Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.

sabato 29 dicembre 2012

Hawkeye ed il risveglio di Matt Fraction

Ok siamo sinceri,  ormai sono parecchio scoglionato per quel che riguarda i fumetti Marvel, al momento non c'è proprio nulla che trovi tanto interessante, da spenderci il prezzo di copertina, per carità Mamma Marvel è come il Macburger, nonostante tutto è un evergreen, per quanto la puoi denigrare e criticare, avrà sempre una cospicua fetta di affezionati per i quali andrà tutto bene.
Ma personalmente sarà dai tempi di Civil War che non conto i giorni che mi separano dall'uscita di un nuovo albo, toh giusto Remender e la sua Uncanny X-Force mi hanno dato questo brivido.
Recentemente, nient'altro, le serie regolari, ormai devo capacitarmene, seguono regole di merchandising che segano la qualità e le potenzialità dei personaggi.
E non solo di quelli, anche degli autori. Questa  è una realtà a cui dobbiamo rapportarci tutte le volte che scegliamo di comprare questo o quell'albo.
La lettura seriale  esige ormai un approccio e delle aspettavive diverse e contenute.
Altrimenti vi ritrovate tra le mani cose spaventose come Fear It self.
Bentornato Matt Fraction, è dai tempi di Iron Man che mi mancavi, e si che il tuo Iron Man è stato qualcosa di così bello da leggere da come non se ne leggeva da tempo, roba risalente alle prime due Stark Wars degli anni '90. Ma era ora che ti appioppassero una serie staccata dal gioco della continuity, che ti sciogliessero dagli obblighi di mercato e ti lasciassero briglia sciolta per fare qualcosa di interessante.
Ho dato una lettura alla  nuova miniserie su  Hawkeye che verrà, ed è davvero una gran  bella roba.
I super arcieri nei fumetti, non hanno una prosperosa continuità, vedi Green Arrow, a parte la stupenda parentesi metropolitana ambientata a Seattle di Mike Greel, non mi ricordo altre run degne di essere ricordate, tanto meno la penultima ambientata nel bosto a forma di stella, nato a StarCity, durante il pessimissimo Giorno più Splendente.
Clint Burton è uguale, la sua vita editoriale per lo più è stata una lunga sconnessa confusa  corsa su delle noiose montagne russe,  e finalmente siamo giunti nel posto la rotaia s'impenna verso l'alto.
che sia proprio un characters scadente come Hawkeye a darmi questa voglia di avere la serie presto in italia è decisamente atipico, specialmente per un brontolone come me, eppure i primi due numeri che ho avuto modo di visionare, sono decisamente deliziosi.

Okay This Looks Bad

Chi cantava tanto tempo fa quell'orrido tormentone estivo? Dammi tre parole...sole cuore amore.
Ok una meteora per nostra fortuna, ma in Hawkeye le parole che diventano tormentone sono queste quattro quin scritte in grassetto.
Quattro semplici parole, che diventano tormentone, il ritornello, l'incipit adrenalinico, la secchiata d'acqua fredda che Fraction ci tira addosso appena apriamo l'albo. Noccioline per la nostra vorace curiosità.
Ok this looks bad.
Un fumetto metropolitano, underground, frizzante, con una ottima azione e dialoghi funzionali e godibili.
Un Clint Burton caraterizzato alla grande, per una volta un uomo con un arco, e non un super arco con dietro un anoomo pompato super-essere in calzamagalia, una retrocontinuity senza troppe pretese se non quella di divertire a catturare il lettore, una prosa scorrevole per inventarsi le gesta di quello che fu un ladro prima di diventare membro del gruppo dei Vendicatori. Bello. Bene. Bravo. Bis

AJA.

Ok Fraction è tornato ad essere un tizio che sa come fare uno storytelling, e di questo Aja cosa vogliamo dire?
Spettacolare e la sua mano underground sicuramente darà il suo contributo.
Se questa miniserie diventerà quello che i capoccia Marvel sperano, sarà stato anche grazie a questo illustratore.
 Leggere Hawkeye, è come avere tra le mani Batman Year One, didascalico, veloce, immediato sul fronte della sceneggiatura, e stilisticamente Aja, prende molto da quel Mazzuchelli, una tavola dinamica, il tratto semplice con chine grosse eppure deliziosamente armoniche, si decisamente i disegni di questo fumetto lo rendono più grande, e sicuramente contribuiranno al successo della serie
Sublime le citazioni sparse nei primi due numeri. che vi riporto più sotto.
"Pris" di Blade Runner
Senza spoilerare una sola riga della trama, mi sento di dire che Hawkeye di Fraction e Aja, fa quello che dovrebbe fare un buon fumetto, intrattenere, magari chissà più e più volte.
Speriamo di vederlo in italia volumizzato, lontano dalla mediocrità seriale conclamata, tutto qui.
Baci ai pupi.
"L'Odio"

giovedì 27 dicembre 2012

Hanno ucciso l' Uomo Ragno, di nuovo

Ok il pezzo doveva essere sullo speciale natalizio dedicato a Lanterna Verde, o meglio all' Agente Arancio, Larfleeze.
Invece Natale è passato e di questo albo, negli RW POINT della capitale, non v'è alcuna traccia.
Meglio ancora, il pezzo doveva essere una nerdata assoluta, in cui confrontavamo i due adattamenti del famoso A Christmas Carol di Dickens, visto che oggi in edicola in allegato al Corriere della Sera, comincia una nuova antologica chiamata I classici della letteratura Disney. E di cui il  primo numero uscito stamattina come annunciato al promozionale prezzo di1€,  raccoglieva appunto un adattamento a fumetti del famoso romanzo dello scrittore inglese.
Un VerSus. (che van tanto di moda ultimamente) tra due grandi avari del mondo del fumetto: il famoso Paperon dè Paperoni ed il detentore della luce arancio Larfleeze.
Niente di tutto ciò, Larfleeze nei famosi e costosi (a sentire i titolari delle fumetterie) RW Point, non si è fatto vedere, e pensate che era stato dato per disponibile nientemeno che dal 21 dicembre scorso, stando a quanto postavano sulla pagina facebook della RW.
Vabbè non fa niente, parliamo d'altro. Non vediamo sempre il bicchiere mezzo vuoto.
Qualche giorno fa leggendo qui e la mi è saltata all'occhio, che Dan Slott, attuale scrittore della serie di Spiderman, ha ricevuto serie minacce per la sua incolumità, per aver portato alla morte di Peter Parker (Terra 616).
Eh si, bam l'ho detto, 'sto mese muore anche Spiderman, ed anche quest' ennesima morte è annunciata come un evento unico, irripetibile, scioccante, insomma la solita solfa che ci siamo dovuti sorbire qualche tempo fa, quando Hickman aveva accoppato (per sempre diceva) la Torcia Umana dei Fantastici Quattro, o prima ancora quando i teaser, esche per i soliti tordi, annunciarono la dipartita del buon vecchio Capitan America.
Steve Rogers è tornato, in una maniera che lasciam perdere che è meglio.
J. Storm anche, perciò non vedo il motivo per accanirsi contro il povero Dan Slott.
Solo  perchè si è concesso il suo piccolo omicidio?
Incuriosito dal fatto che ne parlavano persino i TG nazionali italiani, con il solito servizio orripilante e raffazzonato, mi sono andato a documentare ed ho visionato questo fantomatico fenomenale ultimo numero (#700) della sotrica e longeva collana The Amazing Spiderman, serie che io personalmente non leggo dai tempi della Star Comics, e che sembra in casa Marvel attualmente, sia una delle serie più detestata dai lettori, almeno qui da noi.
Ed effettivamente, qualche motivo, i Marvel Zombie per essere arrabbiati, ce l'hanno.
Non tanto per la morte, che tanto come sempre sarà una cosa momentanea, d'altronde come potrebbe mamma Disney, mandare in pensione una delle galline dalle uova d'oro, nel palco personaggi Marvel?
Quanto per come Slott lascia morire il povero Peter Parker.
Per i lettori di Spidey italiani, vi consiglio di fermarvi a questo punto del pezzo, le prossime righe saranno sature di spoiler.
Per quelli che non seguono le gesta di Peter Parker sui mensili Panini, o che comunque non sono spaventati dalle anticipazioni, possono proseguire la lettura.
Alla Marvel ultimamente hanno un' idea davvero contorta dei concetti di godibilità, e novità, ed Amazing Spiderman 700 sembra lo specchio di un pauroso calo di contenuti e qualità.

Freaky Friday.

Ad alcuni queste due parole potranno non dire assolutamente nulla, ma a Slott hanno portato sicuramente l'ispirazione per scrivere gli ultimi numeri dell' Uomo Ragno.
Freaky Friday è un romanzo per ragazzi del 1972, che ha goduto di svariati adattamenti cinematografici, l'ultimo dei quali risale al 2003, con la bella Jamie Lee Curtis e Lindsay Lohan, in Italia per dovere di cronaca fu ribattezzato "Quel pazzo venerdì".
In pratica è la storia di uno scambio di personalità: nel film, e nel romanzo, il rapporto conflittuale tra una mamma e la sua figlia adolescente, si acuisce fino al giorno in cui per uno strano caso magico-mistico, la mente della mamma si ritrova nel corpo della figlia adolescente, e viceversa, con il conseguente scambio di ruoli e responsabilità.

Slott per l'epilogo del suo Spiderman, ha scritto una cosa inquietantemente simile: la storica nemesi di Peter, il Dottor  Octopus trova il modo di intrappolare la mente del giovane Parker nel suo corpo morente, e di trasferire il suo brillante e malvagio cervello, nel corpo, e di conseguenza nella vita, di Peter.
Le botte da orbi che vanno avanti da qualche mese, ed i vani tentativi di Peter (Otto) di riprendersi la sua vita, sublimano in questo settecentesimo numero, un cui un pugno di troppo manda al tappeto per sempre il corpo compromesso del Dottor Octopus, con all' interno la mente del povero Spiderman originale.
Durante lo scontro, Octopus è assalito da flashback, del passato di Peter, eh si, perchè stranamente, il buon Otto, oltre ad avere occupato il corpo di Spiderman  (e di Mary Jane), è anche in possesso di tutti i suoi ricordi, e proprio questi lo assalgono durante lo scontro, portandolo a ravvedersi (?!) per il suo passato da manigoldo, e ad assumersi la responsabilità di essere definitivamente il nuovo Spiderman.
Le ultime tavole di Ramos, sono quasi offensive per tutto quello che c'è stato di buono in 700 numeri dell' Uomo Ragno.
In pratica Ramos ridisegna in una splash page, i momenti topici della vita di Spidey, sostituendo la bonaria faccia del giovane Peter con quella squadrata ed occhialuta del pazzoide Otto Octavius.
Evito di postare le suddette, perchè sempre in rete, ho scoperto che la Marvel è alla ricerca dei bricconi che hanno postato anzitempo online le scan dell'albo addirittura ancor prima che quest'ultimo uscisse in edicola.
In questa audace sede, ci limitiamo giusto a commentare quel che sta succedendo dentro e fuori l'albo.
Da un lato una sempre più palese difficoltà della Marvel di portare in edicola qualcos'altro oltre la lettura da bagno, quantomeno un prodotto che che giustifichi  il tam tam mediatico di teaser pubblicitario che lo precede.
E dall'altro, l'eccessiva reazione dello zoccolo duro dei lettori Marvel d'oltreoceano, arrivati addirtittura a minacciare di morte un autore di fumetti, per avere scritto, il momentaneo epitaffio di un personaggio.
 Manco fossimo nel romanzo di King: Misery non deve morire.
Quando si sa benissimo che proprio, Spiderman è sempre stato protagonista di eclatanti cambiamenti, e ridicole marce indietro.
Il costume nero, preso sul pianeta creato dall'Arcano nelle prime Guerre Segrete, diventò il simbionte Venom, dopo le proteste colorite degli affezionati del costume rosso e blu.
In seno alla bellissima Civil War di Millar, Peter Parker si tolse la maschera in televisione, rivelando al mondo intero chi fosse in realtà Spiderman, altra decisione che sortì l'effetto desiderato sulle vendite, ma che fu presto riveduta per salvaguardare la noiosa continuity collaudata, con l' improbabile aiuto di Mefisto.
Visti i precedenti, non vedo perche questa morte, debba  far scivolare ne panico così tanto i lettori storici.
Quando poi addirittura in realtà morte non è, visto che a voler essere puntigliosi, il corpo di Parker è ancora vivo e vegeto, ed i suoi ricordi (e quindi anche l'anima?!) sono ancora da qualche parte nel cervello momentaneamente occupato dal buon Otto Octavius. 
Insomma ennesimo povero evento pubblicitario in casa Marvel, al quale dovreste ormai essere vaccinati, o averci fatto il callo, ma in cui con ogni probabilità ci ricascherete con tutte le scarpe.
Unica nota positiva le matite di Ramos, che per una volta mette da parte le sue forse troppo audaci anatomie squadrate, a vantaggio di un tratto meno stancante per gli occhi.
Baci ai pupi.

mercoledì 19 dicembre 2012

La fine del mondo che vorrei

Se proprio dobbiamo affondare, il 21 dicembre 2012, speriamo che sia con un bel botto geofisico, o un'invasione aliena di quelle serie, non gli alieni del film di M. Night Shyamalan però, quelli allergici all'acqua per capirci, e nemmeno quelli de la guerra dei mondi, oddio se proprio devono essere quei simpatici vermiciattoli, speriamo almeno che facciano una adeguata profilassi prima di infilarsi nei tripodi. E non mi muoiano di raffreddore.
Sai che palle però se invece devo mettere la parola fine ai miei giorni per colpa della crisi economica?
D’altronde chi è che diceva meglio andarsene  in una fiammata che spegnersi lentamente?
Non mi ricordo in tutta onestà, ma erano quelle cagate che trovavamo profonde e d'impatto a 15 anni  e scrivevamo un po’ dappertutto, sulle mattonelle del cesso del  bagno della scuola, o sulle pagine del nostro diario, così, tanto per darci un tono darko-nichilista, quelle frasi che attribuivamo a Jim Morrison o a Kurt Cobain, e che magari sulla loro bocca avevano anche un senso, ma che invece a noi,  finivano per  farci apparire più come il monello della canzone “sono un ribelle mamma” degli Skiantos che altro.
Peggio ancora, ma ci pensate se dovessimo fare il botto per colpa di queste cariatidi col cervello fottuto dal viagra che governano l'Italia?
Ora c'è anche chi riappare in tv, promettendo di eliminare la tassa IMU, (solo dopo che l'avete pagata però, attenzione), a patto che certo, lo si voti ancora, così con la solita solfa della persecuzione giudiziaria, potrà evitare anche quest' ennesimo processo.
Stavolta  però l'accusa è di puttanaggio, d'altronde, dopo averne evitati svariati per corruzione, evasione, e concussione.
Ma d'altronde, l'istigazione alla prostituzione, (di bagascie già avviate dalla tenera età però, questo va detto) era uno di quei reati che ancora mancavano  sul suo curriculum vitae, da presentare al satanasso una volta che giungerà la sua dannata e tanto attesa ora. 

A volte credo (spero) che ci sia una cospicua fetta di italiani che lo odia più di Joffrey Baratheon, fetta a cui sono assolutamente solidale, sia chiaro, è il resto del grafico a torta che mi preoccupa. Quello decerebrato. 
Status mentale che abbonda nello stivale.
Quindi  se tra pochi giorni  dobbiamo proprio morire, come dicono i Maya, che sia per mano di cattivi con un certo stile, e non per colpa di vecchi ladri pronti per il pannolone e la geriatria, sempre che in Italia ne lascino qualcuna aperta per accoglierli, visti i paurosi tagli alla sanità pubblica.
Ma basta parlare di ‘sti stronzi, dedichiamoci  ad altro; oggi niente recensioni, puro cazzeggio, tra poco dovrei appiopparvi un mega pippone su Lanterna Verde passato presente e futuro, ma l’articolone è ancora una bozza nella mia testa quindi…
Quindi dedichiamoci alla fine del mondo, bloggano tutti sull' argomento:
kit di sopravivenza, bunker a prova di apocalisse, località sperdute della loira esenti dalla catastrofe con alberghi strapieni, la gente sembra stia impazzendo per davvero, in prossimità della famosa data ipotizzata dai Maya come la fine dell’umanità per come la conosciamo.
Ma esattamente non sappiamo cosa aspettarci: una tempesta solare, un invasione aliena? Un terremoto? Tutte e tre le cose insieme? Mah…non sapendo ecco la mia personalissima Top Ten del genocida che vorrei per il prossimo 21 dicembre, nessuna lista di consigli da seguire per salvarsi la pellaccia, io se proprio devo levare le tende, vi dico chi voglio siano i Villain che causino la mia dipartita.

10. I Dominators - Ve la ricordate quella orripilante saga DC chiamata INVASION?
A capo della coalizione aliena che doveva invadere la terra c'erano loro, questi Dominators, una razza aliena ovviamente tecnologicamente avanzata, esperti nel campo della genetica, la loro Gene-bomba infatti, sganciata un bel giorno nell’atmosfera terrestre, mandò in tilt i superpoteri di parecchi supereroi, e ne creò di nuovi, tipo Maxwell Lord o i vari personaggi della bellissima Fratellanza del Dada, la nemesi della Doom Patrol di Morrison. Al decimo posto della mia top ten di cattivoni genocidi da cui vorrei essere accoppato ci metto proprio loro, questi dottor Mengele giallognoli provenienti dallo spazio profondo.




9.Chemo -  Oppure potremmo crepare con un bell' olocausto ecologico? Si lo so basterebbe
Lasciar fare alla dirigenza dell' ILVA, però abbiamo detto che si parla di Villain con un certo rispetto, una certa classe e stile, e non di questi scarafaggi rigorosamente made in Italy, che operano all'ombra della legalità, quindi che ne dite se il 21 dicembre, lì all’orizzonte non comparisse dal sulla la silhouette di Chemo?
Il gigante tossico della DC, nato come nemesi dei Metal Men, formato esclusivamente da rifiuti tossici chimici e radioattivi? Pronto per arrostirci o gasarci con i suoi acidi ed i suoi effluvi nauseabondi? Come cosa non è nemmeno così irreale…immaginatevi uno scienziato pazzo e le ecoballe depositate nell’interland napoletano, quelle poste sotto sequestro perché le autorità non sono in grado di capire cosa contengono…Chemo è già qui, solo che ancora dorme sotto il sole campano.




8. Dormammu - l'essere fatto di energia  mistica che tenta di invadere il piano esistenziale del Marvel Universe 616 da una vita.
Pensate se la notte del 20 dicembre la solita setta di maniaci fondamentalisti riuscisse ad evocarlo, all’alba del 21, ci ritroveremmo con uno squarcio nel cielo, e dallo squarcio la capoccia fiammeggiante della nemesi del dottor Strange, comincerebbe a trasmutarci tutti in demoni scimmia volanti e urlanti, come fece in Vendicatori vs Difensori…brrr!


7. Surtur - Ok che scandinavi e Maia non c'entrano niente tra loro, ma se la tempesta di fuoco, il calore che si pensa proverrà dal collasso del sole, che dovrebbe arrostirci tutti, venga invece dal Muspelheim, la casa di Surtur, il nemico di Thor? Vuoi mettere? Potreste dire di essere morti durante il Ragnarok, e chi lo ha letto sa di cosa parlo perché quella miniserie di Mike Oeming, era veramente un tristissimo mortorio.



6. Galactus – Essere mangiati da Galactus, sarebbe come essere mangiati da Hannibal Lecter, vorrebbe dire finire sul menù di uno dei villain più carismatici dell’universo dei fumetti.
Eh si, sarebbe una bella dipartita,  escidi casa ancora mezzo rincoglionito dal sonno, e mentre sei lì che disattivi l’allarme alla tua utilitaria, o mentre aspetti l’autobus, ti accorgi che il sole è oscurato da una strana forma, nessuna nuvola in cielo, solo Galactus che prepara il nullificatore assoluto, per succhiare l’energia vitale del nostro pianeta. Cioè cosa si potrebbe mai dire ad un bullo di proporzioni cosmiche? Uno a cui giusto le entità supreme tipo “Tribunale Vivente”, l’Arcano, Eternità possono pensare di batterlo? “Buon appetito.”





5. Darkseid – metti che il signore di Apokolips proprio quella mattina risolva la famosa equazione anti-vita. Magari la grande trasformazione di cui vaneggiavano i Maya era questa, diventiamo tutti degli Hunger Dogs senza cervello, la Crisi Finale Morrisoniana, sempre meglio di questa crisi con cui ci hanno sublimato i coglioni.






4. Necron – Il cattivissimo de La notte più profonda, il miglior mega-evento letto negli ultimi due anni, morire e rinascere come una Lanterna Nera zombie affamata di emozioni, un accumulatore di energia dello spettro emozionale sguinzagliata a rompere i coglioni al prossimo che in vita ci ha voluto bene. E' vero finiremmo per essere lo strumento del male, diventeremmo tutti batterie per caricare la batteria nera e distruggere la vita nell'intero universo, ma chi di voi ned non ha mai sognato di fare dei costrutti di luce solida?






3. Thanos – Il nichilista per eccellenza, Thanos e così cattivo che in Infinity Gauthlet, fa fuori metà della popolazione dell’universo, per far colpo sulla Morte, uno sborone, un fuoriclasse della cattiveria. Nuff Said! 








 2. Il Santo degli assassini – Si lo so come apocalisse sarebbe decisamente lenta, ma comunque indubbiamente biblica, Dio, stufo di noi risveglia la sua più letale creatura per farci fuori tutti, uno alla volta senza fretta, tanto il Santo è immortale ed invulnerabile, spero solo mi dia il tempo di dirgli che Preacher lo leggevo ANCHE perchè c’era lui. Ti stimo fratello. (BANG!)










 

1. Ed il primo posto? Ma il primo posto è il suo: 
 L’Antimonitor – L’universicida, non poteva che essere in cima alla mia top ten della fine del mondo che vorrei, il suo muro di anti-materia che si estende a perdita d’occhio in ogni direzione, su giù, destra e sinistra, che non lascia la benché minima possibilità di fuga, dai come apocalisse è da Epic win.
E poi "This is the Day the universe Die!", come lo diceva lui faceva tremare i polsi per davvero, e come characters era molto più figo del suo fratellino buono!










Eccola qui la mia top ten di bastardi da fine del mondo, voi ne avete qualcuno da suggerire? 
Tanto in tutta onestà non credo che il mondo finirà per davvero dopodomani, le banche non lo permetterebbero, anzi credo che il segreto dietro i calendari Maya sia molto più semplice, credo che un bel giorno i calendaristi, stufi di scalpellare lastre con date, giorni e numeri, abbiano detto all'imperatore, "Maestà abbiamo fatto lastre per contare i giorni per generazioni e generazioni, possiamo fermarci siamo un pò stanchini".
E l'imperatore avrà sicuramente risposto, "massì, se dopo averli avviati, i Maya del futuro non saranno capaci di contare i giorni, vorrà dire, che come popolo non sono degni di vivere!" ".ehi ma ...che vogliono questi spagnoli, che bussano?"

Baci ai pupi.



sabato 15 dicembre 2012

A Game of Thrones - guida all' acquisto

Dopo essermi visto tutte e due le stagioni della HBO alla velocità della luce, dopo essermi letto in 5 mesi i primi 7 libri delle cronache del ghiaccio e del fuoco, è il momento di dare un'occhiata anche alla versione a fumetti della mastodontica opera di R.R.Martins, tradotta in Italiano dai tizi della Italy Comics, e giunta al nono numero.
L'edizione italiana è fedele ed identica a quella americana della Dynamite: 35 pagine circa per albo, che Italy Comics vende come brossurati al prezzo di 3,50 euro ciascuno.
L'adattamento a fumetti decisamente fedele al romanzo è curato da D.Abraham, alle matite abbiamo Tommy Patterson, un disegnatore dallo stile che sembra indeciso tra la scuola messicana con le sue ipertrofie spigolose per le anatomie maschili e prosperose quelle femminili, tra l'altro assolutamente nineties,  e quella cinetica e veloce di alcuni pesudo-manga giapponesi, uno stile ibrido che tuttavia resta abbastanza anonimo, penalizzato inoltre da prospettive ora decisamente audaci ed impostazioni delle tavole a volte fin troppo caotiche.
Peccato stroncare una serie pubblicata dalla Italy Comics, perchè tutto sommato come casa editrice mi sta simpatica, d'altronde Accolti Gil e co. è gente a cui dobbiamo, anche se irregolarmente, serie come  HeroSquared di De Matteis e Giffen, e Irremediable di Waid.

Però per quanto ami i romanzi di Martin e adori la portata degli intrecci, non sono riuscito a trovare un senso a questo adattamento a fumetti, principalmente per due motivi: il contributo del disegnatore, e perchè come media arriva troppo tardi, in più il formato è troppo esiguo, e l'elaborata  trama risente dell'esiguità delle pagine a disposizione durante la lettura.
D'altronde il packaging del volume sembra indirizzato agli estimatori dei romanzi o della serie TV:  scritta cubitale dell'autore George R.R. Martin ed altrettanto gigante la scritta A Games Of Thrones.

Tuttavia la stessa passione per gli Estranei e gli Stark, può allontanare i lettori dalla serie alla stessa velocità con cui li fa avvicinare, la serie procede fisiologicamente a rilento, nata appena nel settembre del 2011, e giunta all'undicesimo numero solo il mese scorso negli Stati Uniti, sulla scia del successo della serie TV, nata invece nell'aprile dello stesso anno, subisce l'handicap del fatto di non raccogliere materiale inedito.
Al contrario di Walking Deads di  Kirkman, l'adattemento su un media diverso di Games of Thrones non ha avuto alcuna variazione della trama.
Quindi perche aspettare di leggere le evoluzione di questa opera, restando fedeli al fumetto Dynamite, se la stessa storia è disponibile in altri formati, anche più accessibili, già da adesso? 
I nerd che solo adesso stanno infatuandosi per questa serie di romanzi fantasy faranno presto a disinnamorarsi di questo adattamento a fumetti fondamentalmente perchè cronologicamente narra eventi vecchi.
Basti pensare che mentre il nono albo, disponibile oggi in italia, raccoglie eventi vecchissimi per i fan di Martin, addirittura con Eddard Stark Primo Cavaliere.
Eventi raccolti all' inizio del terzo libro di Martin Il Regno dei Lupi.
La serie TV per contro, che tornerà su Sky la prossima primavera, racconterà invece settimanalmente almeno altri due libri "Tempesta di Spade" ed "I Fiumi della guerra", senza considerare che la Mondadori, per quelli che proprio non potranno fare a menodegli intrighi di corte del continente di Wasteros, è arrivata al tredicesmimo libro della saga La danza dei Draghi, inoltre l'uscita di quest'ultimo volume ha dato via ad una svendita dei volumi precedenti con uno sconto del 25% sul prezzo di copertina.

Cento lire in tasca


Ma a fare due calcoli è facile e veloce: i primi otto numeri del fumetto, che raccolgono i primi due tomi de Le cronache del ghiaccio e del fuoco, ha un costo totale di 28 €, gli episodi contenuti nel cofanetto DVD della prima stagione, raccontano gli stessi volumi, ha una elevatissima godibilità, più alta del fumetto a mio parere, perchè la serie TV è veramente ben fatta, costa 25€.
Tuttavia il discutissimo omnibus Montadori chiamato appunto Le Cronache del ghiaccio e del fuoco volume 1 conta la bellezza di 1600 pagine e raccoglie i primi 4 volumi dell'opera di Martine costa solo 22,50 €.
In finale il fumetto è raccomandato solo a quello che proprio non  sopportano le serie TV, e che odiano leggere i libri, quindi non avranno fretta di leggere la bellissima saga di Martin attraverso l'adattamento Dynamite, che per ora procede proprio per via del successo della serie bellissima televisiva della HBO. Personalmente per leggere, anzi ri-leggere la saga di Martin a questi prezzi avrei preferito quanto meno una matita d'elite. o delle variazioni della trama, come del resto ha fatto Kirkman sull'adattamento televisivo del suo Walking Deads.
Baci ai bupi.

venerdì 14 dicembre 2012

La fauna e la flora

Fumettopenìa si unsice al coro dei commenti su due delle più attese rivisitazioni del New 52 DC. E visti i loro illustri antenati, la fibrillazione è più che giustificata, uno fu scritto da Morrison e l'altro nientemeno che da Alan Moore.
Dario ci parla dei nuovi Animal Man e Swamp Thing, in una doppia recensione che ho preferito accorpare proprio per il fatto che in qualche modo le due serie viaggiano a braccetto, per via del fatto che...ok lascio il posto al Dario Lopez, buona lettura.

Animal Man 1 - Brossurato Lion 144 (continene Animal Man 1-6) pg colori ed. RWLion di 
Jeff Lemire - Travel Foreman - John Paul Leon prezzo 12,95€

Negli ultimi giorni si stanno rincorrendo le voci legate alla probabile caduta in disgrazia dell'etichetta Vertigo, sezione della DC Comics dedicata ai fumetti con tematiche adulte. Gli ultimi due colpi ricevuti dalla sottoetichetta grazie alla quale abbiamo potuto leggere serie come Sandman e Preacher (solo per fare due esempi) sono stati di quelli duri, di quelli che fanno male. Parliamo della chiusura di Hellblazer, serie dedicata a John Constantine e dell'abbandono dell'editor storico della linea editoriale, Karen Berger.La prima era la serie più longeva della Vertigo che chiuderà i battenti con il numero 300 per essere rilanciata all'interno del classico universo DC; la seconda può essere considerata il motore della divisione matura della DC Comics, l'abbandono della Berger non lascia ben sperare per il futuro del marchio. Il fatto che questi eventi siano praticamente concomitanti aumenta la preoccupazione nei fan della varie testate dell'etichetta.Questa la teoria. Bisognerà vedere in pratica cosa succederà alle serie storicamente targate Vertigo quando verranno assorbite nell'universo di Batman, Superman e compagnia bella. Personalmente da fan di Hellblazer l'idea di vedere Constantine interagire con Supes e compagnia bella non mi fa impazzire, no davvero. Però... perché c'è sempre un però. Il tutto sta nell'abilità degli autori di creare buone storie anche all'interno del classico universo DC e alla capacità della casa editrice di limitare le ingerenze editoriali nelle scelte artistiche degli autori stessi (ed è qui che la questione potrebbe farsi dolente). Insomma non c'è scritto da nessuna parte che i protagonisti più borderline della DC Comics debbano incontrare la Justice League un mese si e uno no, però...
E veniamo ad Animal Man che è pur sempre il personaggio che compare nel titolo di questo post. Al tempo della chiusura della vecchia serie, Animal Man era una di quelle testate pubblicate dall'etichetta Vertigo, nonostante questo sia la vecchia che la nuova incarnazione dell'albo sono lì a testimoniare che non necessariamente tutto è perduto. Nel passato la run più celebre legata al personaggio di Buddy Baker è stata senza dubbio quella orchestrata dallo scozzese Grant Morrison, ventisei episodi che hanno consacrato la serie Animal Man come un culto assoluto. Questo accadeva ben prima della nascita della Vertigo.
In occasione del reboot del Dc Universe, Animal Man, un po' come accadrà anche a Hellblazer a breve, è stata integrata nel nuovo universo supereroistico di mamma DC. Se il buongiorno si vede dal mattino e se questa serie sarà indicativa del trend in atto forse ci stiamo semplicemente preoccupando troppo. La nuova serie dedicata alle avventure di Buddy Baker scritte da Jeff Lemire e disegnate da Travel Foreman sarebbe potuta tranquillamente uscire con il logo della Vertigo stampato ben visibile in copertina e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire al riguardo.
Bernhard "Buddy" Baker è Animal Man, un supereroe atipico con la capacità di attingere al campo morfogenetico della Terra (?)  e prendere in prestito le capacità di qualsiasi animale vivente. Potrebbe anche iniziare a puzzare come una puzzola volendo. Ma Buddy è anche un ex stuntman, un padre di famiglia, un'attivista per i diritti degli animali, un marito, un vegano convinto e ultimamente anche un attore. (Il campo morfogenetico della terra se non vado errato fu proprio un invenzione del buon Morrison nella sua run, e ne parla per la prima volta, nell'albo in cui buddy ha la sua esperienza sciamanica nel deserto con tanto di fungo allucinogeno NDGen. Ma qui lo dico e qui lo nego).
E' proprio nell'ambito domestico che si apre la nuova serie con un Buddy intento a leggere una sua intervista pubblicata da una rivista seduto tranquillamente in cucina mentre la moglie Ellen prepara la cena, la figlia Maxine chiede un cucciolo e il figlio Cliff guarda la televisione. Proprio la notizia di un tizio che sta tenendo in ostaggio dei bambini in un ospedale spinge Animal Man a tornare in azione.
La storia assume ben presto atmosfere horror che ben poco hanno di supereroistico, Buddy si troverà a dover affrontare e capire le nuove abilità della figlia di quattro anni Maxine, che come si scoprirà è legata al Rosso, una specie di entità o forza derivante dalla vita stessa, un po' come Swamp Thing è legato al Verde e alla forza della natura. Le cose degenerano in fretta preannunciate da un bel sanguinamento dagli occhi, incubi splatter, animal morti zampettanti e seguite da trasformazioni mostruose e dalla discesa nel Rosso per affrontare gli agenti della Putrefazione che sono tutto tranne che un bel vedere.

Le atmosfere evocate dalla serie, con tutti i dovuti distinguo, mi hanno ricordato le prime storie di Hellblazer, quando le tavole erano anni luce dall'essere cool e presentavano tratti inquieti e sporchi come quelli di William Simpson ad esempio. Per i primi cinque episodi siamo di fronte a un fumetto horror che prospetta scenari interessanti e probabili futuri incontri, questo si, ma all'appello dovrebbe rispondere una certa creatura della palude, matelli e mutandoni dovrebbero essere al momento scongiurati. Sia la prosa di Lemire che le matite di Foreman non fanno nella maniera più assoluta rimpiangere l'inserimento della serie nel classico DC universe, speriamo che le cose continuino di questo passo per questa e per altre testate ex-Vertigo. 
Nell'ultimo episodio un intermezzo ci presenta l'amaro film al quale Buddy Baker dona il volto del protagonista principale, un ex eroe che fatica ad adattarsi a una vita normale. Non male davvero come primo volume.
Swamp Thing, di Scott Snyder (testi), Yanick Paquette e Marco Rudy (disegni). Lion, 168 pp. col., 13,95 euro.
 In questo preciso momento la vita editoriale di Swamp Thing sembra andare a braccetto con quella di Animal Man. Fuoriuscita anch'essa dalla linea editoriale della Vertigo, la collana dedicata alla cosa della palude rientra nel classico universo DC Comics con piglio maturo e tematiche horror che fanno il paio con quelle delle avventure di Buddy Baker.
Alec Holland era morto. Apparentemente tornò in vita trasformato, grazie anche alla sua formula biorigenerativa, in Swamp Thing, il mostro, il campione con un'innata connessione al Verde e al mondo vegetale. Poi arrivò il grande Alan Moore e ci spiegò cos'era davvero successo. Swamp Thing non era Alec Holland. Il cadavere del biologo giaceva in fondo alla dannata palude, la formula biorigenerativa aveva dato la forza al Verde di creare un costrutto vegetale, una pianta con una coscienza, una pianta/mostro convinta di essere il fu Alec Holland. Poi Moore aiutato dall'estro grafico di Totleben e Bissette fece di Swamp Thing una serie cult di altissima qualità con tematiche e approfondimenti psicologici sui personaggi di grandissimo interesse. Usando la sua prosa tra l'altro, ma questa è un'altra storia.
In occasione del reboot delle testate DC la cosa della palude passa nelle mani di Scott Snyder (anche su Batman) e del disegnatore Yanic Paquette. Questa volta il dottor Holland risorge per davvero, grazie al Verde e al Parlamento degli alberi. Ma è un Alec Holland nuovo, stranito, quasi fuori posto, quello che ci accompagna in questa avventura. Cosciente di non essere mai realmente stato Swamp Thing ne porta comunque nella mente sensazioni e ricordi. Ci troviamo di fronte a un protagonista in cerca di pace, deciso a non essere più coinvolto in giochi più grandi di lui, deciso a non avere più nulla a che fare con il Verde.

Ma la grande minaccia che incombe nelle nuove avventure di Animal Man fa capolino anche da queste parti. Il confronto tra Rosso e Nero invade anche la sfera del Verde e il dottor Holland si troverà ad avere a che fare con la Putrefazione e con la sfera della morte. Proprio Abigail Arcane, la donna con la quale Swamp Thing divise numerose avventure, e suo fratello William potrebbero essere gli avatar designati dalla Putrefazione nelle lotta contro le forze legate alla vita.

Snyder pone l'accento sui dubbi del protagonista, sulle sue possibili scelte e sui sacrifici che queste potrebbero comportare, indaga gli incubi di Holland e i suoi sentimenti per Abigail basati su ricordi di esperienze mai realmente vissute creando un personaggio complesso e stratificato. Le atmosfere virano all'horror puro, la storia si bea di mostri e repellenti creature, persone trasformate dalla Putrefazione in zombie con la testa girata di 180 gradi, viscere e deformazioni e tutto il repertorio al completo. Inevitabile nel prossimo futuro un incontro con l'Animal Man di Lemire.

I disegnatori, Paquette in particolare, rendono un ottimo servigio alla serie partendo dalla splendida copertina del volume. Il tratto di Paquette è preciso in tutte le situazioni, rende magnificamente le scene più ordinarie come quelle più orrorifiche con un dettaglio particolare per animali e vegetazione. Ottima la costruzione delle tavole che si presentano a volte con vere e proprie esplosioni psichedeliche, cornici floreali, arbusti a incorniciare le vignette e soluzioni lisergiche rese apprezzabili anche dal lavoro dei coloristi. Non sfigurano neanche le tavole di Rudy e Ibanez ben integrate nel tessuto della vicenda.
Anche qui, come accadeva per Animal Man, una storia matura di qualità. Un sospiro di sollievo per chi temeva il peggio a causa della fuoriuscita della serie dalla linea Vertigo. Probabilmente le due serie acquisteranno ancor più interesse se lette in parallelo, cosa consigliata ma al momento non indispensabile.


 

mercoledì 12 dicembre 2012

Marvel Now: Mutants Assemble!

Ed eccolo qui il titolo che aspettavo con più impazienza, gli Uncanny Avengers di Remender, l'unico scrittore capace di farmi tollerare  gli spillati Panini, la causa principale per la quale prendo il mensile Wolverine and the X-Men, che ospita la sua decisamente godibile Uncanny X-Force.
L'autore di una delle più interessanti run del Punitore dell'universo 616, e mi dicono, ma questi me li sono persi, l'autore dei migliori Secret Avengers, da quando Bendis ha moltiplicato i Vendicatori durante il suo regno oscuro, manco fosse Gesù Cristo con del pesce fresco in mano.

AVX è finito.
La nemesi galattica è sconfitta, ma il prezzo per i mutanti è stato abbastanza salato.
Tranquilli non mi sogno nemmeno di rovinarvi le sorprese, sono certo che tra voi ci sia una considerevole cricca che ha scelto di leggere l'ennesimo beat'em up Marvel , il minimo che posso fare è di parlarvi delle nuove iniziative Marvel, senza spoilerare troppo, percìò ci limitiamo ad un veloce commento di queste 50 pagine firmate Remender-Cassaday, che in Italia vedremo soltanto l' anno prossimo, chissà su quale mensile.

Supereroi e Mutanti, se le sono date di santa ragione, ma adesso bisogna guardare al futuro, ed il futuro esige un messaggio chiaro, le divergenze devono essere solo un ricordo, i sapiens ed superior devono  realmente saper coesistere sullo stesso pianeta.
E cosa ci può essere di più rappresentativo di un gruppo formato da mutanti e non?
So già cosa state pensando, ma se non foste così maligni non sareste lettori di Fumettopenìa.
Saranno decenni che i Vendicatori ospitano mutanti nelle loro fila: Beast Scarlet, Quicksilver, ect. ect.
Dove sarebbe la novità?
A dire il vero, l'incipit che Remender sviluppa per lanciare il nuovo gruppo non è proprio originale, anzi a dirla tutta a  leggere sti primi due numeri dell aserie , farete fatica a scrollarvi di dosso la sensazione del Deja-Vu, in certi passaggi infatti, vi sembrerà di avere tra le mani il primo bellissimo numero di X-Factor di Peter David, specie nello scambio di battute tra Havok e Cap, che ricorda tantissimo per contenuti quello che lo stesso Alex Summers tanti anni fa ebbe con Valerie Cooper, ma si che che il fumetto seriale è un qualcosa si ricicla all'infinito,ed in un arco di tempo abbastanza lungo, la possibilità di imabattersi in qualcosa di originale per davvero scende a zero.
Ovviamente e per fortuna stile, ritmi dialoghi e tematiche, e Remender figlio del suo tempo, ed ottimo scrittore, questo è innegabile, usa al massimo le sue doti e rende questa fusione tra Vendicatori e Mutanti, sotto il naso di tutti per 50 anni di fumetti Marvel, qualcosa di addirittura nuovo.
Ogni buon eroe ha bisogno di una nemesi altrettanto cattiva, e qui il cattivo senza rivelarvi troppo, è particolarmente bastardo e spietato, e credo la godibilità di questa serie sia insita proprio nella scelta del Villain.
Unica nota stonata del gruppo sembra, il Dio del tuono, personalemente avrei preferito vederlo fuori da questa serie, ma è una forzatura trascurabile rispetto ai dialoghi ed alla trama oscura che si delinea.
Cassaday non eccelle particolarmente in questi primi due numeri, espressioni trucide in serie rendono monotone queste tavole.
I personaggi, sembrano dei cosplayer travestiti da supereroi, anatomie massicce e poco fluide, rigidità dei cosutimi, una ricerca do un realismo nelle tavole che ne sacrificano la dinamicità.
Comunque è un titolo che incuriosice almeno tanto quanto incuriosisce la coppia Hickman-Opena, ed il motivo per cui desta tanta curiosità è sicuramente per la trama ideata da Rick Remender, che srotola la storia su due scenari, quello dei buoni, in cui i personaggi si adoperano per creare un nuovo gruppo che riporti l'opinone pubblica a favore dei mutanti, e l'altro sicuramente più accattivante, nel quale si muovono i cattivi, incalzando il lettore con continui colpi di scena.
Voto finale: 7 1/2 che non arriva ad 8 solo per via di un Cassaday eccessivamente legnoso.
Ma è comunque un titolo da tenere presente.
Baci ai pupi.

Quasi quasi lo prendo: Dicembre 2012

                                                                Pensavate che la rubrica fosse morta? 
Invece no, quasi quasi lo compro era soltanto in standby, torna e torna Micheal con i suoi consigli per gli aquisti, anche stavolta il buon Vincenzi, ci propina consigli degni di nota su come sperperare le mance di dicembre. Buona Lettura.



Bentornati ad una nuova puntata di “Quasi quasi lo prendo”! Abbiamo saltato l’articolo di Novembre, ma anche se non abbiamo detto niente penso sia chiaro il motivo: i consigli per gli acquisti di novembre si sarebbero ridotti alla lista della spesa di Lucca, il che non è necessariamente un male, ma vista la MIA lista della spesa, sarei rimasto due giorni e due notti a scrivere l’articolo.
Vi avviso subito che infilerò un paio di titoli usciti ufficialmente a Novembre, non sono certo le perle che ho recuperato a Lucca, ma credo siano iniziative degne di nota, quindi vediamo un po’ cosa ci riserva il panorama fumettistico di questo mese.

Before Watchmen (Novembre-Dicembre, Lion, 16,8x25,6, S, 32 pp, col., 2,50€)Evento iniziato ufficialmente a Novembre, ma consolidatosi a Dicembre con l’uscita dei restanti numeri uno. Questa serie sta facendo abbastanza scalpore, soprattutto tra i fan pro e contro quest’iniziativa. Dal canto mio per ora ho avuto solo l’occasione di leggere il primo numero di Minutemen, e, anche se quelli che attendo di più sono ovviamente le due mini di Aaron e le due di Stracchino, sono convinto che per quanto spettacolare potrà essere quest’iniziativa rimarrà comunque una commercialata fatta per far soldi. Ah, e una rapina da parte di Lion che spaccia per economico 32 pagine a 2,5€! Per l’approfondimento vi lascio all’articolo fatto dal nostro Gennaro di quartiere, consolandolo dicendogli che gli faccio compagnia tra la lista dei pirla che si sono comprati il cofanetto. 

The Walking Dead (Mensile Ed. Salda Press, brossurato b/n  €2,90 - 90 pp. circa.)
Si è vero, pure questo è di Novembre, ma non potevo non citarlo cavolo! Se prima non stavate seguendo questa perla per via del prezzodel prezzo ora non avete più questa scusa dietro la quale nascondervi! 
Saldapress ha fatto davvero un colpaccio a pubblicare TWD in versione da edicola, e pare abbia riscosso un sonstanziale successo. Poi ora con l’accordo con Skybound Saldapress si è messa in saccoccia tutte le opere di Kirkman, sono ansioso di vedere cosa combinano. Per quanto riguarda TWD vi lascio i link di due articoli di approfondimento, scritti dal nostro Dario e Gennaro. http://fumettopenia.blogspot.it/2012/11/zombie-addicted.html
                                         http://fumettopenia.blogspot.it/2012/11/oggi-ce-puzza-di-morto-in-edicola.html

The Boys 1 (Novembre, Panini, 17x26, B., 48 pp., col., 3€)
Altra iniziativa di Novembre che a mio avviso non riuscirà assolutamente a competere con quella di TWD, ma è comunque degno di nota che la Panini ha intenzione di ristampare in versione da edicola una delle serie più esagerate di Ennis che prima pubblicava solo in TPB. Personalmente vi consiglio di recuperare almeno i primi tre numeri in modo da recuperare il primo ciclo di storie che sembra essere il più innovativo ed interessante rispetto a tutta la serie, senza contare che verrete a pagare 9€ dove ne avreste spesi 13 per il TPB.




Dylan Dog 280: Mater Morbi (Bonelli, 16x21, B., 96 pp., b/n, 2,90€)
Giuro che questa è l’ultima uscita di Novembre che tratto! E comunque anche se è addirittura una ristampa è uscita il 22 dai. A mio avviso questo numero è uno dei pochi meritevoli dopo il numero 100 di DD che ormai sembra aver preso una parabola discendente e che seppur tra altini e bassissimi non sia più in grado di risollevarsi. Scritto dal controverso RRobe, vede l’old boy affrontare uno degli orrori più grandi, quello contro cui non si può vincere, la malattia.





XIII 1 (Editoriale Aurea, 16x21, B., 98 pp., b/n, 3€)
In uscita ufficialmente a Novembre, ma da me arrivato solo i primi di Dicembre, ecco un'altra iniziativa da tenere sott’occhio! Editoriale Aurea, probabilmente dietro la scia di GP, decide anche di portare in formato da edicola capolavori del fumetto franco-belga. E che capolavori! Si inizia con XIII, se non l’avete preso con i volumi di Panini vi consiglio vivamente di recuperarlo in questo formato economico, le tavole sono in bianco e nero, ma a mio avviso il formato non penalizza i disegni e la storia è sempre quella magia misteriosa di un tempo. Ma tenetevi saldi sulle sedie, perché pare che Aurea abbia intenzione di portare pure Blueberry (Moebius) in questo formato! Anche sta volta vi rimando ad un articolo di approfondimento, questa volta su mangaforever: http://www.mangaforever.net/78534/xiii-n-1-recensione-uscita-edicola-editoriale-aurea

Absolute Moebius: Arzak (13 Dicembre, Panini, 24,5x35,5, B., 80 pp., col., 15,9€)
Visto che abbiamo accennato a Moebius, come non citare anche l’iniziativa di Panini che prevede di pubblicare 10 volumi contenenti le varie opere dell’artista francese? Iniziamo con uno speciale (quindi non facente parte dei 10) in uscita proprio a Dicembre e contenente l’ultima fatica del maestro: Arzak. Il primo volume della serie invece uscirà a Gennaio, quindi ci si rivede il mese prossimo.





Nick Fury Omnibus (20 Dicembre, Panini, 18,3x27,7, C., 816 pp., col., 59€)
Uno degli omnibus più attesi dei fan Marvel vecchia scuola, questo balenottero contiene tutto il ciclo di Nick Fury di Steranko, considerato uno dei cicli più belli di tutta la Silver Age. Purtroppo per la mia età non conosco il ciclo, per cui sono molto incuriosito da questo mattone visto l’hype dei fan, chissà che non me lo faccia trovare sotto l’albero.






Swamp Thing di Alan Moore 1 (21 Dicembre, Lion, 16,8 x 25,7, pp. 432, col., 36,95€)
(Su questo volume si è espresso anche Dario e tra non molto potrete leggere la sua opinione su Swamp Thing e Animal Man new 52)
Dopo aver portato a termine la trilogia iniziata dalla Planeta pubblicando il terzo absolute, Lion ristampa il primo volume del ciclo di storie del mostro della palude di Moore sotto la sua etichetta. Penso che già con il nome dell’autore ci sia poco da dire, sicuramente questo ciclo è stato il più interessante del personaggio, e anche se Millar prima e Snyder ora hanno fatto un ottimo lavoro col personaggio, è molto difficile tornare a quei livelli.

L’eredità dei sogni (13 Dicembre, Panini, 14,5x21, B., 424 pp., b/n e col., 19,90€)
Ed eccoci arrivati all’ultimo titolo per questo mese. Di solito non parlo mai di manga perché il pubblico di qui è più interessato ai fumetti europei o a quelli americani, ma visto che si tratta di un volume unico ne voglio parlare. Satoshi Kon è un artista poliedrico che ha avuto i suoi più grandi successi nell’animazione giapponese, suoi sono i memorabili Perfect Blue, Tokyo Godfathers, Paprika e la serie animata Paranoia Agent. Kon però ha avuto una carriera molto interessante anche come sceneggiatore e disegnatore, assistente di Katsuhiro Otomo (Akira vi dice niente?), ha creato diverse storie brevi e volumi autoconclusivi. Questo volume di oltre 400 pagine è una sorta di absolute con tutte le sue storie brevi.
See you in Cyperspace!

Micheal Vincenzi

(quest' ultimo titolo ve lo consiglio anche io, il signor Satoshi Kon è un maestro e se il titolo vi piacerà vi consiglio di rimediare anche il bellissimo La stirpe della sirena, che non credo sia contenuto in questa antologia, già apparso in italia sotto etichetta Star Comics. NDGen)

sabato 8 dicembre 2012

Ma che "davero"?!


Avrete notato spero, che la testata del blog è cambiata, alle sinuose acrobazie di Steve Rogers disegnate dal buon Steranko, sono susseguite un  mix di copertine di comics con la tematica inerente al Natale.
Ormai manca poco, oggi poi l'otto dicembre, festa di non so quale santo particolare, è un giorno speciale perchè di solito oggi è il giorno in cui le case si addobbano per le prossime feste, chi fa l'albero chi fa il presepe, chi entrambi, io sono alberista più che presepista, cosa strana per un napoletano è vero, ma che ci volete fare, preferisco l'abete (finto) alle montagne ed alle grotte di sughero. in verità le amavo le grotte di sughero, i pastori, le pecorelle, la fontana, il laghetto ed il fuimiciattolo con l'acqua vera...ma è mio papà quello buono a fare ste cose.
 E fumettopenìa che fa? Beh l'addobbo l'ho fatto, è quassù, però in più ho pensato di farvi un piccolissimo regalo, potrete vedervelo a fondo pagina ...fermi dove andate?E un'attimo Cristo! 
Ecco, me dovete far sempre sbroccà, accidenti a voi.
Prima leggete la recensione di Federico Strazzari, altra vecchia conoscenza di FDC.
Fede parla veramente poco ma quando parla...
Dice di essersi letto Davvero, un fumetto made in Italy della Barbato, una delle scrittrici in seno alla Bonelli su Dylan Dog, (qui però siamo in casa Star Comics) e deve essergli piacuito proprio tanto se si è ritagliato un angolo dalla sua routine e parlarcene qui su Fumettopenìa!
Stiamolo a sentire, silenzio li in fondo che cominciamo...aò sempre voi siete a fà caciara, guardate che io prima o poi vi divido!

E’ veramente un caso fortuito che, lasciando per una volta il mio piccolo, angusto, ma confortante mondo degli eroi in calzamaglia, mi sia imbattuto in un fumetto come questo. L’albo mi ha attratto irresistibilmente dallo scaffale della fumetteria come un predestinato, e non appena l’ho avuto tra le mani, vi ho immediatamente scovato diversi elementi assai accattivanti.
Innanzitutto non è facile trovare una serie “bonellide” di ambientazione strettamente realista; non sono un esperto, ma al momento non me ne vengono in mente altre (a parte, forse, “Julia”, sebbene sia completamente diversa per tematiche e caratteristiche). Un altro aspetto che mi ha colpito subito è la straordinaria qualità dei disegni (opera di un, per me, sconosciuto Walter Del Trono): e anche questo è un elemento non comune per questo tipo di collana, specie quelle non “originali” Bonelli doc.
Ho poi scoperto che l’autrice Paola Barbato è una degli autori di punta di Dylan Dog (sono uno dei pochissimi fumettofili italiani a non essere un fan dell’indagatore dell’incubo) e che il suo “Davvero” era già ampiamente diffuso nel web, ambito in cui l’idea è nata e si è sviluppata, arrivando al momento in cui scrivo alla puntata n.70.
Ma perché tutti questi preamboli? perché tutte queste attenzioni? ma perché “Davvero” mi è piaciuto. Mi è piaciuto veramente un sacco.
La cosa strana è che sono sempre stato piuttosto scettico nei confronti del realismo nei fumetti e nella letteratura in generale. E’ un terreno molto scivoloso, in cui è facile cadere nel documentarismo o, al contrario, di affossare il lettore nella noia, a causa di personaggi “macchiette” poco credibili e/o di vicende banali e scontate. La mia stessa scelta di dedicarmi quasi in toto ai super-eroi è una conseguenza di questa mia originaria diffidenza…
Cosa c’è, allora, di diverso in “Davvero”? non è facile capirlo: probabilmente è il fatto che Martina, la protagonista, e tutti i comprimari sono personaggi “veri”, e per “veri” intendo verosimili. La cosa che mi attrae, che mi ha sempre attratto quando approccio un’opera letteraria, è osservare il comportamento dei personaggi di fronte alle vicende in cui l’autore li fa incappare. E’ un interesse morboso, il mio, ed è parte fondamentale di quel meccanismo di identificazione che ti fa innamorare della storia che stai leggendo, che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine finché non ti si chiudono dalla stanchezza..
La cosa importante, quindi, per me non è tanto il “genere” di fumetto: fantastico, super-eroistico, di guerra ecc., bensì la verosimiglianza delle situazioni, dei comportamenti, che siano originati dall’attacco di un mostro venuto dallo spazio, o di fronte all’angoscia di dover affrontare un esame la mattina dopo. Ha scarsa importanza, in fondo: quello che conta è: come farei io? e come sta facendo, invece, lui/lei?
Ecco, io credo che in “Davvero” questi meccanismi siano scandagliati con grande profondità e, insieme, con grande leggerezza, con tocco morbido e rispettoso, senza concedere nulla alla spettacolarizzazione e senza scivolare mai nel banale.
Oltre a questo, c’è una grande cura per le ambientazioni: una Milano variegata tra hotel di lusso, campus universitari e squallidi appartamenti stipati di varia umanità. Una cornice viva e vibrante per un dipinto che riempie e appassiona.
Che altro aggiungere? solo che sono proprio contento di essere uscito per un attimo dal mio loculo pieno zeppo di super-eroi e aver preso una salutare, fresca e profonda boccata d’aria. Non vedo l’ora che esca il numero 2…

Federico Strazzari



Buon Natale!

Fumettopenià vi ringrazia per le quasi 9000 visite dalla sua nascita in Agosto, e vi fa un regalino, qui sotto c'è un pacco regalo per voi, il link vi manderà al mio profilo Issu, in cui vi ho preparato le scansioni di una delle più dolci storie di Natale mai scritte in casa Marvel, storia e matite sono di J.Byrne, ed in Italia fu pubblicata molti anni fa sulla gloriosa Star Magazine. Prendetelo, virtualmente parlando ovvio e mettetevelo sotto l'albero questo è il mio pensierino per voi, e poi non dite che non vi voglio bene.
Baci ai Pupi!

cliccami!