Cooke, particolarmente ispirato e sensibile nella sceneggiatura di un fumetto in gonnella ( e calze a rete), Il passato di Laurie, che il vecchio Moore aveva portato alla luce e sviscerato nell' incontro di quest'ultima con il dottor Manhattan sulle rosse terre di Marte, qui è ovvimanete arricchito di particolari, è il 1966 ed è con l'adolescente Laurie che facciamo consocenza, in piena tempesta ormonale e all'apice del conflitto con la madre che la vuole come nuova Silk Spectre, anche quest'albo nonostante l'esiguo numero di pagine si è lasciato leggere più che piacevolmente.

Il comico 01 di Brian Azzarello e J.G.Jones - Ecco la prmia miniserie importante, ed attesa. Il caro Eddie Blake e gli intrighi dello studio ovale, Azzarello prende le distanze dalla sceneggiatura del film di Snyder e piazza il Comico a capo di una retata contro Moloch,  il giorno che il presidente Kennedy fu sparato. Il passato del Comico, prima di venir spinto fuori dalla vetrata del suo appartamento, la sua ascesa al fianco delle persone più potenti del governo americano, la sua follia, la sua temerarietà, ed anche la sua impotenza di fronte ai giochi di potere, questo è quello che Azzarello mette giù nell'incipit del primo numero della miniserie del Comico. Ai disegni un fotografico J.G. Jones, forse un pò rigido ed impacciato nelle prime pagine, quando è costretto a ritrarre i personaggi dei Kennedy, evidentemente nella volontà di rendere riconoscibili i volti noti, scivola in qualche errore nelle anatomie e nelle inquadrature, recupera nel resto dell'albo quando non ha obblighi fisionomici, con un tratto pulito, e tavole dal taglio assolutamente fedeli alle azioni sceneggiate. Ora statiche dal taglio classico ora dinamiche nei momenti di azione. Promosso anche questo numero uno.

Nite Owl 01 di J. M Straczynski Andy Kubert e Joe Kubert (scomparso subito dopo aver terminato il suo lavoro su Nite Owl all'età di 85 anni) - Forse il miglior albo finora letto, evocativo e celebrativo le origini del secondo Nite Owl e le sue prime incuriosni nella lotta al crimine a fianco di Rorschach, l'interpretazione di J. M.Stracchino corre a fianco alle vecchie pagine dell'opera di Moore, se gli altri autori si limitano ad usare i character di Moore, l'autore del miglior Thor di sempre ci flirta, risceneggiando da punti di vista differenti, i momenti più significativi dell'opera originale, e dando voce e corpo a tutto quello che succedeva tra gli spazi bianchi nelle tavole di 26 anni fa. Bello per davvero. Dall'assaggio direi che il contributo di Straczinscy sia quello che più catturerà i lettori. Le matite di Kubert e figlio, impreziosiscono l'albo, Nonno Joe, alle chine a volte può risultare troppo sporco, ma il suo Nite Owl sia quello vecchio che quello nuovo sono tremendamente carismatici. Da prendere? Assolutamente si.

La maledizione del Corsaro Cremisi  di Lein Wein e Jhon Higgins - In appendice ad ogni albo 2 pagine della storia collegata al bellissimo fumetto sui pirati ideato da Moore, la storia nella storia, e se 20 pagine sono poche per commentare per bene, figuriamoci otto. Per il racconto piratesco quindi ci teniamo in stand-by.

L'edizione italiana

E' cara. Punto, anzi al momento su suolo italico direi che questo formato è il più caro di tutti, c'è poco da essere fieri per questo primato. 'cci vostri.

Il cofanetto

Visto l'esilità degli albetti della serie, direi che il cofanetto è fondamentale per la salvaguardia dei fumetti...ma che sto dicendo?
Il cofanetto è una nerdata assurda. Pure un pò trash, costa dieci euro ma dovete prenderlo, così mi sentirò meno pirla ad averlo preso io.
 Baci ai pupi, e grazie per le visite al blog!



giovedì 23 agosto 2012

"Hurm"

Forse è un pò prematuro parlarne, sono solo poco più di venti pagine.
Ma come fanno in america i blogger a recensire un fumetto?
Aspettano che ci fanno l' omnibus?
Vi tranquillizzo subito, il Rorschach di cui leggiamo è quello che ha già superato il1975.
I feticisti di Moore mi hanno già capito.
Nel 1975, il rapimento della piccola Blaire Roche, la piccola di sei anni rapita seviziata ed uccisa da un maniaco, che alla fine la diede in pasto ai suoi cani, ne seppellì le ossa in giardino, e tentò di bruciarne i vestitini nella stufa di casa.
E' il battesimo di fuoco per una delle creature più affascinanti di Moore.
Scoperto il crimine e l'omicida, Rorschach attraverso la sua macabra esecuzione, cessa di essere il giovane Kovacs, troppo morbido con i criminali, "perche li lasciava vivi", e diventa l'alienato vigilante psicopatico più spaventoso che la comunità criminale possa mai augurarsi di incontrare.

Bene cominciamo con la paternità:

Before Watchmen - Rorschach, miniserie di 4 numeri di cui ho letto con molta fatica il numero uno, porta la firma di Azzarello e Bermejo, uno ha scritto per Batman, entrambi  hanno già collaborato nelle miniserie dedicata a Luthor e al Joker, fumetto quest'ultimo, tremendamente cool almeno fino al finale bruttarello, ma che comunque racconta un Joker fresco, più metropolitano, molto criminale e molto meno super-villain, che attinge, per la caratterizzazione dalla sua controparte cinematografica del film di Nolan.
Azzarello ha al suo attivo svariati premi, conquistati tutti o quasi tutti con la serie 100 Bullets, che prima o poi dovrò decidere a leggere, ha scritto per Batman, ed il suo Hellblazer (Vertigo Comics), si dice sia tra le run più godibili dell'esorcista creato anni fa a 4 mani da Delano e Moore.
B-Er MEjo, invece disegna da quando aveva 19 anni, ha al suo attivo svariate collaborazioni per la Vertigo, la DC, la Wilsdstrom, la Dark Horse, ed ha uno stile che non saprei ricondurre a nessun altro, ma le sue matite e le su tavole sono sempre di notevole impatto.

Hurm.

Rorschach come personaggio, non ha bisogno di molte presentazioni,  quindi non starò qui a parlare di qualcosa che dovreste conoscere, nemmeno vorrei dilungarmi più di tanto sull'iniziativa DC, Before Watchmen, di cui ne avrete le scatole piene...
Ok, asini: B.W. è la retrocontinuity del capolavoro Moore, suddivisa in 7 miniserie, che si concluderanno in un ultimo numero conclusivo corale, per così dire, affidata a vari autori, tra cui, oltre Azzarello, Straczynski e Cooke, che narrerà le gesta dei personaggi di Moore prima (presumo) che avvenisse l'omicidio del comico.
Azzarello-Bermejo sembra la coppia più ideale per questa mini di 4 numeri su Rorschach, che pretende per scenario e personaggio, tinte scure e toni forti, le prime 20-e-passa pagine che ho letto, catturano abbastanza l'attenzione, Azzarello gioca con il mito e ci gioca sembra, con doveroso rispetto e volontà evocativa.
L'incipit per esempio esigeva il famoso Rorschach's Journal, ed i fan sono accontentati: le pagine del diario di Kovacs sono di nuovo tra noi, e pazienza se non sono firmate dal Dio di Southhampton, Wacthmen è un mito, una droga, o entrambe le cose, e ne siamo rimasti senza per troppi anni.
Sulla storia nulla da dire, non perchè sia bella o sia brutta, in 20 pagine iniziale si ha giusto il tempo di accendere le luci, per lo più ci  si gode del ritorno del figilante con il trench, e si flirta con la sua dialettica inconfondibile, "Hurm", ed il suo stile risoluto.
In città c'è un nuovo omicida di donne, "il Bardo" (coincidenza?!), o come sceglieranno di chiamarlo i traduttori italiani giù alla Lion, sulle tracce del quale ritroveremo i due detective che introducono il capolavoro di Moore.
Cercate di non bagnarvi qui davanti al monitor brutti nerd.
Stiamo a vedere come evolve la faccenda.
Bermejo tira giù delle tavole deliziose,  pulite e particolareggiate, che collocherei nella corrente di quei disegnatori che anelano ad un ricercato realismo per i propri disegni.
In appendice comincia un nuovo racconto dei pirati, che però non ho ancora letto, capirai, 2 pagine che per leggere il seguito dovrò prendere il  #01, tutto il mondo è paese vedo.
Non resta che congedarmi consigliandovi di conservare qualche eurino per la prossima pubblicazione italiana di questa specifica miniserie, io credo che prenderò questa, quella dedicata al Comico (sempre di Azzarello) e quella dedicata al Dr Manhattan, che è scritta dal buon Straczynski ( l'autore del miglior Thor dai tempi di Simonson) e Adam Hughes alle matite, l'uomo che insieme a Maguire e Ty Templeton, contribuirono con il loro stile, al successo  della Justice League di Giffen e De Matteis.

Due righe sull'edizione italiana, giusto due perche non ne so nulla, ho girato un pò in rete e se ne dicono di tutti i colori, sembra che Rw Lion, punti ad un formato spillato con prezzi contenuti, ma ci crederò solo quando lo vedrò, considerando i prezzi che girano in casa del leone, spero che la notizia sulla distribuzione nelle fumetterie dell'opera  solo su ordinazione sia un panzana messa in giro dai soliti smanettoni, una distribuzione così elitaria farebbe solo aumentare i costi degli albi, un handicap e una speculazione che ha già investito il circuito delle variant-cover DC.
Ai feticisti del bardo, lo zoccolo duro che dà per scontato il fallimento di questa iniziativa, direi di andarci cauti, i nomi che girano hanno quasi tutti un discreto curriculum, Cooke ha vinto un Eisneir Awars per New Frontier, vediamo se sapranno omaggiare bene il Dio Moore con questa nuova collana.
Per ora l'antipasto è buono restate in zona e baci ai pupi. Hurm.