Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

I tag non bastano? Allora cerca qui


Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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venerdì 16 maggio 2014

Lo Squadrone Supremo

Panini ha annunciato, finalmente la ristampa di una bellissima miniserie degli anni '80 della Marvel, Squadron Supreme di Mark Continuity Gruenwald,  a noi di Fumettopenia, che lo Squadrone Supremo, piace tanto approfittiamo dell'annuncio della casa editrice modenese e dirvi tutto quello che c'è da sapere su questa appetibilissima miniserie, e magari, fedeli alla nostra tradizione di risparmiatori, darvi anche qualche dritta per leggerla a basso costo.
I Marvel Zombi vi diranno che la maxiserie di 12 numeri del capacissimo Gruenwald anticipa persino il Watchmen di Alan Moore, per tematiche, effettivamente Squadron Supreme affronta tematiche abbastanza atipiche ed adulte per lo standard dei fumetti dell'epoca, tengo a dire che il Watchmen del Bardo resta comunque un altro livello, tuttavia posso dire senza il timore di smentita che Gruenwald anticipa di qualche decade, l'opera di Mark Waid per la DC, Venga il tuo Regno.


Le Origini dello Squadrone Supremo



Nellottobre del 1969 lo scrittore Roy Thomas, da sempre amante della JLA della DC Comics, nonché del suo Multiverso introdusse in una storia dei Vendicatori (nei numeri #69 #70 per la precisione) un gruppo di villain, che in realtà erano le controparti della Justice  League of America.
A voler essere proprio pignoli, R. Thomas, più che la Justice League America, omaggiò il Sindacato del Crimine di Terra-3, eh si perché lo Squadrone Sinistro, che è la prima incarnazione del gruppo che vennero ai ferri corti con i Vendicatori in quei memorabili albi, in pratica era composto dalle versioni malvagie di Superman (Hyperion), Flash (Whizzer), Lanterna Verde (Dr Spectrum) e Batman (Nottolone). 
Quindi se tanto mi da tanto, più che altro si potrebbe dire, (che noi a Fumettopenia ci teniamo a darvi notizie più dettagliate), che Thomas più che cloni della JLA, introdusse nel Marvel Universe, dei plagi o degli omaggi, fate voi, ai fini del pezzo è irrilevante, le versioni Marvel di Ultraman, Johnny Quick, Power Ring e Owl-Man.
Nella storia, titolata "Let the game begin", i Vendicatori si ritrovano per forza di cose, alleati di Kang il conquistatore, che è stato sfidato ad una sorta di partita a scacchi dal misterioso Gran Maestro.
Sapete benissimo che quando si tratta del Gran Maestro, la storia si svolge sempre allo stesso modo: sceglie un avversario, sceglie dei campioni, lascia scegliere all'avversario i suoi campioni, decide la posta in gioco, che di solito comprende cose leggere, come la distruzione di questo o quel pianeta, e cominciano le botte da orbi.
Solo che in Avengers #69 #70, il Gran Maestro introdusse questi nuovi personaggi che  incontrarono  l'entusiasmo del pubblico.
Due anni dopo, nel febbraio del 1971, Roy Thomas, orchestrò il ritorno di quei personaggi, operando una Retcon sul suo Squadrone Sinistro, rendendoli dei personaggi buoni.
In quei due numeri, alcuni Vendicatori, Wanda,Quicksilver e Visione e Golia, nella forma incorporea degli spettri, visitano per errore, il futuro di un mondo devastato. Wanda con il suo potere di manipolare la realtà riesce a restituire al terzetto una forma corporea e a rispedirli al presente, arrivati a quella che sembra in tutto e per tutto la loro Avengers Mansion, realizzano che la casa in realtà, in questa terra parallela, è la base del supergruppo lo Squadrone Supremo, cui alcuni membri facevano parte dello Squadrone Sinistro del precedente scontro.
Durante l'inevitabile lotta, i Vendicatori scoprono che lo Squadrone, sta per mandare in orbita un satellite, e concludono che sia quel lancio nel presente che causerà la devastazione che hanno visto nel futuro.
Come inevitabile era la lotta, nella storia, così inevitabilmente sovviene il team-up tra i due gruppi, la lotta contro Brain Child è serrata ed alla fine i Vendicatori ritornano sulla Terra 616, consci che l'universo nasconde segreti come mondi paralleli.
In questo secondo appuntamento con le controparti Marvel dei più famosi eroi DC, Roy Thomas introduce anche altri personaggi: Lady Lark (Black Canary), Tom Thumb (The Atom), American Eagle (Hawkman), Golden Archer (Green Arrow).

Le storie raccontate in queste righe sono state stampate recentemente in Italia dalla Panini sulla Collection dedicata ai Vendicatori. Marvel Collection#22  (I Vendicatori #02), e su Marvel Collection #24(I Vendicatori #04).
Il nuovo universo ed i nuovi personaggi  riscossero un discreto successo, Nighthawk (Nottolone), che appare per la prima volta in Avengers #69 come membro dello Squadrone Sinistro, fu inserito nel gruppo dei Difensori dopo alcune operazioni di Retcon, tra queste la spiegazione dell'esitenza dello Squadrone Sinistro dell'universo 616 e dell'Hyperion malvagio, e delle rispettive controparti eroiche della terra 712.
In pratica fu spiegato ai lettori che le controparti malvagie che furono create fal Gran Maestro in occasione della sfida a Kang, furono ispirate dallo Squadrone Supremo di Terra-S che il Gran Maestro aveva incontrato nel corso dei suoi viaggi dimensionali.
L'incipit dello Squadrone Supremo di Gruenwald, più o meno sussegue a storie in cui lo Squadrone è stato protagonista di storie in cui l'inganno, il raggiro e la manipolazioni sono all'ordine del giorno, lo scontro tra Thor e l'Hyperion malvagio di Terra-616, su Terra-712, è un esempio di queste, il nuovo scontro tra i Vendicatori e lo Squadrone su Avengers #141 del 1975 è un altro tassello della vita editoriale dello Squadrone pre Gruenwald..
Al momento in cui l'autore amante in modo maniacale della Continuity mette mano alla serie, la Terra-S è un mondo in rovina, portato allo sfacelo dai suo stessi campioni, più volte ingannati e manipolati dai nemici, come i machiavellici raggiri del Centurione Scarlatto.

LA serie inizia con la volontaà di Hyperion di instaurare una sorta di Utopia, in cui l'America e la Terra, prosperino, eppure nel corso dell'opera si vedrà che il fine giustifica i mezzi, Hyperion non può arrivare all'utopia senza abbracciare un atteggimento fascista, più che Watchmen, lo Squadron Supreme di Gruenwald e Hall, sembra anticipare di qualche lustro l'opera di Mark Waid, Kingdome Come: il nuovo governo voluto da Hyperion-Superman, la rieducazione coatta dei cattivi, la resistenza di Batman-Nighthawk, senza spoilerarvi troppo la coinvolegente storia, vi dico solo che è un fumetto da leggere assolutamente, se pensate che è stato pubblicato appena un anno prima di Watchmen, credo che insieme al The One di Rick Veitch, anticipino tematiche molto adulte nel genere supereroistico, si veda per esempio il tormento di Nuke (la controparte di Firestorm) i cui poteri nucleari, portano ad ammalarsi, tutti quelli che gli vivono vicino, un tema ripreso persino da Tim Kring per i suoi Heroes, nella prima (e unica valida) Stagione. la caratterizzazione dei personaggi è dettagliatissima, Gruenwald, come avrebbe poi fatto anche su DP7, altra serie sfortunata ma a dir poco avveniristica, utilizza i monologhi dei personaggi per scolpirne una chiara psicologia, dialoghi e situazioni sono quasi anacronistiche, per la maturità del registro e dei contenuti, il disegnatore Bob Hall, e Paul Ryan rendono in modo superbo la trasposizione in tavole fumettistiche di questa imperdibile epopea.
La raccomandazione più sincera che posso farvi è di tenere qualche soldino da parte per questo Omnubus annunciato dalla Panini, o di leggerla a basso costo rimediando i numeri di Iron Man Play Press in cui è stata pubblicata per la prima volta questa fantastica serie, che sono più che certo vi porterà a risparmiare un bel pò di preziosa banconota. L'alternativa alla lussuosa edizione Paninara infatti sono i numeri di Iron Man che vanno dal: Iron Man #25 #37. E già che state spulciando negli scaffali della vostra fumetteria di fiducia prendete anche Supreme Squadron Death of a Universe di Gruenwald e Ryan, la graphic novel che fa da epilogo alla gestione di Gruenwald e che fu pubblicata in italia dalla Play Press su Play Special.
-(Assente nel volume annunciato da Panini)-
Credo di avervi detto davvero tutto, ma caso mai preferite un commento più lapidario e sintetico vi dico semplicemente leggetelo. A voi la scelta di quanto pagarlo.
Baci ai pupi.



domenica 20 ottobre 2013

Longshot il gastone della casa delle idee



“Se prendete un uomo e gli togliete nome, passato, identità e ricordi…cosa resta?
Ce la farà ad andare avanti?
Gli basterà la sua anima?”

Herman Hesse? Maddechè Ann Nocenti,meglio conosciuta come la donna che si prese la briga di prendere le redini di Daredevil dopo la cura Frank Miller.

Il testo è ripreso dalla prima didascalia di pagina 8 di Longshot numero #01 sublime miniserie che Panini ha riproposto proprio in questo mese sulla collana Marvel Gold #39,  la linea di brossurati da fumetteria che propone il più delle volte (non sempre) materiale reperibile a prezzi inferiori se avete la fantasia di cercare proposte alternative.
Qualche esempio? Se no dite che poi sono pesante e dico sempre le stesse cose senza documentarmi:
I Vendicatori contro i Difensori (Supereroi Grandi saghe #17),  La guerra Kree-Skrull (Supereroi (Grandi Saghe #14), Infinity Gauntlet (Supereroi Grandi Saghe #80, o addirittura su Marvel Comics Presenta #01 - #06 costa anche meno), La guerra delle armature (Supereroi Leggende Marvel #24) e potrei continuare per un altro paio di volumi, tipo L’Uomo Ragno la morte di Jean DeWolff, che a rimediare gli spillati Star Comics si spenderebbe non più di 5-6€.
Si lo so cosa state per dire:
“E’ un tipo di pubblicazione rivolta ad un diverso bacino d’utenza, un altro tipo di lettore”
Con ‘sta storia del bacino d’utenza diverso…ma non sono lettori di fumetti anche quelli?
Ma poi come lo chiamereste il bacino di lettori che pagano 15-18€ per storie che potrebbero leggere anche a meno di 10€? No perché io un paio di appellativi ce li avrei, però poi magari tra voi qualcuno potrebbe sentirsi offeso a sentirsi chiamato pirla (cazz…l’ho detto!) e si incazza pure, ed io non voglio che vi arrabbiate quando bighellonate sul mio blog.
Quindi non lo diciamo, limitiamoci a chiamarlo il bacino dei poco svegli và, chiamiamolo così.
Puro Fair Play.
Quindi dicevamo, sull’ultimo Marvel Gold reperibile in fumetteria adesso, Panini ci ha ristampato una delle miniserie più carine della metà degli anni’80, la miniserie che lanciò  al pubblico l’affascinante biondino con due cuori, che da lì a poco, visto il riscontro positivo dei lettori sarebbe stato adottato nella famiglia dei mutanti di Claremont.
Nella dimensione parallela chiamata Mojoverso, dominata dal cattivissimo Mojo, furono creati dallo scienziato Arize, una casta di uomini e donne simili ai terrestri con alcune differenze anatomiche, tipo un cuore in più nel petto, un dito in meno per mano, e una forte inclinazione a vivere da schiavi agli invertebrati, tra questi schiavi Arize ne creò, che dotò, oddio si puo dire dotò, sembra il nome di un piatto giapponese, comunque dotò della capacità di alterare le probabilità a suo vantaggio, qualità che sulla terra gli fece guadagnare l’appellativo di Longshot, un complicato gioco di parole che in pratica sottolienava il fatto che il nuovo eroe di New York, per quanto si cacciasse in imprese con poche probabilità di vittoria, riuscisse sempre ad uscirne indenne, in inglese longshot, vuol dire lancio lungo, scommessa azzardata, impresa rischiosa, da qui fortunato.
Arize plasmò il suo schiavo più importante della capacità di ribellarsi agli invertebrati,  qualità che lo portò ad essere il leader della rivolta degli schiavi, rivolta che purtroppo non ebbe un epilogo felice, la miniserie comincia con Longshot, in fuga da una banda di animali antropomorfi, che sembrano del tutto intenzionati a riportarlo dai suoi padroni vivo o morto.
In pratica gli invertebrati gli hanno cancellato la memoria, ma la fortuna del nostro affascinante eroe lo aiuta nella sua confusionaria fuga, ed attraverso un inaspettato varco dimensionale giunge sul pianeta Terra, nella solita New York, fuggendo dai proiettili dei suoi persecutori.
Questo è l’incipit della deliziosa miniserie di Ann Nocenti, qui al suo vero esordio nella casa delle idee (allora poi è il caso di dire erano quasi tutte buone idee tranne forse Secret Wars 2).
Nei 6 numeri raccolti nel volume Panini, Longshot farà la conoscenza di bellissimi personaggi, tutti magistralmente caratterizzati, che difficilmente non susciteranno le vostre fantasie, come il survivalist Elliot, il catastrofista che vive come un eremita in un bunker sotterraneo ai margini di un bosco, in attesa che l’umanità si autodistrugga con il nucleare.
La bella stunt girl chiamata Rita Ricochet, e la troupe del regista Hitch, la nuova promessa del “cinema spazzatura americano” (parole sue non mie).
Just let me die, l’esilarante terzo numero, vede Longshot coinvolto in un improbalissimo team up con uno sfigato di nome Theo, con il quale decide di assaltare quei ladri della compagnia elettrica, e qui mi fermo per evitare di rovinarvi troppo le sorprese del tomo, che ripeto è una piacevolissima lettura. Una storia sicuramente divertente e coinvolgente, che gioca molto sulla geniuina innocenza delle azioni di un uomo senza passato e memoria, che conquisterà anche i nuovi lettori che conoscono poco il personaggio, che credo oggi editorialmente si sia perso nel labirinto delle dimensioni parallele insieme agli Exiles.
Una godibile avventura che tecnicamente varrebbe pure il costo del volume Panini, una storia in cui non mancheranno gli incontri/scontri tra il nostro affezionatissimo (vi ci affezionerete o consideratevi dei mostri insensibili) e varie calzamaglie residenti nella grande mela, tipo l’Uomo Ragno, ed il dottor Strange, colpi di scena, drammi e situazioni più distensive, il tutto raccontata da dialoghi mai banali o piatti, ma sempre divertenti ed appetibili.
Il disegnatore della miniserie poi è un ispiratissmo Art Adams, co-creatore del personaggio, che con le sue anatomie affusolate dona alla storia quel fascino grafico che la rende un prodotto degno della vostra attenzione.

Occhio alla spesa

Longshot come detto è molto bella, io mi sono divertito a rileggerla per l’ennesima volta per recensirla sul blog, tuttavia il mio modus operandi non cambia, al vostro portafoglio ci tengo e quindi prima di tuffarvi a testa bassa sull’edizione Panini da 15 euro dovete sapere che esistono due precedenti edizioni, tutte e due Play Press e sicuramente almeno una delle due reperibile ad un prezzo minore.
Il Play Book Collection del 1992, raccoglie per interno la miniserie di cui sopra, in pratica è identico (anche per la carta) al Marvel Gold, solo che costa sicuramente meno,  se spulciate internet e fumetterie potrete trovarlo anche ad un prezzo non superiore ai 5€.
Per completezza vi dico anche dove rimediare la primissima apparizione di questa squisita miniserie: su X-Marvel (Play Press) sui primi 6 numeri, che forse a ben cercare potreste trovare anche ad 1€ l’uno con lo svantaggio di trovarvi con altre storie segate, tipo quella di Excalibur contro le parodie dei cartoni della Warner, Having a wild weekend disegnata da Erik Larsen.
Mi sa che vi ho detto tutto, ovviamente la morale è che consiglio la lettura e l’aquisto di questo volume, se
risparmiare o meno dipende solo da voi.
Buona lettura e baci ai pupi.

sabato 21 settembre 2013

Batman & Giudice Dredd

Batman Library 09 - Batman/Judge Dredd 01, Di Grant Wagner Bisley (ed altri disegnatori) Cartonato delle Ed. RW Lion -  160 pagine 14,95€
Batman Library 09 – Batman/Judge Dredd 01

Batman Library 09 – Batman/Judge Dredd 01

https://twitter.com/Fumettopenia/status/381063316438671360/photo/1

Con questo tweet giusto ieri vi ho imbeccato i contenuti della recensione di oggi.
Si torna a parlare delle ristampe di lusso delle major italiane, sul banco degli imputati ancora una volta la RW Lion, che questo mese porta in fumetteria il primo di due volumi dedicati (presumo) ai team up di Batman con i personaggi di altre case editrici.
E così su Batman Library #09, il cartonato per fumetterie da 160 pagine, da 14,95€ appaiono i primi tre incontri e che io sappia gli ultimi, tra il giustiziere di Gotham City, ed il giudice più spietato di Mega City One.
A firmare le storie, Alan Grant e John Wagner, mentre alle matite si alternano autori come Simon Bisley, Cam Kennedy, Val Semeiks, Carl Critchlow e Dermot Power, spero di averli citati tutti.
Ormai visto che siamo tutti cani che sbavano al suono delle campanelle, aspettando le scodelle di cibo, sono sicuro che il formato non vi scandalizza più di tanto.
Specie in casa RW Lion, una volta abbandonato lo scaffale degli spillati, bisogna mettere in conto che la spesa per ogni brossurato in media è di 10€ a salire, a salire di molto.
E' un trend che ormai, va per la maggiore e non credo farà mai più una inversione di tendenza. Non finchè continuerete a comprare come forsennati sta roba.
Perchè il problma è proprio lì, se non ci scandalizziamo più dei prezzi in copertina, almeno scandalizziamoci per i contenuti di questi volume in questione, Batman v Judge Dredd uno, due e tre, non meritano assolutamente di spenderci 15 euro. Non perchè siano storie così orripilanti, il primo capitolo impreziosito dai disegni di Simon Main Man Bisley, non sarebbe nemmeno così malvagio, attraverso il solito buco interdimensionale vengono a coesistere nelle stesse tavole: il cavaliere oscuro, il giudice Dredd, il giudice
Death, lo Spaventapasseri e Mean Machine.
Effettivamente, Giudizio su Gotham, è la chicca del volume: Grant, Wagner e Bisley, probabilmente pensando che fosse il primo ed ultimo team-up tra i due universi, infilarono nella storia tutti i characters più importanti, incastrandoli in una sceneggiatura divertente e godibile, che giocava molto sulle psicologie opposte dei due characters principali.  

-Ve lo dico subito, mi rifiuto di introdurvi Batman e Giudice Dredd, da buoni nerd fumettopeniaci, dovreste conoscerli già da soli.-
Grant/Wagner/Bisley riassumono in un quarto di tavola le differenze tra i due personaggi così.
L'appetibilità di questo volume però inizia e finisce qui.
Vendetta a Gotham , disegnata da Kennedy (Lobo - Gladiatori Non-americani), non è niente di che, giudice Dredd torna a Gotham e si imbatte in un altra nemesi del Pipistrello, l'irritantissimo ed inutle Ventriloquo.

Il secondo capitolo, del team-up si risolve in maniera abbastanza scontata, più che un incontro tra prestigiose case editrici come la 2000AD e DC, sembra un film di Bud Spencer e Terence Hill.
Il terzo albo L' ultimo Enigma (provate ad indovinare quale è il villain protagonista di questo capitolo), è degno di noma solo per la sua veste grafica, Critchlow e Power, riprendono lo stile di Bisley nelle tavole, e compensano il nulla pretenzioso della storia con dei disegni di tutto rispetto. Batman, Dredd e l' Enigmista si ritrovano prigionieri di un certo Imperatore Xero, un folle che obbliga i suoi prigionieri a combattere tra loro fino alla morte, a rileggerla oggi, la sceneggiatura è un antenata di "Predators" o Battle Royale, o ancora Avengers Arena, ma nonostante i disegni molto validi è la trama è troppo precipitosa e rocambolesca, ed ha una longevità, in termini di minuti di lettura, di nemmeno  un quarto d'ora. E nel complesso raggiunge una sufficienza generosa solo per il contributo dei disegnatori.
A chiudere il volume, non mi chiedete perchè, c'è un team up tra Dredd e Lobo, di Grant/Wagner/Semeiks/Dell, questo Lobo/Giudice Dredd- Psycho-Bikers vs mutants from hell, è la classica storiellina di Lobo stile prima serie regolare, con tanti alieni deformi e cattivi, disegnati dal bravissimo Val Semeiks, il disegnatore della prima serie di 'Bò, pubblicata in italia dalla Play Press dopo i primi riscontri positivi del pubblico italiano nei confronti dell' Uomo.
Chi non ricorda il primo esilarante arc: The Quigly affair?
Lobo/Dredd è una storiellina divertente senza troppe pretese, come tutto il volume del resto, che chiude il cartonato in maniera decisamente off-topic - che c'entra questo team up sulla collana Batman Library, onestamente non lo so, e tale riempitivo getta un' ombra inquietante sul secondo volume di questa raccolta chiamata appunto Batman/Judge Dredd, che io sappia gli incotri tra i due sono finiti, quindi non riesco ad immaginare cosa si inventi la Lion per creare questo secondo tomo.
Se proprio volete leggere ste cose, Fumettopenia che tiene ai vostri portafogli, vi consiglia di ripiegare su edizioni alternative.
In conclusione
Vale la pena spenderci questi soldini? Io direi di no, in fumetteria c'è tanta di quella roba che investire 15 euro in questo mattone mi sembra una follia. Quindi il consiglio di fumettopenia è di girare al largo da questo tomo. anche per gli amanti dei personaggi, e vi dico perchè.
Qui sotto

Altromercato
Potrà sembrare strano alle nuove leve, ma tutto il volume non ha di inedito assolutamente nulla, tutto il materiale contenuto in questo cartonato ha già visto la luce in italia, e a buon cercare, è materiale svalutatissimo che in molte fumetterie non supera il prezzo di un euro a volume, forse giusto Giudizio su Gotham può arrivare a tre o quattro euro ma non ci metterei la mano sul fuoco. Batman e Giudice Dredd, Giudizio su Gotham (1993) e L'ultimo Enigma (1995) sono volumi unici, Vendetta a Gotham è apparsa sul primo numero della collana DC Prestige (1994), e Lobo/Judge Dredd è aparsa sula collana Play Magazine n°20 (1997), è tutto materiale con cui potrete ricostruire questo cartonato, evitando questo ennesimo tentativo di rapina senza pistola della Lion, costo massimo della spesa ripiegando sul materiale Play Press, 5€.
Spero di esservi stato utile. Alla prossima.
Baci ai pupi.


giovedì 7 febbraio 2013

Economia domestica

Questo pezzo, volendo dura due righe.
Mi ci metto un pò di impegno per farlo durare qualcosina in più.
L'articolo non si basa su ipotesi, è più o meno il racconto di quello che ho fatto io per finire di leggere un pezzo di Storia del fumetto supereroistico statunitense.
Parlo del Thor di Walter Simonson, di cui abbiamo già parlato qui a questo LINK, in occasione dell'uscita del primo dei due Omnibus dedicati alla ristampa integrale di questa sublime run.
Questa non è una recensione, del Thor di Simonson, ne abbiamo già parlato, abbondantemente e bene, questo pezzo, più che altro è un consiglio per gli acquisti, un suggerimento che se accolto da molti farebbe la felicità delle piccole e grandi fumetterie, e darebbe una lezioncina su cui ponderare ai grandi editori di fumetti in Italia, affinchè diano una raddrizzata alle loro politiche editoriali, che sembrano prese, senza voler offendere la suscettibilità di nessuno prese direttamente dal manuale di furti senza scasso della banda bassotti.
Prima qualche informazione: Io sono del 1976, quindi ho (ahimè ancora per poco) 36 anni, non  ho una fumetteria, sono un dipendente pubblico, ma nutro il massimo rispetto per il lavoro e la passione  dei titolari delle mie tre fumetterie di fiducia delle quali ovviamente non ho alcuna intenzione di dirvi nulla, per non farvi credere che fumettopenìa abbia cominciato a raccogliere sponsorizzazioni.
In due parole direi che sono figlio degli anni '80, sono tra quelli che ha visto nascere Dylan Dog, e non a caso citiamo l'indagatore dell'incubo - per un motivo molto semplice - perchè ai tempi del suo boom editoriale, l'assenza o la presenza di quella striscetta bianca diagonale in alto all'angolo destro della copertina con su scritto "Ristampa" o addirittura "Seconda Ristampa" riassumeva in sostanza il valore dell'albo che avevate tra le mani, se era un vecchio inedito aveva un costo, se era la ristampa ne aveva un altro, se era la seconda ristampa ne aveva un altro ancora...un valore ovviamente decrescente, più recente era l'albo più un cazzo valeva. Non fermatevi su Dylan dog, soffermatevi sul concetto di ristampa e del suo valore minore in quanto replica.
Poi dopo è successo qualcosa.
E' successo che ad un certo punto della vita editoriale del fumetto in Italia, ristampa è diventato sinonimo di  replica di valore. E' successo che il mercato ha subito una monopolizzazione, che ha richiesto un forte tributo economico ai lettori, ormai privati dell'opzione di scegliere, ed obbligato a sottostare a determinate politiche alle fumetterie, un monte e più delle quali in questi anni, hanno chiuso i battenti.
La run di Simonson su Thor nell'edizione "rimasterizzata" della Panini costa in totale circa 104€, questo nel caso che il secondo volume per quando uscira non sarà vittima di altri inspiegabili rincari sui prezzi e conservi il prezzo di copertina del suo fratellino, ossia 52 euro.
Per rimasterizzazione si intende una ricolorazione delle tavole, ma quanto lavoro nasconde dietro? Non poco a sentire quelli Olyoptics che si sono occupati della ricolorazione delle pagine del fumetto di Thor, per dirvela tutta, questa industria del colore nei fumetti, è quella che si è occupata della colorazione dell'opera di Otomo, Akira nell' 89, tra le altre cose, il suo fondatore S. Oliff ha colorato migliaia di pagine di comic book, ed è considerato un pioniere della colorazione digitale, inoltre nel caso di Simonson c'è da dire che lo stesso autore ha ricolorato personalemente molte splash page.
Ma sempre 104 euro sono, sempre 208.000 delle vecchie lire sono.
Proviamo in lettere duecentottomilalire, ai bei tempi della lira una cifra del genere faceva pensare a gorsse spese, una bolletta da contestare (sicuramente), o anche una consolle da "si ma poi famo la modifica" "macchè sei matto così se se rompe manco più la garanzia possiamo usà" "eggià allora tocca gioca per un anno sempre allo stesso gioco!".
Ma una somma del genere per dei fumetti? Siamo seri, se si sentivano cifre del genere rapportate ad albi a fumetti stavate tentando di comprare vecchissimi numeri di Flash Gordon o di Nembo Kid.
Non Thor. Non un fumetto (ribadisco, bellissimo) reperibile sul mercato dell'usato alla metà del prezzo.
Non ci credete vero?
Non sta a me credo dirvi, o forse ai piu giovani si, che questo fumetto ha gia avuto un passato italiano, con la defunta Play Press, reperibile senza macchina del tempo.
Ed ora faremo insieme due conti , per vedere se dobbiamo  leggerlo svenandoci o se possiamo leggerlo pagandolo esattamente la metà.


Qui di fianco liberamente "screennoshati" dalla pagina di Ebay, c'è il prezzo medio dell' edizione di Thor della Play Press, in media 1,50 euro ad albo, brossurati di 64 pagine circa con all'interno due numeri di Thor ed un comprimario.

Il Thor di Simonson nell'edizione originale americana durò 45 numeri, dal 337 al 382.
In Italia il mensile The Mighty Thor della Play Press partì la con la pubblicazione del n°351, in pieno Ragnarok, fino al numero 28 che conteneva il l'ultimo numero della Run di Simonson, ossia il 382.
Su ebay questo blocco di fumetti e venduto in media con un prezzo che va tra 1,50-2,00€ .
1,50€ x 28, fa 42 euro.
E' vero vi mancano i numeri iniziali per la precisione i primi 14 numeri, quelli che introducono Beta Ray Bill, in Italia, la Play prima di decidere di affidargli un mensile tutto suo, pubblicava il Dio del tuono in appendice a Silver Surfer, il surfista d'argento, poveraccio, su Ebay, (ma anche alle fiere) è venduto anche a meno di 1,50€,  1,20€ in media, ma uno paziente sono certo riuscirebbe a trovare questi albi anche a 1 euro, ma vada per il pessimisimo, vada per 1,20€.
1,20€x14 fanno 20,16€, che sommate alle 42 di prima fanno? 62,16 euro, mancano ancora quasi 42 euro all'edizione Panini.
Ma si può ancora risparmiare: I primi otto numeri (337-344) hanno avuto anche un'altra ristampa.
Su Grandi Saghe n°40 " Il Thor di Walter Simonson" (tra l'altro ricolorato se proprio ste rimasterizzazioni vi titillano), ora quasi nessuno compra più la collana delle Grandi Saghe  a prezzo pieno, La collana della Gazzetta non costa più di 5 euro a volume.
Quindi si potrebbe per risparmiare ancora qualche eurino prendere otto numeri a 5 euro, e prendere Silver Surfer Play Press dal n° 9 al numero14. Con quest'altro metodo vediamo quantosi spende:
42 euro (The Mighty Thor Play Press 1-28) + 5 euro (Grandi saghe #40) + 7, 20 euro (Silver Surfer Play Press 9-14) = 54 euro.
Esattamente la meta, esattamente il costo di un solo volume, con svariati vantaggi, non è detto che per esempio, dovrete sborsarli tutti insieme, e non avrete problemi a leggere questa bellissima opera in giro. 

(gli Omnibus, saranno anche colorati da dio e fighi da vedere, ma dove cazzo ve li volete portare? In giro? Maddai. Con quello che li pagate li trattate peggio di un bambino, il cane lo lasciate fuori magari, l'Omnibus no.)  
Ed in più potrete leggervi anche un piacevole extra, perchè non dimenticate che vi avevo parlato dei comprimari - lasciando perdere il Silver Surfer di Englehart, abbastanza noioso, ma l'aquisto degli albi Play Press, che giacciono sugli scaffali di fumetterie divorati dalle tarme,vi porterebbe la piacevole lettura di una miniserie suigli eterni di Gillis e Buscema ed una divertentissima miniserie di Hercules a firma di Bob Layton, che ricordo a me fece morire dalle risate a quei tempi. Quindi sono 54 euro per il Thor di Simonson più alcuni extra. Ma qui apariamo una parentesi sulla questione delle rese - gli editori vendono alle fumetterie i loro prodontti con nessun obbligo di resa, vale a dire o sei bono a venderlo o te lo tieni in negozio- quindi non si tratta di risparmiare soltanto, si tratta di far girare l'economia nel verso giusto, E di dare un messaggio chiaro ai grandi italiani, ma in realtà il messaggio è per una sola casa editrice.
Spero che la lezione di economia domestica  vi sia d'aiuto e vi apra gli occhi sulle vostre spese future, in casa Panini si parla di una nuova collana chiamata "GRANDI EVENTI MARVEL" che dovrebbe pubblicare tra le altre cose: eventoni  (sic!)come House of M, e Guerra Segreta, alla modica cifra di 15 euro, tenete gli occhi aperti perchè è roba reperibilissima grazie alle antologiche della Gazzetta come Grandi Saghe e Supereroi a 5€.
Baci ai pupi.

lunedì 21 gennaio 2013

Manuale per giovani Lanterne

(sottotitolo #01: Tutte le volte che sono rimasto incantato dalla luce di Lanterna Verde)
(sottotitolo #02: Una lunga ed inutile dissertazione sul migliore fumetto attualmente in circolazione)
(sottotitolo #03: Tutta la Lanterna Verde che dovreste avere, o che dovrebbero ri-pubblicare)

Green Lantern è da qualche anno la miglior serie a fumetti in circolazione, caso chiuso.
Vorrei dire che chi non la pensa così, di fumetti capisce ben poco, ma poi non sarei migliore dei millemila blogger esauriti che proliferano, gente che ha passato troppo tempo allo specchio a fare auto-training e/o a menarselo on line, forti del sostegno della corte che li segue, e si sono convinti che tutti quelli che non la pensano allo stesso modo, sono degli idioti.
Ve la sparo così a bruciapelo 'sta cosa, senza tabelle di vendite alla mano, tra l'altro non saprei nemmeno dove cercare delle charts attendibili, charts oltreoceaniche - ovvio - perchè in Italia non saprete mai quanto vende chi, semplicemente perchè le vendite sono affari esclusivi degli editori.

Questa, tanto per divagare, è un'altra realtà che i lettori di vecchia data come me hanno già sperimentato sulla propria pelle, mi ricordo benissimo ai tempi Play Press - seguivi una testata e all'improvviso da un mese all'altro chiudeva poco elegantemente i battenti, lasciando i lettori con il dubbio che non avrebbero potuto finire di leggere le avventure dei loro beniamini.
 Successe di punto in bianco con American Heroes, con Green Arrow, con la Justice League, Namor Iron Man..insomma con tutte, ricordo che compravi il nuovo numero e ti accorgevi che era l'ultimo grazie ad un trafiletto in quarta di copertina, quando c'era, più o meno recitava così:
"Questa serie chiude, ma non è una sconfitta, ci stiamo semplicemente evolvendo"
Ho capito, ma io dove vado a leggere il resto della L.E.G.I.O.N di De Matteis per colpa di questa evoluzione? Mah.

Anatomy of a success

Quindi non è sui dati di vendita che baso la mia idea, anche perchè se andassi dietro a questi, dovrei pensare che mi sono perso una fetta importante del fumetto americano visto che io non mi sono mai letto regolarmente i Vendicatori di Bendis, che hanno stravenduto fondamentalmente per due motivi: il primo perchè trascinati dalla macchina pubblicitaria della neonata (ai tempi) Disney-Marvel, mai così attiva sul campo dei media, che in concomitanza del confusionario lavoro sul Marvel Universe del sopravvalutato scrittore americano, ha tirato fuori, cartoni animati, film, videogiochi, pupazzetti e chi più ne ha più ne metta. Secondo poi perchè a quei tempi era difficile non leggere i Vendicatori, visto che questi ultimi, proliferavano, tra l'altro non è un segreto che la gestione Bendis sia stata abbastanza Avengersocentrica.
Ma col senno di poi, considerando che dopo tanti dialoghi snervanti, i Vendicatori sono tornati ad essere Iron Man, Thor, Capitan America ed Hulk (c'entra qualcosa il film Avengers?), direi che non mi sono perso 'sto granchè, a parte il fatto che durante quella spiacevole parentesi, ogni singolo characters Marvel si è ritrovato per un pò,  a godere dello status di Vendicatore, ufficiale, segreto, oscuro, che sia.

Tornando a bomba in topic, trovo che Lanterna Verde sia la miglior serie in circolazione attualmente,semplicemente perchè credo che il lavoro di Johns su quella fetta di universo DC è a dir poco stupendo ed incalzante: Lanterna Verde ogni mese fondamentalmente diverte.
E noi che ormai siamo rassegnati al fatto che: o noi siamo troppo cresciuti, o che il fumetto in calzamaglia è pressochè morto, e se non è morto rantola (vedi il Punitore nei Thunderbolts), siamo coscienti che ormai ad un fumetto non chiediamo null'altro che della semplice e temporanea evasione.
Il formato italiano poi, che raccoglie le tre serie principali legate al corpo di polizia galattica, tra le tante serie RW Lion, è quella più completa, coerente ed appetibile.

Batman - 3,75€ - (quindi non proprio bruscolini), ospita la bellissima serie di Snyder-Capullo, e la saga della corte dei gufi, ma il resto delle pagine dell'albo, converrete che  annoia considerevolmente, Nightwing è palesemente una serie minore, ed i comprimari scarsi sono l'unico ma fondamentale motivo per il quale sto comprando questo fumetto a rilento, e solo sul mercato dell'usato o della resa.
Ma lo stesso si dica per la Justice League, o Wonder Woman di Azzarello.
Parlano un gran bene di Aquaman di Jhons-Reis, ma chi lo legge se per comprarlo devo sorbirmi Flash e Capt. Atom?
La spinosa faccenda dei comprimari si estende anche in casa Marvel-Panini, sono molte le serie di cui mi sono privato per via dei comprimari scadenti, i Secret Avengers di Remender, il Daredevil di Waid, la Uncanny X-Force, ormai interrotta al sesto o settimo numero, per non parlare dei tanto decantati Fantastici Quattro di Hickman.
Al contrario Lanterna Verde mantiene le promesse di copertina, e se proprio tocca trovargli un tallone di Achille, direi che si può ripiegare sui Nuovi Guardiani di Beddard, che effettivamente per ora, delle tre serie, è la più scarsina.
Difficile trovare difetti invece ai continui colpi di scena di Johns su LV, o alle irregimentate gesta del Corpo delle LV di Tomasi, per non parlare del bellissimo contributo grafico di Mahnke, che sembra stia vivendo la sua golden age, o le sobrie matite di Fernando Pasarin, piacevole new entry sulla testata, che ci ha placato la nostalgia del bravissimo P. Gleason.

Tutto quello che avreste dovuto sapere sulla luce viola e sull'arcobaleno emozionale di G. Jhons

Sono tornato a leggere il materiale DC durante gli eventi di Blackest Night, ed è stato proprio durante lo svolgimento di questa saga che sono tornato a leggere le avventure di Hal Jordan.

Bisogna essere onesti, mentre leggevo l'intrigante nascita delle Lanterne Nere, dopo anni di digiuno, avevo non poche difficoltà ad elaborare tutto.
Una cosa era chiara: le lanterne verdi non eranoa solcare il vuoto cosmico.
C'erano anche:
Le lanterne gialle del corpo di Sinestro che incanalavano la luce gialla della paura.
Le lanterne blu fondate da Ganthet che incanalavano la luce blu della speranza.
Le lanterne rosse di Atrocitus che incanalavano la luce rossa della rabbia.
Quella arancione che traeva la sua potenza dalla luce arancio dell'avarizia, la tribù Indaco, capace di canalizzare la luce della compassione, ed infine quelle Nere che facevano resuscitare i morti.
Johns ha trasformato l' idea di un arcobaleno di anelli e costrutti, che ad un prima occhiata poteva sembrare una cazzata pazzesca, in una colonna portante della serie, la lenta caratterizzazione dei personaggi dei vari corpi, ha inesorabilmente attirato i lettori: Atrocitus, il capo delle Lanterne Rosse, è passato da ruolo di villain da prender a schiaffoni verdi smeraldo, nella miniserie Secret Origin, disegnata da Reis, ad un personaggio completo, diligentemente caratterizzato sotto il profilo psicologico, e tanto carismatico da guadagnarsi la possibilità di una testata a solo, che sono curiosissimo di leggere.
Lo stesso si dica per l'avaro, arrogante Larfleeze, unico detentore della luce arancione dell'avarizia, che sin dalle prime pagine ha suscitato parecchio interesse nei lettori per via delle pecurialità del suo corpo delle Lanterne arancioni, nonchè per la sua retrocontinuity, somministrata a piccole dosi come penicellina, albo dopo albo.
O ancora la tribù Indaco, corpo-chiave risolutiva per la notte più profonda, e che solo nell'ultimo mese stanno rivelando i loro più oscuri ed accattivanti segreti.
 O ancora, scusate, le dimentico sempre, le detentrici della luce viola (Amore), meglio note come gli zaffiri stellari.

Divagazione n. 01 - Anche i Guardiani sbroccano

Ricordavo che Star Sapphire (Zaffiro Stellare) era una nemesi della Lanterna Verde già dai tempi della Silver Age, sapevo per esempio che la mascherina viola nascondeva l'identità di Carol Ferris, e che l'anello viola più che altro tendeva a possederla e renderla cattiva, ma prima dell' avvento di Johns,
Carol Ferris vestita da Victoria Secret's
ricordavo delle Zamaron leggermente diverse: delle amazzoni con tanto di elmo, che durante il Millenium di Englehart (pessimo), scapparono in una dimensione parallela ad accoppiarsi come ricci con i Guardiani dell' universo, al fine di procreare una nuova genesi di controllori dell'ordine, mai capito alla fine della lettura.
Queste aliene con la tutina succinta e gli stivali alti, pronte ad amare il primo che capitava sotto i bagliori della luce viola dei loro anelli, tra tutti i nuovi corpi sono quelli che mi hanno spiazzato più di tutti.



Chi segue Lanterna Verde oggi sa che i Guardiani sono ormai del tutto andati fuori di capoccia, ma sarà che dietro la follia dei Guardiani ci non sia proprio la burrascosa relazione con le Zamaron e questa loro facilità a dare amore in giro con troppa leggerezza?
Il ragionamento non fa una grinza - Siete dei nani, secchioni e blu, vi siete dedicati allo studio ed alle scienze, a scuola mai una sega, a casa nemmeno, sempre voti altissimi, carriera brillante e vincente, avete fatto del  preservare l'ordine nell'universo, la vostra unica audace ragione della vostra millenaria vita.
Target audace e non esente da clamorosi flop, prima del Corpo delle Lanterne Verdi, ne avete fatte di cazzate, vedi il brevetto Manhunter, venduti per dei gioiellini dell'ordine ma poi rivelatisi delle patacche che hanno pure sterminato un intero settore spaziale. O anche quando vi siete improvvisati genetisti, i vostri Psimon, troppi ne hanno fatti di casini in giro per il cosmo.
Di pelo da annusare in giro poi, non ce nè e non c'è n'è mai stato.
Di guardiane femmine, ne ho viste solo due: Sayd, un metro e dieci scarsi e pelata, ma al di la della scarsa appetibilità, comunque se la trombava già Ganthet, e Scar - quella che è sbroccata per via delle ferite infertegli dall'Anti-Monitor che le hanno sfigurato il viso.

Quando anche i Guardiani limonavano duro
Ad un certo punto arrivano 'ste gnocche vestite da amazzoni, e vi dicono ovviamente con un lessico approvato dal comics code: "Nè andiamo ad accoppiarci un una dimensione parallela cinque o sei volte al giorno tutti i giorni per il resto dell'eternità?"
Tu nano blu secchione verginello represso, cosa fai?
"Oh Care Lanternine Verdi, questa è la batteria centrale, questa sono le chiavi di OA, ci raccomandiamo non fate casini, stateci tano bene noi si va a fornicare con 'ste tope, e vaffanculo all'ordine universale!"
Passare dall'ordine astinenziale alla copula selvaggia con una tipa ben carrozzata vestita come una cosplayer, avrà fatto andare su di giri i nani, e quando hanno scoperto che le tipe era tutt'altro che monogame...
Immagino che sia lì che i Guardiani hanno deciso che tutti gli altri corpi erano tutti stronzi e nemici giurati del'ordine. In particolare gli zaffiri.
La prima Star Sapphire
Ovvio che poi hanno concluso che le emozioni sono pericolose: una ninfomane con i ferormoni a palla vi fa assaggiare le gioie nascoste dell'amore, è normale che dopo, quando inevitabilmente se ne va, vi fate rodere il culo, e vi rifate sul prossimo se ne avete mezzi e possibilità.
I Guardiani come Brunetta.
Comunque alla fine della fiera leggendo di nuovo Lanterna Verde, non capivo in che punto della cronologia DC, le Zamaron,  passavano da amazzoni infoiate, ad aliene violette con tanto di pianeta, batteria e set di anelli del potere, ma per questo, credo che parte della colpa ricada sulla confusionaria gestione della Play Press del materiale DC.



L'alba di smeraldo e le altre storie

Abin sur su Emerald Dawn 1
Abin Sur su Showcase 22
Dopo Crisis on Infinite Earth i vari personaggi DC subirono un reboot:
Per Lanterna verde la rivisitazione delle origini si chiamò EMERALD DAWN  ed EMRALD DAWN  2 di Giffen e Jones, in cui vennero riscritte le origni di Jordan e in una chiave più moderna.







Nonostante sia materiale datato, le due miniserie sono meritevoli di attenzione, per i neoappassionati alla serie di LV,  la prima in particolare resta fedele per struttura ai numeri originali di Lanterna disegnati da Gil Kane apparsi su ShowCase, (lo starting point della Silver Age del fumetto in calzamaglia DC, per capirci) ma ovviamente ne rinfresca prosa e caratterizzazione.
Queste nuove secret origin, in particolare gettavano spunti e basi che poi Johns avrebbe poi utilizzato per il suo lavoro attuale su Green Lantern.
Nonostante una fisiologica ingenuità rispetto alla produzione contemporanea, legata agli anni, Emerald Dawn introduceva interessanti novità, primo tra tutti, la fine dell' infallibilità dei Guardiani.
La nemesi che affronta Jordan, in Emerald Dawn chiamata LEGION, era di fatto il frutto di un errore di valutazione dei Guardiani dell'universo, in cerca di vendetta.
Legion è anche la causa della morte di Abin Sur e del passaggio dell'anello al pilota senza paura della Ferris Aircraft, e tutta la miniserie riscrive in maniera deliziosa non solo i Guardiani, declassandoli ed umanizzandoli, ma anche Abin Sur ed il resto del corpo come Tomar-Re, Kilowog creato da Englehart nell'86, che durante gli eventi legati al Millenium se l' era passata abbastanza male in termini di qualità ed appetibilità delle storie.

Il film deve molto della sua struttura alle miniserie di emerand Dawn 1 e 2, nonchè la recente Secret Origins di G.Johns.

Quello era il periodo infatti in cui il corpo, orfano dei Guardiani, aveva sede sulla Terra, ed era ridotto a pochi membri, Gardner, Stewart, la sua donna Katma Tui ( di Korugar, successore di Sinestro), Jordan e Kilowog appunto, che da lì a poco sarebbe stato chiamato dall'unione sovietica (orfana di calzamaglie) per creare il corpo dei Rocket Red.
L'istruttore Kilowog
E' in Emerald Dawn, per esempio che Giffen e Jones riscrivono il personaggio di Kilowog, che da lì, e per sempre sarà uno degli istruttori delle nuove leve del corpo, tra cui Jordan ovviamente, funzione che Johns gli lascerà sia nel film, che nelle pagine del rilancio della nuova serie di Green Lantern disegnata da Reis (Secret Origin). L'ennesimo reboot ideato in funzione dell'imminente (all'epoca) Blackest Night.
[E' interessante notare le differenze tra le due rivisitazioni delle origini di Lanterna Verde. 
Prima tra tutte le modalità della morte di Abin Sur, mentre infatti negli anni '90 fu Legion che portò alla morte della lanterna più dotata del corpo, Jhons  introduce Atrocitus,e rielabora la figura di Mano Nera, per dare corpo alla profezia del libro nero, prologo alla Notte più Profonda, vero e proprio starting point per seguire la serie, atteaverso la quale, l'autore ha praticamente cominciato tutte le trame che sta tutt'ora sviluppando in una maniera talmente interessante, che trovo difficile se non impossibile, riusciate a trovare nel mercato odierno del fumetto supereroistico, una serie con una longevità così elevata.]
Abin Sur su Secret Origin di Johns

Le due albe di Smeraldo, pubblicate in Italia dalla Play Press, la prima sulla collana Play Book e la seconda come comprimario alla prima serie di Lobo, sono interessanti letture  che testimoniano il fatto che quando un'idea è buona difficilmente viene azzerata o cancellata, anche il secondo capitolo, che vede invece come fulcro della trama la trasformazione di Sinestro.
 Nonostante la storia pecchi di eccessiva semplicità nella caratterizzazione dei personaggi, Sinestro è una via di mezzo tra Mussolini èd un maniaco compulsivo dell'ordine, è sempre bene non dimenticare che comunque è roba vecchia di 20 anni.














 E' la prima miniserie che tratta efficacemente la retrocontinuity di Sinestro, a cui i guardiani ordinano di istruire Jordan, lo stesso sinestro che oggi, nelle mani di Johns, rimane assolutamente uno dei più affascinanti dell'intero parco di personaggi DC.



The Green Lantern Greatest Hits: Mark Bright: Divertimento e Caos cronologico

A differenza della Marvel, la DC è sempre stata più bistrattata in Italia, e cercare un ordine nelle sue pubblicazioni è sempre stato un compito arduo, che non mi sogno nemmeno di spiegare o risolvere.
Prima del posto fisso in appendice a Green Arrow, con la nuova testata,  la Play Press aveva pubblicato un ciclo di Lanterna verde estratto da Action comics Weekly, a cavallo del 1989-90, sulle pagine di Justice League, probabilmente per tastare il polso dei lettori.
Lord Marvolio della fiamma verde
Anche questa parentesi editoriale per quanto staccata dalla confusionaria cronologia  DC italiana, risultò assolutamente godibile e divertente. ed incontrò opinioni entusiastiche
Il mini-ciclo di Owsley e Bright, apparso disordinatamente in appendice alla Justice League di Giffen-De Matteis, era ed è un piccolo gioiellino, e sinceramente penso che meriterebbe una ristampa, nel caso siate troppo pigri nel mettervi alla ricerca degli albi Play, (che, sospetto, vi costerebbero molto meno)
Owsley-Bright con una catena di eventi collegati portano Lanterna Verde a fare prima da paciere tra due razze aliene perennemente in guerra, poi ad un piacevole Team -up con Capitain Atom, la conoscenza del Prete, una Lanterna Verde rinnegata di un settore dello spazio sperduto e, ciliegina sulla torta, lo scontro con il terribile e carismatico Lord Malvolio della Fiamma Verde, un essere umano dalle misteriose origini, che deteneva una dittatura su un intero sistema solare, usando la luce di smeraldo di un anello del potere apparentemente staccato ed indipendente dalla batteria di OA.




Su American Heroes, sempre sotto etichetta Play Press apparve uno speciale Lanterna Verde sempre firmato dal duo Owsley-Bright, che fa da epilogo alla mini run di cui sopra.
The Invincible Foe, è un lungo special che mette la parola fine allo scontro tra Lanterna Verde e le due razze aliene, che aveva obbligato ad una tregua forzata, i due capi del paineta in pratica si allenano collaborando alla costruzione di un robot per abbattere il nemico comune, la lunga storia è incalzante e godibilissima
Alle matite, su tutto il materiale citato, c'è sempre Bright, con tavole deliziose e pulite.



Nonostante il fisiologico caos editoriale, a mio parere in The invincible foe si gettano le basi per la saga del guardiano folle che Jones svilupperà un anno dopo.

Gerard Jones 

Su una cosa dobbiamo concordare: Gerard Jones stava alla DC degli anni '90, come Jhons sta a quella contemporanea. Oltre a scrivere 47 albi della nuova serie del cavaliere di smeraldo, quella nata dopo gli eventi del Millenium di Englehart,  è a lui che dobbiamo tutta una serie di personaggi e idee che ancora oggi vengono usati mensilmente da Geoff Jhons.




Certo Lanterna verde non è mai stata così bella come lo è adesso, ma in passato ha raggiunto comunque grossi picchi di godibilità, durante il ciclo di Gerard Jones abbiamo avuto modo di leggere molte cosucce interessanti, i primi episodi della serie illustrati da Broderick e Patterson, visti in italia sul mensile di Green Arrow, per esempio sono stati assolutamente interesantissimi nonchè anacronistici per l'epoca.
L' incipit kerouachiano con il quale Jones cominciò la serie impose una chiave di lettura molto adulta:
Incentrata nel principio su Jordan la serie inizialmente narrava del suo viaggio sulla strada per ritrovare il suo lato umano e mortale, un Hal Jordan, invecchiato, con tanto di basette bianche alla Reed Richards, che si spostava, a piedi, da una cittadina all'altra dell' America, barcamenandosi con i lavori più umili: contadino, pescatore di granchi, raccoglitore di mele, il tutto scritto con una prosa decisamente ricercata e matura per gli standard qualitativi della DC dell'epoca.
Con l'evolversi, le pagine accolsero anche le altre Lanterne terrestri: Gardner e Stewart.
Per il primo Jones restò fedele alla caratterizzazione di Giffen e De Matteis, il rissoso spaccone supereroe della Justice League, famoso per i suoi battibecchi con Batman,proprio non riesce a digerire che Hal Jordan ha scelto di  vivere una vita tranquilla senza usare l'anello, quindi non perde tempo ne occasione per provocarlo durante il suo cammino introspettivo.
Nella stesura della sceneggiatura di questi primi episodi, Jones attinse molto dalle famosissime miniserie di Neal Adams Green Arrow Green Lantern, il famoso cammino nell'America delle ingiustizie col colletto bianco che il buon Freccia Verde portò a fare ad Hal Jordan ed al guardiano L' Antico, al fine di aiutarli nel ridimensionare il loro concetto di ordine e giustizia.
La terza lanterna che fa la sua comparsa sin dalle prime pagine del fumetto è J. Stewart.
Lo Stewart di Jones è una lanterna caduta in disgrazia, ritiratasi dopo per aver causato la morte di un intero pianeta, Xanshi, durante la saga di Starlin e Mignola, la bellissima Cosmic Odissey.

Jones cominciò col botto e destrutturò dogmi finora intoccabili, il primo boss finale che le tre lanterne sono chiamate a battere nei prmi numeri, è niente meno che un guardiano impazzito per la solitudine, l'Antico, lo stesso del viaggio di cui sopra.
Rimasto solo dopo la partenza di tutti i Guardiani con le Zamaron, impazzì e ricostruì OA prelevando varie città dai vari pianeti che aveva visitato durante la sua vita, l'epilogo della saga è decisamente godibile e fondamentalmente segna il passaggio della testata dall'originale taglio beatnik degli inizi verso trame galattiche più classiche.
Ribadisco che questi primi otto numeri della serie sono assolutamente da leggere per l'impronta beatnik, con cui Jones dipinge un tuttora inedito Jordan.
Ovviamente, come L.E.G.I.O.N. e mille altre interessanti serie anche questa run di Lanterna Verde resta orfana del finale, ma perlomeno si riesce a leggere il finale della saga del guardiano pazzo prima della chiusura del mensile di Green Arrow.
Sarebbe interessante che la Lion ne scremasse almeno i capitoli interessanti, per fornire una retrocontinuity del personaggio ideale per le nuove leve.
E come le due minserie di Emerald Dawn sono albi caldamente consigliati, se ancora non lo avete capito, per tutti gli amanti delle Lanterne Verdi.


Ron Marz e la caduta di Hal Jordan


A Gerard Jones seguì il bravo Ron Marz, che prima di introdurre il mediocre Kyle Rayner, lo scrittore, in sincronia con il ciclo della morte di Superman e la distruzione di Coast City per mano di Mongul, ideò la caduta dell'uomo senza paura.
Il cross-over con "Reign of Supermen", il coinvolgimento di Lanterna Verde, la battaglia con Mongul e l'inizio della follia di Jordan apparve Italia sulle pagine del primo numero di Flash della Play Press.
Firmato da Marz e ancora una volta Bright, è un raro esempio di cross-over di qualità - solitamente le storie parallele di grandi eventi sono decisamente mediocri ed evitabili oltre isolati casi rari, questa storia di Lanterna Verde, che fa da prologo alla saga chiamata Twilitgh, è uno di questi.
Visto che fa da vero e proprio trampolino di lancio per la saga chiamata Green Lanter Twilight.
Al di là delle svogliate matite di Willingham, Twilight, narra la distruzione del corpo e l'assassinio di quasi tutte le lanterne verdi per mano di Jordan, che avvelenato dal dolore della perdita della sua città natale, decide di impossessarsi di ogni anello del corpo per avere ad un potere tale da poter far rinascere tutta Coast City.
Le pagine in cui Jordan attacca tutti i membri del corpo culminano con lo scontro con il suo mentore Kilowog.
Sono queste le pagine in cui si parla per la prima volta di Parallax, il mostro responsabile dell'impurità dell'anello contro il giallo, imprigionato dai guardiani all'interno della batteria quando realizzarono che non poteva essere distrutto.

A cui seguirono il maxi evento ORA ZERO.
Jordan è stato credo l'unico supereroe ad uscire di scena come un supercriminale omicida.
Durante l' ORA ZERO, ha dato battaglia a tutti i maggiori eroi, ed è stato sconfitto nel tentativo di azzerare la realtà del cosmo DC.
Prima della sua inevitabile Rinascita firmata da Geoff Johns, di cui parleremo in seguito, è da segnalare la sua redenzione, l'interessante miniserie chiamata L'ultima notte, scritta da Kesel e disegnata da Immonen, pretesa dai fan di Jordan, in cui la LV originale, ormai sostituita da Kyle Rayner, ancora posseduto da Parallax, decide di usare la sa immensa energia per riaccendere il sole e salvare la terra da una mortale era glaciale.
Direi che vi ho annoiato abbastanza, spero di avervi dato un infarinatura decente per il personaggio di LV, in sostanza il messaggio è di tenere d'occhio il mensile RW, che non delude praticamente mai le aspettative di lettura, e per chi può, di ricercare sul mercato dell'usato le vecchie storie di Lanterna Verde meritevoli che abbiamo avuto la fortuna di vedere pubblicate in italia e prometto che sicuramente torneremo sull'argomento.
Nel frattempo baci ai pupi







Per i cercatori d'oro

Abbiamo parlato di (in ordine sparso)
Lord Malvolio della Fiamma Verde - http://glcorps.dcuguide.com/profile.php?name=lordmalvolio
 Emerald Dawn - di Jones-Giffen-Owsley-Bright in Italia apparsa su Play Book 14

Emerald Dawn 2 - degli stessi autori apparsa in Italia su lobo Play press nn 6-10 (e ristampata dalla planeta sul volume Lanterna verde: Alba e Crespuscolo (2008), il brossurato della Planeta sarebbe un ottimo acquisto perchè raccoglieva oltre i due Emerald Dawn anche  capitoli della caduta di Jordan.
L' Ultima Notte - pubblicata in Italia dalla Play Press sul brossurato Play Press Presenta n°1
Lanterna Verde - Spillato della RW Lion, di Jhons - Mahnke -Tomasi - Pasarin - Beddard - Kikham
Green Lantern nn 1-8 - di Jones e Broderick, pubblicati inItalia da Play Press su Green Arrow nn 19-26
Green Lantern Special - The Invincible Foe - di Owsley Bright Pubblicato in Italia da Play Press su American Heroes 1
Action Comics Weekly di Owsley-Bright apparsi in Italia in appendice alla Justice League della Play Press.
nn 4-5-6-7-9-10-12-13
...spero di averli indicati tutti!