Si, questo è un altro blog sui fumetti. E come suggerisce il nome, indica una malattia: la dipendenza dai fumetti.

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mercoledì 12 giugno 2013

Dragonero - Il Fantasy Made in Italy

"Presentare una novità in edicola di questi tempo può apparire persino un pò folle, ma le crisi che ciclicamente colpiscono anche il mondo del fumetto non hanno mai impedito alla nostra casa editrice di proporvi nuove idee, sfidando le difficoltà del momento" Davide Bonelli sul primo numero di Dragonero.
Ora ad essere maligni , una nuova serie fantasy, con tanto di Draghi e Maghi, con tutto il trambusto che sta facendo Games Of Thrones, mi sembra l'unica scelta tutt'altro che folle per consolidare una posizione di vantaggio in edicola. Ma sarebbe una maligna provocazione, e poco altro, d'altronde il deja-vu è solo iniziale, e non che poi Martin adesso, ha il monopolio di draghi, castelli picche e cavalieri, per ora Dragonero in comune con GOT, ha solo il fatto che di draghi se ne parla molto ma si vedono poco, e che a stargli troppo vicino di rischia di finire in carbonella. Stop. Nient'altro.
Anzi direi che più che la fantapolitica medioevale delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, Dragonero, ricorda più il vecchio Dungeon and Dragons, Maghi, Draghi cavalieri ed Orchi.
Attenzione. Questo Dragonero, perchè il romanzo a fumetti Bonelli uscito nel 2007, ed oggi venduto a prezzi tipicamente italiani su Ebay, aveva molto  in comune con l'opera di Martin, tanto da rischiare una bella denuncia per plagio, è vero la Barriera è stata ribattezzata Il Grande Vallo,  una muraglia che taglia longitudinalmente il continente separando Erondar, (la terra di mezzo di Tolkien, o se volete la Westeros di Martin) da Varliendar, la terra dei draghi Bonellide, detta anche Regno Oscuro, abitata da esseri misteriosi ed alieni, gli Algenti, gente strana tipo quella che riunisce Mance Ryder, e sentite l'ultima, questo Grande Vallo è presidiato da uno speciale ordine di Cavalieri: Le Guardie Rosse, e sì perche I cavelieri della Notte, per gli amici i Corvi Neri erano già stati presi.
Ma che ci crediate o meno, non sono qui per parlar male di questo nuovo fumetto, tutto questo, nel nuovo numero uno non compare affatto (per ora), e non credo comparirà, proprio per le inquietanti somiglianze con la fortunata saga dello scrittore statunitense.

Lasciamo perdere il passato,d'altronde vi sconsiglio ampiamente l'acquisto di questo mattone bonellide, non perchè sia brutto, io lo sto leggendo proprio in questi giorni, preso in prestito da un bonelliano fervente, ma perche costa -adesso- la spropositata cifra di 99.00€, ennesimo esempio di come in Italia, a parecchie persone il cervello scorreggi, letteralmente . 

Quindi in sostanza Dragonero #01 come è?
Ma è carino, tutto sommato si lascia leggere tranquillamente, se non co di aspetta un capolavoro, il punto forte sono i disegni di Giuseppe Matteoni, puliti, chiari, con personaggi  ben definiti, sia nei campi lunghi che nei piani.
Nelle prime pagine, si assiste ad un ipercinetico inseguimento per i tetti di Baijadan, degno persino dei primi minuti del film Casino Royale di 007, con le sue scene di parkour.
Matteoni e la sceneggiatura di Enoch e Vietti  sfruttano al meglio le risocate misure delle tavole bonelliane, suddividendo le stesse, in una maniera mai monotona o ripetitiva, se do considera la tradizione dell'editore, una scelta a vantaggio del ritmo della narrazione, che veloce se non fresca,  fino all'ultima pagina.  
La storia, se si soprassiede alla quantità imbarazzante di dejavu,  è per adesso quasi interessante: Ian Aranill, fa parte di una famiglia di cacciatori di Draghi, lui è la sua spada, tagliatrice crudele, (che però come nome non batte, nè Lungo Artiglio e tantomeno Durlindana), hanno affrontato ed ucciso uno degli ultimi Draghi Senzienti al di là del Grande Vallo, e nel momento in cui leggiamo, è insiema alla sua compagnia: un Orco, Gmor, un' elfa, Sera,e la bella Tecnocrate Myrva, alle prese con una indagine su alcuni trafficanti di armi, che sembrano essere venuti in possesso di una temibile arma chiamata Fango Pirico, una soluzione altamente combustibile, che brucia persino in acqua, e se la cosa vi fa pensare all' Altofuoco, non è certo colpa mia. Con il quale lo stesso Ian ha già avuto a che fare in passato.
Comunque nel complesso Dragonero, è budget permettendo, da tenere in considerazione, come esperimento fantasy direi che è riuscito, teniamo presente che come genere stesso, il fantasy come stile narrativo, ha regole estremamente rigide, e vive di citazioni, di opere divenute dogmatiche per il genere.  Certo 98 pagine sono un pò poche per giudicarlo senza riserve, e sono un po troppo care a 3,30 euro, certo personalmente non ho apprezzato le sfumature un tantinello steampunk, dell'ordine dei "Tecnocrati", una lincenza che ha introdotto nel fumetto oggetti o termini leggermente anacronistici, è il caso della bella Xara, che usa occhiali schermati, binocoli, ed il termine "operai", parola che tecnicamente verrà usata solo millenni dopo a cavallo della rivoluzione industriale. 
Ma direi che a parte questi difetti sparso il primo numero di questa nuova testata Bonelli non è del tutto disprezzabile, la storia si interrompe, quindi suggerisce una narrazione continua, diversa da quella di Dylan Dog  e co., con storie che trovavano epilogo al massimo in 2 uscite. 
E gli autori hanno già annunciato un blog, l'immancabile pagina Facebook, ed addirittura un mappa del mondo su cui si muovono questi cavalieri de noantri, disponibile sull'appstore. Insomma ci si adopera quel che si può per tenere alta la godibilità.
Senza spoilerarvi più di tanto e senza approfittare oltre delle vostre cellule cerebrali, chiudiamo con il dire che Dragonero tutto sommato tiene la sufficienza, in buona sostanza, si è lasciato velocemente e merita una seconda opportunità, gli scrittori Enoch-Vietti hanno dato modo di sapere impostare una trama tutto sommato intrigante, veloce, certo con una sceneggiatura non sempre solida, ( il comportamento disponibile dell'Orco durante l'incontro col protagonista alla fine dell'incursione ai danni della sua gente, è quantomeno irreale). Quello che alza la media peró sono i disegni di Matteoni che spero resti sulla serie un bel pò.
Baci ai pupi.

DRAGONERO #01- Il sangue del Drago di Enoch-Vietti-Matteoni. Brossurato ed. Sergio Bonelli. 98 pag. B/N 3,30€

martedì 23 aprile 2013

La Saga segata

Saga non è malvagio come fumetto, ma dire non è malvagio, è ben diverso che dire che è un fumettone imperdibile, sia chiaro è carino, la prosa è scorrevole, i dialoghi freschi e divertenti, la trama però è già un pò così,  è un pò sul deja-vù, due razze in guerra, un amore in mezzo, non è che brilli di novità, questo giulietta e romeo con gravidanza annessa, non so come mai spinga così tanto, certo i disegni della Staples, questo tratto sbarazzino  e sporco, si lascia ammirare, questa china disordinata mi ricorda un pò le tavole di HeroSquared, ma al di là dell' incentivo grafico, cioè io non vedo il capolavoro.
E' un fantasy stellare, dove per stellare voglio dire che è ambientato nello spazio, incantesimi ed astronavi, due generi che uniti abbattono qualsiasi schema, voglio dire, chi ti può venire a dire: "Ma dai che cagata un astronave di legno!"
E' Fantasy più fantascienza, se non apprezzi è perchè sei limitato, confinato nei tuoi schemi mentali stereotipati, dove Maghi ed Outer Space, sono come due parallele, viaggiano a fianco senza incontrarsi mai.
Che poi l'astronave di legno non è nemmeno sta novità!
I lettori di vecchia data di Lanterna Verde, ne avranno incontrata  una un pò di anni fa sulle pagine di DC: Action comics Weekly.
Vaughan introduce un bel pò di roba, in questa sua epopea d'amore, ma sono tutte trovate che si rifanno ad altri immaginari, questi Robot con la tv al posto della testa che di tanto in tanto visualizzano i loro pensieri, non sono proprio una novità. Dove li ho già visti?
In una trama del genere tutto sa un poco di già visto e già sentito, troppe volte per giustificare un tale seguito.
Se vogliamo premiare il non-sense, il surrealismo che è alla base dei personaggi, allora Saga è il fumetto dell'anno, ma al di là di questo, non ci vedo molto altro:
Una carceriera ed un prigioniero, che si innamorano e scappano da un mondo in guerra, entrambi gli schieramenti decidono che questa unione è una minaccia per la loro causa, embè  e dove sarebbe la novità?  Cioè è Romeo e Giulietta, con la trombata e con più parolacce nei dialoghi.
Sarà mica che siamo alle solite? Ossia che i meriti di autore ed editore premiano di riflesso anche  le loro iniziative più deboli?
D'altronde non sarebbe la prima volta che un fumetto,  sia, a prescindere, molto caldeggiato per via del nome dell'autore ( e in Italia poi, funziona così anche per l'editore).
Mark Millar per esempio è di rendita che campa, ma poco della sua produzione post Ultimates merita minimamente il paragone con la stessa. Forse anche per Vaughan funziona così, co-autore di Lost, creatore di Ex-Machina e Y the Last Man, sono crediti che bastano per accogliere benevolmente anche questa Saga.    
Torno a ripetere che non l'ho trovata brutta, ma certo non credo valga il prezzo del volume.
Di certo visto che in fumetteria allo stesso prezzo sono disponibili altre letture (ed altre edizioni), non  credo proseguirò nella lettura.

Un minimo di trama:
Spazio ultima frontiera: Alana non è un granchè come soldato, infatti i capi decidono di mandarla a fare la carceriera, tanto con il fucile è una mezza tacca, quando però nelle prigioni arriva quel belloccio cornuto di  Marko, (che ha sia le corna che un ex moglie), si rivela una mezza tacca anche come idealista, si innamora del nemico, e scappa con lui, nella fuitina d'amore ci scappa anche il bebè, la voce fuori campo del fumetto.
E così: Questo matrimonio non s'ha da fare!   E' opinione unanime infatti, sia dei capoccia del pianeta di Alana che di quelli del pianeta di Marko, che questa relazione deve finire prima di subito, ed il frutto dei loro lombi deve essere catturato e studiato, ed è così che i due amanti si trovano alle costole il Principe Robot IV ed un paio di pittoreschi cacciatori di taglie noti come: Il Volere ed il Segugio.
Ma il pittoresco in Saga è di casa, tra i personaggi che andremo a conoscere nelle pagine a formato ridotto della BAO, c'è anche Izabel, il fantasma di una ragazzina esplosa su una mina.

Una delle deliziose copertine "segate" nell'edizione Bao
E ci fermiamo qui con il Plot, non voglio rovinarvi le poche sorprese che questo fumetto ci nasconde.
Il volto finale comunque è una sufficienza scarsa, un cinque più più più, insomma: Vaughan è un ottimo scrittore, prosa e dialoghi sono appetitosi e scorrevoli, ma la storia sa troppo di scopiazzature varie, le matite della Staples sono qualcosa di delizioso, unico vero motivo per considerare l' acquisto di questo volume, l'edizione italiana invece è pessima, troppo cara, inspiegabilmente ridotta, orfana di qualsivoglia editoriale e priva più o meno delle copertine originali dei numeri interni. Ma almeno, stavolta stampata in Italia.
Io prima di fiondarmici a testa bassa fomentato dall tam tam della rete ci darei più di un occhiata. ( A me l'hanno regalato, ed è il motivo per cui sono così serafico nel commento)
Baci ai pupi.

Saga di Brian K. Vaughan, Fiona Staples (Brossurato 15,7 x 23,6 168pp  € 14.00





                                                                                                            < Qui di lato la copertina Bao ridotta e segata rispetto all'edizione originale in alto nell'articolo.