Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

Benvenuti nell'ennesimo posto del web, saturo di dissertazioni e soliloqui, commenti e suggerimenti sulla nona arte.
Perchè fondamentalmente, chi ama i fumetti, non ne hai mai abbastanza, e non solo di leggerli, ma nemmeno di pontificarci sopra.

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Fumettopenìa è dedicato a Fumettidicarta ed al suo papà Orlando, che dal 2009, non ha mai smesso di farmi credere che scrivessi bene! Anzi scusate, che scriverebbi bene. E se adesso migliorato, lo devo sicuramente ai suoi incessanti consigli.
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sabato 27 febbraio 2016

WunderWaffen



E ritorniamo a parlare dell’Editoriale Cosmo e della sua nuova miniserie di stampo ucronico, Wunderwaffen di Richard D. Nolane alla sceneggiatura e Maza ai disegni, e non fatevi ingannare dalla scioltezza con cui pronuncio questi due nomi, non ho la minima idea di chi siano, posso dirvi che Maza, ha uno stile molto realistico, che d’altronde sposa bene lo stile di scrittura di Nolane, sobrio e lento.

Ma andiamo con ordine cosa sono le Wunderwaffe?
In tedesco, con questo termine i nazisti indicavano il loro compartimento di armi meraviglia, che rimasero nella grande maggioranza dei concetti su carta, buoni unicamente per la propaganda nazista verso il finire della guerra, secondo Goebbels infatti l’introduzione di questi nuovi veicoli, avrebbe cambiato le sorti della guerra, ma salvo alcuni tipi di razzi, la Germania nazista stremata dal lungo conflitto non riuscì a produrne nemmeno una, e la guerra finì come tutti sappiamo.

Perché lo sappiamo tutti come è finita la guerra vero?


Chiariamo il significato di Ucronico prima di proseguire, per Ucronia e letteratura Ucronica intendiamo il racconto in cui un determinato avvenimento storico va diversamente dalla realtà.
I lettori dei fumetti americani sono più avezzi a questi concetti, l’universo DC pre Crisis (ma visto i titoli direi anche quello contemporaneo) giocava sul concetto di storia e realtà alternativa: Superman Red Son di Mark Millar, tanto per citare qualcosa di relativamente recente, è un esempio di ucronia, è una miniserie infatti in cui si raccontava come sarebbe cambiata la vita sul pianeta, se il razzo che trasportava il piccolo Kal El, invece di precipitare in Kansas fosse precipitato in Ucraina, diventando il campione del manifesto comunista, sotto la guida di Stalin.
In casa Marvel, tutta la produzione edita sotto il titolo della testata What…If?!, è da considerare Ucronica, cosa sarebbe successo se: Wolverine sifosse unito allo Shileld invece che agli X-Men, o se Devil avesse ammazzato Kingpin?
In letteratura i temi ucronici negli anni sono stati vari: e se l’impero romano fosse sopravvissuto fino ai nostri giorni? Se i dinosauri non si fossero estinti, se l'inghilterra avesse vinto la guerra d'indipendenza o se i sudisti avessero vinto la guerra civile americana? 
Ovviamente uno dei temi più trattati in questa branca della letteratura è quello che ipotizza la vittoria dei tedeschi nel conflitto mondiale.
The Man in the High Castle di P.K. Dick, è il più famoso romanzo del genere, nel quale Hitler e l’alleato giapponese, sconfitti gli alleati diffondono l’ideologia nazista in tutto il mondo.
Wunderwaffe è esattamente questo, come il passato volume cosmo, Gli Sterminatori, di cui abbiamo parlato nel blog, in cui i tedeschi godevano dell’appoggio nientemeno che di Thor, Odino e altri dei della mitologia nordica, anche in questa miniserie mensile di 4 numeri, lo scrittore, sposta le sorti della guerra nelle mani dei nazisti, ipotizzando non solo che gli alleati siano stati sconfitti durante lo sbarco in Normandia, ma anche che le famose Wunderwaffe siano delle realtà che stanno facendo la differenza negli scontri, come d’altronde Goebbels pubblicizzava.
La macchina nazista di Nolane in Wunderwaffe, pare inarrestabile, se nella realtà, quei prototipi erano pubblicizzati da fidato sottoposto di Hitler, per risollevare il morale delle truppe stremate, nel fumetto sono realtà consolidate con cui i nazisti le stanno suonando agli alleati.
Nelle ultime pagine del volume, troviamo, il protagonista della serie alle prese con il collaudo del Focke-Wulf Triebflügel, un velivolo a decollo verticale, il cui prototipo era per davvero in costruzione, ma che non fu mai ultimato visto che gli alleati occuparono i siti di sperimentazione.

Il pilota del diavolo è Walter Murnau, un asso della aviazione tedesca, che a bordo del suo P130A fa strage di caccia, e bombardieri alleati.
Ma se per Goebbels e l’intera Germania Murnau è un eroe di guerra, da lodare nei cinegiornali di regime, per Hitler, per motivi ancora non chiariti dall’autore, Walter è un ebreo che si spaccia per ariano, e pertanto deve essere eliminato, la trama che attinge in gran parte dall’immaginario sorto sulla storia della seconda guerra mondiale, ruota attorno a questo pilota, che apparentemente è poco incline a morire, nonostante si trovi nelle situazioni più letali.
Leggendo le gesta di Murnau ed i movimenti del cast di supporto, nel primo dei quattro tomi scopriamo parte essenziale del mondo ucronico ipotizzato da Nolane: 
Gli alleati tramano a Londra la rivincita, i tedeschi rinforzati dalla vittoria in Normandia continuano lo sviluppo di più progetti, in corso di lettura infatti, Nolane lascia intendere che le armi meravigliose non sono solo gli aerei, Hitler ha interessi in Antartide, ed una squadra di scienziati si occupa anche di studiare nel campo della magia, dell’esoterismoe dell'occulto, come detto Nolane attinge a piene mani da una quantità di plot, fumettistici, cinematografici e letterari immensamente gravidi.
Bianco e nero
Non devo ricordare certo io ai presenti che questi spunti narratvi, popolano mille altre storie, il diavolo Hellboy di Mignola ha le sue Secret Origin legate a filo doppio con i nazisti, una storia breve di Tom Strong di Alan Moore porta l'avventuriero di Millenium City alla scoperta di un distaccamento nazista in Antartide.
Un film francamente orribile che ho visto di recente parla di una colonia nazista sulla Luna.
Nonostante il ritmo sia leggermente lento, Nolane alla fine del secondo tomo (l’edizione italiana contiene i primi due albi)  ci lascia con un buon cliffhanger, e la promessa di una svolta nella trama, come la curiosità di vedere in che modo lo scrittore rielabori i campi di sterminio, il vero problema del Wunderwaffen in edizione cosmo è la desaturazione dei colori, non riesco a capire per quale motivo sia stata operata su questa saga, specie dopo il riuscito adattamento di SoulEater.

Colore
Le tavole di Maza private dei colori, escono, questa volta pesantemente compromesse, i duelli aerei senza colori, non hanno molto senso, perdono tutto il fascino e si appiattiscono.
Si è molto parlato della versione low cost della BD, ma stavolta il fumetto ne esce martoriato, era davvero impossibile proporre questo interessante miniserie colori?
Eppure ormai molti bonellidi cosmo finiscono in edicola a colori, perché la scelta di ammazzare in questo modo proprio Wundervaffe?
A colori sarebbe stata una lettura interessantissima, così purtroppo è una tortura per gli occhi, specie se on line hai la tremenda sfortuna di vedere le immagini della versione oltralpe.
Una lettura raccomandata? In linea di massima si, anche se stavolta si fa davvero fatica ad accontentarsi dell'edizione italiana.
E' vero che chi mendica non può scegliere, ed ormai è solo con i Cosmonauti che possiamo leggere quantomeno un modo di fare fumetto diverso, ma stavolta, non me la sento proprio di canzonare i puristi delle edizioni originali.
L'italico adattamento di Wundervaffen è a dir poco orribile.
Peccato davvero, spero che il Ragnarok di Simonson annunciato in questi giorni sia a colori.
Baci ai pupi.

lunedì 25 novembre 2013

Black Crow ed altre cose



XIII – Bouncer-  Black Crow  e 2 parole sulla bedè.

Chiedo scusa, ma vi assicuro che non era mia intenzione trascurarvi così tanto. Diciamo che sono stato un pochino impegnato a fare altro. 
Più sinceramente diciamo che la guida non autorizzata alla Lega di Moore ha sfiancato quei pochi neuroni che ancora tenevano alta la bandiera del mio discutibile intelletto.
Per farmi perdonare, approfittando dell’aiuto di Dario, torniamo e torno a parlare delle sorti del fumetto franco belga in Italia, in particolare di quello edito dall’editore bolognese Cosmo, di cui abbiamo parlato in precedenza QUI,  in occasione dell’ uscita del Decalogo (‘sto mese è in edicola il secondo numero) e La Leggenda, (il fantasy di Swolfs che questo mese giunge a conclusione).
Quindi vi lascio alla lettura di questa triplice recensione, in cui Dario torna a parlare della Bedè in Italia ed io, al solito più pratico, vi lascio due piccoli commenti sulle due nuove serie arrivate in edicola grazie ai considerevoli sforzi dell’editore bolognese, che al momento senza voler offendere la suscettibilità di nessuno, è solo una constatazione di fatti, sembra un attimino più longeva della scomparsa 7age ( io almeno non la vedo più poi posso essere smentito tranquillamente) che qualche mese fa aveva invaso le edicole con il materiale pur interessante della Zenescope.
Quindi rinnovando le scuse per questa latitanza vi lascio a Dario e torno a tediarvi subito dopo di lui.


Giunge a conclusione, perlomeno momentanea, la ristampa economica a opera di Editoriale Aurea del fumetto franco-belga XIII. Nei dieci numeri della collana abbiamo potuto assistere alle innumerevoli peripezie del numero XIII, individuo che definire dal passato misterioso risulta estremamente riduttivo. La saga in Francia non si è ancora conclusa, ne è uscito proprio in questi giorni il ventunesimo episodio, unico inedito della ristampa Aurea eccezion fatta per un episodio puramente riassuntivo saltato a piè pari dalla casa editrice romana.

Nascono ora spontanei due piccoli quesiti: le future uscite, nel paese d'origine parecchio dilatate nel tempo, verranno poi proposte da Aurea nella stessa collana e con lo stesso formato? Dobbiamo aspettarci in futuro un undicesimo numero? E, in caso di risposta negativa, ha senso investire su ristampe di serie ancora in corso esaurendo il materiale a disposizione in tempi relativamente brevi per lasciare poi la serie nel limbo a tempo indeterminato o addirittura chiuderla? Per ora non mi interessa cercare risposte, avere la vostra opinione decisamente di più.

Dopo l'esplosione della bande dessinée in formato bonellide lanciata dalla GP Publishing, casa editrice che ha ormai abbandonato il campo in questo segmento di mercato, sono la Cosmo Editoriale e l'Aurea a portare avanti il discorso nelle edicole italiane. La realtà più florida del settore sembra essere proprio la Cosmo che continua a sfornare novità e ad osare più della concorrenza. Grande merito quello di aver portato a conclusione alcune opere lasciate incomplete dalla GP Publishing come Durango o Lo Sparviero, scelta che dimostra un certo rispetto per il lettore oltre che interesse economico, anche nella scelta di adattarsi alla grafica adottata dal precedente editore garantendo così al collezionista una giusta continuità estetica.

Dal canto suo l'Aurea dà l'impressione di voler tirare un poco i remi in barca avendo sospeso la pubblicazione di Bob Morane dopo cinque uscite e rimanendo in edicola con il solo Blueberry (parliamo sempre e solo di formato bonellide o quasi). Si era vociferato tempo addietro di una possibile pubblicazione di Luc Orient e di Bernard Prince ma non mi risulta che le voci siano state confermate.

A che punto siamo quindi e cosa possiamo aspettarci dal futuro? Personalmente, dopo un grande entusiasmo iniziale, ho abbandonato quasi tutte le pubblicazioni in questo formato, per i motivi più diversi. Per quel che riguarda Aurea il discorso è molto semplice: XIII è finito, Bob Morane l'hanno interrotto e Blueberry mi faceva male agli occhi. Proprio così, alla lunga la riduzione delle tavole si è fatta sentire creando almeno su Blueberry una sensazione di fatica visiva che per molti altri fumetti non provo. E sì che le storie del soldato Blueberry mi piacevano anche parecchio, però proprio non reggevo più. Troppi particolari, baloon per me faticosi da leggere con la tavola ridotta. Poi non è che io stia proprio ringiovanendo.
Altro paio di maniche per quel che riguarda la Cosmo che mi sembra sempre molto attiva e reattiva.
Ultimamente, per disinteresse a tematiche e serie proposte (ma solo per gusto personale), l'unica cosa alla quale ho dato un'occhiata è
Wanted e probabilmente darò un'occasione anche al Bouncer di Jodorowsky e Boucq. Proprio da Wanted, insieme a un paio d'altre cosette, arrivano le sorprese e le speranze per il futuro. Questa serie western è inserita nella nuova collana Cosmo Color che abbandona la concezione di formato bonellide in bianco e nero per il fumetto franco-belga e riporta la bedè a un formato molto simile a quello d'origine, riacquistando il colore ma riuscendo a mantenere prezzi molto bassi, parliamo di 3,50 euro. Certo, la copertina non è cartonata e in ogni numero viene stampato un singolo albo, proprio come accade in Belgio o in Francia. Meno pagine, però si torna a potersi godere la tavola grande e un'opera pressoché identica a come gli autori l'hanno concepita. In più c'è il colore che però, come dissi tempo addietro, per me non è necessariamente un valore aggiunto, basta guardarsi qualche tavola originale per valutare la veridicità della mia affermazione.

La differenza la fà il prezzo. Ho sempre sostenuto la bedè in formato economico per motivi ovvi di spesa. Se la strada battuta da Cosmo Color funzionerà in non posso che benedirla. In fondo si avrebbe a 3,50 euro qualcosa che in quel formato di solito costa molto, molto di più.


Ci sono almeno altre due pubblicazioni che, con i dovuti distinguo, lasciano ben sperare in questo senso. Parlo delle uscite allegate alla Gazzetta dello Sport: Michel Vaillant a 2,99 euro per un episodio originale e Lucky Luke a 3,99 per ben due episodi originali. Allora si può fare! Beh, forse almeno. Teniamo conto che la forza economica della Gazzetta probabilmente permette maggiore copertura dei costi rispetto a quel che può permettersi una Cosmo Editoriale, però i segnali positivi ci sono e nessuna delle suddette edizioni mi sembra un prodotto raffazzonato, anzi.
Che sia la nuova strada da battere? Lo spero e me lo auguro.

Cazzo, ma io dovevo parlare di XIII. Vabbè, magari domani.
Dario Lopez

Bouncer  (#01) Un diamante per l’aldilà
(Di  A. Jodorowsky e Boucq 130 pgg, b/n 3,20€ Ed. Cosmo)

La prima volta che ho avuto il piacere di leggere qualcosa di Jodorowsky, era un libro: Quando Teresa che si arrabbiò con Dio.
Un libro che definire strano sarebbe stato usare un eufemismo.
Da qualche settimana è arrivato in edicola la versione economica di Bouncer il western scritto da lui, e disegnato da Boucq.
Formato bonellide in bianco e nero, 130 pagine, 3.20€, e stampato in Italia su carta certificata PEFC.
Devo dire che tra le molte iniziative Cosmo, questa di Bouncer è sicuramente la più imperdibile, Jodoroswky è un indiscusso artista con interessi in più campi: ha scritto e diretto film, composto opere teatrali, scritto vari libri, ed anche le sue incursioni nel campo della nona arte sono state apprezzate da pubblico e critica.
Il suo western non è da meno. Il primo numero che presenta il personaggio, ci porta in una frontiera selvaggia molto differente da quella della classica narrazione bonelliana.
Bouncer (Buttafuori) è un uomo da un braccio solo dal passato tutt’altro che tranquillo, figlio di Aunty Lola, una delle prostitute più feroci ed arriviste del west.
Ora, siccome le origini del personaggio, nonchè il segreto della sua situazione sono raccontate in questo primo numero, non vi dirò nulla riguardo alla trama, quello che mi preme di dirvi è che questa, è altamente godibile, mai lenta e decisamente avvincente.
I personaggi di questa prima saga sono tutti carichi di un accattivante carisma. E la storia tiene desta l'attenzione.
Jodorowsky pur utilizzando dei personaggi al limite dello stereotipo, riesce, grazie a soluzioni originali, a non scadere nella rischiosa monotonia di un genere fumettistico tanto inflazionato.
Bouncer fondamentalmente diverte e lascia il lettore con la curiosità di leggere quello che succederà nel prossimo numero. La caratterizzazione dei personaggi  è ben definita, e dagli spoiler che mi sono autoinflitto per arricchire la recensione (ma che non vi dirò) direi che ci aspettano figure e situazioni tipiche della fantasia psichedelica di questo autore, che adattate al genere western, porteranno sicuramente alla lettura di qualcosa di quantomeno raro se non unico.
Inoltre le matite di Boucq, pulite e dinamiche sono da intendere come un sicuro incentivo all’acquisto: campi lunghi, paesaggi, primi piani, scene d' azione, nulla sembra intimidire questo disegnatore, che qualcuno di voi magari avrà già avuto modo di ammirare su Faccia di Luna.
In conclusione Bouncer merita sicuramente la vostra attenzione, vivamente consigliato agli amanti del genere, ed a quelli che vorrebbero avvicinarvisi, ma sono giustamente intimiditi dalla mole cronologica del Tex nostrano.
Bouncer è sicuramente un bel Western d'oltralpe, come del resto lo è stato Durango, che sempre grazie alla
Cosmo ha trovato pace e fine anche da noi in Italia, anche in economica.

Black Crow (#01) Il tesoro maledetto
Di Jean Yvesse Delitte 98 pgg b/n  2,90€ Ed. Cosmo

Sarà che con la stesura della Guida della Lega di Alan Moore (vero che l’avete letta vero? Dopo tutta la fatica che ho fatto e sto facendo per scriverla!), quella montagna di citazioni del Bardo, ha risvegliato una passione sopita per la letteratura d’avventura d’essai, fatto ‘sta che questo Black Crow capita proprio a fagiolo per soddisfare le mie voglie.
Black Crow dell’autore belga Jean Yvesse Delitte, è un fumetto d’avventura, ambientato a bordo di un veliero, la Revenge, comandata dal corsaro di sangue pellerossa, Samuel Prescott, meglio noto come Black Crow, un uomo ansioso di vendicarsi degli inglesi che aveva scelto di servire, durante le guerre dei turbolenti anni alla fine del 1700.
L’appetibilià di questo fumetto ridiede nelle ambientazioni marinaresche, nel taglio squisitamente avventuresco della serie, nonché nelle trame appetibili e coinvolgenti, nei dialoghi scorrevoli e nella caratterizzazione dei personaggi, dove potere, cattiveria e cinismo viaggiano a braccetto.
 I disegni di Delitte sono validissimi, anzi direi che possiamo anche dargli dello spettacolare senza avere la sensazione di esagerare con gli elogi, le tavole dell’autore belga sono precise pulite, le geometrie mai monotone ed assolutamente dinamiche, risentono poco della economicizzazione del colore.
Insomma si lasciano tranquillamente ammirare, nonostante la desaturizzazione coatta.
La componente piratesca, le ambientazioni in mare, e la collocazione storica, forniscono alla serie una sicura originalità, una ventata d’aria nuova in un edicola dove il dejavù è ormai un appuntamento fisso.
Da quello che ho capito è una serie on-going, il prossimo mese arriverà il numero due, poi la serie subirà una pausa in attesa di reperire altro materiale.
Black Crow è il classico esempio di quanto possa fare bene alla editoria italiana la cura Cosmo.
Checché ne dicano i conservatori ed i puristi dell’edizione originale, l’economicizzazione di alcune serie a fumetti, in questi tempi di tagli alle spese, permette ai lettori di ampliare le loro letture.
Un’ edizione fedele all’originale dell’opera avrebbe fatto levitare i costi ed il prezzo di vendita, ed avrebbe relegato questo interessantissimo fumetto nelle ultime posizioni di una vostra ipotetica wishlist, complice sicuramente una legittima intolleranza a scialacquare i vostri risparmi in serie sconosciute.
L’edizione Cosmo invece, visto il prezzo contenuto, invoglia il lettore a concedersi nuove esperienze, il bello è che nel caso di Black Crow, di Bouncer ed anche di La Leggenda e Il Decalogo, risultano a conti fatti piacevolissime letture.
Quindi a costo di sembrare troppo di parte, (ma in realtà quello che ci preme sempre salvaguardare sono le vostre ed anche le mie tasche!), Fumettopenia rinnova gli auguri all’editore bolognese.
E lo esorta, per quel che può servire a continuare su questa interessantissima e popolarissima  strada.
Nel mio caso hanno guadagnato un sicuro cliente.
Quindi bando agli indugi, mollate gli ormeggi, sciogliete la vaschetta ed abbassate la trinchettina e il grande fiocco, si salpa ci aspetta un tesoro…si è vero è maledetto ma con Samuel Prescott, possiamo stare sicuri che le emozioni non mancheranno.
Baci ai pupi.

sabato 19 ottobre 2013

L' invasione dal Cosmo

Abbiamo già affrontato con  Dario un pò di tempo fa la faccenda delle edizioni economiche, dei grandi volumi europei, torniamo a parlarne adesso con due serie uscite in edicola in questo periodo tutte e due edite dall' Editoriale Cosmo, la casa editrice emiliana grazie alla quale abbiamo potuto mettere la parola fine alle avventure di Durango, iniziate qualche anno fa dalla GP e non concluse, per una questione (presumo) di guadagni.
Cosmo invade le edicole con una serie di titoli interessanti, tra cui è lecito anche solo segnalare Wanted, il primo western a colori in formato comic book, brossurato da 3,50, e sottolineo a colori, non per altro, ma perchè sembra che la Bonelli con Orfani, abbia costruito la cupola di San Pietro, editando l'utlima fatica di Recchioni nella magia del technicolor, (90 pagine 4,50€), dimenticandosi che lo fa periodicamente, ogni 100 numeri , per tutto il resto delle sue testate.
Ma in questo pezzo non ci occuperemo di Orfani e nemmeno di Wanted, quanto piuttosto di due titoli interessanti, un fantasy delle stesso autore di Durango, chiamato La Leggenda e una miniserie in 10 numeri veramente accattivante (per adesso) chiamata Il Decalogo.
La Leggenda è un fantasy di Yves Swolfs, ovvero lo stesso autore dei più godibile spaghetti western da quando Sergio Leone ci ha lasciati.
Tristan Halsbourg è l'erede al trono di un ducato della Francia o giù di lì, scampato al massacro della sua famiglia per mano dello zio Matthias e del suo consigliere Milos Shaggan, durante un vero e proprio colpo di stato, portato via dalla sua nutrice poco più che neonato Tristan è lasciato nella foresta ed allevato da un uomo che vive con i lupi.
Questo è l'incipit di una saga che verrà proposta in tre albi mensili dall'editoriale Cosmo, in formato bonellide  su carta certificata PEFC e stampato in Italia, lo so, sono monotematico, ma mi piace pensare che se adesso la Bao stampa in Italia, beh almeno l'etichettatura dice così, è perchè ha sentito puzza di boicottaggio da parte di quelli che fanno caso a molte cose in un volume, oltre l'autore ed il disegnatore.
La leggenda  ha dalla sua molti pro: è in economica, dura solo tre mesi, è disegnata bene (anche se il resize, non giova a volte, alle matite particolareggiate di Y.Swolfs), la storia è ben articolata ed i personaggi sono tanti e tutti carismatici, non che ci sia qualcosa di ancestralmente nuovo in un erede al trono scampato al massacro ancora in fasce, che poi ovviamente ritornerà a prendersi ciò che è dovuto dopo essere passato attraverso una gioventù di esperienze che lo segneranno. Tra le cronache del ghiaccio e del fuoco, tra i Targaryen e Stark, di casa Martin o l'Aragorn di casa Tolkien, (a voler essere pignoli c'è pure Rapunzel) la letteratura fantasy è piena di questo espediente narrativo. A giovare all'appetibilità della storia interviene l'approccio cinico dell'autore, che abbiamo già avuto modo di conoscere in Durango. Swolfs imposta una trama dal taglio molto adulto, nonostante il genere sia molte volte vittima di soluzioni narrative e characters a dir poco stereotipati: maghi di corte ambiziosi, usurpatori folli, e principi abbandonati allevati da bruti, non sono certo esclusiva dell'autore, il Conan di Thomas ascese al trono di Aquilonia, uccidendo un re folle che sgozzava vergini e il suo burattinaio, il mago di corte, tuttavia gli intrighi, le situazioni, i dialoghi ed in personaggi di La Leggenda, fanno di questa miniserie dell'editoriale Cosmo, una piacevole alternativa in edicola. Vivamente consigliata a tutti, specie a quelli che come me sono stufo di aspettare che Martin metta la parola fine alle sue cronache. Voto 8.
Di tutt'altro genere è il Decalogo, una miniserie di 10 storie, che la Cosmo dovrebbe raccogliere in cinque albi, che raccontano le vite o meglio gli stravolgimenti delle vite di coloro che nel tempo arrivano in possesso delle trascrizioni di un antico manoscritto, il Nahik, che nel corso dei secoli ricomparirà nelle mani di diversi personaggi, in storie dagli intrecci tipici del fumetto europeo, di personaggi sparsi su una immaginaria linea di tempo
che dai giorni nostri corre indietro fino alla morte di Maometto. Il complesso arazzo è di Frank Giraud, alle matite si alterneranno vari autori del palcoscenico europeo, il primo numero contiene i primi due precetti del decalogo: "Non ucciderai" è disegnato da Joseph Behè, la cui bellezza delle matite non viene intaccata dal resize o dall'ingrigimento del l'economica (decalogo costa 3,20 ed ha 110 pagine) - un giovane letterato, arriva in possesso di una copia del Nahik risalente al 1831, e la sua vita dibirà una brusca virata verso l'avventura. Basta anticipazioni non voglio rovinarvi il gusto della lettura. La seconda storia, ancora più appetibile della prima, "Resterai in ascolto della tua coscienza per scorgervi la voce di dio", è disegnata da un Castelliniano Giulio De Vita, parla del ravvedimento di un bullo di origini arabe della periferia parigina. Una storia veloce ed avvincente con molti spunti dalla cronaca contemporanea, dalla persecuzione dell'autore dei versetti satanici, al reclutamento nelle fasce del popolo meno abbienti dei terroristi della Jihad, come visto nel bellissimo film con Clooney e Damon, Syriana. Merwan, un aspirante fondamentalista, incontra per puro caso unodei bersagli della guerra santa, uno scrittore che dopo aver letto le verità del Nahik, ha scritto un libro che contestava le interpretazioni del Corano che sono alla base della guerra Islamica. Storia deliziosa che mi ha co
nvinto a leggere il resto di questo Decalogo a fumetti, buon per me, di quello in celluloide non sono mai riuscito ad andare oltre i primi 20 minuti della prima VHS. Voto 9.
Morale: tocca sostenere questi apprezzabili, sforzi cosmici, che non avendo la fortuna dei Saldatori di aver invaso un mercato tanto agguerrito come quello delle edicole, con l'arma finale definitiva (The Walking Dead), hanno ripiegato su una serie di titoli interessantissimi ed alternativi, di cui vi consiglio decisamente la lettura! 
Baci ai pupi.

martedì 1 ottobre 2013

Favole a basso costo

Vertigo Legends 01- C'era una volta Fables 01  di Bill Willingham e  Lam Medina Vertigo Comics - 96 pagine b/n formato Bonelli 2,90€. Editore RW Lion.


Ok, l'hype coltivato in tutto questo tempo per l'arrivo dell'economica di Fables si è sgonfiato di brutto nelle ultime ore dopo aver letto il primo albo, in tutta onestà questo incipit non mi ha affatto entusiasmato, a dire il vero Fables è una rilettura, tanti e tanti anni fa lessi il primo TP edito da Magic, ma la serie fu interrotta per limitazioni al budget. E' il brutto di tutta la faccenda è proprio questo, a quei tempi trovai geniale, l'idea dell'autore, ora vai a capire perchè, forse proprio perchè la conoscevo già, o perchè nel frattempo, il plot, per un motivo o per un altro si è abbastanza inflazionato, l'acquisto di questo volume che ero certo si affiancasse al bonellide mortifero della Salda, si è rivelato tutto tranne quella ficosità che pensavo, perciò prima di demolirlo del tutto, andiamo ai pro di questa riedizione di Fables:
Il prezzo - 2,90 € per 98 pagine o giù di lì, contenenti materiale Vertigo: sulla carta il nuovo albo è sicuramente un vincente, certo bisogna però che i compagni di squadra aiutino, in primis la distribuzione, che in casa RwLion non è proprio paragonabile ad un orologio svizzero, parlo delle edicole.
La desaturazione dell'opera, ossia il passaggio dal colore al bianco e nero, fa perdere molto alle tavole di Lan Medina, ma tiene i costi contenuti, quindi possiamo discutere della cosa fin quanto vogliamo, al contrario di TWD di Kirkman nato in scala di grigi, Fables (come il futuro Y) risentono dello sbiancamento delle tavole, ok tutti d'accordo, ma è un difetto annunciato e ridimensionato.
Sul fatto che sia un delitto sbianchettare queste tavole siam tutti d'accordo!
Se vuoi leggere Fables a 'sti prezzi, qualcosa devi perdere, quindi meglio cedere il colore piùttosto che ritrovarsi a leggerlo a colori in formato comic book, 20 pagine alla volta a 2,50€, come sta succedendo per Tom Strong ed Ex Machina.
La fattura dell'albo - (printed in italy, ormai lo sapete che dalle cineserie Bao notiamo anche questo, qui a Fumettopenia), è ottima, brossura solida, costina elegante, copertina rigida e lucida, buona carta, e udite udite, ghiotto contenuto redazionale, persino con un appendice in fondo all'albo che contiene il who's who delle storie appena lette. Quindi per quel che concerne questo aspetto, Fables della RW Lion in economica merita tranquillamente un dieci pieno.
Quello che si becca un misero cinque sono le prime quattro storie dela saga di Willingham, che non trasmettono assolutamente nulla, una detective story che introduce i personaggi, campata un pò in arria, decisamente pretenziosa, e senza molto senso alla quale dovrebbe seguire, nel secondo numero, una storia ambientata nella cosidetta Fattoria, dove risiedono le favole che non hanno sembianze umane.
Senza anticipare nulla a chi non ha mai sentito parlare di Fables, che per inciso non c'entra assolutamente nulla con quella oscenità di telefilm Once Upon a time, nonostante quei bricconi del merchandising su agli uffici, abbiano pensato bene di creare un richiamo subliminale in copertina alla serie tv, stampando sul logo, proprio le parole "C'era una volta".
Le favole che vivono a New York nascondendo agli umani la loro vera natura, devono fare i conti con un misoterioso omicidio, la sorella di Biancaneve, Rosa Rossa, è sparita lasciandosi alle spalle appartamento devastato, e pieno di pozze di sangue. Il giallo, come già detto un tantinello mediocre, che si dipana fino alla risoluzione finale in questi primi quattro numeri, fa da sfondo alla presentazione dei personaggi e del loro mondo, Favolandia, nonchè della  loro situazione di profughi nella New York degli anni 2000.
Farete la conoscenza di Biancaneve, di Re Cole, del Lupo, di Jack della pianta dei fagioli, di una sboccatissima Cenerentola, della Bella e la Bestia, di un atipico Principe Azzurro ed un inacidito Pinocchio, incazzato con la Fatina dai capielli turchini per averlo trasformato in un eterno bambino, con le voglie sessuali  di un ventenne arrapato. Il tutto disegnato da un Medina così anni '90, che di tanto in tanto si lascia andare disegnando splash page di sicuro effetto, come quella che vi ho postato più su. anche se inutile ricordarlo, desaturate perdono molto della loro appetibilità.
Insomma, tra i titoli che invadono le edicole tra settembre e ottobre:  una carrellata di nuovi titoli dell' Editoriale Cosmo ( di cui parleremo nel post Fiera, dedicando una recensione al fantasy La Leggenda, ed alla miniserie di 10 numeri franco- italiana, Il Decalogo), il nuovo bonellide VertigoRw Y L'ultimo uomo, ed il primo bonellide formato comics di Recchioni Orfani, Fables, nonostante l'incipit timidino, merita la vostra attenzione, a sentire tutti è una serie di tutto rispetto, ed è opinione universalmente condivisa che il primo arc sia uno dei più anonimi. Non resta che dargli fiducia per qualche altro numero, d'altronde dare fiducia a Dragonero è servito, non vedo perchè non darlo anche ad una serie che era ed è uno dei fiori all'occhiello della semi-compianta Vertigo.
Baci ai pupi.


mercoledì 13 marzo 2013

Ecco qualcosa di veramente nuovo: Zombie the Waking

"Chiamiamolo Walking Dead, senza THE."
"Non è una grande idea, anche perchè quelli della Skybound sono parecchio avvelenati sulla questione dei diritti d'autore, se sò sbranati anche tra loro."
"Cazzo però TheWalking Dead era ottimo."
"Te credo capo, infatti stanno a fa i miliardi."
"Aspetti ho trovato ho trovato! Chiamiamolo Zombie the Waking! Come lo vede?"
"Penso che fa cagare, però come si dice chi tardi arriva male alloggia."
"Su capo non si butti giù, d'altronde anche noi possiamo vantare la nostra novita..."
"Cioè?"
"I nostri zombi mica vanno in giro ciondolando, lenti e mugugnando."
"Capirai, che fanno urlano e gridano? 28 giorni non l'hai mai visto?"
"Quelli urlavano i nostri invece parlano e pensano coerentemente."
"Crossed di Garth Ennis, insomma se non chiudiamo per le vendite basse chiudiamo per le querele."
"Macchè capo, gli Scrociati erano vivi, i nostri sono morti, sono zombi intelligenti."
"Ah, annamo bene."

Musica nuova in cucina dove la patata è Regina.

Ha cominciato qualche anno fa la GP con le sue iniziative da edicola, a  ruota poi  sono seguite Aura e SaldaPress, con le loro proposte a basso costo in formato Bonellide, ora si fa avanti anche la 7age, che porta nelle edicole italiane i prodotti dell'indipendente americana Zenescope Ent.
Uno di questi nuovi titoli è appunto Zombie The Waking, di Gregory e Drujiniu.
Cos'è Zombie the Waking?
Pare sia una miniserie di 3 numeri, stampati in formato bonellide, come detto pocanzi, in scala di grigi (la versione originale è a colori, ma per 2,90, il convento questo ve passa) il primo volumento da 64 pagine (poche rispetto a quasi tutti gli altri compagni di scaffale), ed ovviamente parla dell'enesima rivisitazione dei morti viventi e dell'apocalisse che portano.
Sarei molto molto cattivo bocciarlo a priori, questo Zombie, potrà fallire come horror, e sicuramente non ha dietro il lavoro mastodintico sulle psicologie che hanno reso il fumetto di Kirkman uno dei migliori titoli del 2000, eppure come poliziesco non è proprio da buttare via al primo numero.
I dialoghi non sono malvagi, e di personaggi, nonostante qualche picco di banalità sulla sceneggiatura, sanno comunque conquistare la simpatia del lettore, la prosa di Gregory e le sue acrobazie sulla timeline della storia, stuzzicano quel tanto che basta la curiosità del lettore per ricordarsi dei prendere i secondo numero.

Anche i disegni di Drujiniu fanno la loro parte, il disegnatore ha una variegata gamma di prospettive, le tavole non sono assolutamente statiche, al contrario danno un  onesto, genuino e sostenuto ritmo alla storia , che però in tutta franchezza dovrebbe decisamente decollare il prossimo mese.
Voto Finale - 6 1/2  - ma la prenderò tutta. Aspettiamo di vedere  cosa succede con il propagarsi dell' infezione, e con il  proliferare di questi Zombie-Killer, che sembra conservino gran parte dell' intelligenza, e siano più dediti all'omicidio che al cannibalismo.
Il volumetto, non raggiunge il sette pieno per  l'esiguo numero di pagine, 64, la latitanza di editoriali degni di questo nome, e l'assenza delle copertine originali.
Per il resto questa miniserie non ha nulla di cui vergognarsi.
Auguri sinceri a quelli della 7Age, e spero accolgano i consigli. 
Baci ai pupi.