Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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mercoledì 24 luglio 2013

Quel mutante di Bendis



Il plot di All New X-men, fa acqua da tutte le parti, è uno schiaffone alla continuity Marvel, ai puristi, allo zoccolo duro, agli affezionati della Marvel Comics, ai cosiddetti Marvel Zombie, l’idea alla base di questi Nuovissimi X-Men di Bendis è indigesta persino come operazione di ret-con.
Quel che fa la Bestia ai giovani pupilli di Xavier, a dire il vero, fa a pugni anche con tutto quello che è stato il genetista degli X-Men. Un' azione egoistica che tecnicamente mette in pericolo lo stesso futuro dei 5 Uomini X originali, una grossa forzatura, alla psicologia ed al modus operandi di un eroe votato alla non-violenza e all’altruismo.
Immaginatevi di essere un mutante adolescente, istruito a credere in un utopia di convivenza tra uomini e mutanti, di essere strappato dal vostro  tempo e di ritrovarvi in un mondo, anzi nel vostro ineluttabile futuro, in cui apprendete che tutto quello che il professor X vi sta insegnando fallirà.
Immaginate di apprendere  nel modo più pratico che iddio possa concedervi, ossia vedendolo con i vostri occhi, che diventerete un leader terrorista che fa comunella con Magneto ( Leader della confraternita dei mutanti malvagi), che addirittura ucciderete il mostro stesso mentore, che la ragazza dei vostri sogni, morirà, che il vostro amico Hank si trasformerà in una grossa scimmia dal pelo blu, in fase terminale. E non si è ancora toccata la questione Angelo, che io avevo lasciato formattato alla fine della saga Angelo Nero, su X-Force.
Senza tirare di nuovo in ballo il caro dottor Emmet Brown, lo scienziato pazzo di Back to the future, che ho usato due giorni fa in quella immagine, e sparso un po’ in giro su facebook per darvi l’hype giusto al commento, senza baloccarsi troppo con le sue teorie distruttive riguardo i viaggi irresponsabili lungo la linea del continuum spazio temporale, senza ipotizzare troppo la distruzione dell’universo, direi che quello che apprendono i giovani X-Men nei promi due fantastici numeri, basti e avanzi per pretendere di essere riportati nel proprio tempo, ed inventarsi una nuova vita, magari in chiosco di grattachecche in centro, considerando che le doti di Bobby andranno ad aumentare negli anni, e che col ghiaccio vi suona l'aida, dare un taglio drastico  alla carriera di supereroe.
Invece non succede nulla di tutto questo, anzi al contrario succede che:
Jean  viene a sapere di essere in un punto del futuro in cui è già morta, ma non fa ina grinza anzi, impara ad usare i suoi poteri telepatici (solo dietro un semplice consiglio).
Scott apprende di essere l’assassino del suo professore Charles Xavier.
Hank scopre di essere sul punto di essere ucciso dal suo stesso geneX, che intanto però lo ha reso un sacco di pulci blu, (ma questo comunque non gli impedisce di pilotare un Blackbird di una 50ina d’anni più evoluto tecnologicamente). Ecco, questo succede. 
Eppure, questo fumetto al momento è la cosa più godibile di tutto il Marvel Now.
Si avete capito bene, la pippa criticona d’overture, era solo per far contenti i soliti brontoloni, la vera recensione comincia adesso, ed è assolutamente entusiasta e positiva non solo sulla nuova serie di Bendis, ma anche per la nuova Legacy in appendice, quella con Legione disegnata da un Tang Eng Huat ispiratissimo, che a me ricorda molto l’italico Carlo Ambrosini sugli Inferni di Dylan Dog.
Ma andiamo con ordine.
Mr Bendis, è veramente in uno stato di grazia, la serie è ipercinetica ed incalzante, lo storytelling è portentoso, e non è un eufemismo, e per quanto possa essere assurdo il plot, in un universo che fa della continuity il suo vanto, le due generazioni di X-men a confronto è un intuizione geniale.
Punto.
Caso chiuso. Il plot funziona ancora di più perché è sviluppato sugli X-men, mettere uno di fronte all’altro Capitan America, non sarebbe stato così  stuzzicante, un personaggio statico nella sua psicologia, congelato nei suoi ideali genuini, (anche se è stato fatto da Alex Ross nella sua Vendicatori vs Invasori). Gli X-men sono il supergruppo, che più degli altri ha visto trasformare la sua ragione d’essere, dall’evoluzione dei tempi, parlo il sogno di Xavier. Per tutto quello che hanno dovuto subire i mutanti dai lontani anni ’60 fino ad oggi l'utilità di Xavier ha subito diversi ed irrimediabili colpi. 
Se la serie così com’è, come è scritta, edimpostata  vale un bell’otto, con quel diavolo di un Immonen, con quei disegni, e quelle geometrie su tavole a dir poco mozzafiato, raggiunge tranquillamente il dieci pieno.
E a proposito di impostazioni delle tavole, possiamo dare il bentornato al famoso widescreen comics, smarrito ahimè dai tempi di Ultimates (Millar & Hitch)? E che abbiamo intravisto un poco nella trilogia Ultimate Doom firmata Bendis Sandoval?

La spinosa faccenda del comprimario.

Ho mollato Thor per via della pessima scelta dei comprimari, i Vendicatori di Hickman nemmeno li ho iniziati, per lo stesso motivo.
I Fantastici Quattro di Fraction, invece li ho abbandonati, non perché il formato sia pessimo, anzi, come ho già detto il nuovo formato che ospita il quartetto, è competitivissimo, rispetto agli albetti Lion, ma la serie….dio la serie, un film di Truffaut è piu veloce, due numeri e non è successo assolutamente nulla, inoltre non dimentichiamo il malus di due disegnatori a mio avviso pessimi, ed il nuovo quartetto, a casa mia,  è durato meno di Papa Luciani.
Al contrario invece questi Nuovissimi X-Men, il nome della testata però è orripilante almeno come quello degli Incredibili Avengers, mi hanno conquistato subito, anche il nuovo Legacy merita attenzione, protagonista della serie: Legione, il figlio schizofrenico di Xavier, creato dal solito Claremont, nel  1985, e che probabilmente ha ispirato Morrison per la sua Crazy Jane.
Sociopatico affetto da personalità multiple, è un mutante di classe omega,  estremamente potente, instabile e pericoloso, basti dire che ha svariati superpoteri, che si manifestano ogni volta che cambia personalità…di documentate ci sono la Pirocinesi, la Telecinesi, la Telepatia, il viaggio nel tempo. Insomma appetibile.
La nuova serie di Spurrier e Huat promette un doppio sviluppo, sul piano fisico, dopo aver appreso della morte del padre, David decide di tornare nel mondo e rendersi utile alla comunità mutante.
Sul piano psichico, Legione combatte una guerra nella sua martoriata testa contro le centinaia di personalità che la abitano, al fine di recuperare la sua integrità.
Un Tan Eng Huat, decisamente mutato, dai tempi della sua Doom Patrol, che ripeto tanto ricorda il buon Ambrosini, specie quando è alle prese con gli scenari atipici raffiguranti la psiche di David, che ricordano tantissimo “Dylan Dog: Inferni”.
Per concludere: viaggi nel tempo e personalità multiple, per uno che reputa pietre miliari della sua mediateca, Ritorno al futuro e Fight club, direi che questo è lo spillato che aspettava da tempo.
Due gran belle serie che mi hanno portato a fare altre considerazioni in materia di Spendig Reviews.
Visto che Avengers Arena non mi era affatto dispiaciuta, e visto che mi sono spoilerato da solo una sorta di team-up tra Uncanny e All new, ho deciso di recuperare anche gli ultimi due numeri del mensile che ospita la serie di Remender-Cassaday, nonostante mi abbia lasciata così freddino, perché al contrario di All New X-men, che ha un incipit coinvolgente, Uncanny Avengers si presenta abbastanza maluccio, con una piattezza psicologica dei personaggi protagonisti della serie, specie relazionati all’ultimo megaevento concluso, ed una legnosità grafica di un Cassaday non proprio in vena.
Quindi il Marvel Now in casa fumettopenìa, si è finalmente stabilizzato, e incredibile a dirsi per ora porta l’inattesa firma di Bendis, autore che ho sempre detestato, ma stavolta non gli si può dire nulla, per adesso ha catturato l’attenzione alla grande.
Perché si, forse è vero, Ciclope aveva ragione.
Ora tocca vedere quali dei due.
Baci ai pupi.

domenica 19 maggio 2013

Lo Spiderman dei due mondi (conclusioni)



Marvel Select n° 8-9 "Spidermen" di Bendis Pichelli Ponsor Brossurato Panini


E dopo l’epica  figura di merda fatta con l’edizione italiana dei Turtles, che ho appioppato ad Italycomics quando invece è Panini, dando una seria picconata alla mia credibilità di blogger, torno a voi, stando un po’così, più sulle mie, più attento, con una "nuova" recensione e con l’ansia da prestazione.
E per ingraziarmi di nuovo il pubblico, già contenuto (pochi ma buoni), torniamo a parlare dell’appena concluso team up dimensionale tra i due Spiderman dell’universo Marvel, di cui avevamo accennato qualcosa già all’uscita del primo numero.
Come già detto in quella occasione ribadiamo che, la miniserie di Bendis-Pichelli è un raccomandatissimo acquisto.
La Pichelli disegna da Dio, e solo per le tavole, questi due numeri due numeri di Marvel Select, spesa totale €6,30, valgono ogni centesimo,belle le anatomie, bello lo stile, pulito, lodevole la cura nelle espressioni dei personaggi, belle le inquadrature, geniali le geometire delle tavole (bentornato widescreen comics), sublime anche il lavoro ai colori fatto da Ponsor,  insomma, questo fumetto anche senza un solo baloon, sarebbe da voto massimo con la lode.
Persino la storia e godibile, basta non avere le aspettative di stare per leggere una pietra miliare, la sceneggiatura dell'odiato, fa il suo dovere e si lascia leggere abbastanza piacevolmente, come già detto l’altra volta, Bendis, quando scrive Spiderman, aggiunge nuovi orizzonti alla sua prolissità, ma ci si può stare, d’altronde l’Uomo Ragno stesso nella sua lunga carriera editoriale non è mai stato famoso per il suo mutismo, Spiderman non è esattamente Batman, quindi in questo contesto, la verbosità estrema dello scrittore non è nemmeno più di tanto fuori tema.
Ho trovato carino il secondo volume perché decisamente verosimile, e adesso tento di spiegarvi la mia opinione senza spoilerare più di tanto il finale.
Spidermen è esattamente tutto quello che non è Iron Man 3 (il film).
Ovvero, noi nerd schiavi della continuity e della logica ad  essa legata, abbiamo si apprezzato l’ultima fatica filmica di testa di ferro, ma non abbiamo potuto non chiederci come mai lo Shield, ed il resto degli Avengers, non si sia occupato per tempo del Mandarino e dei suoi bombaroli genetici, eppure lo Shield era una presenza-ombra costante nelle altre pellicole Marvel, vedi il primo Iron Man, o anche Thor, per non parlare di Captain America.
Certo, se se ne fosse occupato lo Shield o i Vendicatori, il film si sarebbe chiamato di nuovo Avengers e non Iron Man, ed inoltre sarebbe durato la metà.
Però sarebbe stato sicuramente più "realistico".
Il bello di questo team up, è la presenza costante alle spalle di Miles di Nick Fury e gli Ultimates come Guests Star, che forniscono supporto ai due tessiragnatele. occupandosi sin dalle prime pagine dello strappo dimensionale e dell'ospite inatteso.
Ho trovato carino anche come Bendis ha ipotizzato l’incontro tra Peter Parker (616) e le versioni utlimates delle donne della sua vita: Zia May, Gwen, e MJ.
Insomma  il fumetto in ultima analisi non è niente male.
Bendis tiene bene le redini, della storia, senza eccessivi slanci di stile, ok, ma nemmeno impantanandosi nel più bieco beat’em ‘up senza arte nè parte.
Il finale poi lascia aperti spiragli per un seguito, e fa l'occhiolino ai tempi in cui la DC sfruttava i viaggi dimensionali per moltiplicare la versatilità delle storie e dei suoi personaggi.

Il voto finale è un bell’otto pieno, gran parte del quale però è da attribuire allo stupendo lavoro alle matite della nostra italiana Sara.
E sappiamo tutti quanto ci serva qualche italiano/a di cui andare fieri ultimamente.
Grazie Sara.
Baci ai pupi. E ovviamente accattatevillo.

mercoledì 20 marzo 2013

Il nuovo numero di fumettopenìa su Issuu

Ed eccoci al secondo appuntamento con la webzine di Fumettopenìa, su questo numero raccolgiamo oltre ad alcune recensioni presenti sul blog, anche alcune opinioni inedite sul nuovo titolo SaldaPress, Witch Doctor, e diamo due informazioni, giusto due sugli albi targati Zenescope/7age.
spero vi piaccia l'impostazione della rivista, vi prego di non dimenticare che sto partendo da zero, non so nulla di impaginazioni, ed uso un programma da principianti come Publisher...beh non mi resta che augurarvi buona lettura, aspetto i commenti.
Baci ai pupi.

questo è il link: http://issuu.com/gennarospo/docs/fumettopenia01?mode=window

giovedì 14 marzo 2013

Lo spiderman dei due mondi

Ammettetelo, come titolo è figo.

Letta or ora la miniserie firmata Bendis-Pichelli, quella sul team up ra lo spiderman dell'universo 616 e quello dell'universo Ultimate.
Cominciamo subito con il dire una cosa, mia moglie sa benissimo che è una cosa platonica, ma io adoro Sara Pichelli. Ma quanto disegna bene 'sta donna?
Bello il tratto, bella l'impostazione della tavola, belle le splash. Graficamente la miniserie vale 10, senza alcun dubbio, i disegni della Sara sono da ammirare con calma è più volte, ed è assolutamente una maestra nel caricare cineticamente lo story-telling di un albo.
Bello. Brava. Anzi bravissima.
Bendis quando si tratta di Spiderman, si sbraga e la sua proverbiale mania di far straparlare i suoi personaggi, aumenta come se ci si trovasse in una cassa armonica di una chitarra, ma la cosa stavolta non è irritante. D'altronde il più classico dei Peter Parker era così, quindi questa sua, chiamiamola dote, in questo contesto, risulta addirittura godibile. Senza rivelarvi nulla della storia, per chi ancora non l'ha presa, possiamo solo dire che la lettura è scivolata via piacevole e veloce, e dalla copertina del secondo numero, oso pensare che le cose si faranno parecchie divertenti.
Verdetto Finale - Yes, se pò fa, approved! Se vi avanzano 6 eurini investiteli in questi due numeri,  il secondo sarà in edicola a Maggio.
L'edizione italiana - inutile spendere altre parolacce sul formato, ormai la piega, anzi la piaga, che prenderanno i fumetti in Italia è questa, monografici (il che non è un male considerando molte volte i comprimari), e smilzi, certo non smilzi come in america, ma smilzi rispetto al prezzo di copertina, ormai la legge del mercato (leggi pure: voi), ha premiato questo formato, e presumo si moltiplicherà, in casa Panini con l'eslosione del Marvel Now, insomma tutto quello che non potrà andare in appendice finirà in questo formato, Ma per la nuova struttura degli albi della Panini dovremmo aspettare le dichiarazioni che verranno fatte in quel di Milano, proprio oggi se la memoria non mi inganna.
E Cristiano Grassi?
E chi lo legge più? Il suo World Wide Web, in relazione alla storia letta è utile come una forchetta in un piatto di brodo. Me lo sono letto nella speranza di avere qualche notiziola in più sul Villain in gioco, specie sulla sua versione "ultimate", che io non ho mai seguito, e che quindi non conosco, ma niente, il buon Grassi in tutto l'editoriale non fa che proporre acquisti, a volte poi anche senza ritegno, io per esempio, non consiglierei di leggere lo Spiderman di Dan Slott nemmeno al mio peggior nemico.
Baci ai pupi.

Ultimate comics - Spidermen di Bendis- Pichelli - Marvel Select 8, brossurato bimestrale a colori della Paninin Comics 44 pagine - sich! 3 €

giovedì 7 marzo 2013

Skynet - The Marvel Way (Age of Ultron #01)

A differenza del numero 0.1, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, il primo nuemro del nuovo ennesimo maxi-evento della Marvel che verrà, firmato Bendis & Hitch dà un' aggiustatina alla sua appetibilità.
Sia chiaro che (IMHO), sarà la solita saga che potrete godervi semplicemente leggendo la serie principale, evitando di comprare gli innumerevoli albi collegati che porteranno (al solito) il logo dell'evento in questione da qualche parte sulla copertina, a meno che non siate dei lettori seriali,  io sono anni che faccio così e mi sono trovato sempre bene, specie in casa Marvel. Inoltre non bisogna dimenticare di considerare che un mega-evento decente in casa Marvel, latita dai tempi di Civil War.
E questa considerazione non può che giovare, in teoria, alla nuova fatica di Bendis, visto che trovo impossibile possa fare peggio di Secret Invasion o Assedio.

Hitch Anatomy
Diciamo subito che i nostalgici del Bryan Hitch di Authority, dovranno rassegnarsi.
Si sa che i disegnatori si evolvono durante la loro carriera, quelli che tra voi leggono i manga non avranno potuto non  notare le mutazioni di stile di gente come Toryama, Miura, Inoue, la cosa succede anche per i disegnatori occidentali, occhi attenti avranno sicuramente notato come Byrne si sia evoluto negli anni, basta vedere la differenza del suo tratto da Iron Fist agli ultimi numeri di Namor.

E' successo lo stesso ad Hitch, solo che lui si è d-evoluto, per certi aspetti, verso uno stile più veloce, spigoloso e sporco da un  lato, in compenso ha fatto sua esclusiva lo studio dell'impostazione della tavola, quel wide-screen comics, nato con Millar sulle pagine della prima stagione degli Ultimates, e del quale adesso sembra essere unico beneficiario e custode.
La suddivisione delle tavole concepita dall'artista, gioca bene alla velocità dell'albo - tempo di lettura 20 minuti, ed io non sono poi questa gran cima in inglese - e conferisce un ritmo allegro ed incalzante alla storia. Hitch alternando ampie tavole. solitamente mute, che descrivono il paesaggio - le stesse splash-page, volte ad impressionare il lettore, con le quali ha farcito, come fosse un tacchino il giorno del thanksgivin', i suoi Fantastici Quattro - ad altre più piccole in cui corrono veloci azione e dialoghi, dà sicuramente un ottimo contributo ad una storia ceh senza questi piccoli accorgimenti, trasmetterebbe al lettore troppi Deja-vu.
L'albo si apre con la didascalia "New York. Oggi."
E la New York che vediamo è la stessa che avete visto nel film post apocalittici, Statua della Libertà decapitata, palazzi sventrati, ed i soliti punk con tanto di cresta e capelli colorati, ma con meno steroidi di quelli ipotizzati da Tetsuo Hara e Buronson in Hokuto no Ken a fare i gradassi per le strade deserte.
Ora verrebbe da chiedere per quale motivo nei fumetti, ancora oggi, i Punk sono visti come degli autentici stronzi violenti stupratori, meno male che esiste il contraddittorio grazie ad opere come Tank Girl.
Ma la sensazione del già visto non si limita a questo, l'albo comincia subito con un bel botto, e nel finale anche se non spiega nulla degli eventi che hanno portato a questa situazione,  rende noto che l'umanità è stata conquistata alla fine dall' AI creata da Henry Pym: Ultron.
Inevitabile non pensare alla saga filmica di Terminator, o alla miniserie di Morrison  per la DC, che sicuramente conoscerete, Crisi Finale.
Per via del cattivo cibernetico (Ultron) e la resistenza dell’ultimo manipolo di eroi che decide di opporsi alla tirannia dell’androide. Una carboneria che ricorda troppo la resistenza che si oppose in quelle mitiche pagine, all’equazione anti-vita di Darkseid.
Magari letta come una storia a se, tanto lo sappiamo che questi eventi sconvolgenti non sconvolgono mai una sega, al massimo ci si cambia la calzamaglia, però come dicevo letto senza la frenesia del lettore seriale, magari questo Age Of Ultron potrebbe anche risutare interessante.
Da leggere fingendo sia un else-world dove l’autore (sgamatissimo,  anche se mi sta poco simpatico) re-interpreta i personaggi con i quali ha rilanciato le vendite del Marvel Universe.  
Sicuramente l’incipit apocalittico, a differenza del numero 0.1, stuzzica anche un palato scettico come il mio, complice comunque un Hitch, forse svogliato nei tratti, ma geniale nelle impostazioni delle tavole.
Per coerenza, continuo a bocciare l’aspetto biecamente commerciale dell’opera, che tecnicamente dovrebbe essere seguita per interezza, su una moltitudine di testate, per esperienza però so che solitamente le serie regolari satelliti che escono in concomitanza, sfornano storielline insipide che restano sulla scia della trama principale.
Insomma se ho bocciato in pieno l’inutile beat’em up X-Men contro Vendicatori, non mi sento di essere così totalitario anche con questo eventone marvel prossimo-remoto, per i seguenti motivi: l’ottimo lavoro di Hitch sullo story-telling e gli spunti vincenti su cui Bendis sembra stia costruendo la trama, perché diciamolo Terminator, e la classica rise of robots, è troppo bella come epopea. Specie se c'è di mezzouno come Tony Stark come characters.
Baci ai pupi.




domenica 3 marzo 2013

Ma non è J. Storm!

Gennaro mio bello certi errori non fanno bene al tuo curriculum di blogger fumettista!
Come hai potuto scambiare la Torcia Umana per Peter Quill?
E chi è Peter Quill? Peter Quill è Starlord.
Figlio di Meredith Quill e di J'son Spartax, chissà perchè poi gli alieni devono avere tutti nomi con gli apostrofi. Comunque il punto è che J'son era l'erede al trono di Spartax, e Peter il figlio nato dalla relazione con Meredith era il successivo nella linea ereditaria.
Ed io avevo recentemente scambiato Peter Quill per J. Storm, a mia difesa dirò che sono uguali, e che sono a digiuno di saghe cosmiche.
Insomma alla fine è uscito anche Guardian of Galaxy (Marvel Now) 0.1 di Bendis e McNiven.
Il numero zero che introduce i personaggi, non dice niente di che a parte riscrivere leggermente le origini di Star-Lord. '
Sta lettura centellinata da 30 pagine al mese è una tortura, non so davvero come facciano gli americani.
Guardian of Galaxy è uno dei titoli più attesi di tutto il Marvel Now, sicuramente perchè il nuovo film Marvel avrà come protagonisti, proprio questi protettori galattici.

Guerre Stellari in chiave Marvel.
L'unica cosa su cui si può sproloquiare di questo albo -persino i dialoghi di Bendis sono altamente tollerabili e fluidi- sono le tavole di McNiven: bentornato Steve, a mio modesto parere non disegni mai abbastanza.
Siamo lontani dalle tavole di Civil War, almeno per quello che riguarda chine e colori, direi che possiamo accostare di più questo lavoro al recente NEMESIS scritto da Mark Millar, ma siamo comunque di fronte ad un bravissimo, ma che dico eccellente disegnatore, e la sua presenza nel team creativo è sicuramente un incentivo nel considerare l' acquisto di questo fumetto, nonostante personalmente non ami le trame galattiche.
Quindi non ci resta che aspettare il numero uno ufficiale, e fare la consocenza anche degli altri membri del gruppo, e valutare l'approccio di Bendis verso trame meno metropolitane, oddio l'ultima volta che ha preso in mano gli Skrull ha fatto un macello, reso digeribile giusto dalle matite di Yu (Secret Invasion), vediamo come se la caverà adesso.
Nel frattempo - bentornato Steve!
E baci ai pupi.



 


mercoledì 23 gennaio 2013

I need a Marvel Zombie

Non dico di essere la mente acuta, l'occhio attento che ha scoperto l'errore, assolutamente no, però sfogliando sta Age of Ultron, non posso fare a meno di chiedermelo, quindi passo la domanda agli attenti conoscitori dell'universo Marvel, d'altronde io sono in piena disintossicazione, e in tutta onestà credo che anche la marvel dovrebbe farlo, sbarazzarsi di qualche nome ed ampliare un pò i suoi orizzonti.
Direi, rischiare, osare, facendo qualcosa di più audace che infilare il Punitore nei Thunderbolts e farlo limonare con Elektra, ma comunque ripeto, con questo post non voglio certo dimostrare di aver scoperto chissà quale imbarazzante errore degli autori Marvel, perchè sicuramente non è così, la proverbiale acqua calda, quindi la domanda sorge spontanea,e ve la rigiro a quelli tra voi che seguono il Marvel Universe con ammirevole (visto la qualità ultimamente) costanza, pronti?

Ok ecco la tavola che mi ha lasciato un pò stupito:


Il faccio in primo piano è Steve Rogers, che dopo la morte di Bucky in Flop Itself, ha riassunto l'identità di Capitan America, quindi a tutti gli effetti 'sto biondone è la stessa persona di cui leggiamo le gesta su Uncanny Avengers e  su Captain America.


Quindi ecco la domanda: Chi  questo alle spalle di Thor, col costume che usava Bucky ai tempi che Cap era morto? E' già risorto anche Bucky? Nei 220 baloon e frustranti didascalie e balon di Bendis, mi sono perso quella che indicava l'anno di questa vignetta come un periodo antecedente al presente? O c'è qualcosa che mi sono perso in  AVX?
O, più plausibile la Marvel non getta mai nulla? 

Le Anteprime di Fumettopenìa - Age of Ultron

Ma sono io o sembra che alla Marvel ormai sono incapaci di scrivere una storia che non necessiti l'acquisto di tutte le pubblicazioni per essere letta integralmente?
Dopo manco pochi mesi dalla fine di AVX,  arriva iquello che credo sia il  primo mega evento post Marvel Now,  l'innovazione è di casa ed infatti dal prossimo Marzo, i Vendicatori e compagnia bella dovranno vedersela con il ritorno di Ultron, l' AI creata da Hernry Pym e sfuggita al suo controllo ormai anni e anni fa, ma secondo la cronologia Marvel probabilmente è successo il mese scorso.

Musica nuova in cucina dove la patata è regina

A Fumettopenìà abbiamo testato lo speciale Age of Ultron .1, qualsiasi cosa sia, sembra comunque l'incipit della nuova appassionante saga che scuoterà inevitabilmente il Marvel Universe.
Ora solo per stavolta, visto che comunque è materiale inedito e non vogliamo spoilerare nulla, cominciamo dalla fine: le prime dichiarazioni fanno tremare il portafoglio, l'evento (oltreoceano) sarà spalmato su 10 albi e sarà pubblicato in 4 mesi da Marzo a Giugno (tie in esclusi ovviamente), il vanto, a sentire i capoccia Marvel sarà che non farete in tempo a porvi delle domande su cosa sta succedendo, che subito in edicola troverete la risposta!
Vista la ramificazione della saga, alla Marvel assicurano anche che non ci saranno ritardi per godere in maniera lineare la saga, a prova di questo c'è il fatto che Hitch ha praticamente già finito tutta la sua parte, e qui è lecito chiedersi cosa sia successo ad Hitch.
La mia ipotesi è che sia morto, ma sia stato messo a congelare in ghiacciaia in cantina, ed il suo sostituto tenta di imitarne lo stile, e continua a beccarsi ingaggi.
Dimenticatevi le tavole di Authority, pulite, precise nette, bellissime, o anche quelle delle prime due stagioni di Ultimates, Hitch è ancora nella sua fase sporca, disordinata, che abbiamo avuto modo già di amare nelle pagine della fanstasmagorica (sono ironico) resurrezione di Capitan America.
L'unica cosa interessante è il taglio delle tavole, il widescreen-comics, di cui è maestro, e che ha inaugurato con Millar con i suoi Ultimates, ma per il resto il nuovo Hitch, evidentemente più veloce, non può dirsi altrettanto virtuoso come quello del passato.

 NOMEN OMEN
(Warning: contain spoiler - ma da qui a che vedrà luce in italiano, li avrete già dimenticati!)

Ma cosa succede in questo .1 che a me ha fatto tremare tanto i polsi che mi sono cagato addosso testè mentre lo leggevo!?

L'Intelligencia in tutto il suo temibile splendore
C'è questo gruppo di supercattivi che si fanno chiamare Intelligencia...avete capito bene Intelligencia. Avete presente tutto lo scarto dei villain del Marvel Universe? E' da lì che Bendis pesca, la scintilla che riavvia  il S.O. perennemente incazzato di Ultron.
Un nome un destino: secondo voi chi sono i membri di Intelligencia? (coalizione creata da udite, udite, Jeff Parker nella fantasmagorica, sono ancora ironico casomai non si fosse capito, Fall of the Hulks).
A questa cervellotica elite, mica ci possono accedere tutti.
Solo, gente tosta, quel genere di persone che risolvono gli integrali a mente, senza usare manco le dita, gente come The Wizard, il Pensatore Pazzo, Red ghost e le sue superscimmie - ehi, oh ma non sottovalutatele per via di tutti quei peli o perchè mangiano le banane, al questionario dei tre giorni, loro, a differenza di voi non ci sarebbero finite dallo psicilogo per via di quelle contraddittorie risposte sui fiori sul fiorista! Coglioni criticoni.
Chi altro? Ah si M.O.D.O.K. e Klaw il signore del suono, massì quello con la parabola al posto della mano, che da anni vede Sky a scrocco senza pagare un cazzo.
In pratica che succede?
Dopo circa 25 pagine e più o meno 220 snervanti baloon, ecco quello che emerge da questo numero 0.
Intelligencia aveva recuperatoquesto Robot inerte precipitato dal classico "outer space", l'involucro era depositario di un immenso potere.
Sgamati dalla Donna Ragno, si sono ritrovati a combatere con i Vendicatori, accorsi in aiuto del loro avvenente membro tutta curve.
Nella lotta che segue, in cui i membri di Intelligencia fanno esattamente quello che fanno da sempre da quando Kirby e co. li hanno creati, ossia prendere calci in culo, Ultron si riattiva e si da momentaneamente alla fuga, lasciando tutti con un palmo di naso, il fumetto si chiude con uno sconvolto Tony Stark che dice che non c'è nulla che si possa fare e che siamo perduti, mancava che dicesse anche: "Nulla sarà più come prima" ed eravamo a posto.
Ora siccome io sono curioso come una biscia mi sono andato a spulciare un pò la rete, e su alcuni siti oltreoceano leggo:
I lettore si troverranno spiazzati da uno scioccante numero uno, in cui Ultron ha preso il controllo dell'umanità e di gran parte della popolazione super del pianeta, a parte un manipolo di ribelli che formerà la resistenza (La donna invisibile, Taskmaster, Bestia, Emma Frost, She-Hulk, Luke Cage, Spider-Man, Wolverine, e Moon Knight) e che tenterà  di liberare la terra dallo spietato giogo della glaciale A.I.
Ora a chi di voi 'sta cosa non ricorda in maniera preoccupante Darkseid e l'equazione antivita di Crisi Finale di Morrison?

01110101010010101010101010101010101110001010100101 [trad. Baci ai pupi]

lunedì 19 novembre 2012

Il mutante che verrà

Occhio continene Spolier!

Mi secca dirlo ma All new X-men 01 non sembra del tutto male.
Certo, è un pò presto per urlare al capolavoro, ma ad essere onesti è altrettanto presto per condannarlo.
Almeno in queste 25 pagine iniziali, pare che Bendis trattenga la sua proverbiale e snervante dialettica ad un livello accettabile.
Lo Scisma  è ormai lontano ma tutt'altro che dimenticato, lo scontro con i Vendicatori è finito, e dal ritorno sulla terra dell'entità cosmica nota come Fenice, Scott è tra i personaggi del mondo mutante, ad avere subito più batoste di tutti, il sogno di Xavier, con il quale sembra essere cresciuto ormai è una mera ed irrealizzabile Utopia, e di questo,  il signor Summers sembra profondamente convinto.
Il leader che ci ritroviamo nelle pagine di all New X-men, non è molto differente dal Magneto della confraternità dei mutanti malvagi.
I mutanti ricominciano a spuntare in giro per il mondo, e Scott pur di adottarli nelle sue fila, non esita ad attaccare gli umani, gettando in cattiva luce la razza dell'homo superior proprio adesso che si sta ripopolando.
Questo in sostanza  è l'incipit alla base di questa nuova serie Marvel, X-men contro X-men, per far rinsavire il vecchio caro scott Summers, Bendis ricorre al caro vecchio ed insidioso trucco dei viaggi temporali per sviluppare la trama, e l'idea è decisamente accattivante, il primo Ciclope ed i suoi X-men, ancora allievi della prima scuola per giovani dotati del professor Xavier, faccia a faccia con l'ultimo Ciclope ed i suoi ultimi X-men, quello plasmato dalle mille avventure e le mille battaglie, che l'hanno reso un freddo leader della razza mutante, che ha abbandonato del tutto i precetti del professore.
L'incipit strizza l'occhio, anche perchè alle matite c'è il solito e versatile Immonen, stiloso spigoloso e cinetico, e come sempre camaleontico, infatti a sto giro ricorda un pò il francese Coipel.
La speranza è che si dedichi ad una trama più psicologica, che ritorni un pò l'autore di storie che lo hanno reso famoso, dedicandosi più ad uno sviluppo dei personaggi piuttosto che a vuoti dialoghi stancanti e mega-zuffe inutili.
Le ultime pagine dell'albo nonostante il colpo di scena, deludono un pochino, fondamentalmente Bendis ed Immonen non riescono a dare una plausibile versione del passato, d' altronde la continuity Marvel è qualcosa di tremendamente pericoloso da maneggiare, Bendis si rapporta ai personaggi, al divario delle due generazioni, come se queste effettivamente fossero separate da 50 anni di vita di vita editoriale, ma in realtà, anzi nella finzione, all'interno del Marvel Universe, non sono passati più di dieci o venti anni da quando il professor X, arruolò i suoi primi mutanti.
Anche graficamente Immonen avrebbe dovuto illustrare i primi X-men almeno come degli adolescenti per rendere più plausibile ed incidente il viaggio nel tempo.
Invece abbiamo i vecchi x-men che per aspetto e dialoghi sembrano degli sgamatissimi ventenni dei nostri giorni, troppo lontani dall'originale e più genuina interpretazione di Lee e Kirby.
Peccato, un primo numero a cui non mi sentirei di dare un voto maggiore di 6 e mezzo 7 (sufficienza piena per merito di Immonen), in cui si percepisce un' ottima intuizione, per ora però poco curata, con lo stesso autore che non sembra cogliere in pieno il potenziale della sua idea, forse per colpa delle rigide regole editoriali della grande major, che ormai predilige la quantità alla qualità,  staremo a vedere se il tempo mi darà torto o ragione.
Baci agli x-pupi.

mercoledì 22 agosto 2012

Si scrive: Marvel Now, si legge: povero me!

"Prenderlo  o non prenderlo, questo è il problema: se sia più nobile d'animo non prenderlo e sopportare il buio dell'ignoranza, l'invidia verso chi lo prende o anche i morsi della curiosità nel profondo dell'animo.
O prenderlo e con esso prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine. O per lo meno tentarci. Adoperarsi con mille machiavellici stratagemmi come mentire alla moglie nel rincasare, che scorgendo il nuovo bottino chiederà:
"Aò ma che è novo questo fumetto?" e tu "Macchè ce lo avrò da un paio d'anni!"
Già mi immagino come sarà la prossima privamera per i nerd italiani, un'assedio, preparatevi ad emulare l'Amleto, ma tranquilli,  potrete evitare di improvvisarvi tombaroli per rimediare un teschio, potrete darvi allo struggente soliloquio in fumetteria, o di fronte al vostro edicolante di fiducia, cingendo il vostro portafogli in mano, tanto grazie, o per colpa, di Marvel Now, sarà presto un cadavere in simil pelle.

La valanga di titoli che sta per abbbattersi su di noi è veramente titanica vediamocela insieme:

UNCANNY AVENGERS - di Rick X-Force Remender e Jhon Cassaday, il disegnatore della run degli X-men di Joss Whedon. Il titolo della testata è esemplare: mutanti e non di nuovo amici dopo essere riempiti di mazzate in AVX, un gruppo misto che promuoverà la tolleranza tra le razze, e che avrà come nemesi principale, sembra,  il Teschio Rosso, simbolo del nazismo tedesco e quindi del razzismo per antonomasia.
Visto l'ottimo lavoro di Remender su X-Force, e l'adorabile stile di Cassaday, questo titolo è già a casa mia.

"Cosa? No amore che dici? Quale nuova serie? E' roba vecchia! Tranquilla piccioncina mia."




ALL NEW X-MEN - Dell'odiato Bendis e di Mr Stuart Nextwave Immonen.
A quanto si vocifera l'autore del rilancio dei Vendicatori si darà ai viaggi temporali, facendo incontrare la squadra originale degli x-men con i nuovi x-men, suggerendo un interessante sbocco narrativo, il confronto tra quello che era il sogno di Xavier originale e quello che poi è diventato con gli anni.
Mi secca dirlo, ma non mi spiace nemmeno un pò.









INDESTRUCTIBILE HULK - di Mark Waid L. F. Yu, il primo e rientrato dal Comicon con più premi che mutande in valigia, il secondo è l'unica ragione per la quale vorreste leggervi Secret Invasion. Fumata bianca, Habemus Hulk.














CAPTAIN AMERICA - Viva la marvel e la sua coerenza, oltre a scrivere Uncanny Avengers, Remender curerà anche la nuova serie di Cap,  alle matite Romita Junior.
In un intervista Remender, ha rivelato che la principale nemesi sarà Armin Zola, che lo immagina come una sorta di ibrido tra Joffrey di Game of Thrones ed il colonnello Hans Landa di Bastardi senza gloria.
E a me non basterebbe leggere altro a dire il vero, per cascarci con tutte le scarpe.







DEADPOOL - Chi come me lo dava per morto, ed ha fatto mobbing per mesi ai danni dei suoi lettori, canzonandoli con i peggiori dispregiativi, è stato amaramente zittito, Deadpool è sopravvissuto anche al recente ripulisti generale che la Marvel ha fatto al suo parco (o palco non mi ricordo mai cazzo) testate.
Deadpool resta, e se i nomi degli autori non mi dicono assolutamente nulla, Gerry Dugan e Brian Posehn, il disegnatore è il morto vivente Tony Moore, e scusate se è poco.









X-MEN LEGACY - Simon Spurrier ed il talentuoso Tan Eng Huat (disegnatore della Doom Patrol di Arcudi) si concentreranno su Legione alias Davd Haller, il figlio schizofrenico di Xavier.
Quello che non capisco è come mai nessuno abbia mai notato che in realtà Legione è la copia sputata di Jane la pazza, della Doom Patrol di Morrison.
Comunque titolo invitante, sia per il disegnatore, sia per il personaggio principale, a me la schizofrenia mi ha sempre affascinato.
"No Tyler, col cazzo, non te la do la mano, l'ultima volta me l'hai bruciata con la lisciva."







THOR GOD OF THUNDER -  Potrà sembrare la cover di un disco dei Manowar, ma è la copertina del primo numero del nuovo Thor, di Jason Aaron ed Esaad Ribic, al primo dobbiamo la spassosissima Wolverine and the X-men, il secondo è uno dei migliori disegnatori europei in circolazione se non mi credete dovreste dare un occhiata alle tavole di Submariner: Abissi o anche Thor: Loki, poi mi dite.












La rivoluzione Marvel Now continua:
Iron Man passerà alle mani di K. Gillen e G. Land, i Fantastici Quattro e Fondazione Futuro saranno scritti da M. Fraction, sperando faccia qualcosa di meglio Flop it self e disegnati da Bagley  e Allred, nonchè Journey into Mistery, scritta dalla moglie di Immonen e disegnata dall'italiano Valerio Schiti avra come protagonista Lady Sif.
Scarseggiano ancora in rete immagini che confermerebbero J. Hickman sulle due testate Vendicative con i bravissimi G.OpenaSteve Epting alle matite.
Anche queste due serie sarebbero da tenere d'occhio, visto l'autore ed i disegnatori.
Bene direi che vi ho detto tutto quello che c'era da dire, siete pronti dunque?
Resterà da vedere come questa roba sarà dislocata in italia, e su quali mensili andranno ad essere inserite.
Ma qualunque sia la soluzione che adotterà Panini Comics. 
Sarà un bagno di sangue, per il portafoglio!
Baci ai pupi.

mercoledì 15 agosto 2012

I fumetti che non dovrebbero mancare nella vostra collezione






…ma anche quelli che potreste tranquillamente evitare.

Questo è uno di quei pezzi che prima o poi tutti i blogger di categoria vi propinano da leggere.
Il fatto è che un articolo del genere è più spinoso di quello che possiate pensare.
Non è affatto un pezzo facile da scrivere, almeno non più, semplicemente per due ragioni, la prima è che come ho detto, ormai lo hanno fatto tutti, e secondo per il fatto che fondamentalmente, checché se ne dica in giro, i fumetti da consigliare sono sempre gli stessi.
Per questo volevo fare qualcosa di diverso, per tenere alta la curiosità del lettore, volevo parlarvi nello stesso momento anche di quello che potreste evitare di prendere nonostante i consigli dell’amico esperto, perché l’amico esperto per esempio, ce lo abbiamo sempre, e ce lo abbiamo tutti, e per tutti non si fa mai li cazzi sua come si dice Roma.

Quindi cominciamo con quello che dovreste aver assolutamente letto , e va da sé che dovreste avere libreria, e magari dovreste sfoggiare strategicamente sul tavolino di fronte al divano nel caso invitiate a cena, a casa, una nerd, con il preciso intento di intortarla.
Ora potrei infilare nel pezzo almeno 4 titoli scontatissimi:
1.      Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller.
2.      Watchmen di Alan Moore.
3.      V for vendetta di Alan Moore.
4.      Maus di A. Spiegelman
Queste Graphic Novel, sono il motivo per cui il fumetto ha fatto il balzo di qualità , e si è guadagnato il titolo di nona arte, m incentrare un’ articolo su loro, scappereste da qui a gambe levate.
Una sporca  lista di titoli inflazionati  che ridurrebbe me allo stereotipo di nerd, burbero, con la puzza sotto al naso, ed incapace di riconoscere ad i nuovi autori i meriti che comunque nel frattempo si sono guadagnati, e ridurrebbe il pezzo, ad una lista della spesa già letta e riletta in tutte le salse. Perché diciamolo, non ci vuole davvero nulla a dire: “Come fai a non aver mai letto Watchmen o il premio Pulitzer di Spiegelman? Ma poi c’è davvero qualcuno che non l’ha mai letto?”
Il mio intento è di proporre una top ten con qualcosa di più ricercato, diverso, titoli che magari poggiati abbandonati con falsa trascuratezza in bella vista sul tavolino, come vi dicevo pocanzi vi porteranno a farla miagolare.
Cosa non devo inventarmi per incentivare la lettura.
Perciò teniamoli da parte e citiamone altri, anzi facciamo finta di vivere in un mondo senza Alan Moore, anche se probabilmente, una Terra parallela del genere è sicuramente una terra in cui, i fumetti non esistono più, estinti alla fine degli anni ’80, e dove magari i nazisti hanno vinto la guerra,  o dove i cinepanettoni italiani, non escono solo a Natale ma per tutto l’anno.
Insomma,  proprio un mondo di merda.
Ansia, panico no, non sta in piedi, è una forzatura tremenda, una cazzata enorme è impossibile da digerire come sentirsi dire: “Non sapevo fosse minorenne, né che fosse una mercenaria,figuriamoci, e comunque è la nipote di Mubarak, garantisco io, e fareste meglio a farla uscire per evitare che scoppi una guerra, o peggio che  per rappresaglia, i prezzi degli alberghi laggiù  aumentino spropositamente. Occhio a quello che fate”
E poi in un mondo senza Moore almeno la metà dei titoli che sto per dirvi, non esisterebbero nemmeno loro, quindi, alt, passo indietro, meglio ancora, diamo per scontato che li abbiate già quei 4 titoli, meglio, molto meglio (più rassicurante dello scenario apocalittico - mondo senza Moore).
Che li abbiate già, proprio perché avete letto pezzi simili a questo per anni, ed alla fine avete ceduto, e vi siete conformati a tutti gli altri nerd. In questo caso però giustamente. Bravi
Quindi passiamo oltre, e diciamo che a casa vostra non dovrebbe mancare per esempio:

1.  Il Lobo di Keith Giffen e Simon Bisley : L’ultimo Czarniano, Lobo Paramilitary Special –Sangue a Natale e Lobo è tornato – sono le tre straorindarie miniserie con le quali la DC comics rilanciò l’antieroe in seno alla L.E.G.I.O.N. Miniserie che ne decretarono il successo , trasformando il cacciatore di taglie intergalattico, in una autentica gallina dalle uova d’oro per la casa editrice.  Oltre a queste, io ci metterei anche Infanticidio di K. Giffen, in cui Lobo deve vedersela con la sua stessa prole bastarda, sublime miniserie che Giffen impreziosì con disegni decisamente spettacolosi e psichedelici, e trovate geniali tipo Lil’ Lobo, (o era Lil’ Bo?! ora non ricordo), delle strisce di tre vignette in fondo ad alcune tavole che facevano il verso ai Peanuts di Schultz (DC COMICS)

2. Il Corvo di James O’ Barr: il fumetto da cui è tratto il l’ultimo film di Brandon Lee, è opera dello statunitense James O’Barr che scrisse la miniserie in memoria della fidanzata uccisa in un incidente stradale da un automobilista ubriaco, per parte della trama fu ispirato dalla notizia dell’omicidio di una coppia di fidanzati, uccisi per il  furto di una anello da 20$. Il fumetto al contrario del film (che è poco più di un ridicolo beat’em up privo della poesia dell’opera cartacea), è, nonostante la violenza ed il cinismo di alcuni momenti, decisamente bello, particolarmente curato sulla prosa, ricca di citazioni della poesia decadentista, o della musica di gruppi rock, gran parte dei titoli iniziali dei capitoli per esempio, sono tratti dai testi delle canzoni degli Joy Division. The Crow fu tradotto almeno in una dozzina di lingue, vendette qualche milionata di copie e fu negli anni ’90 un’ icona per la comunità dark dell’epoca, nonchè l’opera di maggior successo sulla scena del fumetto underground, meritatamente anche e soprattutto per le tavole di O’Barr, che includono un delizioso e disordinato insieme di chine, matite ed inchiostri. (CALIBER COMICS)

3. Marshal Law di Pat Mills e Kevin O’ Neill: il papà del filone satira del genere supereroistico, di cui vi ho già abbondantemente parlato qui . (EPIC COMICS)

4. Lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore e Kevin O’Neill : specie il secondo volume, in cui il gruppo di avventurieri creato da Moore ispirandosi ai maggiori personaggi della letteratura del tardo ottocento, se la vede con gli alieni de  La Guerra dei mondi. Sublime per i vari risvolti narrativi, per i riferimenti alla letteratura e per lo sviluppo del personaggio di Mr Hyde. (DC COMICS-WILDSTORM)

5. Al tempo di papà di Jiro Taniguchi: malinconico, ed autobiografico manga del maestro giapponese, in cui l’autore riscopre e rivaluta la figura paterna dopo la sua morte, attraverso i ricordi dei familiari. Un vero e proprio romanzo a fumetti, eccellentemente disegnato e stupendamente strappalacrime.
Questo tra l’altro è da tenere sul tavolino di fronte al divano per la famosa cena marpiona con la nerd, la manifesta sensibilità apre molte cosc……porte, porte volevo dire porte, giuro. (SHOGAKUKAN INC.)

6. The Ultimates l’intera run di Mark Millar e  B. Hitch: tra le migliori serie a fumetti degli ultimi dieci anni, per sceneggiatura, per la cura della psicologia dei personaggi,  per i dialoghi, per le tavole stupende e last but no least per il restyle più bello che vi sia mai capitato di leggere per Thor, trasformato in un leader del movimento di protesta no-global. (MARVEL COMICS)

7. Uncle Sam  di Steve Darnall e Alex Ross: gia vi vedo, i nerdacchioni che si sono spinti a leggere fino a qui sicuramente adesso stanno pensando:
“Ma Dai! Come maggiore opera dell’iperrealista del fumetto, Alex Ross, ha scelto Uncle Sam e non Venga il tuo regno o Marvels?”

Apriamo una parentesi, per quel che riguarda Marvels, direi che invece è una di quelle robe che potete evitare di avere, nonostante molti vi dicano di fiondarvi a comprarla. Nonostante questo fumetto, abbia inaugurato un nuovo genere narrativo, con un punto di vista dato da un narratore (in questo caso, il protagonista, Phil Sheldon)  esterno alle vicende, trovo che Marvels, oltre che imbarazzantemente lento, sia solo una masturbazione dedicata ai dinosauri del fumetto, una lettura per quelli che riescono a cogliere (e godono nel farlo) tutte le citazioni grafiche di cui l’opera è satura. Ma la soluzione narrativa può essere piacevole finchè ci sono citazioni da fare, già il secondo capitolo dell’opera è stato meno digeribile, infatti manco mi ricordo come si chiama, e lo stesso si dica per le due serie minori concepite con la stessa tecnica: Code of Honor di Dixon, in cui il narratore è un poliziotto in crisi e la miniserie The wonder years, in cui attraverso gli occhi della piccola Cindy assistiamo alla carriera e alla morte di Wonder Man anzi chiedo scusa  una delle morti di Wonder Man. (MARVEL COMICS)


Uncle Sam al contrario, è un rispettabile fumetto privo di gente con le mutande sopra i pantaloni, in cui attraverso la figura dello Zio Sam, il vero spirito degli Stati Uniti d’America, Darnall e Ross, denunciano il decadimento ed i maggiori errori della cultura americana.
In un impressionante cammino nella storia nera d’america, illustrato da un Alex Ross particolarmente pulito preciso ed ispirato, e narrata da un  Darnall con una prosa graffiante e di grande effetto che rapisce il lettore dalla prima all’ultima pagina. (DC COMICS-VERTGO)

8. Sin City- Un duro addio di Frank Miller: un’opera di Miller non poteva mancare tra le cose da avere in libreria,  e la scelta come per Alan Moore, non è facile, e ricade sul primo capito di Sin City per via dell’innovazione grafica  e della prosa eccellente, un fondamentale capitolo nel cammino dell’autore verso una maturità stilistica innegabile, nonchè una testimonianza della sua versatilità, Sin city è un ibrido, Noir, Hard Boiler, Dark  e Pulp fiction perfettamente fusi, raccontato attraverso tavole in bianco e nero dove la tecnica e la bravura dell’autore ci schiaffeggiano ad ogni pagina.
Tuttavia dalla libreria mi ammiccano anche Give Me Liberty, 300, ed il secondo capitolo di Sin city: Si può anche uccidere per lei, senza contare il suo DareDevil, acerbo ma avveniristico er gli anni di pubblicazione.
Ma una scelta bisogna pur farla se ho deciso di scrivere la mia personalissima Top Ten, e la storia di Marv è tra le più belle Miller abbia mai scritto. (DARK HORSE COMICS)

Da evitare invece, il resto della serie, preso il primo, e se volete il secondo capitolo, il resto dei fumett della città del peccato di Miller sono evitabilissimi, non perché siano brutti, (oddio forse alcuni si, tipo All’Inferno e Ritorno  è bruttissimo) ma perché sono una serializzazione di un successo, la volontà di spremere del succo da un limone che ha dato tutto alle prima limonate, la più buone. Come il Punitore di Garth Ennis, geniale agli inizi ma poi monotono. E già che stiamo parlando di Ennis…

9. Preacher di Garth Ennis e Steve Dillon: Il predicatore dell’autore scozzese, il prete col dono del verbo di Dio, con il potere cioè di far fare al prossimo qualsiasi cosa lui voglia è originale, è una ventata di aria fresca, è geniale, è dissacrante, è sboccato, è violento ma è bellissimo e qualsiasi edizione vogliate comprare, saranno soldi sempre ben spesi. (DC COMICS-VERTIGO)

10. Accidenti ed eccoci arrivati al numero dieci, e mi rendo conto di alcune cose, che questo pezzo mi ha preso la mano, che non vi ho ancora detto un sacco di titoli interessanti e a parte Marvels ed il seguito di Sin City, non vi ho messo in guardia dai pacchi che si nascondo dietro gli annunci “imperdibile” delle case editrici.
Come facciamo? Facciamo che con il numero dieci ve ne dico più d’uno e voi fate finta di niente.
E siccome non voglio chiedere altro alla vostra pazienza, facciamo che vi dico solo i titoli di quelli che mi sono piaciuti talmente tanto, che fosse per me li passerei tutti allo scanner e li posterei on line, per regalarveli, ma non per favorire la pirateria, perché semplicemente credo sia roba che non debba invecchiare sugli scaffali delle librerie o delle fumetterie senza avere la possibilità di emozionarvi. Un appassionato del fumetto credo che non possa augurasi niente di più brutto per un buon fumetto.

10. Il vento tra i salici l’adattamento del romanzo per bambini di K. Grahame dell’illustratore francese Michel Plessix.
10. All Star Superman di G. Morrison e  F. Quitley
10.Come conigli il delizioso, irriverente e satirico quadro del mondo gay di Ralph Koenig.
(Anche questo è da tavolino, leggere Koenig è sinonimo di emancipazione, e l’emancipazione paga sempre, e comunque che abbiate o meno la tipa da smutandare in casa,  l’omofobia è davvero una cosa da stronzi ottusi, quindi buttatevi su Koenig, autore premiatissimo tra l’altro, per un primo passo verso la guarigione.
10. The Yattering and Jack, una incantevole favoletta di natale dai toni horror di C. Barker adattata da Steve Niles ed illustrata dal geniale J. Bolton.
10. Monty la striscia comica di Jim Meddick vero elogio alla cultura nerd.

Basta, vi sitete  rotti lo sento, salutiamoci qui con qualche se lo conosci lo eviti o se volete con qualche strano eppure me ne parlavano un gran bene:
mi verrebe da dirvi di evitare tutta la produzione Marvel per quel che concerne i megaeventi susseguiti a Civil War: e cioè Secret Invasion, Assedio, World war Hulk e Fear It self, che non merita nemmeno il grassetto.
Polpettoni spacciati per primi tagli sapientemente pubblicizzati, anzi sono convinto che Secret Invasion e Fear It Self siano i fumetti in cui i teaser erano più belli del fumetto stesso.


 The Brightest Day di G. Johns, mega eventone della DC Comics confusionario e noioso, nato fondamentalmente per restituire ai lettori supereroi deceduti in passato, parentesi evitabilissima non solo da voi ma anche dagli autori stessi, visto che nemmeno un anno dopo si sono trovati ad azzerare di nuovo la continuity del cosmo DC con il famoso reboot.
L'ultima xenofoba, razzista fatica di Frank Miller, Holy Terror, un omaggio al cattivo gusto, graphic novel destinata al cavaliere oscuro, ma bocciata persino dalle alte sfere DC nonostante il curriculum dell'autore.
Gli Ultimates Avengers di Mark Millar, noiosi anche per il mercato blockbuster.
No basta ho scritto troppo!!
Baci ai pupi.